Mese: Aprile 2020

  • Edwin Lutyens – Rashtrapati Bhavan

    Edwin Lutyens – Rashtrapati Bhavan

    L’ARCHITETTURA

    Rashtrapati Bhavan è la residenza ufficiale del Presidente dell’India. Può sia riferirsi alla sola residenza (di 340 stanze) che ospita gli appartamenti presidenziali, saloni, camere degli ospiti ed uffici, sia all’intera tenuta di 130 ettari che include i giardini moghul presidenziali, ampi spazi aperti, gli alloggi del personale, le scuderie, gli uffici secondari ed altri edifici compresi nelle mura perimetrali. Per fare un paragone, l’intero complesso della Casa Bianca negli Stati Uniti è 17 volte più piccolo. È la terza residenza più estesa di un capo di Stato del mondo dopo il Palazzo del Quirinale a Roma e Ak Saray ad Ankara.

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    Edwin Landseer Lutyens

    L’ARCHITETTO

    Sir Edwin Landseer Lutyens (Londra, 29 marzo 1869 – Londra, 1º gennaio 1944) è stato un architetto e designer britannico, noto per la fantasia con cui adattò gli stili architettonici tradizionali alle esigenze della sua epoca. Progettò molte case di campagna inglesi. Fu incaricato, inoltre, di progettare l’impianto urbanistico di Nuova Delhi. Figlio di Charles Henry Augustus Lutyens e Mary Theresa Gallwey, Edwin nacque a Londra, ma si trasferì in tenera età a Thursley (Surrey), dove trascorse la giovinezza. Lutyens studiò architettura alla South Kensington School of Art di Londra dal 1885 al 1887. Dopo il college fu assunto dallo studio degli architetti Ernest George e Harold Peto, dove incontrò per la prima volta Sir Herbert Baker. L’artista morì a Londra nel 1944 all’età di 74 anni.

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  • Le Passeggiate del Direttore: Sekhmet, i colossi di Memnon e la Iside di Copto

    Le Passeggiate del Direttore: Sekhmet, i colossi di Memnon e la Iside di Copto

    Cosa c’è di meglio di una web serie per tenervi compagnia? A grande richiesta, vi presentiamo LE PASSEGGIATE DEL DIRETTORE, la prima stagione di una serie firmata dal Museo Egizio, un viaggio nella storia suddiviso in brevi episodi. 

    Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. Nel 2004 il ministero dei beni culturali l’ha affidato in gestione alla “Fondazione Museo Egizio di Torino”. Nel 2019 il museo ha fatto registrare 853 320 visitatori, risultando il sesto museo italiano più visitato. Nel 2017 i Premi Travellers’ Choice di TripAdvisor classificano l’Egizio al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia, al nono in Europa e al quattordicesimo nel mondo.
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    Le Passeggiate del Direttore: Sekhmet, i colossi di Memnon e la Iside di Copto

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    IMMAGINE DI APERTURA – Ingresso del museo egizio, Torino (Fonte Wikipedia)

  • Bertel Thorvaldsen – Le tre Grazie

    Bertel Thorvaldsen – Le tre Grazie

    Le Grazie con Cupido

    LA SCULTURA

    Le tre Grazie, o Le Grazie con Cupido, è un gruppo scultoreo in marmo realizzato dallo scultore Alberto Thorvaldsen (1770-1844) in diverse esecuzioni. L’esemplare scolpito nel 1820-1823 è esposto al Museo Thorvaldsen di Copenaghen in Danimarca. Il soggetto mitologico delle Grazie ricorre nella produzione scultorea di Thorvaldsen nell’arco di tutta la vita; a cominciare dalla prima realizzazione del 1804, lo scultore ritorna sul tema nel 1817, nel 1819, nel 1821 e, ormai in età avanzata, con il gesso conservato all’Accademia di San Luca di Roma, nel 1842.

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    Joseph-Marie Vien

    L’ARTISTA

    Bertel Thorvaldsen, noto in Italia come Alberto Thorvaldsen o anche Thorwaldsen, (Copenaghen, 17 novembre 1770 – Copenaghen, 24 marzo 1844), è stato uno scultore danese, esponente del Neoclassicismo e maggior rivale di Canova. Operò principalmente a Roma, sua patria artistica adottiva. La sua fama fu grandissima fra i contemporanei e pari a quella di Canova; nel tempo il giudizio critico sulla sua opera si è limitato riconoscendole un valore meramente culturale.

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  • Jean-Auguste-Dominique Ingres – La grande odalisca

    Jean-Auguste-Dominique Ingres – La grande odalisca

    La grande odalisca

    IL DIPINTO

    La grande odalisca (La grande odalisque) è un dipinto a olio su tela (88,9 cm×162,56 cm) di Jean-Auguste-Dominique Ingres, realizzato nel 1814 e conservato dal 1899 nel museo del Louvre di Parigi. Sebbene sia stata pesantemente criticata per le sue fattezze sproporzionate al Salon del 1819, anno della sua prima esposizione, l’opera ricevette un consenso unanime positivo dopo un arco di tempo di circa dieci anni. Riferendosi al dipinto il professore d’arte Robert Rosenblum la definì: «Una pigra creatura dell’harem, i cui piedi non sono mai stati segnati o sporcati dall’uso, l’odalisca è presumibilmente in mostra passiva per il nostro diletto… Giace reclinata nel lusso ovattato, carezzata da rasi, sete, pellicce e piume.»

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    Jean-Auguste-Dominique Ingres

    L’ARTISTA

    Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 29 agosto 1780 – Parigi, 14 gennaio 1867) è stato un pittore francese, considerato uno dei maggiori esponenti della pittura neoclassica. Nacque a Montauban, in Francia, primo di sette fratelli (cinque dei quali sono sopravvissuti al periodo neonatale). Il padre, Jean-Marie-Joseph Ingres (1755–1814), era un decoratore e miniatore non privo di talento; la madre, Anne Moulet (1758–1817), era invece la figlia quasi analfabeta di un parrucchiere. La formazione di Ingres avvenne nell’ambito artistico francese sotto la guida del padre, che fu in grado di valorizzare il precoce talento del figlio introducendolo all’esercizio del disegno. A partire dal 1786 iniziò a seguire le lezioni dell’École des Frères de l’Éducation Chrétienne locale; Ingres frequentò la scuola sino a quando venne chiusa a causa di alcuni tumulti popolari che già preludevano allo scoppio della Rivoluzione Francese.

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  • Fabiano Massimi – L’angelo di Monaco

    Fabiano Massimi – L’angelo di Monaco

    Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, L’angelo di Monaco è un thriller in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.

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    IMMAGINE DI APERTURA:  Foto di bluebudgie da Pixabay 

  • MyBrera: L’ascolto visibile

    MyBrera: L’ascolto visibile

    Il progetto “myBrera” rende visibile il ruolo di tutta la squadra di Brera (Pinacoteca, Biblioteca, Mediateca) attraverso i ritratti scattati da James O’Mara. A ognuno è stato chiesto di scegliere un’opera, un oggetto, un luogo per offrire un personale punto di vista, condividendo una descrizione emotiva dell’arte e della cultura.

    La Pinacoteca di Brera è una galleria nazionale d’arte antica e moderna, collocata nell’omonimo palazzo, uno dei complessi più vasti di Milano con oltre 24000 metri quadri di superficie. Il museo espone una delle più celebri raccolte in Italia di pittura, specializzata in pittura veneta e lombarda, con importanti pezzi di altre scuole. Inoltre, grazie a donazioni, propone un percorso espositivo che spazia dalla preistoria all’arte contemporanea, con capolavori di artisti del XX secolo. Un tratto caratteristico di Brera, che lo differenzia da altri musei italiani, è la presenza di grandi capolavori di diverse scuole: lombarda, toscana e dell’Italia Centrale, veneta oltre che di dipinti importanti di scuola fiamminga. Questo deriva dall’impostazione data al museo fin dall’epoca napoleonica, quando fu concepito come luogo rappresentativo di tutta l’arte italiana di ogni epoca e di ogni regione, accogliendo opere prelevate da chiese e conventi (parte dei quali soppressi), nell’ottica illuministica e “rivoluzionaria” (che condivide con il Louvre) di mettere a disposizione del pubblico quadri fino allora difficilmente accessibili.
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    La Biblioteca Nazionale Braidense appartiene allo Stato e dipende dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, del Ministero per i Beni e delle attività culturali e del turismo; è la terza biblioteca italiana per ricchezza del patrimonio librario, attualmente comprensivo di circa 1.500.000 unità. In virtù delle normative vigenti sul diritto di stampa, la Biblioteca riceve dagli editori di Milano e provincia il 40% delle pubblicazioni nazionali, il che concorre ad accrescerne di continuo il posseduto. Tra i maggiori sottoinsiemi di quest’ingente patrimonio ricordiamo: i 2.367 manoscritti, i 40.000 autografi, i 2.368 incunaboli, le 24.401 cinquecentine, le oltre 23.000 testate di periodici di cui 4.500 correnti, le 5.200 stampe fotografiche anteriori al 1950, i 50.000 negativi su lastra, le 30.000 bobine di microfilm che riproducono 1.300 testate di periodici, le 120.000 microforms.
    Dal luglio 2015 è confluita nel sistema museale della Pinacoteca di Brera, sotto la direzione generale di James M. Bradburne. È sita a Milano, in via Brera 28.
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    MyBrera

    IMMAGINE DI APERTURA – Schermata della Home MyBrera

  • Cosimo Morelli – Palazzo Braschi

    Cosimo Morelli – Palazzo Braschi

    Palazzo Braschi – Museo di Roma

    IL PALAZZO

    Palazzo Braschi è un palazzo di Roma, sito nel rione Parione, compreso tra piazza San Pantaleo, via San Pantaleo, via della Cuccagna, via di Pasquino e piazza Navona. Ospita al suo interno il museo di Roma dal 1952. Per volere di papa Pio VI il vecchio palazzo fu demolito nel 1791 e su committenza del principe Luigi Braschi-Onesti, nipote del pontefice, fu eretto un nuovo edificio, progettato dall’architetto imolese Cosimo Morelli. I lavori si interruppero nel 1798 a causa della morte del papa e ripresero nel 1802, concludendosi due anni dopo. Il palazzo rappresenta uno degli ultimi esempi del nepotismo pontificio, infatti per la costruzione furono impiegati anche fondi provenienti dalla Chiesa.

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    Francesco Cosimo Cassiano Morelli

    L’ARCHITETTO

    Francesco Cosimo Cassiano Morelli (Imola, 6 ottobre 1732 – ivi, 26 febbraio 1812) è stato un architetto italiano. Nella sua vita costruì 40 chiese, tra cui varie cattedrali, undici teatri e palazzi in tutto lo Stato Pontificio. La sua opera fu espressione emblematica del trapasso dal gusto arcadico del tardo barocco a quello più asciutto dello stile neoclassico, al quale tuttavia non aderì in senso strettamente antichizzante.

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  • Luigi Acquisti – La statua del cane Tago

    Luigi Acquisti – La statua del cane Tago

    LA SCULTURA

    La statua del cane Tago fu commissionata nel 1777 all’artista forlivese Luigi Acquisti dal marchese Tommaso de’ Buoi per celebrare la fedeltà del proprio cane di razza weimaraner il quale, per la gioia di veder rincasare il padrone dopo una lunga assenza, si sporse dal davanzale della finestra fino a cadere e quindi morire. La statua di terracotta fu collocata proprio sulla finestra di Casa de’ Buoi, l’ex sede del Settore Sistema culturale, giovani e Università del Comune di Bologna, nel cortile interno del numero 24 di via Oberdan. Lì rimase per oltre 200 anni, esposta alla curiosità del bolognesi ma anche alle intemperie.

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    L’ARTISTA

    Luigi Antonio Acquisti (Forlì, 1745 – Bologna, 1823) è stato uno scultore italiano, noto soprattutto per le sue opere in stile neoclassico. Ricevette le prime impressioni di opere scultoree nella sua città natale, dove poté ammirare, tra l’altro, capolavori di Antonio Rossellino, di Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole, di Tommaso Fiamberti. Si recò quindi a studiare all’Accademia pontificia di Bologna, sotto l’influenza di Giuseppe Maria Mazza e di Angelo Piò, ed eseguì in quella città le sue prime opere. Trasferitosi, agli inizi del XIX secolo, a Roma, vi assorbì lo stile del Neoclassicismo, soprattutto ad opera di Antonio Canova, abbandonando il precedente stile settecentesco. Nel 1803 venne ammesso nell’Accademia di San Luca. È sepolto alla Certosa di Bologna.

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  • Le Passeggiate del Direttore: L’Egitto e i Savoia

    Le Passeggiate del Direttore: L’Egitto e i Savoia

    Cosa c’è di meglio di una web serie per tenervi compagnia? A grande richiesta, vi presentiamo LE PASSEGGIATE DEL DIRETTORE, la prima stagione di una serie firmata dal Museo Egizio, un viaggio nella storia suddiviso in brevi episodi. 

    Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. Nel 2004 il ministero dei beni culturali l’ha affidato in gestione alla “Fondazione Museo Egizio di Torino”. Nel 2019 il museo ha fatto registrare 853 320 visitatori, risultando il sesto museo italiano più visitato. Nel 2017 i Premi Travellers’ Choice di TripAdvisor classificano l’Egizio al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia, al nono in Europa e al quattordicesimo nel mondo.
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    Le Passeggiate del Direttore: L’Egitto e i Savoia

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    IMMAGINE DI APERTURA – Ingresso del museo egizio, Torino (Fonte Wikipedia)

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