Editoria: a L’Aquila “La Via degli Angeli”, lettura rivoluzionaria della vita e dell’opera di Celestino V

Il 13 dicembre, nel giorno esatto in cui 730 anni fa Celestino V decise di abbandonare il soglio pontificio, è stato presentato a L’Aquila (Libreria Colacchi) il saggio di Fernando Frezzotti “La Via degli Angeli – La traslazione delle Pietre della Santa Casa” (Ed. Il Lavoro Editoriale) che ricostruisce in un arco temporale di oltre 21 anni la traslazione a Loreto della Santa Casa di Nazareth, salvata dalla Terrasanta, individuando il ruolo avuto dagli Angelo-Comneno, Despoti di Tessaglia ed Epiro, da due fra i più noti Grandi Maestri templari Guillaume de Beaujeu e Jacques de Molay e da due Papi Gregorio X e, soprattutto, da Celestino V.

Libri: “La Via degli Angeli”, il saggio di Fernando Frezzotti, una lettura rivoluzionaria della vita e dell’opera di Celestino V
 
Presentato il 13 dicembre esattamente a 730 anni dal “Gran rifiuto”
 
Il forte legame tra la vicenda della Traslazione e l’Abruzzo
 
Libreria Colacchi, Corso Vittorio Emanuele II, 5 (ore 18)

Il saggio propone, infatti, una lettura rivoluzionaria della vita e dell’ opera di quest’ultimo:  secondo gli studi di Frezzotti, Celestino V accetta, infatti, di farsi nominare Papa il 5 luglio 1294 in modo da poter portare a termine l’incarico che gli era stato conferito da Papa Gregorio X venti anni prima a Lione, ossia quello di realizzare un luogo degno per poter collocare la Santa Casa, già smontata e salvata da Nazareth e temporaneamente custodita prima in una fortezza templare a Cipro (1273-1283), poi a Pyli in Tessaglia (1283-1291) e infine ad Arta d’Epiro (1291-1294). Di conseguenza la vera rinuncia non è quella di papa Celestino al pontificato, ma quella di Pietro del Morrone alla vita eremitica per raggiungere l’obiettivo di collocare la Santa Casa a l’Aquila in quella che era diventata la Basilica di Collemaggio.

“La Via degli Angeli – sottolinea Frezzotti – è un’indagine storico-geopolitica dell’operazione che ha consentito il salvataggio della Santa Casa da Nazareth, ma anche del suo, non programmato, arrivo a Loreto. Oltre a confermare, da un lato, l’autenticità della reliquia, ponendo così fine alla cosiddetta “questione lauretana”, dall’altro, mettendo capillarmente in evidenza committenza, governo, esecuzione, custodia, relativi contesti storici, itinerari e soste della traslazione, consente di individuare i veri protagonisti nei loro rispettivi ruoli e, per quanto riguarda Celestino V – un personaggio tutt’altro che ignarus et simplex come ci è stato sin qui tramandato – di poter riformulare il giudizio storico sul suo vissuto, sul suo pontificato e sui suoi atti, Perdonanza inclusa, superando il pregiudizio dantesco e tutti gli interrogativi rimasti sin qui senza risposta”.

Forte è il legame tra le vicende della Traslazione e l’Abruzzo anche per quanto riguarda la plurisecolare “Corsa degli Zingari” che, da secoli, si svolge a Pacentro (AQ) la prima domenica di settembre. Dopo aver ordinato che la Santa Casa venisse deposta a Loreto – venuta meno la possibilità che lo fosse a Collemaggio, per un contrasto insorto sulla legittimità del possesso con  Carlo II d’Angiò, re di Napoli – Celestino V mandò dei messaggeri da L’Aquila al convoglio che, in attesa degli ordini di Celestino, sostando ad Angeli di Varano (AN) da cui parte la Strada degli Zingari, stava trasportando la Santa Casa, pretendendo la conferma che il suo messaggio fosse stato ricevuto e compreso e che il suo ordine fosse eseguito.

Per sicurezza la “ricevuta di ritorno” a Celestino fu a affidata a due distinti gruppi di messaggeri tra i quali un gruppo di fanti appiedati di etnia valacca, denominati “Zingari” che raggiunsero Celestino V il 12 ottobre 1294 quando, diretto verso Napoli, si trovava a transitare Pacentro. Qui, da oltre seicento anni, si tiene annualmente la Corsa degli Zingari, una gara podistica di circa un chilometro, tra atleti rigorosamente scalzi, organizzata dalla Confraternita Madonna di Loreto che vede come suo traguardo l’altare della chiesetta di Pacentro dedicata alla Madonna di Loreto.

I primi risultati degli studi di Frezzotti sulla vicenda storica della Santa Casa di Loreto sono stati pubblicati a partire dal 2018 dalla rivista “Studi sull’Oriente Cristiano” edita dall’ Accademia Angelico Costantiniana presieduta da Alessio Angelo Comneno, discendente diretto dei Despoti di Epiro e Tessaglia e segnatamente della famiglia imperiale degli Angelo-Comneno Ducas tra i protagonisti principali della Traslazione.


Ufficio stampa, Silvia Renzi
Da sirenzi@libero.it 

‘On The Border’ è il nuovo videoclip dei Southlands 

SOUTHLANDS, ECCO ‘ON THE BORDER’, IL NUOVO VIDEOCLIP

On The Border’ è il nuovo videoclip dei Southlands che ritornano a far parlare di loro, dopo il grande successo dell’album ‘Still Play’n‘ ed un’intensa estate di concerti.

Si intitola ‘On The Border‘ il nuovo videoclip della formazione lombarda dei Southlands che tornano con un nuovo videoclip che li mostra in quella che, per tanti, è la loro migliore espressione, ovvero quella dal vivo, prerogativa di tantissime band di roots music di matrice americana.

Profuma di praterie e polverosi locali come quelli che possiamo trovare lungo quelle infinite e desertiche Interstate statunitensi in mezzo al californiano Joshua Tree, ma altro non è che il Cowboy Guest Ranch di Voghera, dove sovente il quintetto si esibisce.

On The Border‘ racconta la sempre attualissima storia di un immigrato messicano arrivato negli USA attraverso i confini tra Messico e California.

«Leave everything and run away…» canta Dario Savini mentre tutta la band lo asseconda in questa triste ballad che ci parla di questo emigrante che cerca solo di sopravvivere, nascondendosi come può da chi lo sta cercando per rispedirlo nella sua nazione d’origine. Arrivato in questo locale sperduto nel nulla scopre che la band sta cantando una canzone che racconta proprio la sua storia, il suo unico amico lo avvisa che qualcuno lo ha riconosciuto e i poliziotti di frontiera stanno venendo a catturarlo. Il video è stato girato da Guido Tronconi dei Downtown Recording Studios di Pavia, storico punto di ritrovo per i musicisti pavesi e, da oltre vent’anni, fucina di progetti discografici di qualità.

Il quintetto dei Southlands si è formato nell’area pavese nel 2001 e con qualche piccola variazione nell’organico è arrivata all’odierna formazione.

Oltre alla voce e alle armoniche di Dario Savini troviamo le due chitarre di Roberto Semini (anche nel ruolo di compositore) e di Fabrizio Sgorbini (anche alla seconda voce), mentre alle spalle la rodata e potente sezione ritmica composta dalla batteria di Michele Romani e dal basso di Riccardo Caldin.

A questi si aggiunge la voce di Sara Cantatore, preziosa componente del gruppo in studio di registrazione.

Nel 2009 il debutto discografico con ‘The Morning Sky’, nell’estate 2024 pubblicano l’apprezzatissimo ‘Still Play’n’ e sulle ali dell’entusiasmo stanno già lavorando al loro prossimo album.


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Ufficio Stampa A-Z Press
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Auguri, e ancora Auguri

Questi sono i migliori auguri ricevuti per le Feste. Li ha inviati Roberta Melasecca ad amici e colleghi. Certi che faccia piacere anche a lei, vorremmo condividerli con i lettori di Experiences, perché, come dice Roberta, “nell’Arte, come nel mondo dei bambini, ogni sguardo è una conquista, ogni caduta precede il nuovo tentativo”. E qui, nella redazione di Experiences ci sentiamo tutti “adulti bambini”. Auguri per un sereno Natale e un fiducioso inizio del 2025.

Cari amici e colleghi questo anno trascorso, vissuto nell’arte, nella poesia e nella scrittura così profondamente, ha cambiato ogni punto di vista, ha fatto decadere ogni certezza e ogni cosa è stata rifondata, appare rigenerata, come germogli appena nati. 

L’arte e la poesia hanno prodotto questo in me, donandomi la possibilità di osservare in modo rinnovato tutte le persone che amo, tutti quelli con cui ho lavorato e con cui ho vissuto e condiviso, nell’incontro sincero e veritiero, incardinato nella realtà della vita. 

Ed è questo che auguro e continuo ad augurare a me e a tutti Voi: ritrovare la bellezza e la sorpresa, così come scrissero quel giorno su di un quaderno di firme – “Un adulto serio non sa fare cose che fa un adulto bambino”   spostando il centro: da noi agli altri con noi, riscoprendo un sistema collettivo di tanti uno e di tanti molti. 

E nel condividere con Voi i progetti che mi hanno più emozionata, di seguito un testo che per me è diventato un manifesto

Roberta Melasecca

Presidente Associazione culturale blowart
Melasecca PressOffice – Interno 14 next – Festival del Tempo
Ambasciatrice Rebirth Terzo Paradiso Cittadellarte Fondazione Pistoletto
Responsabile Progetti Speciali e Comunicazione Movimento VulnerarTe APS

Crescendo, a volte, perdiamo il potere immaginifico delle immagini e delle parole, quella capacità di plasmare mondi altri, diversi paesaggi, nuove frontiere, limiti inesistenti tra luoghi dello spirito e luoghi del presente. Crescendo perdiamo quella possibilità intrinseca di errare, di trovare nel fallimento la risorsa necessaria per realizzare visioni e istanze.

Quegli universi, che nell’infanzia era semplice far apparire anche in modo improvviso, sembrano non fare più parte della realtà della nostra vita. Eppure sono loro che ci consentono, in età adulta, di resistere agli accadimenti delle giornate, sono loro che aprono uno spazio di protezione nel quale possiamo sostare sereni, senza che nessuno ci spinga verso un baratro annunciato.

Solo l’Arte, nelle sue disparate forme, ridona queste possibilità, concede un luogo decantato da ogni remora e da ogni barriera, ci riporta ad un tempo ancestrale dove, perse le configurazioni infantili, con queste nuove sembianze da donna e da uomo, realizziamo quanto negli oscuri e limpidi desideri troviamo di più aderente alla nostra intima essenza.

Solo l’Arte, se corrisponde alla veritarietà del proprio esistere coincidente con la purezza del suo fautore, se è disposta a farsi vedere scarnificata da ogni orpello, se concede a sé di assorbire l’assolutezza del sublime che su di essa scende, se è inerme, senza difese, senza pretese, senza obiettivi, senza reciprocità, solo a tali condizioni diventa meccanismo di elaborazione del mondo, diventa materia che fonde le menti, diventa strumento che sconvolge e avvolge le genti; contemporaneamente riporta su di sé tutte le piaghe dell’umano restituendone i tremori e le fragilità, le fortezze e le esigenze. E si tramuta in “corpo” necessario, indispensabile, immancabile.

Senza l’Arte il mondo cadrebbe nel buio di un non-limite, in un deserto senza sole e senza dune, in una foresta senza linfe e senza voci, in una città senza il proprio senso specifico, e vivremo in non-città, in non foreste, in non-deserti, estranei e lontani. Irraggiungibili.

L’Arte, scevra da ogni condizione e condizionamento, è carne viva, “corpo” vero, transito che collega ogni essere esistente: da lei procede ogni comune, ogni spirito di comunità e collettività. Attraverso un processo di reiterazione delle istanze, ci trasla a quei momenti rimembrati, quando erano attimi di sorpresa, attimi di attesa, attimi di azioni dove nulla era pericoloso o attento, nulla era comodo e astratto, nulla di non immaginato non era effettiva realtà.

Nell’Arte, come nel mondo dei bambini, tutto è vivido ed essenziale; tutto scorre in pelle senza epidermide col rosso sangue mescolato a pigmenti e fluidi, a lacrime e sassi.

Nell’Arte, come nel mondo dei bambini, ogni sguardo è una conquista, ogni caduta precede il nuovo tentativo, ogni percorso non arriva mai alla fine ma solo all’inizio di una nuova giornata.

Sportello di rigenerazione poetica, foto @Vittoria Di Patre
Sara Ciuffetta – Costellazioni | Festival del Tempo 2024 Genova
foto @Viviana Ciammetti
Non è imperativo quello che il corpo urla come fatale | Monterotondo
foto @Vittoria Di Patre
IOSONOVULNERABILE di Sergio Mario Illuminato | Villa Altieri Roma
foto @Alessandro Spitale

Da Roberta Melasecca <info@melaseccapressoffice.it> 

La Puglia ospita il concerto di Natale dell’orchestra sinfonica di Matera

SABATO 21 DICEMBRE NELLA CHIESA DI SAN NICOLA DEI GRECI A ALTAMURA

DOMENICA 22 DICEMBRE NELLA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO A GRAVINA IN PUGLIA

I due concerti sono a INGRESSO LIBERO, ad Altamura si terrà nella chiesa di San Nicola dei Greci e a Gravina nella chiesa dello Spirito Santo con inizio, per entrambi, alle ore 20:00. Con la direzione del Maestro Saverio Vizziello saranno eseguite musiche di: Karl Jenkis, Alessandro Marcello, Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi e Ottorino Respighi.

OSM – LA PUGLIA OSPITA IL CONCERTO DI NATALE DELL’ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA. SABATO 21 DICEMBRE A ALTAMURA, DOMENICA 22 DICEMBRE A GRAVINA IN PUGLIA. I due concerti sono a INGRESSO LIBERO

Saranno la duecentesca chiesa di San Nicola dei Greci a Altamura, sabato 21 dicembre, e l’architettura contemporanea della chiesa dello Spirito Santo a Gravina in Puglia, domenica 22 dicembre, a ospitare il Concerto di Natale eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Matera. In entrambe le città pugliesi il concerto sarà eseguito alle ore 20:00. L’ingresso ai concerti, fuori abbonamento, è gratuito.

A dirigere l’Orchestra Sinfonica di Matera sarà il Maestro Saverio Vizziello, che dell’Orchestra è anche il direttore artistico. La formazione orchestrale accompagnerà due solisti: il calabrese Alessandro Rotella, oboe solista, e la pugliese Ornella Bolognese, fagotto solista.

Il programma di sala spazia dalle partiture contemporanee, Palladio di Karl Jenkis è una composizione per orchestra d’archi del 1995, a grandi autori italiani quali Alessandro Marcello, Antonio Vivaldi e Ottorino Respighi e anche un celebre brano di uno dei massimi autori nella storia della musica: Johann Sebastian Bach.

La serata sarà aperta dal brano Palladio di Karl Jenkis, seguirà il Concerto per oboe in re minore di Alessandro Marcello, autore veneziano apprezzato da Bach. Il pubblico riconoscerà il secondo movimento del Concerto per oboe in re minore, l’Adagio, reso ancor più celebre nel 1970 in quanto inserito nella colonna sonora dei film Anonimo veneziano e Fragole e sangue. Oboe solista per questo brano sarà Alessandro Rotella. Della Suite scritta per un’orchestra d’archi completata da trombe, oboi e timpani, la n.3 BWV7068 di Johann Sebastian Bach, sarà eseguito il secondo movimento, impropriamente conosciuto con il nome di Aria sulla quarta corda. Unico movimento nel quale l’organico comprende esclusivamente strumenti ad arco, questo brano metterà in luce la sezione d’archi che compone l’Orchestra Sinfonica di Matera. Il nome Aria sulla quarta corda non è di Bach, ma deriva da una trasposizione del violinista tedesco August Wilhelmj, il quale portò la composizione da re maggiore a do maggiore e la abbassò di un’ottava, in modo da poterla suonare tutta sulla quarta corda del violino. Il fagotto solista dell’altamurana Ornella Bolognese sarà protagonista del Concerto per fagotto in mi minore RV 484 di Antonio Vivaldi.

Gran finale con l’Orchestra Sinfonica di Matera che eseguirà la Suite n.3 “Antiche Arie e Danze per Liuto” di Ottorino Respighi, un classico che mette a confronto musica antica e moderna e l’intera partitura del balletto Pulcinella di Igor Stravinsky.

Raccolta di trascrizioni per orchestra d’archi di brani per liuto dei secoli XVI e XVII, la Suite n.3 “Antiche Arie e Danze per Liuto” di Ottorino Respighi rappresenta un’opera significativa nel panorama musicale del Novecento. Respighi, con la sua maestria orchestrale, ha saputo reinterpretare la musica del passato, donandole nuova vita e rendendola accessibile a un pubblico più vasto. La suite è ancora oggi apprezzata per la sua bellezza e la sua capacità di evocare atmosfere suggestive.

La stagione concertistica autunnale 2024 dell’Orchestra Sinfonica di Matera si conclude il 30 dicembre a Matera con l’ultimo appuntamento in programma: il Concerto di fine anno. L’Orchestra Sinfonica di Matera diretta dal maestro Michele Nitti accompagnerà il violino solista Giuseppe Gibboni. Allievo di Salvatore Accardo, Gibboni, nato in provincia di Salerno nel 2001, ha vinto il Premio Paganini nel 2021. Prima di lui solo altri tre musicisti italiani avevano conquistato il primo posto al prestigioso Concorso Internazionale di Violino di Genova: il suo maestro Accardo nel 1958, Massimo Quarta nel 1991 e Giovanni Angeleri nel 1997.

La terza stagione concertistica dell’Orchestra Sinfonica di Matera, undici appuntamenti fino al 30 dicembre 2024, si è svolta all’Auditorium Raffaele Gervasio, la sala da concerti ipogea del Conservatorio Duni di Matera.

Il biglietto d’ingresso è di 10 € (per gli studenti di ogni ordine e grado ridotto di 5 €). Si possono acquistare i titoli d’ingresso in prevendita alla biglietteria del Cineteatro Comunale Gerardo Guerrieri, in piazza Vittorio Veneto, 23 a Matera aperta tutti i giorni dalle 18 alle 21. O recandosi alla Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie, 69 a Matera. La cartoleria è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20:30. E’ anche possibile acquistare i biglietti on line al link:

CONCERTO DI NATALE
Alessandro Rotella – Oboe
Ornella Bolognese – Fagotto
Musiche di: Karl Jenkis, Alessandro Marcello, Johann Sebastian Bach, Antonio Vivaldi, Ottorino Respighi
ORCHESTRA SINFONICA DI MATERA
Direttore: Saverio Vizziello

PROGRAMMA DI SALA:
Karl Jenkis (1944)
Palladio
·       Alessandro Marcello (1673 – 1747))
Concerto per oboe in re minore
Andante-Adagio – Presto
Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Aria sulla quarta corda
(Suite n.3 BWV7068)
Antonio Vivaldi i (1678 – 1741)
Concerto per fagotto in mi minore RV 484
Allegro-Andante – Allegro
Ottorino Respighi (1879 – 1936)
Suite n.3 da “antiche danze e arie per liuto”
1.           Italiana -Andantino {Ignoto)
2.           Arie di corte – Andante cantabile (Jean-Baptiste Besard)
3.           Siciliana -Andantino {Ignoto)
4.           Passacaglia – Maestoso. Vivace {Ludovico Roncalli)

La Fondazione Orchestra Sinfonica di Matera organizza e promuove le attività dell’Orchestra Sinfonica di Matera. Partecipata da Comune di MateraProvincia di Matera e Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera che ne sostengono le attività.

A queste istituzioni si aggiungono: il Ministero della Cultura che ha ammesso l’Orchestra al percorso per il riconoscimento quale ICO Istituzione Concertistica Orchestrale e la sostiene attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus), e la Regione Basilicata, che la sostiene con fondi regionali.

La stagione concertistica 2024, con la direzione artistica del Maestro Saverio Vizziello, è realizzata in collaborazione con: Curia Arcivescovile di Matera – Irsina, Fadiesis Accordion Festival, Festival Duni, Soroptimist Club Matera.


Sissi Ruggi
addetto stampa
dell’Orchestra Sinfonica di Matera – OSM
e-mail ufficiostampa@orchestrasinfonicamatera.it

Natale a Brescia con Lelastiko APS – La città si racconta tra gesti e parole

Domenica 22 dicembre presso il quartiere Carmine e dentro Carme, si svolgerà Nomadic dance nomadic dancer un laboratorio esperienziale tra danza, architettura e ambiente. Per sperimentarsi nel movimento in una dimensione lucida e inclusiva.
Dalle ore 10:00 alle ore 11:30 si terrà una visita guidata creativa nel centro storico della città di Brescia. La visita è gratuita, con prenotazione obbligatoria.
A seguire, a C.AR.M.E si terrà il laboratorio NOMADIC DANCE NOMADIC DANCER, dalle ore 12:00 alle ore 14:00. Il laboratorio è con contribuito, con prenotazione obbligatoria.

L’incontro sarà condotto da Marina Rossi, danzatrice e coreografa. In collaborazione e con il sostegno di C.AR.M.E, Comune di Brescia, Fondazione ASM.


Valeria Magnoli
Ufficio Stampa C.AR.M.E.
Centro Arti Multiculturali Etnosociali – Associazione Culturale
Da ufficiostampa@carmebrescia.it 

L’impronta di Andrea Mantegna – Un dipinto riscoperto al Museo Correr di Venezia

Torna a casa il dipinto Madonna col Bambino, San Giovannino e sei sante, riscoperto nei depositi del Museo Correr: accolto per la prima volta nelle sale museo veneziano, tra i capolavori della Quadreria, in una sala interamente dedicata con una mostra–dossier ricca di approfondimenti, per scoprire la storia, i risultati delle prime indagini e anche i misteri che ancora avvolgono l’opera. Gli stessi dati sono contenuti nel piccolo catalogo che accompagna l’esposizione, di fatto la prima pubblicazione sulla ‘nuova’ opera.

Una tavola di piccole dimensioni, pervasa dallo spirito delle grandi corti italiane del Rinascimento e che, soprattutto, mostra la chiara ‘l’impronta’ del celebre pittore padovano: Andrea Mantegna.

Dopo un lungo e complesso restauro e la prima restituzione con la mostra di Villa Contarini – Fondazione G. E. Ghirardi a Piazzola sul Brenta – luogo natale di Andrea Mantegna, torna ora visibile al pubblico, offerta a specifici studi, approfondimenti, confronti.

L’impronta di Andrea Mantegna
UN DIPINTO RISCOPERTO DEL MUSEO CORRER DI VENEZIA
Venezia, Museo Correr, Quadreria
Dal 18 dicembre 2024

Le sale della Quadreria del Museo Correr di Venezia accolgono il “ritorno a casa” della piccola e preziosa tavola, rinvenuta nei depositi del museo: una scena sacra tutta “al femminile”, individuata come Madonna col Bambino, San Giovannino e sei sante, oggetto nell’ultimo anno di approfonditi studi scientifici e storico-artistici, esposto oggi al pubblico in un nuovo allestimento che celebra la sua riscoperta e il suo significato nel panorama dell’arte rinascimentale.

Un ritorno nel museo in cui è stato custodito per quasi due secoli come dipinto di autore anonimo e dove ora rientra, dopo un lungo e impegnativo restauro, con l’individuazione certa dell’ideazione e disegno (l’ “impronta”) del grande Mantegna e l’esecuzione quanto meno del suo atelier, sotto il suo diretto controllo, se non addirittura della sua stessa impareggiabile mano.

Un termine di confronto che ha trovato spazio nel corso della prima restituzione al pubblico nella mostra primaverile a Villa Contarini – Fondazione E. Ghirardi scelta per l’accostamento al celebre pittore del Rinascimento – nativo di Isola di Carturo, ora Isola Mantegna, frazione di Piazzola sul Brenta – e proponendo le prime suggestive ipotesi su iconografia e significati polivalenti e nascosti. Un momento di grande significato, non solo per la divulgazione al pubblico, ma anche per avviare un proficuo confronto e dialogo tra studiosi e tra istituzioni.

Tra questi la vista alla mostra di Nathaniel Silver, Associate Director And Chief Curator all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston (USA) accolto lo scorso settembre da Andrea Bellieni, responsabile del Museo Correr di Venezia, primo ad aver intuito il valore e l’interesse eccezionali dell’opera protagonista dell’esposizione. Il primo dato emerso nell’analisi de la Madonna col Bambino, San Giovannino e sei sante, intrigante e singolare, è stata infatti l’uguaglianza con il dipinto oggi conservato proprio all’Isabella Stewart Gardner Museum, storicamente attribuito al grande Andrea Mantegna e già presente nelle celebri collezioni mantovane dei Gonzaga.

Di tale somiglianza le indagini radiologiche e riflettografiche effettuate sul dipinto veneziano hanno dato chiara spiegazione ‘tecnica’, assolutamente inaspettata e sorprendente: il disegno, rilevato strumentalmente sotto al colore, delinea un tracciato pressoché perfettamente coincidente con quello del dipinto di Boston. Dunque, entrambe le opere sembrano effettivamente esser state realizzate a partire dallo stesso cartone, forato per trasferire a spolvero i punti guida del disegno sulle due tavole. Opere dunque ‘quasi’ identiche e coincidenti; non del tutto, poiché il dipinto veneziano ha anche varie diversità di dettaglio e cromatiche; e anche significativi ‘pentimenti’, ossia particolari dapprima realizzati identicamente all’opera di Boston, ma successivamente variati ‘in corso d’opera’; ciò a dimostrare una ben determinata volontà d’autore. Ma un ulteriore elemento aumenta il mistero e gli interrogativi: il dipinto veneziano è evidentemente incompiuto, non finito e – quindi – forse mai consegnato al committente (verosimilmente, alla committente). Per quale ragione? E per volontà di chi fu portato tanto avanti, ma purtroppo non finito?

Indagini, analisi, deduzioni, ipotesi, riflessioni che ora trovano spazio in una prima pubblicazione/catalogo. Restano le molte domande ancora sospese, capaci di generare nuovi stimoli e temi di confronto, studi e approfondimenti, nonché nuovi filoni di indagine per la ricerca storico-artistica. 



Museo Correr
San Marco 52
30124 Venezia
Tel. +39 041 2405211
correr.visitmuve.it
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Twitter museocorrer
 
Contatti per la stampa
Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto 
con Alessandra Abbate
press@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it/it/ufficio-stampa
 
Con il supporto di
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Simone Raddi
simone@studioesseci.net

Museo del Patrimonio Industriale, Bologna: Memorie del Lavoro e Spazi industriali

Dal 20 dicembre 2024 al 4 maggio 2025 il Dal 20 dicembre 2024 al 4 maggio 2025 è lieto di presentare il nuovo spazio informativo Memorie del Lavoro e Spazi Industriali, a cura di Eloisa Betti e Andrea Bacci, realizzato in collaborazione con Clionet – Associazione di ricerca storica e promozione culturale e con il sostegno di Regione Emilia-RomagnaFIOM-CGIL Bologna e SPI-CGIL Bologna.

Settore Musei Civici Bologna | Museo del Patrimonio Industriale

Memorie del Lavoro e Spazi Industriali
A cura di Eloisa Betti e Andrea Bacci

20 dicembre 2024 
– 4 maggio 2025 
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123, Bologna
www.museibologna.it/patrimonioindustriale

Il progetto espositivo documenta le connessioni tra gli spazi e le architetture della produzione industriale a Bologna e l’identità operaia della città attraverso una selezione di fotografie storiche, provenienti dagli archivi di FIOM CGIL Bologna e del Museo del Patrimonio Industriale, e una mappa che consentono di ricostruire i luoghi bolognesi della produzione industriale e di rappresentare le forme di organizzazione dell’attivismo operaio negli anni Settanta e Ottanta.
Le immagini mostrano, da una parte, l’impatto delle trasformazioni urbanistiche indotte dal rapidissimo processo di industrializzazione del territorio a partire dagli anni del boom economico e, dall’altra, le azioni di mobilitazione di massa di lavoratrici e lavoratori – presidi, assemblee, scioperi, manifestazioni contro la chiusura delle fabbriche, cortei, picchetti – innescate dalla profonda crisi industriale dei primi anni Settanta.

Una postazione è dedicata al sito web del progetto Bologna metalmeccanic@ che ospita percorsi di public history su 10 fabbriche dell’area metropolitana bolognese (Arco, Cogne, Sasib, Giordani, Casaralta, Minganti, Sabiem, Calzoni, Cevolani, Curtisa). I percorsi sono arricchiti da fonti archivistiche, iconografiche, orali e multimediali che consentono vari livelli di fruizione dei contenuti storico-culturali.

Il cuore dello spazio espositivo è costituito da materiali inediti, parte di un progetto artistico di Andrea Bacci, che illustrano i luoghi in cui sorgevano le principali fabbriche metalmeccaniche bolognesi oggi non più esistenti.
Una serie di 45 fotografie in bianco e nero, realizzate tra il 2019 e il 2024, svela le tracce del passato industriale negli ex stabilimenti rifunzionalizzati (o che stanno per essere demoliti) e le modalità della loro restituzione alla cittadinanza. Talvolta luoghi abbandonati in attesa di essere demoliti, altre volte spazi rigenerati come luoghi culturali o commerciali, talvolta cancellati da una nuova urbanizzazione, in altri casi divenute sedi di nuove attività produttiva, le fabbriche mutano nel tempo la loro funzione ma restano luoghi simbolici della memoria e dello sviluppo economico-sociale cittadino.

Infine, tre documentari inediti, realizzati con le testimonianze dirette delle maestranze che hanno collaborato alla ricostruzione del vissuto aziendale, raccontano le fabbriche dal punto di vista di coloro che vi hanno lavorato. I filmati sono incentrati su tre temi che rappresentano le fasi dell’esistenza umana: vita (Quando c’era la Giordani), amore (Noi siamo la Minganti) e morte (C’era una volta l’Arco). Mettono, inoltre, in scena la riappropriazione dei luoghi in cui sorgevano le fabbriche da parte degli ex lavoratori, riportati in quegli stessi spazi che li hanno visti protagonisti per una vita intera.

Lo spazio informativo Memorie del Lavoro e Spazi Industriali si inserisce nel percorso di ricerca Bologna metalmeccanic@ promosso da Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, Clionet – Associazione di ricerca storica e promozione culturale, Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, FIOM-CGIL Bologna e SPI-CGIL Bologna, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.
Il progetto intende promuovere una riflessione sulla trasformazione dei luoghi di lavoro metalmeccanico avvenuta nel territorio bolognese nell’ultimo cinquantennio, attraverso la realizzazione di percorsi di public history, video-interviste, campagne fotografiche, raccolta e valorizzazione della memoria scritta, attivazione delle comunità territoriali e delle ex lavoratrici ed ex lavoratori, promozione di una riappropriazione consapevole delle fabbriche metalmeccaniche, attività didattiche nelle scuole.

Eloisa Betti é ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova.
La sua attività di ricerca si concentra principalmente sulla storia del lavoro e sulla storia delle donne e di genere, con un’attenzione particolare alla dimensione urbana e translocale e all’approccio biografico. Tra i filoni di ricerca che ha sviluppato con continuità: la precarietà del lavoro in prospettiva storica e di genere tra dimensione locale, nazionale e internazionale; la relazione tra donne, città e guerra fredda; l’azione dell’associazionismo femminile nel secondo Novecento, la storia della statistica nell’Italia repubblicana.
È socia di  Clionet – Associazione di ricerca storica e promozione culturale dal 2017 e contribuisce alla vita dell’associazione occupandosi specialmente dei temi relativi alla storia del lavoro e alla storia delle donne e di genere.

Andrea Bacci è regista, sceneggiatore e montatore.
Dopo la laurea in Storia del Cinema presso il DAMS di Bologna, prosegue la sua formazione negli Stati Uniti a Los Angeles, dove studia regia e montaggio presso la Los Angeles Film School. Il suo cortometraggio di diploma The Sound of Silence viene selezionato da numerosi festival internazionali e lavora come aiuto regista in varie produzioni indipendenti. Rientrato in Italia, vince il Premio Solinas Talenti in Corto con la sceneggiatura Halloween Party dirigendone l’omonimo cortometraggio.
In ambito documentaristico, ha realizzato il documentario Paura non abbiamo uscito al cinema nel 2017, che racconta la storia delle donne che l’8 marzo 1955 vennero arrestate e condannate a un mese di carcere perché distribuirono la mimosa davanti alla fabbrica Ducati.
È socio di Clionet – Associazione di ricerca storica e promozione culturale dal 2018 e all’interno dell’associazione è il responsabile dei progetti video-fotografici.


Collocato nella suggestiva sede di una fornace da laterizi del XIX secolo, il Museo del Patrimonio Industriale studia e racconta la storia economico produttiva di Bologna e del suo territorio dal tardo Medioevo ai giorni nostri.
Il percorso espositivo si apre con la ricostruzione dell’organizzazione produttiva dell’antica “Città dell’acqua e della seta” che ha visto Bologna – tra i secoli XV e XVIII – esportare filati e veli di seta in tutto il mondo occidentale. Questa supremazia produttiva entra in crisi alla fine del secolo XVIII quando la Rivoluzione Industriale costringe ad aggiornare saperi e organizzazione del lavoro.
La città è costretta a riprogettare il proprio futuro, puntando sulla formazione tecnica come elemento strategico di rinnovamento: nel corso del XIX secolo si afferma, così, l’Istituto Tecnico Aldini Valeriani. Da questa scelta, oltre che dall’esistenza di fattori economici, organizzativi, logistici e amministrativi favorevoli, scaturisce la ripresa produttiva della città nella seconda metà dell’Ottocento che porterà un secolo dopo all’affermazione dell’attuale distretto produttivo. Bologna si configura oggi come un centro all’avanguardia nel campo dell’automazione industriale. La ricchezza e la complessità del distretto viene ricostruita attraverso le sue principali articolazioni produttive: le macchine da pasta, la motoristica e la meccanica.
Il Museo collabora costantemente con aziende, enti e istituzioni per promuovere una riflessione sulla trasformazione industriale avvenuta nel territorio bolognese; attiva mostre, iniziative e progetti sulla memoria del lavoro e promuove la valorizzazione della cultura tecnica attraverso laboratori, visite guidate ed esperienze di carattere tecnologico e digitale.


Progetto espositivo
Memorie del Lavoro e Spazi Industriali

A cura di
Eloisa Betti e Andrea Bacci

Promossa da
Settore Musei Civici Bologna | Museo del Patrimonio Industriale

In collaborazione con
Clionet – Associazione di ricerca storica e promozione culturale

Con il sostegno di
Regione Emilia-Romagna
FIOM-CGIL Bologna
SPI-CGIL Bologna

Sede
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123, Bologna

Periodo di apertura
20 dicembre 2024 – 4 maggio 2025

Orario di apertura
Giovedì, venerdì 9.00 – 13.00
Sabato, domenica 10.00 – 18.30
Chiuso lunedì non festivi, 25 dicembre (Natale)
24 / 31 dicembre 10.00 – 14.00
26 dicembre (Santo Stefano) / 6 gennaio (Epifania) 10.00 – 19.00
1 gennaio (Capodanno) 11.00 – 19.00

Ingresso
Intero € 5 | ridotto € 3 | ridotto speciale giovani tra 19 e 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura

Informazioni
Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123 | 40131 Bologna
Tel. +39 051 6356611
museopat@comune.bologna.it
www.museibologna.it/patrimonioindustriale
Facebook: Museo del Patrimonio Industriale
Instagram: @museopat
YouTube: Museo del Patrimonio Industriale

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
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Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna
Tel. +39 051 6496658 / +39 051 2193469
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Elisabetta Severino – Silvia Tonelli
elisabetta.severino@comune.bologna.it – silvia.tonelli@comune.bologna.it

Brescia: premiazione del concorso “Palazzoli in Arte”

Palazzoli S.p.A. celebra il prestigioso traguardo dei suoi 120 anni di attività. In questa occasione speciale, l’azienda è lieta di annunciare il vincitore del progetto Palazzoli in Arte – il 1° Concorso che ha sviluppato un tema legato allo scorrere del tempo con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brescia.

Questa iniziativa, che ha coinvolto gli studenti iscritti per l’anno accademico 2023-2024, rappresenta un ponte tra l’arte e l’industria, teso a valorizzare la creatività delle nuove generazioni e il legame con il territorio.

Celebrazione dei 120 anni dell’azienda Palazzoli e premiazione del concorso “Palazzoli in Arte”

Questa iniziativa, che ha coinvolto gli studenti iscritti per l’anno accademico 2023-2024, rappresenta un ponte tra l’arte e l’industria, teso a valorizzare la creatività delle nuove generazioni e il legame con il territorio.

Tema del Concorso: “Dal 1904 al 2024 – Tutto scorre”

Il tema scelto dalla commissione riflette sul concetto di tempo come forza inarrestabile che modella la storia. Dal 1904 al 2024, l’azienda ha attraversato oltre un secolo di cambiamenti, e ha rappresentato un simbolo di resilienza e adattabilità in un mondo in continua evoluzione. Gli studenti partecipanti sono stati invitati a progettare un’opera che incarnasse questa idea di trasformazione costante e la capacità di affrontare le sfide del tempo.

La selezione del vincitore

Il 9 luglio 2024, la giuria si è riunita presso la sede di Palazzoli S.p.A. per esaminare i progetti presentati e selezionare il vincitore. La giuria, composta da esperti di settore e professori, includeva:

  • Arch. Pietro Cadeo (CADEO architettura)
  • Arch. Alessandro Zambelli (Azienda Stral, Gruppo Palazzoli)
  • Prof. Paolo Sacchini (Vice Direttore, Accademia SantaGiulia)
  • Prof.ssa Vera Canevazzi (Corso di pittura e scultura, Accademia SantaGiulia)

Ogni progetto è stato valutato con attenzione, considerando qualità, originalità formale, coerenza con il tema proposto e fattibilità tecnica.

Il progetto vincitore: “Il tempo non è” di Emma Castellani

Dopo un’attenta discussione, la giuria ha unanimemente selezionato il progetto “Il tempo non è” di Emma Castellani come vincitore del concorso. La giuria ha apprezzato la sensibilità con cui il tema è stato affrontato, la chiarezza delle intenzioni progettuali e l’eleganza formale dell’opera, che si distingue per un’estetica minimale ed evocativa.

Significato dell’opera

Il progetto di Emma Castellani parte dalla riflessione che non è il tempo a “passare”, ma l’essere umano a transitare attraverso di esso. L’opera consiste in sei totem in acciaio inox specchiante, che raffigurano l’idea dell’istante. Chi passa davanti all’opera vede riflessa la propria immagine, catturata in un continuo divenire, che sottolinea il cambiamento incessante e la natura effimera del momento.

Ogni totem presenta piccole iscrizioni tratte dalla poesia “Il tempo è” di Henry Van Dyke:
Il tempo è
troppo lento per coloro che aspettano,
troppo rapido per coloro che temono,
troppo lungo per coloro che soffrono,
troppo breve per coloro che gioiscono;
ma per coloro che amano,
il tempo non è.

Ciascun totem interpreta un verso della poesia. Ad esempio, il totem “troppo lungo per coloro che soffrono” è visivamente più alto, mentre quello “troppo breve per coloro che gioiscono” è più corto. Gli ultimi due totem, che portano l’iscrizione “ma per coloro che amano, il tempo non è”, sono collocati vicini, evocando l’intimità e la complementarità degli amanti.

Verso il futuro: il 2° concorso “Palazzoli in Arte”

L’azienda è felice di annunciare che, nel 2025, avrà inizio la seconda edizione del concorso Palazzoli in Arte, nuovamente in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia. Questo nuovo capitolo continuerà a valorizzare la creatività e il talento artistico degli studenti, consolidando il legame tra impresa e arte.

Palazzoli celebra il talento artistico

Durante la cerimonia, Palazzoli ha premiato ufficialmente Emma Castellani per il suo straordinario lavoro, condotto con il supporto del docente Marco La Rosa. L’azienda desidera congratularsi con lei e ringraziare tutti gli studenti che hanno partecipato, per l’impegno e la creatività dimostrati, rendendo questa iniziativa un esempio di dialogo virtuoso tra impresa e arte.


Chi siamo

Palazzoli è un’azienda specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di soluzioni elettrotecniche e illuminotecniche per il mondo industriale, navale e per il terziario. Fondata nel 1904, ha costruito in oltre un secolo di successi la sua leadership nel settore elettrotecnico, in particolare nei sistemi elettrici di distribuzione, protezione e illuminazione che richiedono elevate prestazioni, qualità dei componenti e sicurezza dell’applicazione. Palazzoli ha sede e stabilimento produttivo a Brescia; opera in modo capillare nel mercato italiano ed è presente nei principali Paesi europei. Il suo catalogo, comprendente oltre 5.000 prodotti, è tra i più ampi e completi e risponde, con soluzioni specifiche, a tutte le esigenze del settore. Palazzoli considera la sostenibilità parte integrante di tutte le sue azioni, nelle quali è impegnata a bilanciare gli obiettivi economici, ambientali e sociali.


Valeria Magnoli
Ufficio stampa
GRUPPO FOPPA
COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

Via Cremona, 99 – 25124 Brescia
Tel. 030/3770554 – Fax 030/3776740
Mobile +39 375 606 8849
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www.foppagroup.it  

Claudia Ambrosetti Responsabile Comunicazione Palazzoli SpA
Tel.: 030.2015.294
E-mail: claudia.ambrosetti@palazzoli.it Sito Web: www.palazzoli.it

Aspettando il Natale al The Village a Roma. Il programma dell’ultimo week end

Ultimi quattro giorni per calarsi nell’atmosfera del Natale, tempo di qualità con le proprie famiglie e i propri amici, con un programma ancora più ricco. Venerdì 20, Sabato 21, Domenica 22 e poi Lunedì 23 dicembre, The Village, poliedrico centro dell’intrattenimento romano, insieme al The Space Cinema, aspetta i suoi visitatori, per coinvolgerli ne “La Magia del Natale”. Dal mattino alla mezzanotte, con le sue abituali strutture del divertimento, il cinema e gli spettacoli dell’evento natalizio. Con ingresso gratuito.

Aspettando il Natale al The Village. Con divertimenti a tema e i film del The Space Cinema.

È il weekend de “La Magia del Natale”. Con la sorpresa del Lunedì

Si comincia Venerdì 20 dicembre, alle 17.00 con l’esibizione di un artista di strada internazionale, il tedesco Max Goedecke; poi, dalle 20.00 alle 24.00, i Dj Set e i Live Show di RADIO GLOBO, radio ufficiale dell’evento, mentre fin dalle 19.00 si alterneranno come ogni giorno, ogni trenta minuti, i suggestivi spettacoli di neve

Si continua Sabato 21 dicembre: dalle 17.00 alle 20.00 con gli spettacoli degli Artisti di strada del Roma Buskers Festival, poesia e acrobazia tra le strade del The Village, con Didì, Circo Sonambulos e di nuovo Max Goedecke. Anche Sabato, dalle 19.00 alle 24.00, ogni mezz’ora gli spettacoli di neve e dalle 20.00 i Dj Set e i Live Show di Radio Globo. Molto atteso alle 22.30 lo speciale spettacolo pirotecnico.

Domenica 23 dicembre entra in campo il grande cinema di The Space Cinema, con la proiezione mattutina, alle ore 11.00, del film “Transformers One“, con un costo del biglietto agevolato. Accanto agli spettacoli di neve e al Dj Set e Live Show di Radio Globo, l’esibizione degli Artisti di strada Didì, Duo Flosh, Max Goedecke, Ninho Maravilha.

Lunedì 23 Dicembre al The Space Cinema, in occasione della proiezione del film “Cortina Express”, saranno presenti in sala Christian De Sica e Lillo per un saluto al pubblico presente. Il programma del prossimo fine settimana si inserisce nei 7 giorni – 8,13,14,15,20,21, 22 e 23 dicembre 2024 con ingresso gratuito (solo le anteprime cinematografiche sono a pagamento) – de “La Magia del Natale”, tante iniziative a tema, capaci di regalare al pubblico un’esperienza gratificante e immersiva nella, tradizionalmente scintillante di luci, atmosfera natalizia. I grandi film di Natale saranno proiettati al The Space Cinema, che ha appena conquistato a Sorrento il prestigioso ‘Biglietto d’oro’, confermandosi come il multisala con più presenze d’Italia.  

Il The Village – con l’importante collaborazione con il The Space Cinema – si conferma anche nell’occasione del Natale davvero tra i migliori e più completi centri per l’intrattenimento a Roma. Una struttura unica, rinnovata da ultimo sia nell’immagine che nella sua diversificata offerta di attrazioni, che stabilmente ospita la pista E-gokart, l’unica su Roma completamente indoor, 480 metri di tracciato su tre livelli, un lasergames in cui possono sfidarsi grandi e piccini, per poi passare all’incredibile divertimento del JoyVillage, un centro del divertimento a 360 gradi con sala giochi, bowling, biliardo e molto altro. Il tutto con il supporto di molti Partner: Mood, Iguana, Passion, Old Wild West, Fattoria Toccaferro, Lost, Class, Jiali Asian Food, Teo’s, Billy Tacos, Galan7, Clinica Iphone, Try to Be, Benjamin Art. A completare il quadro, una food-court per ogni palato, grazie alla presenza di oltre dieci locali dedicati alla ristorazione a coprire ogni momento della giornata, dalla colazione al dopo cena. 

L’evento “La Magia del Natale” è ideato e coordinato dall’Agenzia Gruppo Matches – vincitrice da ultimo del prestigioso premio CHINA AWARDS 2024 “Creatori di Valore”, come realtà italiana che si è contraddistinta per le sue attività tra i due Paesi, Italia e Cina, a seguito del lancio della nuova campagna per la compagnia di bandiera cinese CHINA EASTERN AIRLINES –, che da due anni cura gli eventi e la comunicazione del The Village e contribuisce al suo crescente posizionamento tra i luoghi del miglior intrattenimento della Capitale. 

THE VILLAGE PARCO DE’ MEDICI – THE SPACE CINEMA | Via Salvatore Rebecchini 5 | INGRESSO LIBERO

Facilmente raggiungibile dal Raccordo, prendendo l’uscita Magliana, direzione Parco De’ Medici. Un ampio parcheggio garantisce un accesso agevole e comodo a tutti i visitatori.


Comunicazione e Ufficio Stampa Gruppo Matches
e-mail: media@gruppomatches.com
www.gruppomatches.it

Ultime settimane per ammirare Matteo Maur e Zehra Dogan in mostra a Milano

Tra i lavori esposti, anche Dolce Metà, che racconta un equilibrio precario, e Demiurge, scultura sospesa tra forma e non-forma, To be or not to be, che riflette sulla condizione umana, e Atom for the war, l’opera contro la guerra.

Ultime settimane per ammirare Matteo Maur e Zehra Dogan in mostra a Milano

Ultime settimane per ammirare le straordinarie opere d’arte di Matteo Mauro. A Milano fino al 14 gennaio 2025 la Prometeo Gallery ospita Closed Eyes Can See, Gli occhi chiusi possono vedere, la mostra con le opere dell’artista e di Zehra Dogan curata da Domenico De Chirico e Rischa Paterlini. Attraverso quadri e sculture poste in relazione tra loro, esplora il tema della connessione tra individui attraverso l’arte, ispirandosi all’idea dantesca di una fusione empatica.

Tra i massimi esponenti italiani di arte generativa a livello mondiale, l’arte di Matteo Mauro si caratterizza per una dualità profonda e interconnessa: da un lato, una forza materica che si esprime attraverso la scultura e una tecnica raffinata; dall’altro, un movimento fluido e metafisico, in cui la materia sembra espandersi oltre il tangibile, verso una dimensione percettiva ed eterea. Questa dualità attraversa l’intero lavoro dell’artista, ponendo in dialogo opposti come figurativo e astrattovita e morte, distruzione e rinascita, creando opere che oscillano tra presenza e assenza, concretezza e mistero.

Tra i lavori principali troviamo Dolce Metà, che esplora unione e divisione in un equilibrio precario; Demiurge, scultura sospesa tra forma e non-forma, in un incessante divenire; e To be or not to be, che riflette sulla condizione umana e sulla tensione tra essere e non-essere. Infine, Atom for the war affronta la complessità del reale, suggerendo che la materia, con la sua forza, potrebbe essere una via di salvezza dall’autodistruzione.

L’opera di Mauro si intreccia con il pensiero filosofico, in particolare con le riflessioni di Jean-Luc Nancy sul toccare, inteso come esperienza dell’intoccabile, e con le intuizioni del neuroscienziato Vittorio Gallese, che vede nell’arte un modo per connettersi con l’altro senza perdere se stessi.


INFO MOSTRA
Prometeo Gallery
Via G. Ventura, 6 – Milano (MI)
www.prometeogallery.com
 
La mostra resterà chiusa dal 22 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025.

Informazioni di contatto
Alessia Piccioni
press@alessandromaola.it