Il Satiro di Veio star della mostra sugli Etruschi a Bolzano

Per la mostra sugli Etruschi che si potrà ammirare dal 24 ottobre al 2 febbraio al TreviLab di Bolzano, giungerà dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma anche il “Satiro di Veio”.

Si tratta della bellissima “antefissa” del quinto secolo avanti Cristo che impreziosiva il Santuario del Portonaccio nell’antica  Veio, importante centro etrusco a una quindicina di chilometri da Roma, recentemente inserito fra i siti di competenza del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che nella sua vasta collezione vanta anche l’eccezionale ciclo decorativo  e le statue votive provenienti da questo importante luogo di culto.

Decorava l’edificio più importante della città, il grande tempio dedicato alle divinità Apollo, Ercole e Tinia (lo Zeus etrusco).

ETRUSCHI. Artisti e artigiani
Bolzano, Centro Trevi-Trevilab
24 ottobre 2024 – 2 febbraio 2025

Mostra promossa dalla Provincia autonoma di Bolzano in collaborazione e a cura del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma.

Dell’imponente edificio oggi restano solo le fondamenta e gli elementi decorativi rinvenuti nel corso degli scavi. Tra essi, questa magnifica raffigurazione di Satiro.

Il reperto è di particolare bellezza e preziosità perché conserva, quasi integralmente, la pittura originale in nero, rosso e ocra.

Prima dell’esposizione bolzanina, il reperto è uscito dal Museo di Villa Giulia solo in occasione della grande esposizione sugli Etruschi realizzata dal museo di Karlsruhe.

La mostra “Etruschi. Artisti e artigiani”, al TreviLab, è promossa dalla Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma, diretto da Luana Toniolo, con la curatela scientifica di Valentina Belfiore e Maria Paola Guidobaldi.

Ma di cosa si tratta?  Il termine “antefissa” indica l’elemento decorativo che completava le testate delle travi in legno impiegate nei tetti dei templi.  Alcune antefisse si limitavano a riportare elementi decorativi vegetali, altre invece erano impreziosite con figure mitologiche come avviene in questo caso.

L’antefissa mostra la testa di un Satiro poggiata su una base decorata con motivi geometrici e circondata da una raggiera di “petali” rossi e neri aperti a ventaglio. Il Satiro ha orecchie a punta, sopracciglia sottili unite al centro della fronte, occhi allungati a mandorla, un naso schiacciato e una bocca carnosa e semiaperta. I capelli rossi sono arricciati sulla fronte e ricadono in ciocche sulle spalle. Sottili baffi rossi spiccano sulla lunga barba nera.

I Satiri, creature mitologiche seguaci del dio Dioniso, sfrenate e legate alla natura selvaggia, sono presenti nei cicli decorativi degli edifici etruschi (a destinazione pubblica, sacra o privata) dalla fine del VI sec. a.C. fino all’epoca romana.

Studio-Esseci-2025


Il Centro Trevi/Trevilab è uno spazio guidato dal direttore di ripartizione Antonio Lampis nel quale si sono sviluppati, per decenni, iniziative rivolte alla comprensione dell’arte e che oggi mira a mantenere sempre vivo l’interesse verso la cultura e il ricco patrimonio artistico conservato nei grandi musei italiani,” come sottolineato da Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana.
 
Info: www.provincia.bz.it/arte-cultura/cultura/centro-trevi.asp


Ufficio Stampa
 
Per MondoMostre
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Referente Simone Raddi: simone@studioesseci.net
Tel +39 049 663499
 
Per Provincia Autonoma di Bolzano
Ilaria Vinante
Tel. +39 338 5969685
vinante.ila@gmail.com
 

SAC – Spazio Arte Contemporanea: ELENA MONZO. Ritual Denim

30 opere ripercorrono gli ultimi dieci anni di carriera di Elena Monzo (1981), contraddistinti da un’ampia sperimentazione in termini di materiali e supporti.
Dopo la carta, la tela e la ceramica, gli ultimi lavori sono realizzati in denim, tessuto da abbigliamento integrato dall’artista nella sua pratica.
Ritualità, stratificazione, mito e contemporaneità gli elementi principali di una ricerca ricca di chiavi di lettura e interpretazioni.

SAC – SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA
ROBECCHETTO CON INDUNO (MI)
 
ELENA MONZO
Ritual Denim

 
A cura di Nicoletta Candiani
19 ottobre – 14 dicembre 2024
Inaugurazione: sabato 19 ottobre ore 17.30

Lo spazio post-industriale SAC – Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno (MI) ospita per la prima volta, dal 19 ottobre al 14 dicembre 2024, una mostra dedicata a Elena Monzo (1981), dal titolo Ritual Denimcurata da Nicoletta Candiani, che attraverso 30 opere eseguite dal 2014 ad oggi restituisce un’ampia visione sulla varietà espressiva e sulla ricerca condotta dall’artista negli ultimi anni. Al centro dell’esposizione una serie di figure a metà tra il mito e il contemporaneo, evocate attraverso medium diversi: dalla carta alla calcografia, dalla ceramica ai tessuti, tra cui il denim, materiale con cui l’artista ha realizzato le quattro opere inedite.

Attraverso la stratificazione e la sovrapposizione di materiali, Monzo dà vita a soggetti ibridi, a metà tra l’umano e l’animale/vegetale, che fluttuando in una dimensione a cavallo tra realtà, immaginario e narrazione antica alimentano le ricerche dell’autrice nel campo della ritualità.

“Nel Rito della Preparazione, le sue figure nascono dalla ricerca e dalla raccolta di immagini, evocate nude sul supporto, al loro stadio primordiale”, scrive Pietro Salvatore nel testo critico. “Segue il processo di metamorfosi attraverso l’indumento: l’artista veste le sue figure, le arricchisce e dona loro un’identità tramite la sovrapposizione di carte e accessori preziosi, lasciando respirare il soggetto originale e fermandosi prima della soglia obnubilante del kitsch”.

Un approccio seguito anche nell’ultima serie realizzata dall’artista utilizzando il denim, tessuto nato per il lavoro manuale, entrato a far parte del vestiario casual nel corso del XX secolo e ora integrato da Monzo nel suo processo creativo, donandogli così un’ulteriore funzione estetica e proponendo un punto di contatto tra l’arte e la moda. Nel nucleo di opere compare, per esempio, Ritual Denim, che dà il titolo all’esposizione, un’enorme tela in denim ricca dei personaggi di Monzo, creata a partire dalla collezione di capi realizzati con le stesse opere incise a laser grazie alla collaborazione con il Development Center della Candiani Denim, azienda leader nel settore, con il cui tessuto sono stati realizzati gli stessi capi della capsule collection per SAC. Lo stesso tessuto è stato utilizzato dal sarto Vasco Inzoli, che ha realizzato tre capi da lavoro impreziositi poi dai gioielli di Luiss.

Tra le quattro tele inedite c’è anche Coraline, opera in cui dal corpo della figura sembra nascere un corallo, elemento prezioso che in questo lavoro viene dipinto e non aggiunto sulla superficie. È una delle tante donne archetipiche immortalate da Elena Monzo, colte nel mezzo di una metamorfosi che fa eco alla tradizione classica, mentre gli indumenti moderni che indossano impongono loro un’energia attuale.

L’esposizione è poi arricchita dall’ampia produzione su carta, esplorata dall’artista negli ultimi dieci anni in moltissime varianti di texture, colori e stampe, che applicata per mezzo di stratificazioni sulle opere va a vestire le figure rappresentate. Ne risulta che anche nel caso di calcografie, serigrafie e stampe, ogni lavoro mantiene la sua originalità. Come nel caso di Moonzoo, una sacerdotessa con un copricapo a testa di lupo che si rivolge verso l’osservatore, ostentando la sua unicità e opponendosi alla pudicizia, proponendosi come ponte tra l’arte sciamanica e il pop contemporaneo.

All’unicità delle produzioni di Monzo concorrono poi gli accessori assemblati sulle opere, concepiti dall’abilità artigianale di Luiss Perlanera e assunti a talismani carichi di un’energia magica che le sacerdotesse evocate dall’artista controllano. Fiori, stelle e ragni preziosi, ad esempio, sono i talismani di Frida (Frida Kahlo), che la adornano portando la sua rappresentazione fuori dall’opera, avvicinandola alla realtà e allo stesso tempo consacrandola al mito.

Elena Monzo nasce a Orzinuovi (BS) nel 1981. Laureata in Pittura all’Accademia di Brera nel 2005, si specializza in tecniche grafiche come Mastro Incisore. Già nel 2002 partecipa alla mostra collettiva del Museo della Permanente di Milano: Salon I per poi iniziare nel 2006 la sua carriera all’estero con la mostra Obra Sobre Papel alla Galleria Mito di Barcellona.

Tra le collettive più importanti a cui ha partecipato: in Germania nel 2008, Junge Italienische Kunst alla Galerie Blinz&Kramer di Colonia, Fall Forward, nella sede di New York di Sara Tecchia nel 2009 e molte altre a seguire tra cui alcune Biennali, quella di Postumia nel 2010 e quella di Soncino del 2019, sino alle più recenti quali Super S.H.E da Giovanni Bonelli a Milano nel 2028, HUMAN NATURE, alla Galerie Marek Kralewski di Friburgo e le due mostre tenutesi al SAC Profili Venus in Furs del 2023 e 2024.

Dal 2010 al 2024 le opere di Elena sono state esposte in fiere importanti come la Scope di Basilea, New York e Miami, Beirut ArtFairArt Verona e ArteFieraBologna. L’artista ha avuto spazio non solo in contesti collettivi, ma anche in mostre personali quali Inside, alla Bonelli Contemporary di Los Angeles nel 2007, La Dolce Vita Dark Venice alla TZR Gallery di Dusseldorf nel 2010 e 2014, Moon Zoo Stranger Things alla Gilda Contemporary di Milano nel 2017 e 2024 e Silk, La via della Seta all’Ex Filanda Meroni di Soncino nel 2018.

Molto importanti le sue esperienze nelle residenze d’artista, in cui Elena ha raccolto nuovi elementi, concettuali e materici, per la realizzazione delle sue opere: Kurashiki in Giappone nel 2013, Beirut, Libano nel 2014 e Shangai con The Swatch Art Peace Hotel nel 2015. Infine i premi, tra cui il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana tenutosi al Superstudio-più di Milano nel 2004, la partecipazione al Premio Cairo nel 2010 e il più recente Premio Combat del 2020.


SAC è uno Spazio dedicato all’Arte Contemporanea, nato nel 2019 allo scopo di promuovere artisti contemporanei e divenuto luogo di aggregazione sociale e divulgazione culturale. Uno spazio rivolto ai creativi ma anche a un pubblico partecipe e interessato alle tematiche attuali che trovano espressione nell’arte contemporanea. Con un programma composto da mostre, laboratori, workshop, concorsi e serate culturali, lo scopo di SAC è guidare il pubblico a un accrescimento culturale anche a livello territoriale.

Situato nel cuore del paese, è inserito all’interno di una struttura appartenuta al bisnonno di Nicoletta Candiani, fondatrice e curatrice di SAC, trasformata da realtà industriale prima tessile e poi conciaria in un punto di incontro, per restituire al territorio ciò che da esso è stato donato per quattro generazioni alla famiglia Candiani.

Con una superficie di 1.400 metri quadrati e ambienti dedicati a mostre e laboratori, SAC espone artisti contemporanei di talento, permettendo loro di realizzare progetti personali, ma vuole anche coinvolgere un pubblico ampio e variegato durante le iniziative intraprese, avvicinandolo alle molteplici sfaccettature dell’arte dei nostri giorni.


ELENA MONZO. Ritual Denim          
Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea
Via Umberto I 108, ingresso da via Carducci 2
Dal 19 ottobre al 14 dicembre 2024
Inaugurazione: sabato 19 ottobre ore 17.30
Orari: Mercoledì-domenica, ore 14.30 – 19.30          

CONTATTI
SAC -Spazio  Arte Contemporanea
Via Giosuè Carducci 2 – 20020 Robecchetto con Induno  (MI)  
info@spazioartecontemporanea.com   
spazioartecontemporanea.com
T + 39 0331 1227674  
 
Ufficio stampa           
Anna Defrancesco comunicazione   
Via Madre Cabrini 10 – 20122 Milano             
press@annadefrancesco.com
annadefrancesco.com

KIKO & THE BLUES REFUGEES: è disponibile il nuovo album “Ghosts”

KIKO & THE BLUES REFUGEES
DAL 27 SETTEMBRE DISPONIBILE IL NUOVO ALBUM “GHOSTS

L’uscita del nuovo album ‘Ghosts‘ della band portoghese Kiko & The Blues Refugeesdisponibile dal 27 settembre nei principali store di musica e su tutte le piattaforme digitali, ci permette di conoscere meglio il quintetto guidato dal cantante di origini statunitensi Kiko Pereira, definito dal critico musicale José Duarte ‘la migliore voce blues e jazz del Portogallo‘.

La formazione mescola con perizia e classe blues tradizionale con influenze moderne, creando un sound caratterizzato da voci soul, riff di chitarra accattivanti e un’intensità ritmica coinvolgente.

Il loro album di debutto ‘Threadbare’ del 2022 già presentava un mix di jazz, soul, gospel e pop, tutti elementi profondamente radicati nel blues. L’album ha ricevuto numerosi elogi per la sua diversità musicale e per i testi socialmente impegnati, affrontando temi come fake news e giustizia sociale.

Canzoni come ‘Doktor Doom‘, ‘Sugar for Your Instagram‘ e ‘Fake News‘ hanno conquistato popolarità sulle piattaforme di streaming grazie alla capacità di fondere emozioni sincere con temi attuali e contemporanei, rendendola senza tempo e particolarmente rilevante nel panorama musicale odierno.

Prodotto da André Indiana, ‘Ghosts‘ presenta collaborazioni speciali con musicisti rinomati come BJ ColeAG WeinbergerEduardo CardinhoTelmo Marques e molti altri.

L’album analizza temi profondi come il distacco emotivo, la reclusione sociale e l’introspezione personale, riflettendo sulle lotte e la resilienza dello spirito umano, offrendo uno sguardo positivo di fronte alle difficoltà.

Critica gli effetti isolanti della tecnologia, la pressione delle aspettative sociali, il viaggio verso l’autoconsapevolezza e la vita autentica. Attraverso una miscela di riflessione nostalgica e determinazione impegnativa, i testi incoraggiano gli ascoltatori a dare valore alle connessioni genuine e ad abbracciare il loro vero sé in un mondo caotico.

La band, composta da António Mão de Ferro alle chitarre, Jorge Filipe Santos alle tastiere e dalla dinamica sezione ritmica di Carl Minnemann al basso e João Cunha alla batteria, mette in mostra la sua eleganza e la sua energia distintive in ogni traccia del nuovo album.

Il singolo ‘Wise Old Man‘, uscito per anticipare l’album, ben rappresenta la tematica principale del nuovo lavoro, un viaggio musicale profondo ed emozionante con Kiko & The Blues Refugees e il loro nuovo album ‘Ghosts‘.

Kiko & The Blues Refugees si sono aggiudicati il ​​terzo posto nell’edizione 2024 dell’European Blues Challenge, il più prestigioso concorso blues europeo, tenutosi quest’anno a Braga riunendo 24 artisti selezionati provenienti da vari paesi del vecchio continente. L’esibizione della band portoghese è stata caratterizzata da un’energia contagiosa e da una profondità emotiva che ha affascinato sia il pubblico che la giuria.

Con una magistrale miscela di blues tradizionale e influenze contemporanee, Kiko & The Blues Refugees si sono confermate una delle band più promettenti dell’attuale scena musicale portoghese, un meritato riconoscimento che ha attirato l’attenzione anche sul piano internazionale.

Un risultato che consolida la loro posizione nel panorama blues europeo e apre le porte a nuove opportunità, dimostrando che il blues lusitano occupa un posto di rilievo sulla mappa musicale mondiale.


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Ufficio Stampa A-Z Press
info@a-zpress.com

Anpi: Insieme per Emergency e per Gaza: aiutateci ad aiutarli

Abbiamo deciso, come ANPI, di mettere in campo un’azione concreta per aiutare Gaza, i suoi bambini, le sue donne, i suoi uomini feriti gravemente.
Lanciamo quindi una campagna di raccolta fondi destinati esclusivamente alla preziosa attività sanitaria di EMERGENCY in quella terra martoriata.
Ci appelliamo quindi a tutte le cittadine e i cittadini: dateci una mano!
Pace e solidarietà.
Grazie!

La popolazione è allo stremo, i bisogni sono di tutti i tipi, a partire da quello medico sanitario, mancano acqua e cibo, case ed edifici sono stati distrutti. A Gaza assistiamo a scenari mai visti prima.

Gli ospedali locali che ancora sono operativi, oltre a non avere lo staff e i farmaci necessari, spesso sono sovraffollati: in mancanza di altre strutture, i malati si rivolgono agli ospedali anche per necessità che potrebbero essere trattate ambulatorialmente.

Siamo a Gaza per fornire cure alla popolazione civile.

Aiutaci ora a portare aiuto alle vittime di guerra a Gaza. Con il tuo aiuto continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: aiutare chi ha bisogno.

A Gaza i bisogni sanitari sono enormi e le condizioni della popolazione insostenibili.

Gli ospedali locali che ancora sono operativi, oltre a non avere lo staff e i farmaci necessari, spesso sono sovraffollati: in mancanza di altre strutture, i malati si rivolgono agli ospedali anche per necessità che potrebbero essere trattate ambulatorialmente.

La situazione nella Striscia di Gaza è critica e la popolazione è allo stremo: oltre alla mancanza di servizi sanitari pesano soprattutto la scarsità di acqua, di cibo e di abitazioni.

A metà agosto 2024, un team di EMERGENCY è entrato a Gaza per aprire una clinica che offrirà primo soccorsostabilizzazione di emergenze medico chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere, assistenza medico-chirurgica di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 7 ottobre 2024

MAMbo – Bologna: XX Giornata del Contemporaneo

Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna conferma la propria adesione alla Giornata del Contemporaneo, la cui ventesima edizione si svolgerà sabato 12 ottobre 2024.

La manifestazione è promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e si realizza con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Settore Musei Civici Bologna | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

XX Giornata del Contemporaneo

Sabato 12 ottobre 2024
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna


Sala conferenze | h 15.00 – 18.00
IV Giornata di studi sulla critica d’arte in ricordo di Giovanni Maria Accame
Critica estesa
A cura di Martina Cavalli e Caterina Molteni 

Sala delle Ciminiere | h 10.00 – 19.00
Mostra Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A

A cura di Lorenzo Balbi e Marinella Paderni con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì

Project Room | h 10.00 – 19.00
Mostra UNA RICERCA POLIVALENTE. ESPERIENZE DAL CENTRO VIDEO ARTE DI FERRARA
A cura di Chiara Vorrasi e Uliana Zanetti

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi | h 10.00 – 19.00
Mostra TRAMANDO. Francesco Arcangeli tra la Pinacoteca nazionale e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna
A cura di Lorenza Selleri e Uliana Zanetti

Dipartimento educativo 
h 16.00 | Attività rivolta agli adolescenti Quanto dura la memoria?

h 10.00 – 18.00 | Mediazione museale al MAMbo e al Museo Morandi

In linea di continuità con quanto proposto annualmente dal 2021, il museo, dalle h 15.00 alle 18.00, organizza nella Sala conferenze la quarta edizione della Giornata di studi sulla critica d’arte in ricordo di Giovanni Maria Accame (1941 – 2011), storico, critico d’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, riflettendo sul tema scelto dalla XX Giornata del Contemporaneo, quello dell’accessibilità, affrontandolo dal punto di vista della scrittura che inquadra il testo critico come strumento di mediazione.

Il titolo dell’edizione è, infatti, Critica estesa, ovvero un invito a riflettere sulla pratica della scrittura critica intesa come dispositivo aperto. “Estesa” è la critica che nella costruzione del testo e nella sua creazione di senso include il pubblico e i loro contesti di riferimento; “estesa” è anche la scrittura che migra dai supporti tradizionali aprendosi ad altri linguaggi ed esperienze di conoscenza, quali programmi didattici, progetti editoriali visivo-testuali, mostre-laboratorio e contenuti multimediali. “Estesa” è dunque la critica che mette in discussione la sua autorità/autorialità e condivide la responsabilità della sua visione con la pluralità di sguardi e storie a cui si rivolge, intessendo un dialogo che, seppure a livello concettuale, rimane dinamico e ampio.

Queste sono alcune delle domande attraverso cui le ospiti e gli ospiti invitati presenteranno le proprie esperienze al pubblico: cosa implica costruire un testo tenendo in considerazione la molteplicità dei pubblici a cui si rivolge? Come la pratica della scrittura critica può dare voce alle complesse dinamiche che animano il lavoro dell’artista e allo stesso tempo renderle leggibili in contesti che sono diversificati dalle esperienze politiche, generazionali, linguistiche, culturali e di classe dei soggetti coinvolti ma anche dalle caratteristiche fisiche dell’ambiente in cui avviene la fruizione? Quali strumenti sono a disposizione della scrittura di settore per rendersi agente di mediazione di contenuti? Come le istituzioni culturali italiane possono utilizzare la parola scritta per aprirsi e coinvolgere i pubblici in processi condivisi di costruzione di senso?
La tavola rotonda vedrà gli interventi dei seguenti relatori:Anna Chiara Cimoli (Università degli studi di Bergamo) con Lasciar respirare le parole. Mediazione, facilitazione, traduzione in contesti complessi;Maria Elena Colombo (Museo Egizio, Torino) con Il museo e l’incontro: esperienze e relazioni del Museo Egizio;Bernardo Follini (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino) con Verso. Riscritture istituzionali e partecipazione sociale;Roberta Mansueto (Salgemma, Noci) con Puglia laboriosa: le scelte del presente;Matteo Lucchetti (Museo delle Civiltà, Roma) con Museo delle Opacità;Laura Brambilla (Dipartimento educativo MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna) con R-Accogliere parole per un museo possibile, partecipato e aperto.

Le edizioni del 2021, 2022 e 2023 della Giornata di studi sulla critica d’arte in ricordo di Giovanni Maria Accame sono documentate da tre volumi, pubblicati da Edizioni MAMbo, dei quali si farà menzione durante l’incontro.

Sarà possibile seguire l’evento, organizzato in collaborazione con l’Archivio Giovanni Maria Accame, anche in live streaming sul canale YouTube MAMbo channel.

Come di consueto, nella Giornata del Contemporaneo le collezioni permanenti del MAMbo e del Museo Morandi e le mostre temporanee saranno visitabili gratuitamente dalle h 10.00 alle 19.00, confermando la volontà di voler coinvolgere un sempre maggior e diversificato numero di visitatrici e visitatori.

Le mostre temporanee in corso sono le seguenti:

Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A
cura di Lorenzo Balbi e Marinella Paderni con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere
La grande mostra dell’artista polacco Robert Kuśmirowski, realizzata con il contributo dell’Istituto Polacco di Roma, del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica Polacca e dell’Adam Mickiewicz Institute e con il supporto di Foksal Gallery Foundation, fa eco al tragico evento della Strage di Ustica affidando al linguaggio del contemporaneo una riflessione sulla memoria collettiva in un particolare momento di ripiegamento della storia su se stessa. Sul filo di questa evocazione, Kuśmirowski esplora la complessità del ricordo e dell’oblio attraverso installazioni in cui si combinano elementi visivi, sonori e sensoriali. La serie di ambienti, di diversa natura e per la maggior parte inediti, dialogano tra loro creando un ponte tra passato e presente che genera un’atmosfera sospesa ed enigmatica.

UNA RICERCA POLIVALENTE. ESPERIENZE DAL CENTRO VIDEO ARTE DI FERRARA
A cura di Chiara Vorrasi e Uliana Zanetti
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Project Room
Il progetto, realizzato attraverso una collaborazione tra il museo bolognese e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara celebra le attività, a circa cinquant’anni dalla fondazione e a trenta dalla chiusura, del Centro Video Arte di Ferrara, unica istituzione artistica espressamente dedicata in Italia alla produzione di video-tape.
Ideato da Lola Bonora nel 1973, e da lei stessa guidato per l’intero corso della sua durata, il Centro Video Arte diviene sin dal suo esordio parte integrante della Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara diretta da Franco Farina. Avvalendosi del supporto tecnico di Carlo Ansaloni e Giovanni Grandi, il Centro esplora ogni possibilità di applicazione del video in ambito artistico, spaziando dalla video-documentazione alla produzione di video-opere, dall’impiego del video-tape in chiave didattica alla sua sperimentazione in interventi di carattere sociale.

TRAMANDO. Francesco Arcangeli tra la Pinacoteca nazionale e la Galleria d’Arte Moderna di Bologna
A cura di Lorenza Selleri e Uliana ZanettiMAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi
Nell’ambito del progetto Tramando, con il quale la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo Morandi e il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna rendono omaggio a Francesco Arcangeli (Bologna, 1915 – 1974) nel cinquantesimo anniversario della morte, le tre sedi museali presentano un progetto espositivo condiviso che, declinato in tre itinerari, propone una lettura di parte del loro patrimonio attraverso le parole del grande storico e critico d’arte.
Si tratta di un viaggio nelle tre collezioni che interessa opere e artisti amati e studiati dal critico e che riflette la sua idea di continuità tra l’arte del passato e quella del presente. Ad accompagnare i visitatori saranno speciali didascalie con brani tratti da suoi testi accostati alle opere selezionate.

Il Dipartimento educativo del MAMbo alle h 16.00 proporrà Quanto dura la memoria?, una visita accompagnata da un laboratorio rivolta agli adolescenti nell’ambito della mostra Robert Kuśmirowski. P E R S O [A] N O M A L I A la quale apre una riflessione sul tema degli oggetti. Questi ultimi, investiti intellettualmente e sentimentalmente di significati, ci stanno accanto nel corso della vita diventando fedeli compagni. Durante l’incontro ci si interrogherà se nell’epoca del consumismo questo sia ancora possibile e su quanto la memoria degli oggetti contemporanei sia capace di perdurare nel tempo.
L’attività è gratuita con prenotazione obbligatoria effettuabile scrivendo a mamboedu@comune.bologna.it entro le h 13.00 di venerdì 11 ottobre.

Durante la giornata sarà, inoltre, attivo dalle h 10.00 alle 18.00 un servizio di mediazione museale con le operatrici e gli operatori del Dipartimento educativo del MAMbo che si alterneranno nelle sale delle collezioni permanenti del MAMbo e del Museo Morandi e nella Sala delle Ciminiere.

Informazioni
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611
www.museibologna.it/mambo
info@mambo-bologna.org
Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna
Instagram: @mambobologna
X: @MAMboBologna
YouTube: MAMbo channel

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
X: @bolognamusei

AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani
www.amaci.org

Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna
e-mail UfficioStampaBolognaMusei@comune.bologna.it
Elisabetta Severino – Tel. +39 051 6496658 e-mail elisabetta.severino@comune.bologna.it
Silvia Tonelli – Tel. +39 051 2193469 e-mail silvia.tonelli@comune.bologna.it

Il Programma dei Musei Civici di Bassano del Grappa

Da novembre 2024 a maggio 2025, sei mesi ricchi di mostre, incontri e iniziative ai Musei Civici di Bassano del Grappa. Il nuovo programma dei musei bassanesi riunisce, in un unico calendario, importanti rassegne dedicate alla grande fotografia del Novecento e all’arte contemporanea, ma anche una ricca proposta di attività educative e divulgative come uno speciale workshop sulla stampa fotografica e il ciclo di conferenze Incontrarsi al Museo di Bassano. Musei, mostre, restauri, giunto alla sua seconda edizione.

Musei Civici di Bassano del Grappa 
Programmazione 2024-2025

IL PROGRAMMA DEI MUSEI CIVICI DI BASSANO DEL GRAPPA.
MOSTRE, CONFERENZE E WORKSHOP:

“BRASSAÏ. L’OCCHIO DI PARIGI”,

“LAURA OMACINI. BARRICADES”,

“INCONTRARSI AL MUSEO DI BASSANO. MUSEI, MOSTRE, RESTAURI”

Dal 16 novembre 2024 al 21 aprile 2025 il Museo Civico, in collaborazione con Silvana Editoriale e con l’Estate Brassaï Succession, presenta al pubblico un nuovo grande capitolo della storia della fotografia con la mostra Brassaï. L’occhio di Parigi, a cura di Philippe Ribeyrolles Barbara Guidi.

Ungherese di nascita ma parigino d’adozione, Brassaï (1899-1948) è stato uno dei grandi maestri della storia della fotografia, autore di immagini che tutt’oggi identificano nell’immaginario collettivo il volto della capitale dell’arte moderna, Parigi. Attraverso quasi 200 stampe d’epoca, la retrospettiva bassanese offrirà al pubblico l’occasione di conoscere e approfondire l’opera di uno dei più innovativi e sorprendenti artisti del secolo scorso.

“L’occhio vivo della fotografia”, così lo definisce l’amico scrittore Henry Miller. Una definizione calzante per quell’acuto osservatore che, trasferitosi a Parigi nel 1924, sarà in grado di immortalare come nessun altro i mille volti della capitale francese e i suoi abitanti: dai monumenti simbolo ai quartieri operai, dalla gente di strada agli amici artisti e intellettuali, dalle serate di alta moda alla Parigi segreta dei club e delle “case delle illusioni”.

Ma è soprattutto l’amicizia con personaggi del calibro di PicassoPrévert

Dalí, e la vicinanza al movimento surrealista, che permetterà a Brassaï di partecipare allo straordinario fermento culturale che investì Parigi in quegli anni.

Genio poliedrico dal multiforme talento – si è cimentato con il disegno, la pittura, la scultura ma anche con la scrittura – Brassaï trova nella fotografia il mezzo perfetto con cui affrontare il reale. L’obiettivo è un filtro che

gli permette di depurare il mondo che lo circonda dalle convenzioni e dalle consuetudini, trasformando anche l’oggetto più banale in qualcosa di sorprendente: “Se tutto può diventare banale, tutto può ridiventare meraviglioso: che cos’è il banale se non il meraviglioso impoverito dall’abitudine?” afferma infatti l’artista.

Le sue più celebri immagini, come la serie Parigi di notte e le foto che hanno ispirato la nascente poetica del Surrealismo, accompagnate da una selezione di sculture, un arazzo tessuto a partire dalle foto dei graffiti di Brassaï, documenti e oggetti appartenuti all’artista, si articoleranno in un percorso espositivo di undici sezioni tematiche che immergeranno il visitatore nelle sofisticate e misteriose atmosfere della capitale francese della prima metà del Novecento, meta di artisti e intellettuali, “città spettacolo” che seduce e rapisce.

La mostra sarà inoltre accompagnata dall’omonima pubblicazione in lingua italiana e inglese a cura di Philippe Ribeyrolles, studioso nonché nipote del grande fotografo, e da una ricca offerta didattica pensata per tutte le tipologie di visitatori. Tra le attività in programma anche uno

speciale workshop dedicato alla fotografia organizzato in collaborazione con il Liceo Artistico “Michele Fanoli” di Cittadella, articolato in quattro appuntamenti condotti dal prof. Dario Antonini, che consentirà al pubblico di cimentarsi, in prima persona, nell’arte della stampa su carta fotografica in camera oscura e al termine del quale potrà portare a casa l’immagine realizzata.

La mostra Brassaï. L’occhio di Parigi è patrocinata dalla Regione del Veneto.

Sempre dal 16 novembre 2024 e fino al 12 gennaio 2025, il piano nobile del Museo Civico accoglierà l’opera di una delle più interessanti protagoniste della ricerca pittorica degli ultimi anni: Laura Omacini (Venezia, 1991). La mostra Laura Omacini. Barricades, a cura di Elena Forin, in collaborazione con Marignana Arte di Venezia, presenterà una selezione di dipinti e disegni perlopiù inediti che raccontano, con l’impalpabile delicatezza che contraddistingue lo stile grafico dell’artista veneziana, la condizione di fragilità emotiva e di straniamento tipica dei nostri giorni.

Fitte impalcature che celano gli edifici storici, scheletri architettonici e non- luoghi dalle atmosfere sospese e privi della presenza umana, fungono da veri e propri ritratti sociali del nostro tempo. Omacini affida all’architettura, o meglio al ricordo di questa, resa ormai invisibile dal “velo” del vivere metropolitano, il compito di raccontare l’uomo contemporaneo e di evocare lo stato di smarrimento in cui vive. Un raffinato e sapiente sovrapporsi di segni, materiali ed elementi creano superfici ricchissime di dettagli che restituiscono il senso di una realtà globale profondamente instabile.

Barricades nasce dalla partnership avviata nel 2023 tra i Musei Civici di Bassano del Grappa ArtVerona nell’ambito del PremioArteMuseo, progetto che intende sostenere il percorso istituzionale di giovani artiste e artisti selezionati da alcuni importanti musei pubblici italiani.

L’offerta culturale dei Musei Civici di Bassano prosegue con il ciclo di conferenze Incontrarsi al Museo di Bassano. Musei, mostre, restauri a cura di Mario Guderzo che, dopo il grande successo della scorsa edizione, a partire dal 21 novembre 2024 ci accompagnerà alla scoperta del mondo dell’arte e dei suoi protagonisti.

Dieci i nuovi appuntamenti che permetteranno al pubblico di conoscere e approfondire capolavori e maestri di tutte le epoche, mostre di rilievo e alcune tra le più importanti realtà museali d’Italia. Un’occasione preziosa per scoprire le

storie che si celano dietro opere e artisti di nota fama, ma anche di indagare alcune tematiche cruciali legate al nostro patrimonio culturale e interrogarsi sul ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea, guidati dalle più autorevoli voci del mondo museale e universitario tra le quali quelle di Christian Greco (Direttore del Museo Egizio di Torino), Claudio Strinati, (Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma), Paolo Giulierini (Già Direttore del Museo Archeologico di Napoli), e molti altri.

“Il programma dei Musei Civici di Bassano del Grappa per la stagione 2024-2025 si conferma un punto di riferimento per l’offerta artistica della nostra città, rafforzando il suo ruolo di polo culturale di rilievo nazionale e internazionale. A partire da novembre 2024, i musei bassanesi proporranno una serie di eventi e mostre che spaziano dalla fotografia del Novecento all’arte contemporanea, offrendo al pubblico occasioni uniche di approfondimento e confronto” dichiara il Sindaco Nicola Ignazio Finco. “La mostra dedicata a Brassaï, uno dei maestri della fotografia del XX secolo, rappresenta un’importante occasione per avvicinare i cittadini e i visitatori all’eredità culturale europea, attraverso immagini iconiche di una Parigi vivida e pulsante. Parallelamente, la mostra Barricades dell’artista veneziana Laura Omacini aprirà una riflessione sulla fragilità e lo smarrimento contemporanei, tematiche particolarmente rilevanti nel contesto odierno. Il ciclo di conferenze Incontrarsi al Museo di Bassano, guidato da figure di spicco del panorama museale e accademico, favorirà una partecipazione attiva della comunità, stimolando il dialogo su tematiche culturali centrali. Bassano del Grappa si riconferma così una città in cui l’arte e la cultura sono parte integrante del tessuto sociale e della sua identità.”

“La vocazione di Bassano, con le sue eccellenze culturali, dal Museo Civico a Operaestate Festival, è quella di essere non solo un punto di riferimento per il nostro territorio, ma un luogo di esperienze creative connesso con le più importanti realtà nazionali e internazionali” spiega l’Assessore alla Cultura Giada Pontarollo. “Vogliamo realizzare iniziative di qualità in grado di attrarre un pubblico ampio e diversificato, con particolare attenzione ai giovani, al fine di far conoscere a visitatori italiani e stranieri quanto la nostra bella città è in grado di offrire in campo culturale e artistico oltre che paesaggistico”.

“Un programma ampio e variegato, frutto della collaborazione con enti prestigiosi e studiosi autorevoli, che spazia dall’opera di maestri che hanno segnato la storia dell’arte alle tendenze più attuali delle arti visive, accompagnato da un calendario di iniziative e appuntamenti divulgativi che intendono confermare l’impegno dei

Musei Civici di Bassano ad essere un centro di produzione culturale di primo piano, accessibile e inclusivo” conclude la Direttrice dei Musei Barbara Guidi.

La ricca offerta culturale che ci accompagnerà fino alla primavera del 2025 si presenta come un’occasione unica per vivere appieno i Musei Civici di Bassano del Grappa con la “MBA Club Card“: una tessera annuale organizzata in cinque categorie, Under 26FriendPartnerSupporter Patron, che permette ad ogni visitatore l’accesso gratuito e illimitato alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee in corso. La membership include inoltre numerosi vantaggi, tra cui poster e cataloghi omaggio, visite guidate e inviti personali alle inaugurazioni delle mostre organizzate dai Musei Civici.

Studio-Esseci-2025


Uffici Stampa
 
Comune di Bassano del Grappa
 Chiara Padovan
ufficiostampa@comune.bassano.vi.it
 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
 Simone Raddi
simone@studioesseci.net

Castello di Rivoli: XX Giornata del Contemporaneo

Sabato 12 ottobre 2024
ore 11.00–18.00 ingresso gratuito al Castello di Rivoli
ore 18.00–22.00 Museo dal Vivo ingresso a pagamento € 10
 

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea aderisce alla Ventesima Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
 
Sabato 12 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 18.00, il pubblico potrà visitare gratuitamente il Castello di Rivoli, la Collezione e le mostre in corso, oltre che partecipare alle numerose iniziative organizzate per celebrare la Giornata. In linea con il tema della Ventesima Giornata del Contemporaneo, ovvero l’accessibilità nella sua accezione più ampia, il Museo propone attività specifiche all’insegna della massima inclusione.
 
La Ventesima Giornata del Contemporaneo di AMACI si avvale del sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, della collaborazione della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e del patrocinio di Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Camera dei deputati, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, UPI – Unione Province d’Italia, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e ICOM Italia.
 
PROGRAMMA DELLA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
 
Ore 11.00, 14.00 e 16.00 – Visite guidate
Le visite alla Collezione e alle mostre saranno l’occasione per sensibilizzare il pubblico sul tema sensoriale, valorizzando il carattere sinestetico di una selezione di opere, tra interno ed esterno.
 
Ore 16.00 – I segni dell’arte
Primo, secondo e terzo piano Castello
Percorso di visita alla Collezione e alle mostre temporanee aperto a tutti, persone sorde, sordocieche e udenti, a cura del Dipartimento Educazione in collaborazione con Istituto dei Sordi di Torino. Un viaggio alla scoperta del Museo con visita e workshop per le famiglie con traduzione LIS Lingua dei Segni Italiana. I segni per parlare d’arte saranno condivisi con le persone udenti, per vivere tutti insieme un momento di sensibilizzazione e conoscenza, in linea con il tema della XX Giornata del Contemporaneo: l’accessibilità della cultura, intesa anche come una grande opportunità di arricchimento reciproco.
Per informazioni e prenotazioni: educa@castellodirivoli.org / b.manzardo@castellodirivoli.org
 
Ore 16.30 – Museo dal Vivo / Collezione dal Vivo
Biglietto SPECIALE – € 20: visita Villa Cerruti + evento Museo dal Vivo
Nell’ambito di Museo dal Vivo, visita speciale alla Villa Cerruti a cura di Fabio Cafagna. La visita si concentrerà sulle molteplici rappresentazioni del Mediterraneo nei secoli, partendo dalla collezione di atlanti seicenteschi e settecenteschi di Francesco Federico Cerruti. La visita sarà anche un’opportunità per reinterpretare alcune opere della Collezione da una prospettiva alternativa, mettendo in luce i legami tra le regioni che si affacciano sul Mediterraneo.
 
Ore 17.00–18.00 – Clarenza Catullo presenta il libro Il Registrar. Professionista dell’arte
Sala 22, secondo piano Castello
Cinque giovani professionisti e laureati in ambito museale sviluppano e pubblicano i loro studi legati alla figura del Registrar. Coordinati da Clarenza Catullo, già Registrar di importanti istituzioni culturali italiane, i cinque relatori restituiscono agli studenti del settore beni culturali e all’intero ambito museale e delle esposizioni d’arte la prima guida teorico-pratica dedicata a questa mansione professionale, da poco riconosciuta dal Ministero della Cultura e ormai sempre più presente negli organigrammi dei nostri musei.
 
Ore 18.00–21.00 – Museo dal Vivo. Corpi Erratici II
Biglietto BASIC – € 10: accesso a tutte le attività dalle ore 18.00 alle ore 21.00
Il programma Museo dal Vivo promuove forme di sperimentazione a cavallo tra discipline diverse attraverso giornate in cui le arti visive si mescolano con i vari linguaggi della contemporaneità, come il cinema, la danza e la musica. Il progetto esplora la duplice natura della parola ‘live’ (in italiano ‘dal vivo’ e ‘vivere’), evidenziando il legame indissolubile tra arte e partecipazione del pubblico all’interno degli spazi del Museo. Le attività proposte sono realizzate in collaborazione con artisti internazionali, presentati per la prima volta al Castello.
 
Ore 18.00–19.00
Teatro Castello
The Site of Memory, proiezione del film di Ufuoma Essi con sonorizzazione dal vivo della partitura di Shamica Ruddock
 
Ore 19.00–20.00
Atrio Castello
What it will take to flock the wings of freedom again?, performance partecipativa di Mohammad Al Faraj
 
Ore 18.00–22.00
Caffetteria
Aperitivo con menù ideato da Moza Almatrooshi
 
Ore 20.00–21.00
Atrio Castello
Sessione d’ascolto BlackMed di Invernomuto

Gli eventi sono organizzati in occasione della Ventesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI


CONTATTI STAMPA
 
Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | T. +39 0119565209
 
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com  
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com 
Federica Farci | federica@paolamanfredi.com 
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
 
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Piazza Mafalda di Savoia – 10098 Rivoli (Torino)
www.castellodirivoli.org | T. +39 0119565222 | info@castellodirivoli.org
 
Orari di apertura
Dal mercoledì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Sabato, domenica e festivi, dalle ore 11.00 alle ore 18.00
Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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Roma, Rosso20sette arte contemporanea: Marco Rèa – Viaggio sulla luna

Sabato 12 ottobre 2024 alle ore 18.00, Rosso20sette arte contemporanea presenta la mostra personale Viaggio sulla luna di Marco Rèa, accompagnata dai testi di Ivana Salis e Marco Rèa

In mostra ventuno opere su carta e, per la prima volta, opere su tela corredate da un catalogo con un multiplo su carta di soli 50 esemplari firmati e numerati.

Marco Rèa
Viaggio sulla luna

Testi di Ivana Salis e Marco Rèa
 
Opening sabato 12 ottobre 2024 ore 18.00
 
Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma
 
Fino al 9 novembre 2024

In questa nuova esposizione «l’artista, attento osservatore, antropologo, inventa un nuovo vocabolario di segni per definire tipologie umane a metà tra cercatori di futuro e disillusi, ritrattista per imbibizione da manifesti pubblicitari patinati e filtrati, estrapola anima e psiche, individuale e collettiva», scrive Ivana Salis. «I suoi personaggi, passeggeri come li ha definiti, si trasportano su piani immaginati di cambiamenti presenti e futuri, di speranze e di attese, di rivendicazioni, di ricerche d’identità. Il concetto del viaggio permea l’estetica contemporanea, dalla fotografia all’immagine digitale; propone scenari perfetti, inesistenti e appaganti. Nelle linee costruite con sinuosa consequenzialità del segno, su tela e su carta, il nero delinea con il suo spessore, ora espanso ora assottigliato, il volume dei volti che compongono l’humanitas di Rèa, un grande volgo raccolto a rappresentare la storia dei popoli e delle contaminazioni. [..] I viaggiatori di Marco Rèa, prima dello sbarco sulla Luna li potremmo trovare sui muri delle nostre città o dei nostri piccoli borghi, a guardarci con attesa. Una caratteristica questa dell’artista, che porta le sue opere a essere sempre in serrata dialettica tra lo spazio sistemico dell’arte e la libera espressione del contesto urbano, comunitario e pubblico. Una narrazione di relazioni, memorie e futuri possibili tra abitanti occasionali della Terra.»

E l’artista: «Marco Rèa ci fornisce volutamente pochi elementi, lasciando all’osservatore il piacere di immaginare e creare un possibile racconto. Dal titolo della mostra sappiamo che si tratta di un viaggio sulla Luna e sappiamo che quello che ci presenta potrebbe essere un equipaggio, ma qual è il motivo del viaggio? E chi sono i protagonisti? Da dove vengono, che età hanno e qual è il loro sesso? Non lo sappiamo, o meglio siamo noi a deciderlo. L’osservatore diventa in questa mostra un interprete, ed ogni suo punto di vista è valido tanto quello dell’artista. Buon viaggio.»

Marco Réa, artista romano, nasce nel novembre del ’75. Ha condotto studi artistici dapprima al liceo, poi studiando fumetto ed infine laureandosi in storia dell’arte contemporanea. Per anni è a stretto contatto con la scena del writing romano e dei graffiti. Ha esposto in numerose gallerie in Europa, Stati Uniti, Giappone e collaborato con personalità di fama mondiale come Nick Knight, Kate Moss, Cloe Sevigny ecc.. Dal 2005 al 2019 ha portato avanti la sua ricerca artistica definita dall’artista “De Brand” (intervento pittorico sopra manifesti pubblicitari), mentre dal 2020 ha sviluppato un percorso legato alla street art e agli stencil denominato “Grovigli” o line art. Protagonista indiscussa della sua ricerca rimane la donna e i suoi lati più intimi, emozionali e psicologici. Ha eseguito lavori per Disney/Marvel, Fendi, Mondadori Electa, Universal Pictures, Show Studio, Vogue Magazine, Liberty UK, Lampoon Magazine, ecc..


di Ivana Salis

Un nuovo allunaggio era quello che ci si aspettava per il 2024. Il programma spaziale della NASA, di concerto con altre agenzie spaziali e aziende private interessate al business del turismo lunare, programmavano di mandare la prima donna e la prima persona di colore sulla Luna entro la fine dell’anno, ma ahinoi dovremmo aspettare sino al 2025. La NASA parla di una nuova generazione di esploratori, che dovrebbero aprire la strada alla possibilità di permanere sul nostro satellite e di arrivare ad avere le stesse strutture autosufficienti per la vita dell’uomo anche su Marte.

Utopie di colonizzazioni extraterrestri, deliri di onnipotenza o fughe programmate in vista di un futuro incerto sulla Terra, pianeta ormai sempre più sfruttato e deprivato di risorse fondamentali per lo stile di vita proprio di questa epoca?

Domande aperte, in vista di quotidiani colpi di scena.

In questa ormai consolidata abitudine al vorticoso susseguirsi di eventi costruiti su scala mondiale dalla sconsiderata sete di potere di pochi magnati, ci troviamo a trovare un barlume di poesia nella mostra di Marco Rèa “Viaggio sulla Luna”, ospitata dalla galleria Rosso20sette. L’artista, attento osservatore, antropologo inventa un nuovo vocabolario di segni per definire tipologie umane a metà tra cercatori di futuro e disillusi, ritrattista per imbibizione da manifesti pubblicitari patinati e filtrati, estrapola anima e psiche, individuale e collettiva. I suoi personaggi, passeggeri come li ha definiti, si trasportano su piani immaginati di cambiamenti presenti e futuri, di speranze e di attese, di rivendicazioni, di ricerche d’identità. Il concetto del viaggio permea l’estetica contemporanea, dalla fotografia all’immagine digitale; propone scenari perfetti, inesistenti e appaganti. Nelle linee costruite con sinuosa consequenzialità del segno, su tela e su carta, il nero delinea con il suo spessore, ora espanso ora assottigliato, il volume dei volti che compongono l’humanitas di Rèa, un grande volgo raccolto a rappresentare la storia dei popoli e delle contaminazioni. 

La sua ricerca formale, di carattere grafico, è caratterizzata da un tratto memore degli esiti di stampa derivanti dalla tecnica dell’incisione, da lui traslata nelle grandi opere murali con la tecnica dello stencil. Ma su muro, oppure con segno diretto su tela o su carta, questa linea esprime tutta la sua radice espressionista con un portato di stile personale che ne definisce la cifra stilistica, non limitandosi a un impatto decorativo, caratteristica evidente nelle ricerche di street artist che lavorano sulla struttura tipologica della linea. Esempi ne sono El Mac, Nazza, Suso33, Roa, DALeast, i quali definiscono i loro soggetti con una composizione centrata sull’effetto di movimento delle linee a formare il volume tridimensionale dell’immagine.

I viaggiatori di Marco Rèa, prima dello sbarco sulla Luna li potremmo trovare sui muri delle nostre città o dei nostri piccoli borghi, a guardarci con attesa. Una caratteristica questa dell’artista, che porta le sue opere a essere sempre in serrata dialettica tra lo spazio sistemico dell’arte e la libera espressione del contesto urbano, comunitario e pubblico. Una narrazione di relazioni, memorie e futuri possibili tra abitanti occasionali della Terra.


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Iniziative culturali per il 70° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia

“Il settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia è occasione per una riflessione sulla storia e sulla fisionomia socio-culturale della nostra Città. Un’occasione che il Comune di Trieste coglie” – ha sottolineato l’Assessor alle politiche della cultura e del turismo, Giorgio Rossi, in occasione della conferenza stampa di presentazione delle iniziative dal motto “Vola Colomba” –  “con un articolato programma di eventi, realizzati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (rappresentata dal Consigliere Claudio Giacomelli), tra le quali spicca un percorso espositivo frutto dell’appassionato lavoro di chi quotidianamente opera all’interno delle strutture e delle collezioni dei Civici Musei”.

Il ritorno di Trieste all’Italia, 26 ottobre 1954, Adriano de Rota

Adriano de Rota immortala Novella Bessi, la figlia diciannovenne di Mario, capo usciere del Gabinetto del Sindaco, vestita di rosso, mentre sventola il tricolore da un tetto per salutare i soldati italiani. È la ragazza comune, dalla bellezza semplice e dall’espressione sorridente che diventa simbolo di libertà, pronta a spiccare il volo come la colomba della celebre canzone cantata da Nilla Pizzi.

In questi anni, la promozione simbolica della ragazza qualunque nei rotocalchi non è una novità, ma un motivo ricorrente di orgoglio nazionale. In tal senso la foto, anche se non avrà pari fortuna, può ricordare quella iconica di Federico Patellani che simboleggia, nel 1946, la nascita della Repubblica. La foto triestina può essere considerata una metonimia personalizzata: Trieste, per anni sospesa, in bilico tra Est e Ovest, ritorna all’Italia.

Inaugurate le mostre

Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”

Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich

Due sono le mostre prodotte in questa circostanza dai Musei Storici, progettate in una prospettiva di logica consequenzialità, che rimarranno aperte fino a domenica 8 dicembre.
Cronache triestine 1945_1954, al Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”, curata dalla Responsabile del Museo Antonella Cosenzi, offre un precorso ‘tagliato’ sulla specificità della collezione conservata negli ambienti dell’ex Caserma “Duca delle Puglie”.
Lunario Triestino 1953_1954, nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich, scandisce i quindici mesi compresi tra ottobre 1953 e dicembre 1954 attraverso il materiale iconografico conservato dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, la cui Responsabile Claudia Colecchia ha curato la mostra.

Accanto alle due mostre, viene proposto un articolato calendario di incontri di approfondimento nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (tutti i mercoledì, dal 9 ottobre al 4 dicembre, con inizio alle 17.30), ai quali si integrano gli eventi nella ricorrenza del 26 ottobre (il cui programma dettagliato sarà presentato a breve) e la riproposizione a leggìo del testo teatrale di Pierluigi Sabatti “Vola Colomba”, in scena al Teatro Bobbio mercoledì 30 ottobre, con Ariella Reggio e gli attori del Teatro Stabile La Contrada.
, la visita guidata alla mostra al Civico Museo Diego de Henriquez, domenica 6 ottobre, ore 11:00, con ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Panteca, il Responsabile dei Musei Storici e coordinatore delle iniziative Stefano Bianchi, le curatrici delle due mostre, la Presidente della Contrada Livia Amabilino e lo scrittore Pierluigi Sabatti. Presenti anche Novella Bessi, immortalata il 26 ottobre 1954 dal fotografo Adriano de Rota, mentre sventola il tricolore da un tetto per salutare i soldati italiani (immagine caratterizzante tutta la rassegna “Vola Colomba” e il fotografo Ugo Borsatti, dal cui archivio (Giornalfoto) sono state scelte molti scatti esposti al Gopcevich.

Al Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, la mostra Cronache triestine 1945-54 propone una cronistoria narrata attraverso varie classi di materiali: scene di vita politica, ma anche quotidiana, si alternano nella rassegna di quegli eventi che portarono Trieste all’atteso ritorno all’Italia. Il viaggio all’interno del percorso espositivo offre al visitatore gli strumenti per meglio comprendere le complessità e le difficoltà che contraddistinsero il decennio ’45-’54 nella città di Trieste.

La Sala mostre del Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez è dunque teatro della disamina di alcuni aspetti significativi di uno dei decenni più articolati e multiformi della storia di Trieste e della Venezia Giulia. Il fil rouge è costituito da un’analisi della situazione politico-amministrativa gestita in tale arco di tempo dal Governo Militare Alleato e dalle forze di polizia da esso impiegate sul territorio, lasciando, però, ampio spazio anche ad argomenti di carattere sociale come la Sezione Lavoro Aiuto Disoccupati (SE.L.A.D.) e alle due edizioni del Festival Nazionale dei Ragazzi –anni 1951 e 1953– volute dal sindaco Gianni Bartoli quali occasioni di dibattito sui problemi pedagogici relativi alla gioventù italiana del secondo dopoguerra e per catalizzare l’attenzione di tutta l’Italia sulla questione di Trieste.

Uno spazio particolare viene riservato al periodo clou di quegli anni, quello tra fine ottobre e inizio novembre 1954, segnato dall’entusiasmo delle manifestazioni di folla per la “seconda redenzione” della città. La mostra induce a riflettere su una libertà riconquistata anche grazie al sacrificio di chi, in difesa dell’italianità, rimase vittima dei tragici eventi di inizio novembre 1953. Questi ultimi raccontati anche dalla “penna” del meticoloso collezionista triestino Diego de Henriquez, che fu testimone diretto –e attivo– di una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Viene restituita la centralità del ruolo di de Henriquez in quegli anni così complicati: i suoi scritti raccontano come fosse ben inserito nella vita cittadina e nel substrato politico ed economico di Trieste e come venisse tenuto in alta considerazione dalle autorità locali e alleate le quali riponevano in lui la massima fiducia confidandogli, non di rado, notizie in anteprima.

Alla sua collezione sono riconducibili tutti i materiali in esposizione –divise, distintivi, copricapo, attrezzi da lavoro, quadri, modellini e tabelle– mentre la documentazione, anche fotografica, e i manoscritti provenienti dall’archivio Henriquez sono integrati da testimonianze appartenenti a fondi del Civico Museo di Storia Patria, come quello del Festival Nazionale dei Ragazzi.

Completa la mostra l’interessante album fotografico in prestito dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte dedicato ai lavori svolti a partire dal 1947 dalla Divisione Lavori in Economia, poi SE.L.A.D., nel cui ambito trovarono occupazione le molte persone che erano rimaste senza lavoro alla fine della guerra. Ufficialmente cessò di esistere attorno al 1960 anche se in realtà sospese l’attività nel 1954, alla fine dell’amministrazione anglo-americana.

Orario di visita:
fino al 13 ottobre: tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00, martedì chiuso
dal 14 ottobre: lunedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.00, mercoledì: 10.00 -19.00, martedì chiuso.

Nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich, con Lunario triestino 1953-54 la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte presenta un lunario fotografico scandito in quindici mesi. Il diario visivo documenta, con ricercata densità informativa, i tragici giorni del novembre 1953 fino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia dell’ottobre 1954.

L’esposizione in Sala Selva presenta circa trecento fotografie arricchite da alcuni oggetti iconici tra cui la FIAT Topolino, la Lambretta, la radio Geloso, il vinile originale di Vola Colomba, giocattoli, macchine fotografiche, documenti e riviste d’epoca. Un’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti, Adriano de Rota, Livio Amstici, Gianni Anzalone, dell’agenzia fotografica Giornalfoto, dell’archivio fotografico comunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli, tutti conservati in Fototeca, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve, consente una sorta di rendicontazione che mira a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi.

Nel 1953 e nel 1954 la questione di Trieste è molto presente nella stampa nazionale e internazionale: i fotografi, non solo triestini, rivestono un ruolo significativo nel raccontare la città per immagini con inedita incisività. I rotocalchi, grazie allo sviluppo dell’informazione nel Dopoguerra, danno conto del rovesciamento del rapporto tra testo e immagine, privilegiando la vocazione educativa della fotografia orientata alla costruzione di un’identità collettiva. I reportage, le fotocronache prediligono le immagini accompagnate da didascalie e brevi articoli a cui viene lasciato un ruolo del tutto sussidiario.

Alle foto iconiche si affiancano quelle inedite o meno note che descrivono in bianco e nero la povertà e l’opulenza, il dramma dell’esodo e gli eventi culturali, sportivi o mondani, gli scontri e le manifestazioni patriottiche: contrasti tra mondi lontani e conflittuali che richiamano l’humus neorealista.

Sono immagini evocative quelle depositate negli archivi che hanno il pregio di mettere in evidenza storie, fatti, oggetti, opere, autori, personalità, relazioni in alcuni casi sconosciuti o inesplorati.

Orario di visita:
da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00, lunedì chiuso.

Anche il testo teatrale “Vola Colomba” di Pierluigi Sabatti, tratto dal romanzo autobiografico “Un ottobre a Trieste” edito da MGS Press (2004), prende a prestito il titolo della canzone con cui Nilla Pizzi vinse il Festival di Sanremo nel 1952. Le vicende narrate nel libro e riportate sulla scena a leggìo in un nuovo adattamento teatrale, nella riduzione e per la regia di Elke Burul, ruotano attorno alla storica giornata del 26 ottobre 1954, rivissuta dal protagonista ormai adulto, in un gioco di flash back e continui rimandi fra passato e presente. Accanto ad Ariella Reggio, in scena al Teatro Bobbio mercoledì 30 ottobre alle 20.30 (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili) ci saranno gli attori Marzia Postogna, Adriano Giraldi, Maurizio Repetto, Elke Burul e Giacomo Segulia.



Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Zagarolo (Roma): a Palazzo Rospigliosi “Mnemosine” di Vittorio Fava

Sabato 12 ottobre 2024 dalle ore 16.00 inaugura, presso le sale di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, la mostra personale antologica Mnemosine – La memoria greca delle arti di Vittorio Fava, promossa dalla Galleria d’Arte Purificato.Zero.

VITTORIO FAVA
Mnemosine – La memoria greca delle arti
Opere dal 1968 al 2024

Inaugurazione 12 ottobre 2024 ore 16.00
Palazzo Rospigliosi
Piazza della Indipendenza 18 – Zagarolo (RM)
Fino al 3 novembre 2024

L’esposizione ripercorre la vita artistica di Vittorio Fava in cinquanta anni di lavoro e ricerca. Il titolo è ispirato a Mnemosine che nell’antica Grecia era la dea della memoria, considerata la madre delle nove muse, la personificazione stessa della memoria, venerata come la protettrice delle arti, della poesia e delle tradizioni. In dialogo con le otto sale rinascimentali affrescate di Palazzo Rospigliosi-Colonna cento opere che spaziano dalla pittura e alla scultura, dall’incisione agli assemblaggi, dalla carta al legno, dai leggii ai libri, dai mobili alla mobilità delle sue macchine. L’allestimento prevede una visita anche al grande Museo del Giocattolo, fiore all’occhiello della cittadina, dove verranno inseriti alcuni lavori dell’artista. 

Vittorio Fava attraversa diverse dimensioni interpretando, di volta in volta, la sua come una immersione in situazioni di costante mutamento tra il figurativo e l’astratto, sempre fluide e inafferrabili, fino anche al pensiero di liberazione totale dagli schemi imposti dalla stessa arte concettuale. Un percorso inarrestabile che, dalla fantasia all’arte e dalla filosofia alla concretezza, Fava racconta e presenta al pubblico senza alcuna riserva con tutte le riflessioni e le confessioni che la sua crescita interiore ed artistica gli hanno saputo offrire. Infatti, come scrive lo stesso artista, «l’opera cresce insieme alla scoperta e all’assemblaggio delle materie, giorno dopo giorno, incollando le sue parti come una saldatura amorosa tra due amanti. Per combattere i duri momenti della manualità, quando la carta vetrata leviga il legno, penso di essere un operaio che nell’antico Egitto liscia il basalto divino con la sua pazienza sublime». 

Ed Enrico Crispolti nel testo in catalogo della mostra Mnemosyne, a Palazzo Valentini, Roma del 1988: «In un certo modo, e anzi a suo modo, Vittorio Fava è un artista sperimentale. Ma non tanto nel senso che si potrebbe subito intendere, e cioè giacché egli nel suo lavoro esce dalla pittura nell’oggetto, e tuttavia praticando questo vi recupera la pittura, quanto perché è intenzionato chiaramente a darsi la libertà di trascorrere da un “medium” all’altro, dalla pittura infatti all’oggetto, che è anche sonoro e luminoso, dalla scrittura poetica al film, dalla scultura all’incisione, dall’oggetto al libro, al mobile. […] Di fatto Fava è sperimentale non attraverso il linguaggio, ma direi piuttosto entro il linguaggio, in ogni sua possibile determinazione sia formale che mediale. […] I libri sono oggetti di sorprendente complessità di presenze magiche iconiche, segniche, materiche, spazi di possibili viaggi fantastici nell’ignoto, ove le sorprese sono ad ogni passo, in ogni episodio di pagina plastica, in ogni trapasso a voragine o invece in legami difficoltosi fra una pagina e l’altra. La scultura vi si connette nei possibili leggii, ricchi anche di interventi di colore, segnici. Fra la scultura e i libri e la pittura Fava ha realizzato anche un mobile dipinto, nei cassetti del quale sono oggetti di memoria, disparati. Perché la memoria è in effetti il tramite dell’evocazione simbolica: una memoria che intreccia la dimensione individuale con quella collettiva, nella sconfinata remota profondità degli archetipi.» 

La mostra sarà corredata da un catalogo, a cura di Riccardo Pieroni. Durante la giornata inaugurale, dopo la presentazione della mostra, seguirà il Concerto-Spettacolo Il Canto delle Sirene di Valeria Salvatores: alla voce Valeria Salvatores, alla chitarra Massimo Aureli, con l’attrice Elisabetta Carta. 

Vittorio Fava, diplomato all’Istituto d’Arte di Roma alla sezione mosaico e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma (A.A. 1968). Suoi professori all’Accademia sono stati artisti di fama internazionale quali Renato Guttuso, Mino Maccari, Alberto Ziveri, Franco Gentilini, e i critici Antonio Del Guercio e Enrico Crispolti. Le sue opere hanno un carattere multiforme e vanno dal libro d’artista alle opere pittoriche, incisioni, mobili scolpiti e film dipinti. Ha tenuto la cattedra di Disegno dal vero all’Istituto d’Arte di Anagni (dal 1979 al 1988), all’Istituto d’Arte di Roma Tre (dal 1995 al 2005). Nel 2011 ha partecipato su invito alla 54a Biennale di Venezia, padiglione della Regione Lazio con sede a Palazzo Venezia, Roma, diretta dal critico Vittorio Sgarbi su proposta del critico Giorgio di Genova. Nel 2012 ha vinto il Premio per la Scultura alla VI Biennale Internazionale d’Arte Sacra di Lecce e ottenuto la Menzione Speciale per la sezione “C-Arte” al Premio Internazionale “Limen Arte” di Vibo Valentia. Dal 1968 ad oggi espone in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero con particolare riferimento all’ Olanda, alla Francia, agli Stati Uniti e alla Cina. Alcune sue opere si trovano nel MAGI Museo delle Generazioni del ‘900, a Pieve di Cento (RA), nell’Archivio SACKNER Miami (USA), nel Museo del Libro d’Artista di Caroline Corre a Verderonne (Francia), nel MACMA, Museo d’Arte Contemporanea di Matino (LE). Significative le mostre personali presso la Chiesa degli Artisti, Roma; Museo dell’Arte Sanitaria, Roma; Biblioteca Casanatense, Roma; Abbazia di Farfa, Fara Sabina.


Palazzo Rospigliosi/Colonna è una delle sedi storiche più vivaci e apprezzate per le attività culturali nei dintorni della Capitale. Il cinquecentesco Palazzo, dalla splendida corte e con le sue favoleggiate 365 sale, fu ristrutturato più volte dalla potente famiglia dei Colonna e conserva nella sua lunga storia il ricordo di grandi ospiti quali Papa Sisto V, la Scuola d’arte del Domenichino, Vittorio Alfieri e Caravaggio. Attualmente il palazzo è di proprietà del Comune di Zagarolo che da alcuni anni promuove manifestazioni artistiche con l’obiettivo di individuare, attraverso la qualificazione del territorio, personalità di valore con le quali avviare iniziative sempre più coinvolgenti e formative per i cittadini. Il Palazzo è anche la sede del Museo Demoantropologico del Giocattolo, il più grande d’Europa, aperto nel 2005.


VITTORIO FAVA
Mnemosine – La memoria greca delle arti
Opere dal 1968 al 2024

Inaugurazione e presentazione 12 ottobre 2024 dalle ore 16.00
A seguire Concerto-Spettacolo Il Canto delle Sirene di Valeria Salvatores

Palazzo Rospigliosi
Piazza della Indipendenza 18 – Zagarolo (RM)
Fino al 3 novembre 2024 – Ingresso gratuito
Orari
: mercoledì e giovedì 9.00-13.00; martedì, venerdì, sabato e domenica 9.00-13.00 | 15.00-18.00; lunedì chiuso.

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