Genova: L’installazione Case Aperte di UGO LA PIETRA alla Genova Design Week per il Festival del Tempo

La quinta edizione del Festival del Tempo presenta alla Genova Design Week 2024, l’installazione Case Aperte di Ugo La Pietra, a cura di Roberta Melasecca e con i testi di Roberta Melasecca e Manuel Canelles, inaugurata mercoledì 22 maggio e visitabile fino al 26 maggio 2024 nella Cappella Grimaldi del Complesso di Santa Maria di Castello a Genova. 

Genova Design Week – Festival del Tempo
Ugo La Pietra – Case Aperte
A cura di Roberta Melasecca
Con i testi di Roberta Melasecca e Manuel Canelles

22-26 maggio 2024 dalle 10.00 alle 22.00

Tavola Rotonda
“La Casa Pubblica: la sfida dell’arte e del design”
Con Ugo La Pietra, ADI Liguria, Edmondo Romano
25 maggio 2024 ore 16.00

Santa Maria di Castello – Cappella Grimaldi
Via di Santa Maria di Castello 27 – Genova

Case Aperte è una riflessione sulla rottura della barriera tra spazio pubblico e spazio privato, tra esterno ed interno, indagando, attraverso la dimensione domestica dell’abitare, il confine tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, tra quanto è intimo e personale e quello che è più comunitario e collettivo. L’opera si compone di una vera e propria libreria di elementi sovrapponibili realizzata in lamierino piegato, e di alcune casette allusive. “L’opera ricorda le mie ricerche che, fin dagli anni settanta, sono state rivolte verso l’invenzione e l’applicazione di strumenti per la comprensione e il superamento tra spazio privato e spazio pubblico.”, afferma l’artista. 

“Una casa aperta concede la possibilità, e l’opportunità, di dipanare una struttura narrativa, un tempo del racconto e dell’esperienza incardinandoli in flussi continui, ciclici, delimitati non da linee, solo da segmenti. Non si tratta più di globalizzare la città, divenuta inabitabile in tutte le sue diverse configurazioni, ma di far coincidere noi stessi, ogni nostra cellula, con il corpo della Terra. La casa smette di essere luogo anonimo, senza un nome che possa durare nel tempo, e la città un insieme di non-luoghi che ambiscono alla definizione di produttori di senso. Entrambi convergono in me: sono io il significante che informa ogni più piccolo elemento del sistema. Io, una casa aperta, chiudo e amplio, proteggo e ristoro, sfrangio e lascio. Aprendo la bocca e proferendo parole, genero innumerevoli ambiti di interrelazione, blocchi conchiusi ma aperti destinati a modificare per sempre la storia del mondo. Ormai la metamorfosi è in atto e possiamo abbandonare ogni definizione: di città, di paesaggio, di luogo, di spazio, di ambiente, di ecologia, di urbanistica, di pianificazione, di storia, di restauro, di pubblico, di privato.” (dal testo di Roberta Melasecca)

“Per caso disturbo se tratteggio dei vaghi modelli di comportamento? Se attraversando la città rilevo attrezzature e le riconverto in oggetti di arredo domestico? Se guardando una panchina vedo un osservatorio, se osservando un dissuasore stradale scorgo una sedia o un letto? O nei paletti una cassettiera? E se piuttosto trasformassi le paline stradali in oggetti luminosi? Se, in altre parole, per un istante mi riappropriassi dell’ambiente così imposto e incominciassi a decodificarlo? Se invadessi lo spazio pubblico? […] Che cosa ci impedisce di spiazzare le abitudini, moltiplicare i punti di vista, trasformare l’organizzazione del nostro sguardo, facendolo giocare su nuovi tracciati? Non sarebbe più interessante iniziare a cercare la forma che nasce dalle nostre esperienze invece che dagli schemi imposti? Davvero abbiamo smarrito il desiderio di arredare il nostro spazio comune, quella territorialità pubblica in grado di definirci come comunità?” (dal testo di Manuel Canelles)

Sabato 25 maggio alle ore 16.00 si svolgerà, inoltre, la Tavola Rotonda “La Casa Pubblica: la sfida dell’arte e del design” con gli interventi di Roberta Melasecca, di Ugo La Pietra, di Enrico Gollo Stefania Toro di ADI Liguria e con la performance musicale di Edmondo Romano.

Ugo La Pietra è stato ed è ancora uno dei maggiori protagonisti del design e dell’arte italiana e internazionale, nonché di quella stagione legata al cinema e video d’artista degli anni ’70. Con le sue ricerche dal 1960 ha attraversato diverse correnti artistiche: arte segnica, arte concettuale, arte ambientale, arte nel sociale, narrative art, cinema d’artista, nuova scrittura, extra media, neo-eclettismo, architettura e design radicale. Ha comunicato e divulgato il suo pensiero e le sue esperienze attraverso un’intensa attività didattica ed editoriale. Si è fatto promotore di gruppi di ricerca (Gruppo del Cenobio, Gruppo La Lepre Lunare, Global Tools, Cooperativa Maroncelli, Fabbrica di Comunicazione, Libero Laboratorio) e di attività espositive coinvolgendo un grandissimo numero di operatori.  Riconosciuto tra i protagonisti dell’architettura radicale, attraversa la controscuola della Global Tools che riuniva gruppi di artisti e architetti della cosiddetta “Architettura radicale”. Ha realizzato più di 900 mostre personali e collettive partecipando alla Biennale di Venezia nel 1970, 1978, 1980, alla Triennale di Milano nel 1968, 1972, 1979-80-81, 1993, 1996, 2007; ha esposto inoltre al Museum of Modern Art di New York, al Centro Pompidou di Parigi, al Museum of Contemporary Craft di New York, alla Neue Galerie di Graz, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, alla Fortezza da Basso a Firenze, al Museé Departemental di Gap, al Museum Für Angewandre Kunst Colonia, al Museo Nordio Linz, al Museo della Permanente di Milano, al Royal College of Art di Londra, alla Biennale di Chateauroux, al Museo di Villa Croce a Genova, alla Fondazione Orestiadi di Gibellina, al FRAC Centre di Orléans, al Musée D’Art Modern di Saint-Etienne, al CCA Canadian Centre for Architecture di Montreal. Ha vinto il Compasso d’Oro nel 1979 e nel 2016 quello alla carriera.


INFO

Festival del Tempo 2024 – V edizione
Genova Design Week 2024 – V edizione
Con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto

Ugo La Pietra: “Case Aperte”
A cura di Roberta Melasecca
Testi critici di Roberta Melasecca e Manuel Canelles
22-26 maggio 2024
Distretto del Design
Santa Maria di Castello – Genova

Festival Tempo
Associazione culturale blowart
Direttrice artistica Roberta Melasecca
tel. +39 3494945612 – info@festivaldeltempo.itwww.festivaldeltempo.it

Ufficio Stampa Festival del Tempo
mail: press@festivaldeltempo.it

BOOKS, Bologna art books festival – Festival del libro dedicato ai libri d’arte e d’artista

Bologna, 24 maggio 2024 – Dopo il successo della prima edizione, Danilo Montanari Editore, in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna, presenta la seconda edizione di BOOKS, il festival dedicato ai libri d’arte e d’artista, che avrà luogo presso la Sala delle Ciminiere del MAMbo da venerdì 24 a domenica 26 maggio 2024.

Screenshot

BOOKS | Bologna art books festival – Festival del libro dedicato ai libri d’arte e d’artista 

Seconda edizione 


A cura di Danilo Montanari e Lorenzo Balbi 


24, 25 e 26 maggio 2024
 venerdì 24 maggio h 12.00 – 19.00

sabato 25 e domenica 26 maggio h 10.00 – 19.00

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna

www.booksfestival.it  

www.mambo-bologna.org 

Nato dall’idea di non disperdere l’eredità di due manifestazioni fondamentali del settore – Artelibro, il Festival del Libro d’Arte che si è svolto a Bologna dal 2003 al 2014, e FLAT – Fiera Libro Arte Torino, appuntamento internazionale che ha animato il capoluogo piemontese dal 2017 al 2019 – BOOKS si posiziona in un segmento “laterale”, seppur non strettamente alternativo al fenomeno delle fiere, con l’obiettivo di proporre, grazie al libro come medium, contenuti e occasioni che facilitino il rapporto diretto, di conoscenza e scambio, tra artisti e collezionisti, senza rinunciare a una vocazione di mercato.

Per la seconda edizione di BOOKS, gli ampi spazi della Sala delle Ciminiere accoglieranno 35 espositori, librai ed editori del settore, italiani e internazionali, presenti con veri e propri progetti sul libro d’arte: non stand, ma tavoli di approfondimento concentrati su un numero limitato di titoli, non superiore alle 100 unità per espositore.

All’interno della Sala delle Ciminiere verranno inoltre proposti focus espositivi che intendono evidenziare la qualità e la storicità dell’editoria d’arte italiana con una selezione di edizioni e opere originali di Vincenzo AgnettiGiovanni AnselmoAlighiero Boetti Ketty La Rocca che saranno visibili al loro interno grazie a dei dispositivi presenti in loco. Tra i volumi esposti si segnalano Machiavelli30 (Vincenzo Agnetti, 1978, Guanda, Milano), Leggere (Giovanni Anselmo, 1972 Sperone, Torino), Classifying the thousand longuest rivers in the world (Alighiero Boetti, 1977) e In principio erat (Ketty La Rocca, 1971, Edizione Centro Di, Firenze).

Ad arricchire questa edizione del festival, Andrea Pazienza a Bologna 50 anni dopo, un omaggio, a cura del libraio antiquario Paolo Tonini, che illustra il percorso creativo dell’artista del fumetto italiano d’avanguardia con una serie di edizioni originali di libri, fascicoli di riviste, copertine di dischi, poster ed ephemera, e l’esposizione di alcuni libri di Mario Diacono protagonista di una video intervista trasmessa in Sala delle Ciminiere.

Per BOOKS Anonima Impressori proporrà una dimostrazione di stampa tipografica con caratteri mobili in piombo e torchio a leva ottocentesco presso la propria sede di via San Carlo 44a, a Bologna, in occasione dell’inaugurazione della mostra Qui non c’è niente da leggere, curata da Veronica Bassiniche avverrà il 25 maggio dalle ore 19.00 alle 21.00. Inoltre, domenica, alle ore 15.30 e alle 16.30, sono in programma delle visite guidate alla bottega con una dimostrazione di stampa on demand.

L’allestimento di BOOKS è anche pensato per favorire lo scambio conviviale: nella Sala delle Ciminiere troverà spazio un’area lounge che accoglierà una serie di talk con autori e collezionisti intorno ai focus espositivi, come quello di Vincenzo Sparagna e Paolo Tonini su Andrea Pazienza cinquant’anni dopo fissato venerdì 24 maggio alle h 17.30, che arricchiranno di stimoli i tre giorni di festival.

Nei tre giorni di festival il servizio di mediazione del Dipartimento educativo del MAMbo fornirà al pubblico delle chiavi di lettura per contestualizzare e mettere in relazione le opere della Collezione permanente del museo con i focus espositivi di BOOKS. I mediatori saranno presenti in Sala delle Ciminiere per BOOKS venerdì, sabato e domenicadalle ore 14.00 alle 16.00, e presso la Collezione permanente sabato e domenica, dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 18.00.

BOOKS è a cura di Danilo Montanari e Lorenzo Balbi e si avvale di un comitato scientifico composto da Silvia AlessandriMario DiaconoLiliana Dematteis e Giovanna Pesci.

Anche per questa seconda edizione, l’immagine guida è affidata all’artista Paolo Ventura.

L’iniziativa espositiva fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Si ringraziano per la collaborazione Archivio Agnetti (Milano), Archivio Anselmo (Torino), Archivio Boetti (Roma)eArchivio Michelangelo Vasta (Firenze).


Ingresso
accesso con biglietto museo: 
intero € 6 | ridotto € 4 | gratuito possessori Card Cultura
Sito web

www.booksfestival.it

Informazioni generali

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611
www.mambo-bologna.org
info@mambo-bologna.org
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Settore Musei Civici Bologna
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Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna

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A-Head Project presenta OPEN MIND – Da Foucault a Basaglia il ruolo dell’Arte Contemporanea nell’impegno sociale

All’interno del progetto Opera Unica* di Angelo Gallo promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS, venerdì 31 maggio 2024 alle ore 17.30 si svolgerà la Tavola rotonda OPEN MIND, a cura di Lorenzo Benedetti, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Interverranno Giuseppe Capparelli – curatore e storico dell’arte, Fabio De Chirico– direttore Servizio II Arte contemporanea Direzione Generale Creatività Contemporanea Ministero della Cultura, Domenico Mangano – artista. Modera l’incontro Lorenzo Benedetti – curatore e storico dell’arte.

A-Head Project presenta OPEN MIND

Opera Unica* di Angelo Gallo si arricchisce di una Tavola Rotonda
a cura di Lorenzo Benedetti
Da Foucault a Basaglia il ruolo dell’arte contemporanea nell’impegno sociale
Con
Giuseppe Capparelli, Fabio De Chirico, Domenico Mangano

31 maggio 2024 ore 17.30
Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale
Viale Manzoni 47 – Roma

Al centro della tavola rotonda il ruolo e l’influenza delle idee di Foucault e di Basaglia nella cultura contemporanea, un’analisi approfondita del contesto dell’arte contemporanea impegnata socialmente. Gli artisti, infatti, esplorano spesso le tematiche della salute mentale, della marginalizzazione e del potere attraverso varie forme artistiche, come la pittura, la scultura, l’installazione, la performance e il video. Molte opere d’arte contemporanea si ispirano direttamente alle teorie di Foucault e di Basaglia, mettendo in discussione le norme sociali e le istituzioni che influenzano la percezione e il trattamento delle persone con disturbi mentali. Le collaborazioni di artisti con istituzioni sanitarie o comunità per la creazione di progetti che favoriscano l’inclusione e l’empowerment delle persone con disturbi mentali sollevano consapevolezza sulle questioni legate alla salute mentale, ma incoraggiano anche il dialogo critico e la riflessione sulla società e sulle sue istituzioni.

Nel corso della Tavola Rotonda verrà presentato un progetto di Domenico Mangano & Marieke van Rooy: un documentario partecipativo di 50 minuti dal titolo When the whistle glares che si svolge nella clinica Capriles, un istituto psichiatrico a Willemstad, nell’isola di Curaçao. I personaggi principali del film sono gli artisti, i pazienti della clinica e gli studenti della scuola d’arte dell’Instituto Buena Bista, situato all’interno del sito della clinica. Per quattro mesi (gennaio-aprile 2016) gli artisti si sono immersi nella vita della clinica e creato una sorta di performance collettiva dove, insieme a pazienti e studenti, hanno applicato un esperimento di ‘diluizione’ ovvero immaginare la clinica come un villaggio ‘normale’ includendo incontri e attività che fanno riferimento alla vita di tutti i giorni fuori dall’ospedale. Il risultato è una serie di combinazioni associative e di ritratti poetici che mostrano una visione dell’isola caraibica inedita e creativa dove la fantasia dei pazienti si materializza in flauti di terracotta e il sibilo di questi si diffonde e abbaglia dando voce a un suono arcaico, quello della solidarietà. Il progetto è stato sviluppato durante una residenza d’artista presso l’Instituto Buena Bista, a Curaçao e sostenuto dal Mondriaan Fund, ultima parte di una trilogia di video sull’eredità del movimento antipsichiatrico dei Paesi Bassi.

La Onlus Angelo Azzurro con il progetto A-Head dimostra il suo impegno in questo binomio arte e psichiatria, per la lotta allo stigma della malattia mentale in un percorso sinergico con l’arte contemporanea e sostenendo giovani artisti ad emergere nel panorama nazionale ed internazionale. La mostra Opera Unica* di Angelo Gallo sarà visitabile fino al 27 giugno 2024. L’8 giugno 2024 dei svolgerà invece il Convegno Cura della libertà e libertà della cura. La sfida di Franco Basaglia a 100 anni dalla nascita a cura di Stefania Calapai e Francesco Cro.

Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti di respiro internazionale, per produrre eventi artistici a Roma ed in altre città europee contro lo stigma della malattia mentale. Con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro mira a sviluppare un percorso informativo e conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’Associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative. Dal 2022, la Onlus romana ha inoltre istituito con il Progetto A-HEAD la Prima Edizione del Premio Internazionale “Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti” promosso da A-HEAD Project – Angelo Azzurro ONLUS, e dedicato alla memoria di Giovan Battista Calapai e Theodora van Mierlo Benedetti, due figure centrali che hanno contribuito in modo determinante alla connessione tra la ONLUS dedicata alla lotta contro lo stigma dei disturbi mentali e il settore dell’arte, con la successiva nascita del progetto A-HEAD. Da circa due anni è nato un progetto Editoriale, inizialmente AHEAD Edizioni Diari D’Arte curato e fondato dal Dott Piero Gagliardi e quest’anno Angelo Azzurro Edizioni – linea editoriale specializzata in pubblicazioni letterarie sull’approfondimento di tematiche sociali connesse al teatro, alla letteratura, alla poesia, alla psichiatria e alla psicanalisi diretta dal Dott Giuseppe Capparelli.

Domenico Mangano (Palermo, 1976) & Marieke van Rooy (Weert, NL, 1974) vivono e lavorano ad Amsterdam. Il duo si è formato nel 2014 dopo un’esperienza artistica (individuale) di Domenico Mangano, iniziata alla fine degli anni Novanta. Marieke van Rooy proviene da un background di Storia dell’Architettura e Urbanistica. Tra le istituzioni che hanno ospitato le loro opere: Whitechapel Gallery (Londra), Galleria d’Arte Moderna (Roma), Triennale di Beyond Borders Beaufort (Ostenda), I Biennale di Praga, De Kunsthal (Rotterdam), Casco/Fotodok (Utrecht), Futura (Praga), MOCA (Chicago), Palazzo Grassi (Venezia), XIV Quadriennale (Roma), Vleeshal (Middelburg), II Biennale di Atene e Nomas Foundation (Roma). Il loro lavoro è parte, tra gli altri, della Margulies Collection (Miami), GAM (Torino), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e di una serie di collezioni.


INFO
 
A-Head Project – Opera Unica* di Angelo Gallo
Promossa da A-Head – Angelo Azzurro Onlus
Con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale
A cura di Simona Spinella – Testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli

Fino al 27 giugno 2024
Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale
Viale Manzoni 47 – Roma
Orari: dal lunedì al giovedì ore: 9.00-19.00; venerdì 9.00-17.00
 
Angelo Azzurro ONLUS
infoangeloazzurro@gmail.com – tel. 3386757976
https://associazioneangeloazzurro.org
www.facebook.com/Aheadangeloazzurrowww.instagram.com/angelo_azzurro_onlus

Ufficio Stampa Angelo Azzurro
Alessio Morganti
alessio.mrg@hotmail.it – tel. 3401472901
Barbara Speca
barbaraspeca@libero.it
 
Ufficio stampa A-HEAD
Roberta Melasecca_Interno 14 next – Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com – tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

L’Aquila, Fondazione Giorgio de Marchis: L’INVISIBILE SI FA DANZA – Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Sabato 25 maggio 2024 alle ore 18.00, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra L’invisibile si fa danza di Fabio Massimo Fioravanti

In mostra quaranta fotografie, realizzate negli anni 2016/2023 in Italia ed in Giappone, di danzatori butō diversi per stile, generazione di appartenenza e nazionalità: dal leggendario Akira Kasai, considerato uno dei tre storici fondatori del butō (insieme a Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno) a Kan Katsura, da Ima Tenko a Atsouchi Tachenouchi, da Masami Yurabe a Fukurozaka Yasuo, da Reiji Kasai fino ai giovani Ken Iv, Cao Yuan e Du Yufang, insieme ad altri. Prevalentemente di nazionalità giapponese, ci sono anche butoka italiani, francesi, americani e filippini.

L’INVISIBILE SI FA DANZA
Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Inaugurazione 25 maggio 2024 ore 18.00
Con l’opera-performance Ianus di Damiano Fina (Cortile Palazzo Cappa Cappelli)


Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila

Fino al 15 giugno 2024

La mostra è accompagnata dalla proiezione di un video di performance storiche del butō realizzato da Maria Pia D’Orazi (storica della danza butō e giornalista) con alcuni rari filmati degli inizi di questa arte (1950-1970).
Completano la mostra l’esposizione di documenti – inerenti al butō – dell’archivio di Giorgio De Marchis relativi al suo soggiorno a Tokyo come Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, e di alcuni rari libri fotografici sul butō come Kamaitachi di Heiko Hosoe, Dance Happening di William Klein o Min Tanaka di Eishu Kimu.

Il giorno dell’inaugurazione Damiano Fina danzerà Ianus, la sua ultima opera-performance nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli, sede della Fondazione. Invece durante il finissage di sabato 15 giugno 2024, Maria Pia D’Orazi terrà la conferenza Il corpo eretico, sulla storia e le dinamiche del butō.

La mostra, oltre ad essere un reportage sul butō, vuole indagare il rapporto tra visibile e invisibile, i confini tra ciò che è visibile, ciò che non è visibile e ciò che a volte crediamo, o pensiamo, di vedere. Fin dagli inizi la fotografia è stata profondamente affascinata dalla danza butō perché quest’arte porta il linguaggio fotografico ai suoi limiti estremi, interrogando la fotografia nella sua essenza più vera: che cosa è il vedere? Cosa vediamo realmente? Cosa crediamo di vedere?

Un’arte anti-spettacolare, non rappresentativa, a volte quasi “invedibile” (spesso si svolge del tutto al buio) interroga la fotografia (scrittura con la luce) nel suo profondo. Ecco perchè alcuni grandi fotografi sono stati attratti dal butō e lo hanno fotografato, come Heiko Hosoe o William Klein, producendo capolavori assoluti della storia della fotografia.

La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.

Fabio Massimo Fioravanti è nato a Roma nel luglio del 1955. Dopo la laurea in Lettere Moderne, conseguita presso La Sapienza Università di Roma, inizia nel 1980 l’attività di fotografo professionista collaborando con riviste italiane e straniere, case editrici e agenzie d’immagini. Unisce le sue due grandi passioni di vita, il viaggio e la fotografia, realizzando numerosi reportage fotografici sul Giappone, l’Asia Centrale, l’India, l’Africa del sud ed il Medio Oriente. Collabora con numerosi artisti, pittori, musicisti, scrittori, attori, performer, a progetti multidisciplinari in comune, con il J.P.A.R.C. (Japanese Performing Arts Research Consortium) di Kyoto, con la Scuola Teatro Kongoh, una delle quattro Scuole in cui si tramanda il teatro Noh. Nel 2020 ha vinto in collaborazione con Anna Onesti il Premio Internazionale della Fondazione Cesare Pavese. Ha pubblicato numerosi libri fotografici tra cui Kyoto Butoh-kan, Voglino Editrice 2021 e Una storia quasi solo d’amore, Feltrinelli 2018. È autore di numerose mostre personali e collettive in Italia e Giappone: Oltre il Ventaglio, Castello di Moncalieri, Torino, 2023; Butoh; L’invisibile si fa danza, Spazio Arti Floreali, Roma, 2023; Presentazione, con proiezione, del libro Kyoto Butoh-kan in conversazione con Maria Pia D’Orazi, Museo Maxxi, Roma, 2022; Japan Performing Arts: Teatro Noh e Danza Butoh nelle fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, Radici Laboratorio, L’Aquila 2022; Trame Giapponesi / Japanese Tales, Museo Nazionale d’Arte Orientale, Venezia 2022.

Damiano Fina, danzatore e coreografo, indaga il senso originario dell’eternità attraverso la filosofia e la danza butō. Si è esibito a Parigi, Berlino, Londra, New York, Giappone, in vari festival italiani e conduce regolarmente laboratori di danza con il metodo FÜYA. È docente esterno al master sul metodo IGEA di Erica Poli. Ha conseguito master in “Death Studies” (2023), in “Pedagogia dell’Espressione” (2017), e in “Management delle Arti” (2014). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo The dance of Eros and Thanatos: Butoh and Queer Pedagogy dove ha collegato la teoria queer alla danza butoh. Dal 2004 la sua ricerca artistica è stata influenzata dalla meditazione, dalle tecniche di contemplazione e dalla passione per la storia dell’arte; significativo l’incontro con Yoshito Ohno. Dal 2015 sviluppa il metodo FÜYA, basato sulla tecnica dei cinque corpi: fisico, emotivo, spirituale, remoto e alchemico. 

Maria Pia D’Orazi, giornalista e storica del teatro. Ha insegnato come docente a contratto a La Sapienza Università di Roma, al Dams dell’Università “Roma Tre” e alla Libera Accademia di Belle Arti RUFA (Rome University of Fine Arts). Attraverso lo studio del butō, danza d’avanguardia giapponese degli anni ’60, e del Teatro di ricerca del Novecento, il suo percorso si è focalizzato sul significato del corpo nella nostra epoca e sulle sue potenzialità rivoluzionarie. Numerose sono le sue collaborazioni professionali: ha curato per il MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Roma tre conferenze-spettacolo sulla storia della danza butō nel suo rapporto con la fotografia e l’avanguardia giapponese degli anni Sessanta e, con Akira Kasai, ha collaborato e lavorato su progetti di danza dal 2004 al 2016. È intervenuta sul butō a convegni in Italia, Spagna, Germania, Giappone e Stati Uniti, e scritto per pubblicazioni internazionali e riviste specializzate. Dal 2007 lavora per il canale televisivo La7, dove al momento è una delle autrici del quotidiano di storia e attualità “C’era una volta il Novecento”.


L’INVISIBILE SI FA DANZA
Fotografie di Fabio Massimo Fioravanti

Inaugurazione 25 maggio 2024 ore 18.00
Con l’opera-performance Ianus di Damiano Fina
Fondazione Giorgio de Marchis – Cortile Palazzo Cappa Cappelli

Finissage 15 giugno 2024 ore 18.00
Conferenza Il corpo eretico di Maria Pia D’Orazi

Fino al 15 giugno 2024
Orari
: martedì 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00, giovedì 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00, venerdì 16.00 – 19.00, sabato 16.00 – 19.00, domenica 11.00 – 13.00, 16.00 – 19.00. Ingresso libero

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
tel. 338458 1985
Barbara Olivieri
tel 3498832591
fondazione.demarchis@gmail.com

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

Pubblicato il 17 Maggio 13:32