Grande successo per la V edizione del Roma Buskers Festival

Si è conclusa la quinta edizione del Roma Buskers Festival, la manifestazione ideata, prodotta e realizzata da Gruppo Matches srl in collaborazione con i comitati di quartiere del Municipio X e pensata per divulgare le più raffinate forme d’arte di strada.

Tre giorni di musica, spettacoli e attività, più di 40 esibizioni al giorno e artisti provenienti da tutto il mondo hanno animato la promenade del Porto Turistico di Roma: un successo che non può che confermare il ruolo centrale del Festival nel panorama culturale del territorio.

Grande successo per la V edizione del Roma Buskers Festival
 
Tre giorni di emozioni, spettacoli e attività al Porto Turistico di Roma
per una kermesse sempre più amata

Roma Busker Festival tornerà nel 2025

“Una quinta edizione dal carattere funambolico, energetico, partecipata e viva” – ha dichiarato Andrea Cicini, Ceo del gruppo Matches organizzatore del Festival – “un evento capace ancora una volta di suscitare emozioni, commozione e sorrisi nel pubblico. È stato bello vedere tanti volti, tante storie. In questa edizione è venuta a trovarci una nonna di centouno anni, divenuta ormai l’emblema del nostro ‘sogno’. L’abbiamo festeggiata sotto il palco, con tante persone che applaudivano e gioivano. Poco prima, da quello stesso palco, avevo detto che l’anima del Festival è nel portare tutti sullo stesso piano, ossia rivivere le emozioni di quando si era bambini, senza età. Nella semplicità e nei sorrisi risiede quel senso che il Roma Buskers Festival vuole donare. Per me ha significato tanto, perché questo progetto mette al centro la vera inclusione, nel suo linguaggio universale come solo l’arte di strada può, senza barriere, fatta di cultura e sostenibilità, un perfetto abbraccio di valori in un’unica direzione”.

Sette postazioni e un palco centrale hanno accolto i migliori performer della scena busker italiana e internazionale, dal Messico con Lev Radagan al Giappone con Gaku, passando per l’Argentina con Camila Fenandez, dal giovane cantautore lidense Caffa a Max Goedecke dalla Germania, da Fil a Loop ‘n Loompa da Guru the Mago a Fulvio Bennato alla sassofonista Sabrina De Mitri e tanti altri. Bellissima come sempre la tradizionale parata di tutti gli artisti coinvolti nel programma, che quest’anno ha visto anche l’ Associazione Long Feng – Kong Fu con la danza del Leone Cinese e oltre 30 praticanti di Kong Fu ShaoLin, l’esibizione della SiO Orchestra giovanile di Conegliano, la toccante poesia di strada di Benedetta Badaracco e l’eleganza sulle punte della Famiglia Danzante, sino all’esplosività e dei Circensema del Circen Dolomites Festival, tornati anche in questa quinta edizione.

Grande anche l’affluenza di pubblico che nei tre giorni ha confermato l’interesse nel Festival del litorale romano e si è riversato lungo il chilometro della Marina del Porto assistendo alle numerose performance e prendendo poi parte alle attività ideate per grandi e piccini. Anche quest’anno la manifestazione ha infatti rivendicato il suo carattere green e solidale mediante la collaborazione con associazioni e realtà di carattere territoriale e nazionale, come “Una Breccia nel muro” oltre l’autismo, la LIPU di OSTIA, la Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 10 di Roma, e Ostia Clean Up, organizzazione no-profit che ha promosso per l’evento un contest fotografico sul Porto Turistico di Roma.

“Una quinta edizione che racchiude l’anima del Roma Buskers Festival”, ha detto ancora Cicini, “che ci ha dato tanto in termini di condivisione, sperimentazione, coesione. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la sinergia con l’Amministrazione e la Direzione della Marina, con Alessandro Mei che ringrazio, i comitati di quartiere e i nostri preziosi partner. Chiudiamo questi tre giorni con uno sguardo carico di speranza al 2025. Ci vediamo l’anno prossimo e di tutte queste emozioni fatene un buon tesoro!” L’evento ha avuto il patrocinio del Municipio X, in collaborazione con SIAE, e ha vantato la partnership con Grimaldi Lines, The Village e l’Hippie Market, posizionato in una zona adibita a mercatino d’eccellenza. Sul posto anche un’area Street Food in cui è stato possibile gustare prodotti enogastronomici locali. Fondamentali le media partnership con l’Agenzia DIRE e con Radio Globo, emittente ufficiale del Festival.


Roma International Buskers Festival
Sito UfficialeInstagramFacebook
Per informazioni: info@buskersfestival.com

Ufficio stampa:
Ginevra Amadio ginevraamadio@yahoo.it |
Diana Daneluz dianadaneluz410@gmail.com
www.gruppomatches.com

Murano (Ve), Museo del Vetro, Spazio Ex Conterie: Federica Marangoni. ON THE ROAD

Oltre cinquant’anni di carriera, una ricerca votata alla sperimentazione continua e pionieristica con diversi mezzi tecnologici e materiali, in cui persiste il rapporto speciale con il vetro, spaziando in modo eclettico e interdisciplinare nell’indagine creativa e comunicativa. L’artista e designer veneziana Federica Marangoni si racconta nella mostra al Museo del Vetro di Murano.

Fino al 24 Novembre 2024
Murano (Ve), Museo del Vetro, Spazio Ex Conterie

Federica Marangoni.
ON THE ROAD 1970-2024. Non solo vetro

A cura di Chiara Squarcina e Federica Marangoni

Un excursus che prende forma in diversi ambienti del Museo, in un percorso coinvolgente, in dialogo con l’architettura stessa: a partire dalle prime sperimentazioni con il vetro, dal 1970, anno in cui Marangoni apre a Venezia il suo Fedra Studio Design e inizia a usare questo materiale, lavorando con frequenza costante in molte fornaci muranesi. Progetta oggetti di design per la produzione, così come sculture in vetro e grandi installazioni, integrando video e la luce al neon, combinati con la trasparenza e la fragilità del vetro.
Dalla metà degli anni Settanta rivolge la sua curiosità e la sua attenzione creativa a quel mondo tecnologico allora ancora allo stato embrionale. Una ricerca ininterrotta sul rapporto luce e artificio, realtà e finzione, gioco dell’effimero, della trasparenza, della mobilità virtuale dell’immagine.

Ad accogliere i visitatori all’ingresso è La bricola, nata come installazione di luce su pavimento specchiante, realizzata per l’Euro-Domus di Torino nel 1971.
Nel giardino trovano invece posto le grandi sculture multimediali, come la scala Go Up Ladder, esposta nel 2013 a Basilea, in cracked neon rosso e rete metallica.
Gli spazi esterni del museo accolgono inoltre opere in vetro degli anni Ottanta, legate al tema del giardino e delle sue implicazioni simboliche.

La Stanza della leggerezza raccoglie le opere realizzate dagli anni Ottanta ad oggi, che richiamano i concetti di aria, luce, volo, bellezza, archetipi di memorie antiche e allo stesso tempo eterne.
Lo spazio “ex Conterie” si articola in cinque sezioni: Il sogno fragile. Anni Settanta e Ottanta dove trova posto, tra gli altri, anche il gruppo Natura sotto vetro; Elettronica madre di un sogno umanistico, che approfondisce la ricerca portata avanti dall’artista sull’uso della tecnologia nelle opere in vetro e sull’elettronica nell’arte e nella comunicazione; Itinerari della memoria, con il modello in scala della fontana-scultura, La trappola della memoria, opera pubblica per l’Expo 1992 di Siviglia; La traccia, sezione tesa a dimostrare in modo particolare come il pensiero progettuale non si interrompe ma è piuttosto un labirinto dove esperienze, sogni, metafore, riferimenti alla storia si ammassano e ritornano come il flusso stesso del ricordo e del sogno; infine, Il volo, con la grandiosa installazione Il volo impossibile, già esposta a Valencia e Barcellona.


Museo del Vetro
Fondamenta Marco Giustinian, 8
Murano, Venezia
Orario: tutti i giorni > 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00)
3 maggio – 28 settembre > venerdì e sabato, 10.00 – 20.00
(Ultimo ingresso ore 19.00)

Ufficio Stampa
STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo
Via San Mattia 16, 35121 Padova
Tel. +39.049.663499
www.studioesseci.net

Roma: prorogata fino al 30 luglio 2024 la mostra “6_24” di Roberta Morzetti

È stata prorogata fino al 30 luglio 2024 la mostra personale “6_24” della scultrice Roberta Morzetti, ospitata dalla Basile Contemporary di Roma in via di Parione 10. Curata da Marco Giammetta con Rosa Basile e arricchita da un testo storico critico di Silvano Manganaro, l’esposizione si presenta come un percorso che indaga l’attuale stato dell’essere con l’obiettivo di far riflettere lo spettatore sulla moderna sovrapposizione del virtuale sul reale.

“È ancora attuale chiedersi quale sia oggi la posizione delle donne nel campo dell’arte, ovvero quale sia la reale inclusione delle artiste nel sistema arte/mercato italiano?
In particolare, la visibilità a loro dedicata è in grado di riflettere un reale cambiamento su quell’ancestrale pregiudizio sufficiente a rendere la disparità di genere un ricordo del passato? Roberta Morzetti è una delle pochissime donne scultrici Italiane completamente dedicata ad un lavoro complesso e fisicamente deteriorante, che lei utilizza come strumento di espressione della contemporaneità e di emancipazione. Il nostro è stato un incontro tra donne, e tra donne abbiamo riflettuto sul rapporto tra essere e apparire, tra il dire ed il fare, tra la bellezza esteriore ed interiore, condividendo una visione unitaria sul senso dell’io.” – Rosa Basile

Prorogata fino al 30 luglio 2024 la mostra “6_24”
di Roberta Morzetti

a cura di Marco Giammetta con Rosa Basile

UN DIALOGO AL FEMMINILE TRA FORMA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Basile Contemporary
Via di Parione 10, Roma

All’interno della galleria romana verranno esposte 15 opere scultoree che chiamano alla mente forme umane, simboli e immagini, le quali rappresentano un ponte metaforico tra l’io vissuto più profondo e la forza evocativa di una bellezza che non mira ad avere compiacimento, ma a stimolare riflessioni e suggestioni, amplificate da costanti riferimenti mitologici. Roberta Morzetti indaga sul vissuto dell’essere umano, dando vita ad un’esposizione che si presenta come un vero e proprio percorso di consapevolezza alla scoperta della propria bellezza interiore: da qui il titolo “6_24”, con il numero sei che indica l’essere più profondo, da scovare dentro di noi e con il quale connettersi. Esiste uno stretto rapporto tra l’artista e “l’essere” inteso come capacità percettiva del nostro corpo, la cui pelle rappresenta il confine tra il dentro e il fuori: è la pelle a ricevere frequenze e vibrazioni e a comunicare sensazioni che si trasformano in emozioni. Il profondo rapporto con l’interiorità che spinge l’artista a scavare nella propria anima nasconde un importante messaggio contro la superficialità e la ricerca ossessiva della perfezione esteriore, che alimentano la vanità e la fame di consenso, ostacoli alla vera libertà.

Il fine principale di Morzetti è quello di portare l’osservatore – con innocente sincerità – a “vedere”, senza filtri, i segni provocati dalle esperienze della vita e riflettere sul valore terapeutico che il dolore può generare, se vissuto come occasione e non come sconfitta. Il lavoro dell’artista che emerge in “6_24” si basa su un continuo confronto tra linguaggi semantici diversi, quello dell’io e quello della comunicazione che, senza mai sovrapporsi, trovano la strada per connettersi e raccontare una storia. Roberta Morzetti spiega: “La scultura è un’attività di confine tra l’io e la metafora e ha il potere di far emergere energie nascoste aggirando le barriere coscienti”.

In questa ricerca di confronto, l’artista apre il dialogo con l’intelligenza artificiale utilizzandone le potenzialità espressive, ma senza mai lasciarla prevaricare. Entrando all’interno della Basile Contemporary, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte ad un percorso in cui reale e virtuale si fondono e si confrontano: la nuova tecnologia muove l’opera nello spazio, la trasforma per darle una lettura alternativa lasciando che l’osservatore possa decidere da che punto di vista guardarla, in modo che l’esperienza rimanga unicamente soggettiva.

A tal proposito, il curatore della mostra Marco Giammetta afferma: Oggi, tutto o quasi, avviene attraverso la mediazione di tecnologie in grado di veicolare il reale attraverso le immagini. Reale e virtuale perdono il loro rapporto dicotomico e si sovrappongono, generando una terza dimensione che è quella dell’illusorietà. L’essere inteso come dimensione materica e sensoriale, alimentato dall’esperienza e dal vissuto, si trasforma, si muta; tutto è possibile in questa dimensione virtuale ed allora possiamo essere ciò che vogliamo, ciò che non siamo e ciò che non saremo mai. Il virtuale diventa così potentissimo strumento di comunicazione in grado di negare la dimensione reale, confondendola con l’effimero e massificandone l’immagine. Le opere della Morzetti si interrogano sull’attuale stato dell’identità intesa come reale essenza dell’essere, per questo 6_24. È quindi gioco forza aprire, scavare, entrare dentro li corpo per ritrovarsi, per indagare sui reali valori dell’essere riportando l’esistenza al centro dell’io reale. La nostra responsabilità è sentire, valutare e consapevolmente agire.”

Dalle sculture in mostra emergono le doti compositive dell’artista, così come la maniacale capacità di modellazione della materia, la minuzia dei particolari e l’uso di elementi organici, dettagli che generano nelle opere un’armonia tra lo stile che esprimono e il patrimonio culturale e morale da cui prendono vita, proveniente dalla tradizione scultorea propria del territorio in cui vive e lavora l’artista. L’uso della fiamma deforma, distorce, plasma le opere, lasciando spazio a quel “dentro” che trasfigura l’immagine e scopre nervature, connessioni che si intrecciano alterando la neutralità del colore bianco, prediletto dalla scultrice. Il colore per Morzetti non è semplicemente una manifestazione fisica della luce che l’osservatore percepisce passivamente dall’esterno, ma è anche e soprattutto un’elaborazione dell’occhio e quindi della mente umana. Una visione goethiana che porta Morzetti a scegliere il bianco, in quanto colore della vita e della rinascita per la cultura occidentale, ma anche colore della morte per la cultura orientale. Un colore che in sé racchiude tutti i colori e che grazie alla sua neutralità rimarca con forza li rapporto tra chiaro e scuro, tra luce ed ombra, caratteristica propria dell’arte scultorea del periodo barocco. Le sue sculture dunque emanano luce, si librano nell’aria e – con il candore del bianco – si raccontano senza nascondere il peso dell’esperienza terrena; sono angeli in terra che hanno combattuto e sofferto e non si piegano all’oblio.

“Nel lavoro di Roberta Morzetti, la materia viene consapevolmente fatta oggetto di una alterazione e, potremmo dire, di un declassamento. Non più l’elemento nobile e prezioso della scultura tradizionale, ma qualcosa legato alla contemporaneità che, però, subisce una metamorfosi, una mutazione: la mutazione della materia che diventa mutazione del corpo […] Proprio come Icaro che, tentando di elevarsi sopra tutti gli altri per raggiungere il sole, scioglie le proprie ali e precipita rovinosamente a terra dando vita allo stesso tempo al suo “capolavoro” (divenendo cioè metafora di ogni spinta verso l’alto, di ogni volontà di elevarsi oltre la propria condizione), così la materia e i corpi della Morzetti, nel loro disfacimento, mirano alla stessa, drammatica, tensione.” – Silvano Manganaro

Roberta Morzetti nasce a Tarquinia nel 1979. Si forma all’Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” (ABAV), conseguendo nell’anno 2005 il diploma accademico con lode. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo della moda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati (Leccaletichetta, Cementarmato, Aporie). A Roma, diviene assistente ai costumi di Andrea Viotti nella compagnia di Gabriele Lavia (“Le Nozze di Figaro”, regia di Matteo Tarasco, 2007, Teatro Eliseo; “Misura per Misura”, regia di Gabriele Lavia, 2007, Teatro Argentina), di Laura Costantini (per i musical “A un passo dal sogno”, 2008, “Portamitanterose.it”, 2009, regia di Marco Mattolini, Teatro Brancaccio; per il film “Non c’è due senza te”, regia di Massimo Cappelli, 2015), di Michela Marino (per il cortometraggio “Anni 30”, regia di Luciano Melchionna, 2008). Dal 2012, si dedica all’ideazione e alla realizzazione di sculture di medie e grandi dimensioni, eseguendo calchi direttamente sul proprio corpo, per poi rielaborare, incendiare ed assemblare con altri oggetti i lavori così ottenuti. Nel corso della sua carriera ha partecipato a molte mostre collettive e negli ultimi anni ad alcune personali a Roma Skin_20 e Tuscania Pax_22, ed è stata chiamata a partecipare con le proprie opere ad eventi d’arte come RAW, Arte in Nuvola a Roma e Paratissima a Torino.

Roberta Morzetti utilizza le sue sculture per raccontare e testimoniare il presente, sperimentando anche altre forme d’arte come nella creazione dei cortometraggi R_Esisto e Cutismea.



INFORMAZIONI UTILI
TITOLO MOSTRA: 6_24
DOVE: Basile Contemporary – Galleria d’Arte Contemporanea, via di Parione 10, Roma
OPENING: giovedì 13 giugno 2024 ore 18.30
DURATA: 13 giugno – 13 luglio 2024
A CURA DI: Marco Giammetta
IN COLLABORAZIONE CON: Rosa Basile
TESTO CRITICO: Silvano Manganaro
INTERVENTO VISUAL: Lucio Arese
INGRESSO GRATUITO
ORARI: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00
 
CONTATTI BASILE CONTEMPORARY
TEL. Galleria:06 97165279
CELL. Rosa Basile: 340.0001260
SITO: www.basilecontemporary.com
MAIL: basilecontemporary@gmail.com
FACEBOOK: https://www.facebook.com/basilecontemporary/
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/basile_contemporary
 
CONTATTI ROBERTA MORZETTI
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/roberta_morzetti/
 
UFFICIO STAMPA – CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

Culturalia

051 6569105 – 392 2527126             
info@culturaliart.com
www.culturaliart.com
Facebook: Culturalia
Instagram: Culturalia_comunicare_arte
Linkedin: Culturalia di Norma Waltmann
Youtube: Culturalia

TOMMY EMMANUEL, il gigante della chitarra acustica torna in tour in Italia

Ritenuto il massimo esponente della chitarra acustica a livello mondiale e annoverato tra i più influenti chitarristi contemporanei, Tommy Emmanuel conferma i concerti di Padova (2 agosto) e Novara (3 agosto) con guest italiani Francesco Piu e Lovesick

TOMMY EMMANUEL, IL GIGANTE DELLA CHITARRA ACUSTICA TORNA IN TOUR IN ITALIA

Tommy Emmanuel è ritenuto unanimemente il massimo esponente della chitarra acustica a livello mondiale, capace di ridisegnare e sconvolgere lo stile chitarristico fingerstyle grazie alle sue straordinarie performance live, appassionando non solo i chitarristi ma chiunque gli si trovi di fronte in maniera sempre più consistente.

Attivo dal 1979, anno in cui registra il suo primo album solista ‘From Out Of Nowhere’, Tommy Emmanuel vanta nel corso della sua lunga carriera moltissime collaborazioni fra le quali Chet AtkinsMark Knopfler, David ‘Dawg’ Grisman, Ian Cooper, Ian Date, Frank Vignola, Mike Dawes con il “nostro” Dodi Battaglia, con il quale incide ‘Dov’è Andata La Musica’, registrato per metà in Italia e per metà a Nashville, negli USA e persino con Michael Jackson nel brano ‘Much Too Soon’ pubblicato nel primo album postumo del 2010.

Nel 1997 corona un sogno quando pubblica ‘The Day Finger Pickers Took Over The World’, scritto insieme al suo mentore Chet Atkins, il quale poco dopo l’uscita del loro album dichiara: «Tommy Emmanuel è uno dei più grandi chitarristi che io abbia mai visto!».

Tommy Emmanuel è uno dei cinque C.G.P. (Certified Guitar Player) al mondo, titolo creato proprio da Chet Atkins per designare i chitarristi più influenti, insieme allo stesso Atkins, Jerry Reed, Steve Wariner e John Knowles.

Tra i suoi riconoscimenti spicca la recente vittoria ai Grammy Award 2024 come ‘Best Arrangement Instrumental or A Cappella’ per la versione di Folsom Prison Blues di Johnny Cash, oltre a due precedenti nomination ai Grammy Award, nonché la vittoria di due ARIA Awards (l’equivalente australiano dei Grammy). 

È stato, inoltre, insignito della medaglia dell’‘Order of Australia’ per i riconoscimenti conseguiti nella musica e nello spettacolo come chitarrista e per il suo contributo nel sociale come sostenitore di “Kids Under Cover”, associazione che si occupa di costruire case e scuole per i giovani senza tetto.

Il suo approccio alla musica è puro e genuino e l’esuberanza della performance dal vivo palpabile e contagiosa.

Un talento unico, unito a un impatto scenico ed emozionale che trascende il lato puramente tecnico, fanno sì che i suoi innumerevoli concerti in giro per il mondo siano diventati eventi imperdibili, un’esperienza unica per poter catturare tutta l’energia e la magia che questo straordinario chitarrista sprigiona.

VENERDI’ 2 AGOSTO 2024 nella suggestiva cornice del Castello di San Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce (PD) / Link acquisto biglietti: qui SABATO 3 AGOSTO 2024 al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna (NO), che per l’occasione vestirà i panni di un teatro estivo / Link acquisto biglietti: qui Ad aprire il concerto di Cervarese Santa Croce (PD) sarà l’eclettico cantautore e chitarrista Francesco Piu che riscalderà il pubblico veneto con la sua miscela esplosiva di blues, funky, rock e soul in chiave elettroacustica. Ad oggi autore di nove album, l’ultimo dei quali ‘From The Living Room’ è il perfetto manifesto per celebrare i vent’anni di carriera solista, nel contesto del nuovo tour chiamato appunto ‘Twenty!!!‘ Il concerto di Fontaneto d’Agogna (NO) vedrà invece in apertura i Lovesick, entusiasmanti multistrumentisti le cui influenze sono profondamente radicate nel country americano, nel rock’n’roll, nel western-swing degli anni ’40 e ’50, atmosfere racchiuse nel nuovo album ‘Remember My Name, registrato in studio a Los Angeles e distribuito in tutto il mondo grazie a Dixiefrog / MGM Records. 

Web: www.tommyemmanuel.com
Wikipedia: www.facebook.com/tommyemmanuel
Facebook: www.facebook.com/danieleperrino.music
Instagram: www.instagram.com/tommyemmanuelcgp
YouTube: www.youtube.com/user/tommyemmanueltv


Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com