Venezia: alla BLUE GALLERY la nuova mostra personale di Antonio De Pietro

La Blue Gallery di Venezia ospita, dal 15 febbraio al 16 marzo 2025, Quando l’idea nell’anima fonde, la nuova mostra personale di Antonio De Pietro. Un progetto che intreccia memoria, identità e cultura in un’installazione inedita, dove la storia dell’arte si fonde con la riflessione personale dell’artista.

QUANDO L’IDEA NELL’ANIMA FONDE
Personale dell’Artista Antonio DE PIETRO 
a cura di Silvio Pasqualini
testo critico di Alberto Dambruoso

15 febbraio – 16 marzo 2025
Opening 15 febbraio 2025 h.18Blue Gallery 
Sestiere Dorsoduro 3061, Venezia

Antonio De Pietro, originario della Calabria ma da anni residente a Roma, attinge alle radici della sua terra per trasformarle in un linguaggio artistico universale. Fin dagli esordi, la sua ricerca si è concentrata sugli oggetti quotidiani – sedie, ciotole, vasi – elevandoli a simboli della memoria collettiva, strumenti per preservare storie e tradizioni destinate all’oblio.

Nel suo nuovo lavoro esposto alla Blue Gallery, l’artista amplia questa ricerca con un’installazione composta da 48 elementi in tecnica mista su carta intelata, una sorta di grande tableau che raccoglie e rielabora un secolo di storia dell’arte. Accanto a questa imponente composizione, due opere scultoree dialogano con il grande riquadro, rafforzando il senso di continuità tra passato e presente.

Il cuore del progetto è l’idea di conservazione, non più legata solo alla tradizione domestica – come nel caso delle tipiche conserve del Sud Italia – ma estesa al sapere e alla cultura. L’installazione di De Pietro assume così un carattere metaforico: il vaso da conserva, privato della sua funzione originaria, diventa un contenitore di lettere e libri, un simbolo del bisogno di trattenere e tramandare il pensiero umano.

Ogni riquadro dell’opera presenta la riproduzione di un’opera iconica appartenente a 48 artisti fondamentali per la formazione di De Pietro, tra cui Sironi, Boccioni, Casorati, Fontana, Burri, Warhol, Duchamp. La costante visiva è data dalla presenza di una pila di libri e di un vaso con lettere, elementi che si ripetono con variazioni minime, suggerendo un’idea di continuità e stratificazione culturale.

L’installazione sarà collocata sulla parete centrale della Blue Gallery, trasformandola in un grande archivio visivo, un’opera che non si limita a citare la storia dell’arte, ma che riflette sulla sua funzione nella società contemporanea. Con una visione profondamente romantica, De Pietro si pone il compito di fissare e custodire frammenti di un passato che continua a interrogarci.

🔹 Quando l’idea nell’anima fonde non è solo un omaggio alla storia dell’arte, ma una dichiarazione poetica: il desiderio di contenere e tramandare il Tutto, consapevoli che, come il curatore afferma, “la storia ci sta a guardare”.

Antonio De Pietro è nato a Diamante il 12 Giugno 1962 . Vive e lavora a Roma . Le sue opere sono presenti in Musei italiani e esteri, in collezioni pubbliche e private.
Collezione Arte Contemporanea della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri
Musei Capitolini Mercati di Traiano – Roma
Palazzo del Re Leon – Spagna
Museo di Arte Moderna e Contemporanea Vilnius-  Lituania .

In collezioni private Nazionali e Internazionali ( Inghilterra, Francia, Olanda,
Austria, Germania, Spagna , Portogallo, Lituania, Belgio, Stati Uniti , Corea del
sud, America Latina).

Diverse partecipazioni a mostre collettive tra le quali :
-2016 – “ Omaggio a San Francesco di Paola” mostra itinerante ( Italia – Francia-
Spagna- America Latina ) Progetto Museo Bilotti -a cura di Roberto Bilotti
-2022- “finitoINfinito” Galleria Alice Schanzer – Sutri (VT) a cura di Silvia Previti
-2023- “ Spostamenti “ Galleria Alice Schanzer – Venezia a cura di Silvia Previti

Diverse sono state le mostre personali tra le quali
-2009- “ L’attesa – L’Espera “ Museo de San Salvador de Palet del Rey –
Leon – Spagna
-2010 – “Antonio De Pietro – opere su carta “ Spazio Arte Contemporanea
Groningen – Olanda del Nord a cura di Rodrigo Perez Garcia
-2013- “ Memoria” Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali – Roma a cura di
Diana Alessandrini
-2015 – “ Archeologia della Memoria” Scuderie Aldobrandini – Frascati (RM) a cura
di Carlo Peruzzi
-2022- “ La pelle dei ricordi” Galleria Alice Schanzer – Sutri ( Vt) a cura di
Annarita Russo

Hanno scritto di lui :
Paolo Aita , Diana Alessandrini, Gianfranco Bartalotta, Carmine Benincasa , Umberto Broccoli, Mario Cappelletti ,Luisa Chiumenti , Pierpaolo Conti , Carmela Cosentino, Edoardo Costantino, Luciano Cupelloni, Ivana D’Agostino , Alberto Dambruoso , Giuliana De Fazio , Antonio Del Guercio , Elise Desseme, Franco Di Pede , Marco Dezzi Bardeschi, Luigi Fiorletta, Giuseppe Gabetta, Maurizio Garzi Cosentino, Rodrigo Perez Garcia, Dino Gasperini, Alessandra Gulotta, Alfonzo Iannicelli, Kim Hyo- ea, Gerardo Lo Russo, Alessandro Masi, Luisa Mazzullo, Angelo Melpignano, Paolo Meneghetti, Stefania Peccirillo, Elisabetta Pietrostefani, Luisa Pratesi, Silvia Previti, Loredana Rea, Lidia Reghini di Pontremoli. Massimo Riposati, Annarita Russo, Tonino Sicoli, Marcella Smocovitch, Claudio Strinati, Lucrezia Ungaro, Kestusi Vasiliunas, Francesco Votamo.


BLUE GALLERY

Situata tra Campo Santa Margherita e il Ponte dei Pugni a Venezia, con la nuova direzione si impegna a promuovere artisti basandosi esclusivamente sull’apprezzamento artistico e sul rispetto personale, respingendo le pratiche espositive convenzionali. Il direttore Silvio Pasqualini, Maestro d’arte e pittore, intende creare un cenacolo artistico ideale e reale, dove gli artisti possano esprimersi liberamente. Il  blu avio, colore distintivo di questo spazio, ispira sensazioni di benessere e creatività, come trovarsi tra cielo e mare


ORARI DI VISITA
Orari apertura mostra: 10-13 / 15 – 19
Per appuntamento: 347 70 30 568
Blue Gallery, Rio terà Canal –  S. Margherita, Dorsoduro 3061, Venezia

OPENING  15 febbraio 2025 ore 18
INSTAGRAM @bluegalleryvenice 

Contatti Stampa
CRISTINA GATTI PRESS & PR
press@cristinagatti.it

Roma, Forte Prenestino: azione artistica di Barbara Lalle

All’interno del Festival Witches Are Back 2025 al Forte Prenestino, nel Piazzale d’Armi del Forte andrà in scena, venerdì 14 febbraio alle ore 20.00, l’azione artistica al livello del mare di Barbara Lalle, a cura di Michela Becchis e Roberta Melasecca, con la collaborazione di Riccardo Morucci. 

Witches Are Back 2025
al livello del mare
azione artistica di Barbara Lalle
A cura di Michela Becchis e Roberta Melasecca
Con la collaborazione di Riccardo Morucci

14 febbraio 2025 ore 20.00
Piazzale d’Armi del CSOA Forte Prenestino
Via F. Delpino – Roma

«Nell’azione artistica performativa ‘al livello del mare’, tre scale, simboli assiali del movimento ascendente e discendente, si ergono identificandosi quali immagini di transizione. Nella loro simbologia, dal mondo antico ai giorni nostri, costituiscono dei ponti verticali che permettono l’elevazione, lungo tutti i pioli disposti consecutivamente, verso un sistema gerarchico, che può essere inteso in senso più propriamente spirituale, come moto tra diversi livelli di coscienza, o in campo più spiccatamente antropologico: l’ambire ad obiettivi sempre più elevati, una sorta di “scalata sociale”, in perfetta coerenza ed aderenza alla “società della performance” che detiene l’esclusivo imperativo della produttività e del successo. In tale duplice interpretazione, l’azione di Barbara Lalle è gesto di riscoperta e vivido riconoscimento di una pluralità di esistenze, nel tentativo di destrutturare un percorso obbligato che non lascia spazio alle diverse ed impreviste ispirazioni. Nell’atto di liberazione e purificazione, che l’artista innesca mediante la visione del fuoco, il meccanismo assiale si azzera e viene sostituito da un nuovo, rinnovato ambito: un livello orizzontale, un livello del mare – 0,00 zero virgola zero zero – che conduce non ad un appiattimento di coscienze e desideri ma ad una condizione di ‘bellezza’ e ‘libertà’, in cui essere ed esserci, non uno sopra l’altro, ma uno accanto all’altro. Nel voler raggiungere il livello del mare, la figura dell’artista funge da attuatore di una narrazione non verbale che si svolge oltre i confini del proprio corpo, estendendosi ad ogni elemento umano e non umano, stanziante o transitante, e trasformandosi in potenzialità personale e collettiva di “essere-nel-mondo”.» (dal testo critico di Roberta Melasecca)

«Una figura immobile è presente a un incendio che ha pensato e a cui assiste, per sua volontà, da deuteragonista poiché lascia che ad essere protagonista sia quel fuoco che, bruciando le scale, riporta l’esistenza al livello del mare. Ma riportare l’esistere a quel livello non è negarne le infinite variazioni, non è negare che infinite increspature e modifiche e altezze diverse e fluttuazioni raccontino di noi. Forse nel mentre che il fuoco divora non più il simbolo del possibile rapporto con la divinità, è a quel mare e al suo livello che dobbiamo pensare e al fatto che il mare ce lo siamo inventato tardi per riempirlo di simboli. L’Eden non ha il mare e non ha rive, perché quella infinita distesa d’acqua è il “Grande Abisso” che si riprenderà la terra quando la soglia del peccato sarà solo caos e dannazione. È però anche il Mediterraneo, oggi lago luttuoso da cui troppo spesso volgiamo via lo sguardo, che insegna agli esseri umani a stare al livello del mare, insegna il viaggio e il suo timore, insegna il lavoro, la sopravvivenza. Insegna rispetto per le sue maree, per le sue onde, per il suo scintillare e incupirsi. Insegna la vita insomma, ma insegna quella che abbiamo dimenticato, creature prese come siamo ad affannarci intorno alla scala, perché è quello ciò che si chiede ai dannati e ubbidienti che tenterebbero di salire su quelle scale a rischio della vita, anzi nella tragica consapevolezza che salire potrebbe voler dire morire. La scala sociale, la scala della prestazione, la scala del tentativo di sopravvivere, la scala della performance, ma non come atto estetico, ma atto di certificazione di esistenza va data alle fiamme e la sua cenere diventi arenile. In questo Paese dove Barbara Lalle brucia scale, le scale sociali sono fatte da un tempo lungo cinque generazioni per salire un solo gradino, si rimane attaccate agli sticky grounds come fosse pece, quella pece che è anche un innesco e che le scale le brucia. Non sono gli angeli di Giacobbe che salgono e scendono, operosi affinché gli esseri umani salgano e la divinità scenda sulla terra, ma esseri che non trovano il tempo di voltarsi a guardare l’orizzonte al livello del mare. Ci si volti quindi a guardare il livello del mare illuminato dai bagliori dell’incendio per capire che il tempo deve essere un altro, quello che propone l’arte, che è un tempo simbolico ma capace di far cadere quel simbolico in una realtà non fatta di menzogne verticali.» (dal testo critico di Michela Becchis).

Barbara Lalle, terapista per la riabilitazione neurologica post‐traumatica e docente impegnata quotidianamente nell’integrazione delle disabilità gravi, mossa da una “emergenza di dire”, come artista, attraverso le varie forme delle arti visive (pittura, fotografia, video, ecc.) e della performance, esplora le modalità in cui disagio, deprivazione, dolore possano essere compresi, narrati, superati. Sperimenta da anni le diverse modalità di arte partecipata, coinvolgendo altri artisti e le comunità locali dove opera. Finalista Premio Adrenalina 2012; finalista Premio Cascella 2015; Premio Città di Soriano 2015; menzione speciale Bridge Art 2018. Performance: 2015. L’arte dell’errore giudiziarioIl labirinto di Icaro involato, MAXXI; Esodi, MACRO. 2016 Rilevazione-Rivelazione; ContattoNon è area per voi, RM; Logos in progress, RM. 2017. M-UNO Interno 14, MACRO; Bautta, Millepiani RM; APRIR-SI, Case Romane del Celio RM; 2018. Burning Home, Tevere Art Gallery; 2019. Buck up and cry!, MACRO; Realtà Istantanee, MACRO; Punto di Partenza, portici di Piazza Vittorio Emanuele II Roma; Più forte, T.A.G. Roma; 2020. Stauros performance itinerante Roma, Ring Giardini di Colle Oppio Roma, Tre cose vuole il campo, Roma; 2021. Templi frondosi, installazione ambientale con Dario Marcozzi, Passo del Furlo Fossombrone (PU); Buck up and cry, installazione multimediale performativa, Festival Todiimmagina 2021; TAG Roma; Habitus, performance Santa Marinella (RM); 2022 performance Visualizzazione di un angelo, Torre degli Annibaldi Roma; 2023 performance Lapsus in vitam, Studio Campo Boario Roma; 2023 performance Io vedo…, Biblioteca Laurentina Roma; 2023 performance Terzo Paradiso Con tutti i bambini del mondo con Silvia Stucky e Isabel Dehais, Studio Campo Boario Roma; 2023 Lettura performativa Sì, sono una puttana, Biblioteca Vallicelliana Roma; 2024 Performance Sì, sono una puttana, Forte Prenestino Roma; 2024 progetto Incontroluce Recidency, Malosco Val di Non; 2024 performance Dressed by you, Fidelia APS Anguillara Sabazia; 2025 performance Dressed by you, Scuderie Aldobrandini Frascati; 2025 performance Dressed by you, Spazio Testaccio Roma. 


INFO
Witches Are Back 2025
al livello del mare
azione artistica di Barbara Lalle
A cura di Michela Becchis e Roberta Melasecca
Con la collaborazione di Riccardo Morucci
Promosso da Associazione culturale blowart

14 febbraio 2025 ore 20.00
Piazzale d’Armi del CSOA Forte Prenestino
Via F. Delpino – Roma

Barbara Lalle
barbix2002@libero.it

Roberta Melasecca
roberta.melasecca@gmail.com
interno14next.wordpress.com dryapple.wordpress.com
associazioneblowart.wordpress.com/
Witches Are Back
witchesareback.comforteprenestino.net

Matera: La Fondazione Sassi rende omaggio a Mario Salerno

La Fondazione Sassi di Matera annuncia che il prossimo 15 febbraio 2025, alle ore 10:30, nella sede della Fondazione in via San Pietro Barisano n. 10, si terrà la cerimonia di intitolazione della Sala Conferenze a Mario Salerno, fondatore e primo presidente della nostra istituzione fin dalla sua nascita, avvenuta il 4 giugno 1990.

Cerimonia di intitolazione
della sala conferenze della Fondazione Sassi
a Mario Salerno

L’evento rappresenta un sentito omaggio a una figura che ha dedicato la sua vita alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale della città di Matera, contribuendo con visione e impegno al riconoscimento dei Sassi come Patrimonio dell’Umanità e alla crescita culturale del territorio.

Alla cerimonia interverrà S. Ecc. Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, che impartirà la benedizione alla sala dedicata alla memoria del dottor Salerno.

Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni locali, enti del territorio, la famiglia Salerno e tutti coloro che desiderano rendere omaggio alla figura di Mario Salerno. La Fondazione sarà lieta di offrire uno spazio di intervento a quanti, tra cittadini e operatori culturali, vorranno condividere un ricordo personale legato a Mario.

L’evento vuole essere non solo un tributo alla sua persona, ma anche un momento di aggregazione per la comunità materana, che è invitata a prendere parte a questo momento, nel segno della memoria e della condivisione.

Programma della Cerimonia

  • Scopertura della targa dedicata a Mario Salerno
  • Benedizione della Sala Mario Salerno

Interventi e testimonianze

  • Michele De Rosa De Leo, amico e testimone dell’opera di Mario Salerno
  • Peppino e Chicco Mitarotonda, artisti che hanno realizzato la targa commemorativa

Intervento della direttrice Patrizia Minardi, che introdurrà il dialogo con i giovani talenti materani, testimoni della crescita culturale ed economica della città:
Rossella Iacovone – ballerina e imprenditrice
Francesca Lamacchia (in arte Effective) – cantante ed imprenditrice
Lidia Cudemo – imprenditrice del settore cinematografico
Fernando Calia – organizzatore di mostre a livello internazionale

La cerimonia si concluderà con l’intervento della presidente della Fondazione Sassi, Maria Giovanna Salerno, che renderà omaggio all’eredità culturale e umana di Mario Salerno.
Un omaggio artistico: “I Sassi delle Tre Lune” di Ugo Annona

Nel corso della mattinata sarà svelata l’opera “I Sassi delle Tre Lune” di Ugo Annona, che la famiglia Salerno ha donato alla Fondazione Sassi. L’opera, denominata così dalla famiglia Salerno, è stata collocata nella Sala Conferenze Mario Salerno e rappresenta un’importante testimonianza artistica e culturale.

Dal testo di Nicola Salerno, pubblicato sui Quaderni de La Scaletta nel 2024:

“Un regalo di Ugo a Mario? Un’installazione di Ugo che stava per essere rimossa senza una precisa destinazione e che Mario ha salvato, non nuovo a iniziative di questo genere? La prima ipotesi potrebbe essere per l’amicizia tra i due, confermata da altre opere di Annona in Via Castello. La seconda parrebbe avvalorata dal fatto che dietro alcune mattonelle ci sono pochi resti di malta e alcuni segni a pennarello di probabile guida per l’allineamento a parete; ma il dubbio rimane, perché la maggior parte delle mattonelle non ha alcun residuo di malta e tutte, proprio tutte, sono in condizioni perfette, senza neppure un graffio o uno sbocconcellamento che normalmente accade quando un pannello viene prima murato e poi staccato.

Si tratta di un notturno sui Sassi. Il punto di osservazione è dall’altro lato della Gravina, dove c’è il Parco della Murgia Materana con il belvedere, anche se le proporzioni e le distanze non sono realistiche, ma sognate. Nella fascia bassa compaiono persone e animali che un tempo, sino agli anni ’50, qui vivevano a contatto continuo, quasi in simbiosi. Le persone sono le classiche pupe di Annona, tra il naïf, il primitivo e il gotico. Nella ampia fascia intermedia ci sono proprio loro, i Sassi. A meno del rosso di qualche tetto e di alcune sfumature, appaiono come un blocco unico, impenetrabile, pietrificato, senza presenza umana, gelido. La luce avvolgente e sierosa palpabile della triplice luna, che domina la fascia alta del pannello, sembra aver messo tutto e tutti in naftalina.”

L’opera è stata restaurata da Chicco Mitarotonda nel laboratorio storico di Contrada Serritello La Valle, dove lavora con il padre, il maestro Peppino Mitarotonda, che fu prima allievo e poi grande amico di Annona. Questo intervento ha restituito alla città un’opera di grande valore storico e artistico, sottolineando il profondo legame tra Mario Salerno e il mondo dell’arte e della cultura.

L’iniziativa si propone come un tributo doveroso a un uomo che, con passione e lungimiranza, ha guidato la Fondazione, lasciando un segno indelebile nella storia culturale di Matera.

Mario Salerno è stato il fondatore e primo presidente della “Fondazione Sassi” di Matera. Creata nel 1990, la Fondazione ha lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e architettonico dei Sassi di Matera, di cui ha sostenuto l’ingresso nel Patrimonio dell’Umanità nel 1993. Durante il mandato di Mario, le attività della Fondazione hanno abbracciato un ampio raggio di attività, dalla promozione di studi e volumi di carattere divulgativo e scientifico, alla organizzazione di convegni tematici, alla ospitalità di giovani visitatori, studiosi, intellettuali e artisti. Prima della nascita della Fondazione, a un giovane Mario Salerno si deve anche l’arrivo a Matera nel 1976 del telero “Lucania ’61” di Carlo Levi, un pezzo densamente simbolico per la storia non solo locale ma dell’intera Italia repubblicana. Al nome di Mario sono legati anche il “Centro studi sulla montagna lucana”, che a fine anni ’60 mise le basi per la creazione del “Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti” e della “Riserva orientata di Tre Cancelli di Tricarico”, e il progetto esecutivo per l’apertura a Matera della sede del Mediterraneo del sud del “Collegio del Mondo Unito”. É stato per oltre trent’anni direttore presso diversi istituti bancari a Roma, Matera, Taranto, Lussemburgo, Cosenza.

Mario Salerno è scomparso l’11 settembre 2019, ma dedizione e impegno proseguono attraverso la sua Fondazione, ora presieduta dalla figlia Maria Giovanna.


Sissi Ruggi
per la Fondazione Sassi
Per contatti e ulteriori informazioni
ufficiostampa@sissiruggi.com

Alla Magnani-Rocca, l’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi

I fiori, con la loro bellezza effimera e la loro carica simbolica, hanno ispirato generazioni di artisti. Con l’arrivo della primavera, la Fondazione Magnani-Rocca celebra questo soggetto eterno con una mostra unica: oltre 150 opere, dai maestri del Simbolismo all’Arte contemporanea, trasformano la Villa dei Capolavori in un giardino d’arte e poesia.

La mostra ‘FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi’ è in programma dal 15 marzo al 29 giugno 2025 alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma), immersa nello splendore del Parco Romantico, appena restaurato. Col suo giardino all’italiana, il giardino all’inglese, il biolago e il nuovo giardino contemporaneo ispirato al New Perennial Movement, il Parco offre un’esperienza multisensoriale che cambia con il susseguirsi delle stagioni.

FLORA
L’incanto dei fiori nell’arte italiana
dal Novecento a oggi
Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo – Parma
15 marzo – 29 giugno 2025

La mostra presenta oltre 150 capolavori “floreali” dei più grandi maestri dell’arte italiana, da fine Ottocento fino alla contemporaneità. Le Ortensie di Segantini, Longoni e Fornara, le Dalie di Previati e Donghi, l’esplosiva Flora magica di Depero e i mazzi ipnotici di fiordalisi, papaveri e margherite di Casorati, il Gladiolo fulminato di de Pisis e i Crisantemi di de Chirico e Cremona. Accanto a queste meraviglie, le sale della Villa ospitano un percorso che attraversa Simbolismo, Futurismo, Realismo magico, Astrazione e le nuove forme espressive della contemporaneità.

Il fiore non è mai solo un fiore. Per Boldini è un simbolo di grazia, per de Pisis un’esplosione cromatica e una riflessione sulla caducità della vita, per Morandi una meditazione silenziosa. FLORA esplora l’evoluzione di questo soggetto nell’arte italiana, dalla ricchezza simbolica di Segantini e Previati all’avanguardia di Balla e Depero, fino ai linguaggi contemporanei di Kounellis, De Maria, Gilardi, Schifano e Paolini.

Le sale della Villa dei Capolavori, si trasformano in giardini segreti, evocati dalle opere di Pellizza da Volpedo, Chini, Nomellini, Moggioli, Boccioni, per ospitare fiori dipinti o scolpiti del Novecento, da quelli simbolici a quelli futuristi, da quelli recisi a quelli silenziosi fino ai fiori inquieti. Il tutto è affiancato dagli spazi che ospitano i capolavori di Monet, Renoir, Cézanne, Dürer, Tiziano, Goya, Canova, Burri appartenuti a Luigi Magnani.

Molte “regine di fiori” abitano la mostra, in ritratti intensi in cui il fiore ha una presenza importante quanto quella della protagonista, con opere capitali di Boldini, Tito, Zandomeneghi, Balla, Marussig, Fontana e Pasolini. La rosa è protagonista di un’intera sezione: le Rose di Morandi dialogano con quelle di Funi, Oppi, Cagnaccio, Pirandello e Mafai.

Le opere provengono da importanti musei, istituzioni pubbliche e collezioni private come il Museo del Novecento di Milano, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo Novecento di Firenze, il Museo Morandi di Bologna, i Musei comunali di Ferrara, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze. La mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Magnani-Rocca e il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ed è curata da Daniela Ferrari e Stefano Roffi. È realizzata grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Crédit Agricole Italia.

“Non c’è pittrice o pittore del Novecento che non abbia dipinto fiori, seguendo una vocazione intima e una personalissima interpretazione, una sfida rappresentativa. Il fiore è un soggetto semplice, ma è anche un universo di simboli complessi, di forme sofisticate e per questo irresistibile” – Daniela Ferrari

Parallelamente viene presentato il restauro del Parco Romantico che circonda la Villa dei Capolavori: un gioiello paesaggistico unico in Italia che si estende per dodici ettari e che comprende un giardino all’inglese, un giardino all’italiana e il nuovo giardino contemporaneo.

Un patrimonio verde con centinaia di nuovi alberi, arbusti e fiori, con piante esotiche e monumentali a circondare la villa che fu dimora di Luigi Magnani. Il Parco Romantico conserva anche tre esemplari maestosi iscritti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia: Cedrus libaniSequoia sempervirensPlatanus hybrida, che sono stati oggetto di cure speciali. Con l’aggiunta di un biolago e l’esperienza multisensoriale del nuovo giardino contemporaneo ispirato al New Perennial Movement, in cui i visitatori saranno avvolti da un’esplosione di colori e profumi, immersi in un paesaggio che cambia nei mesi, stagione dopo stagione. Un restauro realizzato grazie al supporto del Ministero della Cultura con i fondi PNRR. Luigi Magnani, precursore di una sensibilità ambientale sorprendentemente moderna per il suo tempo, è stato tra i fondatori di Italia Nostra, uno dei primi movimenti ambientalisti italiani, impegnato nella protezione integrale del patrimonio culturale e ambientale del Paese. Questa visione pionieristica dimostra la sua profonda attenzione per la salvaguardia della bellezza e della natura, in un periodo storico in cui la coscienza ambientalista non era ancora così affermata.

FLORA. L’incanto dei fiori nell’arte italiana dal Novecento a oggi

Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 15 marzo al 29 giugno 2025. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Aperto anche 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno. Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 2 giugno.
Ingresso: € 15 valido anche per le Raccolte permanenti e il Parco Romantico – € 13 per gruppi di almeno quindici persone – € 5 per le scuole e sotto i quattordici anni. Il biglietto comprende anche la visita libera agli Armadi segreti della Villa. Per meno di quindici persone non occorre prenotare, i biglietti si acquistano all’arrivo alla Fondazione.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148   segreteria@magnanirocca.it   www.magnanirocca.it  
Il sabato ore 16.30 e la domenica e festivi ore 11.30, 16, 17, visita alla mostra con guida specializzata; è consigliato prenotare a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 20 (ingresso e guida).
Mostra e Catalogo (Dario Cimorelli Editore) a cura di Daniela Ferrari e Stefano Roffi, con saggi dei curatori e di Carlo Mambriani, Elisa Martini, Sergio Risaliti, Chiara Vorrasi, oltre alle immagini di tutte le opere esposte.

La mostra è realizzata grazie al contributo di:
FONDAZIONE CARIPARMA, CRÉDIT AGRICOLE ITALIA
Media partner: Gazzetta di Parma, Kreativehouse.
Con la collaborazione di: AXA XL Insurance e Aon S.p.a.
Angeli Cornici, Bstrò, Cavazzoni Associati, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico.

La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, ospita la collezione d’arte di Luigi Magnani, con opere di Monet, Renoir, Cézanne, Goya, Tiziano, Dürer, de Chirico, Rubens, Van Dyck, Filippo Lippi, Carpaccio, Burri, Tiepolo, Canova e la più significativa raccolta di lavori di Morandi. Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva ancora oggi un fascino sontuoso e senza tempo con i suoi arredi di epoca neoclassica e impero, circondata da un grande Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e gli splendidi pavoni bianchi e colorati.


Ufficio Stampa: Studio ESSECI   Sergio Campagnolo
Rif. Simone Raddi   simone@studioesseci.net   tel. 049 663499

SAC – Spazio Arte Contemporanea apre un bando per artisti giovani e affermati

Diviso in due categorie – artisti giovani (18-34 anni) e affermati (over 35 anni) – il concorso mette in palio premi in denaro e la possibilità di collaborare, in varie forme, all’attività espositiva del SAC.

Il bando, aperto fino al 16 marzo 2025, ammette opere di pittura, scultura e installazione, fotografia, videoarte e cortometraggi, performance, arte digitale, grafica digitale e cartoon.

Per la sua terza edizione, il premio si concentra sul tema “Radici”, intese come le verità nascoste che intimamente definiscono ognuno di noi.

SAC – SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA
ROBECCHETTO CON INDUNO (MI)
 
PREMIO LUIGI CANDIANI
Aperto il bando per artisti giovani e affermati

Fino al 16 marzo 2025

SAC – Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno (MI) annuncia l’apertura del bando alla terza edizione del premio Luigi Candiani, che con cadenza annuale si rivolge a due categorie di artisti: giovani (dai 18 ai 34 anni) e affermati (over 35). La giuria è composta da Nicoletta Francesca Candiani, proprietaria e curatrice di SAC – Spazio Arte Contemporanea, da Ernesto Morales, artista e da Elisabetta Roncati, scrittrice e art sharer.

Il tema scelto per l’edizione 2024/2025 è “Radici“, così declinato dalla giuria: “Ogni città nasconde fra i vicoli un infinito insieme di tracce di cui l’uomo è unico artefice. A contatto con tutto ciò che lo circonda, trascorre la vita lasciando il ricordo delle sue radici in ogni posto in cui viaggia, in ogni persona che incontra, in ogni sguardo rincorso di sfuggita. Chi sia davvero, solo lui lo sa, solo lui può intravedere le sue verità nascoste e riconoscere il proprio microcosmo. E tu, da quale pianeta provieni?

Il bando è aperto fino al 16 marzo 2025 e ammette opere di pittura, scultura e installazione, fotografia, videoarte e cortometraggi, performance, arte digitale, grafica digitale e cartoon, proposte attraverso il form online di iscrizione (sezione bandi su www.spazioartecontemporanea.com) e che seguono l’argomento indicato.

Le 20 opere selezionate parteciperanno alla mostra collettiva dei finalisti del concorso Premio Luigi Candiani, in programma dal 6 settembre al 4 ottobre 2025.

Un premio di 2.000 € sarà assegnato all’autore dell’opera prima classificata, mentre la Menzione Ernesto Morales darà la possibilità all’artista selezionato di partecipare a mostre organizzate da ARTEFORA, nelle Langhe, in Piemonte, nell’arco dell’anno successivo alla nomina del vincitore.

Infine, sono in palio due residenze d’artista negli spazi del SAC-Spazio Arte Contemporanea di due settimane (17 novembre – 15 dicembre 2025) con mostra finale nel periodo 17 gennaio-14 febbraio 2026, durante la quale parteciperà anche il vincitore del premio in denaro.

I vincitori saranno annunciati durante l’inaugurazione della mostra dei venti finalisti, sabato 6 settembre, e saranno pubblicati online il giorno successivo.

Verranno selezionate 20 opere per partecipare alla mostra collettiva dei finalisti del concorso Premio Luigi Candiani, che si terrà dal 28 giugno al 26 luglio 2025.

Un premio di 1.000 € sarà assegnato all’autore dell’opera prima classificata, mentre la Menzione Ernesto Morales e le due residenze d’artista (che si svolgeranno dal 6 ottobre al 3 novembre 2025) conservano le modalità già presentate nella sezione affermati.

Le opere dei vincitori del primo premio e delle residenze d’artista selezionate per il concorso, di entrambe le categorie, faranno parte della mostra dei vincitori che si terrà al SAC dal 17 gennaio al 14 febbraio 2026.


Il Premio Luigi Candiani è stato istituito nel 2022 da Nicoletta Candiani, proprietaria e curatrice di SAC – Spazio Arte Contemporanea, in memoria del bisnonno, che aveva creato nel 1938 una manifattura tessile nel luogo dove ora sorge lo spazio d’arte contemporanea. La principale finalità del bando è quella di attirare al SAC artisti promettenti con cui sviluppare nel tempo un percorso di collaborazione.

SAC è uno Spazio dedicato all’Arte Contemporanea, nato nel 2019 allo scopo di promuovere artisti contemporanei e divenuto luogo di aggregazione sociale e divulgazione culturale. Uno spazio rivolto ai creativi ma anche a un pubblico partecipe e interessato alle tematiche attuali che trovano espressione nell’arte contemporanea. Con un programma composto da mostre, laboratori, workshop, concorsi e conferenze, lo scopo di SAC è guidare il pubblico a un accrescimento culturale anche a livello territoriale.

Situato nel cuore del paese, è inserito all’interno di una struttura appartenuta al bisnonno di Nicoletta Candiani, fondatrice e curatrice di SAC, trasformata da realtà industriale prima tessile e poi conciaria in un punto di incontro, per restituire al territorio ciò che da esso è stato donato per quattro generazioni alla famiglia Candiani.

Con una superficie di 1.400 metri quadrati e ambienti dedicati a mostre e laboratori, SAC espone artisti contemporanei di talento, permettendo loro di realizzare progetti personali, ma vuole anche coinvolgere un pubblico ampio e variegato durante le iniziative intraprese, avvicinandolo alle molteplici sfaccettature dell’arte dei nostri giorni.


INFORMAZIONI PREMIO LUIGI CANDIANI     
Bando aperto fino al 16 marzo 2025
Iscrizione www.spazioartecontemporanea.com
 
INFORMAZIONI SAC – SPAZIO ARTE CONTEMPORANEA
Robecchetto con Induno (MI), Via Umberto I 108, ingresso da via Carducci 2
Orari: Mercoledì-domenica, ore 14.30 – 19.30
 
CONTATTI
T + 39 0331 1227674             
E-mail: info@spazioartecontemporanea.com
IG spazio_arte_contemporanea         
FB Spazio Arte Contemporanea
 
Ufficio stampa     
Anna Defrancesco comunicazione   
Via Madre Cabrini 10 – 20122 Milano
press@annadefrancesco.com
annadefrancesco.com

Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia

“MUNCH. Il grido interiore”

11 febbraio – 2 giugno 2025

Palazzo Bonaparte
Piazza Venezia, 5 – Roma

Ad accoglierli c’era Iole SienaPresidente di Arthemisia e padrona di casa.

“È stato un immenso onore ed anche una grande emozione inaugurare la mostra di Munch alla presenza del Presidente Mattarella e della Regina Sonja – afferma Iole Siena – ed un importante riconoscimento istituzionale per il ruolo centrale di Palazzo Bonaparte per le grandi mostre a Roma e in Italia”.

Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il CEO di Generali Philippe Donnet, il Presidente di Generali Andrea Sironi, la Presidente della Fondazione Terzo Pilastro Alessandra Taccone.

Il Presidente e la Regina si sono intrattenuti un’ora all’interno della mostra, manifestando il più grande apprezzamento.

Al termine della visita riservata, una lunghissima fila di persone ha atteso per entrare all’inaugurazione.


Nel corso della sua lunga vita Edvard Munch realizzò migliaia di stampe e dipinti. Essendo tanto un uomo d’immagini quanto di parole, riempì fogli su fogli di annotazioni, aneddoti, lettere e persino una sceneggiatura per il teatro. L’esigenza di comunicare le proprie percezioni, il proprio ‘grido interiore, lo accompagnò per tutta la vita, e proprio questa attitudine è stato il motore della sua pratica come artista, che ha toccato tanto temi universali – come la nascita, la morte, l’amore e il mistero della vita – quanto i disagi psichici necessariamente connessi all’esistenza umana – le instabilità dell’amore erotico, il disagio prodotto dalle malattie fisiche e mentali e il vuoto lasciato dalla morte.

Questa mostra ruota attorno al ‘grido interiore’ di Munch, al suo saper costruire, attraverso blocchi di colore uniformi e prospettive discordanti, lo scenario per condividere le sue esperienze emotive e sensoriali: un processo creativo che sintetizza ciò che l’artista ha osservato, quello che ricorda e quanto ha caricato di emozioni.

Altre opere, invece, cercano di immortalare le forze invisibili che animano e tengono insieme l’universo. L’inizio della sua carriera coincide infatti con cambiamenti radicali nello studio della percezione: alla fine dell’Ottocento è in corso un dibattito tra scienziati, psicologi, filosofi e artisti sulla relazione tra quello che l’occhio vede direttamente e come i contenuti della mente influiscono sulla nostra vista. Il suo interesse per le forze invisibili che danno forma all’esperienza, condizionerà le opere che lo rendono uno degli artisti più significativi della sua epoca. Precursore dell’Espressionismo e persino del Futurismo del XX secolo nella sua esplorazione delle forze impercettibili, oggi continua a “parlare” alle visioni interiori e alle preoccupazioni anche di noi, uomini e donne dell’età moderna. Nelle sue creazioni Munch punta a rendere visibile l’invisibile.


Informazioni e prenotazioni
T +39 06 87 15 111
www.arthemisia.it
www.mostrepalazzobonaparte.it
info@arthemisia.it
Hashtag ufficiale
#MunchBonaparte

Biglietti
Open € 22,00 Intero € 18,00 Ridotto € 17,00

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso
sam@arthemisia.it | press@arthemisia.it | T +39 06 69380306

Relazioni esterne e ufficio stampa Arthemisia
Camilla Talfani | ct@arthemisia.it

Pisa, Museo della grafica: “Carnevale in BLU”

Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarVi al laboratorio per famiglie

Sabato 22 febbraio, ore 15:30
Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)

Età consigliata: 6-11 anni
Costo: 6€ a bambino

Prenotazione obbligatoria da effettuarsi scrivendo a educazione.museodellagrafica@sma.unipi.it entro le ore 13:00 di venerdì 21 febbraio.

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


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Trieste dello Scorpione, giorni 13 e 15 febbraio 2025

l doppio appuntamento con la Trieste dello Scorpione: giovedì 13 e sabato 15 febbraio 2025

Si parte giovedì 13 febbraio alle ore 18 con l’Aperitivo con Magajna, iniziativa congiunta di Cizerouno e Slovenski Klub che si terrà al Cavò in via San Rocco 1 in Cavana, sede della mostra dedicata alla Galleria dello Scorpione. In questa occasione i curatori della mostra, Massimiliano Schiozzi e Vincenzo Luongo, guideranno i visitatori attraverso le 60 immagini di Mario Magajna che raccontano la Trieste del Governo Militare Alleato.

Il fotoreporter del Primorski dnevnik fu l’unico fotografo che espose alla Galleria dello Scorpione con una mostra personale nel 1951. Del suo archivio, composto da oltre 300.000 scatti, ci parlerà Gabriela Caharija, della Biblioteca Nazionale Slovena e degli studi di Trieste dov’è conservato l’archivio.

Nella giornata di sabato 15 febbraio ritorna il tour alla scoperta di alcuni luoghi e vicende degli anni del Governo Militare Alleato, 1945-1954, promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle iniziative di Varcare la frontiera: la Trieste dello Scorpione e realizzato grazie al finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (partenza alle 10.30 da Palazzo Gopcevich, durata di circa 60 minuti, costo di 10€ a persona ed è richiesta la prenotazione inviando una mail a info@cizerouno.it).

Il tour, guidato da Francesca Pitacco, partirà da piazza Ponterosso alle ore 10.30 e proseguirà all’Hotel de la Ville, poi in piazza Unità, fino alla Questura, difronte alla quale spesso si radunavano i triestini in manifestazioni di protesta.

Francesca Pitacco farà conoscere i luoghi istituzionali del Governo Militare Alleato, ma anche molti dettagli e curiosità della vita quotidiana di quei nove anni in cui Trieste fu al centro della diplomazia e della politica internazionale.

Un racconto fatto di caffè e negozi per le truppe del GMA, di lezioni radiofoniche di inglese di Stanislaus Joyce, fratello di James, di palazzi requisiti dove sventolavano le bandiere degli Alleati, di quando in città una piccola galleria d’arte – la Galleria dello Scorpione in Ponterosso – ospitava artisti nazionali e internazionali, di parate militari sulle Rive,  fino a riscoprire la topografia di quella che era una delle zone più “calde” e proibite per i soldati del GMA di stanza a Trieste: la Cavana “Out of Bounds” delle case chiuse.

Sempre nella stessa giornata, il 15 febbraio, ci sarà la chiusura della mostra al Cavò, in via San Rocco 1, (mostra visitabile da giovedì a sabato dalle 17 alle 19) dedicata alla Galleria dello Scorpione dove le pareti del Cavò si presentano fitte di straordinarie immagini in bianco e nero realizzate da Mario Magajna, che raccontano di anni intensi, drammatici, di strade affollate e grandi passioni e – come spesso avviene negli scatti del fotoreporter del «Primorski dnevnik» – di inattesa poesia.

Dopo il grande successo riscosso, le iniziative legate al progetto Varcare la frontiera: la Trieste dello Scorpione proseguiranno con approfondimenti su diverse tematiche e una pubblicazione finale.

Dettagli del tour:
• sabato 15 febbraio ore 10.30
• costo: 10 € a persona (pagamento in loco qualche minuto prima)
• ritrovo: davanti a Palazzo Gopcevich in via Rossini 4
• prenotazione obbligatoria inviando una mail a:
info@cizerouno.it

Cizerouno
associazione culturale

cavò
via san rocco 1/a
cavana
34121 Trieste
+ 39 040 3490065
+ 39 327 552 6118 (whastapp)

www.cizerouno.it
#varcarelafrontiera
#cavanastories
#cavò
#gma

Da info <info@cizerouno.it> 

A Roma arrivano Les Chevaux de Dalì: 18 litografie e un bassorilievo in ottone dorato

Realizzate partendo da una serie di acquerelli originali, queste opere sono esposte nella mostra Salvador Dalì, tra arte e mito, fino al 27 luglio 2025 presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano

A Roma arrivano Les Chevaux de Dalì: la mostra si arricchisce con 18 litografie e un bassorilievo in ottone dorato

Grande successo di pubblico per la mostra Salvador Dalì, tra arte e mito, inaugurata a Roma lo scorso 25 gennaio e che ora si arricchisce ulteriormente con l’esposizione di altri capolavori che raccontano il mondo visto dagli occhi del grande maestro del surrealismo. Un’occasione unica per ammirare in un’unica esposizione le molteplici forme dell’arte daliniana.

L’evento è organizzato da Navigare in partnership con Difesa Servizi, e allestita dal curatore Vincenzo Sanfo presso il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura Italia e di Oficina Cultural de la Embajada de España.

Ora i visitatori potranno ammirare la serie Les Chevaux de Dalì, I Cavalli di Dalì, che comprende 18 litografie realizzate partendo da una serie di acquerelli originali, e un bassorilievo in ottone dorato. Si tratta di immagini stampate dal celebre maestro litografo Jobin e conservate in un cofanetto di velour, un tessuto simile al velluto, con stampa in bassorilievo in ottone dorato, raffigurante “Picador”, secondo un’opera di Dalì. La suite è un omaggio a uno degli animali più iconici e simbolici, che ha segnato la cultura, la mitologia e la storia, che nei lavori di Dalì una nuova, intrigante interpretazione. Il cavallo, infatti, è un elemento ricorrente, sinonimo forza, velocità, mortalità e vulnerabilità, rappresentati con fattezze surreali e deformate.

Tra i soggetti più famosi rappresentati in queste litografie c’è sicuramente il Cavallo di Troia, riprodotto con linee ondulate e curve che sembrano dissolversi, un richiamo alla tecnica del melting, e un omaggio alle vicende degli antichi greci, in cui l’animale diviene il simbolo di inganno e potenza. Tra gli altri soggetti noti, anche Bucefalo, il cavallo di Alessandro Magno, tra i più leggendari della storia, che incarna lo spirito indomito del suo padrone; Ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte nel romanzo di Miguel de Cervantes, un animale magro e stanco che accompagna il cavaliere nella sua lotta contro mulini a vento, allegoria di uno scontro perpetuo tra idealismo e realtà; il Cavallo della Morte, tra le immagini più evocative e inquietanti di questa serie, che rappresenta la fine inevitabile, la presenza ineluttabile del destino, tra mistero e ignoto.

Les Chevaux de Dalí è una suite litografica complessa e raffinata, realizzata negli ultimi anni di vita dell’artista. Dalí celebra il cavallo come simbolo di potenza e transizione, usando colori intensi, rendendo ogni immagine quasi una “scultura visiva”. Lo stesso cofanetto che racchiude le litografie è un’opera d’arte elegante e raffinata, come omaggio alla grandiosità di Salvador Dalí.

Con queste nuove opere diventano circa 100 i lavori esposti, alcuni dei quali per la prima volta a Roma, provenienti da collezioni private e, per questo, raramente possono essere ammirati dal pubblico. Disegni, sculture, ceramiche, boccette di profumo, incisioni, litografie, documenti, libri e fotografie conducono il pubblico a immergersi nell’universo daliniano, che fu molto più di un pittore, fu un artista eclettico e completo, libero dalla rigidità delle regole.

In apertura del percorso troviamo dei disegni poco noti che García Lorca, grande amico di Salvador Dalì, realizzò tra gli anni ’20 e ’30, nei quali è possibile intravedere una forma embrionale di surrealismo, che ispirò Dalì. Tra le opere esposte, molto interessante è la serie delle illustrazioni della Divina Commedia. L’artista le aveva realizzate su commissione dello Stato italiano. Tale affidamento, però, generò perplessità e malcontento, poiché in molti ritennero fosse meglio affidare un simile compito ad un artista italiano, e quindi Dalì si vide revocare l’incarico. A quel punto, disegni e schizzi furono acquistati da una società francese, che vi aveva visto un enorme potenziale artistico, e li rese noti in tutto il mondo.

La mostra Salvador Dalì, tra arte e mito rientra nel progetto di valorizzazione dei musei militari portato avanti da Navigare grazie alla partnership con Difesa Servizi, società in house del Ministero della Difesa. Un’iniziativa che, portando l’arte in queste strutture solitamente chiuse, le rende accessibili e visitabili dal pubblico.


Salvador Dalì, tra arte e mito
Date: 25 gennaio – 27 luglio 2025
Luogo: Museo Storico della Fanteria, Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 7, Roma

Orari:
Dal lunedì al venerdì: dalle ore 09,30 alle ore 19,30.
Sabato e domenica: dalle ore 09,30 alle ore 20,30.
Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura.

Costo biglietto:
€ 15,00 Biglietto intero WEEKEND E FESTIVI
€ 13,00 Biglietto intero Feriali
€ 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): TUTTI I GIORNI Giovani fino a 14 anni Giornalisti, Universitari, Convenzioni
€ 10,00 Gruppi oltre 10 persone
€ 16,00 Biglietto Open Include ingresso salta la fila
€ 5,00 Scuole
Gratuito Bambini fino a 5 anni
 
Sito web: https://www.navigaresrl.com/mostra/salvador-dali-tra-arte-e-mito-2/
Per informazioni: prenotazioni@navigaresrl.com

Da Alessia Piccioni <alessandromaola@onclusivenews.com

Pisa, Museo della Grafica: “Dimmi la storia vera!” 

Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarVi all’incontro organizzato insieme all’ Associazione Viva Voce

dal titolo

Dimmi la storia vera!
Venerdì 14 febbraio, ore 17:00

Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)

Età consigliata: dai 3 anni in su

La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria da effettuarsi scrivendo a educazione.museodellagrafica@sma.unipi.it entro le ore 13:00 di venerdì 14 febbraio.

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.