Biblioteca Regionale di Messina – Presentazione del volume di Pino Scorciapino

Si terrà sabato 22 marzo 2025 alle ore 17.30, presso la Sala Lettura della Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, la presentazione del volume: “A grandi passi verso la terza guerra mondiale“, di Pino Scorciapino, pubblicato dalla casa editrice EdiSud Salerno, nel 2023.

L’evento si aprirà con i Saluti Istituzionali e l’Introduzione della Direttrice, Avv. Tommasa Siragusa. Seguiranno: il Contributo di Andrea Cannizzo, Dottore di ricerca in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Messina e l’Apporto dell’Autore. Modererà lo Storico Domenico Mazza, Dottore di ricerca in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Messina. Saranno presenti Referenti del Gruppo volontari Emergency Messina.

Il volume, alla cui stesura ha collaborato la figlia Lucia, raccoglie 32 articoli e saggi del Giornalista Pino Scorciapino su politica internazionale, geopolitica, conflitti, armamenti, disarmo, pacifismo scritti per il Centro Studi Pio La Torre di Palermo, l’ultimo dei quali risalente al mese di febbraio 2023, anniversario dell’invasione russa in Ucraina.

Atti di voracità nei confronti di altri Stati, potere e sfruttamento di Paesi ritenuti arbitrariamente “propri possedimenti”, supremazie protagoniste di atavici agoni di morte, hanno instaurato e consolidato una rete terrificante che sospinge il globo terrestre “a grandi passi” verso la terza guerra mondiale. Il terremoto bellico serpeggia, avvolgendo nelle spire delle superpotenze il destino del mondo.


Post dell’evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte all’iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere durante l‘evento.

Nei giorni a seguire sarà disponibile il video.

Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico tel. 090674564 urpbibliome@regione.sicilia.it.


ALELOI: ‘IT SMELLS FUNNY’ è il suo primo album, uno zombie-jazz pronto a mordere

Da venerdì 14 marzo è disponibile su tutti i digital stores ‘It Smells Funny’, il primo album di AleLoi, pubblicato dall’etichetta torinese Blue Mama Records.

Anticipato nelle radio dal singolo ‘Luna Storta‘, l’album offre una perfetta fusione tra jazz, blues, rock, gospel e funk, ed ospita con orgoglio le chitarre di Alessandro Di Virgilio e Paolo Bonfanti, la sezione fiati dei Fratelli Lambretta e la tromba di Fabrizio Bosso.
I brani sono tutti composti e prodotti da AleLoi, e la house band comprende Simone Garino al sax, Alberto Borio al trombone, Gigi Rivetti al piano, tastiere e assistenza alla produzione, Giulio Arfinengo alla batteria e percussioni. Un viaggio inaspettato e coinvolgente tra groove, melodie e atmosfere sognanti.

ALELOI, ‘IT SMELLS FUNNY’ È IL SUO PRIMO ALBUM, UNO ZOMBIE-JAZZ PRONTO A MORDERE

Tutto inizia da una celebre citazione di Frank Zappa, che dice «Jazz is not dead, it just smells funny» (tradotto, «Il jazz non è morto, ha solo un odore un po’ curioso»). Questo, quindi, è forse uno zombie-jazz che cammina e potrebbe mordere.

È farcito di contaminazioni ed incroci come certi piatti della tradizione lo sono di spezie…ed infatti odorano forte ed hanno una loro indiscutibile identità.

Tra le nove tracce che compongono ‘It Smells Funny’ c’è odore di grooves, di suggestioni di varie epoche e di varie latitudini, che si incontrano e si intrecciano tra loro.

Così, ironicamente, AleLoi consiglia: «Mordete un po’ di questo zombie-jazz, che prima che vi morda lui!».

AleLoi è lo pseudonimo di Alessandro Loi, bassista e compositore. 

Nato a Torino nel 1973, cresce musicalmente con l’ascolto e lo studio del jazz che ben presto coniuga con la sua vocazione eclettica interagendo con contaminazioni di elementi della cultura black come gospel, funk, blues, rock, ska e della musica latino americana. 

Attualmente coinvolto in diversi progetti autoriali di qualità come StatutoFratelli Lambretta Ska JazzSilvia TancrediEugenio Mirti &The Bad Faith, oggi si presenta con il suo primo progetto da autore.


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Ufficio stampa
A-Z Press
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TEFAF Maastricht parte con grande vivacità – Importanti risultati e alta partecipazione

L’apertura di TEFAF Maastricht 2025 ha confermato, ancora una volta, la sua posizione di Fiera d’Arte leader a livello mondiale, con importanti vendite registrate nei primi giorni un po’ in tutte le categorie, tra cui arte moderna e contemporanea, antiquariato e design. Gli ospiti sono confluiti a Maastricht da tutto il mondo per partecipare alle giornate di preview più ambite dell’anno, cogliendo l’opportunità di acquistare importanti opere dalla selezione impareggiabile della fiera.

TEFAF Maastricht 2025
38ma edizione
Paesi Bassi, Maastricht Exhibition & Conference Centre (MECC)
15 – 20 marzo 2025 

Le attesissime giornate di early access e preview (13 e 14 marzo)  hanno accolto un pubblico d’élite di rappresentanti di musei, collezionisti esperti e studiosi, con un aumento del 15% dei visitatori rispetto all’anno precedente. Oltre 400 le Istituzioni che hanno inviato rappresentanti tra direttori, curatori e gruppi di mecenati. A poche ore dall’apertura, sono state registrate vendite importanti, sottolineando l’importanza della Fiera come momento chiave del mercato globale dell’arte.

“Siamo entusiasti della fiducia dimostrataci da collezionisti e Istituzioni”, ha dichiarato Manon van den Beuken, direttrice di TEFAF Maastricht. “Il calibro delle opere esposte quest’anno è eccezionale e la risposta che abbiamo ricevuto riafferma il ruolo di TEFAF Maastricht come destinazione principale per i collezionisti che cercano il meglio dell’arte, dell’antiquariato e del design”.

Tra le vendite  più importanti avvenute nei giorni di preview si segnala:

PAINTING

Salomon Lilian (Paesi Bassi, stand 336) ha venduto La Vergine in preghiera di Michael Sweerts a una fondazione  olandese per circa 3,5 milioni di euro.

Bijl-Van Urk Masterpaintings (Paesi Bassi, stand 370) ha venduto per oltre un milione di euro A Landscape with Riders on a Path di Albert Cuyp alla Kremer Collection. George e Joël Kremer sono stati tra l’altro protagonisti del programma TEFAF Talk, dove hanno parlato del loro approccio al collezionismo multigenerazionale.

Antonacci Lapiccirella Fine Art (Italia, stand 318) ha venduto Interior of a Harem di Francesco Hayez per una cifra compresa tra 600.000 e 700.000 euro, insieme ad altre cinque opere, e sta negoziando altre due vendite con musei statunitensi.

Caretto & Occhinegro (Italia, stand 372) ha effettuato una vendita museale; Entombment of Christ di Maarten van Heemskerck è stato venduto per 500.000 euro.

La Kunstgalerij Albricht (Paesi Bassi, stand 304) ha venduto due delle sue opere più importanti, tra cui Tre ragazze nella neve di G.H. Breitner, a un importante museo francese, mentre Danzatrice di Jan Sluijters è stata acquistata da una collezione privata olandese per essere donata a un museo olandese. I prezzi richiesti erano rispettivamente di 275.000 e 265.000 euro.

Colnaghi (Regno Unito, stand 304) ha venduto tre opere a collezionisti privati: Sant’Antonio da Padova con Gesù Bambino di José RisueñoGiovanna Garzoni Una ciotola di fichi con nocciole; Busto dell’imperatore Marco Aurelio di Guglielmo Della Porta. Una quarta vendita, Vergine dell’Immacolata Concezione di Luisa Roldan detta La Roldana, è stata concordata con un museo statunitense.

Haboldt & Co. (Paesi Bassi, stand 349) ha venduto November (Farm in Laren) di Ferdinand Hart Nibbrig e Still Life with Pears and Lemons di Pyke Kock a collezionisti privati negli Stati Uniti e in Belgio.

Van der Meij Fine Arts (Paesi Bassi, stand 379) ha venduto Moonrise di Laurits Tuxen al Museo Nazionale del Lussemburgo. Sarà il primo dipinto di un artista danese del XIX secolo a entrare nella collezione del museo.

Berardi Galleria d’Arte (Italia, stand 330) ha venduto la Veduta di Roma di Hermann Corrodi a un collezionista privato per circa 100.000 euro, inoltre  cinque trompe l’oeil su carta di Pasquale Angiolini a 50 mila euro e un  importante dipinto di Thomas Daniells raffigurante “la porta del Kabristan mussulmano e Dargah del Santo Sufi Shah Kasin Suleimani”, Chinar, Uttar Pradesh India.

ANTIQUES

Kunsthandel Mehringer (Germania, stand 220) ha effettuato un’importante vendita anticipata al Rijksmuseum con un’affascinante raffigurazione in terracotta della “signorina Clara” attribuita a Petrus Camper. La signorina Clara si guadagnò fama nel corso del XVIII secolo in Europa per il suo fascino.

Jörn Günther (Svizzera, stand 114) ha venduto a un collezionista privato olandese un Libro d’Ore miniato dal Maestro dell’Echevinage di Rouen e da Robert Boyvin con un prezzo indicato di 300.000 euro.

Koopman Rare Art (Regno Unito, stand 166) ha venduto il suo pezzo forte con un prezzo a sei cifre il giorno dell’early access: un importante Confiturier in argento dorato Impero con il marchio di Martin-Guillaume Biennais e Jean-Charles Cahier.

Debora Elvira (Spagna, stand 245) ha venduto un pendente d’oro al Museo Statale del Castello Reale di Wawel a Kraców con un prezzo richiesto di 15.000 euro e un ricamo liturgico del XVI secolo è stato acquistato da un collezionista privato.

Thomas Coulborn & Son (Regno Unito, stand 175) ha goduto di un’ottima preview collezionisti vendendo cinque opere, tra cui una coppia di poltrone in noce di Giorgio Iuna coppia di applique barocche del XVII secoloRitratto di uomo occidentale in un paesaggio cinese, prezzo richiesto 145.000 euro, e 10 vedute dell’Egitto e della Bulgaria dipinte per Sir Robert Ainslie, raffiguranti immagini del suo Grand Tour, con un prezzo richiesto di 150.000 euro.

Stuart Lochhead Sculpture (Regno Unito, stand 108) ha registrato forti vendite nei giorni di apertura, tra cui il Tripode di Joseph Chinarddestinato a un museo americano. Altre vendite hanno riguardato il Boia di Algardi (un bozzetto per la Decapitazione di San Paolo nella Chiesa di San Paolo Maggiore, Bologna) e un Bronzo dorato e patinato di San Sebastiano di Pietro Tacca, acquistato da un collezionista privato statunitense con un prezzo richiesto di 510.000 dollari che lo lascerà in eredità al Fine Arts Museum di San Francisco.

Daniel Crouch Rare Books (Regno Unito, stand 218), il cui stand riproduceva in modo impressionante la biblioteca del celebre cartografo Lucas Janszoon Waghenaer, ha registrato tre prime vendite: Lugdunum Batavorum di Christiaan Van der Hagen; Rotterodamum Rotterdam di Johannes de Vou e Romeijn de Hooghe; e un mappamondo tascabile di Ms “West”, dopo Nicholas Lane. I prezzi di richiesta arrivano ai 60.000 euro.

Vanderven Oriental Art (Paesi Bassi, stand 104) ha registrato la vendita di oltre 30 oggetti nei giorni di apertura, tra cui una rara figura di ippocampo in porcellana del periodo cinese Kangxi a un collezionista privato svizzero.

Paul Ruitenbeek Chinese Art (Paesi Bassi, stand 244) ha venduto un raro vaso a forma di zucca in lacca intagliata della dinastia Qing per un prezzo a cinque cifre.

MODERN and CONTEMPORARY

White Cube (International, stand 400) ha registrato forti vendite il giorno dell’inaugurazione, tra cui opere di Georg Baselitz, Imi Knoebel e Man Ray rispettivamente per 1 milione di dollari, 325.000 euro e 310.000 euro.

Marianne Boesky (Stati Uniti, stand 444) ha venduto opere di Danielle Mckinney a collezionisti statunitensi ed europei con prezzi compresi tra 70.000 e 115.000 dollari. Inoltre, la galleria ha venduto il suo Edward Hopper con un prezzo richiesto di 2,85 milioni di dollari.

La Galerie Zlotowski (Francia, stand 441) ha venduto sei dipinti di Mira Schor, Vera Molnár e Hannelore Baron a collezionisti privati provenienti da Belgio, Francia, Stati Uniti e Paesi Bassi.

D’Lan Contemporary (Australia, stand 431) ha venduto Awelye II di Emily Kam Kngwarray per 600.000 dollari USA in vista della prima grande mostra personale dedicata al suo lavoro alla Tate Modern di Londra, che si terrà alla fine dell’anno. Una seconda vendita, Wallaby Sign for Men and Women di Mick Namarari Tjapaltjarri, è stata aggiudicata per 350.000 dollari.

La Galerie Lelong & Co (Francia e Stati Uniti, stand 418) ha venduto per la prima volta a TEFAF opere di René Magritte, David Hockney ed Etel Adnan a collezioni privati in Europa e nelle Americhe.

OPERE SU CARTA

Agnews Works on Paper (Belgio, stand 611) ha venduto più di 12 opere a musei e collezionisti privati in tutta Europa, tra cui l’acquerello capolavoro di Christopher Wilhelm Eckersberg, acquistato da un’istituzione britannica.

Anche la William Weston Gallery (Regno Unito, stand 606) ha avuto un inizio positivo della Fiera con vendite di opere di Joan Miró, Man Ray, Marc Chagall, Raoul Dufy, René Magritte, Jean (Hans) Arp, Karel Appel, Warhol e Picasso.

FOCUS

La Galerie Pauline Pavec (Francia, stand 709) ha espresso la propria soddisfazione per l’inizio di TEFAF. Delle nove opere di Marie Bracquemond, la galleria ne ha vendute sei a collezioni private e istituzioni negli Stati Uniti, nei Paesi Bassi, in Francia e nel Regno Unito.

Ketabi Bourdet (Francia, stand 706) ha venduto due opere di Guy de Rougemont. Sans Titre è destinato a La Fondation Gandur pour l’Art in Svizzera, mentre Lefko farà parte di una fondazione privata in Francia. I prezzi richiesti erano compresi tra 40.000 e 60.000 euro.


La fiera di quest’anno ospita 273 espositori provenienti da 21 Paesi, che presentano opere che abbracciano oltre 7.000 anni di storia dell’arte, dagli antichi maestri ai capolavori contemporanei, dal design ai gioielli, dall’arte antica alle opere su carta.

“Il TEFAF è unica per la sua capacità di riunire collezionisti, curatori e studiosi di altissimo livello”, ha aggiunto van den Beuken. “Rimane un punto d’incontro cruciale per la comunità artistica globale, dove tesori storici e scoperte contemporanee trovano nuove case”.

Grazie alle forti vendite, all’interesse delle istituzioni e a un ricco programma culturale, TEFAF Maastricht 2025 tiene alta l’attenzione del pubblico per tutta la durata della fiera. I visitatori possono esplorare un’eccezionale gamma di opere d’arte e incontrare i principali mercanti del mondo al MECC di Maastricht fino a giovedì 20 marzo.

SU TEFAF  

TEFAF è una fondazione senza scopo di lucro che promuove la competenza, l’eccellenza e la diversità nella comunità artistica globale. Lo dimostrano gli espositori selezionati per le sue due fiere, che si tengono ogni anno a Maastricht e a New York. TEFAF è una guida esperta per collezionisti privati e istituzionali, che ispira gli amanti dell’arte e gli acquirenti di tutto il mondo.

INFORMAZIONI SU TEFAF MAASTRICHT  

TEFAF Maastricht è ampiamente considerata la più importante fiera al mondo per le belle arti, l’antiquariato e il design, che copre 7.000 anni di storia dell’arte, dall’antico al contemporaneo. Con oltre 270 prestigiosi mercanti provenienti da 22 paesi, TEFAF Maastricht è una vetrina per le migliori opere d’arte attualmente sul mercato. Accanto alle tradizionali aree dei dipinti Old Master, dell’antiquariato e delle antichità classiche, che coprono circa la metà della fiera, è possibile trovare anche arte moderna e contemporanea, fotografia, gioielli, design del XX secolo e opere su carta.  

SITO WEB
www.tefaf.com/fairs/tefaf-maastricht


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Il Giardino perduto di Carlo Levi | Fondazione Carlo Levi – Roma

Il giorno 19 marzo 2025 alle ore 17.00, la Fondazione Carlo Levi presenta la mostra Il Giardino perduto di Carlo Levi, a cura di Daniela Fonti e Antonella Lavorgna, con una presentazione di Luca Beltrami e il supporto scientifico di Anna Parlani

Il Giardino perduto di Carlo Levi
A cura di Daniela Fonti e Antonella Lavorgna

Inaugurazione 19 marzo 2025 ore 17.00
Fondazione Carlo Levi
Via Ancona 21- Roma
Fino al 30 maggio 2025

La mostra conduce lo spettatore lungo un itinerario di 14 tele molte delle quali inedite – che si snoda cronologicamente dagli anni Venti fino alle estreme stagioni della pittura (anni Settanta), all’interno di un luogo metaforico nel quale l’artista letterato traspone la sua visione del mondo: dall’Eden incantato e luminoso degli anni Venti all’intrico materico, quasi informale, afoso e contorto dei suoi carrubi degli anni Sessanta e Settanta. A dialogare con questi dipinti alcune fotografie in bianco e nero del fondo fotografico della Fondazione.

Lo stesso Carlo Levi, in una lettera alla madre nel settembre del 1935, così scrive: «Capisco adesso la straordinaria libertà e ricchezza del colore di Alassio, dove l’azzurro più intenso fa parer rosati gli ulivi, e i bianchi e i violetti delle pietre e i gialli e i rossi delle rocce son rilevati dal verde bluastro dei carrubi, e le palme si alzano tra i fiori come allegri pennacchi», rievocando nell’isolamento del confino in Lucania, di fronte alla realtà meridionale di un paesaggio fatto di argille aride e monocrome, la ricchezza cromatica e la varietà del paesaggio alassino che circonda la casa di famiglia. Quel giardino, e quella casa, sono stati il suo Eden privato, il rifugio che lo accolse sempre per i lunghi mesi estivi, e al quale ha dedicato in ogni stagione della sua vita i tanti quadri che di volta in volta reinterpretano un luogo che è prima che fisico, un vero “hortus” dell’anima. 

Il catalogo della mostra è curato da Effigi Editore. Si ringrazia l’erede di Carlo Levi per l’amichevole collaborazione.

Le attività della Fondazione Carlo Levi sono realizzate grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura.


INFO
Il Giardino perduto di Carlo Levi
A cura di Daniela Fonti e Antonella Lavorgna
Presentazione: Luca Beltrami
Schede scientifiche: Anna Parlani

Inaugurazione 19 marzo 2025 ore 17.00
Fino al 30 maggio 2025
Orari
: lunedi-martedi-venerdi: 9.30-12.30; giovedi: 15.30-18.30
Fondazione Carlo Levi
Via Ancona 21- Roma
carlolevifondazione@gmail.comwww.carlolevifondazione.it

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
tel 3494945612 – roberta.melasecca@gmail.com

A Milano: Lucio Forte – Paintings and Drawings

Sabato 22 Marzo si apre la mostra di pittura e disegno di Lucio Forte, una panoramica eterogenea di lavori con vari soggetti e tecniche. Sono in esposizione alcune opere recenti realizzate a china a pennino su carta Fabriano: Medusa 2, Untitled 67, 68, 70. Di questo stesso periodo, acquerelli su carta 50% cotone e olii su cartone: Knotty Pine Motel, Tanjiro, Breezing up, Mare Mari e Saturn. In esposizione anche opere ad olio su tela di grande formato, con paesaggi urbani: Modica, Manhattan aerial 3 e 4.

Opening Sabato 22 Marzo ore 19:00 – 22:00, Via Corelli 34, Milano.
La mostra è visitabile fino al 10 Aprile su appuntamento.
Free entry.


info@lucioforte.com
Da Arch.LucioLarsForte <jhonnylars@yahoo.it> 

Gli Egizi e i doni del Nilo per la prima volta approdano in Sicilia

Per la prima volta approdano in Sicilia, nello splendore barocco di Ragusa, i reperti archeologici provenienti dalle collezioni del Museo Egizio di Torino. La mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, dal 13 aprile al Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo di Ragusa, narra tremila anni di storia dell’antico Egitto.
Prodotta e organizzata dal Comune di Ragusa e da Arthemisia, curata dal Museo Egizio, la mostra coinvolge l’intero territorio siciliano grazie a prestiti provenienti anche dal Museo del Papiro “Corrado Basile” di Siracusa, dal Museo Archeologico Nazionale “Antonio Salinas” di Palermo e dal Museo Archeologico Ibleo di Ragusa. Attraverso reperti archeologici, sale immersive e apparati didattici e scenografici, la mostra propone un viaggio affascinante dentro la civiltà nilotica, che da sempre incanta il mondo intero.

“Gli Egizi e i doni del Nilo”

13 aprile – 26 ottobre 2025
Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo, Ragusa

La Sicilia per la prima volta ospita i reperti delle collezioni del Museo Egizio di Torino, il più antico Museo al mondo dedicato alla storia dell’antico Egitto. Ragusa, capitale del barocco, accoglierà a partire dal 13 aprile 2025 la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, che propone un viaggio alla scoperta di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo.

Oltre tremila anni di storia lungo le sponde del Nilo saranno narrati al Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo, dove si potranno conoscere la vita, l’arte, la religione, le tombe e molto altro ancora, attraverso l’esposizione di 24 opere provenienti da Torino, e con la partecipazione di tutti i musei siciliani che ospitano opere egizie quali il Museo del Papiro “Corrado Basile” di Siracusa, il Museo Archeologico Nazionale Antonio Salinas di Palermo e il Museo Archeologico Ibleo di Ragusa.

Un’operazione corale e di grande respiro, con la produzione di Arthemisia, artefice delle mostre di maggior successo al mondo.

La mostra, attraverso l’esposizione di preziose opere archeologiche, sale multimediali, apparati didattici e scenografici, consente di comprendere e di immergersi nel mondo dell’antico Egitto, per una esperienza unica.

Prodotta e organizzata dal Comune di Ragusa e da Arthemisia, in compartecipazione con la Fondazione Federico II, la mostra è curata per il Museo Egizio da Paolo Marini.

Nel Museo della Cattedrale – Palazzo Garofalo di Ragusa, gioiello del barocco siciliano, i visitatori scopriranno l’antica civiltà nilotica attraverso un percorso espositivo ideato attorno a 27 opere archeologiche – oltre alle opere provenienti dai Musei della Sicilia -, un viaggio nel tempo dall’Epoca Predinastica (3900−3300 a.C.) all’Età greco-romana (332 a.C.−395 d.C.). Vasi, stele, amuleti e papiri, oltre a una maschera funeraria in cartonnage, offriranno al pubblico una sintesi del museo egizio più antico al mondo, che nel 2024 ha celebrato i duecento anni dalla sua nascita.

Tra i capolavori in mostra, un modellino di imbarcazione dei corredi funerari del Primo Periodo Intermedio (2118 – 1980 a.C.), in legno stuccato e dipinto, decorato con una coppia di occhi udjat a protezione dello scafo. Queste imbarcazioni in genere rappresentano il viaggio del defunto verso la città sacra di Abido. Dalla Galleria della cultura materiale del Museo Egizio proviene invece il set completo di vasi canopi in alabastro di Ptahhotep, vissuto durante il Terzo Periodo Intermedio (1076 – 722 a.C.). I 4 vasi, utilizzati per conservare separatamente gli organi del defunto, sono chiusi da coperchi zoomorfi che ritraggono i Figli di Horus.

L’esposizione dedica anche un focus alle figure di Johann Joachim Winckelmann e Jean-François Champollion, con una riflessione che riporta il visitatore alle origini dell’Egittologia.
Winckelmann, fondatore del Neoclassicismo, fu tra i primi a trattare l’arte egizia in un contesto scientifico, mentre Champollion, decifratore dei geroglifici, contribuì alla comprensione della lingua e della cultura egizia, gettando le basi dell’egittologia moderna.

“Quando, nei mesi scorsi, il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, tenne due straordinarie e coinvolgenti conferenze sulla civiltà egizia, – dichiara il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì – furono centinaia i ragusani accorsi ad ascoltarlo, ammaliati del fascino di una storia che, a dispetto del termine “storia”, è senza tempo.
Fu l’ennesima conferma della passione per la cultura che anima il nostro territorio, luogo di ispirazione di alcuni degli ultimi giganti della letteratura, come Sciascia, Bufalino e Consolo, nonché del Camilleri cinematografico. “Gli Egizi e i doni del Nilo” si inserisce così in un programma di eventi culturali che di gran lunga anticipa e prolunga la nostra estate, da primavera ad autunno inoltrato: esperienze, percorsi, attività, spettacoli e incontri che permetteranno di sentire addosso la ‘suggestione Ragusa’.”


“Portare a Ragusa una mostra di tale portata, con il pieno coinvolgimento del prestigioso Museo Egizio di Torino, sembrava un sogno ambizioso. Oggi è realtà: con “Gli Egizi e i doni del Nilo” Ragusa e tutta la Sicilia si apprestano a vivere un viaggio straordinario nella geografia e nel tempo, con reperti che raccontano millenni di civiltà, di arte e di spiritualità di là dal Nilo.

Questa esposizione rappresenta un’importante opportunità per Ragusa, che si afferma sempre più come centro culturale di livello internazionale, capace di attrarre e ospitare iniziative di riconosciuto valore, meta di riferimento per chi ama l’arte.

Il risultato è frutto di un lavoro comune, avviato negli scorsi anni grazie al dialogo con il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, a cui va la nostra gratitudine, e reso possibile dal contributo di numerose realtà del territorio: istituzioni politiche e culturali, aziende di eccellenza, associazioni di categoria e cittadini, che hanno risposto con entusiasmo alla sfida”
, afferma l’Assessore Giovanni Gurrieri.

“Il Museo Egizio porta in Sicilia una mostra e una storia millenaria raccontata da reperti originali che, dinastia dopo dinastia, conducono i visitatori dal IV millennio a.C. al II secolo d.C.: si parte con un antichissimo vaso, le cui pareti raccontano l’attività che si svolgeva lungo il Nilo, e si termina con una maschera funeraria in cartonnage, emblema di quel Paese che, ormai conquistato dai Romani, rimane ancora aggrappato alle usanze dell’Egitto Faraonico. Il tutto è arricchito da istallazioni digitali che permettono di trasformare semplici copie in artefatti, in grado di coinvolgere il pubblico e di raccontare più storie. Fondamentali le sinergie con altre importanti istituzioni museali della Regione, come il Museo Antonio Salinas di Palermo e il Museo del Papiro ‘Corrado Basile’ di Siracusa”, dichiara il curatore del Museo Egizio e della mostra, Paolo Marini.

“Da qualche anno portiamo avanti un bellissimo progetto di valorizzazione dei territori italiani meno conosciuti al pubblico delle mostre d’arte – dice Iole Siena, Presidente di Arthemisia –; è’ un progetto che mi sta molto a cuore, sia perché ritengo che l’eccellenza del nostro paese risieda proprio in quei centri che sono più piccoli solo geograficamente, e per un sentire fortemente etico, che mi spinge a voler mettere l’arte e le grandi mostre a disposizione di tutti. Le mostre d’arte portano inevitabilmente con se anche uno sviluppo turistico ed economico, e questo da ancora più senso a tutto il lavoro che facciamo. Ragusa rappresenta il cuore pulsante di questo progetto, e sono particolarmente felice di partecipare a questa “prima volta”, dato anche il mio personale e strettissimo legame affettivo con la Sicilia.”


Sede
Palazzo Garofalo
Corso Italia, 87
97100 – Ragusa

Date al pubblico
13 aprile – 26 ottobre 2025

Biglietti
Intero 13,00 €
Ridotto 11,00 €

Informazioni e prenotazioni
www.arthemisia.it
info@arthemisia.it

Hashtag ufficiale
#EgittoRagusa
@arthemisiaarte
@museoegizio
@ComunediRagusa

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332

Evoke Not Provoke, la nuova personale di Agostino Rocco inaugura alla Von Buren Contemporary

Von Buren Contemporary presenta EVOKE NOT PROVOKE (Evocare non provocare), la nuova mostra personale di Agostino Rocco.
Le creazioni tecnicamente abbaglianti di Rocco si inseriscono nella grande tradizione dei ritratti.

Attraverso le tredici opere esposte e servendosi dei tempi verbali all’infinito e all’imperativo del titolo, Rocco ribadisce come il potere evocativo dell’arte sia più potente di un atteggiamento di provocazione, sterile se, come spesso accade, è fine a sé stesso. L’artista, consapevole di quanto le provocazioni siano ormai parte integrante del modo in cui comunichiamo e ci esprimiamo, esorta l’arte a liberarsi da questa dinamica. L’apparente staticità dei volti rappresentati svela un’intensità sorprendente, in cui la resa della pelle sembra incredibilmente reale. La luminosità degli azzurri, dei viola e dei gialli evoca l’esplosione della vita nella sua dirompente bellezza, un valore che, secondo l’artista, sta lentamente dissolvendosi.

Von Buren Contemporary presenta
 
EVOKE NOT PROVOKE
 
Con le opere di
Agostino Rocco
 
Vernissage
Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025
dalle 18:00 alle 21:00
 
Testo critico: Anna Gasperini
Curatrice e organizzazione: Michele von Büren
 
la mostra resterà aperta fino al 11 aprile 2025
orari: lunedì-sabato 11:00-13:30 e 15:30-19:30
 
Von Buren Contemporary
Via Giulia 13, 00186 Roma

Agostino Rocco è nato a Padova nel 1971, città in cui lavora. Artista autodidatta, Rocco si è dedicato allo studio della storia dell’arte, in particolare dei grandi artisti toscani e fiamminghi del XV secolo, così come delle scuole francesi e olandesi del XVII secolo. Privilegia la rappresentazione di volti umani, che realizza a partire dalla manipolazione digitale seguita da una ricostruzione e ripittura.
Pur attingendo da fonti eterogenee, l’estetica della moda ha un richiamo distintivo, evidente nella posatezza delle sue figure da cui emerge una ricca espressività, enfatizzata da accenni di deformazione fisiognomica.


Ufficio stampa
Alessandra Lenzi | alessandralenzi.press@gmail.com
Tel: (+39) 320 5621416

Milano, Casa degli Artisti: Open House

Con la residenza AAA Atelier Aperti per Artista, Casa degli Artisti torna a confermare la destinazione originaria dell’edificio, ospitando artiste e artisti in una città in cui gli spazi di lavoro sono sempre più preziosi e precari. La Casa sostiene oggi la pratica e la ricerca artistica e critico-curatoriale nell’ambito delle arti e culture contemporanee e con AAA – strutturata in tre cicli di residenze: da ottobre a dicembre 2024, da gennaio a marzo 2025 e da aprile a settembre 2025 – intende intercettare e rispondere al sentito bisogno di trovare in città spazi di lavoro adeguati e tutelati.

AAA Atelier Aperti per Artista
“Research Approach”

19 – 31 marzo 2025

opening 19 marzo, h. 18.00

lunedì 31 marzo
dalle h.12.00 alle h.22.00
OPEN HOUSE

h. 18.45
FARE = RICERCARE
Tavola Rotonda a cura delle artiste e degli artisti in residenza

Dal 19 al 31 marzo 2025 l’intera casa, dal piano espositivo (piano terra) ai due piani di residenze, sarà aperta al pubblico per conoscere e approfondire i progetti delle artiste e degli artisti che hanno abitato gli studi dall’inizio dell’anno, oltre a un ritorno di un’artista ospitata nel primo ciclo di residenza. Gli spazi della Casa saranno quindi dedicati agli allestimenti delle restituzioni dei progetti delle artiste e degli artisti che hanno inoltre manifestato un sentire comune nella volontà di dar vita ad un Public Program co-generativo (in cartella stampa il calendario e le descrizioni di ogni appuntamento) che si dipana per tutta la durata del mese di marzo e culmina con un incontro incentrato sul tema della ricerca intesa come pratica-azione che si genera e si rinnova nel gesto stesso dell’indagare.



Casa degli Artisti
Milano, corso Garibaldi 89A/via Tommaso da Cazzaniga
www.casadegliartisti.org   info@casadegliartisti.org
 
orario: da martedì a domenica (chiuso il lunedì) h. 12.30 – 19.00
 
Ufficio Stampa Casa degli Artisti
Emanuela Filippi | Eventi e Comunicazione
emanuela.filippi@casadegliartisti.org

BARLEY ARTS: rock e american music con artisti di altissimo livello

Barley Arts – società organizzatrice di spettacoli fondata da Claudio Trotta presenta per questo 2025 una programmazione artistica che vedrà impegnati sui palchi di un po’ tutta Italia, artisti di altissimo livello, dagli AC/DC Bruce Springsteen, da Ben Harper a Joe Bonamassa, per non parlare di EuropeThe TheAlice CooperJoe Satriani and Steve VaiFantastic NegritoKenny Wayne Shepherd, i Lovesick e il ritorno del Comfort Festival® con Warren HaynesBlackberry SmokeWolfmother + Dirty Honey oltre ad altri già citati.

BARLEY ARTS: UN 2025 RICCO DI CONCERTI ESCLUSIVI IN ITALIA, ROCK E AMERICAN MUSIC CON ARTISTI DI ALTISSIMO LIVELLO

Dopo le prime edizioni che hanno visto Ferrara ospitare questo evento che si contraddistingue per la sua struttura di musica, buon cibo e relax, per la prossima estate la manifestazione si trasferisce nella Città Metropolitana di Milano, per la precisione nel bellissimo parco di Villa Casati Stampa a Cinisello Balsamo, dove  si prevedono giornate particolarmente intense per i veri amanti della musica da vivere in tutte le sue varie sfaccettature, senza lo stress dei grandi eventi di massa, dando la possibilità al pubblico di vivere la bellezza dello stare insieme, in un ambiente  naturale ma urbano, con prezzi contenuti e con musica di grande qualità, così come il cibo proposto, a cura di STREEAT® Food Truck Festival.

L’edizione 2025 del Comfort Festival® vedrà, infatti la partecipazione di grandi big della musica americana, abbinati a nomi tutti da scoprire o riscoprire per giornate indimenticabili.

Comfort Festival® è parte di Yourope – The European Festival Association.
Virgin Radio è radio ufficiale di Comfort Festival®.
La Città e NordMilano24 sono media partner del Festival.

Tantissimi gli altri concerti per il pubblico appassionato di rock e roots music. A marzo gli italiani Lovesick con una serie di date un po’ per tutta Italia ed Europa.

Sempre a marzo e sempre a Milano lunedì 24 il Teatro Dal Verme ospiterà l’attesissimo show di Ryan Adams, data unica in Italia per il suo Heartbreaker ’25 World Tour.

Nella lista degli eventi Barley Arts più attesi è doveroso inserire il grande ritorno – domenica 20 luglio all’Autodromo di Imola – degli AC/DC, a dieci anni esatti dall’esplosivo concerto nel tempio dei motori.

Non possiamo dimenticare i due concerti di Bruce Springsteen allo stadio San Siro di Milano (Lun. 30 Giugno – Gio. 3 Luglio, in associazione con Live Nation Italia), l’ennesima ghiottissima occasione per vedere Springsteen con la sua E Street Band.

Due date ad aprile per il giovanissimo chitarrista Marcin, trionfatore dell’edizione 2018 di Tù Si Que Vales che si esibirà Sabato 12 al Monk di Roma e la sera seguente al Legend Club di Milano, mentre sempre il Sabato 12 il pubblico milanese potrà assistere all’esibizione del trio tedesco Picturebooks, impegnati nel loro tour europeo.

Ben Harper & The Innocent Criminals – oltre alla loro presenza al Comfort Festival® – saranno a Bologna Domenica 13 luglio (Sequoie Music Park), Martedì 15 a Pompei (NA) al BOP Beats Pompeii, Mercoledì 16 in Piazza del Popolo a Fermo, Giovedì 17 a Villa Bertelli di Forte dei Marmi (LU) e Sabato 19 al No Borders Music Festival di Tarvisio (UD). Gli show di Fermo e Forte dei Marmi saranno arricchiti dalla presenza di Joachim Cooder, figlio di Ry, come support.

Anche per i Wolfmother e i Dirty Honey doppia tappa in Italia con la loro esibizione alla Rocca Malatestiana di Cesena, giovedì 10 luglio, la sera seguente alla loro partecipazione al Comfort Festival®.

Alice Cooper è una vera icona dell’Hard Rock mondiale, con oltre sessant’anni di carriera sulle spalle e ancora tanta voglia di regalare emozioni, cosa che farà Martedì 8 luglio al Sequoie Music Park di Bologna.

Stesso discorso per l’attesissimo ritorno degli statunitensi Blackberry Smoke che oltre alla loro presenza milanese saranno grandi protagonisti dell’edizione 2025 del Pistoia Blues, Giovedì 10 luglio.

Due leggendari guitar hero – idoli per il pubblico del Metal, ma non solo – Joe Satriani e Steve Vai saranno finalmente insieme sul palco in un’unica band per quattro appuntamenti del Surfing With The Hydra Tour 2025. Perciò chi vorrà godersi gli show della SATCHVAI Band gli appuntamenti sono per Domenica 13 luglio al Comfort Festival®, Martedì 15 al Pordenone Blues & Co. Festival, Mercoledì 16 ad Umbria Jazz a Perugia e Giovedì 17 al Sequoie Music Park di Bologna.

Un altro artista particolarmente atteso in Italia dagli amanti della chitarra blues e rock è sicuramente Joe Bonamassa che sarà al Pordenone Blues & Co. Venerdì 18 luglio e al Rock in Roma, al Cavea Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sabato 19 luglio.

Per i tantissimi amanti della chitarrista delle star Orianthi la ghiottissima occasione per vederla in azione in Italia sarà Venerdì 25 luglio al Legend Club di Milano.

Per tutti gli amanti del Blues ecco la Kenny Wayne Shepherd Band che si esibirà sul palco dell’Anfiteatro del Vittoriale a Gardone Riviera (BS) Domenica 27 luglio, mentre Fantastic Negrito proporrà la sua miscela di Black Music e Roots Rock Venerdì 8 agosto alla Festa di Radio Onda d’Urto a Brescia e la sera seguente al Sogliano Sonica a Sogliano sul Rubicone (FC).

Questi solo alcuni dei concerti che Barley Arts ci propone per questo 2025 che si preannuncia molto interessante.


Ufficio stampa
A-Z Press
info@a-zpress.com
 
Responsabile comunicazione Barley Arts
Alice Degortes
alice.degortes@barleyarts.com

Al Santa Caterina di Treviso, oltre 100 straordinarie opere su Cristo e la Maddalena

“Maddalena e la Croce. Amore Sublime”, annunciata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Treviso al Museo di Santa Caterina dal 5 aprile al 13 luglio, a cura dei Civici Musei, è una mostra che affronta temi universali quali passione, sofferenza, devozione, redenzione, amore.  E lo fa attingendo alle interpretazioni che nei secoli grandi artisti hanno saputo elaborare intorno alle figure di Cristo e Maria Maddalena, esplorandone lo straordinario potenziale emotivo.

MADDALENA E LA CROCE. Amore Sublime
Treviso, Museo Civico di Santa Caterina
5 aprile – 13 luglio 2025

La mostra non si limita a raccontare il sacro ma comprende e trascende la storia evangelica per farne una esperienza universale, capace di toccare corde profonde dell’animo umano.

Le figure di Cristo e della Maddalena diventano così specchi della condizione umana, crogiolo in cui si fondono dolore e speranza, emozione e riflessione. Ognuna delle oltre cento opere riunite in questa straordinaria mostra –  tra esse molti capolavori della storia dell’arte – stimola a penetrare i misteri più profondi del nostro sentire ed essere.

Nelle dodici sale per altrettante sezioni si è condotti a intraprendere un doppio viaggio: innanzitutto nella creazione artistica e nel tempo, per seguire l’evoluzione che l’arte ha compiuto nel raccontare quell’Amore Sublime. Accanto a un secondo, parallelo ma più personale ed intimo: Maddalena diventa archetipo di una spiritualità universale che supera il credo. Tutti siamo chiamati a immedesimarci nel percorso fatto dalla santa che diventa un modello: dalla difficoltà e la caduta, alla conversione, fino alla redenzione. Un esempio di spiritualità certo, ma soprattutto di speranza, fiducia e amore.

La ricca mostra vedrà l’esposizione di opere che attraversano i secoli, dal Duecento al Novecento, a conferma del fascino che la tematica ha sempre rivestito nelle arti figurative e a riprova dell’universalità del tema, capace di rinnovarsi continuamente nella mente e nello spirito degli artisti di tutta Europa.

Tra i capolavori, citiamo ad esempio le miniature bolognesi della straordinaria “Bibbia di San Paolo”, fino alla alla grande  pittura rinascimentale, con Bellini, Jan Polack, Tiziano, Paolo Veronese, Jacopo Bassano, Giampietrino, Palma il Giovane, Guercino per giungere a Bernardo Strozzi, Ludovico Carracci, Carlo Saraceni, Domenico Tintoretto,  Sebastiano Ricci, Mattia Bortoloni, Rutilio Manetti, Antonio Canova,  Gaetano Previati, Mosè Bianchi, per approdare ad Alberto Martini, cui è riservato un omaggio, nel suo Centenario.

A trasmettere l’intensità del dramma salvifico della Crocefissone concorre un nucleo di sculture lignee, paramenti e raffinate oreficerie del primo Rinascimento, patrimonio, per quanto riguarda la scultura lignea, proveniente dei Civici Musei Trevigiani. Capolavori che, restaurati, vengono finalmente svelati al pubblico, a confermare come le Collezioni Civiche di Treviso siano tra le più significative del nord Italia relativamente alla scultura lignea. Accanto ad essi, decine di altri prestiti eccezionalmente concessi da musei italiani e stranieri.

La narrazione attorno a Maria Maddalena offre una straordinaria panoramica sull’evoluzione della sua iconografia. Questa figura iconica, simbolo di peccato e redenzione, oscillante tra spiritualità più profonda e sensualità terrena, viene interpretata da generazioni di artisti, che ne hanno catturato sfumature emotive e spirituali in modi sempre nuovi ed affascinanti, raccontandone la complessità, e rivelando come, nei secoli, Maria Maddalena sia diventata il ponte tra il sacro e l’umano, tra divino e terreno”.

Ogni opera in mostra invita a un viaggio intimo e contemplativo, che supera le barriere del credo e si fa portavoce di una spiritualità universale, in cui la dimensione umana si intreccia con quella divina, svelando i misteri più profondi della nostra esistenza.

Così il sindaco di Treviso Mario Conte: “La mostra Maddalena e la Croce. AMORE SUBLIME” che sarà ospitata dal Museo di Santa Caterina è un evento culturale di straordinario valore che rappresenta un’altra produzione di livello dei nostri Musei Civici, che attraverso percorsi inediti si pongono l’obiettivo di divulgare bellezza e far riflettere.  Questa esposizione è infatti molto più di una semplice raccolta di opere d’arte bensì un viaggio emozionante e profondo attraverso temi universali e la spiritualità. Attraverso le oltre cento opere esposte potremo ammirare interpretazioni intorno alle figure di Cristo e Maria Maddalena, simboli eterni della condizione umana. Questa mostra rappresenta un invito a riflettere sul nostro rapporto con la spiritualità, superando le barriere del credo, e ad intraprendere un percorso personale. Non solo un omaggio alla grande tradizione artistica, con opere che spaziano dal Duecento al Novecento, ma anche un riconoscimento del ruolo centrale che le nostre collezioni civiche rivestono nel panorama culturale nazionale.

Ringrazio l’Assessorato alla Cultura, il direttore Fabrizio Malachin e tutto lo staff dei Musei Civici. Ancora una volta avremo un’occasione unica per cittadini e visitatori di scoprire o riscoprire l’arte come specchio della nostra esistenza, fonte inesauribile di emozioni, riflessione e bellezza”.

Info: www.museicivicitreviso.it


Ufficio Stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo  tel. 049.663499
Ref. Roberta Barbaro roberta@studioessci.net