Roma, Mitreo Arte Contemporanea: Giulio D’Anna e gli Aeropittori italiani – L’Aeropittura Futurista

Venerdì 31 maggio 2024 alle ore 19.00, il Mitreo Arte Contemporanea presenta una grande esposizione sull’Aeropittura Futurista: Giulio D’Anna e gli Aeropittori Italiani, a cura di Anna Maria Ruta e Maurizio Scudiero, con il patrocinio del Ministero Aeronautica Militare, della Regione Lazio e di Roma Capitale, organizzato dalle Associazioni culturali M.I.C.RO MitreoIside e sponsorizzato dall’Associazione Culturale FUTUR-ISM, il più grande portale del Futurismo mondiale. 

GIULIO D’ANNA E GLI AEROPITTORI ITALIANI
L’Aeropittura Futurista in mostra
A cura di Anna Maria Ruta e Maurizio Scudiero

Pre-apertura e conferenza stampa
31 maggio 2024 ore 19.00 – su invito/accredito

Mitreo Arte Contemporanea
Via Marino Mazzacurati 61/63 – Roma
Dal 1 giugno al 5 luglio 2024

La mostra nasce dall’incontro di Monica Melani, fondatrice e direttrice artistica del Mitreo e  Salvatore Carbone, direttore artistico dell’associazione culturale M.I.C.RO che da anni lavora per la diffusione del “verbo” futurista in Italia e all’estero, in sinergia con storici dell’arte e collezionisti con il comune intento di contribuire alla necessaria azione socio-culturale dell’arte nelle periferie urbane, e per consolidare la vocazione del Mitreo Arte Contemporanea come presidio e polo culturale di sviluppo relazionale, coesione sociale ed emancipazione culturale di Corviale, in apertura dialogica con la sua città.

Il progetto si inserisce all’interno di un calendario di esposizioni dedicate al Futurismo che va dall’antologica su Baldessari futurista, inaugurata ad aprile a Rovereto, alla mostra su Giulio D’Anna al museo del Grabado in Spagna, a quella su Depero prevista per il mese di luglio a Viareggio, per concludersi con la grande mostra sul Futurismo, organizzata dal Ministero della Culturache si terrà alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma in ottobre.

Nel Mitreo saranno esposte 70 opere di aeropittori e aeropittrici italiani: Giulio D’Anna, Giacomo Balla, Tato (Guglielmo Sansoni), Crali (Tullio Crali), Gerardo Dottori, Enrico Prampolini, Roberto Marcello Baldessari, Benedetta Cappa, Leandra Angelucci Cominazzini, Marisa Mori, Alfredo Gauro Ambrosi, Renato Di Bosso, Angelo Canevari, Nello Voltolina, Fillia (Luigi Colombo), Mino Delle Site, Adele Gloria, Albino Siviero Verossì, Ballelica (Elica Balla) Umberto Di Lazzaro, Osvaldo Bruschetti, Arturo Ciacelli, Sibò (Pierluigi Bossi), Enzo Benedetto, Cesare Andreoni, Pippo Oriani, Nicolay Diulgheroff, Mario Duse, Renzo Mazzorin, Barbara’ (Olga Biglieri), Ivanhoe Gambini, Bot (Osvaldo Barbieri), Luigi Martinati, Sepo (Severo Pozzati), Lucio Venna, Magda Falchetto e Fortunato Depero.

Grande attenzione, all’interno dell’esposizione, è stata data alla presenza delle artiste dell’aeropittura futurista che si sono distinte all’interno della corrente artistica, confermando lo spirito che anima la fondatrice del MitreoIside, nel rimettere al centro di ogni emozione, azione, progetto e relazione, l’unione armonica fra i generi – un patto d’amore reso ancor più necessario dalla conflittualità esasperata dei nostri tempi – ribadendo il ruolo e l’importanza di liberare, valorizzare e rimettere in circolo l’energia e la forza femminile di Corviale e non solo, che per sua natura, fluida e dinamica, sa e sente come accogliere, includere, mediare, creare e trasformare. 

In catalogo testi di storici dell’arte di riferimento degli artisti presenti: Maurizio Scudiero, Maria Teresa Ruta, Giancarlo Carpi e Elena Gigli; testi dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor, Albertina D’Anna, Claudio Cantella Presidente associazione M.I.C.RO, Monica Melani artista e Direttrice artistica del Mitreo Arte Contemporanea e Salvatore Carbone, Direttore artistico dell’evento.

Ma che cos’è l’Aeropittura? Ce lo svela Maurizio Scudiero nel testo critico: «Una prima, immediata, risposta potrebbe indicare delle opere d’arte, di pittura, genericamente ispirate al volo, o all’aeronautica, dunque una corrente artistica d’ispirazione aviatoria. In realtà, se da una parte è vero che l’Aeropittura trae la sua prima ispirazione dal volo, essa non va però confusa con tutto ciò che, indistintamente, al volo s’ispira. In questo caso sarebbe solo una pittura di genere. Invece, per essere tale, un’opera di Aeropittura deve rientrare in alcuni precisi parametri operativi che sono stati codificati in un manifesto teorico e programmatico da parte di un nucleo di artisti firmatari, verso la fine degli anni Venti. Tutto ciò perché l’Aeropittura fu in pratica una filiazione del Futurismo, o, per la precisione, una sua metamorfosi. E le opere che ne risultarono contemplavano le mutevoli prospettive visive offerte dal volo, del tutto nuove e rivoluzionarie rispetto a quelle terrestri proprio per questa continua modificazione dei punti di vista che costringevano il pittore a ulteriori sintesi e trasfigurazioni. L’Aeropittura, in altri termini, fu il risultato di un’acquisita nuova sensibilità visiva. La terra è osservata dall’alto e, cosa ancora più interessante, è osservata dinamicamente, dunque in una continua successione di visioni mutevoli. Tutto ciò il pittore deve poi riversare sulla tela, ma aggiungendovi inoltre anche il senso di una nuova coscienza spirituale quale risultante psico-fisica dell’affrancamento dalla pesantezza della condizione terrestre». 

E come specifica Anna Maria Ruta: «L’aeropittura attrae subito, pur se episodicamente, perché consente la sintesi, la trasfigurazione e un’accattivante moltiplicazione di forme e colori nel tentativo di rendere sulla tela planate, virate, decolli e di comunicare l’idea della relatività di spazio e tempo. È però solo nei primi anni Trenta che si moltiplicano opere e mostre e che l’aeropittura diventa la nuova prospettiva dei pittori futuristi, che vi indirizzano le proprie ansie interpretative e sperimentali con una varietà notevole di soluzioni: in alcuni predominando l’astrazione del corpo meccanico autonomo, in altri un lirismo fantastico, che guarda al paesaggio e ai monumenti sottostanti più che all’ aereo, nella maggior parte dei casi ritratto dall’ottica meccanica con tutte le rotondità volumetriche e i grigiori metallici propri».


INFO
 
GIULIO D’ANNA E GLI AEROPITTORI ITALIANI
L’Aeropittura Futurista in mostra
Ideazione e direzione artistica Salvatore Carbone
A cura di
Anna Maria Ruta e Maurizio Scudiero
Promossa e con il sostegno di Associazione culturale M.I.C.RO, MitreoIside Aps-Ets e Iside srl
Sponsorizzata da Associazione Culturale FUTUR-ISM
Con il patrocinio di Ministero Aeronautica Militare, Regione Lazio, Roma Capitale
Partner tecnici: Wikiamo srl, Cine3TV film tv studios
 
Pre-apertura e conferenza stampa 31 maggio 2024 ore 19.00 – su invito
Per accrediti e inviti scrivere a
info@mitreoiside.comoppure a roberta.melasecca@gmail.com

Apertura 1 giugno: ore 10.00-13:00 / 15.30-19.30
Fino al 5 luglio 2024 – INGRESSO GRATUITO con registrazione obbligatoria in loco
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30. Per visite scolastiche, altri giorni, orari e necessità, contattare il 3517887512 oppure scrivere a info@mitreoiside.com.
 
Mitreo Arte Contemporanea
Via Marino Mazzacurati, 61/63 – Roma
Tel. 3939593773 mail info@mitreoiside.comwww.mitreoiside.com

Ufficio stampa
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Casa Museo Matteotti. A Fratta tutto pronto per la riapertura

Fratta Polesine (Rovigo)
Apertura: 10 giugno 2024

Sarà una testimonianza della senatrice Liliana Segre ad accompagnare, insieme ad altre autorevoli voci, i visitatori che dal prossimo 10 giugno saranno accolti dalla Casa Museo di Giacomo Matteotti, riaperta a conclusione degli interventi di restauro dell’edificio e di completo riallestimento del percorso museale in esso proposto.

Questi interventi sono stati promossi e sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, d’intesa con la Regione del Veneto, il Comune di Fratta Polesine e l’Accademia dei Concordi di Rovigo, oggi proprietaria dello storico edificio, riconosciuto come Monumento Nazionale. Un finanziamento è stato assicurato anche dalla legge speciale votata dal Parlamento a sostegno delle iniziative per il Centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti.

La progettazione del nuovo volto della “Casa Museo Giacomo Matteotti” è stata affidata allo studio di architettura 120grammi, mentre il ripensamento e l’aggiornamento del percorso narrativo sono a cura di Luca Molinari Studio, team guidato dal professor Luca Molinari, ordinario di Teoria e Progettazione dell’Architettura presso la Seconda Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, con la supervisione storica del professor Giampaolo Romanato, presidente del Comitato Scientifico della Casa Museo e della Direttrice del medesimo Museo, dottoressa Maria Ludovica Mutterle.

Ingresso di Casa Matteotti – Foto di Valentina Zanaga

“La casa è, per definizione, il luogo del privato e dell’intimità familiare”, sottolinea il professor Molinari. “Ma è anche il luogo dove nascono e prendono vita ideali che spesso guidano una intera esistenza. Come è accaduto al giovane Giacomo che, pur da un ambiente privilegiato, osservava la miseria, l’indigenza, la sopraffazione dominante in un territorio, il Polesine, tra i più poveri d’Italia, decidendo di adoperarsi per modificare uno stato di cose che non era disposto ad accettare. Di qui l’adesione all’ideale socialista e l’avvio di una vita d’impegno sociale e politico che lo conduce nel 1919 ad essere eletto alla Camera dei Deputati e nel ’22 alla carica di segretario del Partito Socialista Unitario, fino all’aperta opposizione a Mussolini, accusato di brogli elettorali e di scandali finanziari. Il regime rispose assassinando Matteotti”.

La Casa Museo prevede un percorso che inizia al piano terra, dalle stanze della quotidianità: la cucina, la sala da pranzo, lo studio-biblioteca. Accanto ai semplici mobili di casa, il nuovo progetto di allestimento svilupperà in questi ambienti il racconto del Polesine che Matteotti conobbe da ragazzo. Al primo piano, con le camere da letto, la biblioteca di famiglia, il pianoforte e lo spazio dedicato alla musica, rivivranno i legami e le passioni di una famiglia colta, capace di tessere importanti relazioni, pur da questo angolo di Polesine, anche in virtù di parentele illustri come quella con il baritono Titta Ruffo, cognato di Matteotti. Il potere evocativo delle testimonianze private, una volta saliti al secondo piano, farà posto alle immagini e alle voci della vicenda pubblica di Matteotti e all’eredità antifascista nel tempo presente, suo grande lascito morale e politico.

“Lo spazio della Casa Museo vuole offrirsi come un luogo di riflessione sul nostro Paese, rappresentato in uno dei momenti più critici della sua storia, e come una potente lettura del ruolo centrale di Giacomo Matteotti nella storia italiana contemporanea. Nel nuovo percorso un’attenzione particolare sarà riservata al giardino della casa, proposto come luogo di introduzione alla visita museale, ma anche come spazio di riflessione e approfondimento, perché il visitatore avrà la possibilità di fermarsi tra gli alberi a leggere libri e testi reperibili all’interno”. A indicarlo è ancora il curatore professor Molinari.

Idealmente il percorso si estende oltre il perimetro della Casa Museo, nel piccolo borgo di Fratta Polesine, incredibile scrigno di tesori d’arte e di bellezza. Sul fiume che lambisce il giardino di Casa Matteotti si specchiano ben tre ville storiche: Villa Badoer, capolavoro cinquecentesco del Palladio, Villa Avezzù, elegante dimora veneta, e la Villa dei Carbonari, dove si formò uno dei primi nuclei della Carboneria italiana. Una storia che attraversa i millenni, come è testimoniato dalla Necropoli di Frattesina, la più estesa d’Europa, e dai reperti conservati al Museo Archeologico Nazionale, ospitato da una delle barchesse di Villa Badoer.


Info:       www.casamuseogiacomomatteotti.it
Fondazione Cariparo www.fondazionecariparo.it
 
Fondazione Cariparo
dott. Roberto Fioretto
Responsabile Ufficio Comunicazione
roberto.fioretto@fondazionecariparo.it
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI
Sergio Campagnolo
Ref. Simone Raddi simone@studioesseci.net

Bologna, Cimitero Monumentale della Certosa: Calendario estivo 2024

Si svolge dal 24 maggio al 2 novembre 2024 Certosa di Bologna. Calendario estivo, la rassegna di eventi culturali curata dal Museo civico del Risorgimento del Settore Musei Civici Bologna, con il contributo di Bologna Servizi Cimiteriali, per valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico, artistico e architettonico racchiuso nel Cimitero Monumentale, la cui rilevanza culturale è stata sancita al livello più alto da UNESCO con l’iscrizione nel 2021 nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità nell’ambito del progetto “Portici di Bologna“.

Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento

Certosa di Bologna. Calendario estivo 

24 maggio – 2 novembre 2024

Cimitero Monumentale della Certosa
Via della Certosa 18, Bologna

www.museibologna.it/risorgimento 
www.certosadibologna.it 

Giunto alla sedicesima edizione, il programma culturale estivo si è affermato come una delle più importanti iniziative intraprese nel quadro di un’articolata progettualità per il recupero e la valorizzazione del sito monumentale, sostenuta dal Comune di Bologna a partire dal 1999, che ha raccolto un interesse e un apprezzamento crescenti da parte del pubblico.
Un esempio, quello di Bologna, che si distingue tra i più precoci, a livello nazionale e internazionale, nella complessa sfida di trasformare la percezione dei cimiteri da luoghi deputati alla sepoltura dei defunti a siti di rilevante interesse culturale, dove è conservato un patrimonio in cui si riflette la storia delle città. Grazie ad una sensibilità sempre più diffusa, prendersi cura dei cimiteri oggi significa anche riappropriarsi della dimensione culturale che questi luoghi, veri e propri musei-giardino a cielo aperto, possono offrire come ambienti educativi permanenti per pubblici differenti, dai cittadini ai turisti, dagli adulti ai più giovani.

Come di consueto, la manifestazione bolognese prende avvio in occasione dell’annuale Settimana alla Scoperta dei Cimiteri Europei (Week of Discovering European Cemeteries) organizzata da ASCE- Association of Significant Cemeteries in Europe per sensibilizzare i cittadini europei sull’importanza dei cimiteri e presentarli in una prospettiva diversa a tutti i loro visitatori. L’iniziativa di quest’anno si svolge dal 24 maggio al 2 giugno e ha scelto come tema di riflessione il contributo dei cimiteri europei alla sostenibilità ambientale, dimostrando come essi siano alleati determinati nella lotta comune contro il cambiamento climatico. Tra le azioni e le iniziative concrete intraprese per ridurre l’impatto ambientale si possono ricordare: l’uso responsabile delle energie fossili e dell’acqua, la progressiva incorporazione di fonti energetiche rinnovabili, il rispetto della biodiversità vegetale e faunistica, la valorizzazione della vegetazione autoctona, la gestione responsabile dei rifiuti, la progressiva elettrificazione delle flotte di veicoli.


Le attività che si svolgono alla Certosa di Bologna il 24, 25, 26 e 29 maggio, 1 e 2 giugno si inquadrano inoltre nella serie di iniziative culturali con cui ogni annoil Tavolo Tecnico per la valorizzazione storico-artistica e turistica dei cimiteri monumentali italiani, istituitonel 2015 da Utilitalia – SEFIT (Servizi Funerari Italiani)aderisce alla Settimana alla Scoperta dei Cimiteri Europei. Tra i cimiteri storici e significativi italiani membri del Tavolo Tecnico si annoverano il Verano di Roma, il Monumentale di Torino, la Certosa di Bologna, lo Staglieno di Genova, il  Monumentale di Milano, la Certosa di Ferrara,  il Monumentale di Mantova, il Monumentale di Trento, il Cimitero della Villetta di Parma, il Monumentale di Verona, il Cimitero di Bolzano, Monumentale di Treviso, il San Cataldo di Modena, il San Michele di Venezia.

In Emilia-Romagna l’attenzione al valore di questi luoghi della memoria collettiva, caratterizzati dalla presenza di edifici e monumenti di rilevanza storico-artistica e valenza storico-culturale, è stata recepita sul piano normativo con la legge regionale 15 dicembre 2022 n. 21 per il riconoscimento e la valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici come cultural landscapes, la prima in Italia nel suo genere.

In coerenza con l’obiettivo legislativo di garantire la valorizzazione, conservazione e promozione di questi beni, favorendone la fruizione da parte dei cittadini, durante la Settimana alla Scoperta dei Cimiteri Europei la Città metropolitana di Bologna e il Settore Musei Civici Bologna per la prima volta promuovono un programma di iniziative coordinato tra i quattro cimiteri del territorio riconosciuti come “monumentali e storici”: Cimitero Monumentale della Certosa di BolognaCimitero del Piratello di ImolaCimitero di Medicina e Cimitero di San Giovanni in Persiceto.

Sono 79 gli appuntamenti proposti per il cartellone 2024 che intrecciano arte, storia, teatro, musica e danza per immergersi nella città della memoria e scoprirne le bellezze e i segreti, tra visite guidate, passeggiate artistiche, lezioni animate, percorsi, concerti e spettacoli, di cui oltre 50 fruibili nelle ore serali. Non mancheranno attività in altri orari della giornata – al mattino, di pomeriggio, al tramonto – capaci di offrire spunti di stupore, incanto e raccoglimento grazie alla spettacolarità della preziosa cornice monumentale e l’unicità delle scenografiche partiture architettoniche che si susseguono tra le sale, i portici, i chiostri e le logge racchiuse al suo interno.

Novità di quest’anno sono inoltre due iniziative espositive che, nella stagione autunnale, arricchiranno la programmazione per proseguire le suggestioni della Certosa al di fuori dei suoi confini.

Dal 28 settembre al 17 novembre 2024 il Museo civico del risorgimento ospita Lacrime di pietra, mostra collettiva di pittura figurativa, a cura di Erica Calardo, in cui trenta artisti dialogano con la Certosa di Bologna. Ogni artista si è confrontato con un’opera scultorea, cercando di coglierne l’essenza, dialogando idealmente con l’autore e la sua storia, con l’obiettivo di farne una sintesi personale nel pieno rispetto dell’originale. Pochi colori, forti contrasti. Le luci stagliate, materiche, impastate, corpose, fredde nei mezzi toni di passaggio, creano un contrappunto alle zone d’ombra morbide, calde, vellutate, scure e avvolgenti. La Vita e l’Oblio, la Luce e le Tenebre. Le figure sembrano emergere dal buio, urlando la necessità che le si ricordi.

Frutto di una nuova collaborazione con la Raccolta Lercaro è invece l’esposizione Oltre la memoria. Sguardi di vita alla Certosa allestita nel museo di via Riva Reno dal 24 ottobre al 17 novembre 2024. Vero e proprio museo a cielo aperto, la Certosa è luogo che offre allo sguardo del presente la memoria di chi è stato, eternata in gesti, dettagli e sfumature impressi nel marmo. In mostra una selezione degli scatti fotografici realizzati dal gruppo Arti Visive dell’Associazione Amici della Certosa: una sequenza di immagini capaci di mettere in luce frammenti di esistenze che non sono più ma che giungono a noi cristallizzate in un gesto, in una posa, nelle pieghe morbide di un abito o nelle trasparenze di un ricamo. Il risultato complessivo è un viaggio nell’oltre.

Anche in questa edizione il Calendario estivo interseca inoltre la seconda edizione di Bologna Portici Festival, la grande festa urbana promossa dal Comune di Bologna che dal 4 al 9 giugno 2024 celebra i portici patrimonio UNESCO e Bologna Città Creativa con interventi artistici site specific, valorizzazione di saperi antichi e progetti speciali. Mercoledì 5 giugno, dalle 20.00 alle 22.30 l’appuntamento Memoriae Pictae – l’arte si fa bella al cimitero offre un’occasione unica per passeggiare liberamente di sera sotto il portico del primo luogo dedicato ai monumenti del cimitero, il Chiostro Terzo. Per ammirare le tombe dipinte del primo Ottocento; incontrare pittori al cavalletto, oltre ad approfondire con testi e video – tramite codici QR- la storia delle Memoriae pictae.

Il calendario si prolungherà oltre la stagione estiva per concludersi simbolicamente nel segno del ricordo il 2 novembre, giorno in cui si celebra la Festività dei Defunti.

Con il Calendario estivo il Museo civico del Risorgimento rinnova ogni anno un patto di collaborazione con il mondo dell’associazionismo culturale, del terzo settore e delle guide turistiche professionali della città, per una divulgazione più sfaccettata e interdisciplinare negli approcci alla conoscenza del grandioso complesso monumentale e un sostegno concreto alla sua conservazione. Per ogni ingresso pagante, infatti, due euro saranno devoluti per la Certosa.

Eva Degl’Innocenti, direttrice del Settore Musei Civici Bologna, sottolinea: “La nuova rassegna estiva in Certosa – organizzata dal Settore Musei Civici Bologna, attraverso e grazie al grande lavoro della sua Area Storia e Memoria, in collaborazione e con il sostegno di Bologna Servizi Cimiteriali, e con il grande apporto degli Amici della Certosa, nonché con l’attività delle numerose associazioni culturali del territorio – di visite guidate, eventi e iniziative per grandi e bambini, quest’anno si arricchisce dell’importante progetto culturale coordinato dai Musei Civici felsinei e dalla Città metropolitana di Bologna che unisce i quattro cimiteri del territorio metropolitano riconosciuti come monumentali e storici dalla Regione Emilia-Romagna. Bologna, Imola, Medicina e San Giovanni in Persiceto presentano per la prima volta un programma comune di iniziative in occasione della Settimana alla scoperta dei Cimiteri Europei, promossa da ASCE – Association of Significant Cemeteries in Europe”.

Otello Sangiorgi, direttore del Museo civico del Risorgimento, osserva: “Esiste un rapporto vitale tra la città e il suo Cimitero, che anche grazie a questa rassegna sta diventando sempre più luogo di vita, di storia e di cultura, nel quale la memoria del passato  può illuminare di bellezza il presente: sono segno di questo legame le tante associazione culturali che hanno partecipato al bando, le due mostre che che si svolgeranno nell’ambito della rassegna – al Museo del Risorgimento e al Museo Lercaro – e soprattutto l’azione insostituibile degli Amici della Certosa,  che costituisce un esempio emblematico di alleanza tra istituzioni e cittadini nella cura dei beni comuni”.

Cinzia Barbieri, direttore generale di Bologna Servizi Cimiteriali, dichiara: “Anche quest’anno Bologna Servizi Cimiteriali ospita e sostiene con entusiasmo il calendario di eventi in programma in Certosa a partire dal mese di maggio, realizzato dal Museo civico del Risorgimento. In coincidenza con la Settimana alla Scoperta dei Cimiteri Europei, organizzata da ASCE – Association of Significant Cemeteries in Europe, prende avvio una rassegna di appuntamenti che – attraverso visite guidate, eventi e iniziative per grandi e bambini – contribuirà a rendere il Cimitero Monumentale di Bologna un luogo sempre più vissuto e piacevole. Uno spazio accogliente dove scoprire le tante meraviglie del nostro patrimonio storico-artistico, che trovano piena valorizzazione proprio in rassegne come quella in partenza ma anche nella presenza della Certosa nell’Atlante dei Cimiteri significativi italiani, pubblicato da Utilitalia – SEFIT (Servizi Funerari Italiani) come da protocollo di intesa firmato con il Ministero della Cultura. L’allestimento di sempre più numerose aiuole fiorite, il nuovo servizio di book-crossing, come pure gli interventi a favore della sostenibilità e del risparmio energetico, gli investimenti per il restauro e la valorizzazione delle opere d’arte, oltre al processo di riconcessione delle tombe monumentali, rientrano tra le azioni portate avanti da BSC in quest’ultimo periodo per migliorare l’esperienza in Certosa da parte di cittadini e turisti“.

Il Calendario estivo 2024 della Certosa di Bologna è realizzato da Settore Musei Civici Bologna | Museo civico del Risorgimento con: Associazione Amici della Certosa di BolognaAssociazione Co.Me.Te. APSAssociazione culturale Correnti d’Arte – Compagnia d’Arte DrummaticaAssociazione Dolci Accenti – Educazione Divulgazione Musicale,Associazione culturale Felsina PittriceAssociazione Culturale e Sportivo Dilettantistico JAYAAssociazione culturale RimacherideAssociazione La MetaGruppo teatrale Più o Meno APSMirarte Società Cooperativa SocialePeso Specifico TeatroRaccolta LercaroSentieri Sterrati APSTeatro circolare APSTraverso Teatro.

Con il contributo di Bologna Servizi Cimiteriali.
La rassegna fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Il programma completo degli appuntamenti è disponibile sui siti web www.museibologna.it/risorgimento e www.certosadibologna.it.



Informazioni
Museo civico del Risorgimento
Piazza Giosue Carducci 5 | 40125 Bologna
Tel. + 39 051 2196520 (reception e biglietteria) / 225583 (direzione e uffici)
www.museibologna.it/risorgimento | www.certosadibologna.it
museorisorgimento@comune.bologna.it 
Facebook: Museo civico del Risorgimento – Certosa di Bologna
YouTube: Storia e Memoria di Bologna
Instagram: @certosadibolognaofficial

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
X: @bolognamusei

Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
Elisabetta Severino – Silvia Tonelli
Tel. +39 051 6496653 / 6496620
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
elisabetta.severino@comune.bologna.it
silvia.tonelli@comune.bologna.it

Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna è parte di

BLUES E ROOTS MUSIC a sostegno di AGAL il 1° giugno a Torrazza Coste (Pavia)

BLUES E ROOTS MUSIC A SOSTEGNO DI AGAL
IL 1 GIUGNO A TORRAZZA COSTE (PV)

Si chiama “Blues per Agal” il Roots Music festival che sabato 1 giugno dalle ore 18:00 – con Ingresso ad offerta – presso la Tenuta Riccagioia a Torrazza Coste (PV) cercherà di raccogliere fondi a beneficio dell’Associazione Genitori e Amici del Bambino Leucemico (AGAL), in collaborazione con ERSAF Regione Lombardia e con il patrocinio del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e Comune di Torrazza Coste.

Un evento parecchio importante che ha visto l’immediata adesione di alcuni tra i principali artisti di spicco nel panorama del blues e della roots music italiana, quali Mandolin’ Brothers, Max De Bernardi & Veronica Sbergia, Mauro Ferrarese e Max Prandi, tutti a voler far parte di questa grande festa sociale, musicale e gastronomica.

A far da cornice al Blues per Agal banchi di degustazione di prodotti tipici del territorio dell’Oltrepò Pavese a completare la proposta multisensoriale che si terrà nella bellissima Tenuta Riccagioia, anche sede ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) che ha l’incarico di svolgere attività tecniche e promozionali per lo sviluppo e l’innovazione dei settori agricolo e forestale e per il territorio rurale.

Questo festival benefico, ideato da Mauro Ferrarese, arriva alla sua seconda edizione dopo l’ottimo esordio dello scorso anno con il  Vartweek di Varzi (PV) e “stapperà” le prime bottiglie alle ore 18:00 con un aperitivo Wines & Blues dove le sonorità di Max Prandi si mescoleranno alla degustazione di calici di vino identitario della cantina che ospita l’evento 2024.

Max Prandi è un veterano dei blues festival italiani ed europei, con una passione verso la musica afro-americana e statunitense talmente contagiosa che sarà impossibile non restare incantati dalla semplicità con cui questo artista sa raccontare storie importanti e coinvolgenti.

La corte della storica tenuta vedrà, dalle ore 19:00 susseguirsi sul palco allestito il restante degli artisti, capitanati proprio da Mauro Ferrarese che in compagnia di Alessandro Porro Beppe Semeraro ci darà l’ennesima dimostrazione della sua bravura in un set acustico dove con le sue chitarre resofoniche, a 12 corde e con il banjo ci porterà lungo quelle strade che il blues americano del Delta, di New Orleans, del Ragtime e degli Spirituals hanno fatto sì che potesse nascere la musica moderna.

Il testimone passerà, successivamente, agli amici Max & Veronica che, accompagnati da Mauro Porro ci porterà in un contesto fatto dei paesaggi malinconici del country, del folk e del blues che hanno reso ogni concerto del duo un evento particolare, tanto da essere considerati tra i principali e i più amati del genere in tutta Europa e parecchio richiesti anche negli USA.

A chiudere, e un po’ a fare gli onori di casa, arrivano – con la loro sferzata roots – i Mandolin’ Brothers, indubbiamente la formazione italiana più conosciuta ed amata quando si parla di Roots Music. Con una pluri quarantennale carriera la formazione vogherese, capitanata da Jimmy Ragazzon e Paolo Canevari, avrà sicuramente la capacità di richiamare l’attenzione del pubblico verso le loro canzoni che profumano di quell’America rurale e sincera che sa essere vicina a chi ha bisogno di aiuto.

Un ottimo esempio per raccogliere fondi a favore di Agal – ingresso ad offerta – in questo che è un progetto che merita per l’impegno degli organizzatori tutti e per lo spettacolo che saprà offrire.


Un viaggio che è anche una festa, ad un’ora da Piacenza, Milano o Genova la Tenuta Riccagioia a Torrazza Coste, sede dell’omonima cantina nonché centro di ricerca e di sviluppo innovativo per la viticoltura e l’agricoltura, dove ha sede il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e Valoritalia.

Facebook: https://www.facebook.com/associazioneagal
Web: https://www.associazioneagal.org/portale/
Email: info@associazioneagal.org
Tel: +39 0382 466489


Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com

Genova: L’installazione Case Aperte di UGO LA PIETRA alla Genova Design Week per il Festival del Tempo

La quinta edizione del Festival del Tempo presenta alla Genova Design Week 2024, l’installazione Case Aperte di Ugo La Pietra, a cura di Roberta Melasecca e con i testi di Roberta Melasecca e Manuel Canelles, inaugurata mercoledì 22 maggio e visitabile fino al 26 maggio 2024 nella Cappella Grimaldi del Complesso di Santa Maria di Castello a Genova. 

Genova Design Week – Festival del Tempo
Ugo La Pietra – Case Aperte
A cura di Roberta Melasecca
Con i testi di Roberta Melasecca e Manuel Canelles

22-26 maggio 2024 dalle 10.00 alle 22.00

Tavola Rotonda
“La Casa Pubblica: la sfida dell’arte e del design”
Con Ugo La Pietra, ADI Liguria, Edmondo Romano
25 maggio 2024 ore 16.00

Santa Maria di Castello – Cappella Grimaldi
Via di Santa Maria di Castello 27 – Genova

Case Aperte è una riflessione sulla rottura della barriera tra spazio pubblico e spazio privato, tra esterno ed interno, indagando, attraverso la dimensione domestica dell’abitare, il confine tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, tra quanto è intimo e personale e quello che è più comunitario e collettivo. L’opera si compone di una vera e propria libreria di elementi sovrapponibili realizzata in lamierino piegato, e di alcune casette allusive. “L’opera ricorda le mie ricerche che, fin dagli anni settanta, sono state rivolte verso l’invenzione e l’applicazione di strumenti per la comprensione e il superamento tra spazio privato e spazio pubblico.”, afferma l’artista. 

“Una casa aperta concede la possibilità, e l’opportunità, di dipanare una struttura narrativa, un tempo del racconto e dell’esperienza incardinandoli in flussi continui, ciclici, delimitati non da linee, solo da segmenti. Non si tratta più di globalizzare la città, divenuta inabitabile in tutte le sue diverse configurazioni, ma di far coincidere noi stessi, ogni nostra cellula, con il corpo della Terra. La casa smette di essere luogo anonimo, senza un nome che possa durare nel tempo, e la città un insieme di non-luoghi che ambiscono alla definizione di produttori di senso. Entrambi convergono in me: sono io il significante che informa ogni più piccolo elemento del sistema. Io, una casa aperta, chiudo e amplio, proteggo e ristoro, sfrangio e lascio. Aprendo la bocca e proferendo parole, genero innumerevoli ambiti di interrelazione, blocchi conchiusi ma aperti destinati a modificare per sempre la storia del mondo. Ormai la metamorfosi è in atto e possiamo abbandonare ogni definizione: di città, di paesaggio, di luogo, di spazio, di ambiente, di ecologia, di urbanistica, di pianificazione, di storia, di restauro, di pubblico, di privato.” (dal testo di Roberta Melasecca)

“Per caso disturbo se tratteggio dei vaghi modelli di comportamento? Se attraversando la città rilevo attrezzature e le riconverto in oggetti di arredo domestico? Se guardando una panchina vedo un osservatorio, se osservando un dissuasore stradale scorgo una sedia o un letto? O nei paletti una cassettiera? E se piuttosto trasformassi le paline stradali in oggetti luminosi? Se, in altre parole, per un istante mi riappropriassi dell’ambiente così imposto e incominciassi a decodificarlo? Se invadessi lo spazio pubblico? […] Che cosa ci impedisce di spiazzare le abitudini, moltiplicare i punti di vista, trasformare l’organizzazione del nostro sguardo, facendolo giocare su nuovi tracciati? Non sarebbe più interessante iniziare a cercare la forma che nasce dalle nostre esperienze invece che dagli schemi imposti? Davvero abbiamo smarrito il desiderio di arredare il nostro spazio comune, quella territorialità pubblica in grado di definirci come comunità?” (dal testo di Manuel Canelles)

Sabato 25 maggio alle ore 16.00 si svolgerà, inoltre, la Tavola Rotonda “La Casa Pubblica: la sfida dell’arte e del design” con gli interventi di Roberta Melasecca, di Ugo La Pietra, di Enrico Gollo Stefania Toro di ADI Liguria e con la performance musicale di Edmondo Romano.

Ugo La Pietra è stato ed è ancora uno dei maggiori protagonisti del design e dell’arte italiana e internazionale, nonché di quella stagione legata al cinema e video d’artista degli anni ’70. Con le sue ricerche dal 1960 ha attraversato diverse correnti artistiche: arte segnica, arte concettuale, arte ambientale, arte nel sociale, narrative art, cinema d’artista, nuova scrittura, extra media, neo-eclettismo, architettura e design radicale. Ha comunicato e divulgato il suo pensiero e le sue esperienze attraverso un’intensa attività didattica ed editoriale. Si è fatto promotore di gruppi di ricerca (Gruppo del Cenobio, Gruppo La Lepre Lunare, Global Tools, Cooperativa Maroncelli, Fabbrica di Comunicazione, Libero Laboratorio) e di attività espositive coinvolgendo un grandissimo numero di operatori.  Riconosciuto tra i protagonisti dell’architettura radicale, attraversa la controscuola della Global Tools che riuniva gruppi di artisti e architetti della cosiddetta “Architettura radicale”. Ha realizzato più di 900 mostre personali e collettive partecipando alla Biennale di Venezia nel 1970, 1978, 1980, alla Triennale di Milano nel 1968, 1972, 1979-80-81, 1993, 1996, 2007; ha esposto inoltre al Museum of Modern Art di New York, al Centro Pompidou di Parigi, al Museum of Contemporary Craft di New York, alla Neue Galerie di Graz, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, alla Fortezza da Basso a Firenze, al Museé Departemental di Gap, al Museum Für Angewandre Kunst Colonia, al Museo Nordio Linz, al Museo della Permanente di Milano, al Royal College of Art di Londra, alla Biennale di Chateauroux, al Museo di Villa Croce a Genova, alla Fondazione Orestiadi di Gibellina, al FRAC Centre di Orléans, al Musée D’Art Modern di Saint-Etienne, al CCA Canadian Centre for Architecture di Montreal. Ha vinto il Compasso d’Oro nel 1979 e nel 2016 quello alla carriera.


INFO

Festival del Tempo 2024 – V edizione
Genova Design Week 2024 – V edizione
Con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto

Ugo La Pietra: “Case Aperte”
A cura di Roberta Melasecca
Testi critici di Roberta Melasecca e Manuel Canelles
22-26 maggio 2024
Distretto del Design
Santa Maria di Castello – Genova

Festival Tempo
Associazione culturale blowart
Direttrice artistica Roberta Melasecca
tel. +39 3494945612 – info@festivaldeltempo.itwww.festivaldeltempo.it

Ufficio Stampa Festival del Tempo
mail: press@festivaldeltempo.it

BOOKS, Bologna art books festival – Festival del libro dedicato ai libri d’arte e d’artista

Bologna, 24 maggio 2024 – Dopo il successo della prima edizione, Danilo Montanari Editore, in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna, presenta la seconda edizione di BOOKS, il festival dedicato ai libri d’arte e d’artista, che avrà luogo presso la Sala delle Ciminiere del MAMbo da venerdì 24 a domenica 26 maggio 2024.

Screenshot

BOOKS | Bologna art books festival – Festival del libro dedicato ai libri d’arte e d’artista 

Seconda edizione 


A cura di Danilo Montanari e Lorenzo Balbi 


24, 25 e 26 maggio 2024
 venerdì 24 maggio h 12.00 – 19.00

sabato 25 e domenica 26 maggio h 10.00 – 19.00

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

www.booksfestival.it  

www.mambo-bologna.org 

Nato dall’idea di non disperdere l’eredità di due manifestazioni fondamentali del settore – Artelibro, il Festival del Libro d’Arte che si è svolto a Bologna dal 2003 al 2014, e FLAT – Fiera Libro Arte Torino, appuntamento internazionale che ha animato il capoluogo piemontese dal 2017 al 2019 – BOOKS si posiziona in un segmento “laterale”, seppur non strettamente alternativo al fenomeno delle fiere, con l’obiettivo di proporre, grazie al libro come medium, contenuti e occasioni che facilitino il rapporto diretto, di conoscenza e scambio, tra artisti e collezionisti, senza rinunciare a una vocazione di mercato.

Per la seconda edizione di BOOKS, gli ampi spazi della Sala delle Ciminiere accoglieranno 35 espositori, librai ed editori del settore, italiani e internazionali, presenti con veri e propri progetti sul libro d’arte: non stand, ma tavoli di approfondimento concentrati su un numero limitato di titoli, non superiore alle 100 unità per espositore.

All’interno della Sala delle Ciminiere verranno inoltre proposti focus espositivi che intendono evidenziare la qualità e la storicità dell’editoria d’arte italiana con una selezione di edizioni e opere originali di Vincenzo AgnettiGiovanni AnselmoAlighiero Boetti Ketty La Rocca che saranno visibili al loro interno grazie a dei dispositivi presenti in loco. Tra i volumi esposti si segnalano Machiavelli30 (Vincenzo Agnetti, 1978, Guanda, Milano), Leggere (Giovanni Anselmo, 1972 Sperone, Torino), Classifying the thousand longuest rivers in the world (Alighiero Boetti, 1977) e In principio erat (Ketty La Rocca, 1971, Edizione Centro Di, Firenze).

Ad arricchire questa edizione del festival, Andrea Pazienza a Bologna 50 anni dopo, un omaggio, a cura del libraio antiquario Paolo Tonini, che illustra il percorso creativo dell’artista del fumetto italiano d’avanguardia con una serie di edizioni originali di libri, fascicoli di riviste, copertine di dischi, poster ed ephemera, e l’esposizione di alcuni libri di Mario Diacono protagonista di una video intervista trasmessa in Sala delle Ciminiere.

Per BOOKS Anonima Impressori proporrà una dimostrazione di stampa tipografica con caratteri mobili in piombo e torchio a leva ottocentesco presso la propria sede di via San Carlo 44a, a Bologna, in occasione dell’inaugurazione della mostra Qui non c’è niente da leggere, curata da Veronica Bassiniche avverrà il 25 maggio dalle ore 19.00 alle 21.00. Inoltre, domenica, alle ore 15.30 e alle 16.30, sono in programma delle visite guidate alla bottega con una dimostrazione di stampa on demand.

L’allestimento di BOOKS è anche pensato per favorire lo scambio conviviale: nella Sala delle Ciminiere troverà spazio un’area lounge che accoglierà una serie di talk con autori e collezionisti intorno ai focus espositivi, come quello di Vincenzo Sparagna e Paolo Tonini su Andrea Pazienza cinquant’anni dopo fissato venerdì 24 maggio alle h 17.30, che arricchiranno di stimoli i tre giorni di festival.

Nei tre giorni di festival il servizio di mediazione del Dipartimento educativo del MAMbo fornirà al pubblico delle chiavi di lettura per contestualizzare e mettere in relazione le opere della Collezione permanente del museo con i focus espositivi di BOOKS. I mediatori saranno presenti in Sala delle Ciminiere per BOOKS venerdì, sabato e domenicadalle ore 14.00 alle 16.00, e presso la Collezione permanente sabato e domenica, dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 18.00.

BOOKS è a cura di Danilo Montanari e Lorenzo Balbi e si avvale di un comitato scientifico composto da Silvia AlessandriMario DiaconoLiliana Dematteis e Giovanna Pesci.

Anche per questa seconda edizione, l’immagine guida è affidata all’artista Paolo Ventura.

L’iniziativa espositiva fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Si ringraziano per la collaborazione Archivio Agnetti (Milano), Archivio Anselmo (Torino), Archivio Boetti (Roma)eArchivio Michelangelo Vasta (Firenze).


Ingresso
accesso con biglietto museo: 
intero € 6 | ridotto € 4 | gratuito possessori Card Cultura
Sito web

www.booksfestival.it

Informazioni generali

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611
www.mambo-bologna.org
info@mambo-bologna.org
Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna
Instagram: @mambobologna
X: @MAMboBologna
YouTube: MAMbo channel
Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
X: @bolognamusei

Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna

Tel. +39 051 6496658 / +39 051 2193469
Elisabetta Severino – Silvia Tonelli
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
elisabetta.severino@comune.bologna.it – 
silvia.tonelli@comune.bologna.it
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
X: @bolognamusei

A-Head Project presenta OPEN MIND – Da Foucault a Basaglia il ruolo dell’Arte Contemporanea nell’impegno sociale

All’interno del progetto Opera Unica* di Angelo Gallo promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS, venerdì 31 maggio 2024 alle ore 17.30 si svolgerà la Tavola rotonda OPEN MIND, a cura di Lorenzo Benedetti, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Interverranno Giuseppe Capparelli – curatore e storico dell’arte, Fabio De Chirico– direttore Servizio II Arte contemporanea Direzione Generale Creatività Contemporanea Ministero della Cultura, Domenico Mangano – artista. Modera l’incontro Lorenzo Benedetti – curatore e storico dell’arte.

A-Head Project presenta OPEN MIND

Opera Unica* di Angelo Gallo si arricchisce di una Tavola Rotonda
a cura di Lorenzo Benedetti
Da Foucault a Basaglia il ruolo dell’arte contemporanea nell’impegno sociale
Con
Giuseppe Capparelli, Fabio De Chirico, Domenico Mangano

31 maggio 2024 ore 17.30
Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale
Viale Manzoni 47 – Roma

Al centro della tavola rotonda il ruolo e l’influenza delle idee di Foucault e di Basaglia nella cultura contemporanea, un’analisi approfondita del contesto dell’arte contemporanea impegnata socialmente. Gli artisti, infatti, esplorano spesso le tematiche della salute mentale, della marginalizzazione e del potere attraverso varie forme artistiche, come la pittura, la scultura, l’installazione, la performance e il video. Molte opere d’arte contemporanea si ispirano direttamente alle teorie di Foucault e di Basaglia, mettendo in discussione le norme sociali e le istituzioni che influenzano la percezione e il trattamento delle persone con disturbi mentali. Le collaborazioni di artisti con istituzioni sanitarie o comunità per la creazione di progetti che favoriscano l’inclusione e l’empowerment delle persone con disturbi mentali sollevano consapevolezza sulle questioni legate alla salute mentale, ma incoraggiano anche il dialogo critico e la riflessione sulla società e sulle sue istituzioni.

Nel corso della Tavola Rotonda verrà presentato un progetto di Domenico Mangano & Marieke van Rooy: un documentario partecipativo di 50 minuti dal titolo When the whistle glares che si svolge nella clinica Capriles, un istituto psichiatrico a Willemstad, nell’isola di Curaçao. I personaggi principali del film sono gli artisti, i pazienti della clinica e gli studenti della scuola d’arte dell’Instituto Buena Bista, situato all’interno del sito della clinica. Per quattro mesi (gennaio-aprile 2016) gli artisti si sono immersi nella vita della clinica e creato una sorta di performance collettiva dove, insieme a pazienti e studenti, hanno applicato un esperimento di ‘diluizione’ ovvero immaginare la clinica come un villaggio ‘normale’ includendo incontri e attività che fanno riferimento alla vita di tutti i giorni fuori dall’ospedale. Il risultato è una serie di combinazioni associative e di ritratti poetici che mostrano una visione dell’isola caraibica inedita e creativa dove la fantasia dei pazienti si materializza in flauti di terracotta e il sibilo di questi si diffonde e abbaglia dando voce a un suono arcaico, quello della solidarietà. Il progetto è stato sviluppato durante una residenza d’artista presso l’Instituto Buena Bista, a Curaçao e sostenuto dal Mondriaan Fund, ultima parte di una trilogia di video sull’eredità del movimento antipsichiatrico dei Paesi Bassi.

La Onlus Angelo Azzurro con il progetto A-Head dimostra il suo impegno in questo binomio arte e psichiatria, per la lotta allo stigma della malattia mentale in un percorso sinergico con l’arte contemporanea e sostenendo giovani artisti ad emergere nel panorama nazionale ed internazionale. La mostra Opera Unica* di Angelo Gallo sarà visitabile fino al 27 giugno 2024. L’8 giugno 2024 dei svolgerà invece il Convegno Cura della libertà e libertà della cura. La sfida di Franco Basaglia a 100 anni dalla nascita a cura di Stefania Calapai e Francesco Cro.

Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti di respiro internazionale, per produrre eventi artistici a Roma ed in altre città europee contro lo stigma della malattia mentale. Con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro mira a sviluppare un percorso informativo e conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’Associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative. Dal 2022, la Onlus romana ha inoltre istituito con il Progetto A-HEAD la Prima Edizione del Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti” promosso da A-HEAD Project – Angelo Azzurro ONLUS, e dedicato alla memoria di Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti, due figure centrali che hanno contribuito in modo determinante alla connessione tra la ONLUS dedicata alla lotta contro lo stigma dei disturbi mentali e il settore dell’arte, con la successiva nascita del progetto A-HEAD. Da circa due anni è nato un progetto Editoriale, inizialmente AHEAD Edizioni Diari D’Arte curato e fondato dal Dott Piero Gagliardi e quest’anno Angelo Azzurro Edizioni – linea editoriale specializzata in pubblicazioni letterarie sull’approfondimento di tematiche sociali connesse al teatro, alla letteratura, alla poesia, alla psichiatria e alla psicanalisi diretta dal Dott Giuseppe Capparelli.

Domenico Mangano (Palermo, 1976) & Marieke van Rooy (Weert, NL, 1974) vivono e lavorano ad Amsterdam. Il duo si è formato nel 2014 dopo un’esperienza artistica (individuale) di Domenico Mangano, iniziata alla fine degli anni Novanta. Marieke van Rooy proviene da un background di Storia dell’Architettura e Urbanistica. Tra le istituzioni che hanno ospitato le loro opere: Whitechapel Gallery (Londra), Galleria d’Arte Moderna (Roma), Triennale di Beyond Borders Beaufort (Ostenda), I Biennale di Praga, De Kunsthal (Rotterdam), Casco/Fotodok (Utrecht), Futura (Praga), MOCA (Chicago), Palazzo Grassi (Venezia), XIV Quadriennale (Roma), Vleeshal (Middelburg), II Biennale di Atene e Nomas Foundation (Roma). Il loro lavoro è parte, tra gli altri, della Margulies Collection (Miami), GAM (Torino), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e di una serie di collezioni.


INFO
 
A-Head Project – Opera Unica* di Angelo Gallo
Promossa da A-Head – Angelo Azzurro Onlus
Con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale
A cura di Simona Spinella – Testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli

Fino al 27 giugno 2024
Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale
Viale Manzoni 47 – Roma
Orari: dal lunedì al giovedì ore: 9.00-19.00; venerdì 9.00-17.00
 
Angelo Azzurro ONLUS
infoangeloazzurro@gmail.com – tel. 3386757976
https://associazioneangeloazzurro.org
www.facebook.com/Aheadangeloazzurrowww.instagram.com/angelo_azzurro_onlus

Ufficio Stampa Angelo Azzurro
Alessio Morganti
alessio.mrg@hotmail.it – tel. 3401472901
Barbara Speca
barbaraspeca@libero.it
 
Ufficio stampa A-HEAD
Roberta Melasecca_Interno 14 next – Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com – tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

L’Aquila, Fondazione Giorgio de Marchis: L’INVISIBILE SI FA DANZA – Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Sabato 25 maggio 2024 alle ore 18.00, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra L’invisibile si fa danza di Fabio Massimo Fioravanti

In mostra quaranta fotografie, realizzate negli anni 2016/2023 in Italia ed in Giappone, di danzatori butō diversi per stile, generazione di appartenenza e nazionalità: dal leggendario Akira Kasai, considerato uno dei tre storici fondatori del butō (insieme a Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno) a Kan Katsura, da Ima Tenko a Atsouchi Tachenouchi, da Masami Yurabe a Fukurozaka Yasuo, da Reiji Kasai fino ai giovani Ken Iv, Cao Yuan e Du Yufang, insieme ad altri. Prevalentemente di nazionalità giapponese, ci sono anche butoka italiani, francesi, americani e filippini.

L’INVISIBILE SI FA DANZA
Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Inaugurazione 25 maggio 2024 ore 18.00
Con l’opera-performance Ianus di Damiano Fina (Cortile Palazzo Cappa Cappelli)


Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

Fino al 15 giugno 2024

La mostra è accompagnata dalla proiezione di un video di performance storiche del butō realizzato da Maria Pia D’Orazi (storica della danza butō e giornalista) con alcuni rari filmati degli inizi di questa arte (1950-1970).
Completano la mostra l’esposizione di documenti – inerenti al butō – dell’archivio di Giorgio De Marchis relativi al suo soggiorno a Tokyo come Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, e di alcuni rari libri fotografici sul butō come Kamaitachi di Heiko Hosoe, Dance Happening di William Klein o Min Tanaka di Eishu Kimu.

Il giorno dell’inaugurazione Damiano Fina danzerà Ianus, la sua ultima opera-performance nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli, sede della Fondazione. Invece durante il finissage di sabato 15 giugno 2024, Maria Pia D’Orazi terrà la conferenza Il corpo eretico, sulla storia e le dinamiche del butō.

La mostra, oltre ad essere un reportage sul butō, vuole indagare il rapporto tra visibile e invisibile, i confini tra ciò che è visibile, ciò che non è visibile e ciò che a volte crediamo, o pensiamo, di vedere. Fin dagli inizi la fotografia è stata profondamente affascinata dalla danza butō perché quest’arte porta il linguaggio fotografico ai suoi limiti estremi, interrogando la fotografia nella sua essenza più vera: che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?

Un’arte anti-spettacolare, non rappresentativa, a volte quasi “invedibile” (spesso si svolge del tutto al buio) interroga la fotografia (scrittura con la luce) nel suo profondo. Ecco perchè alcuni grandi fotografi sono stati attratti dal butō e lo hanno fotografato, come Heiko Hosoe o William Klein, producendo capolavori assoluti della storia della fotografia.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.

Fabio Massimo Fioravanti è nato a Roma nel luglio del 1955. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso La Sapienza Università di Roma, inizia nel 1980 l’attività di fotografo professionista collaborando con riviste italiane e straniere, case editrici e agenzie d’immagini. Unisce le sue due grandi passioni di vita, il viaggio e la fotografia, realizzando numerosi reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India, l’Africa del sud ed il Medio Oriente. Collabora con numerosi artisti, pittori, musicisti, scrittori, attori, performer, a progetti multidisciplinari in comune, con il J.P.A.R.C. (Japanese Performing Arts Research Consortium) di Kyoto, con la Scuola Teatro Kongoh, una delle quattro Scuole in cui si tramanda il teatro Noh. Nel 2020 ha vinto in collaborazione con Anna Onesti il Premio Internazionale della Fondazione Cesare Pavese. Ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui Kyoto Butoh-kan, Voglino Editrice 2021 e Una storia quasi solo d’amore, Feltrinelli 2018. È autore di numerose mostre personali e collettive in Italia e Giappone: Oltre il Ventaglio, Castello di Moncalieri, Torino, 2023; Butoh; L’invisibile si fa danza, Spazio Arti Floreali, Roma, 2023; Presentazione, con proiezione, del libro Kyoto Butoh-kan in conversazione con Maria Pia D’Orazi, Museo Maxxi, Roma, 2022; Japan Performing Arts: Teatro Noh e Danza Butoh nelle fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, Radici Laboratorio, L’Aquila 2022; Trame Giapponesi / Japanese Tales, Museo Nazionale d’Arte Orientale, Venezia 2022.

Damiano Fina, danzatore e coreografo, indaga il senso originario dell’eternità attraverso la filosofia e la danza butō. Si è esibito a Parigi, Berlino, Londra, New York, Giappone, in vari festival italiani e conduce regolarmente laboratori di danza con il metodo FÜYA. È docente esterno al master sul metodo IGEA di Erica Poli. Ha conseguito master in “Death Studies” (2023), in “Pedagogia dell’Espressione” (2017), e in “Management delle Arti” (2014). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo The dance of Eros and Thanatos: Butoh and Queer Pedagogy dove ha collegato la teoria queer alla danza butoh. Dal 2004 la sua ricerca artistica è stata influenzata dalla meditazione, dalle tecniche di contemplazione e dalla passione per la storia dell’arte; significativo l’incontro con Yoshito Ohno. Dal 2015 sviluppa il metodo FÜYA, basato sulla tecnica dei cinque corpi: fisico, emotivo, spirituale, remoto e alchemico. 

Maria Pia D’Orazi, giornalista e storica del teatro. Ha insegnato come docente a contratto a La Sapienza Università di Roma, al Dams dell’Università “Roma Tre” e alla Libera Accademia di Belle Arti RUFA (Rome University of Fine Arts). Attraverso lo studio del butō, danza d’avanguardia giapponese degli anni ’60, e del Teatro di ricerca del Novecento, il suo percorso si è focalizzato sul significato del corpo nella nostra epoca e sulle sue potenzialità rivoluzionarie. Numerose sono le sue collaborazioni professionali: ha curato per il MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Roma tre conferenze-spettacolo sulla storia della danza butō nel suo rapporto con la fotografia e l’avanguardia giapponese degli anni Sessanta e, con Akira Kasai, ha collaborato e lavorato su progetti di danza dal 2004 al 2016. È intervenuta sul butō a convegni in Italia, Spagna, Germania, Giappone e Stati Uniti, e scritto per pubblicazioni internazionali e riviste specializzate. Dal 2007 lavora per il canale televisivo La7, dove al momento è una delle autrici del quotidiano di storia e attualità “C’era una volta il Novecento”.


L’INVISIBILE SI FA DANZA
Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Inaugurazione 25 maggio 2024 ore 18.00
Con l’opera-performance Ianus di Damiano Fina
Fondazione Giorgio de Marchis – Cortile Palazzo Cappa Cappelli

Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi

Fino al 15 giugno 2024
Orari
: martedì 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00, giovedì 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00, venerdì 16.00 – 19.00, sabato 16.00 – 19.00, domenica 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00. Ingresso libero

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
tel. 338458 1985
Barbara Olivieri
tel 3498832591
fondazione.demarchis@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

Pubblicato il 17 Maggio 13:32

Al Castello Sforzesco di Milano, il design italiano secondo lo Studio Ballo 

Dal 14 giugno al 3 novembre 2024 il Castello Sforzesco presenta la mostra “Ballo&Ballo. Fotografia e design a Milano, 1956-2005“, prodotta da Comune di Milano – Cultura, Castello Sforzesco e Silvana Editoriale; l’esposizione è sostenuta da Strategia Fotografia 2023, avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’idea di una mostra nasce nel 2022, quando Marirosa Toscani Ballo dona al Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano l’archivio dello Studio Ballo+Ballo, esito del lavoro di tutta una vita con il marito Aldo Ballo.

Nel 2023 il Civico Archivio Fotografico partecipa al Bando Strategia Fotografia promosso dal MIC con un progetto di valorizzazione dell’Archivio, che risulta vincitore, e dà così il via allo studio del progetto di mostra e del catalogo.

BALLO&BALLO
Fotografia e design a Milano, 1956-2005
Milano, Castello Sforzesco
14 giugno – 3 novembre 2024

Il percorso accoglie oltre un centinaio di fotografie dello studio Ballo+Ballo, alcuni oggetti di design, in prestito dall’ADI Design Museum e dalle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, e alcuni oggetti originali appartenuti ai due fotografi, oltre a riviste d’epoca con cui i Ballo hanno collaborato e volumi contenenti loro fotografie. Grazie alle videoinstallazioni di Studio Azzurro, che dialogano con le foto e gli oggetti in mostra nella Sala Viscontea, tutto ciò che è memoria e non poteva essere archiviato – i processi fotografici, il rapporto con gli oggetti di design esposti in mostra, la costruzione degli allestimenti in studio – diventa presente e tangibile, rendendo accessibili anche momenti, processi, esperienze di un “laboratorio” unico, lo Studio Ballo, ma anche di un’era conclusa, quella della fotografia analogica.

Aldo Ballo (Sciacca, 1928 – Milano, 1994) e Marirosa Toscani (Milano, 1931-2023) hanno iniziato la loro attività di fotografi sin dai primi anni Cinquanta. Marirosa frequenta il Liceo Artistico di Brera ma sin dal 1949 è una fotoreporter e lavora per il padre, Fedele Toscani (1909-1983), collaboratore di Vincenzo Carrese e della Publifoto, poi titolare dell’agenzia Rotofoto. Aldo frequenta lo stesso liceo, poi il Politecnico di Milano e lo Studio di Monte Olimpino, a Como, fondato da Marcello Piccardo e Bruno Munari e dedicato alla sperimentazione cinematografica. Lavora anche per la Rotofoto, ma nel 1956, con Marirosa, abbandona il reportage e aprono quello che diventerà il più importante studio fotografico per la fotografia di design, dove organizzazione, professionalità e competenza porteranno i Ballo a raggiungere livelli di assoluta eccellenza. Lo studio sarà anche luogo di formazione e crescita culturale per molti, “bottega” e “scuola” dove imparare un mestiere ma anche una modalità e uno stile di vita e di pensiero.

Lo Studio Ballo diviene quindi luogo di confronto tra artisti, architetti, designer come, tra i molti, Bruno Munari, Gae AulentiCini BoeriEttore SottsassPier Giacomo e Achille Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini e molti altri ancora. I Ballo collaboreranno con loro e con le più importanti ditte di design come Olivetti, Cassina, Danese, Zanotta, Brionvega, Alessi, Arflex, Bassetti, Barilla, Kartell, Artemide, Tecno, Driade, Borsalino, B&B Italia, Venini, e con La Rinascente. Le immagini di Aldo e Marirosa sono inoltre sulle principali riviste di design e arredamento, come “Domus”, “Ottagono”, “Abitare”, e in particolare “Casa Vogue”, diretta da Isa Tutino Vercelloni, che si avvale della collaborazione dei Ballo dal 1968 al 1992.

Lo Studio Ballo si pone così al centro dei fermenti e delle dinamiche culturali che caratterizzano l’evoluzione del design italiano, contribuendo in maniera determinante, con le loro immagini, alla sua affermazione a livello internazionale, consacrata dalla grande mostra tenutasi al MoMA di New York nel 1972, Italy: The New Domestic Landscape (a cura di Emilio Ambasz), le cui immagini in catalogo vengono affidate ad Aldo Ballo.

Studio professionale, scuola e bottega per molti giovani assistenti, poi divenuti a loro volta fotografi. Un clima, un ambiente, una modalità di intendere rapporti, collaborazioni, scambi culturali.

Ma come era possibile restituirne il clima, ciò che non è materiale e quindi resta solo nella memoria? L’intervento di Studio Azzurro – le cui origini sono strettamente legate allo Studio Ballo – si pone su questo piano, nel tentativo di restituire un vissuto condiviso di ciò che è destinato a non restare se non appunto nella memoria.

Le installazioni di Studio Azzurro dialogano in mostra, nella Sala Viscontea, con materiali originali esposti in bacheca (fotografie, riviste, libri) per meglio comprendere il rapporto dei Ballo con l’editoria nel campo dell’architettura e del design e per comprendere le varie articolazioni del “processo” fotografico: dal provino alla stampa positiva, alla pagina di rivista. Dialogano inoltre, a parete, con le fotografie che mettono in luce l’evoluzione dello stile della fotografia dei Ballo, dedicato al design italiano dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta.

Nella Sala dei Pilastri sono invece esposti grandi ritratti di importanti designer, in dialogo con le fotografie degli oggetti da loro progettati, e inoltre un significativo omaggio ad alcuni ritratti realizzati da Marirosa.

Il grande “racconto” sullo Studio Ballo è quindi completato dai ritratti video realizzati negli anni da Studio Azzurro, dove molti dei protagonisti del design e dell’arte italiana si passano il testimone in un montaggio a sei schermi sincronizzati, dando vita a un racconto corale che restituisce appieno ciò che i Ballo hanno rappresentato, e lasciato, al mondo non solo del design, ma della cultura tutta.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano-inglese, con apparati scientifici, saggi e immagini, edito da Silvana Editoriale.


Ufficio stampa Mostra
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. 049.66.34.99 – ref. Simone Raddi simone@studioesseci.net
 
Ufficio stampa Silvana Editoriale
Alessandra Olivari – press@silvanaeditoriale.it
 
Ufficio Stampa Comune di Milano
Elena Conenna – elenamaria.conenna@comune.milano.it

Bologna: TRAMANDO. Tre itinerari fra Pinacoteca nazionale, Museo Morandi e MAMbo nel segno di Francesco Arcangeli

Nell’ambito del progetto Tramando, con il quale la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo Morandi e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna rendono omaggio a Francesco Arcangeli (Bologna, 1915 – 1974) nel cinquantesimo anniversario della morte, le tre sedi museali presentano un progetto espositivo condiviso che, declinato in tre itinerari, propone una lettura di parte del loro patrimonio attraverso le parole del grande storico e critico d’arte.

Si tratta di un viaggio nelle tre collezioni che interessa opere e artisti amati e studiati dal critico e che riflette la sua idea di continuità tra l’arte del passato e quella del presente. Ad accompagnare i visitatori saranno speciali didascalie con brani tratti da suoi testi accostati alle opere selezionate.

TRAMANDO

Tre itinerari fra Pinacoteca nazionale di Bologna, Museo Morandi e MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna nel segno di Francesco Arcangeli


24 maggio 2024 – 6 gennaio 2025
Pinacoteca nazionale di Bologna
Museo Morandi 
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna 
pinacotecabologna.beniculturali.it mambo-bologna.org 

Il termine Tramando,che dà il nome all’intero progetto e alla mostra diffusa fra i tre musei, è una parola chiave della visione critica di Arcangeli. Tramando è per lui un filo nascosto di pensiero, di una inconscia affinità di visione del mondo, che lega artisti diversi nel tempo e nello spazio e permette di ritrovare denominatori comuni. È la tradizione nella quale si è nati e si cammina e che lasceremo alle generazioni che seguiranno.

Questo è ilfilo conduttore dei tre itinerari nelle sedi museali bolognesi con le quali Arcangeli ebbe modo di lavorare. Egli fu infatti al fianco di Cesare Gnudi e Andrea Emiliani negli anni della loro direzione della Pinacoteca e fu direttore della Galleria Comunale d’Arte Moderna – oggi MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – dal 1958 al 1968.

Tutti i percorsi saranno visitabili dal 24 maggio 2024 fino al 6 gennaio 2025.

In Pinacoteca:
TRAMANDO
Natura ed espressione
 nelle opere della Pinacoteca nazionale di Bologna
a cura di Maria Luisa Pacelli con la collaborazione di Grazia Agostini
Le parole di Francesco Arcangeli che i visitatori troveranno lungo il percorso sono tratte dal catalogo della mostra Natura ed espressione nell’arte bolognese-emiliana che ebbe luogo presso l’Archiginnasio nell’autunno del 1970.
In questa mostra, che riassumeva gli studi e le ricerche di una vita, Arcangeli delinea un’interpretazione dell’arte emiliana e bolognese, divenuta da allora in poi imprescindibile, che ne privilegia la componente più espressiva e popolare, fondata su una remota radice contadina in un totale “rapporto, altrettanto remoto e irriflesso, col mondo della natura“.
Ampliando l’interpretazione di Roberto Longhi, Arcangeli fa emergere prepotentemente questo aspetto in contrasto con quello colto e legato alla tradizione classica, già ampiamente studiato, e rende protagonista l’arte di un territorio, di una “provincia” come la chiama, fino ad allora trascurato dalla critica.
La connessione fondamentale tra arte e natura segna, per Arcangeli, il percorso di artisti, da Wiligelmo a Giorgio Morandi, passando per Vitale da Bologna, Amico Aspertini, Ludovico Carracci e Giuseppe Maria Crespi, nati negli stessi luoghi ma in tempi diversi, che manifestano “constanti” stilistiche e incarnano il carattere essenziale di una terra in cui Arcangeli si riconosce e che rappresenta la sua stessa comunità. Il percorso attraverso le diciassette opere selezionate fluisce come una linea ininterrotta, che attraversa il tempo e congiunge passato e presente, senza distinzioni di periodi artistici o di epoche, ma i cui passaggi sono scanditi da quel riemergere di un filo nascosto di pensiero, di una inconscia affinità di visione del mondo, quella “tradizione inconsapevole di costume e di vita“, che Arcangeli chiama ‘tramando’.
Il lungo racconto si dipana per otto secoli, attraverso artisti che, sempre in “rivolta” contro le sovrastrutture intellettuali o accademiche del loro tempo, “attingono la loro forza da una radice più largamente umana, rispetto alla cultura che li circonda… rifiutando spontaneamente le certezze di qualsiasi tipo, per aderire alla passione dell’uomo e delle cose, al mutare del tempo e delle stagioni, al nostro vivere ‘qui ed ora’”.

Al MAMbo e al Museo Morandi:
TRAMANDO
Francesco Arcangeli tra la Pinacoteca nazionale e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna
a cura di Lorenza Selleri e Uliana Zanetti
Al Museo Morandi sei dipinti e quattordici acqueforti della collezione sono accompagnati da commenti e interpretazioni tratti dalla monografia dedicata all’artista bolognese, Giorgio Morandi (1964), e dal testo Natura ed espressione nell’arte bolognese-emiliana (1970). La selezione dei testi intende avvicinare il pubblico all’altissima qualità letteraria della prosa di Francesco Arcangeli, magistrale interprete dell’opera morandiana.
All’interno delle collezioni del MAMbo, invece, i visitatori potranno leggere, accanto a tre opere, scelte tra le tante acquisite da Francesco Arcangeli per la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna negli anni della sua direzione, alcuni suoi brani tratti da presentazioni e saggi.
L’attività d’acquisto e d’accrescimento del patrimonio artistico, e la conseguente possibilità del pubblico di fruire di documenti diretti (i più numerosi e ad un tempo selezionati che sia possibile) dell’arte moderna e contemporanea, resta, secondo me, lo scopo precipuo del mio lavoro di storico e critico dell’arte chiamato a dirigere la Galleria d’Arte Moderna della mia città. – scrive Francesco Arcangeli nella presentazione del catalogo sulla mostra Nuove acquisizioni alla Galleria d’Arte Moderna, allestita presso il Museo Civico di Bologna dal 2 al 15 marzo 1963. – […]È possibile, insomma, ridare equilibrata consistenza a una tradizione complessa, a un raggio di vita artistica già più che secolare? […]. Inoltre, la meta non è univoca. Ne esiste una locale; una di significato nazionale; una, se possibile, di allargamento al campo internazionale. Ove si tenga presente che la Galleria del Comune è l’unica in Bologna addetta all’arte moderna e contemporanea, penso che nessuna di queste mete sia da trascurare. […] Bologna deve anche affacciarsi ad una cognizione diretta dei valori internazionali. Anche opere straniere, dunque, anzitutto a disposizione di tutti coloro pei quali – studenti, impiegati, professionisti e lavoratori d’ogni specie e condizione – non sia, tuttora, facile il viaggio”.

Il progetto Tramando prosegue in Pinacoteca con le due conferenzeArcangeli e la Pinacoteca nazionale di Bologna – un racconto attraverso i documenti presenti nell’archivio del museo, che terrà Mirella Cavalli il 29 maggio, e Sul Tramando, in programma il 18 settembre, che vedrà come relatrice Elena Volpato.

Nella seconda parte dell’anno il MAMbo e il Museo Morandi inaugureranno una mostra in Project Room dedicata alle acquisizioni di Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna. Il MAMbo proporrà una selezione di opere non esposte da tempo, che afferiscono in particolare all’arte informale, mentre il Museo Morandi presenterà otto opere donate da Morandi nel 1961 alla Galleria d’Arte Moderna.

Il progetto Tramando fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.



Chiara Pilati
Ufficio Stampa / Press Office Pinacoteca nazionale di Bologna
Tel. +39 335 8048155
pin-bo.stampa@cultura.gov.it
www.pinacotecabologna.beniculturali.it

Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna
e-mail UfficioStampaBolognaMusei@comune.bologna.it
Silvia Tonelli – Tel. +39 051 2193469 e-mail silvia.tonelli@comune.bologna.it
Elisabetta Severino – Tel. +39 051 6496653 e-mail elisabetta.severino@comune.bologna.it