“Ma l’incertezza è più bella”, la generazione Erasmus nel romanzo di Lavinia Monti

Una storia di trasformazione che invita a riflettere sul coraggio del cambiamento, sull’importanza delle
relazioni e sul potere di seguire il proprio istinto. È il ritratto di una generazione sospesa tra ambizioni
globali e legami profondi, il racconto di vicende lavorative e personali che si condizionano e si intrecciano in una narrazione dallo stile ironico, brillante e ben ritmato. Edito da Giacovelli Editore.


MA L’INCERTEZZA È PIÙ BELLA di Lavinia Monti
Editore: Giacovelli
Pagine: 292
Prezzo: € 19
ISBN 9791281763548

Un futuro (che sembrava) ben studiato e programmato può variare ed evolversi ogni giorno, grazie alle tante opportunità

che la vita pone davanti. Si trova di fronte a nuovi bivi Ludovica, la protagonista di “Ma l’incertezza è più bella”, secondo romanzo di Lavinia Monti che torna a raccontare la “generazione Erasmus” ora alle prese con la continua rivoluzione del proprio percorso lavorativo oltre che sentimentale.

Ludovica è una ventiseienne romana, approdata a Bruxelles alla Commissione Europea tra entusiasmo e incertezze. Uno stage che la coinvolge sempre di più, amicizie variopinte e traslochi frenetici rendono la sua vita dinamica e stimolante. Ma il pensiero torna costantemente a Roma, dove l’aspettano un fidanzato sfuggente e un dottorato vinto quasi per caso, che sembra la chiave per dare solidità alla loro relazione. Il rientro alla base, tuttavia, non è l’atterraggio morbido che sperava: una professoressa tirannica, una vecchia fiamma che riemerge, il senso di inadeguatezza nel ritrovarsi sotto il tetto dei genitori fanno a gara nell’alimentare dubbi e rimpianti per aver lasciato anzitempo la capitale della UE.

Ricco di dialoghi brillanti e di accurate descrizioni di ambienti internazionali, accademici e istituzionali, il romanzo intreccia speranze e inquietudini sul futuro in cui è facile rispecchiarsi. Con raffinata ironia, celebra la bellezza di una vita in continua evoluzione, tra scelte, errori e, soprattutto, momenti di crescita personale. Uno spirito di adattamento insito nell’essere umano e particolarmente spiccato nel personaggio ben costruito e raccontato da Lavinia Monti, alla ricerca del suo posto nel mondo con tutti i suoi sogni, tutte le sue paure e le sue ambizioni. È un punto di vista privilegiato quello dell’autrice, maturato tra studi ed esperienze lavorative all’estero che hanno contribuito a plasmare in lei, sin da giovanissima, quella visione internazionale che oggi anima la sua scrittura e il suo lavoro. Un percorso professionale iniziato con attività di insegnamento e di ricerca, per proseguire al Ministero degli Esteri come funzionaria della cooperazione allo sviluppo, e culminare nel superamento del corso-concorso per dirigenti dello Stato della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (l’ENA italiana). Da lì l’approdo come dirigente di ruolo, al Ministero dell’Economia e delle finanze, dove ha svolto numerosi incarichi, sempre accomunati dalla dimensione europea, internazionale e di policy making. Da febbraio 2025 è al Ministero per l’Università e la ricerca, dove dirige l’Ufficio per la internazionalizzazione della formazione superiore.

Ma l’incertezza è più bella di Lavinia Monti, edito da Giacovelli, dal 21 febbraio 2025 è disponibile in libreria e negli store online.

Per maggiori informazioni: giacovellieditore.com

Lavinia Monti, romana, coltiva da sempre un legame profondo con l’Europa. Un Erasmus in Francia, un Master al Collège d’Europe, uno stage all’ONU, un tirocinio alla Commissione Europea e un dottorato in diritti umani hanno contribuito a forgiare sin da giovanissima la visione internazionale che oggi anima il suo lavoro e la sua scrittura. Il suo percorso professionale è iniziato con attività di insegnamento e di ricerca, per proseguire al Ministero degli Esteri come funzionaria della cooperazione allo sviluppo. Nel 2010, dopo aver superato il corso-concorso per dirigenti dello Stato della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, è entrata al Ministero dell’Economia e delle finanze, dove ha svolto numerosi incarichi dirigenziali, accomunati dalla dimensione europea, internazionale e di policy making. Dal febbraio 2025 si è spostata al Ministero per l’Università e la ricerca, dove dirige l’Ufficio per la internazionalizzazione della formazione superiore. Dopo alcune pubblicazioni di carattere saggistico, ha esordito nel 2022 nella narrativa con “La Ragazza con l’Europa in tasca” (ed. Bookabook).


Ufficio Stampa:
NewsCast Srl
+39 06 33252983
agenzia@newscast.it
www.newscast.it
Francesca Berton

Sicilia: ha riaperto la Casa delle Farfalle di Viagrande

Un mondo magico in cui gli esemplari più belli del mondo sono liberi di volare; una grande serra tropicale dov’è possibile immergersi nell’affascinante mondo dei Lepidotteri e scoprire il loro ciclo vitale: è la Casa delle Farfalle di Viagrande (Catania), che sabato 1 marzo ha riaperto al pubblico dopo i lavori di aggiornamento dei percorsi espositivi.

Sicilia: turismo esperienziale, riapre la Casa delle Farfalle 

«La storica struttura che da quasi 25 anni ospita scolaresche, famiglie e appassionati dal tutto il mondo, come ogni anno presenta qualche novità – sottolinea il presidente dell’associazione Amici della Terra e promotore di Etna Today Ettore Barbagallo – questa stagione nella struttura ci sarà anche un focus sulla seta. Non tutti sanno che tanti anni fa l’allevamento dei bachi, cioè i bruchi delle falene Bombyx mori, era condotto da diverse famiglie siciliane e che i bozzoli prodotti venivano venduti alle bigattiere per ricavarne un piccolo ma utilissimo reddito. La storia di questo nobile e prezioso tessuto è affascinante e si lega alla leggendaria “Via della Seta”, il lungo percorso che dalla Cina raggiungeva l’Italia. All’interno della Casa delle Farfalle si potranno osservare i bachi intenti a creare i bozzoli di seta e le varie fasi della produzione».

Il coinvolgimento emotivo che suscita la visita alla Casa delle Farfalle stimola soprattutto i piccoli visitatori ad apprezzare l’importanza della Biodiversità e ad avere un atteggiamento più consapevole verso l’Ambiente per conoscerlo, rispettarlo e difenderlo. «È La prima struttura del genere in tutto il Sud Italia – continua Barbagallo – dove centinaia di farfalle, tra le più belle e straordinarie del mondo, dalle forme e i colori più vari, sono libere di volare e di farsi ammirare. In mezzo alla sua rigogliosa vegetazione si possono osservare a distanza ravvicinata in tutta la loro bellezza mentre si alimentano, volano o si riposano in un ambiente che riproduce il loro habitat naturale».

La Casa delle Farfalle è un modello di turismo esperienziale, dove s’intrecciato aspetti ludico-educativi, scientifici e ambientali: il coinvolgimento emotivo che suscita la visita all’interno della serra tropicale, in cui si viene letteralmente avvolti dal tepore e dal leggiadro volo delle farfalle, invita ad apprezzare la Natura e a riscoprire l’importanza di questi piccoli insetti, che insieme alle api, grazie all’impollinazione, garantiscono la sopravvivenza degli ecosistemi e quindi della vita nel suo complesso.

«Centinaia di farfalle provenienti da tutto il mondo, in particolare dal sud America e dall’Asia, popolano la grande voliera compiendo l’intero ciclo vitale: dall’uovo al bruco, poi crisalide e infine farfalla adulta. La meraviglia di assistere allo schiudersi delle crisalidi e alla metamorfosi dei bruchi è un’esperienza indimenticabile. Così come osservare il volo delle farfalle più belle del mondo, tra cui la farfalla Monarca, la falena Cobra, la Morpho blu, la farfalla Civetta e tante altre specie ospitate all’interno della struttura appositamente realizzata per rispettare le esigenze fisiologiche di questi meravigliosi insetti. La nostra mission – conclude Barbagallo – resta pertanto quella dell’educazione all’Ambiente, valorizzando le emergenze naturali del territorio e promuovendo un turismo responsabile ed educativo».


I PRESS, Sala Stampa e Comunicazione
CATANIA – Via Perugia 1, 95129
tel/fax 095 505133
www.i-press.it | www.i-pressnews.it 
staff@i-press.it 
Fb | Tw | Ln | Inst | Yt

Matera, Fondazione Sassi: un omaggio teatrale alla forza femminile. 

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Fondazione Sassi, in collaborazione con MetaTeatro, il Circolo La Scaletta e il Soroptimist Club Matera, presenta lo spettacolo teatrale “Donna, dolori e demoni”, un monologo scritto da Emilio Andrisani e interpretato da Patrizia Minardi.

La rappresentazione si terrà domenica 9 marzo presso la Sala Mario Salerno della Fondazione Sassi, situata in via San Pietro Barisano n. 10, nel cuore del Sasso Barisano, a poca distanza da Casa Cava. La sala è raggiungibile da piazzetta San Biagio, scendendo da una delle scalinate che conducono verso via Fiorentini. L’ingresso è previsto alle ore 18:30, con inizio spettacolo alle ore 19:00. Il costo del biglietto è di €10,00 e potrà essere acquistato in loco prima dell’inizio dello spettacolo.

“Donna, dolori e demoni” – Un omaggio teatrale alla forza femminile

La rappresentazione si terrà domenica 9 marzo nella Sala Mario Salerno della Fondazione Sassi, in via San Pietro Barisano n. 10 a Matera

“Donna, dolori e demoni” è un’opera intensa e toccante che esplora il vissuto di una donna alle prese con la perdita dell’amore della sua vita. Il testo, profondo ed emozionante, si interroga su cosa accade alla mente, al cuore e al corpo di una donna quando si confronta con l’assenza e il dolore. Attraverso un viaggio interiore fatto di sofferenza e resilienza, il monologo racconta come il dolore possa diventare fonte di vita e trasformarsi in una forza che consente di amare ancora, nonostante tutto.

Lo spettacolo è un tributo alla forza femminile, alla capacità delle donne di affrontare il dolore senza perdere la propria dignità, la propria autonomia e il proprio valore. Un inno alla resistenza emotiva e alla riscoperta dell’amore attraverso la sofferenza, che rende “Donna, dolori e demoni” un’esperienza teatrale di grande impatto emotivo.

Il ricavato sarà investito in progetti a favore delle donne fragili, contribuendo concretamente al sostegno di chi si trova in situazioni di difficoltà.

Un appuntamento imperdibile per chi vuole celebrare l’8 marzo con un’opera che tocca l’anima e rende omaggio alla profondità dell’animo femminile.


Per informazioni: soroptimistmatera@gmail.com
 
Sissi Ruggi
per la Fondazione Sassi
Per contatti e ulteriori informazioni
ufficiostampa@sissiruggi.com

Un primo sguardo a TEFAF Maastricht 2025

The European Fine Art Foundation (TEFAF) è lieta di svelare in esclusiva l’anteprima di una selezione di opere che verranno esposte all’edizione 2025 di TEFAF Maastricht, prevista dal 15 al 20 marzo (e dal 13 al 14 marzo solo su invito). Questo primo sguardo testimonia la varietà e il calibro eccezionali delle opere presenti alla Fiera, confermando come TEFAF Maastricht rappresenti una destinazione senza eguali per collezionisti privati, curatori museali, professionisti del mercato e appassionati d’arte.

TEFAF Maastricht 2025
38ma edizione
Paesi Bassi, Maastricht Exhibition & Conference Centre (MECC)
15 – 20 marzo 2025 

Riconosciuta a livello internazionale come la fiera d’arte, antichità e design più importante del mondo, TEFAF Maastricht offre opportunità impareggiabili ai collezionisti, raccogliendo nello stesso luogo ben 7000 anni di storia dell’arte, inclusa quella contemporanea. L’edizione di quest’anno vedrà la partecipazione di 273 gallerie di rilievo, provenienti da 21 nazioni diverse. Dieci espositori saranno inclusi nella sezione TEFAF Showcase, che dal 2008 offre alle gallerie giovani ed emergenti una piattaforma per affacciarsi sul panorama delle fiere di maggior richiamo. Dieci – di cui cinque per la prima volta – saranno invece i partecipanti alla sezione TEFAF Focus, che fornisce ai mercanti d’arte uno spazio curatoriale dove approfondire il lavoro di un singolo artista o di un singolo concetto.

TEFAF è una fondazione no profit che sostiene l’esperienza e la varietà della comunità globale dell’arte, come dimostrano gli espositori selezionati per le sue due Fiere annuali di Maastricht e New York. TEFAF si pone come guida esperta per i collezionisti privati e istituzionali del mercato globale dell’arte, ispirando appassionati e compratori di tutto il mondo.

AXA XL Insurance è la divisione P&C (Property & Casualty) e Specialty Risk di AXA, nota per risolvere anche i rischi più complessi. AXA XL offre soluzioni e servizi assicurativi tradizionali e innovativi in oltre 200 Paesi e territori.
Nell’ambito della sua offerta di Specialty Risk, AXA XL protegge diverse tipologie di oggetti tra cui opere d’arte, antiquariato, antichità, gioielli, orologi, auto d’epoca, pietre preziose grezze o lavorate e lingotti, sia di migliaia di anni che di poche settimane.
Negli ultimi 50 anni, così come nel futuro, AXA XL, tra i leader globali delle compagnie di assicurazione di opere d’arte e beni preziosi, ha continuato – e continuerà – a ridefinire l’assistenza e il servizio a collezionisti, musei, aziende, gallerie, conservatori e artisti in Europa, Regno Unito, nelle Americhe, in Asia e nell’area del Pacifico, con una sincera considerazione del modo in cui gli oggetti di valore vengono assicurati, e il patrimonio culturale protetto.  

TEFAF Maastricht è ampiamente riconosciuta come la fiera d’arte, antiquariato e design più importante del mondo. Con oltre 280 espositori di spicco provenienti da più di 20 nazioni, TEFAF Maastricht è la vetrina delle opere d’arte più prestigiose disponibili ogni anno sul mercato. Oltre alle sezioni tradizionali come dipinti degli Antichi Maestri, antichità e opere classiche, che interessano circa metà della Fiera, propone ai visitatori anche arte moderna e contemporanea, fotografia, gioielleria, design del XX secolo e opere su carta.

TEFAF New York è stata fondata all’inizio del 2016, originariamente sotto forma di due fiere d’arte ospitate ogni anno a Park Avenue Armory: TEFAF New York Fall e TEFAF New York Spring. Oggi TEFAF New York è un unico evento annuale che unisce arte moderna e contemporanea, gioielleria, antichità e design, grazie alla partecipazione di circa 90 dei maggiori galleristi di tutto il mondo. Tom Postma Design, noto per il suo lavoro innovativo per i più importanti musei, gallerie e fiere d’arte, ha progettato per la Fiera un design che interagisce con lo straordinario spazio che la ospita, aggiungendo un tocco al tempo stesso leggero e contemporaneo. Gli stand degli
espositori si snodano lungo l’iconico edificio dell’Armory, abbracciando la Wade Thompson Drill Hall e raggiungendo le sale al primo e secondo piano dedicate alle ricostruzioni storiche, così da creare una Fiera dall’impatto e spessore senza precedenti per la città di New York.


CONTATTI STAMPA  
 
GLOBALE                                                                      
Responsabile delle comunicazioni  
Magda Grigorian | magda.grigorian@tefaf.com
 
Coordinatore PR
Mirthe Sportel | mirthe.sportel@tefaf.com
 
ITALIA
Studio ESSECI
Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net
tel. 049663499
 

Pisa, Museo della grafica: Finissage della mostra su Plinio il Vecchio

Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi (Comune di Pisa, Università di Pisa) è lieto di invitarVi al finissage della mostra

A cura di Gianfranco Adornato e Alessandro Tosi con la collaborazione di Alessia Di Santi e Federico Figura.

Giovedì 6 marzo, ore 17:30

Pisa, Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi (Lungarno Galileo Galilei, 9)

Intervengono

Elena Del Rosso | Museo della Grafica
Gianfranco Adornato | Scuola Normale Superiore
Franco Fanelli | Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
Giovanni Lusi | Scuola Normale Superiore
Sonia Maffei | Università di Pisa
Lucia Tongiorgi Tomasi | Accademia Nazionale dei Lincei
Alessandro Tosi | Università di Pisa

Per informazioni: museodellagrafica@adm.unipi.it

Museo della Grafica – Lungarno Galilei, 9 – Pisa
Tel. 050/2216060 (62-67-59-70)
E-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
www.museodellagrafica.sma.unipi.it
www.facebook.com/museodellagrafica
www.instagram.com/museodellagrafica


A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti.
Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

Mostra Antologica MARINA VIRDIS pittrice botanica Spazio Arti Floreali – Roma 

Venerdì 7 marzo 2025 alle ore 18.00, lo Studio Arti Floreali presenta, nel suo Spazio Arti Floreali, la mostra antologica dedicata a Marina Virdis (1950-2023), “pittrice botanica” ma anche ricercatrice, attivista sociale, scrittrice e giornalista, insegnante e divulgatrice, già insignita nel 1999 della Silver Gilt Medal e nel 2000 della Gold Medal della prestigiosa Royal Horticultural Society e nel 2002 della Margaret Granger Memorial Silver Bowl della SBA (Society of Botanical Artists). 

In mostra 35 tavole dalle quali traspare la stessa energia generata dalla natura: i suoi soggetti, spesso piante e fiori della sua terra natale – la Sardegna -, sono dipinti esclusivamente dal vivo realizzando veri e propri ritratti di “superba raffinatezza e complessità compositiva”, come sottolinea Lucia Tongiorgi Tomasi, storica dell’Arte dell’Università di Pisa. 

La mostra e il catalogo sono curati da Leda Cardillo Violati, Gabriella Ferrauto Terzi e Massimo Gobbi: in catalogo, disponibile in galleria ed edito da Artemide, i contributi di Lucia Tongiorgi Tomasi, Lucilla Carcano, Milena Casadei, Aurora Tazza, Leda Violati e Valeria Virdis.

Mostra Antologica
MARINA VIRDIS
pittrice botanica

A cura di Leda Cardillo Violati, Gabriella Ferrauto Terzi, Massimo Gobbi

Inaugurazione 7 marzo 2025 ore 18.00

Spazio Arti Floreali
Vicolo della Campanella 42- Roma

Fino al 30 marzo 2025

Come scrive Lucia Tongiorgi Tomasi nel testo in catalogo: «Difficile andare con la memoria a quando l’arte botanica contemporanea abbia mosso i primi passi in Italia, stimolata dalle felici esperienze della tradizione anglosassone-statunitense. Fu l’esposizione Flowers in Art from East and West allestita nel 1979 presso il British Museum di Londra ad attestare come i fiori, al di là della tradizione decorativa che hanno sempre rivestito, si fossero imposti fin da tempi remoti nella tradizione figurativa occidentale e orientale, costituendo un soggetto autonomo e autosufficiente sotto il profilo estetico. In Italia la questione se esistesse o meno un’ ‘arte botanica’ risultò più ostica da accettare in un clima ancora accademico, dove il rapporto tra ‘arte’ e ‘scienza’ incontrava non poche perplessità e perfino resistenze. Due fenomeni, d’altra parte strettamente interconnessi, hanno portato, anche a seguito delle influenze di altri paesi, alla nascita e all’affermazione dell’arte botanica italiana: lo studio e l’analisi critica perseguiti fin dagli anni Ottanta su alcuni antichi erbari dipinti e la ‘riscoperta’ di grandi artisti del passato che avevano tratto ispirazione dal mondo vegetale (in particolare Jacopo Ligozzi e Giovanna Garzoni) e, sulla scia del londinese Royal Botanic Gardens di Kew, l’organizzazione di corsi di pittura botanica condotti nell’Orto Botanico di Roma dove insegnarono fin dai primi anni Novanta la pittrice e giardiniera tedesca Henrike Berg Panà e il pittore Luca Palermo. A questa precoce e originale esperienza partecipò attivamente anche Marina Virdis, nella convinzione che il mondo vegetale potesse costituire materia sufficiente per esprimere il proprio mondo poetico. In Marina, la lettura e l’interpretazione del mondo naturale costituiva non solo il riflesso di una profonda e sincera sensibilità per l’ambiente, ma soprattutto l’amore per la sua Sardegna dove, dopo tante peregrinazioni, era voluta ritornare definitivamente, pur rimanendo in continuo contatto con il panorama culturale internazionale. Lo stile di Marina Virdis è dunque il frutto di una sincera vena istintiva e di una profonda competenza sulla flora mediterranea, ma anche di un indefesso esercizio di sperimentazioni compositive, grafiche e cromatiche che  esprimono un linguaggio stilistico personalissimo che, aborrendo formule ripetitive, varia in ciascuna tavola a seconda dello specifico reperto vegetale che ha attratto il suo interesse e mosso la sua fantasia.»

Marina Virdis nasce a Selargius, in provincia di Cagliari, nel 1950. Fin da giovanissima inizia a dipingere sotto la guida del maestro Carlo Contini mentre frequenta l’Istituto D’Arte a Oristano dove si diploma nel 1967. Nel 1968 consegue l’abilitazione all’insegnamento di Storia dell’Arte e Disegno; nel 1969 si trasferisce a Roma dove prosegue i suoi studi all’Accademia di Belle Arti diplomandosi nel 1973. Inizia poi la libera professione, nel settore della comunicazione, collaborando anche come giornalista a periodici e quotidiani. Dal 1973 al 1989 si occupa intensamente di editoria nel Movimento delle Donne, facendo parte, come consulente di comunicazione, della Commissione Nazionale delle Pari Opportunità, appena istituita. Il suo forte impegno sociale, soprattutto per i diritti delle donne e la parità di genere, la porta inoltre a collaborare attivamente con la rivista femminista “EFFE”. Nel 1989 decide di andare in Scozia dove rimane per due anni e diviene membro della comunità spirituale internazionale Findhorn Foundation dedicandosi ai temi dell’arte e della natura. Da allora Marina si dedica alla pittura botanica. Nel 1992 torna a vivere in Sardegna dove continua l’attività professionale come consulente di comunicazione e pubbliche relazioni, promuovendo progetti per sostenere l’arte e la cultura ambientale e dedicandosi anche all’attività didattica e alla ricerca artistica. Nel 1999 a Londra le viene assegnata la Silver Gilt Medal della prestigiosa Royal Horticultural Society e nel 2000 la Gold Medal. Nel 2001 espone nella mostra Italia Botanical Art Today presso l’Istituto Italiano di Cultura di Washington DC; nel 2002 le viene assegnata la Margaret Granger Memorial Silver Bowl della SBA (Society of Botanical Artists). Espone in varie mostre collettive in Italia e all’estero tra cui, oltre alla regolare partecipazione a quelle organizzate a Londra dalla RHS, quella dell’Orto Botanico di Chicago, a Washington, quella dell’Istituto Italiano di Cultura e quella della Collezione Sherwood al Museo di Storia Naturale-Smithsonian Institute. Nel 2010 si trasferisce definitivamente a Cabras, nel Campidano Oristanese; scompare nel gennaio del 2023. Opere di Marina Virdis sono presenti in collezioni internazionali sia pubbliche sia private tra cui la Lindley Library RHS, lo Hunt Institute Mellon University di Pittsburg e la Shirley Sherwood Collection di Londra.


Studio Arti Floreali è una Associazione Culturale senza fini di lucro che si propone di diffondere la conoscenza e la cultura del fiore e della natura verde in genere, sollecitando una maggior sensibilità all’ambiente e alla difesa del patrimonio vegetale e artistico che ci circonda. Per raggiungere i propri obiettivi promuove ricerche e studi, ospita mostre e manifestazioni sull’argomento, organizza corsi, seminari, conferenze e visite guidate.


INFO

MARINA VIRDIS
pittrice botanica
A cura di Leda Cardillo Violati, Gabriella Ferrauto Terzi, Massimo Gobbi
Catalogo a cura di Leda Cardillo Violati, Gabriella Ferrauto Terzi e Massimo Gobbi; testi di Lucia Tongiorgi Tomasi, Lucilla Carcano, Milena Casadei, Aurora Tazza, Leda Violati e Valeria Virdis – Artemide Edizioni – disponibile in galleria

Inaugurazione 7 marzo 2025 ore 18.00

Fino al 30 marzo 2025
Orari: dal mercoledì alla domenica ore 16.00 – 19.30

Spazio Arti Floreali
Vicolo della Campanella 42 – Roma
studioartifloreali@gmail.com
https://artifloreali.it/

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Interno 14 next – Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

L’opera dà il via ad una serie di iniziative promosse dalla Città di Grottaferrata

Venerdì 7 marzo 2025 alle ore 10,30 la Città di Grottaferrata presenta l’installazione monumentale La Violenza è una Gabbia di Anna Izzo, a cura di Roberta Melasecca. Lo svelamento e l’inaugurazione, nella Piazzetta Eugenio Conti antistante la sede comunale, avverrà in una cerimonia pubblica alla presenza del Sindaco di Grottaferrata Mirko Di Bernardo e dell’Assessora alle Pari Opportunità Paola Franzoso, delle autorità civili e militari, dell’Associazione Ponte Donna e delle altre associazioni del territorio, dell’artista e della curatrice, nonché degli studenti delle scuole superiori della città. 

La Violenza è una Gabbia
Installazione monumentale di Anna Izzo

Svelamento e presentazione 

7 marzo 2025 ore 10.30

Piazzetta Eugenio Conti – Grottaferrata (RM)

Fino al 31 gennaio 2026

L’opera dà il via ad una serie di iniziative, promosse dalla Città di Grottaferrata, sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, della Regione Lazio, della Città metropolitana di Roma Capitale, e in collaborazione con l’Associazione Ponte Donna, che confluiscono nella rassegna Basta…! Un anno di pensieri, riflessioni e azioni per l’eliminazione della violenza contro le donne ed il futuro dei loro figli: incontri, concerti, performance e mostre che si svolgeranno per tutto il 2025 fino ad arrivare ai primi del 2026, al fine di riflettere sul tema della violenza e sull’importanza di combatterla ogni giorno, in tutte le sue forme. 

Il progetto è stato illustrato in conferenza stampa, presso la Camera dei deputati, il 25 febbraio 2025, dal Sindaco di Grottaferrata Mirko Di Bernardo, dall’Assessora alle Pari Opportunità Paola Franzoso, dall’artista Anna Izzo, autrice dell’opera simbolo della rassegna, con la presenza dei parlamentari Claudio Mancini e Marianna Madia, che hanno sottolineato l’importanza di iniziative concrete nella lotta contro la violenza di genere.

Come scrive Roberta Melasecca nel testo critico: «Anna Izzo è un’artista e come tale, con lo strumento dell’arte tra le mani, decide di affrontare a viso aperto un viaggio scomodo ma quanto mai urgente e necessario: disseminando le sue opere scultoree di grandi dimensioni in molteplici città italiane, da La violenza è una gabbia a La violenza non è amore, Anna dichiara con forza un preciso messaggio di denuncia, di consapevolezza ma anche di coraggio, fortezza e speranza. La Violenza è una Gabbia, presentata per la prima volta a Capri nel 2020 e successivamente a Foiano della Chiana nel 2024, appare come una enorme gabbia di acciaio alta circa 3 metri contenente, della conseguente grandezza dimensionale, due scarpe rosse, divenute simbolo della lotta contro la violenza sulle donne dal 2009, in seguito all’installazione artistica di Elina Chauvet in Messico, a Ciudad Juarez, cittadina nota per detenere il triste primato del più alto numero di femminicidi al mondo. Le gabbie di Anna Izzo sono gabbie emozionali, comportamentali e relazionali: riflettono un ordine normativo che chiude e rinchiude corpi e menti e l’artista ne calibra le forme ampliandole a dimensioni innaturali, costringendo alla rimozione di uno stereotipato processo di narrazione basato sull’inerzia, sull’indifferenza e su strategie di occultamento e minimizzazione della violenza. L’opera genera, in tal modo, un inusuale luogo di riflessione sui meccanismi di scomposizione e ricostruzione delle identità, sempre in progressivo divenire e in continuo confronto/scontro nei ruoli e negli ambiti sociali ed economici, fornendo una chiave di accesso a delle diverse politiche attive sul territorio che esulano da rappresentazioni radicate nelle convenzioni socio-culturali. Le opere di Anna Izzo sono un un grido aspro e stridente che si ode anche nel silenzio più assordante: evocano e affermano un’immagine chiara, inequivocabile, da cui non è possibile distogliere lo sguardo. La presenza della scultura monumentale La Violenza è una Gabbia, voluta e desiderata per tutto il 2025 nella Piazza antistante il Comune di Grottaferrata, assume su di sé il ruolo di monito, costante e imperterrito, che non si accontenta di rimanere tale ma esorta all’azione, ad un cambiamento delle coscienze, ad un rinnovamento dei gesti e delle parole, ad un ripensamento delle dinamiche intergenerazionali che intercorrono nelle comunità.» 

Alla presentazione del 7 marzo seguirà la performance di teatro-danzaLa sottile linea rossa’ di e con Corinna Torregiani, con accompagnamento musicale dal vivo: una narrazione danzata per raccontare come la comunità, il suo interesse e il sostegno possano costituire “la linea sottile” che separa un avvenimento potenziale da un fatto di cronaca. Con Daniela Di Renzo, voce; Francesco Consaga, sax soprano; Ermanno Dodaro, contrabbasso. 

La rassegna presenta un programma a cadenza mensile: ad aprile, la conferenza Tutto il Mondo è Paese, con Ejaz Ahmad, giornalista e mediatore culturale, Ilaria Boiano e Kwanza Musi Dos Santos; a maggio, la presentazione del romanzo C’era la Luna di Serena Dandini; a giugno, Gino Cecchettin incontrerà gli studenti e inaugurerà la seconda parte della casa rifugio intitolata a Giulia Cecchettin; a luglio un grande evento musicale con un’artista di fama nazionale; a settembre, la città cambierà simbolicamente il nome di alcuni luoghi che ospiteranno un’esposizione artistica di pittura, scultura e fotografia; a ottobre, spazio alla politica italiana ed europea con l’evento Non un’altra! Prevenire, Proteggere, Agire contro la Violenza; a novembre l’omaggio teatrale Storie di Donne di Storia; a dicembre, l’evento finale con Patrizia Schiarizza, Presidente di Giardino Segreto, e la testimonianza di Pasquale Guadagno, orfano di femminicidio. 

Anna Izzo, pittrice e scultrice, nasce a Taranto ma già adolescente si trasferisce a Sorrento dove il padre gallerista la introduce nel mondo dell’arte. Vive e lavora tra Roma e Siena ed espone in Italia e all’estero. Tra le ultime mostre: luglio 2016 Conference Center Hollywood USA; ottobre 2016 Jolly Madison New York; novembre 2016 Sofitel Conference Washington DC; dicembre 2016 Palazzo Francavilla Palermo ritiro premio Gran Maestro; gennaio 2017 Galleria La Vaccarella Roma; gennaio 2017 Palazzo Barion Taranto ritiro premio Taras per l’arte; febbraio 2017 Galleria San Vidal Venezia; luglio 2017 Teatro dal Verme Milano; ottobre 2017 Biennale Milano International Art Meeting; ottobre 2017 Biennale Venezia Spoleto Pavillon; novembre 2017 Biennale Mantova; dicembre 2017 Miami Meet Milano USA; gennaio 2018 Palazzo Ximenes Firenze; marzo 2018 Biennale delle Nazioni Venezia; giugno 2018 Auditorium Dell’acquario Genova ritiro premio Cristoforo Colombo; giugno 2019 Trofeo Maestri D’Italia ArtExpò Biennale internazionale Arte contemporanea Mantova; luglio 2019 premio Internazionale Michelangelo Firenze; settembre 2019 mostra Biancoscuro Art Contest Montecarlo; novembre 2019 personale di scultura La gabbia Museo d’Arte Sacra Castelmuzio; novembre 2019 Budapest ArtExpò Biennale D’Arte Italiana; marzo 2020 Capri Scultura monumentale La Violenza è una Gabbia; febbraio 2021 mostra Premio Vittorio Sgarbi – Ferrara; novembre 2021 Città della Pieve scultura monumentale La violenza non è amore; scultura monumentale La violenza non è amore: maggio 2022 Fiumicino, novembre 2022-marzo 2023 Arezzo, marzo-settembre 2023 San Quirico d’Orcia; 2023 “Donne nell’arte”, Galleria Fedraneri, Torrita di Siena; 2024 mostra personale “Emotions”, Pienza; 2024 Valdichiana Village Siena scultura monumentale La violenza è una gabbia; 2024 San Casciano Bagni, scultura “Femminando”, Palazzo Comunale. 


INFO

Comune di Grottaferrata

Roberta Chiarello
ufficiostampa@comune.grottaferrata.roma.it

Anna Izzo
annaizzoart@gmail.comwww.annaizzoartdesign.com

Roberta Melasecca
blowart – Interno 14 next – Melasecca PressOffice
roberta.melasecca@gmail.com

Parma: Correggio500 proroga e rilancia fino al 2 giugno

Correggio500 prosegue fino al 2 giugno tra arte, storia e musica.
Dopo i primi mesi di grandi affluenza e di autorevoli nomi che hanno accompagnato il percorso promosso dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Parma per conoscere o riscoprire uno dei geni del Rinascimento maturo, il tesoro d’arte di caratura mondiale che Parma custodisce, Correggio500 proroga il suo termine per dare la possibilità ancora a molti di vivere l'”esperienza Correggio” attraverso i suoi cicli di affreschi e l’installazione immersiva “Il cielo per un istante in terra per un istante ” di Lucio Rossi.

Fino al 2 giugno, Correggio500 di allea inoltre con il Complesso Monumentale della Pilotta offrendo una reciproca promozione delle opere possedute. 

CORREGGIO 500
Parma
Prorogata al 2 giugno 2025

Progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma in collaborazione con il Monastero Benedettino di San Giovanni in Parma.
Tariffe agevolate
Presentando il biglietto d’ingresso della mostra Correggio500 alla biglietteria del Complesso monumentale della Pilotta, si avrà diritto alle seguenti tariffe scontate:
Complesso monumentale della Pilotta14€
Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista2€
Complesso monumentale della Pilotta + Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista15€
Il biglietto a tariffa agevolata non è disponibile on-line ed è dunque acquistabile solo presso la biglietteria del Complesso monumentale della Pilotta
Reciprocamente, presentano il biglietto d’ingresso al Complesso monumentale della Pilotta presso la biglietteria della mostra Correggio500, si avrà diritto alla seguente tariffa scontata:
Biglietto individuale8 €
(per i dipendenti del Comune di Parma e del Complesso monumentale della Pilotta: 6 €)
 
Percorso del Correggio
Durante i giorni e gli orari di apertura del Complesso monumentale della Pilotta, dalle ore 17.00, per i possessori di regolare biglietto della mostra Correggio500 sarà possibile visitare le opere del Correggio negli spazi della Galleria Nazionale
Biglietto di ingresso speciale: 5€
Il biglietto è acquistabile on-line o presso la biglietteria del Complesso monumentale della Pilotta
 
Visite guidate sul Correggio in Galleria Nazionale
Le visite sono riservate ai possessori del biglietto della mostra Correggio500 e avranno luogo il mercoledì alle ore 17.00
Biglietto visita guidata: 8€
Scopri il calendario delle visite guidate!

E7E7E7

Firenze: in mostra a Villa Bardini “Caravaggio e il Novecento”

“Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti”, dal 27 marzo al 20 luglio a Villa Bardini a Firenze, a cura di Cristina Acidini e Claudio Paolini, è una grande mostra d’arte e di più: è un affascinante viaggio alla riscoperta di una coppia – lui storico dell’arte, lei scrittrice e traduttrice – che riunì un cenacolo di artisti e intellettuali che hanno plasmato il 900 italiano e non solo.

CARAVAGGIO E IL NOVECENTO
ROBERTO LONGHI, ANNA BANTI
Firenze, Villa Bardini
27 marzo – 20 luglio 2025

Mostra promossa dalla Fondazione CR Firenze, in collaborazione con Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, a cura di Cristina Acidini e Claudio Paolini.

La mostra viene proposta dalla Fondazione CR Firenze in collaborazione con la Fondazione Longhi in quel magico luogo (che da solo varrebbe un viaggio) che è Villa Bardini e di essa la mostra occupa tutti gli ambienti, densissima com’è di materiali, molti dei quali inediti e preziosissimi. Il percorso, non a caso, prevede anche una Silent Room dove riposare gli occhi e la mente travolti dalle suggestioni e dagli stimoli offerti nelle 12 sale in cui si dipana il percorso espositivo. Volendo si può anche passeggiare all’esterno nel magnifico parco storico della villa popolato di essenze antiche come il colossale glicine, tra i più antichi del continente, la cui fioritura richiama ogni primavera migliaia di appassionati.

Una mostra fortemente esperienziale quindi, per ammirare capolavori come “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, gli “Apostoli” di Jusepe de Ribera o l’emozionante sequenza di 10 Morandi intimi, creati dall’artista bolognese, regalati in occasioni diverse a Roberto Longhi e alla fortunata padrona di casa. La mostra, oltre a essi riunisce 40 dipinti, tra disegni e acquarelli, nuclei rilevanti di fotografie originali e di documenti d’archivio che testimoniano la frequentazione della coppia con Ungaretti, Bassani, Pratolini, Gadda, Pea, Bigongiari, Pasolini, tra i molti amici letterati e scrittori, o con de Pisis, Socrate, Guttuso, Mafai, oltre al già citato Morandi, tra i tanti artisti.

In queste stanze è stata “rivoluzionata” la storia dell’arte, con la riscoperta del nostro Seicento, grazie al lavoro di Longhi su Caravaggio e altri, e di Lucia Lopresti, che, come nome de plume, aveva assunto quello di Anna Banti, su Artemisia. Memorabile la mostra che nel 1951 a Palazzo Reale di Milano, Longhi dedicò a Caravaggio, accendendo i riflettori su un pittore caduto nell’oblio. Fu un successo storico, sancito da più di 400 mila visitatori.

Entrambi erano impegnati nella ricerca quanto nella divulgazione. Con loro, la storia dell’arte va oltre l’ambito degli addetti ai lavori per farsi racconto sociale. Entrambi hanno consuetudine con i settimanali popolari, con la televisione, la radio… In mostra il pubblico potrà osservare la capacità divulgativa di Longhi in due documentari, l’uno su Carpaccio, su Carrà il secondo.  

Entrambi investirono sui giovani, e questa è ancora oggi la mission della Fondazione Longhi da loro creata e che ha sede a Firenze in Villa Il Tasso. Qui si sono formate generazioni di storici dell’arte che hanno ancora in Roberto Longhi il loro punto di riferimento ideale.

La mostra “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti” è il frutto della collaborazione tra la Fondazione CR Firenze e la Fondazione Roberto Longhi. Le due istituzioni intendono così celebrare il ruolo centrale di Longhi e Banti nella cultura del Novecento e la fitta rete di rapporti tra le maggiori personalità della cultura italiana del Novecento.

L’esposizione, ospitata a Villa Bardini, offre una narrazione unica che unisce opere d’arte, documenti d’archivio e contributi multimediali, valorizzando il patrimonio della Fondazione Roberto Longhi.

Orari
Da martedì a domenica ore 10-19.30, lunedì chiuso
Biglietti
Intero 10 euro; Ridotto 5 euro per: Gruppi superiori a 10 persone, giovani UE dai 18 ai 24 anni, soci Touring Club Italiano, FAI, soci Unicoop, possessori del biglietto intero dei Giardini Boboli-Bardini. Gratuito per: Ragazzi fino a 17 anni, diversamente abili e loro accompagnatori, giornalisti, guide turistiche, possessori Firenze Card; classi scolastiche incluso due insegnanti con prenotazione al call center 055 2989816 di Firenze Musei.

UFFICIO STAMPA
FONDAZIONE CR FIRENZE
Federica Sanna
federica.sanna@fcrf.it
 
In collaborazione con
Studio ESSECI
Sergio Campagnolo rif. Roberta Barbaro  
 roberta@studioesseci.net
 
PROMOZIONE
CSC SIGMA
Susanna Holm
susannaholm@cscsigma.it

Milano: quattro artisti contemporanei sono chiamati a mettersi in gioco

  • La Deposizione di Cristo dalla croce di Tintoretto arriva al Museo Diocesano di Milano, in occasione della Pasqua, grazie al prestito delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
  • Dinamismo compositivo, intensità cromatica, pennellata libera e sciolta, straordinario uso di luce e colore: l’opera riassume le principali caratteristiche della piena maturità dell’artista.
  • Attorno ad essa, parte integrante del percorso espositivo, un progetto di Casa Testori a cura di Giuseppe Frangi con le opere di Jacopo Benassi, Luca Bertolo, Alberto Gianfreda e Maria Elisabetta Novello.
  • Un modo per mostrare le possibilità generative di un capolavoro del passato, in grado di sollecitare e incrociare esperienze presenti, storie intime e personali, a seconda delle diverse sensibilità.
MILANO
MUSEO DIOCESANO CARLO MARIA MARTINI


ATTORNO A TINTORETTO
La Deposizione
Quattro artisti contemporanei sfidati da un capolavoro

Dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia

A cura di Giuseppe Frangi, Giulio Manieri Elia e Nadia Righi

Dal 4 marzo al 25 maggio 2025

Dal 4 marzo al 25 maggio 2025, in occasione della Quaresima e della Pasqua, il Museo Diocesano di Milano propone come spunto di riflessione l’esposizione della Deposizione di Cristo dalla croce di Jacopo Tintoretto (Venezia, 1519 -1594), uno dei capolavori del protagonista assoluto della pittura veneziana della seconda metà del Cinquecento, in prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

ATTORNO A TINTORETTO. La Deposizione. Quattro artisti contemporanei sfidati da un capolavoro, a cura di Giulio Manieri Elia e Nadia Righi, comprende una sezione, su progetto di Casa Testori e curata da Giuseppe Frangi, in cui quattro artisti contemporanei – Jacopo Benassi, Luca Bertolo, Alberto Gianfreda, Maria Elisabetta Novello – sono chiamati a mettersi in gioco davanti alla tela, creando con essa un rapporto personale e realizzando un’opera che si confronti con il valore profondo del capolavoro veneto, facendo ricorso a diversi linguaggi, dall’installazione alla pittura.

La mostra, accompagnata da un catalogo Dario Cimorelli editore, è organizzata in collaborazione con le Gallerie dell’Accademia di Venezia e Casa Testori, con il sostegno di FNM, Fondazione della Frera, Fondazione Maurizio Fragiacomo e Fondazione Grana Padano.
Media partner: ONE, partner tecnico: Caimi, travel partner: Trenord.

“Come vediamo nella Deposizione al centro di questa esposizione, l’arte di Tintoretto esprime la sua creatività e la straordinaria capacità di trascinarci in una narrazione articolata con una teatralità senza pari, amplificando drammi ed emozioni, con esiti che sollecitano ciascuno ad entrare in rapporto con quanto dipinge. Quest’opera, che ci travolge e ci coinvolge vuole essere spunto per una riflessione non solo storico artistica ma anche spirituale, offrendo la possibilità di soffermarsi sul tema della Passione e Resurrezione di Gesù nel tempo della Quaresima e della Pasqua di quest’anno giubilare dedicato alla Speranza. Come di consueto, il Museo propone un lento avvicinamento all’opera tramite un percorso di cui le opere dei quattro artisti contemporanei sono parte integrante. Siamo grati alle Gallerie dell’Accademia di Venezia per il prestito eccezionale e a Casa Testori per aver progettato insieme questo percorso”.

“Si tratta di una iniziativa virtuosa atta a creare proficue sinergie e collaborazioni con l’importante istituto milanese e che consentirà al pubblico veneziano di fruire di un’opera di Alessandro Magnasco proveniente dal museo milanese che verrà posta in dialogo con una dello stesso autore conservata nelle nostre collezioni”.

«I lavori degli artisti che hanno accolto l’invito a mettersi “attorno” alla Deposizione di Tintoretto, testimoniano l’attualità di quel capolavoro. Al cuore di questa loro prova c’è la relazione con il soggetto rappresentato ma ancor di più con la modalità con cui il maestro veneziano lo reinterpreta. Gli artisti mettendosi “attorno” a Tintoretto si sono misurati con questo misterioso palesarsi di una morte che è per la vita.
La scommessa è che il tentativo degli artisti di oggi metta in gioco anche lo sguardo del visitatore, chiamato ugualmente a rapportarsi al quadro di Tintoretto come opera al presente e per il presente».

Realizzata intorno al 1560 -1562, destinata a Santa Maria dell’Umiltà alle Zattere, prima chiesa gesuita a Venezia, soppressa nel 1806 e successivamente demolita, l’opera di Tintoretto esprime la piena maturità pittorica dell’artista, come è evidente dalla straordinaria libertà della pennellata e dalla composizione calibrata, allo stesso tempo drammatica e concitata, con un dinamismo accentuato dall’uso della luce e intensi chiaroscuri che creano un forte impatto emotivo, lasciando emergere i protagonisti da un paesaggio in penombra. Questi, di dimensioni più grandi del naturale e collegati fra loro da un intreccio di gesti e sguardi, si dispongono teatralmente intorno al corpo di Cristo, posto in diagonale al centro della scena e sorretto per le spalle da una figura maschile, probabilmente Giuseppe d’Arimatea. Verso di lui, con le braccia spalancate in un gesto di struggente disperazione, si protende la Maddalena, mentre lungo un’altra direttrice giace la Madonna, svenuta, sopraffatta dal dolore, a formare una croce con il corpo di Gesù adagiato su di lei.

Come suggerito dal titolo della mostra, Attorno a Tintoretto sono esposte le opere di Bertolo, Gianfreda e Novello, realizzate per l’occasione a partire dalle suggestioni che il dipinto ha innescato negli artisti, a cui si è aggiunta un’opera di Benassi del 2022 per scelta del curatore. Questi lavori restituiscono prospettive di lettura proprie, testimoniando con un linguaggio contemporaneo il modo in cui un capolavoro del passato può sollecitare e incrociare esperienze presenti, storie intime e personali, e mostrando quante possibilità di approcci offra incontrando le sensibilità di ciascuno, visitatori compresi, anch’essi idealmente invitati a interpretare l’opera di Tintoretto.


Il progetto Nessuno escluso, realizzato grazie al contributo di Fondazione Alia Falck e in collaborazione con Consulta Diocesana Comunità Cristiana e Disabilità, rappresenta una proposta del Museo Diocesano Carlo Maria Martini già cominciata nell’autunno del 2024 in occasione dell’esposizione dell’Adorazione dei Magi di Botticelli, che mira a rendere il Museo e il suo patrimonio culturale accessibile al più ampio pubblico possibile. La Deposizione di Tintoretto sarà leggibile in diversi linguaggi: CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), Easy to read e LIS (Lingua dei Segni italiana). Sarà inoltre fruibile con il metodo DescriVedendo, grazie al contributo di Associazione Nazionale Subvedenti. Gli stessi linguaggi saranno proposti nel corso del 2025 anche per alcune delle opere più importanti della collezione permanente del Museo.

Nell’ambito del percorso educativo e formativo “Cultura Accessibile”, avviato presso la Cooperativa Arcipelago – Anffas Nordmilano di Cinisello Balsamo, alcune persone con disabilità, dopo la collaborazione intrapresa con il Museo Diocesano nel 2024 in occasione della mostra “Divine Creature. Arte e disabilità”, condivideranno con i visitatori il loro personale pensiero emerso dal percorso di significazione a partire dalla Deposizione di Tintoretto. Oltre a essere presenti in mostra in giorni e orari che verranno condivisi sui canali di comunicazione del Museo, il loro contributo sarà scaricabile in formato testo e video tramite appositi QRcode.


ATTORNO A TINTORETTO. La Deposizione
Quattro artisti contemporanei sfidati da un capolavoro
A cura di Giuseppe Frangi, Giulio Manieri Elia e Nadia Righi
Milano, Museo Diocesano Carlo Maria Martini (piazza Sant’Eustorgio 3 – MM Vetra) 4 marzo – 25 maggio 2025

ORARI
Martedì – domenica, ore 10.00-18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) lunedì chiuso

BIGLIETTI €9 intero, €7 ridotto, €23 famiglia (2 adulti+max 4 giovani 7-18 anni)

CONTATTI: T +39 02 89420019; www.chiostrisanteustorgio.it

CATALOGO Dario Cimorelli editore

SOCIAL FB @MuseoDiocesanoMilano IG @museodiocesanomilano

UFFICIO STAMPA MUSEO DIOCESANO
Anna Defrancesco comunicazione
press@annadefrancesco.com
www.annadefrancesco.com