TRIESTE 1954, LA RIPARTENZA – Conferenza concerto

TRIESTE – Il Trio Pro Musica e la musica per flauto di Giulio Viozzi sono al centro della conferenza-concerto proposta dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini, 4), in calendario mercoledì 13 novembre 2024 alle ore 17.30, quale terzo della terna di appuntamenti, a cura di Stefano Bianchi, dedicata alla musica da camera di Giulio Viozzi (1912-1984), nell’ambito della attività culturali realizzate dal Comune di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nella ricorrenza del 70° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia.

Protagonisti della conferenza-concerto, al centro della quale figura il Trio composto da Viozzi per il Trio Pro Musica, sono Giorgio Marcossi (flauto), Massimo Favento (violoncello) e Corrado Gulin (pianoforte) del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum, coadiuvati per i contributi musicologici e aneddotici da Corrado Maurel, pubblicista e critico musicale. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

70° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia
 
TRIESTE 1954, LA RIPARTENZA
La musica da camera di Giulio Viozzi
Conferenza concerto
Mercoledì 13 novembre 2024 Ore 17.30

Nel catalogo delle composizioni di Viozzi scritte per trio, ai sempre presenti violoncello e pianoforte si alternano il clarinetto, il violino e il flauto. L’occasione di scrittura fu la presenza in città di alcune formazioni cameristiche particolarmente care all’autore, tutte formate da colleghi, amici e compagni d’arte: il Trio Ars Nova di Bruno Bidussi (pianoforte) Giorgio Brezigar (clarinetto) e Guerrino Bisiani (violoncello); il Trio di Trieste di Dario De Rosa (pianoforte), Renato Zanettovich (violino) e Libero Lana (violoncello); il Trio Pro Musica di Roberto Repini (pianoforte), Bruno Dapretto (flauto) e Adriano Vendramelli (violoncello).

Il Trio per flauto, violoncello e pianoforte, scritto nel 1960 per il Trio Pro Musica, ha uno stile che sembra una naturale evoluzione di quello proposto nelle precedenti composizioni cameristiche per tre strumenti. Se nel primo movimento (Preludiando – Vivo e nervoso) la scrittura sembra anticipare modelli poi affiorati nel rock impegnato degli anni ’70, nel secondo movimento (Lento cantabile) Viozzi pare ottimizzare la sua capacità di sviluppo continuo del tema, innescando e moltiplicando, potenzialmente senza fine, l’intreccio espressivo dei tre strumenti, sfociando poi in un consueto tempo finale (Presto), nel quale il gusto della musica popolare riaffiora incontenibile tra richiami stravinskiani e formule ritmiche brillanti. Molto varie e curate sono le «Peripezie» per flauto e pianoforte (Preambolo – Scherzo – Recitativo – Ninna Nanna – Congedo) che Giulio Viozzi scrisse nel 1962 per Milos Pahor, e che si potranno sentire nell’edizione curata dall’interprete stesso, Giorgio Marcossi (già allievo di Milos Pahor). Il programma si completa con «Il ruscello magico» per pianoforte (1932) e qualche altra pagina inedita di Giulio Viozzi.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
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Al Museo Diocesano di Padova un Canova mai visto prima

Nonostante una serie infinita di mostre canoviane, in Italia e nel mondo, esistono ancora opere, documenti, collezioni di Antonio Canova che nessuno, tranne un pugno di studiosi, ha potuto ammirare. Tra queste c’è il Vaso cinerario della contessa Lodovica (Luisa o Louisa) von Callenberg, ora patrimonio della Chiesa di Padova, originariamente collocato nel giardino esterno della chiesa degli Eremitani a Padova. L’opera in marmo, realizzata da Antonio Canova tra il 1803-1807, data per distrutta dai bombardamenti del marzo 1944, che ferirono la città e danneggiarono profondamente il complesso degli Eremitani, è stata ritrovata negli ambienti della parrocchia grazie a una ricerca sull’inventario dei beni culturali ecclesiastici.

IL CANOVA MAI VISTO
Opere del Seminario vescovile e della Chiesa degli Eremitani
Padova, Museo diocesano
8 marzo – 8 giugno 2025

Mostra a cura di Andrea Nante, Elena Catra e Vittorio Pajusco

L’opera ebbe una lunga e travagliata gestazione e solo alla fine dell’estate del 1807 giunse a Padova e venne collocata nello spazio verde dietro l’abside della chiesa degli Eremitani, dove venne piantato appositamente un cipresso che ancora oggi esiste.

Il Vaso cinerario era parte di un monumento funerario progettato e realizzato dagli architetti Domenico Fadiga e Giannantonio Selva, composto da un cippo a sostegno dell’opera canoviana su cui campeggiava una scritta di Johann Wolfgang von Goethe, una stele con l’epigrafe redatta dall’abate Stefano Antonio Morcelli e sette candelabre con altrettante iscrizioni di personaggi illustri.

Sempre la chiesa degli Eremitani aveva ospitato fino al 1896 un altro marmo scolpito da Canova: la Stele funeraria del principe Guglielmo d’Orange Nassau (1806-1808), di cui si conserva tuttora una copia in bronzo, essendo la tomba trasferita dalla casata Orange Nassau nella chiesa nuova di Delft nei Paesi Bassi.

Due opere che sottolineano ulteriormente il legame dello scultore di Possagno con la città di Padova, che già è arricchita di importanti e note opere canoviane, pensate in origine per collezioni private e spazi pubblici (Prato della Valle, Ospedale Giustinianeo) e ora conservate ai Musei civici agli Eremitani.

Il Vaso cinerario della contessa Lodovica von Callenberg, per la prima volta esposto al pubblico, sarà il cuore della mostra “Il Canova mai visto“, curata da Andrea Nante, Elena Catra e Vittorio Pajusco, ospitata al Museo diocesano di Padova dal 30 novembre 2024 al 9 marzo 2025.

Una mostra che farà luce su vicende che legano Padova e Canova a importanti esponenti dell’aristocrazia europea (tra cui la casa reale olandese D’Orange Nassau), ad artisti e intellettuali come la pittrice svizzera Angelica Kaufmann, autrice di un ritratto di Canova conservato in una collezione privata a Padova. Ma sarà anche l’occasione per scoprire la figura di questa nobildonna tedesca – Lodovica von Callenberg – e le relazioni che intercorrevano con intellettuali e artisti europei quali Johann Wolfang von Goethe, e con l’aristocrazia italiana ed europea, tra cui il senatore e principe Abbondio Rezzonico, nella cui villa di Bassano del Grappa la contessa morì improvvisamente il 29 agosto 1803.

Oltre al Vaso cinerario di Lodovica von Callenberg, e ad altri elementi in pietra progettati e realizzati da Domenico Fadiga e Giannantonio Selva a completamento del monumento funebre, saranno esposti alcuni gessi canoviani provenienti dalla Gipsoteca di Possagno, a documentare le felici invenzioni dei geni alati e del ritratto funebre nell’attività creativa del grande maestro. Saranno inoltre presenti i ritratti dei protagonisti coinvolti nella realizzazione dell’opera (Antonio Canova, Abbondio Rezzonico), vedute inedite della città di Padova che mostrano dove fosse collocato il monumento funebre e numerosi volumi dell’epoca che ne hanno tramandato l’immagine e la fortuna.

Una sezione della mostra sarà dedicata a una serie di documenti, lettere e scritti del fratello mons. Giovanni Battista Sartori Canova – in gioventù alunno del Seminario vescovile di Padova –, che attestano il legame del presule, erede del fratello scultore, con il suo amato Seminario.

Tra i lasciti che il presule predispone, uno racconta della passione numismatica di Sartori Canova: la collezione di ben 3.600 monete dell’antica Roma, frutto di «tanti anni di cure, direi quasi appassionate».

«Con tale legato m’intendeva, Monsignore – scrive Giovanni Battista Sartori Canova all’allora vescovo di Padova Modesto Farina – non solo di dare un segno di grata ricordazione al luogo nel quale ebbi la educazione letteraria ed ecclesiastica e venni assunto al sacerdozio, ma ben anche di supplire ad un bisogno di questo istituto troppo invero scarsamente provveduto per la istruzione dei giovani sulla scienza numismatica».

L’inventario cita per la precisione «3.593 pezzi in argento e primo e secondo bronzo […] ed alcuni cotroni Consolari di n. 163 famiglie […] e quelle dell’alto impero latino di 98 teste».

Tutti oggetti che saranno esposti per la prima volta al pubblico, e grazie alla mostra sono materia di un progetto di ricerca dell’Università agli Studi di Padova.

Sempre dalla Biblioteca Antica del Seminario vescovile di Padova verranno esposti al Museo diocesano un nucleo ragguardevole di incisioni del lascito del marchese Federico Manfredini e numerosi testi tra cui l’ultimo volume della Storia della scultura. Dal suo risorgimento all’epoca di Canova redatto da Leopoldo Cicognara, che vedeva in Antonio Canova la massima espressione della scultura.

«La mostra – commenta uno dei curatori e direttore del Museo diocesano, Andrea Nante – è un’occasione interessante per scoprire alcune testimonianze inedite su Antonio Canova – “novello Fidia” come lo definivano i suoi contemporanei – ma anche per cogliere lo stretto legame con la città e con alcune tra le più illustri personalità del tempo, intellettuali, artisti, nobili, ecclesiastici. Sarà interessante anche delineare meglio la figura di Lodovica von Callenberg, di cui alcuni ricercatori stanno studiando il profilo, che si sa essere stata una stimata musicista oltre che nobildonna tra le cui amicizie annoverava quella con Goethe e Angelika Kauffmann, e con alcune famiglie reali europee. Questa iniziativa si colloca nel contesto del progetto culturale del Museo diocesano improntato da oltre vent’anni a un’attività di conoscenza, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, condotta in stretta sinergia con gli enti e gli istituti di ricerca e tutela».


Info: Museo diocesano di Padova Palazzo Vescovile, piazza Duomo 12, 35141 Padova tel. 049 8226159 info@museodiocesanopadova.it
 
Ufficio Stampa:
 
Diocesi di Padova, Ufficio Stampa, Sara Melchiori
tel. 049 8771757 ufficiostampa@diocesipadova.it
 
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. 049 663499 roberta@studioesseci.net (Roberta Barbaro)

Un Blues per Marino allo Spirit de Milan

UN BLUES PER MARINO
Ieri sera Domenica 10 NovembreSpirit de Milan

Un Blues per Marino” è così che si è chiamata la festa svoltasi ieri sera, domenica 10 novembre 2024 allo Spirit de Milan, per ricordare Marino Grandi, ideatore e direttore per quarant’anni della storica rivista Il Blues. Una grande celebrazione alla musica e alla gioia di suonarla e viverla tutti assieme.

A partire dalle ore 20:00 lo Spirit de Milan ha ospitato i tanti amici di Marino e del blues che hanno rivissuto grandi momenti di musica live anche grazie alla partecipazioni di tantissimi artisti, tra cui Max De Bernardi & Veronica Sbergia con Chino Swingslide, I Shot A Man, Jimmy Ragazzon, Maurizio e Leo Pugno, Daniele Tenca Band, Gabriel Delta, Ale Ponti, Max Lazzarin, Dario Lombardo Blues Gang, Andrea Scagliarini, Gennaro Carrillo, Gianni Di Ruvo, Matt Pascale Band, i Limido Bros, Marco Pandolfi, Amanda Tosoni & Andrea Caggiari, Beppe Semeraro, Laura Fedele, i Charms, Stephanie Océan Ghizzoni e Paolo Stellini, e molti altri che si sono aggiunti.

Ha condotto la serata Maurizio Faulisi, il Dr Feelgood di Virgin Radio, che ha gestito anche la parte dedicata alle parole, quando nei cambi palco si è data, a chi lo ha conosciuto e frequentato, la possibilità di commemorare Marino Grandi  con un aneddoto o un ricordo personale.

Una domenica che resterà nella memoria di tutti noi per ricordare insieme Marino Grandi e tutto quello che ha fatto per il blues in Italia.

Si è celebrata una festa per Marino Grandi, scomparso quasi un anno fa il 9 Novembre 2023, “non perché sia facile ma proprio perché sappiamo quanto sarà difficile” prendendo a prestito questa frase celebre di John Fitzgerald Kennedy, quando si parlava di andare sulla luna, perché siamo quasi certi che in questo caso non ne rivendicherebbe il copyright.

Ricordare qualcuno che, padre, marito, creatore e direttore della rivista Il Blues dal 1982, punto di riferimento in Italia e all’estero del blues di casa nostra (come recitava una rubrica dei primi numeri) non è stato facile, e neppure indolore. 

Si sono mescolati ricordi, spezzoni di frasi, lettere scritte a mano o con la (ormai scomparsa) macchina da scrivere, fotografie, recensioni, articoli, interviste, il tutto in un caleidoscopio che, paradossalmente, alla fine è in Bianco e Nero, come la rivista che è sopravvissuta alle leggi del mercato per 40 anni, e che ha raggiunto tantissimi lettori e abbonati, conosciuti, se non di persona per lettera o per telefono, uno per uno.

Viale Tunisia 15, abitazione, residenza, sede della società Edizioni Blues e Dintorni srl e luogo in cui si tenevano le riunioni di redazione, ha visto passare (quasi) tutti quelli che negli anni hanno dato il loro contributo al mondo del blues italiano, europeo e anche mondiale.

Li, dove ci piacerebbe ci fosse una targa, ci sono ancora tutti i dischi, le registrazioni su audiocassette, le fotografie originali, le bobine di dischi che non hanno mai preso vita e sicuramente molto altro.

Ma come ogni persona “importante” (anche se il termine lo avrebbe fatto arrabbiare, sempre più attento a far crescere la rivista più che il suo nome e cognome) deve essere ricordata con gioia, festeggiando tutto ciò che di bello è rimasto nei cuori e negli occhi di chi lo ha incontrato (le cose brutte il tempo se le porterà via prima o poi).

Per questo domenica 10 Novembre allo Spirit de Milan alcuni amici musicisti si sono alternati sul palco della sala grande per portare il proprio personale saluto, e tutti insieme hanno alzato il calice a lui e a tutti quelli che, da qualche parte ma non su questo pianeta, stanno sicuramente parlando di Muddy Waters e Fred McDowell.

Il nostro obiettivo è stato far sì che questa serata sia la prima di una lunga serie, per ricordare chi è “andato avanti”.


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Ufficio Stampa: A-Z Press
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Biblioteca Regionale di Messina: “Anniversario della Battaglia di Pozzuolo del Friuli”

Il 29 e 30 ottobre del 1917, a Pozzuolo del Friuli  si combattè la XII battaglia dell’Isonzo. In tale occasione, la seconda Brigata di Cavalleria, con Genova e Novara, guadagnò le 24 ore che consentirono il ripiegamento della 3a Armata. L’importanza e la fama del “fatto d’arme di Pozzuolo del Friuli” furono decisive per l’andamento del conflitto. A suggellare il contributo nella 1ª Guerra Mondiale, lo spirito e il senso di sacrificio compiuto in quei giorni, fu concessa la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare allo Stendardo dell’Arma di Cavalleria.

In memoria di questa significativa data, e di tutti i Cavalieri che hanno sacrificato la vita per la Patria,  si svolgerà venerdì 15 novembre alle ore 17.00, presso la Sala Lettura della Biblioteca, il Convegno dal titolo “La Grande Guerra nell’Anniversario della Battaglia di Pozzuolo del Friuli – Festa Nazionale dell’Arma di Cavalleria”  con la partecipazione di Autorità locali e di Rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. 


Ufficio Relazioni con il Pubblico
La Referente URP Funz. Dir.
Maria Rita Morgana
urpbibliome@regione.sicilia.it
tel 090674564

Bolzano – PIXEL: Reprogramming Reality – Festival Multidisciplinare sull’Immagine Digitale

Dal 15 al 22 novembre 2024, Bolzano ospiterà la prima edizione di PIXEL, festival nato con l’intento di esplorare il concetto di immagine in una società sempre più definita e influenzata dal sovraccarico di dati digitali.

PIXEL: Reprogramming Reality
Festival Multidisciplinare sull’Immagine Digitale 

15 – 22 novembre 2024 | Bolzano

La manifestazione intende indagare come le immagini – dagli scatti alle videoconferenze, dagli screenshot ai reel  – siano diventate testimoni del presente e custodi della memoria collettiva e individuale. 

Attraverso una selezione di film internazionali, workshop artistici e discussioni teoriche, PIXEL permette una riflessione critica sul cinema e sulla produzione visiva come strumenti di archiviazione e conservazione della memoria. 

La kermesse comprende inoltre il progetto Movie Border Review dell’Associazione Cineclub, il progetto Passaggi di Memoria di Spazio5 e OfficineVispa, configurandosi come un evento multidisciplinare che incoraggia il dialogo tra artisti, studiosi e cittadini, creando un ponte tra passato e futuro, tra immagine e realtà. 

Il programma completo include performance, workshop, proiezioni cinematografiche, tavole rotonde e incontri con esperti internazionali, offrendo una piattaforma per approfondire il ruolo delle immagini nella società contemporanea. 

PIXEL, a cura di Manuel Canelles, in collaborazione con Emma Baruffaldi, è coprodotto da Spazio5 contemporarycluster e dall’Associazione Cineclub, in collaborazione con OfficineVispa, con il supporto della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia autonoma di Bolzano.

Le sedi del Festival

Trevi Lab – Centro Trevi | Via dei Cappuccini 28 Bolzano

Cinema Capitol. FilmClub | Via Streiter 8/D Bolzano
Sala Videodrome – Cineclub / Cineforum | Via Roen, 6 Bolzano

OfficineVispa – Sede SottoCasanova –  Bolzano
Studio Elisa Grezzani | via Rencio, 38 Bolzano
Spazio Macello | Via Macello , 18 BolzanoSede organizzativa. Spazio5 contemporarycluster | Piazza Gries 18 Bolzano

PROGRAMMA DEGLI EVENTI

Venerdì 15 novembre: Opening del festival allo Spazio Macello di Bolzano con un’apertura musicale di lä ma e a seguire una performance sonora dell’artista Stefano Bernardi, Mirror to mirror, e presentazione degli eventi del festival. 

Sabato 16 e domenica 17 novembre: Workshop creativo sul riutilizzo delle immagini. #photodump workshop. Questo laboratorio, realizzato in collaborazione con l’associazione Cineclub parte dal concetto stesso di recupero visivo e offrirà ai partecipanti l’opportunità di lavorare su video preesistenti, esplorando come la manipolazione e il montaggio delle immagini possa generare nuove narrazioni. L’obiettivo è riflettere sull’uso dei contenuti digitali già prodotti, creando una connessione tra passato e presente, e stimolare la creatività nel ripensare il materiale visivo. 

Lunedì 18 novembre: Presso la ZeLIG scuola di documentario, proiezione del documentario Hidden Photos alla presenza del regista Davide Grotta, con cui ci sarà un Q&A al termine della proiezione.

Martedì 19 novembre: Nella nuova sede di OfficineVispa, presentazione del progetto Passaggi di Memoria, un’iniziativa che ha raccolto gli archivi personali degli abitanti del quartiere Ortles/Casanova, documentando 50 anni di storia di un territorio privo di narrazioni ufficiali. La serata include una conversazione con Cooltour e proiezioni di progetti visivi legati alla memoria del quartiere, seguita da un DJ set con la DJ berlinese Barbara Bo

Mercoledì 20 novembre: Proiezione serale ore 20:30 del documentario Cameraperson presso il Cinema Capitol. Il film verrà introdotto dai curatori della rassegna. 

Giovedì 21 novembre: Il Centro Trevi ospiterà un laboratorio sulla parola, diretto dal prof. Ledo Prato, segretario generale di Mecenate 90 e esperto di politiche culturali. In serata ore 20:30 presso la sala Videodrome di via Roen 6, in collaborazione con CineForum e Cineclub, la proiezione del documentario Black Code verrà introdotto dai curatori della rassegna. 

Venerdì 22 novembre: Chiusura del festival nello studio dell’artista Elisa Grezzani, con una proiezione del film sperimentale Verifica Incerta di A. Grifi / G. Baruchello, momento nodale del cinema underground italiano. A seguire una roundtable tra Elisa Grezzani (Artista visiva), Steve Bisson (Chair of Photography presso il Paris College of Art), Claudia Corrent (fotografa e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia), Michele Fucich (storico dell’arte e curatore indipendente), Lisa Andreani (curatrice e rappresentante di Associazione Grifi), che discuteranno l’impatto delle immagini digitali sulla memoria storica e sulla percezione del reale. Invitati i rappresentanti della Fondazione Barucchello. 

PIXEL
ideato da
Manuel Canelles
a cura di Manuel Canelles ed Emma Baruffaldi
Produzione Spazio5 contemporary cluster
Co.produzione Ass. Cineclub
Collaborazioni: Anita Bianchi, Andrea Oradini, Cristina Nicchiotti, OfficineVispa
Con il sostegno di: Provincia autonoma di Bolzano – Ufficio Cultura Italiana 

Informazioni
Spazio5 contemporary cluster
www.spazio5.netwww.spazio5.net/pixel
studio.openspace@gmail.com 

Ufficio stampa Roberta Melasecca_Interno 14 next – Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
tel. 3494945612
cartella stampa su www.melaseccapressoffice.it

Al Palazzetto Bru Zane IL CINE-CONCERTO | dal 12 novembre prende il via la nuova rassegna

Martedì 12 novembre al Palazzetto Bru Zane prende il via la nuova rassegna di cine-concerti 2024-2025, dove il cinema delle origini si intreccia con la musica francese del grande Ottocento, al centro delle ricerche del Centre de musique romantique française. In questa speciale occasione verrà presentato Il Figliol prodigo (1916), un film dalla genesi affascinante, realizzato da Edmond Benolt-Levy e tratto dalla pantomima di Michel Carré fils (1890).

La serata sarà introdotta da Paolo Pinamonti, musicologo e direttore artistico, noto per  il suo impegno nella valorizzazione di opere poco conosciute. Juan Carlos Garvayo, pianista spagnolo e fondatore dell’ensemble Proyecto Guerrero, interpreterà  dal vivo le musiche  di  André Wormser  durante  la proiezione.

L’evento, proposto in collaborazione con la Fundacion Juan March di Madrid, la Fundacion Archivo Manuel de Falla di Granada e il Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC) di Parigi – che ha cortesemente messo a disposizione il film – sarà replicato il 20 novembre 2024 presso I’Archivo Manuel de Falla di Granada, e il 30 novembre 2024 nella Fundacion Juan March di Madrid.

Cine-concerto • Il Figliol prodigo
Martedì 12 novembre, ore 19.30
Tariffa: 5 euro
 
Paolo Pinamonti presentazione
Juan Carlos Garvayo pianoforte
 
In collaborazione con la Fundaciòn Juan March di Madrid, la Fundaciòn Archivo Manuel de Falla di Granada e il Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC) di Parigi

Film di Edmond Benoit-Levy tratto dalla pantomima di Michel Carré fils (1890).

Musica dal vivo di André Wormser, composta per la pantomima e ripresa nella tournée teatrale e cinematografica del 1907 (con Manuel de Falla al pianoforte) e nel film consecutivo del  1916.

Nel 1907, Manuel de Falla si trasferisce nella Parigi delle avanguardie per ampliare i suoi orizzonti musicali. Sopraffatto dalle difficoltà economiche, quell’estate entra a far parte come pianista di una compagnia teatrale in tournée per l’Europa, per interpretare la musica composta da André Wormser per la pantomima in tre atti LEnfant prodigue, rappresentata  nel 1890 al Théatre des Bouffes-Parisiens. La musica è basata su un libretto di Michel Carré fils, figlio del grande librettista Michel Carré e cugino di Albert Carré, direttore dell’Opéra-Comique di Parigi (dove sarebbe stata rappresentata La vida breve di Falla). Questa pantomima ottiene un grande successo a Parigi e l’anno successivo a Londra. Nel 1907 viene girato un film tratto da questa pantomima, presentato a Parigi il 20 giugno dello stesso anno. Per promuovere questo film – che rappresenta un unicum importante nella storia del cinema essendo uno dei primi lungometraggi (90′) – viene organizzata anche una grande tournée europea della pantomima originale. Ci partecipa un giovane e sconosciuto Manuel de Falla, che tuttavia viene presentato dalla stampa francese dell’epoca come: “pianista, compositore, laureato dell’Académie royale di  Madrid”.

La ripresa di questa pantomima, accompagnata dal compositore stesso – André Wormser – che ha l’occasione di apprezzare le qualità pianistiche del giovane Falla, vede come protagonista una famosa ballerina dell’Opéra di Parigi, Emma Sandrini. Non si sa se in questa tournée dell’estate del 1907, tra Francia, Svizzera, Belgio e Germania, sia stata presentata solo la pantomima o anche la versione cinematografica della stessa o, come era consuetudine in quel periodo degli albori del cinema, una forma di spettacolo misto. Sappiamo, tuttavia, che Falla in una lettera del 16 agosto 1907 ai suoi genitori scrive: “il mio lavoro si è ridotto a L’Enfant prodigue, in cui ho avuto un effettivo successo, ma non mi è stato possibile suonare opere da concerto perché i pianoforti erano pessimi e, come se non bastasse, non avevo tempo per studiare, poiché è stato un viaggio cinematografico” .

I film e la musica di questa pantomima furono uno dei grandi successi nella storia della nuova forma di spettacolo che iniziava a muovere i primi passi, il cinema. Primi passi che videro in un giovane Manuel de Falla un testimone che, a sua volta, tornato a Madrid, rielaborerà questo genere misto di pantomima, con la prima versione di El amor brujo (1915), con El corregidor la molinera (1917) e forse in una nuova forma di spettacolo audiovisivo con la sua incompiuta Atlàntida.

Paolo Pinamonti

Laureato in filosofia, diplomato pianoforte e con studi di composizione, dal 1992 fino al suo pensionamento nel 2023 è stato professore di storia della musica contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La sua carriera include la direzione artistica del Teatro La Fenice di Venezia, la direzione generale e artistica del Teatro Nacional Sao Carlos di Lisbona, la direzione artistica del Festival Mozart Caixa Galicia di A Corufia, la direzione del Teatro de la Zarzuela di Madrid, della Fondazione Teatro di San Carlo a Napoli e del Macerata Opera Festival.

Parallelamente alla sua attività di direttore artistico, ha sviluppato varie attività di ricerca musicologica, con particolare attenzione alla figura di Manuel de Falla. I suoi saggi sono stati pubblicati da diverse case editrici in Italia, Francia, Spagna e Portogallo, ed è stato responsabile dell’edizione critica dell’opera Sigismondo di Rossini nell’ambito delle edizioni rossiniane della Ricordi-Fondazione Rossini di Pesaro. Attualmente è presidente della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, membro del consiglio della Fondazione Archivo Manuel de Falla di Granada e direttore tra il 2023 e il 2024 e, dal 2024, direttore artistico  del  Festival  Internazionale  di Musica e Danza di Granada.

Premio Nacional de Musica 2013 come membro del Trio Arbos, Juan Carlos Garvayo è uno dei pianisti spagnoli più attivi e versatili della scena contemporanea. Ha suonato in sale internazionali come la Konzerthaus di Vienna, il Conservatorio Cajkovskij di Mosca, l’Accademia Sibelius di Helsinki, la Biennale di Venezia, il Teatro Colon di Buenos Aires, la Carnegie Hall di New York e I’Auditorio Nacional di Madrid, e ha partecipato a festival come Kuhmo, Time of Music di Viitasaari, Wittener Tage für neue Kammermusik, ULTIMA di Oslo, Casals di Porto Rico, la Quincena Musical di San Sebastian e i festival di Singapore, Spoleto, Shanghai, Santander e Granada. Ha realizzato numerose registrazioni di riferimento di musica spagnola contemporanea per pianoforte e musica da camera. È Professore di Musica da Camera presso il Real Conservatorio Superior de Musica di Madrid. Ha studiato presso le Università di Rutgers e di New York ed è Dottore in Educazione presso l’Università Autonoma di Madrid. La sua attività musicale include una particolare dedizione al rapporto tra musica e cinema muto, eseguendo dal vivo musiche per numerosi film di Keaton, Chaplin, Murnau e Bauer. È inoltre autore delle musiche per La aldea maldita (1930) e Midsummer Night ‘s Dream (1909).


INDIRIZZO
Palazzetto Bru Zane
Venezia, San Polo 2368
 
Contatti per la Stampa
contact@bru-zane.com
 
In collaborazione con Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Ref. Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net Tel. 049 663499

Pulcinella, concerto nella Città dei Sassi dell’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA

Un racconto in musica della celebre maschera napoletana eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal Maestro Saverio Vizziello e con le voci del mezzosoprano Gianna Racamato, del tenore Stefano Colucci e del baritono Marcello Rosiello.

STAGIONE CONCERTISTICA AUTUNNALE 2024
 
L’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA IN
PULCINELLA
DOMENICA 10 NOVEMBRE
ORE 20:30
AUDITORIUM RAFFAELE GERVASIO

L’Orchestra Sinfonica di Matera, in collaborazione con il Festival Duni, racconta in musica la celebre maschera partenopea Pulcinella e lo fa nell’interpretazione di due compositori contemporanei: Ottorino Respighi e Igor Stravinsky.

La terza stagione concertistica autunnale dell’Orchestra Sinfonica di Matera presenta domenica 10 novembre, con inizio alle 20:30, all’Auditorium Raffaele Gervasio, in piazza San Francesco d’Assisi a Matera, il concerto Respighi – Stravinsky. Pulcinella.

 L’esibizione dell’Orchestra Sinfonica di Matera, diretta dal Maestro Saverio Vizziello e con le voci del mezzosoprano Gianna Racamato, del tenore Stefano Colucci e del baritono Marcello Rosiello, conclude la Maratona Pulcinella del Festival Duni. Dedicata a una delle maschere più iconiche della commedia dell’arte napoletana, la Maratona Pulcinella sarà declinata attraverso la musica e il cinema. Domenica mattina alle 11 a Palazzo Bernardini il complesso di strumenti antichi L’Astrée col primo violino di Francesco D’Orazio, la regia scenica di Vania Cauzillo e le pantomime di Gino Marangi, eseguiranno le musiche originali del Settecento di Pergolesi ed altri; dalle 17 al Cinema Il Piccolo, Nanni Coppola illustrerà la figura di Pulcinella nel grande cinema del Novecento e un omaggio al compositore materano Raffaele Gervasio.

Gran finale con l’Orchestra Sinfonica di Matera che eseguirà la Suite n.3 “Antiche Arie e Danze per Liuto” di Ottorino Respighi, un classico che mette a confronto musica antica e moderna e l’intera partitura del balletto Pulcinella di Igor Stravinsky.

Raccolta di trascrizioni per orchestra d’archi di brani per liuto dei secoli XVI e XVII, la Suite n.3 “Antiche Arie e Danze per Liuto” di Ottorino Respighi rappresenta un’opera significativa nel panorama musicale del Novecento. Respighi, con la sua maestria orchestrale, ha saputo reinterpretare la musica del passato, donandole nuova vita e rendendola accessibile a un pubblico più vasto. La suite è ancora oggi apprezzata per la sua bellezza e la sua capacità di evocare atmosfere suggestive.

Prima importante opera del periodo neoclassico di Stravinsky, Pulcinella è un balletto con canto in un atto scritto nel 1920 su musiche di Giovanni Battista Pergolesi e altre all’epoca a lui attribuite; il titolo originale è «Ballet avec chant» Pulchinella (Musique d’après Pergolesi). Ulteriori studi hanno permesso di appurare che solo otto dei brani di Pulcinella sono autentici, mentre gli altri sono opera di Domenico Gallo, Unico Wilhelm van Wassenaer, Alessandro Parisotti e altri ancora attribuiti a Carlo Ignazio Monza. Stravinskij si era innamorato di quelle musiche dal ritmo vivace e avvincente e le fece sue, con un’impronta assolutamente personale e rivelando la capacità di forgiare il nuovo a partire dalla tradizione, aspetto fondamentale e modernissimo del camaleontico genio di Stravinsky. I testi dei brani cantati del Pulcinella, affidati alle voci dei cantanti Gianna Racamato, Stefano Colucci e Marcello Rosiello, sono di carattere generale, cantano sentimenti amorosi e non sono legati direttamente all’azione del Balletto.

La stagione concertistica autunnale 2024 dell’Orchestra Sinfonica di Matera proseguirà giovedì 28 novembre alle 20:30 all’Auditorium Gervasio a Matera con: IL 900 SINFONICO. Pasquale Corrado dirige l’Orchestra Sinfonica di Matera sul palco anche il violoncello solista Marcello Forte.

La terza stagione concertistica dell’Orchestra Sinfonica di Matera è composta da undici appuntamenti fino al 30 dicembre 2024, tutti gli spettacoli si terranno all’Auditorium Raffaele Gervasio, la sala da concerti ipogea del Conservatorio Duni di Matera.

Il biglietto d’ingresso è di 10 € (per gli studenti di ogni ordine e grado ridotto di 5 €). Si possono acquistare i titoli d’ingresso in prevendita alla biglietteria del Cineteatro Comunale Gerardo Guerrieri, in piazza Vittorio Veneto, 23 a Matera aperta tutti i giorni dalle 18 alle 21. O recandosi alla Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie, 69 a Matera. La cartoleria è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20:30. E’ anche possibile acquistare i biglietti on line al link: https://www.webtic.it/#/shopping?action=loadLocal&localId=5493

Per ulteriori informazioni sugli spettacoli visitare il sito: https://orchestrasinfonicamatera.it/

Si può contattare l’Orchestra Sinfonica di Matera anche tramite WhatsApp al numero +39 327 485 0461.

 Domenica 10 novembre ore 20:30 – Auditorium Raffaele Gervasio – Matera
PULCINELLA
In collaborazione con Festival Duni
Gianna Racamato – Mezzosoprano
Stefano Colucci – Tenore
Marcello Rosiello – Baritono
Musiche: Ottorino Respighi; Igor Stravinsky
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Saverio Vizziello
 
PROGRAMMA DI SALA:
Ottorino Respighi (1879 – 1936)
SUITE n.3 da “antiche danze e arie per liuto”
Italiana – Andantino (Ignoto)
Arie di corte – Andante cantabile (Jean-Baptiste Besard)
Siciliana – Andantino (Ignoto)
Passacaglia – Maestoso. Vivace (Ludovico Roncalli)
Igor Stravinsky (1882  – 1971)
PULCINELLA ballet
Ouverture. (Dal primo movimento della prima “Sonata a tre”di Domenico Gallo) – Allegro moderato
Serenata: Mentre l’erbetta pasce l’agnella (Da “Il Flaminio”, atto I, Pastorale di Polidoro) – Larghetto
Scherzino. (Dalla seconda “Sonata a tre”, in si bemolle maggiore, di Domenico Gallo) – Allegro
Poco più vivo: Benedetto, maledetto (Da “Il Flaminio”, atto III, canzone del Checca)
Allegro. (Dal terzo movimento della seconda “Sonata a tre” di Domenico Gallo)
Andantino. (Dal primo movimento dell’ottava “Sonata a tre”di Domenico Gallo)
Allegro. (Da “Lo frate ‘nnamorato”, atto I, Aria di Vannella)
Allegretto: Contenta forse vivere (Dalla Cantata “Luce degli occhi” – Aria tratta da “Adriano in Siria” e parodiata in “L’Olimpiade”)
Allegro assai. (Dal terzo movimento della terza “Sonata a tre” di Domenico Gallo)
Allegro alla breve: Con queste paroline (Da “Il Flaminio”, atto I, aria di Vastiano)
Largo: Sento dire no’ ncè pace (Da “Lo frate ‘nnamorato”, atto III, Arioso di Ascanio)
Allegro: Chi disse cà la femmena (sempre da “Lo frate ‘nnamorato”, atto II, Canzone di Vannella)
Presto: Ncè sta quaccuna pò / Una te fa la nzemprece (Duetto) – Larghetto
Allegretto alla breve. Dalla “Sonata a tre” di Domenico Gallo)
Tarantella. (Dal “Concertino n. 6” in si bemolle maggiore di Fortunato Chelleri)
Andantino: Se tu m’ami (Da attribuire probabilmente a Alessandro Parisotti)
Allegro. (Dalla “Suite per clavicembalo n. 1”, in mi maggiore, di autore anonimo)
Gavotta con due variazioni. (Dalla “Suite per clavicembalo n. 3” di autore anonimo)
Vivo. (Dalla “Sinfonia per violoncello e basso continuo” in fa maggiore)
Tempo di minuetto: Pupillette, fiammette d’amore (Da “Lo frate ‘nnamorato”, atto I, «canzone di Don Pietro») –
Finale/Allegro (Dal terzo movimento della dodicesima “Sonata a tre” di Domenico Gallo)
 
Informazioni su biglietti, prevendita e contatti:
 
Biglietti:
Ingresso singolo 10,00 €
Ingresso singolo ridotto studenti 5,00 €
 
Come acquistare:
Biglietteria:
·      Cineteatro Comunale Gerardo Guerrieri, in piazza Vittorio Veneto, 23 a Matera. Tutti i giorni dalle 18 alle 21.
·      Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie, 69 a Matera. Dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:30.
Biglietteria on line:
·      https://www.webtic.it/#/shopping?action=loadLocal&localId=5493


La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di MateraProvincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.

A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.

La stagione concertistica 2024, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è realizzata in collaborazione con: Curia Arcivescovile di Matera – Irsina, Fadiesis Accordion Festival, Festival Duni, Soroptimist Club Matera.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it

Visite guidate alle mostre Lunario Triestino 1953_1954 e Cronache triestine 1945_1954

Proseguono le visite guidate gratuite con le curatrici Claudia Colecchia e Antonella Cosenzi rispettivamente delle mostre Lunario Triestino 1953_1954 a Palazzo Gopcevich, (mercoledì 13 novembre alle ore 16.30) e Cronache triestine 1945_1954 al Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez (giovedì 14 novembre alle ore 11.00, compresa nel biglietto d’ingresso al Museo).

70° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia
 
Visite guidate alle mostre
Lunario Triestino 1953_1954
Cronache triestine 1945_1954
Mercoledì 13 e giovedì 14 novembre

Tra le curiosità esposte, particolarmente apprezzate dai tanti visitatori, nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich, oltre alle circa 300 fotografie conservate dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte, si possono ammirare anche alcuni oggetti iconici tra cui la FIAT Topolino, la Lambretta, la radio Geloso, il vinile originale di Vola Colomba, giocattoli, macchine fotografiche, documenti e riviste d’epoca.
Nella Sala mostre del Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, oltre al percorso espositivo che consente di capire le complessità che contraddistinsero il decennio ’45-’54 nella città di Trieste, anche la documentazione di due edizioni del Festival Nazionale dei Ragazzi – anni 1951 e 1953– volute dal sindaco Gianni Bartoli quali occasioni di dibattito sui problemi pedagogici relativi alla gioventù italiana del secondo dopoguerra, anche per catalizzare l’attenzione di tutta l’Italia sulla questione di Trieste.

Le mostre – che resteranno aperte fino all’8 dicembre –  sono promosse nell’ambito delle iniziative culturali “Vola Colomba” per il settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia, realizzate dal Comune di Trieste con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.


Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
zar@apscom.it

Una mostra collettiva che riunisce artiste contemporanee dai diversi Continenti

Dal 10 al 24 novembre 2024, l’antico Oratorio dei Crociferi di Venezia accoglierà TOGETTHERE WITH A WOMAN, una mostra collettiva che riunisce artiste contemporanee dai diversi Continenti. L’esposizione mira a mettere in luce la creatività, la resilienza e l’impegno delle donne nell’arte e nella società contemporanea, celebrando la ricchezza della diversità culturale e la forza della sorellanza.

TOGETTHERE With a Woman 
a cura di Marika Parsadanelli Wardell 
 
10.11 > 24.11.2024 
Preview 09.11. dalle 16.30 alla 20

Oratorio dei Crociferi

Cannaregio, Campo dei Gesuiti, 4904

TOGETTHERE,” spiega la curatrice Marika Parsadanelli Wardell, “è un gioco di parole che unisce ‘Together’ e ‘To get there’: insieme con una donna e raggiungere un obiettivo con una donna. Questo titolo esprime l’essenza della mostra, che vuole enfatizzare il valore della collaborazione femminile per promuovere diritti e opportunità attraverso l’arte.

TOGETTHERE WITH A WOMAN e’ un incontro di universi femminili che, dal 10 al 24 novembre confluiranno a Venezia negli antichi spazi dell’Oratorio dei Crociferi in nome di un’arte contemporanea che da un lato celebra la Donna, mettendone in luce resilienza e creatività,  dall’altro punta dritto al tema dell’essere un po’ ovunque e sempre stranieri. Nel mondo esterno e in quello interiore. 

Per quanto, tuttavia, dallo “xenox” dei Greci all “hostis” dei Latini la figura dello straniero abbia acquisito nel tempo infinite sfumature semantiche, rimane il fatto che essa stia ad indicare, sia una figura altra da noi sia una figura in costante rapporto con noi.

Ed è questo che ci dicono le 13 artiste selezionate dall’Art Curator Marika Parsadanelli Wardell: le differenze culturali o generazionali non sono ostacoli, ma piuttosto opportunità per connettersi, evolvere e costruire legami significativi. Mantenendo viva la memoria del Passato e concentrandosi sul Presente, si può aiutare a plasmare nuovi orizzonti per le generazioni future. La mostra vuole essere un invito a condividere, rispettare e conoscere l’Altro.

TOGETTHERE riprende dunque il tema “Foreigners Everywhere” della Biennale Arte di Venezia 2024 e propone un percorso vibrante fra opere eterogenee – disegni, dipinti, installazioni, performance, video e opere di arte digitale –  metafore culturali di un’arte contemporanea che invita all’introspezione  e diventa specchio di una società in cui le donne sono sempre più unite, perseveranti e libere. Di esprimersi. E di creare.

Per un unico “manifesto” che parla di condivisione, diritti e uguaglianza

TOGETTHERE  – “Together” e “To get there”, al contempo: ‘insieme con una donna’ e raggiungere un obiettivo con una donna , per sottolineare il valore della collaborazione, della sorellanza che è insieme comunione di intenti, visioni e sforzi al fine di affermare i diritti e le opportunità delle donne nella società anche attraverso l’arte. 

‘TOGETTHERE with a Woman’ o ‘Reaching There with the Woman’ è un gioco di parole che nasconde un significato profondo  e crea una connessione invisibile tra donne di epoche e culture diverse, unendo passato e presente in uno spazio che possiamo definire sacro” spiega l’Art Curator Marika Parsadanelli Wardell.

Il percorso espositivo è una sorta di pellegrinaggio spirituale, invitando i visitatori a scoprire opere dense di emozioni che raccontano di storie passate e presenti in un intreccio di creatività tutta al femminile. I lavori presenti abbracciano un’ampia varietà di linguaggi artistici dalla pittura alle installazioni alle performances, per riflettere le molteplici esperienze femminili nel mondo. Le Artiste provengono da diversi Paesi del mondo, per precisa scelta della Curatrice che ha voluto sottolineare l’importanza del confronto tra culture e background diversi, evidenziando le identità culturali in un mondo globalizzato. 

La scelta dell’Oratorio dei Crociferi non è casuale: questo luogo storico un tempo parte di  un edificio medievale emblematico della cultura veneziana, destinato a ospedale e ristoro per crociati e pellegrini in viaggio verso la Terra Santa, nel corso del XIV secolo venne trasformato in ricovero per donne in difficoltà,  che qui trovavano sostegno e comprensione, acquisendo coscienza di se’ e conoscenza del mondo, oltre ad apprendere mestieri manuali.

Proprio in memoria di ciò la curatrice ha voluto fare dell’Oratorio dei Crociferi il palcoscenico d’elezione per il debutto italiano di TOGETTHERE, che rende omaggio alla Storia e alle Donne attraverso l’Arte.

La mostra “TOGETTHERE”  fa parte del palinsesto previsti in delll’edizione 2024 di “Novembre Donna – Libere dalla Violenza”  sotto il patrocinio del Comune della Città di Venezia. 

È possibile consultare il programma completo al seguente link:

L’esposizione propone una varietà di linguaggi artistici differenti, tra cui disegni, dipinti, installazioni, performance e arte digitale, ciascuna simbolo di un’arte che diventa specchio di una società in cui le donne sono sempre più unite e libere di esprimersi e creare.

L’Oratorio dei Crociferi, con la sua storia ricca di significato, è la cornice perfetta per questo incontro artistico. In passato rifugio per donne in difficoltà, questo spazio accoglie oggi un dialogo tra donne e culture diverse, ricordando le lotte, le conquiste e l’eredità femminile.

Natali Arif – Marie Julia Bollansee – Kate Kombarova – Akshita Lad – Peggy Milleville  – Karin Minasian Amelie Scotta – Paola Turra – Vakki  – Chuu Wai – Marika Parsadanelli Wardell – May Wright – Elisabeth Woronoff

LABIRINTO

Data: 10 novembre, dalle 10:00 alle 16:00
Performance: Marie Julia Bollansée

L’evento richiama il labirinto di Creta e invita il pubblico a un pellegrinaggio spirituale attraverso un labirinto creato dall’artista con sentieri in lana bianca e isole di telone blu. I visitatori sono incoraggiati a partecipare a piedi nudi.

VERITAS 
Data:
 15 novembre, e 22 novembre  dalle 16:00 alle 17:00
Performance: Marika Parsadanelli Wardell 

La performance Veritas si concentra sul simbolismo della rosa rossa, Marika intreccia temi cristiani e simboli complessi, utilizzando il numero e il colore delle rose, l’acqua che le contiene, e una melodia per guidare il pubblico in un’esperienza riflessiva sulla spiritualità e sull’esistenza.


AKSHITA LAD, cresciuta tra Mumbai e Dubai, pluripremiata con mostre in spazi come il Louvre e la Saatchi Art Gallery, Akshita Lad ha sviluppato uno stile che combina tradizione e modernità, esplorando temi di empowerment femminile e questioni sociali. La sua serie Flowers and Identity include opere come Masculine Grace, un ritratto che esplora la fluidità dell’identità di genere. Qui, un uomo africano è adornato da una rosa pesca, evocando un contrasto tra mascolinità e femminilità, e invitando a riflettere sull’identità personale.

VAKKI
Artista visiva sud coreana, che crea installazioni cinetiche e sonore, Vakki usa oggetti comuni trasformati in astrazioni geometriche e colori vivaci per rappresentare la ciclicità della vita. Nell’opera Echo of the Endless Cycle, una scultura multimediale, linee geometriche e giochi di luce suggeriscono uno spazio vivo e dinamico, invitando a riflettere sulla rigenerazione continua dell’esistenza.

EKATERINA KOMBAROVA
Nata in Russia, è fondatrice del brand Maison Kaleidoscope, Kombarova esplora l’amore come forza spirituale nelle sue opere astratte. Union For Love rappresenta le dinamiche tra principi maschili e femminili attraverso una tavolozza che unisce toni terrestri e celesti, simboleggiando l’amore come un ponte tra i mondi fisico e spirituale.

MYA WRIGHT
Artista emergente sudafricana, Mya Wright denuncia lo sfruttamento nell’industria della moda con l’installazione Help Yourselves. Tessuti strappati e grucce rotte rappresentano il lavoro minorile, con tag sparsi che simboleggiano 100.000 bambini sfruttati. L’opera invita il pubblico a riflettere sul costo umano della moda e promuove un dialogo per il cambiamento sociale.

ELISABETH WORONOFF
Direttrice artistica di ARTEOS, Woronoff affronta temi sociali e urbani. L’installazione SKRIK esplora il trauma dell’incesto con abiti bianchi sospesi e tessuti su cui i visitatori possono scrivere parole, trasformando l’opera in uno spazio di riflessione e guarigione collettiva.

MARIE JULIA BOLLANSÉE
Scultrice e performer belga, Bollansée combina performance rituali e scultura per esplorare la forza vitale. Nella performance Labyrinth, eseguita all’Oratorio dei Crociferi, l’artista usa sciarpe di lana per creare un percorso meditativo, simbolo di legame generazionale, invitando i visitatori a riflettere in silenzio.

AMÉLIE SCOTTA
Artista francese che esplora il rapporto tra l’architettura e l’individuo. Le sue opere, come la serie Withdraw, sovrappongono precisione grafica e inchiostro colorato, esprimendo il contrasto tra struttura e paesaggio, e riflettendo sul tema del ritiro come protezione o liberazione.

CHUU WAI
Artista birmana in esilio a Parigi, Chuu Wai affronta temi di dislocamento e resilienza femminile. In Within the Depths of My Heart, I Carry Yours, una figura femminile su tessuto tradizionale birmano è decorata con collage di vecchie fotografie, evocando il distacco e la lotta per ridefinire l’identità personale e collettiva.

PEGGY MILLEVILLE
tedesca, ma veneziana d’adozione, Milleville crea opere tra scultura e pittura che esplorano la trasformazione di Venezia. Mixed Media Exploration of Human Forms cattura la fluidità e i contrasti della città, con materiali e colori che riflettono la fragilità e la resistenza veneziana.

PAOLA TURRA
Artista veneziana, Paola Turra esplora leggerezza e trasparenza con materiali come la fuliggine di candela. In Luce e Leggerezza, i candelabri di Murano diventano simboli della fragilità e bellezza della luce veneziana, evocando una riflessione sull’immaterialità.

KARIN MINASIAN
Di origine armena, Karin Minasian esplora simboli spirituali con opere come Elevation, che riflette sulla vita eterna. Simboli come il rosso e le spirali dorate suggeriscono il passaggio dall’effimero all’eterno, invitando alla ricerca di significati più elevati.

NATALI AREFIEVA
nata a Marbella, fotografa e artista digitale, Arefieva esplora il simbolismo dell’oro con opere che uniscono fotografia e scultura. La sua ricerca sull’oro come luce e perfezione si ispira a contesti mitologici, creando un dialogo tra tradizione e innovazione.Il progetto Transformation  esplora il cambiamento personale attraverso sculture di foglie, simbolo di metamorfosi e crescita. L’uso dell’oro richiama l’amore, la libertà e la luce interiore. Grazie all’improvvisazione e all’intelligenza artificiale, le sue opere invitano gli spettatori a riflettere sui propri percorsi di trasformazione, offrendo un messaggio di speranza e positività durante le transizioni.

MARIKA PARSADANELLI WARDELL, nata a Tbilisi di origine armena, ha una carriera internazionale che spazia dalla curatela di mostre come quella delle sculture di Auguste Rodin a San Pietroburgo e Mosca, alla collaborazione con marchi come Dior. Ha lavorato come relatrice all’Ermitage e ha curato mostre di rilievo, tra cui English Breakfast per il British Council. Dal 2022, ha promosso iniziative come TOGETHER with a Woman, una mostra di artiste donne a Venezia. La performance Veritas unisce astrazione, concettualità e simbolismo biblico, creando un forte dialogo con il pubblico. Marika intreccia temi cristiani e simboli complessi, utilizzando il numero e il colore delle rose, l’acqua che le contiene, e una melodia per guidare il pubblico in un’esperienza riflessiva sulla spiritualità e sull’esistenza.


TOGETTHERE with a Woman                                                     
10.11 > 24.11. 2024    
Oratorio dei Crociferi 
Campo dei Gesuiti 4904- Venezia       

ORARI DI VISITA
Lunedi – Giovedi 12-17
Venerdi – Domenica 10-17

VERNISSAGE   09 novembre dalle ore 16.30  

WEBSITE  www.togetthere.art
INSTAGRAM @togetthere_art
                    
Contatti Stampa
Cristina Gatti Press & P.R.|  press@cristinagatti.it
in collaborazione con
Giordana Sapienza PR Consultant | giordana.sapienza@gmail.com

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – Nuove acquisizioni ARTISSIMA

Con il budget più alto degli ultimi dodici anni, anche quest’anno la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha confermato di credere alle proposte delle gallerie presenti ad Artissima acquisendo, nel corso dell’edizione 2024, 10 nuove opere realizzate da 5 artiste e artisti, destinandole come sempre alla fruizione pubblica, importanti lavori di Sara Enrico, Chiara Fumai e Zhanna Kadyrova confluiranno nella collezione permanente del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, mentre le opere di Guglielmo Castelli e Chantal Joffe saranno rese disponibili per le sale della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

LE NUOVE ACQUISIZIONI DELLA FONDAZIONE PER L’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA CRT AD ARTISSIMA 2024

Acquisite 6 opere d’arte di 3 artiste a favore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Da quasi 25 anni, la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ente “art oriented” della Fondazione CRT, è uno dei partner principali della fiera internazionale di Artissima, che sostiene attraverso differenti contributi, il più rilevante riferibile alla campagna acquisizioni; questo nella ferma convinzione che Artissima rappresenti per la città di Torino un’opportunità straordinaria per confermare e consolidare il proprio ruolo sulla scena internazionale. Tanto che, per questa edizione 2024, la Fondazione ha deciso di incrementare lo storico fondo destinato alle acquisizioni portandolo dai 200.000 euro dello scorso anno a 280.000 euro, investiti nell’acquisto di opere per un valore commerciale di 400.500 euro. Si tratta del budget più alto degli ultimi 12 anni per quanto riguarda le acquisizioni effettuate nell’ambito della fiera torinese.
 
“In occasione del trentunesimo anno di Artissima, la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha incrementato il budget destinato alle acquisizioni in fiera a 280.000 euro. Si tratta dello stanziamento più elevato degli ultimi 12 anni, un segno del nostro impegno e una conferma del sostegno che la Fondazione assicura storicamente alla fiera. Le opere acquisite sono state scelte attraverso un accurato processo di selezione, operato dal prestigioso e autorevole Comitato scientifico della Fondazione, in sinergia con i direttori e i capo curatori del Castello di Rivoli e della GAM. Le opere sono destinate ai due musei, allo scopo di arricchire le loro collezioni in coerenza con le rispettive strategie e programmazioni” commenta Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.
 
La Fondazione sostiene le gallerie e le artiste e gli artisti presenti in fiera attraverso l’acquisizione di opere, alimentando così una estesa collezione di lavori di arte contemporanea, oggi tra le più prestigiose: oltre 930 opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia, dalle grandi installazioni agli NFT, realizzate da circa 380 artisti – per un investimento complessivo di oltre 41,5 milioni di euro. A conferma della mission della Fondazione, le opere che entrano a far parte della propria collezione vengono immediatamente rese disponibili alla collettività e ai due Musei per le rispettive attività espositive e per i prestiti ad altre istituzioni, consentendo a Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e a GAM  Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea un continuo aggiornamento delle proprie esposizioni e un dialogo costante con i principali attori della scena artistica internazionale.
 
Presente ad Artissima per il secondo anno il Comitato Scientifico della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, rappresentato quest’anno da Hans Ulrich Obrist (Direttore artistico Serpentine Galleries, Londra), Susanne Pfeffer (Direttrice Museum MMK für Moderne Kunst, Francoforte), e Manuel Segade Lodeiro (Direttore Museo Nacional de Arte Reina Sofía, Madrid); Suhanya Raffel (Direttrice Museum M Plus, Hong Kong), e Vicente Todolì (Direttore artistico Fondazione Pirelli Hangarbicocca, Milano) hanno contributo da remoto.
Da sempre organo consultivo della Fondazione in materia di acquisizioni, il Comitato ha partecipato alla scelta delle acquisizioni in fiera, in sinergia con i Direttori e i capo curatori del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, e selezionando opere che valorizzeranno ulteriormente il patrimonio artistico di entrambi i musei, centri di eccellenza piemontese e punti cardine nell’avvicinare all’arte un pubblico esteso ed eterogeneo, a livello locale, nazionale e internazionale. 
 
In merito alle acquisizioni il Comitato Scientifico della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha dichiarato: “Siamo lieti che queste nuove acquisizioni aggiornino la presenza dell’arte italiana nella collezione della GAM e del Castello di Rivoli. La maggior parte di queste opere sono di artiste donne di diverse generazioni. La selezione sottolinea la forza di Artissima come fiera in grado di rivelare talenti emergenti e artisti di generazioni precedenti il cui lavoro è stato sottovalutato: una protesta contro l’oblio!”

Le opere acquisite a favore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
 
“L’acquisizione di La donna delinquente, 2011-13, di Chiara Fumai porta alla collezione il lavoro di una grande artista italiana prematuramente scomparsa che ha prodotto un importante corpus di opere incentrate sulla relazione con il mondo e con identità soprannaturali. Quest’opera, in cui riferimenti a figure storiche includono Cesare Lombroso, contribuisce inoltre alla valorizzazione del fondo Chiara Fumai presente presso il CRRI del Castello.
 
La pratica di Sara Enrico rinnova il linguaggio scultoreo riferendosi alla storia di un capo di abbigliamento come la tuta, che dalla sua invenzione nel periodo Futurista attraversa il secolo con molteplici connotati politici e sociali sino alle più contemporanee tematiche sull’uguaglianza di genere. L’opera acquisita, The Jumpsuit Theme, 2022, già esposta alla scorsa Biennale di Venezia, è tra le più importanti ad oggi realizzate dall’artista.
 
Palianytsia (Poland), 2022, di Zhanna Kadyrova e il cui titolo significa “pane”, simboleggia la perdita di un equilibrio domestico dovuto all’invasione russa in Ucraina, paese natale dell’artista. Attraverso questo lavoro, l’artista supporta le organizzazioni umanitarie a favore di quanti colpiti da questa guerra” ha dichiarato il Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Francesco Manacorda.

Chiara Fumai
La donna delinquente, 2011-13
Video installazione, video monocanale, b/n, suono, 10’48”, tessuto, tavolo conferenze, 5 sedie Thonet, filo invisibile, struttura in ferro, 5 targhe in metallo, fiori artificiali, 2 vasi da fiori, proiettore, lettore dvd, altoparlanti, dimensioni variabili
Guido Costa Projects 
 
Sara Enrico
The Jumpsuit Theme, 2022
Cemento, pigmento
37 x 228 x 50 cm
Vistamare 
 
Zhanna Kadyrova
Palianytsia (Poland), 2022
7 sculture in pietre di fiume
Dimensioni variabili, opera unica
Continua 
 
Zhanna Kadyrova
Anxiety, 2023
Ricamo a mano con testo fatto a mano e ricamato a macchina
31 x 45 cm, opera unica
Continua 
 
Zhanna Kadyrova
Anxiety, 2023
Ricamo a mano con testo fatto a mano e ricamato a macchina
31 x 45 cm, opera unica
Continua 
 
Zhanna Kadyrova
KADYROVA’S PALIANYTSIA, 2023
video
20 minuti
Continua 

Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
Consulenza Stampa
Stilema | anna.gilardi@stilema-to.it | tel. 011.530066