Chiasso (Svizzera), Spazio Officina – GIULIANO VANGI: IL DISEGNO

Fino al 21 luglio 2024 lo Spazio Officina ospita la mostra GIULIANO VANGI: IL DISEGNO, a cura di Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini con progetto di allestimento di Mario Botta. L’esposizione, che si inserisce nel filone dei maestri del XXI secolo, costituisce la prima antologica sulla carriera artistica che abbraccia otto decenni del maestro fiorentino Giuliano Vangi (Barberino di Mugello 1931- Pesaro 2024). L’artista è recentemente scomparso, dopo aver a lungo e con entusiasmo lavorato alla realizzazione di questa mostra che tratta per la prima volta in senso antologico il tema del disegno dal 1944 al 2024.

A sinistra: Giuliano Vangi, Studio di uomo con canottiera 2015 Disegno su carta intelata 170 x 118 cm
Collezione dell’artista, Pietrasanta – Foto ©Stefano Buonamici
A destra: Giuliano Vangi, Uomo con canottiera 2016 Bronzo, lega di nichel, vetro, porcellana 166 x 80 x 56 cm
Collezione dell’artista, Pietrasanta – Foto ©Stefano Buonamici


Spazio Officina, Chiasso
Centro Seminariale Villa Pontiggia, Breganzona


GIULIANO VANGI: IL DISEGNO
FINO AL 21 LUGLIO 2024

L’esposizione è incentrata in particolare sullo studio del disegno e della rappresentazione figurativa volta alla realizzazione dell’opera scultorea. In mostra allo Spazio Officina saranno esposti quasi duecento disegni di studio, a matita e china con biacca e acquarellature, oltre che acqueforti, di piccolo e grande formato, nonché due sculture, di cui l’ultimo bronzetto – Uomo che urla – realizzato proprio nei primi mesi del 2024. In particolare in questa mostra antologica sarà esposta una selezione della sua produzione grafica a partire dal 1944, anno in cui iniziò ad eseguire i disegni accademici, fino ad arrivare al 2024 con opere di grande valore emozionale: complessivamente otto intensi decenni di attività artistica, il che costituisce una prima a livello espositivo.

L’artista elabora ed esprime i suoi sentimenti ed impressioni usando il mezzo primario fra pensiero ed esecuzione, ossia il disegno, che a sua volta si trasforma alla fine del processo creativo in scultura. La forza creativa di Vangi lo porta anche alla sperimentazione di diverse tecniche grafiche dell’incisione, tra cui l’acquaforte, il bulino, l’acquatinta e la puntasecca; tecnica,quella dell’incisione, sperimentata come modo ideale del suo fare, richiamando l’importanza della tradizione e affermando che la sua ricerca oscilla costantemente tra memoria e modernità. Il segno o grapheion, come atto creativo e originale, lo induce a ridisegnare e a rielaborare uno stesso tema più volte, poiché la sua grafica esprime tutta la poetica dell’artista. Per arrivare a sviluppare la propria arte, Vangi attinge direttamente dal vero, ispirandosi al soggetto “uomo” in tutte le sue declinazioni dei sentimenti dell’anima: attraverso il segno è quindi in grado di trasmettere il suo codice intellettuale di grande levatura.

Una sezione distaccata della mostra si trova presso il Centro Seminariale Villa Pontiggia a Breganzona (Lugano): nel parco sono presenti due sculture di Vangi (Persona, 2003, e Parallelepipedo rosso, 2010), mentre nel padiglione ligneo disegnato da Mario Botta viene collocata per l’occasione la scultura in acciaio Jolanda (2022). Questa sede della mostra sarà visitabile solo su iscrizione, ogni sabato mattina durante i due mesi di apertura della mostra. Viene così messo in evidenza da un lato il rapporto con il territorio, dall’altro l’amicizia professionale che lega Mario Botta a Giuliano Vangi.

Il catalogo presenta un ricco apparato con tutte le immagini delle opere in mostra, i saggi dei co-curatori Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna, e un’intervista all’architetto Mario Botta. Negli apparati vi è la biografia, una bibliografia specifica, l’elenco delle mostre (Edizioni Silvana Editoriale, 24×24, italiano e inglese, pp. 304, CHF/Euro 38.-)

L’esposizione vanta la sinergia con il Comune di Pesaro, quest’anno Capitale italiana della cultura, dove Giuliano Vangi viveva e dove si trova il suo Atelier. L’esposizione è resa possibile grazie al Dicastero Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino e di AGE SA, con il contributo dell’Associazione amici del m.a.x. museo (aamm) e (per la conferenza) del Circolo “Cultura, insieme” Chiasso. Si ringraziano in particolare Villa Pontiggia-Seminar & Workshop, M. Zardi & Co. SA e Verzaschella, main sponsor della mostra. Sponsor tecnici: One Logistics Group, helvetia, Ellipticum, Alchimia Restaurant Chiasso.

Giuliano Vangi nasce a Barberino di Mugello il 13 marzo 1931.
Fin da giovane Giuliano Vangi dimostra forte abilità artistica e passione che lo portano a realizzare disegni intrisi di sapienza tecnica e formale. L’artista si forma presso l’Istituto d’Arte Porta Romana e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, e fin dagli esordi si dedica completamente alla scultura quale allievo di Bruno Innocenti.
Dal 1950 al 1958 a Pesaro, dove insegna presso l’Istituto d’Arte della città. Nel 1959 si trasferisce a San Paolo del Brasile: qui si dedica alla ricerca astratta, lavorando su cristalli e metalli. Nel 1962 rientra in Italia, si stabilisce a Varese e insegna all’Istituto d’Arte di Cantù. Sono anni, questi, in cui Vangi recupera il tratto figurativo ricorrendo a quelle doti plastiche dalla straordinaria forza espressiva ed evocativa che gli sono proprie.
La sua produzione artistica viene esposta in mostra nel 1967 alla Strozzina di Palazzo Strozzi, a Firenze, evento cui seguirà una ricca serie di mostre in diverse città europee: Stoccarda, Monaco, Francoforte, Amburgo, Londra. Nel 1977 è protagonista della mostra tenutasi al Palazzo della Permanente di Milano. Nel 1983 vince il premio dell’Accademia di San Luca e in seguito il premio Feltrinelli per la scultura all’Accademia dei Lincei. Nel 1988 porta per la prima volta le sue opere in Oriente in una mostra a Tokyo, presso la Gallery Universe. Nel 1994 è nominato Professore Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Alla fine degli anni ‘90 allo scultore vengono commissionate opere da enti pubblici e religiosi importanti, tra cui la lupa collocata nel centro storico di Siena. Nel 2002 Vangi riceve il Praemium Imperiale per la scultura.
L’artista acquista fama a livello internazionale e nel 2002 nella città di giapponese di Mishima gli viene dedicato un museo che espone un centinaio delle sue opere. Tra le numerose mostre personali realizzate si ricordano quella a Firenze al Forte Belvedere nel 1995, agli Uffizi nel 2000, all’Ermitage di San Pietroburgo nel 2002 e al Museo Hakone nel 2002, quella del 2011 con opere di diversi materiali e policromi al Palazzo Pretorio a Barberino di Mugello, suo paese di origine. Nello stesso anno riceve il premio Giotto e l’Angelico. Nel 2023 ha esposto al Mart di Rovereto, in una mostra dal titolo Colloquio con l’antico. Pisano, Donatello, Michelangelo.
Giuliano Vangi si spegne a Pesaro il 26 marzo 2024.


Una sezione della mostra è ospitata presso Villa Pontiggia a Breganzona (Lugano, via Lucino 75). Nel suo parco sono stabilmente presenti due sculture di Giuliano Vangi, Persona (2003) e Parallelepipedo rosso (2010); nel padiglione ligneo disegnato da Mario Botta (realizzato in occasione della mostra dedicata all’architetto ticinese nel 2018 Spazio Sacro a Locarno e trasferito poi a Breganzona) è collocata per il periodo espositivo la scultura in acciaio Jolanda (2022). Ad unire Mario Botta e Giuliano Vangi è stata una profonda amicizia ultraventennale, che ha portato a diverse collaborazioni artistiche di pregio internazionale.

Presso Villa Pontiggia sono pure visibili due grandi disegni di Giuliano Vangi e un bozzetto in terracotta, preparatori dell’opera scultorea Parallelepipedo rosso (2010).

La sede della mostra a Villa Pontiggia sarà accessibile solo su prenotazione, ogni sabato mattina durante il periodo espositivo, con visita guidata (dalle 10.00 alle 11.00 oppure dalle 11.00 alle 12.00; massimo 25 persone). Le visite guidate sono gratuite. La prenotazione è obbligatoria, inviando una e-mail a info@maxmuseo.ch o telefonando al numero +41 58 122 42 60.

Alla mostra è abbinato il catalogo GIULIANO VANGI: IL DISEGNO con saggi specifici redatti da Marco Fagioli (storico e critico d’arte, co-curatore), “Modernità e classicità nei disegni e nelle sculture di Giuliano Vangi”, e da Nicoletta Ossanna Cavadini (direttrice del m.a.x. museo e Spazio Officina, co-curatrice), “Il disegno nell’opera di Giuliano Vangi”. Presente anche un’intervista all’architetto Mario Botta in relazione alla venticinquennale amicizia con Giuliano Vangi.

Il volume è pubblicato da Silvana Editoriale, pp. 304, CHF/Euro 38.-

Vi è anche un mini-catalogo su Villa Pontiggia, in quanto luogo immersivo nel mondo dell’arte espositiva, con una scelta critica di immagini delle opere scultoree del percorso espositivo. Fidia Edizioni d’Arte per il Centro Culturale Chiasso, Lugano 2024, CHF/Euro 15.-, pp.112, CHF/EURO 15.

In occasione della mostra GIULIANO VANGI: IL DISEGNO viene realizzato un video a cura di 3D Produzioni, con interviste ai co-curatori Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini, nonché all’architetto Mario Botta.

Il filmato sarà trasmesso sul canale tv La7, nel format Artbox, martedì 11 giugno 2024 (in seconda serata) con replica il 13 giugno (seconda serata); lo stesso sarà visibile su La7d sabato 15, lunedì 17 e venerdì 21 giugno. Inoltre, la puntata sarà disponibile gratuitamente sul sito www.la7.it/artbox a partire da mercoledì 12 giugno.

È anche in visione FOCUS on VANGI, prodotto da Gekofilm Srl, opera diretta da Emerson Gattafoni con executive producer Valeria Cagnoni. Si tratta di un docufilm sulla vita e le opere di Giuliano Vangi, ritenuto dalla critica militante il più grande scultore italiano contemporaneo.

FOCUS on VAGNI è un racconto e un viaggio tra progetti e opere, ricordi, emozioni, ricerca e passione del grande scultore con interventi dell’architetto Mario Botta, di Vittorio Sgarbi, Nicola Loi dello Studio Copernico di Milano e Koko Okano, direttrice del Museo Vangi di Mishima.


Giuliano Vangi: il disegno
a cura di Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini
Spazio Officina (Via Dante Alighieri 4), Chiasso (Svizzera) 26 maggio – 21 luglio 2024

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A Bruxelles un nuovo evento con il libro “Trieste è un’isola” di Francesco De Filippo

A Bruxelles (rue du Commerce 49) giovedì 13 giugno, all’Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia , è stato presentato il libro Trieste è un’isola (Castelvecchi editore) dello scrittore e giornalista Francesco De Filippo. L’incontro ha rappresentato il terzo appuntamento collaterale alla mostra L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo, allestita all’Istituto Italiano di Cultura fino al 31 luglio, promossa e sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giuliae dall’Associazione Foemina APS di Trieste e realizzata in coproduzione con Istituto stesso.

L’autore è stato introdotto da Marianna Accerboni, ideatrice e curatrice dell’incontro e della mostra, e da un rappresentante del Circolo di Bruxelles dell’Associazione Giuliani nel Mondo.

All’Ufficio di Collocamento della REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA a BRUXELLES
presentazione del libro TRIESTE È UN’ISOLA di Francesco De Filippo, nell’ambito della mostra L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo

Il libro è un poliziesco intenso, complesso ma anche ironico in cui un ex agente dei servizi segreti, napoletano momentaneamente in esilio a Trieste, si trova suo malgrado a dover indagare su una vicenda che affonda le radici negli ultimi, difficili anni della seconda Guerra mondiale, cruciali per il destino di Trieste. Quelli in cui vissero intensamente e operarono le artiste protagoniste della mostra allestita all’Istituto Italiano di Cultura: Leonor Fini, attiva a Parigi ma sempre molto legata alla città, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e una giovanissima Miela Reina. Il protagonista, Vincenzo Tagliente, seguendo la vicenda di una turista in cui si era casualmente imbattuto, scoprirà le tragedie avvenute nel territorio oggi appartenente alla Slovenia, il dramma dei 300mila profughi istriani, il faticoso periodo del dopoguerra. Perché – afferma De Filippo – è sempre illusoria la linea che divide il passato dal presente e, unendo decine di tessere, miracolosamente si ricompongono esistenze dolorose che non chiedevano altro che di essere testimoniate.

De Filippo racconta tutto questo con maestria mettendo insieme un mosaico che vede non soltanto una straordinaria ricchezza linguistica ma anche una sorta di fusione e compenetrazione di piani e stili narrativi. È come se le forme della scrittura trovassero tutte insieme un nido, e in questo è calzante la metafora dell’isola che l’autore cita spesso.

Scrittore, saggista e giornalista italiano, Francesco De Filippo (Napoli 1960) è autore di oltre venti libri, tra romanzi, saggi e varia, diversi dei quali tradotti in Francia, Germania e Repubblica Ceca. Il romanzo d’esordio, Una storia anche d’amore (Rizzoli, 2001), ha vinto il premio Cypraea, è entrato in cinquina per il Premio Berto ed è stato finalista al Premio Arezzo. Il successivo, L’affondatore di gommoni (Mondadori, 2004), è stato pubblicato nella Repubblica Ceca e in Francia, dove è stato selezionato per il Supercampiello Europa e per il prestigioso premio Polar. La regista Maria Luisa Bigai ne ha poi ricavato una pièce teatrale dal titolo Bestie da sbarco/Sconcerto. Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati su quotidiani e periodici (la Repubblica, Carta, Il manifesto) e compaiono in varie antologie. I diritti di alcuni suoi romanzi sono stati opzionati da due società produttrici per realizzare dei film. Ha vinto premi letterari internazionali, tra cui il Paris Noir. Già corrispondente per Il Sole 24 Ore, è responsabile dell’Agenzia Ansa per il Friuli Venezia Giulia. Fra le sue ultime opere Filosofia per i prossimi umani (con Maria Frega – Giunti, 2020), e per Castelvecchi La nuova via della seta (2019), No vax: il grande sogno negato (2022) e i romanzi Le visioni di Johanna (2019), Prima sterminammo gli uccelli… (2020).



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Roma, Villa Altieri: presentato il convegno dal titolo “Cura della libertà e libertà della cura”

All’interno del progetto Opera Unica* di Angelo Gallo promosso da A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS, sabato 8 Giugno 2024 è stato presentato a Villa Altieri il convegno dal titolo “Cura della libertà e libertà della cura” moderato dalla Dottoressa Stefania Calapai, dal Dottor Francesco Cro e dalla Giornalista Barbara Speca, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

A-Head Project ha presentato il convegno
“Cura della libertà e libertà della cura”
 
La sfida di Franco Basaglia a 100 anni dalla nascita
 
A-HEAD Project di Angelo Azzurro ONLUS
ha presentato l’ultima tappa del connubio arte-psichiatria all’interno della mostra Opera Unica* di Angelo Gallo a
Villa Altieri
Viale Manzoni 47 – Roma

Negli anni A-HEAD Project di Angelo Azzurro Onlus porta avanti un’importante opera di lotta allo stigma della malattia mentale in un percorso sinergico con l’arte contemporanea. In occasione dei 100 anni dalla nascita del lungimirante psichiatra Franco Basaglia, è stato ribadito da parte della Onlus il sodalizio tra arte e psichiatria che ha dimostrato essere vincente.

Infatti all’interno del progetto OPERA UNICA* dell’artista Angelo Gallo, promosso da A-HEAD Project, sabato 8 Giugno 2024 è stato presentato a Villa Altieri il convegno dal titolo “Cura della libertà e libertà della cura” moderato dalla Dottoressa Stefania Calapai, dal Dottor Francesco Cro e dalla Giornalista Barbara Speca, con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale.

Si è discusso di cura della libertà e libertà della cura, ricordando la dura battaglia combattuta da Franco Basaglia affinché la salute mentale fosse un diritto e non una dura punizione, un approccio terapeutico fondato sul dialogo e non sull’annientamento del paziente in difficoltà. Si è spaziato dall’arte come metodo di cura parlando della creatività come strumento per superare l’incomunicabilità del malato. Si è illustrato il pensiero analitico di Carl Gustav Jung,  che considerava fondamentale l’analisi delle immagini interne del paziente nella terapia psichiatrica, i cosiddetti “archetipi”. Fino ad arrivare al delicato quanto importante reinserimento in società attraverso l’attività lavorativa. Sono state analizzate le nuove frontiere riguardanti le cure psichiatriche testate durante la pandemia, ponendo un importante accento su tecniche alternative come la telepsichiatria, ma anche tecniche che prevedono l’ analisi della mente strettamente legate agli studi junghiani della conoscenza del Sé e nuovi approcci basati sull’esplorazione della propria interiorità favoriti dalle sostanze psichedeliche, oggetto di studio e ricerca negli ultimi 20 anni

Sulla scia del pensiero di Franco Basaglia, attraverso il progetto A-HEAD l’Associazione Angelo Azzurro considera l’arte una via privilegiata per combattere i disturbi della Salute mentale e lo stigma nei confronti di essi nella nostra società. Molte opere d’arte contemporanea si ispirano direttamente alle teorie di Foucault e di Basaglia, mettendo in discussione le norme sociali e le istituzioni che influenzano la percezione e il trattamento delle persone con disturbi mentali.

 Al centro dell’incontro, la necessità di un approccio terapeutico fondato sul dialogo, la comprensione e l’ascolto, la creazione di progetti che favoriscano l’inclusione e l’empowerment delle persone con disturbi mentali, l’arte come mezzo per mettere in discussione le norme sociali e le istituzioni, e poi il lavoro come riabilitazione psicosociale e l’applicazione della telemedicina nel campo psichiatrico. “Libertà della cura vuol dire soprattutto poter accedere alla Salute e quindi anche alla Salute mentale – spiega Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep)-. La salute è un diritto costituzionalmente garantito ma emergono diseguaglianze pesantissime tra le diverse aree del Paese, disagi soprattutto nel Sud Italia. Citando Sandro Pertini ‘la libertà senza giustizia sociale è una conquista vana’. In quest’ottica risulta essenziale l’attività del Servizio sanitario Nazionale e il costante monitoraggio del governo centrale per garantire a tutti i cittadini l’uniformità del diritto alla Salute, anche della Salute mentale, in un sistema plurale e universalistico come il nostro in cui la salute non può essere considerata un mero prodotto di mercato”.

La presidente di Angelo Azzurro Onlus Stefania Calapai:“Da psichiatra e presidente di Angelo Azzurro Onlus per me il sodalizio tra arte e psichiatria è risultato essere un connubio  vincente per la lotta allo stigma della malattia mentale. In questo convegno cerchiamo di gettare un ponte tra l’enorme lavoro di Basaglia, che ricordiamo a 100 anni della sua nascita, ed il nostro. Importante inoltre per noi è essere affiancati da un’istituzione come Città Metropolitana di Roma Capitale che ci permette di dare un’ulteriore spinta al lavoro che svolgiamo da anni”

L’incontro ha visto inoltre ila partecipazione ed altri interventi di rilievo: Fabio De Chirico, Direttore Servizio II Arte contemporanea Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura; Dottor Giuseppe Capparelli, storico dell’arte; Dottor Guido Alberto Valentini, Sociologo; Dottor Gianluigi Passaro, psicologo e psicoterapeuta; Dottoressa Vittoria Quondamatteo, Psicologa psicoterapeuta analista junghiana; Dottoressa Emanuela Mari, PhD Psicologa; Dottor Eugenio Marino, Medico e Presidente di Doctorium; Dottor Piero Cipriano, Psichiatra e Psicoterapeuta


Il progetto A-HEAD nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro ONLUS ed artisti e dj di respiro internazionale: infatti con il progetto A-HEAD Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal 2017, mira a sviluppare un percorso conoscitivo delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. Data la natura benefica del progetto, con A-HEAD la cultura, nell’accezione più ampia del termine, diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.


A-Head Project – Opera Unica* di Angelo Gallo
Promossa da A-Head – Angelo Azzurro Onlus
Con il patrocinio di Città Metropolitana di Roma Capitale
A cura di Simona Spinella – Testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli
 
Fino al 27 giugno 2024
Villa Altieri – Città Metropolitana di Roma Capitale
Viale Manzoni 47 – Roma
Orari: dal lunedì al giovedì ore: 9.00-19.00; venerdì 9.00-17.00
 
Angelo Azzurro ONLUS
infoangeloazzurro@gmail.com – tel. 3386757976
https://associazioneangeloazzurro.org
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Ufficio Stampa Angelo Azzurro
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Barbara Speca
barbaraspeca@libero.it
 
Ufficio stampa A-HEAD
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Messina, FORO G gallery: Seconda performance “Vesto di memoria” di Roberta Guarnera

Mercoledì 19 Giugno alle 19.00, presso Colapesce libri, gusti e idee, in collaborazione con la FORO G gallery, si terrà la seconda performance di Roberta Guarnera “Vesto di memoria”, chiamando il pubblico ad interagire.

Con “Vesto di memoria” voglio trattare il concetto di tradizione e di trasmissione. Il corredo è un oggetto di tradizione e trasmissione ed in Sicilia era molto sentito, soprattutto nell’ambiente femminile e con esso è annesso il concetto di casa. Quando penso al significato di tradizione e trasmissione ecco che la fotografia trova a mio avviso terreno fertile perché è il mezzo ed il linguaggio con il quale custodiamo il nostro passato. Un giorno ho trovato delle vesti appartenute a mia nonna materna e decido dunque di dare un nuovo significato al corredo. Centrando il focus sulla storia, la tratto come una reliquia e ricamo sulle vesti parti di fotografie di mia nonna, evidenziando così il suo vissuto. Da lì l’obbligo / performativo della vestizione in cui il mio corpo si fa tramite del racconto fotografico.


Colapesce libri
Via Mario Giurba, 8, 98123 Messina ME
Da Roberta Guarnera robertagartwork@gmail.com