Venezia, Museo Correr: LA VIA DELLA SCRITTURA

Sei artisti contemporanei da Armenia, Iran, Iraq, Cina, e Italia, in dialogo con documenti e manoscritti antichi, esemplari conservati dalla Biblioteca del Museo Correr ed eccezionalmente esposti al pubblico: un percorso in cui la Via della Seta diventa la Via della Scrittura, per indagare le diverse declinazioni artistiche, storiche e culturali della calligrafia. È questo il nuovo appuntamento di Fondazione Musei Civici pensato per promuovere la conoscenza e la pratica della scrittura a mano; quest’anno dedicato in modo particolare alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Marco Polo e alle culture calligrafiche che il mercante ha incontrato nel suo viaggio, nella rotta verso Oriente. 

Gli autori in mostra Gayane Yerkanyan e Sarko Meené, Golnaz Fathi, Hassan Massoudy, Mingjun Luo, Monica Dengo, differenti per provenienza geografica, cultura, età, eredità espressiva e materiale, sono uniti dalla particolare relazione con la calligrafia e la scrittura a mano del proprio paese di origine, dall’indagine di ciò che le forme veicolano in quanto simboli, forme nello spazio, o segni e mantenendo una relazione di identificazione culturale con le proprie origini. Il dialogo con i documenti antichi intende mettere in risalto la relazione classica con la scrittura, in cui la forma è principalmente a servizio del contenuto. Tra gli esempi, due preziosi manoscritti del Corano del XVII e XVIII secolo miniati a foglia d’oro, un volume per il catechismo dei missionari domenicani in cinese, passaporti, “lasciapassare sanitari” e lettere di fede con caratteri islamici in turco e arabo, attestazioni commerciali per il commercio di pietre preziose in armeno, fino a un raro esemplare di brani del Tripitaka con caratteri birmani su foglie di palma.

Accanto, fioriscono le interpretazioni, letture e riletture contemporanee, in cui gli artisti sviluppano il potere comunicativo delle forme di scrittura in se stesse. A volte, anche rifiutando o rinunciando del tutto al contenuto semantico.

Il lavoro di Gayane Yerkanyan (Yerevan, Armenia, 1989) consiste nel decontestualizzare delle lettere armene per offrire nuovi significati visivi e simbolici. Nelle sue opere non ci sono parole, il significato sono le lettere stesse. In quanto simboli del patrimonio culturale armeno, esse diventano rappresentazioni visive di una cultura, combinate in giochi astratti di forme e spazio. Le opere dell’artista in mostra, in particolare, hanno un approccio più vicino al disegno geometrico che al segno diretto e spontaneo proprio della scrittura a mano. Il suo è un segno quasi privo di gestualità eppure carico di quelle imprecisioni che sono proprie di un lavoro manuale diretto, che non intende nascondere la propria umanità.

Nelle sue opere Sarko Meené, nome d’arte di Armine Sarkavagyan (Yerevan, Armenia, 1984) riflette sull’esplorazione dei significati legati alla memoria, alla scrittura a mano e alle lettere armene attraverso i manoscritti di suo nonno, lo scrittore e poeta Karpis Surenyan, in particolare attraverso suo libro Il Mistero di essere Armeno. Affascinata dalle pagine pesantemente modificate e barrate, sovrappone al testo scritto del nonno una rete metallica creando profondità e permettendo alla luce di penetrare attraverso gli strati della materia. Simbolicamente, la rete di acciaio inossidabile rappresenta la protezione. L’apparenza ingannevole della rete metallica, inizialmente simile alla seta, sottolinea temi di femminilità e forza, i vari aspetti della vita come il riflesso della continuità tra passato, presente e futuro.

Golnaz Fathi (Teheran, Iran, 1972) combina la calligrafia tradizionale con l’espressione artistica contemporanea estendendo i confini del concetto stesso di calligrafia: pur mantenendo l’essenza visiva della parola scritta, Fathi scrive ciò che lei chiama non-scritture, ossia scritture prive di valore semantico e destinate ad essere interpretate non con gli occhi, ma attraverso il cuore. L’ispirazione per i rotoli presenti in questa mostra deriva dalla poesia di Jalal al-Din Rumi (1207-1273). Ciascun rotolo ricorda una litania, una ripetizione ossessiva di forme che vorremmo leggere, ma non possiamo così come non può leggerle l’artista, diventando così opere che sembrano essere una negazione del linguaggio codificato, l’immagine paradossale del tentativo impossibile di una reale comunicazione dell’essere.

Hassan Massoudy (Najaf, Iraq, 1944) fonde le essenze del contemporaneo e dello storico intrecciando elementi delle tradizioni artistiche orientali e occidentali. Mentre mantiene il retaggio della tradizione, si distacca contemporaneamente dai suoi confini, promuovendo un’evoluzione delle forme di scrittura. Le ispirazioni per le sue composizioni sono tratte da una vasta gamma di fonti, che vanno dai versi dei poeti alla prosa di scrittori provenienti da diverse culture, alla saggezza eterna dei detti popolari. Ogni tratto del suo lavoro riflette il suo impegno incrollabile nell’esplorare le sfumature dell’esperienza umana attraverso l’arte. 

Divisa tra la cultura cinese e quella svizzera, Mingjun Luo (Nanchong, Cina, 1963) concepisce il suo lavoro come uno “spazio terzo”, un terreno ibrido e fertile dove sviluppa il proprio linguaggio, in un continuo movimento tra Asia e Occidente. La sua serie in mostra Break the Character contraddice la tradizione cinese presentando ideogrammi frammentati ed esplosi fino all’astrazione. La decostruzione dei caratteri cinesi e la loro perdita di valore semantico li fa diventare astratti, pur mantenendo l’essenza della calligrafia tradizionale a inchiostro. In questo modo, tutti gli osservatori sono su un piano di parità di fronte all’opera d’arte, e le due tradizioni e identità culturali possono trovare un punto di incontro e dialogo. Nell’opera circolare Traces of Writing, che contiene gli ideogrammi del Daodejing, testo fondamentale del taoismo attribuito al filosofo cinese Laozi, l’artista scrive caratteri che sembrano sparire in una nebbia, sciogliendosi nell’oblio. Il testo, dice, è la sua risposta alle tracce della storia che vanno e vengono, false e reali, imprevedibili.

L’opera Meravigliarsi di Monica Dengo (Camposampiero, Padova, Italia, 1966) è un modo per andare oltre i confini, esplorando il concetto di “scrittura sconfinata”, espresso con la perdita di definizione dei bordi delle lettere, che si dissolvono nello spazio della tela. Osservando i tratti si possono intuire i gesti della mano che ha dato vita a quei segni, percepire i cambiamenti di velocità e pressione, nonché il momento in cui il pennello carico d’inchiostro tocca la superficie, generando tratti più densi e profondi. Da lontano l’opera circolare sembra un fiore, come se sconfinando oltre i bordi, le lettere diventassero un’unica forma. Alcune lettere si possono ancora leggere, arrivando a comporre la parola MERAVIGLIARSI. Vista da vicino però i segni neri diventano più foschi e la parola, perdendo definizione, si dissolve. 


La mostra al Museo Correr fa parte della rassegna di calligrafia La via della scrittura, a cura di Monica Viero, che prevede due workshop di quattro giorni ciascuno in programma per ottobre 2024, nella Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano, in collaborazione con MUVE Academy. I corsi prevedono la presenza di un insegnante di calligrafia occidentale e di docenti delle culture calligrafiche araba, cinese, tibetana.


Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto 
con Alessandra Abbate
press@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it/it/ufficio-stampa
 
Con il supporto di 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
roberta@studioesseci.net
simone@studioesseci.net

TRIESTEBOOKFEST 2024 | WHAT A WONDERFUL WORLD! – Inaugurazione al Museo Revoltella 

TRIESTEBOOKFEST 2024 | WHAT A WONDERFUL WORLD! Letture su uomo e ambiente nel tempo presente (con uno sguardo al passato). La nona edizione del Festival è dedicata al rapporto tra uomo e ambiente.

Tra gli appuntamenti del fine settimana, la Lectio magistralis dello scienziato e divulgatore Stefano Mancuso, fondatore della neurobiologia vegetale.

TRIESTEBOOKFEST 2024 | WHAT A WONDERFUL WORLD!
Letture su uomo e ambiente nel tempo presente (con uno sguardo al passato)


La nona edizione del Festival dedicata al rapporto tra uomo e ambiente
 
Inaugurazione venerdì 3 maggio alle 20.00 al Civico Museo Revoltella.
Tra gli appuntamenti del fine settimana, la 
Lectio magistralis dello scienziato e divulgatore Stefano Mancuso, fondatore della neurobiologia vegetale.

La nona edizione del Triestebookfest “What a wonderful world!” si apre venerdì 3 maggio con l’evento tradizionalmente dedicato ai giovani, organizzato in collaborazione e presso il Liceo Classico e Linguistico Statale “Francesco Petrarca”: in programma alle 11.00 una Lectio Magistralis diBianca Arrighini e Livia Viganò di Factanza Media (riservata alle studentesse e agli studenti del Liceo).

Nel pomeriggio, alle ore 17.30 al Knulp Bar, presentazione del volume del giornalista e scrittore Marco NiroIl predatore, in dialogo con Stefano Mattia Pribetti: un noir avvincente con al centro la difficile relazione fra l’uomo e gli animali selvatici.
Laureato in Scienze della comunicazione, Niro ha collaborato con varie testate giornalistiche e oggi si occupa di comunicazione ambientale. Ha all’attivo un saggio (Verità e informazione. Critica del giornalismo contemporaneo, Dedalo 2005), un libro per ragazzi (L’avventura di Energino, Erickson 2022) e, con il collettivo di scrittura Tersite Rossi, quattro romanzi editi con Pendragon (È già sera, tutto è finito, 2010; Sinistri, e/o 2012I Signori della Cenere, 2016; Gleba, 2019) e due raccolte di racconti (Chroma. Storie degeneri, Les Flâneurs 2022; Pornocidio, Mincione 2023).

Alle ore 18.00 in collaborazione e presso la Libreria Lovat, presentazione de Italia Selvatica con l’autore ed esperto forestale Daniele Zovi, laureato in Scienze forestali a Padova, per quarant’anni ha prestato servizio nel Corpo forestale dello Stato. Per Utet ha pubblicato Alberi sapienti, antiche foreste (2018), Italia selvatica (2019), Autobiografia della neve (2020) e In bosco (2021).

Alle ore 18.30 presso Hangar Teatro (Via Luigi Pecenco, 10) inaugurazione della mostra Donne di terre estreme dell’esperta culturale, scrittrice e fotografa Caterina Borgato illustrata da Monica Mazzolini:una raccolta di immagini e racconti che vuole essere una testimonianza, emozionante e poetica, sulla coesione del mondo femminile, che rappresenta le solide fondamenta di società sconosciute o dimenticate.

L’inaugurazione ufficiale del Triestebookfest 2024 è in programma alle ore 20.00 all’Auditorium “M. Sofianopulo” del Civico Museo d’Arte Revoltella, con i saluti istituzionali. Seguirà la presentazione del volume di Gianluca Felicetti La politica degli animalicon l’autore – presidente nazionale della LAV – in dialogo con Alessandro Mezzena Lona.

Gianluca Felicetti ha iniziato nel 1979 a sostenere le iniziative animaliste nella LAV e dal 2006 ne è il Presidente. È stato ideatore e corresponsabile di molteplici iniziative, come le proposte poi diventate leggi su animali e Costituzione. Ha curato dal 1980 al 1985 una delle prime trasmissioni radiofoniche su animali e ambiente, negli anni ’90 è stato collaboratore del settimanale “Il Salvagente” e negli anni 2000 di trasmissioni tv RAI di Licia Colò sugli animali. Negli ultimi anni collabora con il magazine online “ReWriters” e di Radio Parlamentare con la trasmissione “Animali & Palazzi”. Ha scritto con altri autori, fra le altre pubblicazioni, Animali, non bestie (Edizioni Ambiente-2004) e Oltre il filo spinato di Green Hill (Sonda Edizioni-2014).

Per i lettori più piccoli, si ricorda alle ore 15.00 alla Biblioteca Comunale Marinelli – Melara, via Louis Pasteur 44 I racconti dell’inverno, incontro con Daniele Zovi,  evento in collaborazione con la Libreria Lovat.

Sabato 4 maggio, alle ore 10.00 alla “Sala Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich, presentazione de Gli intrecci del Fiume con l’autrice Elisa Cozzarini in dialogo con Pietro Spirito: un breve ma intenso saggio dedicato ai fiumi che diventano, esplorati per la collana piccola filosofia di viaggio, luoghi della memoria e spazio del selvatico da proteggere. Classe 1978, Laureata in Scienze Politiche a Trieste, si occupa di ambiente da oltre dieci anni. Collabora con La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente.

Alle ore 11.30, presentazione de Il senso della natura. Sette sentieri per la Terra con Paolo Pecere in dialogo con Luigi Nacci. Professore associato di Storia della filosofia all’Università di Roma Tre Pecere è autore di suoi saggi, La filosofia della natura in Kant (2009), Dalla parte di Alice. La coscienza e l’immaginario (Mimesis 2015). Suoi racconti sono comparsi su «Nazione indiana» e «Nuovi argomenti».Numerosi i romanzi: La vita lontana (LiberAria editrice 2018), Risorgere (Chiarelettere 2019), il manuale per le scuole Filosofia. La ricerca della conoscenza (2018, con Riccardo Chiaradonna). Del 2021″ Il dio che danza. Viaggi, trance e trasformazioni” (2021).

Alle ore 15.30, in collaborazione con AMP Miramare, l’autore Stefano Mazzotti in dialogo con Pierpaolo de Flego presenta Meravigliose creature. La diversità della vita come non la conosciamo. Zoologo, è direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara dal 2012 e tiene lezioni di Biogeografia e di Didattica Museale all’Università di Ferrara. Ha compiuto esplorazioni zoologiche in Sud America, nelle foreste tropicali montane delle Ande, alla ricerca di nuove specie. Tra i suoi libri: Esploratori perduti. Storie dimenticate di naturalisti italiani di fine Ottocento (Codice, 20232).

Alle ore 17.30 presentazione de La vita sociale delle pietreEmanuela Borgnino dialoga con Roberto Micheli. Antropologa ambientale e professoressa di Antropologia della Natura all’Università degli Studi di Torino con una specializzazione in Lingua e Cultura Giapponese e un dottorato di ricerca in Antropologia Culturale e Sociale, è tra

le autrici del volume Umani e non umani. Noi siamo natura.

Presso Spaziotrart (in Viale XX Settembre 33), alle ore 18.30, vernissage dell’esposizione di Carlo Alberto Andreasi e Mario Sillani Djerrahian We can not go against Nature (Go against Nature is part of Nature too). Una mostra-dialogo dedicata alla necessità di rapportarsi alla, nella e con la natura nelle sue forme macro e dell’io-naturale per una Nova Ver.

All’Auditorium “M. Sofianopulo” del Civico Museo d’Arte Revoltella, alle ore 20.30, è in programma la Lectio magistralis dello scienziato e divulgatore Stefano Mancuso, fondatore della neurobiologia vegetale, è stato incluso dal New Yorker tra coloro che sono ‘destinati a cambiarci la vita’. Stefano Mancuso è tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e divulgare una nuova verità sulle piante, creature intelligenti e sensibili capaci di scegliere, imparare e ricordare. Professore ordinario presso l’Università di Firenze e ordinario dell’Accademia dei Georgofili, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale con sedi a Firenze, Kitakyushu, Bonn e Parigi. È stato il primo scienziato italiano ad essere invitato nel 2010 come speaker in un TED Global tenutosi ad Oxford e successivamente visualizzato oltre 1,4 milioni di volte. Nel 2014 fonda PNAT, una start-up dell’Università di Firenze per la creazione di tecnologia ispirata dalle piante. I suoi libri sono tradotti in 27 lingue.

Per i bambini da 0 a 36 mesi, alle ore 11.00 alla Libreria Lovat, evento a cura di Nati per leggere. Prenotazione obbligatoria con messaggio (preferibilmente Whatsapp) al numero +39 3493256747 indicando nome ed età del/la bambino/a e nome del genitore o altro adulto accompagnatore.

Dalle 16.00 alle 17.30 per i bambini da 4 a 8 anni, appuntamento allo stagno di Contovello per una passeggiata lungo il Sentiero Natura a cura di AMP Miramare “L’albero delle storie tra carso e mare”. L’iniziativa, gratuita per il pubblico, rientra nel programma dei “Piccoli Incontri”, una serie di attività curate dall’AMP Miramare grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia. Prenotazione obbligatoria a info@ampmiramare.it.

Si ricorda infine la passeggiata per tutti “Tre giardini, mille Parole”, con appuntamento a Villa Revoltella alle ore 11.00. Prenotazione al +39 3314373087 (Anche e preferibilmente via WhatsApp)

Domenica 5 maggioalle ore 10.00 alla “Sala Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich, presentazione de L’ecosistema in noi, con l’autore, esploratore e alchimista Francesco Boer in dialogo con Giovanni Tomasin. Tra le sue pubblicazioni Troverai più nei boschi (Il Saggiatore, 2021).

Alle ore 11.30 presentazione della rivista Aut aut. Vol. 401La filosofia davanti al massacro degli animali, con il curatore del numero, Giovanni Leghissa

Alle ore 15.30, gli autori del podcast Nelle tracce del lupoDavide Sapienza e Lorenzo Pavolini, dialogano con Pietro Spirito: primo podcast italiano dedicato al lupo racconta la nostra attitudine culturale verso la natura muovendosi “nelle” tracce di questo animale elusivo, per quanto studiato e conosciuto. Davide Sapienza è geopoeta, scrittore, autore di reportage, traduttore. Dopo anni di viaggi ed elaborazione nel 2004 pubblica I Diari di Rubha Hunish, seguito da La valle di OgnidoveLa strada era l’acqua, La musica della neve, Scrivere la natura, Camminando, La vera storia di Gottardo Archi, L’Uomo del MoschelIl Geopoeta. Lorenzo Pavolini, redattore della rivista Nuovi Argomenti, ha pubblicato i romanzi Senza rivoluzione (Giunti 1997 – Premio Grinzane Cavour esordiente) ed Essere pronto (PeQuod, 2005). Alcuni suoi racconti sono apparsi su giornali, siti, riviste e antologie.

«Vissero i boschi un dì». La vita culturale degli alberi nella Roma antica viene presentato dall’autore Mario Lentano, in dialogo con Elisa Plisca, alle ore 16.30, all’Antico Caffè San Marco. Lentano insegna Lingua e letteratura latina all’Università di Siena ed è membro del Centro Antropologia e mondo antico diretto da Maurizio Bettini. Ha pubblicato studi e ricerche sul teatro comico, la retorica di scuola, le relazioni familiari, e sui miti relativi alle origini di Roma e all’età monarchica.

A seguire, alle ore 17.30incontro con i fotografi Carlo Alberto Andreasi e Mario Sillani Djerrahian, protagonisti con le loro opere della mostra a Spaziotrart We can not go against Nature (Go against Nature is part of Nature too). Introduce e modera l’organizzatrice della mostra Federica Luser

Infine, alle ore 18.30, l’autrice Giulia Corsini in dialogo con Emily Menguzzato presenta Salvare gli animali. Veterinaria presso un grande ospedale vicino a Cambridge, Corsini è esperta in medicina e chirurgia d’emergenza e terapia intensiva veterinaria. Appassionata di scienza, nel tempo libero si dedica alla lettura, ai viaggi e al debunking scientifico, con l’obiettivo di sfatare miti sul mondo animale. In passato ha scritto per varie riviste e giornali, tra cui “The Vision” e “NeXtQuotidiano”, e ha collaborato con organizzazioni come Pro-Test Italia e Italia unita per la corretta informazione scientifica.

Presso Parole Controvento aps (Via Tiziano Vecellio, 1/b), alle ore 18.00 viene proposto un incontro con Paolo Volli e i “ragazzi della Libreria Saba”, in dialogo con Helena Lozano Miralles dal titolo L’uomo e l’ambiente, il Poeta e il suo “antro oscuro“. A seguire Valzer triestino. Performance poetica di Mark Veznaver, con accompagnamento musicale al synth di Jesús Valenti Mora Castro.

La rievocazione del complesso rapporto di Saba con l'”antro oscuro”, raccontato dall’avvocato Paolo Volli e dai giovani volontari che ne stanno gestendo il recupero, sarà  ‘occasione per riscoprire, dal “cantuccio” marginale del Poeta, il rapporto con una città “che in ogni parte è viva” (Trieste, v. 23).

Per adulti e famiglie con bambini da 6 a 11 anni si ricorda, alle ore 16.30, con ritrovo al BioMa – ex scuderie del Parco di Miramare, l’evento “Un mare di rifiuti”. Prenotazione obbligatoria a info@ampmiramare.it.

Nell’ambito delle passeggiate “Tre giardini, mille parole” appuntamento alle ore 11.00 all’Orto Botanico di Trieste. Prenotazione al +39 3314373087 (Anche e preferibilmente via WhatsApp)

La nona edizione del Triestebookfest è organizzata dall’Associazione culturale Triestebookfest in coorganizzazione con il Comune di Trieste e il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il sostegno delle Fondazioni Casali e Fondazione CRTrieste e la media partnership de Il Piccolo. Triestebookfest è riconosciuto dalla campagna nazionale “Il Maggio dei Libri 2024”


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

“MASTERPIECE. Sulle tracce della meraviglia” – In onda la 4° puntata della nuova Docu-serie

Dopo l’enorme successo delle prime tre puntate – che hanno registrato un numero sorprendente di telespettatori, trascinati dalla conduzione fresca e coinvolgente di Raffaele Quattrone che si relaziona con ospiti e artisti italiani ed internazionali in un viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea di tutto il mondo – la nuova Docu-serie MASTERPIECE. Sulle tracce della meraviglia prosegue domenica 5 maggio alle ore 11.00 con la messa in onda del quarto episodio, trasmesso in anteprima su “Documentando. Archivio del Documentario Italiano“, la piattaforma digitale di conservazione e visione dei documentari italiani, ad accesso libero senza restrizioni territoriali, ideata dall’Associazione D.E-R Documentaristi Emilia Romagna Aps in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Dopo questa anteprima, la Docu-serie sarà trasmessa su una rete nazionale.

MASTERPIECE
Sulle tracce della meraviglia
 
La quarta puntata in onda domenica 5 maggio ore 11.00
con Mona Hatoum e Alberto Di Fabio

Dal 7 aprile 2024, ogni domenica alle ore 11.00
“Documentando, Archivio del documentario italiano”
www.documentando.org

Il titolo di questa quarta puntata è “Spazi, luoghi e non-luoghi” e, come nell’episodio precedente, la location sarà ancora una volta quella della Real Academia de España en Roma, un iconico polo culturale posto sul Gianicolo con una vista mozzafiato sulla capitale, un luogo che da 150 anni è ancora oggi contemporaneo e continua ad ospitare operatori culturali internazionali organizzando mostre, convegni e concerti con entrata gratuita. I grandi protagonisti di questo episodio imperdibile sono Mona Hatoum (Premio Imperiale nel 2019, Hiroshima Art Prize nel 2018 e Joan Mirò Prize nel 2011) ed Alberto Di Fabio (Maestro internazionale della pittura). Inoltre, torna a trovare Raffaele e gli Amici di Masterpiece l’artista e cantante Stefano Del Bravo, insieme ai sociologi Manuela Marchetti e Tiziano Bordoni del dipartimento Emilia Romagna dell’Associazione Nazionale Sociologi e agli Amici degli Amici di Masterpiece. Se avete amato gli altri episodi non potete assolutamente perdervi questo nuovo appuntamento!

Dall’Hotel de la Ville, gioiello Rocco Forte Hotels ed iconico palazzo settecentesco che svetta in cima a Trinità dei Monti, ispirato proprio al Grand Tour, utilizzando una bici – simbolo di libertà, emancipazione femminile, sostenibilità ambientale – interamente fatta a mano, realizzata ad hoc da Scatto Italiano, Raffaele insieme agli Amici di Masterpiece, Stefano Paiano, Giulia Santullo, Arianna Sarghini e Carola Tangari, e all’assistente al ricercatore di meraviglie,  Christopher DiCas, raggiungono la Real Academia de España en Roma.


Attraverso un linguaggio semplice e coinvolgente, la Docu-serie si presenta come un viaggio alla scoperta dell’arte contemporanea internazionale con il coinvolgimento di numerosi importanti artisti provenienti da tutto il mondo quali Shirin Neshat, Imran Qureshi, Bertozzi & Casoni, Michelangelo Pistoletto, Vanessa Beecroft, Jeff Koons, Alberto Di Fabio, Mona Hatoum, Marinella Senatore Anri Sala, che hanno collaborato direttamente con Quattrone alla scrittura degli episodi. Nato in piena pandemia, in un periodo nel quale era vietato spostarsi, “MASTERPIECE. Sulle tracce della meraviglia” è un’esplorazione del panorama artistico contemporaneo più recente, con i piedi piantati in Italia ed in particolare a Roma in quanto realtà ancora attuali, capaci di influenzare presente e futuro.

In questo percorso, Quattrone – che ha scritto il progetto con il supporto di Alessandro Moreschini e Livia Savorelli – ha coinvolto Piero Passaro come regista ed ideatore del progetto visivo, Bad Toast Production per la produzione esecutiva, Francesco Quiriconi per le musiche originali, Marcorea Orea Malià come Hair Designer and Make up Artist e poi Espoarte, Contemporary Art MagazineHotel de la Ville (Rocco Forte Hotels), ikonoTV, Associazione Nazionale Sociologi Dipartimento Emilia Romagna e la Real Academia de España en Roma, oltre ad una serie di realtà italiane portatrici della filosofia del Made in Italy nel mondo e di riviste di arte contemporanea che hanno accettato di diventare media partner dell’iniziativa, tra le quali Art a part of cult(ure), Artapp, Artuu, Magazine, Exibart, Frammenti Rivista, Insideart, Yogurt Magazine, Segno.

Puoi accedere alla visione andando sul sito www.documentando.org oppure direttamente dall’app tramite smartphone e tablet.


INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: MASTERPIECE. Sulle tracce della meraviglia
TIPOLOGIA: Docu-serie (programma documentaristico)
PUNTATE: 5 puntate + 1 puntata di lancio
DOVE SI PUO’ VEDERE: “Documentando, Archivio del documentario italiano”, piattaforma digitale di conservazione e visione dei documentari italiani, ad accesso libero senza restrizioni territoriali. Puoi accedere alla visione andando sul sito www.documentando.org oppure direttamente dall’app scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play, tramite smartphone e tablet.
 
QUANDO: dal 7 aprile 2024, ogni domenica alle ore 11.00
FORMATO: 4k
LINGUA: Italiano
PRESENTATORE: Raffaele Quattrone
AUTORI: Raffaele Quattrone con il supporto di Alessandro Moreschini e Livia Savorelli
CAST: Christopher DiCas, Stefano Paiano, Giulia Santullo, Arianna Sarghini, Carola Tangari
ARTISTI COINVOLTI: Vanessa Beecroft, Bertozzi e Casoni, Alberto Di Fabio, Mona Hatoum, Jeff Koons, Shirin Neshat, Michelangelo Pistoletto, Imran Qureshi, Anri Sala, Marinella Senatore
REGISTA: Piero Passaro
PRODUZIONE ESECUTIVA: Bad Toast Production
LUOGHI DI REGISTRAZIONE: Hotel de la Ville, Real Academia de España en Roma, Rhinoceros
 
CONTATTI
SITO: www.masterpieceofficial.art
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UFFICIO STAMPA: CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

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Venezia, Imagina Café Gallery, Rio Terà Canal: “Ponti Invisibili” mostra pittorica di Renzo Marzona

Imagina Café Gallery da 10 anni promuove l’arte ospitando mostre d’arte e fotografiche nelle sue sale. Tantissimi artisti si sono susseguiti sulle pareti di questo popolare Caffè Bar che è diventato luogo d’incontro per universitari, artisti, scrittori e locali.

E-mail: imagina_cafe@yahoo.it

Renzo Marzona
“Ponti Invisibili”
Curata da Francesca De Biasi

Dopo il successo di “Segni del Tempo”, l’esposizione ospitata da Arte Spazio Tempo, Renzo Marzona ritorna a Venezia con una mostra di opere su carta eseguite nel periodo 2020-2024, che abbraccia la nostalgia e la trasforma in una meditazione sul presente. Esplorando un arco temporale che va dagli anni ‘50 fino ai giorni nostri, Marzona crea opere che raccontano una storia di continuità e cambiamento. La mostra, curata da Francesca De Biasi e intitolata “Ponti Invisibili”, si concentra su una tappa fondamentale della vita dell’artista: la riflessione sui ricordi d’infanzia in contrapposizione agli ultimi quattro anni di storia. La collezione si articola in 25 opere informali. Utilizzando vecchie carte di recupero e cartoncino, l’artista crea una narrazione visiva che valorizza materiali desueti, come le antiche carte contabili con scrittura realizzata a mano, evocando un senso di fascino per il passato. Attraverso le sue opere, Marzona esprime una profonda riflessione sulla stabilità e l’autenticità del passato, contrastate con l’incertezza e la precarietà del presente. I colori utilizzati, con una massa più consistente nella parte alta che si dissolve gradualmente verso il basso, simboleggiano la fragilità della vita e la fluidità del tempo. Ogni opera è senza titolo ma ricca di significato e apre una finestra su un mondo che oscilla tra innovazione e nostalgia alimentata da ricordi d’infanzia, come l’altalena dove l’artista passava lunghe ore a sognare, i trucioli di legno con cui giocava e gli oggetti tradizionali della Carnia a lui cara. Il paesaggio, ricorrente in molte delle opere, evoca ricordi morandiani e invita lo spettatore a immergersi in un viaggio emotivo attraverso il tempo e lo spazio. In un’Europa segnata da trasformazioni tumultuose, frammentata e tormentata, la mostra di Marzona offre una rara opportunità di riflessione. Attraverso 25 opere originali, l’artista invita il pubblico a esplorare le tensioni tra passato e presente, tra stabilità e cambiamento, offrendo una prospettiva unica su un mondo in costante evoluzione dove le porte sono aperte alle infinite possibilità. Un dono di emozioni, quello dell’artista, a tutti quelli che non riescono più a sognare o a sorridere e che hanno bisogno di intercettare il mondo attraverso altre prospettive.

Renzo Marzona nasce nel 1948 a Verzegnis, un minuscolo paese in provincia di Udine adagiato sulle montagne in prossimità di un lago che ne prende il nome. È in questa atmosfera incantata che l’artista cresce e si sente parte integrante di quel mondo rupestre fatto di alti pini, larici, betulle e corsi d’acqua che precipitano creando cascate sonanti. Il suo mondo ruota attorno alla famiglia: la falegnameria del nonno, il circolo musicale, la vita nei boschi. Dedica la giovinezza allo studio della musica. In seguito, ventenne, si avvicina alla pittura e si appassiona. Sperimenta in quel periodo, costruisce anche un torchio per creare acquaforti. Frequenta i corsi serali di incisione del maestro Valentino De Nardo di Conegliano. Si iscrive poi alla scuola internazionale di Grafica di Venezia come allievo di Ricardo Licata e Rina Riva. Inizia così la sua carriera d’artista che dopo più di cinquant’anni lo vede ancora dipingere e sperimentare ogni giorno. Sempre in cerca di nuova ispirazione, Marzona porta avanti il suo progetto artistico e lo dedica all’ umanità.


Titolo Mostra: “Ponti Invisibili”
Artista: Renzo Marzona
Dove: Imagina Café Gallery – Rio Terà Canal 3126 – Venezia, Tel. 041 2410625
Quando: dal 3 maggio 2024 al 31 maggio 2024
Inaugurazione: Sabato 4 maggio 2024, ore 18.00/20.00
Orari: dal lunedì al giovedì: 07.00 – 21.00
venerdì – sabato: 07.00 – 01.00
domenica: 08.00 – 21.00

Francesca De Biasi – Art Curator
debiasiartcurator@gmail.com 

“New Conversations – Vicenza Jazz” – Dal 13 al 19 maggio la ventottesima edizione del festival 

Effetto superconcentrato: giunto alla ventottesima edizione, il festival New Conversations – Vicenza Jazz accorcia la sua durata di una manciata di giorni (andando in scena dal 13 al 19 maggio) ma non rinuncia agli abituali 100 concerti e più del suo cartellone. Ne risulta un festival dalla fisionomia rinnovata, con giornate ancora più dense di musica dal vivo, con una programmazione non stop dal pomeriggio sino a notte fonda (e in un’occasione sino all’alba).

Il titolo “Un sogno lungo ottantotto tasti” individua il più rilevante tra i molteplici percorsi di ascolto della kermesse: il pianoforte sarà al centro di numerosi appuntamenti, comprese alcune produzioni originali. Siederanno davanti alla tastiera Uri CaineOmar Sosa, Craig Taborn, Marialy Pacheco, Antonio Faraò, Dado Moroni, Danny Grissett, Margherita FavaFrancesca Tandoi e poi ancora Simone GrazianoPaolo BirroSade MangiaracinaGiovanni Guidi… Nel sontuoso programma artistico saranno inoltre presenti Bill FrisellPaolo FresuPaquito D’RiveraTrilok Gurtu, Chico FreemanDhafer Youssef con Eivind Aarset: la palette timbrica si amplierà con gli altri strumenti canonici della musica afroamericana e anche con sonorità esotiche.

Come sempre a Vicenza Jazz, i concerti non si limiteranno ai teatri, diffondendosi in tutta la città, dai locali ai palazzi antichi, le chiese, i musei, i cinema, le librerie, le vie e le piazze del centro storico: la musica sarà letteralmente ovunque in città.

Il festival, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale, è promosso dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, con AGSM AIM come sponsor principale, con il sostegno di Sonus Faber e con Acqua Recoaro e Brutal Agency come sponsor tecnici.

(Quasi) tutte sedute al piano: le grandi star di Vicenza Jazz

Mai come quest’anno il tema portante del festival vicentino è stato onnipresente nel cartellone. E non è solo una questione di presenza di celeberrimi pianisti, portatori di stili e linguaggi assai personali e distinti uno dall’altro, ma anche di progettualità spinta alle estreme possibilità della tastiera. Come nel caso della serata inaugurale, il 13 maggio: al Teatro Olimpico si assisterà a una sorta di olimpiade pianistica, creata su misura appositamente per Vicenza Jazz, nella quale Dado Moroni (un campione dei piano summit internazionali), Danny Grissett, Margherita Fava Francesca Tandoi si esibiranno in qualunque possibile combinazione dal solo al magniloquente intreccio di quattro pianisti. E non va tralasciato il set d’apertura della serata con Craig Taborn, uno dei pianisti più visionari dell’attuale corrente jazzistica. Se quattro pianisti non bastavano, con il quinto si fa full.

Totalmente focalizzata sul pianoforte, oltre che sul lavoro di gruppo, è anche la serata del 16 maggio al Teatro Comunale, con protagonista Uri Caine alla massima potenza: si esibirà a capo di due distinte formazioni dai programmi altamente caratterizzati. In quartetto (comprendente la cantante Barbara Walker) eseguirà una riduzione jazz ‘cameristica’ della sua opera sinfonico-corale “Honoring Octavius Catto”. Poi con un ensemble di otto elementi eseguirà la sua riscrittura della Rhapsody in Blue di Gershwin (e di altre famose songs dello stesso autore), un progetto di raro ascolto in Italia, rispolverato a una decina d’anni dal suo debutto per celebrare il centenario della prima esecuzione della composizione gershwiniana.

La sera seguente, il 17, sempre al Comunale, il pianoforte sarà affidato alle mani del cubano Omar Sosa: un radicale cambiamento di paradigma estetico col quale si indaga un’altra delle principali traiettorie dell’improvvisazione pianistica odierna, quella imbevuta di linguaggi geograficamente connotati (latin, afro, world in generale). Sosa sarà protagonista di due set: “Manos”, un duetto di pianoforti con la sua connazionale Marialy Pacheco, e “Food”, sinestesia uditivo-gustativa ideata ed eseguita assieme al trombettista Paolo Fresu, che con Sosa forma un binomio ormai storico.

Il pianoforte condividerà i riflettori col sax la sera del 15 al Comunale: Antonio Faraò e Chico Freeman eseguiranno in quintetto (con il featuring del trombettista Alex Sipiagin) un omaggio a John Coltrane e McCoy Tyner prodotto appositamente per il festival.

Le restanti serate diversificano gli ascolti, puntando il microfono su altri strumenti, talvolta insoliti. È il caso del clarinetto (oltre che del sax alto) di Paquito D’Rivera, mito vivente della musica cubana, capace di esprimersi nel più puro linguaggio jazz boppistico come nel più infuocato idioma latin (14 maggio, Teatro Olimpico). E ancor più pittoresca è la strumentazione dei due set del 18 maggio al Comunale: all’apertura affidata alle percussioni policrome e poliritmiche dell’indiano Trilok Gurtu, seguirà l’intreccio tra l’oud del tunisino Dhafer Youssef e la chitarra fortemente elettrificata e carica di effetti del norvegese Eivind Aarset, che fa piazza pulita di qualunque categoria estetica abbia mai provato a tenere distinte la musica occidentale da quella orientale, il jazz dal rock e le musiche tradizionali.

Bill Frisell, uno dei guitar heroes del jazz dagli anni Ottanta a oggi, sarà protagonista del concerti conclusivo del festival  (19 maggio, Teatro Comunale), in trio con Thomas Morgan (contrabbasso) e Rudy Royston (batteria). Le più recenti scorribande musicali di Frisell manifestano contrasti espressivi a tinte forti: musica metropolitana a braccetto con sonorità rurali, postmodernismo e primitivismo come due vicini di casa, stilemi di genere estremamente definiti e improvvisi pastiches nei quali gli stili vengono bellamente frullati assieme.

E sono pur sempre strumenti a tastiera l’organetto e la fisarmonica piccola imbracciati dal sardo Pierpaolo Vacca, che assieme al conterraneo Paolo Fresu sarà protagonista del caratteristico concerto di mezzanotte al Cimitero Maggiore (il 17), al suono di un’ancestrale musica sarda proiettata verso forme espressive futuribili.

Proxima: musica giovane nel pomeriggio vicentino

“Proxima”, la sezione dedicata ai giovani musicisti jazz realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Bacàn, domina la fascia pomeridiana del festival. Il primo appuntamento, con il duo pianistico formato da Luca Sguera e Margherita Fava, si terrà il 14 maggio alla Basilica Palladiana, in collegamento con la mostra Pop/Beat. Ci si sposterà poi in vari spazi del Teatro Comunale per i successivi concerti: il 15 con il duo che affianca Camilla Battaglia (voce) e Simone Graziano (pianoforte); il 16 con i Nerovivo, il trio dell’astro nascente della batteria Evita Polidoro; il 17 con il quartetto del bassista Marco Centasso; il 18 con il chitarrista Edoardo Ferri, il cui trio è completato da due figure di riferimento del jazz italiano, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria.

Il 16, 17 e 18 maggio “Proxima” si sdoppia, lanciando anche “Aperitivo Proxima”, che fa da ponte tra la fascia pomeridiana e quella serale: si ascolteranno il quintetto Wasted (il 16), il Syntax Quartet (17) e i Raise Four (18), tutti alla Vela TCVI (piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza).

Ascolti after hours

La programmazione della tarda serata del festival assume una nuova fisionomia, con il Teatro Comunale che ne diviene la principale, anche se non unica, location. Saranno ascolti a stile libero, anche con nomi affermati nel panorama concertistico nazionale e con un’ulteriore dose di pianisti. Si va dall’omaggio a Björk del trio The Last Coat of Pink (15 maggio,Basilica Palladiana) all’incursione nel mondo di Emily Dickinson dell’Emily Songs Quartet, con le musiche del pianista Francesco Carta (il 16, al Comunale). Ci saranno poi due sassofonisti coi loro quartetti, Lorenzo Simoni (il 16) e Michele Polga (il 17), entrambi alla Vela TCVI, che ospiterà anche il quartetto co-diretto dal batterista Fabrizio Sferra e il sassofonista Dan Kinzelman (il 18). Quest’ultima serata di festival avrà una lunga coda: con la performance pianistica in solo di Paolo Birro a mezzanotte (Basilica Palladiana) e con lo sconfinamento orario del piano solo di Sade Mangiaracina, che si esibirà in un omaggio a Lucio Dalla all’alba del 19 al Parco del Museo del Risorgimento. Vicenza Jazz 2024 si chiuderà al levar del sole.

Aspettando Vicenza Jazz

Un prologo, che si terrà come da tradizione all’Auditorium Fonato di Thiene, preparerà l’atmosfera in attesa del festival. Ne saranno protagonisti Eric Mingus e Silvia Bolognesi (5 maggio, data in cui inizieranno anche gli innumerevoli live ospitati dai locali vicentini). 

Già questo non è poco. Ma ci sarà anche molto altro nella ventottesima edizione di Vicenza Jazz, il cui programma continuerà a crescere.

PROGRAMMA
(concerti principali)

 
PROLOGO
 
Domenica 5 maggio
ore 21, Auditorium Fonato di Thiene
Eric Mingus & Silvia Bolognesi
“Is That Jazz?” (Celebrating the Influences of Gil Scott-Heron)
Eric Mingus (voce, basso), Silvia Bolognesi (voce, contrabbasso), Emanuele Marsico (voce, tromba),
Pee-Wee Durante (voce, trombone, tastiere), Simone Padovani (voce, percussioni, batteria)
in collaborazione con il Comune di Thiene e l’Istituto Musicale Veneto Città di Thiene
 
FESTIVAL
 
Lunedì 13 maggio
ore 21, Teatro Olimpico
Craig Taborn Solo Piano
Craig Taborn (pianoforte)
Piano Summit
Four For Piano
“From Duke to Bud (and Back)”
Danny Grissett (pianoforte), Dado Moroni (pianoforte), Francesca Tandoi (pianoforte), Margherita Fava (pianoforte)
 
Martedì 14 maggio
ore 19, Basilica Palladiana
Proxima – The young side
Luca Sguera & Margherita Fava
Luca Sguera (pianoforte), Margherita Fava (pianoforte)
 
ore 21, Teatro Olimpico
Paquito D’Rivera Quintet
Paquito D’Rivera (clarinetto, sax contralto), Sebastian Laverde (vibrafono), Pepe Rivero (pianoforte), Gaston Joya (contrabbasso), Georvis Pico (batteria)
 
ore 22:30, Basilica Palladiana
After Hours – Concerti al termine degli eventi principali
The Last Coat of Pink
“Water’s Break” (music by Björk)
Alberto Dipace (pianoforte), Danilo Gallo (contrabbasso, balalaika bassa), Kathya West (voce, flauto bawu, ‘mbira, percussioni)
 
Mercoledì 15 maggio
ore 18, Palcoscenico Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza
Proxima – The young side
Camilla Battaglia & Simone Graziano
Camilla Battaglia (voce), Simone Graziano (pianoforte)
 
ore 21, Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza
Chico Freeman & Antonio Faraò Quartet feat. Alex Sipiagin
“Celebrating our Heroes: John Coltrane & McCoy Tyner”
Alex Sipiagin (tromba), Chico Freeman (sax tenore), Antonio Faraò (pianoforte), Carlo Bavetta (contrabbasso), Pasquale Fiore (batteria)
 
ore 22:30, Palcoscenico Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza
After Hours – Concerti al termine degli eventi principali
Emily Songs Quartet
“Il verso del fiore” nel giadino di Emily Dickinson
musica di Francesco Carta
Francesca Bertazzo Hart (voce, chitarra), Francesco Carta (pianoforte), Beppe Pilotto (contrabbasso), Luca Nardon (percussioni)
in collaborazione con Poetry Vicenza: Isabella Rizzato presenta “Il verso del fiore”
 
Giovedì 16 maggio
ore 18, Foyer della Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza
Proxima – The young side
Nerovivo – Evita Polidoro Trio
Davide Strangio (voce, chitarra), Nicolò Francesco Faraglia (chitarra), Evita Polidoro (voce, batteria, elettronica)
 
ore 19:30, Vela TCVI (Piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza)
Aperitivo Proxima – The young side
Wasted
Iacopo Teolis (tromba), Gabriel Francesco Marciano (sax alto), Vittorio Solimene (pianoforte), Giulio Scianatico (contrabbasso), Cesare Mangiocavallo (batteria)
 
ore 21, Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza
Uri Caine Quartet feat. Barbara Walker
“Honoring Octavius Catto”
Uri Caine (pianoforte), Mike Boone (contrabbasso), Jim Black (batteria), Barbara Walker (voce)
Uri Caine Ensemble plays Gershwin
“Rhapsody in Blue”
Ralph Alessi (tromba), Achille Succi (clarinetto, sassofono), Joyce Hammann (violino),
Uri Caine (pianoforte), Mike Boone (contrabbasso), Jim Black (batteria), Theo Bleckmann (voce), Barbara Walker (voce)
 
ore 22:30, Vela TCVI (Piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza)
After Hours – Concerti al termine degli eventi principali
Lorenzo Simoni Quartet
Lorenzo Simoni (sax alto), Guglielmo Santimone (pianoforte), Giulio Scianatico (contrabbasso), Simone Brilli (batteria)
 
Venerdì 17 maggio
ore 16, Cinema Odeon
Berchidda Live
di Gianfranco Cabiddu, Michele Mellara, Alessandro Rossi
(Italia, 2023; documentario; durata 94′)
Presentazione di Paolo Fresu, Riccardo Brazzale ed Enrico Ladisa
 
ore 18, Foyer della Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza
Proxima – The young side
Marco Centasso Quartet
Alberto Collodel (clarinetto basso), Giovanni Mancuso (pianoforte), Marco Centasso (contrabbasso/basso elettrico), Raul Catalano (batteria)
 
ore 19:30, Vela TCVI (Piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza)
Aperitivo Proxima – The young side
Syntax Quartet
Lorenzo Cucco (sax tenore), Michele Zanasi (chitarra elettrica), Frank Masetti (basso elettrico), Francesco Mascolo (batteria)
 
ore 21, Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza
Omar Sosa & Marialy Pacheco
“Manos”
Omar Sosa (pianoforte), Marialy Pacheco (pianoforte)
Paolo Fresu & Omar Sosa
“Food”
Paolo Fresu (tromba), Omar Sosa (pianoforte)
 
ore 22:30, Vela TCVI (Piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza)
After Hours – Concerti al termine degli eventi principali
Michele Polga Quartet
“Along Came Betty”
Michele Polga (sax tenore), Alessandro Lanzoni (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Bernardo Guerra (batteria)
 
ore 24, Cimitero Maggiore
Pierpaolo Vacca feat. Paolo Fresu
“Travessu”
Paolo Fresu (tromba), Pierpaolo Vacca (organetto, fisarmonica piccola)
 
Sabato 18 maggio
dalle ore 15, Loggia del Capitaniato
Un giorno con la Scuola di musica Thelonious, dedicato a Wayne Shorter
docenti e allievi della Scuola Thelonious
 
dalle ore 16, Centro Storico
Street band per le vie della città
Banda Storta & Dixie Gang
 
Ore 18, Foyer della Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza
Proxima – The young side
Edoardo Ferri Trio con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra
Edoardo Ferri (chitarra), Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria)
 
ore 19:30, Vela TCVI (Piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza)
Aperitivo Proxima – The young side
Raise Four
Pedrollo Jazz Department
Zeno Merlini (sax), Francesco Benini (pianoforte), Thomas Dal Cappello (contrabbasso), Umberto Dal Barco (batteria)
 
ore 21, Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza
Trilok Gurtu
Trilok Gurtu (percussioni)
Dhafer Youssef & Eivind Aarset
Dhafer Youssef (oud, voce), Eivind Aarset (chitarra)
 
ore 23, Vela TCVI (Piazzale esterno del Teatro Comunale di Vicenza)
After Hours – Concerti al termine degli eventi principali
Fabrizio Sferra-Dan Kinzelman Quartet
Dan Kinzelman (sax tenore), Giovanni Guidi (pianoforte), Igor Legari (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria)
 
ore 24, Basilica Palladiana
Notte dei Musei
Paolo Birro
“Piano Reflections”
Paolo Birro (pianoforte)
 
Domenica 19 maggio
ore 6, Parco del Museo del Risorgimento e della Resistenza
Sade Mangiaracina Solo Piano
“Futura” (Omaggio a Lucio Dalla)
Sade Mangiaracina (pianoforte)
 
ore 21, Sala Maggiore del Teatro Comunale di Vicenza
Bill Frisell Trio
with Thomas Morgan & Rudy Royston
Bill Frisell (chitarra elettrica), Thomas Morgan (contrabbasso), Rudy Royston (batteria)
 
***
 
Direzione artisticaRiccardo Brazzale
 
Ufficio Stampa: Daniele Cecchini
cell. 348 2350217 – e-mail: dancecchini@hotmail.com
 
INFORMAZIONI
Teatro Comunale di Vicenza
Viale Mazzini, 39 – Vicenza
tel. 0444 324442 – biglietteria@tcvi.it
www.vicenzajazz.org; www.tcvi.it
 
New Conversations – Vicenza Jazz può essere seguito anche sui canali social
Facebook e Instagram @vicenzajazz #vicenzajazz
 
Biglietti
Craig Taborn + Piano Summit [13/05]; Paquito D’Rivera Quintet [14/05]; Trilok Gurtu + Dhafer Youssef & Eivind Aarset [18/05]Intero: € 25 + d.p. | Over 65 e Under 25: € 20 + d.p.
 
Chico Freeman & Antonio Faraò Quartet feat. Alex Sipiagin [15/05]Intero: € 20 + d.p. | Over 65 e Under 25: € 15 + d.p.
 
Uri Caine Quartet + Uri Caine Ensemble plays Gershwin [16/05]; Omar Sosa & Marialy Pacheco + Omar Sosa & Paolo Fresu [17/05]Intero: € 30 + d.p. | Over 65 e Under 25: € 25 + d.p.
 
Pierpaolo Vacca feat. Paolo Fresu [17/05]Prezzo unico: € 20 + d.p.
 
Sade Mangiaracina [19/05]Prezzo unico: € 10 + d.p.
 
Proxima – The young side
Prezzo unico: € 5 + d.p.
 
After Hours
Ingresso gratuito
Per i concerti in programma in Basilica Palladiana e sul Palcoscenico del Teatro Comunale di Vicenza sono previsti tagliandi d’ingresso, disponibili online e alla biglietteria del TCVI.
In caso di maltempo, i concerti in programma nella Vela del TCVI saranno spostati nel foyer del Teatro Comunale di Vicenza
 
Aperitivo Proxima – The young side
Ingresso gratuito
 
Paolo Birro [18/05]Ingresso gratuito
Tagliandi d’ingresso disponibili online e alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza.
 
Riduzioni per Soci Touring Club: sconto del 10% sulle tariffe attive dei singoli biglietti dei concerti principali (Teatro Comunale di Vicenza e Teatro Olimpico).
 
Abbonamenti
Abbonamento Main Events
Craig Taborn + Piano Summit [13/05]; Paquito D’Rivera Quintet [14/05]; Chico Freeman & Antonio Faraò Quartet feat. Alex Sipiagin [15/05]; Uri Caine Quartet + Uri Caine Ensemble plays Gershwin [16/05]; Omar Sosa & Marialy Pacheco + Omar Sosa & Paolo Fresu [17/05]; Trilok Gurtu + Dhafer Youssef & Eivind Aarset [18/05]; Pierpaolo Vacca feat. Paolo Fresu  [17/05]; Sade Mangiaracina [19/05]Intero: € 128 | Over 65, Under 25 e Soci Touring Club: € 104
 
Abbonamento Proxima
Luca Sguera & Margherita Fava [14/05]; Camilla Battaglia & Simone Graziano [15/05]; Nerovivo [16/05]; Marco Centasso Quartet [17/05], Edoardo Ferri Trio [18/05]Unico: € 20
 
Prevendite
Biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza
tel. 0444 324442 – biglietteria@tcvi.it
 
online: www.tcvi.itwww.vicenzajazz.org
 
Giorno del concerto: in biglietteria, da un’ora prima dell’inizio (senza diritto di prevendita)

Ufficio Stampa New Conversations – Vicenza Jazz
tel. 051 0418568
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e-mail: dancecchini@hotmail.com

Pubblicato il 16 Aprile 13:04

HANGARVAIN, ‘MOTHER’S BLUES’, nuovo singolo e videoclip per celebrare i 10 anni di carriera

HANGARVAIN: ‘MOTHER’S BLUES’, NUOVO  SINGOLO E VIDEOCLIP PER CELEBRARE I 10 ANNI DI CARRIERA

È disponibile su tutte le piattaforme e nei principali digital stores ‘Mother’s Blues’, il nuovo singolo degli Hangarvain, band particolarmente apprezzata in Europa, capace di unire nel proprio sound influenze blues e alternative. 
Con il nuovo singolo e videoclip la band partenopea celebra i primi 10 anni di carriera, anticipando l’uscita di un nuovo album nel quale confluiranno brani di successo del loro repertorio riproposti in una nuova veste e nuove composizioni originali inedite.

Mother’s Blues‘ – già presente in una differente versione nell’album ‘Soul Desire‘ del 2023 – rinnova l’ormai consolidata collaborazione con l’etichetta Volcano Records e delinea il nuovo volto della formazione guidata dal vocalist Sergio Toledo Mosca e dal chitarrista Alessandro Liccardo.

Il brano ‘Mother’s Blues – live at Soundinside Basements Records’, già presente sulle principali piattaforme digitali, tra cui Spotify, in formato audio e sarà riproposto nella nuova veste registrata presso i Soundinside Basement Records facendolo rivivere di nuova luce rispetto alla versione apparsa in ‘Soul Desire’, con gli innesti del batterista Simone Pannozzo e del tastierista Enrico Asquitti.

Si tratta di un vero e proprio omaggio al rock delle origini, pregno di blues e black music, con un testo che scava nel profondo, tra rimpianti e rimorsi, rievocando la tradizione musicale di quel Delta del Mississippi da cui tutto è iniziato e istanze più attuali.

Il brano è stato registrato in una live session in studio diretta da Jex Sagristano con il supporto di Ciro Galante, che ne ha curato sia il missaggio del brano che il video della performance.

Gli Hangarvain si formano nel 2013. Ad oggi hanno inciso quattro album e due Ep e, grazie ad una proficua attività live, riscontrano apprezzamenti nel circuito rock europeo, esibendosi sia come headliner che a fianco di importanti formazioni del panorama rock mondiale.

Dopo l’esordio disografico con ‘Best Ride Horse‘, segnato da influenze alternative e post-grunge, gli Hangarvain hanno spostato le proprie sonorità verso un universo sonoro più hard blues, alimentate dalla passione per la black music dei leader Sergio Toledo Mosca e Alessandro Liccardo.

L.A. Guns, The Darkness, Y&T, Gilby Clarke (Guns N’ Roses), Hardcore Superstar, Thomas Silver, Skillet, Niterain, DGM, sono solo alcuni dei nomi coi quali la formazione italiana ha condiviso il palco, compreso un lungo tour europeo al fianco dei danesi D.A.D. (Disneyland After Dark), oltre alla presenza in celebri festival europei.

L’album ‘Soul Desire’, da cui è estratto il nuovo singolo ‘Mother’s Blues’, è stato prodotto negli studi di Los Angeles da Fabrizio Grossi e segna il nuovo percorso sonoro degli Hangarvain.

Il 2024 sarà quindi un anno particolarmente intenso per la formazione napoletana, grazie all’uscita del nuovo album, distribuito da Volcano Records, e di un film documentario che ripercorrerà dieci anni di musica, emozioni e grandi esperienze internazionali.

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