Bologna, Museo Civico Archeologico: “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”

I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer è il titolo della mostra ospitata dall’11 giugno al 25 agosto 2024 al Museo Civico Archeologico di Bologna, ideata, organizzata e realizzata dall’Associazione Enrico Berlinguer – Per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della sinistra italianaFondazione Duemila – Centro studi e ricerca sulla cultura, laformazione, l’innovazione politica e amministrativa e Centro studi e ricerche Renato Zangheri, in collaborazione con il Museo Civico Archeologicodel Settore Musei Civici Bologna e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna.

Corrispondenza con Aldo Moro 1973

I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer
A cura di 
Alessandro d’Onofrio, Alexander Höbel, Gregorio Sorgonà, Carlo De Maria


11 giugno – 25 agosto 2024
Museo Civico Archeologico
 Via dell’Archiginnasio 2, Bologna

Martedì 11 giugno 2024
ore 18.00 inaugurazione mostra su invito

ore 21.00 proiezione film Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer 
Biografilm Theatre | Pop Up Cinema Jolly 4K
nell’ambito di Biografilm Festival 2024

Apertura al pubblico dal 12 giugno 2024

Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984) è stato uno dei protagonisti della storia politica del Novecento. Segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984, e prima ancora militante e dirigente del suo partito. Leader di rara caratura morale, radicato nel Paese reale e stimato dai suoi oppositori. Capace di una visione politica moderna e lungimirante ancora attuale, Enrico Berlinguer è vivo nella memoria collettiva delle generazioni che lo hanno conosciuto e amato e in quelle successive che, pur non avendo vissuto la sua epoca, lo considerano ugualmente un simbolo.

Nella ricorrenza del centenario dalla sua nascita, e a quaranta anni dalla morte, l’obiettivo della mostra è quello di contribuire a ravvivare il lascito politico di Enrico Berlinguer ripercorrendone la biografia attraverso materiali originali audiovisivi, sonori, fotografici e documenti di archivio.

LA MOSTRA
Il percorso espositivo, a cura di Alessandro d’OnofrioAlexander HöbelGregorio Sorgonà e Carlo De Maria, si articola in cinque principali sezioni tematiche: Gli affetti, Il dirigente, Nella crisi italiana, La dimensione globale, Attualità e futuro.

Gli affetti
La sezione è dedicata alla rappresentazione della dimensione più emotiva, privata e familiare della vita di Berlinguer. Oltre ai materiali di archivio la sezione è arricchita da libri, fotografie e oggetti personali appartenenti alla quotidianità del leader messi a disposizione dalla famiglia.

Enrico Berlinguer con Roberto Benigni in occasione della manifestazione per la Pace della FGCI al Pincio
Roma, 16 giugno 1983

Il dirigente
La seconda sezione ripercorre la storia del Berlinguer dirigente di partito ricostruendo tutto il suo percorso di militanza comunista dall’iscrizione alla sezione giovanile del PCI di Sassari nel 1943, fino alla sua elezione a Vicesegretario del PCI nel 1969.

Nella crisi italiana
Eletto Segretario del PCI nel 1972, Enrico Berlinguer guida il PCI nel pieno della crisi italiana. È questa terza sezione che ricostruisce il contesto nel quale opera il leader comunista, ripercorrendo i momenti cruciali della sua biografia politica fino alla prematura scomparsa nel 1984, sullo sfondo di una profonda crisi della società.

La dimensione globale
La quarta sezione presenta la dimensione globale della leadership di Berlinguer. Qui vengono presentati gli aspetti salienti della sua azione politica in relazione alla dimensione internazionale: le riflessioni sui fatti del Cile, la ridefinizione del rapporto con l’Unione Sovietica, l’eurocomunismo, i movimenti di liberazione del Vietnam, la ricucitura dei rapporti con la Repubblica Popolare Cinese, per citarne solo alcuni.

Copertina del Time, 30 giugno 1975

Attualità e futuro
L’ultima sezione si interroga sul lascito politico di Berlinguer quale figura centrale del pantheon repubblicano, apprezzata e riconosciuta oltre i confini del proprio mondo e capace di richiamare l’attenzione su nodi e problemi globali divenuti sempre più pressanti negli ultimi decenni.

Accanto alle sezioni strettamente dedicate alla biografia politica del leader, tre focus approfondiscono elementi fondamentali del contesto storico politico degli anni in cui Berlinguer è alla guida del PCI.
Il mondo di Berlinguer: dove viene rappresentato e restituito il denso reticolo di relazioni internazionali di Berlinguer e il suo ruolo di leader globale;
Violenza politica, stragi e terrorismo in Italia: dove viene ricostruita la lunga scia di attentati e azioni delittuose che dal 1969 al 1984 funestano la vita democratica del Paese;
Una stagione riformatrice: dove vengono presentate e riproposte le leggi per la cui approvazione il contributo del PCI è stato determinante, provvedimenti fondamentali per l’allargamento dei confini della cittadinanza democratica e per la costruzione del moderno Stato sociale.

BERLINGUER IN EMILIA-ROMAGNA
La mostra, che in precedenza è stata esposta dal 15 dicembre 2023 al 25 febbraio 2024 al Mattatoio di Roma, nella sua tappa bolognese si arricchisce di una nuova sezione dedicata allo stretto rapporto tra Berlinguer e i militanti dell’Emilia-Romagna che fornirono un eccezionale sostegno alle sue strategie politiche.
Il focus Berlinguer in Emilia-Romagna è composto da due parti dedicate a due grandi fasi della biografia politica del leader comunista. La prima, collocata tra gli anni Quaranta e Cinquanta, vede Berlinguer alla guida della FGCI, in un momento in cui la federazione giovanile dell’Emilia-Romagna compie grandi sforzi per dare un forte impulso all’organizzazione nazionale. La seconda sezione comprende il periodo tra il 1972 e il 1984 con Berlinguer segretario nazionale del PCI e con memorabili comizi alle feste dell’Unità regionali, appuntamenti politici e sindacali a Bologna e, infine, con uno scatto datato 1° maggio 1984, circa un mese prima della sua morte.

INAUGURAZIONE
L’inaugurazione, su invito, è avvenuta martedì 11 giugno 2024 alle ore 18.00, nel giorno del quarantesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer. Nel corso del vernissage Ivano Dionigi, Professore Emerito di Lingua e Letteratura Latina e già Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna terrà una relazione dal titolo Enrico Berlinguer: convinzione e responsabilità.
Da mercoledì 12 giugno la mostra è aperta al pubblico, con ingresso gratuito.

GLI EVENTI
Un ricco programma di eventi accompagnerà gli oltre due mesi dell’esposizione: incontridibattitiproiezioni di documentari e visite guidate con ciceroni d’eccezione si articoleranno tra le sale del museo, in un fitto calendario che è pubblicato su siti e canali social degli organizzatori e del Museo Civico Archeologico e sul sito dedicato alla mostra https://mostra.enricoberlinguer.org.
Tra gli altri, hanno già assicurato la propria presenza ai primi eventi previsti: Laura e Maria Stella Berlinguer, Monsignore Matteo Maria Zuppi, Maria Giuseppina Muzzarelli, Massimo D’Alema, Walter Tega, Achille Occhetto, Valeria Cicala, Claudio Petruccioli, Annamaria Carloni, Walter Veltroni, Anna Del Mugnaio, Fabio Mussi e Livia Turco.
Tutti gli eventi, a partecipazione gratuita, si svolgeranno nelle sale del Museo. Per le visite guidate, che inizieranno dal 24 giugno, è consigliata la prenotazione online, possibile fino ad esaurimento posti.

Numerose anche le collaborazioni con associazioni e fondazioni culturali del territorio cittadino ed emiliano-romagnolo, ma anche con realtà del centro e del nord Italia.
Si comincia già la sera dell’inaugurazione con l’anteprima del film documentario Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer del regista Samuele Rossi che concorre all’edizione 2024 del Biografilm Festival – International Celebration of Lives, e sarà proiettato martedì 11 giugno alle ore 21.00 al Biografilm Theatre | Pop Up Cinema Jolly 4K (via Guglielmo Marconi 14, Bologna). Un racconto emotivo costruito con il solo utilizzo di repertorio, frutto di tre anni di ricerche, per offrire una prospettiva inedita sugli ultimi momenti di vita del segretario del PCI: dal malore durante il comizio di Padova, alla morte quattro giorni dopo in ospedale, l’11 giugno 1984, fino all’imponente funerale tenutosi in Piazza San Giovanni a Roma il 13 giugno.

Scheda del libro

IL LIBRO
In concomitanza con la mostra, la casa editrice Pendragon pubblica il volume omonimo I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer, a cura di Alessandro d’Onofrio, Alexander Höbel e Gregorio Sorgonà. A quarant’anni dalla sua scomparsa Enrico Berlinguer continua a essere una delle figure più amate della sinistra italiana. Restano forti nella memoria collettiva lo stile e la forza del suo pensiero, visionario e concreto. Il libro vuole mettere in risalto l’attualità della sua voce, ancora capace di parlare a tanti su temi come la giustizia sociale, il significato delle parole “lavoro” e “progresso”, la pace, la morale. Il testo è articolato in otto sezioni (Gli affetti, Il dirigente, Nella crisi italiana, La dimensione globale, Attualità e futuro, Il mondo di Berlinguer, Violenza politica, Stragi e terrorismo in Italia, Una stagione riformatrice), con centinaia di fotografie e documenti autografi finora inediti.

La mostra I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer fa parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.



Mostra
I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer

A cura di
Alessandro d’Onofrio, Alexander Höbel, Gregorio Sorgonà, Carlo De Maria

Promossa da
Associazione Enrico Berlinguer – Per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio della sinistra italiana
Fondazione Duemila – Centro di studi e ricerche sulla cultura, la formazione, l’innovazione politica e amministrativa
Centro studi e ricerche Renato Zangheri

In collaborazione con
Settore Musei Civici Bologna | Museo Civico Archeologico

Con il patrocinio di
Regione Emilia-Romagna
Comune di Bologna

Sede
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2, Bologna

Periodo di apertura
12 giugno – 25 agosto 2024

Orari di apertura
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10.00 – 19.00 (chiuso martedì)

Ingresso
Gratuito

Informazioni
https://mostra.enricoberlinguer.org
www.museibologna.it/archeologico
www.fondazioneduemila.org
www.centrostudizangheri.it

Contatti
mostraberlinguerbologna@gmail.com

Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna
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La musica classica è in vetta alle Alpi con il Verbier Festival dal 18 luglio al 4 agosto

Il Verbier Festival è da oltre trent’anni sinonimo di eccellenza artistica, unico festival di musica classica in alta montagna dell’estate, si svolge a Verbier nel Vallese svizzero a circa 3 ore di macchina da Milano. Per la sua 31a edizione – dal 18 luglio al 4 agosto – sono attese moltissime star internazionali e nuovi promettenti talenti per offrire un’esperienza musicale davvero eccezionale.

Uno spazio importante nel programma sarà riservato a Gustav Mahler con due delle sue principali sinfonie. La Verbier Festival Orchestra (VFO) eseguirà dapprima la maestosa “Sinfonia n. 3” sotto la direzione di Sir Simon Rattle nel concerto d’apertura del 19 luglio, seguita la settimana successiva dalla popolarissima “Sinfonia n. 5” diretta da Klaus Mäkelä. Acclamati direttori d’orchestra e giovani promesse si esibiranno insieme a celebri ensemble e solisti, assicurando agli spettatori del festival esperienze musicali indimenticabili: James Gaffigan, Daniel Harding, Antonio Pappano, Vasily Petrenko e Tarmo Peltokoski.

Tra le novità in programma per quest’estate, il 20 luglio la Verbier Festival Chamber Orchestra (VFCO) diretta da Gabor Takács-Nagy presenterà una versione in forma di concerto dell’opera mozartiana “Le nozze di Figaro“, che delizierà gli appassionati della lirica con un cast di prim’ordine: Peter Mattei, Golda Schultz, Tommaso Barea, Anna El-Khashem e Rebecca Wallroth. Il 23 luglio, la VFCO e un trio di direttori d’orchestra – Sir Simon Rattle, Klaus Mäkelä e Lahav Shani –  offriranno una serata a tema Beethoven con un’esecuzione unica del “Triplo Concerto“, seguita da una ripresa della “Sinfonia n. 3” pubblicata l’anno scorso come parte del ciclo su Beethoven della Verbier Festival Gold Label in collaborazione con Deutsche Grammophon.

Il pianoforte avrà anche quest’anno un ruolo di rilievo all’interno della programmazione di Verbier dove i palcoscenici accoglieranno una serie di artisti rinomati. Joaquin Achucarro, Olivier Cavé, Lucas Debargue, Alexandra Dovgan, David Fray, Mao Fujita, Kirill Gerstein, Alexandre Kantorow, Evgeni Kissin, Yuncham Lim, Bruce Liu, Nikolaï Lugansky, Mikhail Pletnev, András Schiff, Dmitry Shishkin, Nobuyuki Tsujii, Yuja Wang e Tsotne Zedginidze sono i pianisti che il pubblico potrà incontrare e ascoltare.

Tutti gli aggiornamenti sul programma main stage, masterclass e altre iniziative su www.verbierfestival.com


Il Verbier Festival è un festival dedicato alla musica classica che sviluppa incontri e scambi tra grandi maestri e giovani musicisti di tutto il mondo. Attraverso i suoi vari programmi educativi, si impegna per l’eccellenza nell’educazione musicale. La 31a edizione del Verbier Festival si svolgerà dal 18 luglio al 4 agosto 2024 a Verbier (Svizzera) ed è resa possibile grazie al sostegno di numerosi Donatori, aziende e enti pubblici, in particolare Aline Foriel-Destezet, Les Amis du Verbier Festival, i principali donatori del Festival, tra cui il Chairman’s Circle, il Comune di Val De Bagnes, la Loterie Romande, il Cantone del Vallese, i suoi Principal Sponsor SICPA e Banque Reyl.


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Brescia, Museo Diocesano: Inaugurazione della mostra “Intrecci d’arte”

Il Centro San Clemente presenta l’esposizione collettiva “Intrecci d’arte” che raccoglie le opere di oltre trenta iscritti ai corsi di disegno, pittura, mosaico, scultura in argilla e scrittura emozionale della realtà bresciana punto di riferimento per la crescita personale, formativa e professionale di persone di ogni età e provenienza culturale.

Inaugurazione della mostra “Intrecci d’arte”
Esposizione collettiva delle opere dei corsisti del Centro San Clemente
e premiazione del concorso artistico

La mostra, che si terrà presso il Museo Diocesano di Brescia, inaugurerà giovedì 13 giugno p.v. alle ore 18.00 e vedrà esposte le opere dei numerosi bresciani iscritti ai corsi d’arte del Centro.
La mostra sarà poi visitabile da venerdì 14 a giovedì 20 giugno 2024, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00, ad esclusione del mercoledì.

L’esposizione è allestita presso il Museo Diocesano di Brescia, in via Gasparo da Salò 13, e sarà visitabile dalla cittadinanza da venerdì 14 a giovedì 20 giugno 2024, dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00, ad esclusione del mercoledì.

L’inaugurazione della mostra, invece, si terrà giovedì 13 giugno 2024 alle ore 18,00. Nel corso della presentazione, saranno premiati i vincitori del concorso artistico promosso dal Centro per le diverse categorie di opere esposte – disegno, pittura, arti plastiche.
Le circa sessanta opere presentate sono state valutate dalla giuria composta dagli otto docenti dei corsi di arte del Centro e dal Presidente della giuria, il dottor Paolo Sacchini, vicedirettore dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia, storico e critico d’arte.

Il titolo della mostra, “Intrecci d’arte”, racconta l’incontro tra tecniche artistiche e linguaggi espressivi diversi. Così nelle diverse opere esposte prendono vita mondi meravigliosi, nature morte, animali esotici, visi e sguardi, ma anche manifestazioni concettuali.
Per il primo anno, inoltre, accanto alle opere figurative, sarà presentata una sezione dedicata al corso di scrittura emozionale: i corsisti proporranno una serie di testi e poesie nati dalla riflessione sulla relazione tra i concetti di vita e dimora.


Valeria Magnoli
Ufficio stampa
GRUPPO FOPPA
COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

Via Cremona, 99 – 25124 Brescia
Tel. 030/3770554 – Fax 030/3776740
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Venezia: Giugno alla mostra di Robert Indiana: Pride e Art Night

Prosegue alle Procuratie Vecchie “The Sweet Mistery”, la mostra di riscoperta di uno degli artisti contemporanei più famosi al mondo: Robert Indiana (1928-2018), evento collaterale della Biennale di Venezia. Robert Indiana è celebre soprattutto per la serie iconica LOVE ma si è distinto anche per aver affrontato rilevanti questioni sociali e politiche, inserendo nelle sue opere profondi riferimenti storici, letterari e biografici, tra cui il legame con Ellsworth Kelly, che Indiana incontra a New York nel 1956 che cambierà la traiettoria personale e professionale della sua giovane vita.

ROBERT INDIANA: THE SWEET MYSTERY
Evento collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
 
Aperta sino al 24 novembre
Venezia, Procuratie Vecchie, Piazza San Marco
Presentata da Yorkshire Sculpture Park e curata da Matthew Lyons
 
Giugno alla mostra di Robert Indiana: Pride e Art Night
 
– Sconto under 30 per tutto giugno per celebrare il mese del Pride
– Art Night – 22 giugno con apertura serale prolungata e ingresso gratuito

In occasione del mese del Pride, speciale promozione per gli under 30: sarà possibile visitare la mostra con un biglietto speciale a 5 Euro.

Per tutto il popolo di Art Night, sabato 22 giugno appuntamento unico per visitare gratuitamente la mostra Robert Indiana The Sweet Mistery. L’ingresso sarà gratuito dalle 18.00 alle 22.00 per tutti/e con la possibilità di farsi accompagnare durante la visita da preparatissimi/e mediatori/trici culturali.

The Sweet Mysterydal titolo di uno dei suoi primi dipinti in cui inserisce le parole, rappresenta la più significativa esposizione dell’opera dell’artista in Italia con oltre 40 opere che ripercorrono sei decenni della carriera dell’artista americano e comprendono importanti opere giovanili, raramente esposte: dipinti e sculture, che esplorano la condizione umana e la fede in tempi tumultuosi, tra quelle principali figurano The Sweet MysteryEAT/DIELove is God e The Melville Triptych.

La mostra di Robert Indiana è allestita al secondo piano delle Procuratie Vecchie mentre al terzo piano durante la serata di Art Night, i visitatori potranno accedere liberamente alla  Casa di the Human Safety Net e alle terrazze e visitare la mostra interattiva “A World of Potential” e l’installazione “About Us” di Tracey Snelling.  Durante la serata, in connessione con la Giornata Mondiale del Rifugiato, sarà anche possibile ascoltare le storie dei “Libri viventi. Storie di rifugiati a tu per tu”, mentre dalle 22.00 alle 24.00, il Bookstore proporrà in Corte Maruzzi una maratona di lettura dell’opera di Forugh Farrokhzad, “Io parlo dai confini della notte”, in italiano e persiano, a cura di Voci di carta e Libreria la Toletta, con i rifugiati di A2030 Social Innovation Designers.

Sempre alle Procuratie Vecchie, il Negozio Olivetti in Piazza San Marco resterà straordinariamente aperto dalle 18:30 alle 21.00, con ingresso gratuito e senza prenotazione. I visitatori potranno provare a scrivere su una macchina da scrivere Olivetti, che sarà messa a disposizione per questa serata speciale. Sarà possibile visitare anche la mostra “Tony Cragg. Le forme del Vetro”, organizzata in collaborazione con Berengo Studio: in sintonia con gli spazi progettati da Carlo Scarpa, sono esposti alcuni disegni e quasi una trentina di sculture di vetro provenienti dalla collezione personale dell’artista, tra cui un’opera realizzata appositamente per il Negozio Olivetti.

Dopo un’infanzia itinerante nel Midwest americano e una formazione artistica a Chicago e in Europa, Robert Indiana giunge a New York nel 1954 utilizzando ancora il suo nome di battesimo, Robert Clark. Due anni dopo, un incontro fortuito con Ellsworth Kelly modifica il corso personale e professionale della sua giovane esistenza.  

Si ritrova ben presto a vivere in un loft a Coenties Slip, un’area decadente di Lower Manhattan, dove i resti di un vivace passato marittimo si confondono con il fiorente settore finanziario. Avendo scarsi mezzi per il materiale artistico, Indiana crea assemblaggi usando i residui dell’attività portuale circostante, sviluppando parallelamente un linguaggio pittorico bidimensionale, in dialogo con l’affiatata comunità di vicini, tra cui artisti d’avanguardia come Kelly, Agnes Martin, James Rosenquist, Cy Twombly e Jack Youngerman. Durante questo periodo di fervore, in un atto di reinvenzione e rinascita si ribattezza con il nome del suo stato natale, l’Indiana. All’inizio degli anni Sessanta, realizza tele audaci, caratterizzate da geometrie pure, testi e numeri in toni non modulati, in risposta alla cultura visiva di un consumismo sempre più pervasivo. Le sue opere, ricche di reminiscenze personali e dettagli biografici, esplorano interrogativi universali sulla condizione umana e sulla fede in epoche turbolente, affrontando contemporaneamente temi legati all’identità queer e al sé. La sua peculiare forma di Pop art rappresenta un’estensione del radicalismo americano, attingendo alle radici dei trascendentalisti del XIX secolo e alla sperimentazione formale dei primi modernisti. Attraverso una selezione mirata che abbraccia oltre cinquant’anni di produzione artistica, comprese molte opere giovanili raramente esposte, Robert Indiana: The Sweet Mystery presenta Indiana a un nuovo pubblico, invitandolo a riflettere su questioni metafisiche di fronte alle sfide del XXI secolo.


Fondato nel 1977, YSP è un centro internazionale unico di scultura moderna e contemporanea. È un ente benevolo e un museo, situato nella tenuta di Bretton Hall, una proprietà del XVIII secolo che si estende su oltre 200 ettari nel West e South Yorkshire. Con un programma culturale straordinario, mostre itineranti e sculture permanenti e temporanee integrate nel paesaggio, nel corso della sua storia YSP ha collaborato con più di 1.000 artisti provenienti da oltre 40 Paesi. Tra questi Ai Weiwei, Fiona Banner, Tony Cragg, Leonardo Drew, Barbara Hepworth, Damien Hirst, Robert Indiana, KAWS, Lindsey Mendick, Henry Moore, Annie Morris, David Nash, Sean Scully, Chiharu Shiota, Yinka Shonibare CBE, David Smith, James Turrell, Joana Vasconcelos, Bill Viola ed Erwin Wurm.

Fondata nel 2022, The Robert Indiana Legacy Initiative  si impegna a diffondere la conoscenza e l’apprezzamento per la vastità e la profondità dell’opera di Robert Indiana. Rivolta a curatori, studiosi, collezionisti, professionisti del mercato dell’arte e al grande pubblico, The Robert Indiana Legacy Initiative gestisce una collezione e un archivio delle opere dell’artista, promuove e sostiene mostre e installazioni pubbliche, assiste e promuove la ricerca accademica su Indiana e la sua carriera artistica; gestisce il sito web ww.robertindiana.com e pubblica una newsletter.

Le Procuratie Vecchie sono state aperte al pubblico per la prima volta in 500 anni di storia nel 2022, dopo un’importante opera di restauro a cura di David Chipperfield, commissionata da Generali e diretta da Generali Real Estate. Il terzo piano ospita la sede di The Human Safety Net, fondazione attiva in 26 Paesi per liberare il potenziale di chi vive in condizioni di vulnerabilità. La mostra permanente “A World of Potential” e l’Art Studio sono concepiti come un’esperienza che guida i visitatori alla scoperta della combinazione unica dei punti di forza caratteriali individuali, consentendo loro di riconoscere le migliori qualità nelle persone che li circondano.  


Art Night è la lunga Notte dell’Arte veneziana, una manifestazione ideata e organizzata dall’Università Ca’ Foscari in collaborazione con il Comune di Venezia nata nel 2011 e inserita nel calendario ufficiale delle Notti d’Arte europee.
 
Ingresso da Corte Maruzzi, Piazza San Marco n. 105.
ORARI: chiuso il martedì
da mercoledì a lunedì 10- 19 (sino al 31 ottobre);
10- 18 dall’1 al 24 novembre.

Website: robertindianavenice2024.com
Biglietteria online.
Per info e prenotazioni: indiana@dh-office.com

Visita della mostra
La mostra è allestita al secondo piano delle Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco n.105.

Uffici Stampa:
Polskin Arts
Megan V. Sprenger
megan.sprenger@finnpartners.com
 
Stampa Italiana
Studio ESSECI
Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net