Forlì, Palazzo del Monte di Pietà: “ROMAGNA SFIGURATA” fotografata da Silvia Camporesi

Proprio un anno fa, nel maggio 2023, un vasto territorio compreso fra i comuni del circondario imolese fino a quelli del territorio cesenate, venne colpito da una disastrosa alluvione che, oltre ai danni immediati a persone e abitazioni all’interno delle città, ha creato un progressivo dissesto nelle colline circostanti, attraverso frane ed erosioni, quantificate dai geologi della Regione Emilia-Romagna in circa 80.000.

Per ricordare questa grave calamità naturale, le sale espositive del Palazzo del Monte di Pietà, sede della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ospita dal 4 maggio al 16 giugno 2024, la mostra Romagna sfigurata della fotografa forlivese Silvia Camporesi.

FORLÌ | PALAZZO DEL MONTE DI PIETÀ
DAL 4 MAGGIO AL 16 GIUGNO 2024
LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI
SILVIA CAMPORESI
ROMAGNA SFIGURATA
 
A un anno esatto dalla disastrosa alluvione che ha colpito la Romagna, l’esposizione presenta 30 immagini che documentano le frane a maggior impatto ambientale e le modifiche subite dal paesaggio.

L’esposizione, un reportage dall’importante valore artistico che documenta l’impatto ambientale delle frane e rivela una evidente e inevitabile modifica del paesaggio agrario e boschivo, è il frutto di un progetto promosso dalla Associazione Nuova Civiltà delle Macchine APS di Forlì, sulla base di un’idea sviluppata dalla stessa fotografa Silvia Camporesi insieme con l’architetto paesaggista Sauro Turroni (consulente scientifico e curatore della mostra), sostenuto da Strategia Fotografia 2023 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

La mostra presenta 30 immagini, 20 delle quali andranno ad arricchire la collezione fotografica dei Musei di Rimini, ed è l’esito di un lavoro che ha coinvolto una équipe di geologi della Regione Emilia-Romagna, i quali hanno messo a disposizione le mappe delle zone colpite e hanno realizzato un video, attraverso l’uso di droni, che rivela come le frane abbiano modificato il paesaggio.

Attraverso numerosi sopralluoghi nei comuni romagnoli, durati oltre sei mesi, Silvia Camporesi ha prodotto una serie di fotografie e di video, con l’obiettivo di evidenziare le profonde modifiche che connotano il nuovo paesaggio della Romagna. Gli esiti di questa rilevazione sono messi a confronto con la documentazione esistente presso l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, raccolta per la programmazione degli interventi di tutela in Emilia-Romagna e con altri fondi fotografici storici, conservati nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e in altre collezioni.

L’iniziativa si completa con il convegno Romagna sfigurata, in programma mercoledì 15 maggio nella sala Icaro del liceo classico G.B. Morgagni a Forlì, dove docenti universitari, studiosi, paesaggisti, geografi, geologi e storici dell’arte, analizzeranno l’accaduto e la sua impronta sul paesaggio, confrontandolo anche con i cambiamenti avvenuti nel tempo per mano dell’uomo e per gli eventi atmosferici.

Grazie a un accordo di collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, gli studenti delle scuole di Forlì e della provincia potranno usufruire di un servizio di visite guidate gratuite su prenotazione (informazioni: Claudio Casali, T. 340.9675428; E. claudiocasali4@gmail.com), dal lunedì al sabato, con ritrovo alle 10.00 e alle 11.00.

L’esposizione, che vivrà una seconda tappa a settembre 2024 alla Galleria dell’Immagine a Rimini, sarà accompagnata da un volume che conterrà, oltre alle fotografie di Silvia Camporesi, i contributi di Sauro Turroni e di Franco Farinelli, uno dei più illustri geografi italiani.

Silvia Camporesi (1973), laureata in filosofia, attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla religione e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano.


SILVIA CAMPORESI. Romagna sfigurata
Forlì, Palazzo del Monte di Pietà (corso Garibaldi 37)
4 maggio – 16 giugno 2024
 
Orari:
lunedì – domenica, 10.00-12.00; 16.00-18.00; chiuso il martedì.
 
Ingresso libero

Sito internet:
www.nuovaciviltadellemacchine.it/eventi-climatici_romagna-sfigurata/

Informazioni e prenotazioni visite guidate scuole:
Claudio Casali, T. 340.9675428; E. claudiocasali4@gmail.com

Ufficio stampa
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia | tel. +39.02.36755700 | M. +39.333.9125684 | clara.cervia@clp1968.it | www.clp1968.it

Ferrara si prepara ad aprire lo Spazio Antonioni 

Ferrara si prepara ad aprire lo Spazio Antonioni. Entro l’estate 2024 è prevista l’inaugurazione del nuovissimo museo dedicato al grande regista ferrarese.

Sensibilissimo «pittore dello schermo» (Wim Wenders), che «nell’indagine dei sentimenti è sceso a profondità insondabili» (Akira Kurosawa), Antonioni «ha lasciato un’impronta su centinaia di registi contemporanei» (Francis Ford Coppola). La sua capacità ineguagliabile di creare atmosfere e radiografare le inquietudini del mondo contemporaneo, senza rinunciare all’eleganza e alla seduzione, ha affascinato generazioni di cineasti, ma ha anche stabilito un fitto dialogo con le arti figurative di ieri e di oggi.

SPAZIO ANTONIONI
Ferrara, ex Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari

Spazio Antonioni nasce per raccontare al grande pubblico e agli appassionati un universo creativo così ricco e influente. È stato concepito come un museo vivo dove esplorare le preziose testimonianze del suo lavoro conservate nell’Archivio Antonioni di Ferrara e scoprire i molteplici nessi con l’opera di artisti, registi, intellettuali che l’hanno ispirato o che continuano a trarre nutrimento dal maestro.

Il progetto museologico, a cura di Dominique Païni, già direttore della Cinémathèque Française e del dipartimento culturale del Centre Pompidou, è stato sviluppato, su input di Vittorio Sgarbi e in sinergia con la vedova Enrica Fico Antonioni, dal Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte. Come afferma il curatore: «Spazio Antonioni presenta l’opera globale del cineasta secondo un percorso ritmato per accompagnare le scoperte del visitatore e offrire alle generazioni future un accesso semplice e sintetico a questa opera maggiore dell’arte moderna». «Questa è l’idea dello Spazio Antonioni, creare un fulcro di attrazione per bearci, nutrirci e impegnarci ad omaggiare la bellezza la conoscenza e l’ispirazione che ci dona la grande Arte» sottolinea Enrica Fico.

«Con lo Spazio Antonioni abbiamo voluto creare un luogo che renda disponibile alla collettività una selezione dei materiali del prezioso fondo del regista, composto da oltre 47.000 tra documenti, pellicole e altri oggetti che hanno caratterizzato la sua esistenza, acquisito dal Comune a metà degli anni Novanta e da molto tempo celato negli archivi. La volontà, che era poi quella originaria pensata con lo stesso Antonioni e con Enrica Fico, è quella di farlo diventare patrimonio di tutti. Per questo Spazio Antonioni dev’essere un luogo vivo e vissuto, un ritorno “a casa” del regista e un punto di riferimento internazionale per studiosi, per appassionati e per chiunque voglia conoscere più da vicino questa importante figura del cinema, che ha sempre avuto con Ferrara un legame speciale», spiega il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che ringrazia tutti quelli che hanno lavorato al progetto. «Un ringraziamento particolare va al comitato d’onore con registi, attori e intellettuali di rilievo internazionale uniti nel segno di Antonioni a Ferrara», aggiunge il primo cittadino.

«Spazio Antonioni è un museo permanente che celebra il grande regista ferrarese e la sua inesauribile influenza, ancora oggi, in più campi, non solo nel cinema, ma nell’arte in senso ampio. Fotografia, musica, letteratura: in ogni film di Antonioni è racchiuso un caleidoscopio di mondi e di storie, entrati nell’immaginario collettivo. Dedicato al maestro del cinema moderno premio Oscar alla carriera, sarà un museo attivo dove i preziosi materiali di lavoro del grande cineasta dialogheranno con testimonianze di artisti, registi, intellettuali di ogni parte del mondo che hanno ispirato il cinema di Michelangelo Antonioni o che continuano a trarre nutrimento da esso» aggiunge l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli.

Per Vittorio Sgarbi «Ferrara è la città che determina una condizione poetica che troviamo nelle opere di de Chirico, nelle città del silenzio di d’Annunzio, nelle ambientazioni di Antonioni. Silenzio, nebbia, meditazione muta sono elementi caratterizzanti: per questo è importante che lo Spazio sia a Ferrara, come ogni altra realtà simile a chi vi è nato. La scelta del Padiglione d’Arte Contemporanea è coerente con la storia di questo luogo, che ha fatto della città, per decenni e grazie all’iniziativa di Franco Farina, la prima capitale italiana dell’arte contemporanea». Per il Presidente della Fondazione Ferrara Arte «lo Spazio Antonioni sarà Antonioni vivo a Ferrara, città universale. Sarà luogo vivo della memoria di uno straordinario artista. Perché i grandi artisti non muoiono mai».

I due piani completamente ridisegnati dell’ex Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari ospiteranno una selezione dello straordinario fondo di oggetti e documenti che il Comune di Ferrara ha acquisito direttamente da Antonioni e da Enrica Fico. Quest’archivio, costituito da oltre 47.000 pezzi, è stato oggetto di un ambizioso progetto di ricerca e catalogazione in collaborazione con l’Università di Ferrara, Università eCampus e la Regione Emilia-Romagna ed è consultabile sulla piattaforma www.archivioantonioni.it. Si tratta della testimonianza unica dell’orizzonte estetico ed intellettuale del regista, che permette di addentrarsi nel suo cinema e, più in generale, in tutta la sua attività, anche quella critica, letteraria e artistica: film, manifesti, sceneggiature originali, fotografie di scena, disegni e dipinti di Antonioni, la sua biblioteca e la discoteca privata, i premi e l’epistolario intrattenuto con i maggiori protagonisti della vita culturale del secolo scorso. Questo prezioso patrimonio sarà arricchito da sequenze dei film di Antonioni e dal confronto con opere visive che l’hanno ispirato, a partire dal lavoro di maestri italiani quali Morandi, Filippo de Pisis o Alberto Burri. 

Il racconto si sviluppa cronologicamente esplorando le stagioni del cinema di Antonioni lungo tutto il secondo Novecento, dal tramonto del neorealismo alla cosiddetta “trilogia della modernità”, dalle pellicole angloamericane testimoni dell’esplosione della cultura pop e hippy al ritorno alle origini e alla tradizione artistica italiana e ferrarese.

La volontà è quella di creare uno spazio di memoria viva, di formazione, di scoperta, capace di rinnovarsi continuamente, generando innumerevoli occasioni attrattive. L’innovativo progetto, firmato dal prestigioso studio internazionale con sede a Roma Alvisi Kirimoto (www.alvisikirimoto.it), in coordinamento con la progettazione esecutiva e direzione dei lavori dell’arch. Rossella Bizzi del Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, prevede un percorso espositivo chiaro, fluido e dinamico che ricorda uno dei piani sequenza di Antonioni.

Al piano terra il ritmo è scandito da cinque setti espositivi monolitici che, insieme alle due sale immersive dedicate alle proiezioni dei film di Antonioni, raccontano le varie sezioni. Al progredire dell’esperienza corrisponde il climax cromatico in scala di grigio dei setti che, oltre a plasmare uno spazio astratto, richiamano le atmosfere minuziosamente ricercate dal regista nei suoi film. La progressione cromatica in bianco e nero esalta il valore dinamico e spaziale dell’esperienza museale e permette di definire dei momenti più raccolti di approfondimento e conoscenza.

Al primo piano, un’“esplosione spaziale” innescata da pannelli che traslano e ruotano, permette di modulare la grande sala, aperta e versatile, in base alle diverse necessità, diventando: spazio unico per proiezioni o conferenze, aule per workshop e laboratori o mostre. «Abbiamo avuto l’opportunità di collaborare direttamente con Michelangelo Antonioni nel 2006, per l’allestimento delle sue opere pittoriche nella mostra Il silenzio a colori al Tempio di Adriano di Roma. Per il maestro, il modo in cui si attaccava il quadro era importante quanto il quadro stesso, e questa devozione per il particolare come per l’insieme, per ciò che è di fronte e dietro la telecamera, è quello che abbiamo voluto tradurre in architettura», racconta l’architetto Massimo Alvisi.

A sostegno del progetto si è costituito un prestigioso comitato d’onore a cui hanno aderito Gian Luca Farinelli, Thierry Frémaux, Wim Wenders, Alfonso Cuarón, Jonas Carpignano, Walter Salles, Irène Jacob, Sophie Marceau, Giorgio Tinazzi, oltre a Enrica Fico, Dominique Païni e Vittorio Sgarbi. Ferrara si arricchisce così di uno spazio museale con una spiccata vocazione internazionale, un punto di incontro tra le arti, capace di rispondere agli interessi di studiosi, artisti e appassionati.


Ufficio stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
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rif. Simone Raddi simone@studioesseci.net  
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Ufficio stampa Alvisi Kirimoto
MINT LIST
Giulia Milza
Maria Azzurra Rossi
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Brescia, Accademia Santa Giulia: evento in ricordo di Mauro Panzera

Lunedì 20 maggio, dalle ore 14:30, presso la sede dell’Accademia Santa Giulia, in via Tommaseo 49 a Brescia, si terrà un incontro in memoria dello storico e critico d’arte Mauro Panzera, scomparso il 3 giugno 2013.

La Direzione di Accademia SantaGiulia ha accolto con piacere l’invito dell’artista bresciano Albano Morandi, amico e collega di Panzera che ha condiviso con lui diversi anni di insegnamento presso l’accademia, a omaggiare insieme a colleghi e studenti Mauro Panzera, figura di spicco del panorama artistico e culturale nazionale.

In ricordo di
Mauro Panzera

Lunedì 20 maggio ore 14:30
Aula 21/22 di Accademia SantaGiulia, via Tommaseo 49, Brescia

L’iniziativa vuole essere un ricordo del famoso critico, sia dal punto di vista umano che professionale, grazie ad un tavola rotonda in cui si alterneranno una serie di interventi e testimonianze con l’obiettivo di ripercorrere il suo pensiero, ma anche di rivivere momenti, avvenimenti e memorie personali di colleghi e amici che con Mauro Panzera hanno condiviso anni di vita e di lavoro e che, anche grazie al tempo condiviso con lui e ai suoi insegnamenti, sono divenuti importanti interpreti del mondo artistico contemporaneo.

Dopo i saluti istituzionali a cura del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia, Angelo Vigo, interverranno ospiti, artisti e critici, tra cui Bruno Corà, Andrea Alibrandi, Aldo Iori, Eugenio Giliberti, Massimo Minini, Maddalena Disch, Albano Morandi, Riccardo Romagnoli e Ilaria Bignotti.

“Per Accademia SantaGiulia si tratta di un’iniziativa per celebrare la fortuna che la nostra istituzione ha avuto nel poter accogliere all’interno del proprio corpo docenti un personaggio come Mauro Panzera. Un critico, uno storico e un profondo conoscitore dell’arte che è stato parte integrante della condivisione di opinioni e di idee che hanno contribuito a rendere l’Accademia SantaGiulia la comunità artistica del territorio che conosciamo oggi”, ricorda Angelo Vigo, attuale Direttore di Accademia SantaGiulia, “Mauro Panzera è stata una delle figure che ha accompagnato la nostra realtà nel percorso verso il presente: è sempre stato perno di scambi meravigliosi e arricchenti con tutte le figure della nostra Accademia e ancora oggi colleghi e studenti che lo hanno conosciuto ne ricordano il contributo attivo e instancabile che forniva alla prospettiva di profondo rinnovamento che ci caratterizzava in quegli anni”.

L’incontro, che si caratterizzerà come un intenso e sentito dialogo attorno ad un uomo importante che ha segnato l’esistenza di molti studenti, collaboratori e compagni di vita, si concluderà con l’ascolto collettivo di una composizione di Mauro Montalbetti omaggio a Mauro Panzera, grande estimatore della musica contemporanea.

Accademia SantaGiulia invita la cittadinanza a prendere parte all’iniziativa.
La partecipazione all’evento è libera e gratuita e non è necessaria la prenotazione.


Valeria Magnoli
Ufficio stampa
GRUPPO FOPPA
COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

Via Cremona, 99 – 25124 Brescia
Tel. 030/3770554 – Fax 030/3776740
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Pisa, Museo della grafica: “La Primavera tra colori e fiori”

In occasione di Amico Museo 2024 il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) organizza: 

Attività per famiglie

Sabato 25 maggio 2024, ore 16:00

Età consigliata: 6-11 anni

C’è già aria di primavera nelle sale del Museo della Grafica!
Vi aspettiamo per ammirare insieme gli acquerelli botanici di Aurora Tazza presenti nella mostra “Rosa frangrans. Disegeni e acquerelli di Aurora Tazza” e realizzare una originalissima opera d’arte con i colori naturali.

Evento gratuito su prenotazione
Prenotazioni: educazione.museodellagrafica@sma.unipi.it
Termine prenotazioni: venerdì 24 maggio 2024, ore 13:00.

È richiesta la presenza di un adulto accompagnatore per tutta la durata dell’attività.

Per maggiori informazioni: cliccare il logo

Email: educazione.museodellagrafica@sma.unipi.it – Telefono: 050 2216059/070  

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it