MAMbo: BOOKS, Bologna art books festival – Libri d’arte e d’artista

Dopo il successo della prima edizione, Danilo Montanari Editore,in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici Bologna, presenta la seconda edizione di BOOKS, il festival dedicato ai libri d’arte e d’artista, che avrà luogo presso la Sala delle Ciminiere del MAMbo da venerdì 24 a domenica 26 maggio 2024.

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BOOKS | Bologna art books festival – Festival del libro dedicato ai libri d’arte e d’artista 

Seconda edizione 


A cura di Danilo Montanari e Lorenzo Balbi 


24, 25 e 26 maggio 2024
 venerdì 24 maggio h 12.00 – 19.00

sabato 25 e domenica 26 maggio h 10.00 – 19.00

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

www.booksfestival.it  

www.mambo-bologna.org 

Nato dall’idea di non disperdere l’eredità di due manifestazioni fondamentali del settore – Artelibro, il Festival del Libro d’Arte che si è svolto a Bologna dal 2003 al 2014, e FLAT – Fiera Libro Arte Torino, appuntamento internazionale che ha animato il capoluogo piemontese dal 2017 al 2019 – BOOKS si posiziona in un segmento “laterale”, seppur non strettamente alternativo al fenomeno delle fiere, con l’obiettivo di proporre, grazie al libro come medium, contenuti e occasioni che facilitino il rapporto diretto, di conoscenza e scambio, tra artisti e collezionisti, senza rinunciare a una vocazione di mercato.

Per la seconda edizione di BOOKS, gli ampi spazi della Sala delle Ciminiere accoglieranno 36 espositori, librai ed editori del settore, italiani e internazionali, presenti con veri e propri progetti sul libro d’arte: non stand, ma tavoli di approfondimento concentrati su un numero limitato di titoli, non superiore alle 100 unità per espositore.

All’interno della Sala delle Ciminiere verranno inoltre proposti focus espositivi che intendono evidenziare la qualità e la storicità dell’editoria d’arte italiana con una selezione di edizioni e opere originali di Vincenzo AgnettiGiovanni AnselmoAlighiero Boetti Ketty La Rocca che saranno visibili al loro interno grazie a dei dispositivi presenti in loco. Tra i volumi esposti si segnalano Leggere (Giovanni Anselmo, 1972 Sperone, Torino), Machiavelli30 (Vincenzo Agnetti, 1978, Guanda, Milano) e In principio erat (Ketty La Rocca, 1971, Edizione Centro Di, Firenze).

Ad arricchire questa edizione del festival, Andrea Pazienza a Bologna 50 anni dopo, un omaggio che illustra il percorso creativo dell’artista con una serie di edizioni originali di libri, fascicoli di riviste, copertine di dischi, poster ed ephemera, e l’esposizione di alcuni libri di Mario Diacono protagonista di una video intervista trasmessa in Sala delle Ciminiere.

BOOKS sarà l’occasione per la bottega Anonima Impressori (Via San Carlo 44, Bologna) di proporre una dimostrazione di stampa tipografica con caratteri mobili in piombo e legno.

L’allestimento di BOOKS è anche pensato per favorire lo scambio conviviale: al centro della Sala delle Ciminiere troverà spazio un’area lounge che accoglierà una serie di talk con autori e collezionisti intorno ai focus espositivi che arricchiranno di stimoli i tre giorni di festival. Tra questi, si segnalano quelli con Luca Cerizza e Vincenzo Sparagna.

BOOKS è a cura di Danilo Montanari e Lorenzo Balbi e si avvale di un comitato scientifico composto da Silvia AlessandriMario DiaconoLiliana Dematteis e Giovanna Pesci.

Anche per questa seconda edizione, l’immagine guida è affidata all’artista Paolo Ventura.

L’iniziativa espositiva fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Si ringraziano per la collaborazione Archivio Michelangelo VastaArchivio AgnettiArchivio Anselmo e Agata Boetti.


Ingresso
accesso con biglietto museo: 
intero € 6 | ridotto € 4 | gratuito possessori Card Cultura
Sito web

www.booksfestival.it

Informazioni generali

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14 | 40121 Bologna
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Bologna: Presentazione volume “Art et industrie. L’Europe des musées au XIXe siècle”

Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna sono lieti di invitare alla presentazione del volume Art et industrie. L’Europe des musées au XIXe siècle, a cura di Rossella Froissart e Aziza Gril-Mariotte (Brepols, Turnhout, 2023).

L’incontro, promosso in collaborazione con École Pratique des Hautes Études – Université PSL, si svolge martedì 7 maggio 2024 alle ore 17.30 presso la Sala conferenze di Nomisma, al primo piano di Palazzo Davia Bargellini, in Strada Maggiore 44 a Bologna. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti disponibili.
In occasione della presentazione, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, situato al piano terra dello stesso palazzo, è visitabile con orario di apertura straordinaria dalle ore 10.00 alle 19.00.


Informazioni generali sul volume

Art et industrie. L’Europe des musées au XIXe siècle
A cura di: Rossella Froissart e Aziza Gril-Mariotte
Editore: Brepols (Turnhout, Belgium)
Anno di pubblicazione: 2023
Pagine: 234
Dimensioni: 216 x 280 mm
Illustrazioni: 49 b/n, 58 col. 3 tav. col.
Lingua: francese
Prezzo: € 80,00
ISBN: 978-2-503-59995-3
Sito web: www.brepols.net


Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica

Martedì 7 maggio 2024 ore 17.30
Sala conferenze Nomisma
Palazzo Davia Bargellini | Strada Maggiore 44, Bologna

Saluti di benvenuto:
Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna

Introduce:
Sandra Costa, professoressa ordinaria Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Dipartimento delle Arti
 
Intervengono:
Rossella Froissart, professoressa Ecole Pratique des Hautes Études EPHE-PSL, Saprat e e co-curatrice del volume
Paola Cordera,professoressa associata Politecnico di Milano – Dipartimento di Design

Modera:
Mark Gregory D’Apuzzo, conservatore Museo Davia Bargellini | Musei Civici d’Arte Antica.

Il libro, pubblicato dall’editore belga Brepols in lingua francese, ripercorre la storia poco conosciuta della nascita dei musei di arte industriale nell’Europa del XIX secolo, in un momento in cui le tracce di abilità artigianali, cultura materiale e arti popolari in via di estinzione attiravano l’interesse di collezionisti, storici e statisti.

Il volume viene presentato a Bologna perché qui, proprio all’interno del seicentesco palazzo appartenuto alla famiglia senatoria Bargellini che, con il suo profilo monumentale, scolpisce l’incrocio tra Piazza Aldrovandi e Strada Maggiore, si trova uno dei primi musei di arti decorative fondati in Italia: il Museo Civico d’Arte Industriale, aperto al pubblico il 30 maggio 1920 per volontà dell’archivista e museologo Francesco Malaguzzi Valeri (Reggio Emilia, 1867 – Bologna, 1928). Ancora oggi, i visitatori che si aggirano per le sue sale espositive possono fruire in gran parte dell’allestimento primigenio che l’ideatore aveva impresso ai due distinti nuclei patrimoniali che compongono il museo – la raccolta di arti applicate e la celebre Quadreria Davia Bargellini – con l’illusione di visitare un sontuoso appartamento arredato del Settecento bolognese. La storia del museo viene ricostruita nel volume dal saggio Le Musée d’art industriel Davia Bargellini de Bologne: créer des ensembles pour mieux transmettre les savoirs (Il Museo d’Arte Industriale Davia Bargellini: ambientare e trasmettere l’arte del passato) di Mark Gregory D’Apuzzo, suo attuale conservatore.

Perché collezionare ed esporre tessuti, vetri, ceramiche, mobili e gioielli di un passato preindustriale, in un momento in cui l’avvento della macchina e l’espansione dei mercati stravolgono i processi di produzione e commercializzazione? Come venivano presentati questi manufatti in relazione ai prodotti contemporanei, in un contesto di competizione internazionale stimolato dalle Esposizioni Universali?

Inizialmente concepiti come complessi educativi, ma spesso con un taglio conservatore, i musei di arte industriale e decorativa hanno identità multiple, il che spiega l’evoluzione dei loro nomi, le loro vicissitudini e la loro esistenza talvolta effimera. L’ampio lavoro oggi esistente sulla museologia e sulle arti decorative pone queste istituzioni al centro del dibattito sulle origini e gli scopi delle collezioni pubbliche, come luoghi di formazione pratica e di dibattito teorico sul rapporto tra arte, industria e mercato.

Il libro, il primo in Francia dedicato alla storia dei musei d’arte industriale e decorativa, si propone di fornire un’ampia panoramica di questa tipologia così come si è sviluppata in tutta Europa (Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Svizzera), alla sua comparsa negli anni Trenta dell’Ottocento, alla sua affermazione nei primi decenni del Novecento.
Solo un’indagine collettiva potrebbe tenere conto delle specificità delle situazioni nazionali e della diversità dei processi di valutazione di oggetti dallo status intrinsecamente incerto, tra funzione d’uso, valore patrimoniale e modelli di apprendimento.

Il volume ha inteso, dunque, trattare la questione dei musei di arti decorative e industriali in una prospettiva larga, sintetica, tale da favorire il paragone tra i musei europei dello stesso tipo.

Il piano dell’opera comprende, oltre ai due saggi introduttivi delle curatrici Rossella Froissart e Aziza Gril-Mariotte, diciannove contributi, suddivisi in due sezioni principali:

– Parte 1 Un musée pour édifier le goût et diffuser des modèles: comprende testi che trattano di musei la cui fondazione ha avuto come primo scopo quello di offrire esempi e modelli all’industria coeva o all’istruzione e formazione di artigiani e operai;
– Parte 2 De la collection au musée. Nouveaux regards sur les arts décoratifs: l’accento è posto su personalità che, con le loro donazioni o con la loro riflessione museologica/museografica hanno contribuito a riunire, strutturare e presentare le collezioni dei musei di arti decorative e industriali.

Indice dei contenuti

Introduction générale
1 – Aziza Gril-Mariotte, Les enjeux du musée d’art industriel entre théories et pratiques
2 – Rossella Froissart, Prémisses aux musées d’arts industriels et décoratifs: une idée française

Première partie
Un musée pour édifier le goût et diffuser des modèles
3 – Jean-François Luneau, Le rêve d’un musée industriel chez Claude Aimé Chenavard
4 – Hélène Bocard et Céline Trautmann-Waller, Alexander von Minutoli: de la collection au musée, du musée à l’album photographique
5 – Marion Falaise, Le musée d’Art et d’Industrie de Lyon et le modèle du South Kensington Museum dans le projet de Natalis Rondot
6 – Isaline Deléderray-Oguey, Les musées d’art industriel en Suisse et de la seconde réforme des arts appliqués
7 – Malgorzata Dabrowska, Les collections du Musée technique et industriel à Cracovie, entre exposition et éducation
8 – Lada Hubatová-Vacková, Les modèles londonien et viennois des deux musées de «umělecký průmysl» de Prague
9 – Daniela N. Prina, La création d’un South Kensington belge ou l’histoire d’un mariage imparfait entre le beau et l’utile
10-Élise Kœring et Elke Mittmann, Un musée du temps modern pour une production modern: le Deutsches Museum für Kunst in Handel und Gewerbe de Karl-Ernst Osthaus
11-Mark Gregory D’Apuzzo, Le Musée d’art industriel Davia Bargellini de Bologne: créer des ensembles pour mieux transmettre les savoirs
 
Deuxième partie
De la collection au musée. Nouveaux regards sur les arts décoratifs
12 – Élodie Baillot, Le Louvre contre Sèvres, Sèvres contre les ogres du Louvre: l’affaire du legs Davillier
13 – Lucie Chopard, Les collections chinoises de l’Union centrale des arts décoratifs entre inspiration technique et valorisation esthétique
14 – Mathieu Caron, Le musée du Garde-Meuble (1879-1901) ou l’aboutissement d’une politique de patrimonialisation du mobilier français au XIXe siècle
15 – Camille Mestdagh, Du chef-d’œuvre de musée au modèle d’atelier: les collections publiques de mobilier et la vogue des copies
16 – Benoît Coutancier, Marie Labadié (Grobet) et ses époux: collectionneurs «moyens» ou architectes d’intérieur autodidactes?
17 – Paola Cordera, Les arts décoratifs mis en scène à l’Exposition rétrospective de Milan de 1874
18 – Daniele Galleni, La Galleria degli arazzi à Florence: un nouveau regard sur la tapisserie
19 – Nadia Barrella, Le musée Correale de Carlo Giovene, un «livre facile» pour redécouvrir les arts appliqués napolitains
20 – Agnieszka Kluczewska-Wójcik, «Il n’y a qu’un seul art…». Feliks Jasieński et sa collection d’arts décoratifs au Musée national de Cracovie
21 – Bénedicte Gady, Paris-New York: la création du Cooper Union Museum for the Arts of Decoration au miroir du musée des Arts décoratifs.

Rossella Froissart è direttrice di studi presso l’Ecole Pratique des Hautes Études (EPHE-PSL), dove è titolare della cattedra di “Arti, industrie e decorazioni nell’epoca contemporanea” e membro del laboratorio Savoirs et pratiques du Moyen Age à l’époque contemporaine (EA 4116). Ha pubblicato diverse opere che trattano della gerarchia delle arti, dello status e della formazione dell’artista-artigiano e dell’arte sociale, e si è concentrata in particolare sulla storia del Musée des Arts Décoratifs de Paris e dell’Union Centrale. Studia sia le opere – arazzi, vetri e gioielli – sia il discorso critico e storiografico, in relazione all’emergere della categoria decorativa e ai dibattiti modernisti.

Aziza Gril-Mariotte è docente di Storia dell’arte all’Università di Aix-Marseille e ricercatrice presso l’UMR TELEMMe. Dopo aver completato una tesi sui tessuti stampati nel XVIII e XIX secolo, ha proseguito la sua ricerca sulla creazione e l’innovazione nelle arti industriali e nei musei d’arte industriale nella Francia del XIX secolo. La sua abilitazione alla ricerca, conseguita nel 2021 a Paris I Panthéon-Sorbonne, è stata dedicata a Une histoire des étoffes imprimés, des arts industriels au patrimoine (XVIIIe-XXIe siècle). Créations, collections, musées. Dal luglio 2022 è direttrice del Musée des Tissus et des arts décoratifs di Lione.


Museo Civico d’Arte Industriale, Bologna
Veduta di allestimento della Sala III nel 1920
Archivio Storico dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna – Museo Davia Bargellini

Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Bologna
Veduta di allestimento della Sala VIII nel 1924
Archivio Malaguzzi Valeri
Archivio Storico dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna – Museo Davia Bargellini

Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Bologna
Veduta di allestimento della Sala VII nell’allestimento attuale
Archivio Storico dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna – Museo Davia Bargellini


Informazioni
Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
Strada Maggiore 44 | 40125 Bologna
Tel. +39 051 236708
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
Facebook: Musei Civici d’Arte Antica
Instagram: @museiarteanticabologna
TiKTok: @museiarteanticabologna
Twitter: @MuseiCiviciBolo

Settore Musei Civici Bologna

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Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
Silvia Tonelli – Elisabetta Severino
Tel. +39 051 2193469 / 051 6496658
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silvia.tonelli@comune.bologna.it
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Roma: Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra Rome Mural Sketch

Sabato 4 maggio 2024 alle ore 18.00, Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra Rome Mural Sketch, a cura e con un testo in catalogo di Giorgio Silvestrelli

In mostra gli sketch dei murales di Roma, per raccontare l’arte urbana della Capitale, a firma di noti street artist: Ron English, Fin Dac, Beau Stanton, Lucamaleonte, Alice Pasquini, C215, Daniele Tozzi, Daniel Eime, Diavù, Fabio Petani, Gaia, Guerilla Spam, Iena Cruz, Koz Dos, Kenji, Leonardo Crudi, Luogo Comune, Marco Rèa, Mr Thoms, My Dog Sighs, Neve, Veks Van Hillik, Zed 1. 

Rome Mural Sketch 
a cura e con un testo di Giorgio Silvestrelli


Artisti: Ron English, Fin Dac, Beau Stanton, Lucamaleonte, Alice Pasquini, C215, Daniele Tozzi, Daniel Eime, Diavù, Fabio Petani, Gaia, Guerilla Spam, Iena Cruz, Koz Dos, Kenji, Leonardo Crudi, Luogo Comune, Marco Rèa, Mr Thoms,My Dog Sighs, Neve, Veks Van Hillik, Zed 1

Opening sabato 4 maggio 2024 ore 18.00
Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma
Fino al 27 giugno 2024

Come scrive Giorgio Silvestrelli nel testo in catalogo: «Negli ultimi 15 anni l’arte urbana ha rivoluzionato e modificato l’aspetto della Città Eterna. Come funghi dopo un temporale di vernice e colore, i murales e le opere di street art hanno iniziato a spuntare in ogni angolo di questa metropoli. Oggi, infatti, Roma può contendersi lo scettro di capitale europea della street art con le altre, dato che vanta un notevole patrimonio di opere presenti su strada, accessibili a tutti, 365 giorni l’anno. Fotografati e ammirati come i più celebri monumenti della città, i murales cambiano la percezione dei luoghi e rendono il “museo a cielo aperto” per antonomasia un po’ più contemporaneo. […] L’esposizione si pone come obiettivo quello di realizzare una panoramica sulla vasta produzione di murales a Roma. Sono infatti 23 gli artisti di varia nazionalità coinvolti che, con i loro diversi stili e tecniche, hanno dipinto ben 41 murales presenti in città. Le bozze preparatorie di queste opere urbane, oltre ad essere importanti documenti e testimonianze del processo creativo, sono il fulcro della mostra. Partendo dal presupposto che tutto nasce da un’idea, uno dei temi di questa collettiva è quello di portare lo spettatore all’origine di un’opera d’arte muraria». 

Quindi, continua Silvestrelli: «Grazie ai tanti bozzetti presenti in mostra, è possibile per lo spettatore muoversi a piacimento tra il centro e la periferia della Città Eterna. Da Ostiense alla Borghesiana, dal Quadraro a Ottavia passando per Trastevere, Pigneto, Torpignattara e Garbatella, sono davvero pochissimi i quartieri di Roma che non contengano almeno un murale. Girovagare, perdersi tra le vie di questa maestosa città che, come si dice, non basta una vita per vederla tutta. “Rome Mural Sketch” invita tutti a scoprire o riscoprire i luoghi dell’Urbe attraverso la lente dell’arte urbana».



INFO
 
Rome Mural Sketch 
a cura di Giorgio Silvestrelli
testo in catalogo di Giorgio Silvestrelli
Catalogo in galleria
 
Artisti: Ron English, Fin Dac, Beau Stanton, Lucamaleonte, Alice Pasquini, C215, Daniele Tozzi, Daniel Eime, Diavù, Fabio Petani, Gaia, Guerilla Spam, Iena Cruz, Koz Dos, Kenji, Leonardo Crudi, Luogo Comune, Marco Rèa, Mr Thoms, My Dog Sighs, Neve, Veks Van Hillik, Zed 1
 
Opening sabato 4 maggio 2024 ore 18.00
 
Fino al 27 giugno 2024
Orari: dal martedì al sabato 11-19.00
Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma
info@rosso27.com
tel.06 64761113
www.rosso27.com
 
Ufficio stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
info@melaseccapressoffice.it
tel. 349.4945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it