Venezia: a Ca’ Foscari quattro Kandinskij mai visti prima in Italia

Per molti la mostra “Uzbekistan: l’Avanguardia nel deserto. La forma e il simbolo”, aperta sino all’8 settembre a Ca’ Foscari Esposizioni, è da porre tra gli eventi di punta, i “veramente imperdibili”, di questa pur ricchissima stagione veneziana. È il giudizio condiviso da autorevolissime personalità che rappresentano alcune delle più prestigiose istituzioni museali e di ricerca al mondo. Perché imperdibile?

UZBEKISTAN: l’Avanguardia nel deserto
La Forma e il Simbolo
Venezia, Ca’ Foscari Esposizioni
17 aprile – 8 settembre 2024

Progetto espositivo a cura di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri

A Ca’ Foscari, così come nella parallela sezione proposta a Firenze, a Palazzo Pitti, è offerta la straordinaria opportunità di scoprire una delle più interessanti, e meno note, pagine della storia dell’arte mondiale del Novecento. Qui si ammira la storia di un  fondamentale cambio di paradigma.
A questo proposito Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, docenti dell’Ateneo veneziano, e curatori dell’esposizione, giustamente evidenziano come «finora si sia pensato alle opere e agli artisti anche più innovativi che lavorano in Centro Asia nel terzo e quarto decennio del Novecento come a una declinazione periferica e marginale della grande svolta operata nelle capitali russe dal 1898 al 1922 da una straordinaria generazione di artisti (Fal’k, Kandinskij, Ekster, Lentulov, Rodčenko ecc.). Ciò che invece qui si osserva  è la genesi e il successivo sviluppo di una autentica scuola nazionale, di una “Avanguardia Orientalis” affascinante e unica (con importanti opere in mostra di Volkov, Karachan, Kašina, Korovaj, Tansykbaev, Usto Mumin). Un risultato straordinario, che è stato possibile ottenere solo affiancando la raccolta del Museo Statale delle Arti dell’Uzbekistan di Tashkent (dove già all’inizio degli anni ’20 erano presenti importanti capolavori dell’Avanguardia russa, con quella di Nukus: da una parte l’anticipata ricezione di una matrice di grande modernità, che riprende e diffonde anche tutte le esperienze dell’Europa occidentale, dall’altra la sua trasformazione in un linguaggio totalmente originale, multietnico e interdisciplinare».

La prima parte della mostra documenta l’influenza esercitata sulla pittura del Centro Asia dall’Avanguardia storica russa mediante le opere in parte inviate a Tashkent, in altra parte raccolte da Savickij a Nukus. Si tratta di una selezione di segni di straordinaria qualità, mai in precedenza inviati fuori dei confini dell’Uzbekistan, tra cui opere di Kandinskij, Lentulov, Maškov, Popova, Rodčenko, Rozanova, per indicare solo alcuni dei protagonisti di uno scenario, quello della nascita dell’astrattismo, da tempo riconosciuto come uno dei fondamenti dell’arte mondiale del Novecento.

Non vi è dubbio che entrare in una delle tante sale su cui si articola il percorso della mostra veneziana e trovarsi davanti a una  parete su cui sono collocate quattro opere di Kandinskij due delle quali mai prima uscite dall’Uzbekistan, sia una emozione per chiunque. I Kandinskij qui riuniti sono straordinari. Si tratta di opere del 1920, l’ultimo anno di presenza dell’artista in Russia, acquistate, con altre 55 di alta e altissima qualità, «per un museo a Tashkent», presso il Dipartimento di arti visive del Narkompros (Narodnyj komissariat prosveščenija – Commissariato del popolo per l’istruzione). Da allora sono tra i tesori della Collezione d’arte dell’Uzbekistan. Pur essendo stati esposti in rare e fondamentali mostre internazionali, questa è la prima volta che tutti i quattro dipinti di Kandinskij giungono in Occidente: un privilegio che è stato riservato solo a questa grande esposizione cafoscarina.


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“Georges Noël a Venezia: Palinsesti e paesaggi notturni, 1961 – 2000”

“Giudicare una corrente senza tenere conto del clima culturale, della concreta personalità dell’artista, dell’ambiente storico in cui un’opera sorge, senza cioè mettere bene a fuoco di volta in volta il nostro occhio, spostando, se occorre, gli angoli visuali, è un errore che non fa comprendere la storicità dell’arte, la sua concretezza.”

Così scrive il grande critico d’arte Guido Ballo, che sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare all’arte, ottica che si concentra sull’analisi dei processi globali e culturali originati dalla prospettiva dell’arti- sta come osservatore privilegiato dei fenomeni sociali e nel caso di Georges Noël (Bezier, 1924 – Parigi, 2010) anche come divulgatore di interessanti progetti educativi, tanto che viene consacrato per sempre tra i grandi dell’arte informale francese ed internazionale, accanto ad Hans Hartung, Georges Mathiéu e Pièrre Soulages.


Georges Noël a Venezia
Palinsesti e Paesaggi notturni, 1961 – 2000

Una mostra di opere pittoriche su carta e tela progettata da Giulio De Mitri e curata da Roberto Peccolo

31 maggio – 30 giugno 2024
Vernissage: venerdì 31 maggio ore 18:00

VENEZIA Spazio Artenetwork Orler – Fondamenta de la Pasina 1114 (Vaporetto linea 1 fermata San Silvestro).

In occasione della mostra è stata realizzata, per le edizioni Peccolo di Livorno, una pubblicazione contenente testi di Giovanna TagliaferroMargit RowellFederico Sardella e uno scritto dell’artista. Ci sarà inoltre una conversazione riguardo l’artista e le opere in mostra tra Willy Montini e Margit Rowell.

La storia della ricerca di questo grande artista è sorprendente: ha origine dalla sua attenzione al linguaggio segnico, al geroglifico, al segno grafico, in particolare alla pre-scrittura, a quel momento carico di tensione e di mistero che precede la sintesi tra pensiero e parola. Ed ecco che, attraverso le sue opere, si intraprende un viaggio tra parola e immagine, tra fonema e segno: il pittore crea sulla superficie segni liberi di riflessioni e di narrazioni di un linguaggio emozionale.

In occasione del centesimo anniversario dalla sua nascita, lo Spazio Artenetwork Orler di Venezia omaggia l’artista con una esposizione concepita per celebrarne il genio creativo, evocando l’impronta indelebile che Georges Noël ha lasciato nell’immaginario collettivo dell’arte, soprattutto laddove egli stesso definiva la propria biografia una narrazione, un viaggio evocativo attraverso le sue opere pittoriche.

Un viaggio con due percorsi, due città: ecco che la mostra, dopo essere stata ospitata al CRAC, Centro Ricerca Arte Contemporanea di Taranto da marzo ad aprile, trova ora in Venezia il nuovo contesto spazio temporale ove proporre una riflessione su di un artista che dichiarava spesso di avere avuto la fortuna, nel corso della propria longevità artistica, di non essersi mai allontanato dal fanciullo che era in lui. Venerdì 31 maggio alle ore 18.00 lo Spazio Artenetwork Orler di Fondamenta de La Pasina 1114 a San Silvestro a Venezia è lieto di ospitare “Palinsesti e Paesaggi notturni, 1961 – 2000”, una mostra di opere pittoriche su carta e tela progettata da Giulio De Mitri, artista e Presidente del Crac Puglia e curata da Roberto Peccolo, storico gallerista di Livorno in collaborazione con la X Edizione di Mysterium Festival 2024, rassegna di arte, fede, cultura, storia e tradizioni. Una narrazione che, attraverso il segno dell’artista, esplora le fonti di ispirazione che ne hanno plasmato la mente, le mani, l’anima: la passione per la cultura italiana, per quella dei segni, per i ritmi ispirati dall’improvvisazione, il tutto sapientemente legato da un invisibile ma spettacolare ricamo.

In occasione della mostra è stata realizzata, per le edizioni Peccolo di Livorno, una pubblicazione contenente testi di Giovanna Tagliaferro, Margit Rowell, Federico Sardella e uno scritto dell’artista. CRAC Puglia – Centro Ricerca Arte Contemporanea è un “Museo del progetto” che nasce da un’esperienza di circa trent’anni rivolta alla didattica e all’inclusione sociale da parte dell’Ente giuridico riconosciuto Fondazione Rocco Spani ONLUS e con il contributo della Regione Puglia. Il CRAC, con la direzione del critico d’arte Roberto Lacarbonara, la presidenza dell’artista Giulio De Mitri ed il supporto di un comitato scientifico, ha sede a Taranto, in Corso Vittorio Emanuele II, 17 nell’ex Convento dei Padri Olivetani (secolo XIII).

Georges Noël (Bezier, Francia, 1924 — Parigi, 2010) dopo avere studiato disegno, pittura, design ed architettura, per un lasso temporale dal 1947 al 1955 lavora come progettista disegnatore in un’azienda aeronautica ed è solo l’anno dopo che si dedica completamente alla sua passione più vera, quella per l’arte pittorica trasferendosi in una città densa di ispirazione come Parigi.
Il suo lavoro attinge all’arte informale, cosciente dello storico sviluppo storico di questo movimento, dal quale apprende e prende in prestito diverse forme espressive dal gesto al segno, sviluppando una pittura scultura in movimento.

Inizia in quegli anni parigini le sue famose opere intitolate Palimsesti, ruvide superfici sabbiose, simili a muri, sulle quali accumula scritture, segni, gesti e graffi in un continuum di cancellature e riscritture che si sovrappongono e annullano a vicenda e le espone nella sua prima personale, del 1960, alla Galerie Facchetti di Parigi che sulla scena francese era, in quegli anni, la galleria di riferimento per tutti i pittori che prendevano le distanze dall’ “Informale”, diventato un vuoto stilema imperante in tutta Europa. La sua poetica attinge al suo background culturale restituendo alla pittura segni, sensazioni, illusioni, energia da tutti gli elementi della natura e le opere di questa mostra ce lo dicono, attraverso la loro fisicità di tavole affioranti dall’universo creativo dell’artista. È presente, con le sue opere, in importantissimi musei e collezioni pubbliche.


“Georges Noël a Venezia”,
Palinsesti e Paesaggi notturni, 1961 – 2000,
una mostra di opere pittoriche su carta e tela,
progettata da Giulio De Mitri e curata da Roberto Peccolo.
INAUGURAZIONE: venerdì 31 maggio ore 18:00.
Durata: dal 31 maggio al 30 giugno 2024.
Sede: Spazio Artenetwork Orler, Fondamenta de la Pasina, 1114, VENEZIA
Orari: da lunedì a domenica 9:30-12:30 e 15:30-19:30 / mercoledì CHIUSO
Artenetwork – Michela Poli

Ganzirri (Messina), FORO G gallery: “OIKOS. La dimora delle Memorie”

Venerdì 31 maggio, alle ore 18,30 presso la FORO G Gallery in via Lago Grande 43, Ganzirri – Messina, avrà luogo l’opening della mostra “OIKOS. La dimora delle Memorie”, bipersonale delle artiste Giulia Bartoccelli e Graziella Romeo, a cura di Mariateresa Zagone e Roberta Guarnera e con testo critico di
Mariateresa Zagone.

OIKOS è una mostra bipersonale che affronta i temi della memoria e della casa, di quegli oggetti domestici che ne sono i custodi, della fotografia che ci ricorda di un noi quando il nostro noi è ormai lontano da quello che l’immagine cristallizzata nel tempo ci mostra, della reminiscenza e dell’oblio.

OIKOS è casa, ma anche famiglia, contenitore di storie durature e preziose, ma anche di traumi e di non detto.

La mostra sarà visitabile fino a venerdì 14 giugno negli orari di apertura della Galleria


MOSTRA: OIKOS. La dimora delle Memorie
ARTISTE: Giulia Bartoccelli, Graziella Romeo
CURATELA: Mariateresa Zagone, Roberta Guarnera
TESTO CRITICO: Mariateresa Zagone
GRAFICA: Roberta Guarnera
LUOGO: FORO G Gallery

FORO G gallery
foroggallery.com
Via Lago Grande 43B 98165 Ganzirri (ME)
Instagram: @forog.gallery

DELTABLUES 2024: si parte con 3 eventi alla scoperta del Polesine

DELTABLUES 2024:
SI PARTE CON 3 EVENTI ALLA SCOPERTA DEL POLESINE

Prende il via la 37ma edizione del Deltablues di Rovigo, uno dei festival blues italiani più longevi e capace di portare al sempre numeroso pubblico artisti di caratura mondiale.

Anche quest’anno il festival – dedicato alla memoria di Marino Grandi – si districherà tra le acque del Po nel suo delta, e di storia nelle belle località della provincia di Rovigo dal 26 maggio fino alla serata conclusiva del 13 luglio.

Tre eventi all’insegna della promozione delle bellezze ambientali e paesaggistiche del Polesine, in particolare del delta del Po.

L’anteprima vede protagonista l’elemento fluido, già dalla data di apertura di domenica 26 maggio dove, dopo la Conferenza Stampa di presentazione al Mulino Pizzon di Fratta Polesine, potremo assistere al concerto del duo Carlo De Bei & Alberto Boscolo Agostini.

Due attese “Blues Cruise” – invece – caratterizzeranno le giornate di sabato 1 giugno con il duo Michael Van Merwyk & Gerd Gorke (attracco Ca’ Tiepolo di Porto Tolle), mentre venerdì 14 giugno la navigazione sarà accompagnata dalle sonorità del Baker’s Flavour Trio (attracco Interporto di Rovigo sul Canalbianco).

EVENTO ANTEPRIMA PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL
CARLO DE BEI E ALBERTO BOSCOLO AGOSTINI presentano il nuovo CD “GARBIN”

Concerto di Carlo de Bei e Alberto Boscolo Agostini (ingresso gratuito) alle ore 20,00 al termine di apericena a buffet presso il ristorante “Mulino Pizzon” su prenotazione (Euro 10,00).

In collaborazione con Assonautica Veneto Emilia, ARCI circolo 2 giugno progetto “TRADUNT”, FIAB, Slow Food Rovigo, Aqua srl.

Informazioni e prenotazioni per apericena: 

rovigo@arci.it – 0425 094943 – 349 4955818

BLUES CRUISE NEL DELTA DEL PO CON 
MICHAEL VAN MERWYK & GERD GORKE DUO

La “Blues Cruise” con il concerto durante la navigazione, partirà dall’attracco di Ca’ Tiepolo di Porto Tolle alle ore 19,00 (imbarco alle ore 18,45 sulla nave Venere di Navigazione Cacciatori) e si svolgerà nel cuore del Delta del Po lungo il Po di Pila e la “Busa di Tramontana”, fino alle ultime propaggini del Delta dove il fiume incontra il mare.

Il costo dell’escursione in nave con il concerto è di Euro 20,00

riduzione del 20% per soci COOP Alleanza 3.0, Slow Food e Rovigo Jazz Club (riduzioni non cumulabili)

info@deltablues.it

www.deltablues.it – tel. 0425 691288

BLUES CRUISE SUL “FIUME DI MEZZO” con
BAKER’S FLAVOUR TRIO

Il concerto, a bordo, sarà alle ore 18,00 durante la seconda parte del percorso nautico, naturalistico e culturale organizzato da Assonautica Veneto Emilia in collaborazione ARCI circolo 2 giugno, Aqua srl, con tappa ad Adria e visita al Museo Archeologico Nazionale e termine a Loreo dove sarà possibile cenare a menù convenzionato presso la trattoria Castello con prodotti del territorio e assistere al concerto finale del gruppo R ‘n’R “Geno & His Rockin’ Dudes“(ingresso gratuito).

Informazioni e prenotazioni per escursione in battello, visita museo e rovigo@arci.it – 0425 094943 – 349 4955818


Il Deltablues Polesine è organizzato da Ente Rovigo Festival, grazie all’importante sostegno economico della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e della Regione del Veneto, il sostegno dei Comuni di Rosolina, Lendinara e Loreo.

Partner di questa trentasettesima edizione del Festival

Rovigo Jazz Club, Assonautica Veneto Emilia, Slow Food Rovigo, le web radio RadioBlueTu di Rovigo e Stazione Blues Radio di Bologna, il magazine Il Blues, Az Blues e Rootsway. 

Si ringraziano COOP Alleanza 3.0

Per informazioni consultare il sito internet www.deltablues.it, spedire una mail a info@deltablues.it, telefonare al 346 6028609, visitare le pagine Facebook Deltablues.it e Instagram DeltabluesRovigo,

Tutti i concerti con ingresso a pagamento prevedono la riduzione sul costo dei biglietti del 20% per i minori anni 18, i possessori UNIVERCITY CARD del Consorzio Università Rovigo, i soci Rovigo Jazz Club e Slow Food Rovigo, i soci COOP Alleanza 3.0


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