Restiamo umani: appello per Gaza

Immagine di Kamalbutt12 da Pixabay

“Da oltre un anno assistiamo impotenti a quello che succede nella Striscia di Gaza, mentre cresce lo sdegno, l’orrore e la ripulsa morale per l’inaudito massacro dei palestinesi da parte del governo Netanyahu, un massacro che non ha più nessuna proporzionalità con gli attacchi guidati da Hamas il 7 ottobre 2023 e ha assunto invece la forma di una vera e propria pulizia etnica realizzata quotidianamente con efferatezza e ferocia.

La stampa internazionale, le associazioni umanitarie come Amnesty International e i movimenti democratici hanno documentato la condotta di Israele a Gaza e hanno raccolto prove che forniscono una base sufficiente per concludere che quello che Israele sta commettendo a Gaza è un genocidio.

Bombardamenti incessanti anche su ospedali e scuole, distruzione senza precedenti di sistemi idrici, igienico-sanitari e di produzione alimentare, lo sfollamento forzato del 90% della popolazione, il diniego e l’ostacolo alla fornitura di servizi essenziali, di assistenza umanitaria e di ulteriori beni necessari per salvare vite umane, sono atti che evidentemente non perseguono l’annientamento dell’organizzazione militare di Hamas e la liberazione degli ostaggi, ma l’intento specifico e deliberato di distruggere la popolazione palestinese di Gaza. Tra ottobre 2023 e maggio 2025 Israele ha commesso atti vietati dalla Convenzione sul genocidio e continua a commetterli. Finora sono morti 50.000 civili tra cui 20.000 bambini (800 sotto il primo anno di vita).

Come si ricorderà, nelle scorse settimane, più volte Donald Trump ha sorpreso l’opinione pubblica annunciando l’intenzione del suo governo di assumere il controllo della Striscia di Gaza per sgombrarla delle macerie prodotte dalla guerra in corso e trasformarla in una ridente riviera (per ricchi di tutto il mondo), dopo aver espulso la popolazione palestinese. È possibile rimanere indifferenti e inerti di fronte a questa prospettiva? La questione israelo-palestinese, che dal 1948 travaglia tutto il medio-oriente, e che il governo di estrema destra di Netanyahu affronta con metodi che risuonano sinistramente cinici come una “soluzione finale”, riguarda, ora più che mai, il mondo intero e la sua capacità di rimanere umano.

In dissenso radicale contro questo insano progetto, sentiamo l’obbligo di denunciare la grave minaccia dello sfollamento di massa, un’ingiustizia che colpisce il cuore stesso della dignità umana. Il popolo di Gaza, famiglie che per generazioni hanno vissuto nella terra dei loro antenati, non deve essere costretto all’esilio, privato di ciò che resta delle sue case, del suo patrimonio e del suo diritto di rimanere nella terra che costituisce l’essenza della sua identità. Come esseri umani, non possiamo restare indifferenti a questa enormità.

Chiediamo la liberazione di tutti i prigionieri, da entrambe le parti, affinché possano essere riuniti in sicurezza con le loro famiglie. A tutte le persone di fede, agli uomini e donne di cultura, ai governi e alla comunità internazionale chiediamo di agire con rapidità e decisione per fermare la catastrofe. Non vi sia alcuna giustificazione per lo sradicamento e l’annientamento di un popolo che ha già sofferto oltre ogni misura. Che la sacralità della vita umana e l’obbligo morale di proteggere gli indifesi prevalgano sulle forze della distruzione e dell’odio e che sia garantito un accesso immediato e senza restrizioni ai soccorsi umanitari per coloro che sono nel disperato bisogno.

Prendiamo posizione contro la prospettiva di costringere a un esodo forzato la popolazione della Striscia di Gaza. Agiamo ora insieme per fermare il genocidio”.

Primi firmatari:

Padre Felice Scalia, Fra Giuseppe Maggiore, Fra Mario Albano, Giuseppe Martino, Pietro Patti, Giuseppe Restifo, Orazio Grimaldi, Emergency Messina, Anpi Messina, Cgil Messina, Assopace Palestina Messina, Fondazione MeSSinA, Arb-Ets, Silvana Salandra, Libera Messina, Piccola Comunità Nuovi Orizzonti, Europa Verde, Giacomo Farina, Marcello Mento, Aldo Trifiletti, Stino Cannata, Angela Flocco, Davide Liotta, Angela Trimarchi, Anna Garufi, Saverio Di Bella, Daniele Pompejano, Giuseppe Vitarelli, Beniamino Ginatempo, Patrizia Caminiti, Stefania De Marco, Paola Fazio, Santino Cannavò, Uisp Messina, Adriana Salemi, Venera Leto, Maria Teresa Zagone, Fabio Bedulli, Alessandra Minniti, Federico Martino, Antonino Mantineo, Salvatore Trimarchi, Anna Maria Fratantoni, Francesca Borgia, Giuseppina Gennaro, Tina Bontempo, Anita Magno, Ivana Cammaroto, Caterina Majolino, Sergio Majolino, Rina Stracuzzi, Giovanna La Maestra, Antonella Vadalà, Salvatore Bombaci, Francesco Mucciardi, Michela D’Angelo, Tiziana Tracuzzi, Aldo Cigliano, Luciana Salvatori, Paolo Girlanda, Lorenzo Sciano, Tonino Perna, Tonino Cafeo, Caterina Girolamo, Mariangela Pizzo, Ketty Bertuccelli, Collettivo Morgan 3, Giovanni Scarfone, Antonella De Fichy, Sergio Todesco, Aurora Carbonaro, Giulia Migneco, Annunziata Gignina, Maurizio Minardi, Daniela Villari, Rosalia Ricciardi, Katia Tribulato, Alessandra Parisi, Fortunata Arena, Gino Vecchione, Basilio Liuzzo, Carmelo Geraci, Angela Liotta, Riccardo Fazio, Alberto Borgia, Maria Caruso, Piero Serboli, Elina Gugliuzzo, Tindaro Bellinvia, Roberto Cannavò, Bianca Cordovani, Francesca Cannavò, Oreste Siciliano, Emanuela Federico, Amina Zavan, Tina Danzi, Giovanna Lazzaro, Mariella Urzì, Maria Caminiti, Andrea La Torre, Eleonora Bono, Maria Cammaroto, Antonella Lazzaro, Rita Messina, Rosaria Rizzo, Carmelo Labate, Tindaro Merlo, Alfonso Augugliaro, Stefania Davì, Giulio Barone, Marilena Costantino, Michela De Domenico, Patrizia Picone, Lidia Lo Schiavo, Giovanna Paleologo, Gioacchino Silvestro, Alessandro Grussu, Daniela Picciolo, Mariella Colosimo, Irene Spadaro, Maria Rigoli, Attilio Stracuzzi, Giacomo Gugliandolo, Maurizio Buggea, Tatiana Irrera, Daniele Di Stefano, Teresa Muscianisi, Maria Lucia Serio, Gianni Battaglia, Anpi Ragusa, Umberto Scrofani, Giovanna Gravina, Michele Flocco, Serena Manfrè, Isabella Di Bartolomeo, Marina Schepis, Enrico Caracò, Sabrina Pandolfo, Paola Palombo, Melania Scrofani, Maria Portaro, Michele Sfravara, Letteria Inferrera, Mariella Brancati, Nino Arena, Antonietta Mondello, Pietro Interdonato, Mara Zavan, Patrizia Pulejo, Pippo Lipari, Placido Currò, Caterina Pastura, Sebastiano Pino, Marcella Borrometi, Caterina Pileggi, Maria Grazia Iura, Marina Morabito, Anna Cavallaro, Anna Savoia, Leonardo Palli, Roberta Trombetta, Giuseppe Mustile, Silvana Vinci, Salvatore Motta, Vincenza Passaniti, Antonella Cammarota, Anpi Messina Jonica, Federica Licitra, Simonetta Di Prima, Giovanni Pulejo, Laura Giuffrida, Cettina Catania, Claudia Raffa, Giovanni Renzo, Elio Morabito, Astrid Sibilla, Domenico Calabrò, Giovanni Cugnetto, Antonio Sabeto, Giovanna Amante, Lilli Zaccone, Anna Lisa Irrera, Renato Accorinti, Achille D’Arrigo, Maria Santisi, Francesco Cutruzzulà, Antonella Sanfilippo, Elena Scrima, Marcella Magistro, Fisac Cgil Messina, Paolo Leinardi, Eliana Bottari, Camillo Pigneri, Chiara Cannavò, Francesco Cintorrino, Mariella Finocchiaro Crupi, Anna Scannapieco, Antonella Pusceddu, Associazione Pegaso, Antonio Artemisia, Francesco Giunta, Luciana Di Geronimo, Gaetano Gemelli, Silvana Puleo, Sebastiano Occhino, Genoeffa Mondi, Antonino Adriano Paratore, Filippo Florio, Sabina Paratore, Carmen Borgia…

Per aderire inviare una mail con il proprio nome, cognome, professione e città di residenza a: anpimessina.mimmotrapani@gmail.com

Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 24 maggio 2025

Bologna: Al Museo Civico Medievale, Classici latini e libri d’artista

Una mostra per scoprire i classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso.
Organizzata da Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT e Centro Studi “La permanenza del classico”, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e i Musei Civici d’Arte Antica/Museo Medievale di Bologna, invita a un percorso tra opere come l’Apuleio simbolista di Max Klinger e le Metamorfosi ovidiane di Pablo Picasso per mostrare come personalità artistiche tra loro anche profondamente differenti hanno saputo reagire agli stimoli dei modelli letterari antichi.

Per imagines. Classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso

A cura di Francesco Citti e Daniele Pellacani

24 maggio – 5 ottobre 2025
Museo Civico Medievale
Via Alessandro Manzoni 4, Bologna

Per imagines. Classici latini e libri d’artista da Dürer a Picasso, il titolo della mostra visitabile fino al 5 ottobre 2025 presso il Museo Civico Medievale (Via Manzoni, 4 – Bologna), a cura di Francesco Citti Daniele Pellacani.
Organizzata dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT e dal Centro Studi “La permanenza del classico” dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e i Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna, l’esposizione vuole evidenziare quanto i grandi classici della letteratura latina siano stati modelli fondamentali per lo sviluppo della letteratura e dell’arte europea. Per farlo, è stato adottato un angolo visuale sostanzialmente inesplorato, ovvero il libro d’artista contemporaneo, inteso come luogo privilegiato dell’incontro tra testo e immagine, e quindi come spazio ‘materiale’ dell’interazione tra letteratura e arte, tra parola e segno.


La selezione degli esemplari esposti – generosamente prestati dalla Biblioteca di Busseto di Cariparma (donazione Corrado Mingardi), dalla Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB e da numerosi artisti e collezionisti privati – intende sviluppare un percorso transmediale tra le diverse epoche e i diversi stili dell’arte contemporanea, al fine di mostrare come personalità artistiche tra loro anche profondamente differenti hanno saputo reagire agli stimoli dei modelli letterari antichi, in un’operazione di rielaborazione e rivitalizzazione del classico, che prende nuova forma mediante la trasposizione dal codice verbale al codice visuale. 

Sarà quindi possibile ammirare opere imprescindibili, come l’Apuleio simbolista di Max Klinger (Apuleius. Amor und Psyche, 1881) o le Metamorfosi ovidiane di Pablo Picasso (Ovide. Les Métamorphoses, 1931), un lavoro che segna un punto di svolta fondamentale nel modo in cui il libro d’artista contemporaneo si pone di fronte al modello classico: l’esperimento di Picasso influenzerà infatti, pur con esiti differenti, opere quali le Georgiche di Giacomo Manzù (Le Georgiche di Virgilio, 1948) o il De rerum natura di Enrico Baj (De rerum natura, 1958).  

Per fornire un quadro ampio e articolato della varietà dei possibili approcci al modello letterario latino, sono esposti libri che riflettono stili e epoche differenti, come l’Orazio e il Virgilio di Aristide Maillol (Les Éclogues de Virgile, 1926; Odes d’Horace, 1939), il Catullo di Filippo De Pisis (I Carmi di Catullo, 1945) o il Lucrezio di Giulia Napoleone (NERO, 2014), ma anche opere in cui la rielaborazione artistica del testo antico è mediata dal tramite di una riscrittura moderna, come nel caso del Virgilio-Valéry di Jacques Villon (Paul Valéry. Les Bucoliques de Virgile, 1953) o del Properzio-Pound di Fausto Melotti (Ezra Pound. Homage to Sextus Propertius, 1976).

Infine, per rendere più completa e stimolante l’esperienza dello spettatore, la mostra si propone di affiancare ai libri d’artista contemporanei antiche edizioni illustrate dei classici latini, tra cui il Terenzio di Albrecht Dürer, i cui disegni furono incisi e stampati solo nel 1971 grazie all’iniziativa dell’Officina Bodoni (i tre volumi dell’Andria, accompagnati rispettivamente dalla traduzione di Machiavelli, Bernard e Mendelssohn Bartholdy): una scelta che intende creare un deliberato effetto di contrasto, utile a far emergere elementi di continuità e discontinuità nel secolare rapporto tra testo letterario e raffigurazione artistica. 

L’evento è finanziato da Unione Europea – NextGenerationEU a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 Istruzione e ricerca-Componente 2 Dalla ricerca all’impresa-investimento 1.1, Avviso PRIN 2022 PNRR indetto con DD N. 1409 del 14/09/2022, nell’ambito del progetto “Per Imagines, Per Scripta. Forms of interaction between texts and images in Latin culture and its reception: innovative methodologies, new interpretations, digitisation initiatives” (codice progetto P2022C4A7N-CUP J53D23016360001).
Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

La mostra sarà inaugurata venerdì 23 maggio alle ore 17.30.
Aperta al pubblico dal 24 maggio al 5 ottobre 2025.
Ingresso con acquisto del biglietto museo.

Sono in programma eventi e visite guidate in occasione della mostra.

CONFERENZE

– Venerdì 6 giugno 2025, ore 17.00
Gianluigi Baldi, Antonella Duso “Orazio nelle traduzioni dei poeti italiani”

– Mercoledì 11 giugno 2025, ore 17.00
Sonia Cavicchioli, Lucia Pasetti “Apuleio visuale: la favola di Amore e Psiche tra testo e immagini”

– Mercoledì 10 settembre 2025, ore 17.00
Marco Gaiani, Guido Beltramini “Architetti leggono i classici: Polibio, Vitruvio, Leonardo, Palladio”

– Mercoledì 1 ottobre 2025, ore 17.00

“Dialogo sulla scuola” con Ivano Dionigi, autore di “Magister: la scuola la fanno i maestri, non i ministri” (Laterza, 2025)


Sede: Lapidario del Museo Civico Medievale, via Alessandro Manzoni 4, Bologna
Ingresso: libero fino a esaurimento posti disponibili. Non è richiesta la prenotazione.
Info: 
www.museibologna.it/medievale


VISITE GUIDATE

– Mercoledì 28 maggio 2025, ore 17.00
– Mercoledì 25 giugno 2025, ore 17.00
– Mercoledì 2 luglio 2025, ore 17.00
– Mercoledì 16 luglio 2025, ore 17.00
– Mercoledì 17 settembre 2025, ore 17.00
– Sabato 27 settembre 2025, ore 21.00 (in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio)

Sede: Lapidario del Museo Civico Medievale, via Alessandro Manzoni 4, Bologna
Costo di partecipazione: biglietto museo. Non è richiesta la prenotazione.
Info: 
www.museibologna.it/medievale


ORGANIZZATORI E COLLABORAZIONI

Promotori
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna: Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica – FICLIT, Centro Studi “La permanenza del classico”

A cura di
Francesco Citti e Daniele Pellacani

Comitato scientifico

Francesca Benvenuti, Francesco Citti, Andrea Cucchiarelli, Mark Gregory D’Apuzzo, Elisa Dal Chiele, Ivano Dionigi, Leonardo Galli, Francesco Lubian, Guglielmo Monetti, Lucia Pasetti, Daniele Pellacani, Bruna Pieri, Luigi Pirovano, Tommaso Ricchieri, Biagio Santorelli, Antonio Stramaglia, Antonio Ziosi

In collaborazione con
Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB
Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica

Con il finanziamento di
Unione Europea – NextGenerationEU
Ministero dell’Università e della Ricerca
Italia Domani – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Con il contributo di
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

INFORMAZIONI

Sede mostra
Museo Civico Medievale
Via Alessandro Manzoni 4, Bologna
Tel. +39 051 2193930 – 2193916

Orari di apertura
Martedì, giovedì 10.00-14.00
Mercoledì, venerdì 14.00-19.00
Sabato, domenica, festivi 10.00-19.00
Chiuso lunedì non festivo

Biglietti
Ingresso incluso nel biglietto del museo: € 6 intero | € 4 ridotto | € 2 ridotto 19-25 anni | gratuito minori di 18 anni, possessori Card Cultura

Siti web
https://ficlit.unibo.it
https://centri.unibo.it/permanenza
www.museibologna.it/medievale


La cartella stampa comprensiva di immagini è disponibile a questo link.
Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore richiesta di informazioni e materiali. 


Ufficio Stampa Università di Bologna
Tel. +39 051 2088664
ufficiostampa@unibo.it

Ufficio stampa Settore Musei Civici Bologna
Tel. +39 051 2193469 / 051 6496658
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it

Venezia Auditorium Lo Squero – Bach, Cassadó, Hindemith e Mario Brunello

Tornano a emozionare il pubblico de Lo Squero le note del violoncello di Mario Brunello, protagonista del concerto di sabato 24 maggio con un singolare programma che riunisce pagine di Johann Sebastian Bach, Gaspar Cassadó e Paul Hindemith.

Nuovo evento da non perdere all’Auditorium “Lo Squero” della Fondazione Giorgio Cini a Venezia,  per la stagione concertistica di Asolo Musica Veneto Musica. Il prossimo appuntamento è sabato 24 maggio alle 16.30 con un concerto, realizzato in collaborazione con Antiruggine, che vede protagonista il celebre violoncellista Mario Brunello, tra gli artisti più completi e ricercati della sua generazione. Con consueto ed elegante virtuosismo, Mario Brunello si cimenterà in un programma che accompagna il pubblico in un intreccio di mondi artistici accostando, in dialogo creativo, pagine dell’amato Bach con composizioni di Gaspar Cassadó e Paul Hindemith, in un articolato panorama sonoro denso di storie e linguaggi espressivi. Il programma si apre e si chiude nel nome di Johann Sebastian Bach. Del genio di Eisenach Brunello eseguirà due delle celeberrime Sei Suites per violoncello, composizioni annoverate tra i capisaldi nella letteratura violoncellistica, tra le più famose e più virtuosistiche opere scritte per violoncello: la Suite n. 2 in re minore per violoncello solo BWV 1008 e la Suite n. 3 in do maggiore per violoncello solo BWV 1009. Tra le due Suites di Bach, la scaletta prevede due lavori composti entrambi negli anni Venti del Novecento, opere di due musicisti coetanei: la Suite per violoncello solo del talentuoso violoncellista e compositore spagnolo Gaspar Cassadò (1897-1966) allievo di Pablo Casals, celeberrimo esecutore e divulgatore della musica strumentale per violoncello solo di Bach, e la Sonata per violoncello solo op. 25 n. 3 di Paul Hindemith (1895-1963), in cinque movimenti, composta nell’estate del 1922 e dedicata dall’autore a Maurits Frank, il violoncellista del quartetto in cui Hindemith suonava la viola.

Nel ricercato crocevia di note e suggestioni, il concerto di Mario Brunello diventa così un atteso appuntamento che trasporta in una dimensione di particolare raccoglimento, invitando a lasciarsi guidare dall’ intensità esecutiva del protagonista e dalla sua straordinaria capacità di addentrarsi nella profondità di partiture di epoche e stili differenti, con un programma che allarga lo sguardo e crea ponti con personale ricercatezza tra diversi capitoli della storia musicale.

La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione        Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti

Mario Brunello

Intenso e appassionato.”
The Strad

“Un grande spirito.”        
Gramophone

“Il suono del violoncello piccolo, che oscilla tra quello del violino e del violoncello, viene fatto cantare da Mario Brunello con apparente leggerezza, con espressività e sempre con grande virtuosismo”  

Mario Brunello è uno dei più affascinanti, completi e ricercati artisti della sua generazione. Solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valer y Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado. Nell’arco della sua lunga carriera, Mario Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, per citarne alcune.

Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. Questo strumento, molto usato in epoca Barocca, è costruito nella tipica accordatura violinistica (mi, la, re, sol), ma un’ottava più bassa, mantenendo quindi la profondità e le sfumature più scure tipiche del violoncello. Proprio queste peculiarità hanno spinto Brunello ad esplorare i capolavori musicali del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e contemporanei.

L’integrale delle Sonate e Partite di JS Bach al violoncello piccolo è stata la prima rivelatoria incisione discografica di Mario Brunello per ARCANA, nel 2019, ed ha ricevuto il plauso della critica nazionale ed internazionale. Diverse esecuzioni del ciclo completo dei capolavori bachiani sono in programma nelle prossime stagioni in Italia e in Europa.

Un secondo album, intitolato ‘Sonar in Ottava’ e pubblicato nel marzo 2020, è stato accolto con unanime entusiasmo da pubblico e critica (Best Concert Recording del 2020 da BBC Music Magazine). In questa incisione Mario Brunello e Giuliano Carmignola, rivisitano Doppi Concerti di Bach e Vivaldi con una nuova sonorità per violino e violoncello piccolo.

Le potenzialità del violoncello piccolo vengono esplorate appieno nel terzo disco dedicato a Giuseppe Tartini per il 250esimo anniversario dalla sua morte. L’album, premiato con il DIAPASON d’OR, comprende Sonate e Concerti di Vandini, Meneghini e Tartini con l’Accademia dell’Annunciata. L’album con le ‘Sei Suonate a cembalo certato e violino solo’ di JS Bach arricchisce la trilogia BRUNELLO BACH SERIES per Arcana/OUTHERE, completata nel gennaio del 2023 con l’ultimo CD intitolato ‘Bach Transcriptions’; un ingegnoso programma dedicato alla trascrizione dei Concerti di Bach per vari strumenti, con Mario Brunello al cello piccolo nuovamente affiancato dall’Accademia dell’Annunciata.

Dalla stretta collaborazione con la Kremerata Baltica e Gidon Kremer sono nate due registrazioni d’eccezione: ‘The Protecting Veil’ di Tavener registrato al Festival di Lockenhaus e ‘Searching for Ludwig’ (novembre 2020) – tributo a Beethoven, che vede due quartetti di Beethoven nella versione per orchestra d’archi dividersi la scena con brani contemporanei d’ispirazione beethoveniana di Léo Ferré e Giovanni Sollima.

Mario Brunello è il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.


AUDITORIUM lo Squero
Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
 
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
 
Info Asolo Musica
0423 950150 – 392 4519244
info@asolomusica.com 
www.asolomusica.com
 
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it

Sabato 24 maggio ore 16.30

Johann Sebastian Bach, Gaspar Cassadó, Paul Hindemith
Mario Brunello violoncello
 
Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Padova
Alessandra Canella canella@studiopierrepi.it    

Contatto radio e tv
Federica Bressan
ufficiostampa@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it
 
Da Studio Pierrepi <canella@studiopierrepi.it> 

Una serie di fotografie che ritraggono paesaggi “senza tempo”, infiniti e malinconici

Sabato 24 maggio 2025, dalle ore 18.00, Spazio Urano presenta la personale del fotografo Antonio Solarino, dal titolo “Il dilatato istante”, in cui verranno esposte una serie di fotografie che ritraggono paesaggi “senza tempo”, infiniti e malinconici.

Spazio Urano
Mostra fotografica
 
Antonio Solarino
Il dilatato istante
 
Dal 24 maggio al 7 giugno 2025
Inaugurazione sabato 24 maggio 2025, ore 18.00
 
Spazio Urano, via Sampiero di Bastelica 12, Roma 00176

Attraverso questa selezione di scatti fotografici, realistici e scenografici, Solarino racconta pensieri e suggestioni al cospetto di uno spazio punteggiato da elementi, collocati in una distesa apparentemente anonima e deserta. In quegli elementi, sospesi in un’atmosfera sempre più rarefatta e intimista, si manifestava una testimonianza del fare instancabile dell’uomo, presenza muta ma forte nella sua assenza.


Spazio Urano
Orario settimanale: mercoledì ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00
Gli altri giorni visitabile su appuntamento:
tel3290932851
e-mail info@soaziourano.com 

Da Simona Pandolfi <pandolfisimona.sp@gmail.com> 

L’Aquila: FRAMMENTI. Un progetto di Paolo Mazzeschi e Francesco Paolucci

Fino al 31 maggio 2025 la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare il progetto Frammenti, composto da un’installazione di elementi in titanio realizzata dall’artista Paolo Mazzeschi e da un cortometraggio del regista e giornalista Francesco Paolucci, in collaborazione con la compositrice Roberta Vacca e l’artista Marzia Lioci

Dopo l’inaugurazione del 16 maggio, seguono due incontri di approfondimento: 
/ 23 maggio 2025 ore 18.00: incontro con Anna Maria Giancarli – poetessa, Domenico Nardecchia – docente e Roberto Soldati – ricercatore visivo.
/ 31 maggio 2025 ore 18.00: incontro con Francesco Zimei – musicologo e Piercesare Stagni – storico del cinema e presidente Abruzzo Film Commission. 

FRAMMENTI 
Un progetto di 
Paolo Mazzeschi e Francesco Paolucci
Con Roberta Vacca e Marzia Lioci

Incontro 23 maggio 2025 ore 18.00
con Anna Maria Giancarli, Domenico Nardecchia, Roberto Soldati

Incontro e Finissage 31 maggio 2025 ore 18.00
con Francesco Zimei, Piercesare Stagni

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila
Fino al 31 maggio 2025

Frammenti nasce da un dialogo avviato dal collettivo durante il periodo del lockdown: partendo dal titanio, come materia concreta e del reale, il progetto arriva all’immagine cinematografica, come materia impalpabile e della finzione. L’installazione e il cortometraggio rappresentano una trascrizione materiale pervasa una dualità di sentimenti – l’ansia, la frustrazione, la certezza – al fine di ricomporre i sentimenti umani quali frammenti emotivi, composti insieme a formare l’unità o smembrati e divisi in parti differenti. 

L’immagine che ne deriva potrebbe ricordare l’effige della maschera: come scrive lo psicologo e filosofo Arturo Conte, «l’uomo è un assente dietro la sua presentazione, è una persona nascosta che si svela, resta nascosto mentre viaggia. E viaggia sempre con una maschera che nasconde un’assenza. L’uomo si veste, si nasconde, si nasconde ovunque. Si nasconde nelle case, nelle città, ma soprattutto si nasconde nella stessa definizione di “Uomo” come “Persona”. “Persona” come “Maschera”. Persona dall’etrusco “phersu”, quindi dal greco “πρ.σωπον” [pr.s.pon], significa ciò che è davanti agli occhi. La maschera appunto. Mentre tutta la Natura è nuda, l’Uomo è vestito. Quindi, mentre la Natura è futuro, l’Uomo è immerso nel suo passato. L’uomo ferma i fantasmi, ed ecco che c’è il cinema, la presenza del passato. Il presente opprimente. Ma chi è l’uomo? Storici, giornalisti, psicologi, sociologi, artisti hanno cercato per anni di trovare una risposta. In natura questo non accade. Non c’è animale che abbia scritto, indagato la storia di un antenato. La parola “Futuro” invece deriva dal greco “φυω”,ciò che fiorisce, ciò che nasce. Ad esempio un albero. Il futuro è la trasfigurazione dell’uomo in donna e della donna in uomo. La trasfigurazione intesa come sensazione. L’incontro delle gemme degli alberi con il cielo e la pioggia. Questo è il futuro, il senza tempo, l’inconscio. Ciò che va oltre il bene e il male». 

Nella scultura-installazione, la rappresentazione coincide con un volto trasfigurato che sottolinea i due aspetti del pensiero e dell’azione: una maschera fatta di frammenti assemblati che suscita innumerevoli interrogativi. Nel cortometraggio, i frammenti dei due personaggi/maschere, al limite dell’identificazione reciproca, tendono alla riconquista dell’armonia e alla ricomposizione, aiutati anche dalla colonna sonora che si ispira ai quattro elementi naturali – terra, aria, acqua, fuoco – alternati da voci registrate su fonemi/parole/frasi. 

Paolo Mazzeschi.
Nato a L’Aquila nel 1966, figlio d’arte, frequenta gli studi nell’Istituto d’Arte dell’Aquila, conseguendo nel 1983 il diploma di maestro d’arte. Termina gli studi nel 1985 specializzandosi in oreficeria e diplomandosi con il titolo di maestro d’arte applicata . Nel 1990 apre il proprio studio d’arte, concentrandosi sul gioiello d’arte contemporanea: i suoi gioielli sono frutto di una attenta ricerca e sperimentazione combinando differenti materiali. Queste capacità gli vengono riconosciute sin dalle prime esposizioni dove riceve la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica . Nel tempo alterna scultura e design. Il suo spirito creativo gli permette di confrontarsi con materiali come metalli, legno, pietra e ceramica. Il linguaggio estetico si traduce in una costante impressione della texture. Negli ultimi anni scopre il titanio che dà nuova forza alla sua ricerca artistica, trovando finalmente una propria espressione personale. Le sue ultime opere possono essere considerate in linea con il movimento artistico del decostruttivismo.

Francesco Paolucci.
Giornalista professionista e film maker freelance. Dal 2009 documenta, con diversi linguaggi, il post terremoto dell’Aquila e delle aree interne con reportage rivolti soprattutto al web, Privilegiando il video reportage, da anni è impegnato a documentare storie e tematiche legate al mondo del sociale, ma anche dell’arte e dell’architettura. Nel 2017 ha realizzato “I Migrati”, un documentario acquistato contemporaneamente dalla Rai e da Tv2000, presentato e premiato in diversi festival nazionali e internazionali. Gli ultimi lavori sono “I Senza Nome” (2022) sul tema dei migranti sepolti nel cimitero di Lampedusa e “L’uomo più buono del mondo – La leggenda di Carlo Tresca” (2023) e “Io ci provo” (2023) un documentario che fa parlare l’autismo. Nel 2024 è stato selezionato per la 29esima Biennale della Slavonia (Croazia) con il documentario “I Senza Nome”; ha vinto il Premio Penisola Sorrentina “Viaggio in treno” con il corto “Cicale” e il premio miglior documentario” con “L’uomo più buono del mondo” al Festival Documentario D’Abruzzo. 

Roberta Vacca.
Compositrice residente presso Mac Dowell Colony (U.S.A.), Fondazione per le Lettere e per le Arti di Bogliasco e Residenza d’Artista “Le Ville Matte” di Villasor. Le sue composizioni, edite da Ars Publica, MEP, RAI Com, Sconfinarte, Twilight, sono presenti in sei monografie e raccolte discografiche per varie etichette. La componente ludica e idealistica, unita alla sua passione per il teatro, i cui gesti permeano anche la sua produzione strumentale, la portano ad essere aperta a numerose ed eterogenee collaborazioni “in cui il progetto compositivo è impostato su impianti formali sempre molto chiari e su figure mutuate dalla tradizione e trasfigurate. Gesto teatrale e narratività, il raccontare sia in senso teatrale che in senso musicale, interni all’elaborazione dell’andamento strumentale, sono il vero bisogno espressivo della compositrice.” (R. Cresti)

Marzia Lioci.
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali e in Scienze e Tecniche Psicologiche, si affaccia alle arti performative nel 2018 e crea un sodalizio artistico con la fotografa Giusy Calia, Cuore Taglia Unica. Espone in varie città italiane ed estere, tra cui Parigi e Berlino, e vince il Primo Premio Internazionale Fotografia Agnese Meotti a Verona. Marzia indaga la dimensione legata al sentire i materiali e gli ambienti attraverso il corpo per farne un’esperienza profonda da cui trarre ispirazione. Le sue collaborazioni artistiche sono nell’ambito della fotografia, della danza e della narrazione, con un filo conduttore che riguarda il viaggio intimo dentro se stessi quale ricerca e rivelazione di forze vitali libere e autentiche. 


La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti.


FRAMMENTI 
Un progetto di 
Paolo Mazzeschi e Francesco Paolucci
In collaborazione con Roberta Vacca e Marzia Lioci

Inaugurazione 16 maggio 2025 ore 18.00
Fino al 31 maggio 2025

Orari: giovedì 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30; venerdì e sabato 17.00 – 19.30; domenica 11.00-13.00 / 17.00 – 19.30 –  Ingresso libero

Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ)
www.fondazionedemarchis.it

Contatti
Diana Di Berardino
tel. 338458 1985
Barbara Olivieri tel. 3498832591
fondazione.demarchis@gmail.com

Valentina Equizi
Graphic designer e social media manager
valentina.equizi88@gmail.com
tel. 3497500772

Ufficio stampa 
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Ra di Spina – il progetto musicale della cantante, ricercatrice vocale e performer Laura Cuomo

Ra di Spina – il progetto musicale della cantante, ricercatrice vocale e performer Laura Cuomo – torna con il suo primo album dal titolo “Vocazioni”. La pubblicazione fisica è prevista il 23 maggio per Agualoca Records, label che da anni si distingue per la sua attenzione alla musica di ricerca radicata nella tradizione (in catalogo FLO, Fanfara Station, Maria Mazzotta, Vesevo, Ilaria Graziano & Francesco Forni, Orchestra Joubes, Sulle Rive del Tango, Sineterra, Driving Mrs Satan).

Ra di Spina presenta “Vocazioni”: il primo album in uscita il 23 maggio con un showcase all’Auditorium Novecento di Napoli

“Vocazioni” è già disponibile sulle principali piattaforme digitali e sarà presentato proprio il 23 maggio con uno showcase live all’Auditorium Novecento di Napoli (ingresso 10€ con CD album incluso, inizio ore 22:30, prevendite su Etes.it all’indirizzo https://bit.ly/Ra_Di_Spina_Auditorium_Novecento).

L’album, che racchiude anche i brani pubblicato in un precedente Ep, è un lavoro corale e visionario, che attinge dalla tradizione popolare del Sud Italia per rielaborarla in una chiave contemporanea, mescolando polifonie vocali, ritmi ancestrali, chitarre elettriche, elettronica sperimentale e suggestioni world.

Frutto della collaborazione tra Laura Cuomo (voce, elettronica e ricerca), Alexsandra Ida Mauro (voce), Ernesto Nobili (chitarra e produzione) e Francesco Paolo Manna (percussioni), “Vocazioni” è un viaggio sonoro che esplora il concetto di “chiamata” – quella delle voci antiche, delle storie dimenticate, delle lotte e delle resistenze di un popolo.

«Voci che si rincorrono, ascoltate, immaginate, sognate. Voci che raccontano amori divini e terrestri, che si arrampicano l’una sull’altra, restituendo la potenza delle melodie arcaiche»: così il gruppo descrive “Vocazioni”, un lavoro che trasforma il canto in un atto di memoria collettiva, un richiamo ancestrale che risuona nel cuore di chi lo interpreta e di chi lo ascolta.

Prima dello showcase napoletano, Ra di Spina porterà “il suo viaggio musicale” in tour con una data a Roma il 15 maggio presso Santa Libbirata La Carretteria, che prosegue il viaggio dal vivo iniziato il mese scorso da Barcellona, in compagnia di Maria Mazzotta, Suonno D’ Ajere e Sangennarobar promossa da Fabra i Coats con il festival Napoli World e supportata dall’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.

Il tour di “Vocazioni” proseguirà successivamente con tappe a  Bologna, Palermo, nelle Marche, in Basilicata e in Salento.

“Vocazioni” è un inno alla resistenza culturale, un disco che rompe gli schemi della tradizione per rigenerarla, mescolando synth, chitarre elettriche e voci carnali. Un lavoro che parla di radici, comunità e identità, restituendo alle storie antiche una nuova, vibrante attualità.

“La voce è soglia e radice dell’identità: attraverso di essa si manifesta l’essere, nel suo stare al mondo e nel suo divenire – racconta Laura Cuomo. È strumento di riconoscimento e rivelazione, capace di indicare la direzione del nostro possibile, tracciando il confine tra potenza e limite. Il canto d’insieme in Ra di spina è la riscoperta di una dimensione collettiva, condivisa. Il canto è di tutti, perché un gesto umano. Le melodie che cantiamo sono popolari, perché sono di tutti. La musica è autenticamente popolare quando appartiene a tutti. Le melodie che ricerco e riarrangio non sono solo un pretesto, ma un veicolo per diffondere il messaggio che la voce è capace di esprimere emozioni. Queste melodie – conclude Cuomo – sono sopravvissute a generazioni e generazioni tramite una tradizione fondamentalmente orale, conservano una forza intrinseca, derivante dalla loro robustezza nel resistere ai naturali cambiamenti delle comunità che, nel corso del tempo, le hanno mantenute vive attraverso la pratica. Il progetto Ra di spina risponde all’esigenza di donare la parte più autentica della voce.


Official web
https://linktr.ee/radispina
https://www.youtube.com/@radispina
https://www.balaioproducciones.com/ra-di-spina/

INFO:
Management/Booking: bulbartworks@gmail.com / radispina@gmail.com 
Booking internazionale: mar@balaioproducciones.com 

Ufficio stampa Ra di spina
Hungry Promotion
3395840777 – giulio@hungrypromotion.it

Biblioteca Regionale di Messina: Al Maggio dei Libri appuntamento in ricordo di Giuseppe Carrisi

Ci sono persone che ti entrano nel cuore senza un motivo, senza una ragione… ci son persone che ti prendono l’anima e l’abbracciano con uno sguardo o con una parola… lì rimangono per sempre impresse qualunque cosa accada sai che non potrai fare a meno di amarle!”(Shan Sa) Citazione nella quale si riflette la descrizione del caro Giuseppe Carrisi, Giornalista RAI e Scrittore (Saggista e Drammaturgo) di eccelso valore, con le Sue opere e inchieste documentate, ha provato a squarciare il velo dell’omertà, come nei reportages di guerra sulla situazione dei bambini soldato africani, su quella delle vedove cecene e dei migranti; Uomo affabile e discreto, i cui tratti dell’animo, intrisi di profonda empatica sensibilità, lo hanno sempre spinto ad occuparsi degli ultimi e in ogni caso di tematiche scottanti e pregne di sofferenza.

Già ospite in Biblioteca nel 2021 e nel 2022, ancora una volta sarebbe stato con noi – come lo stesso aveva confermato – per la presentazione della Sua ultima fatica letteraria, se un destino atroce non l’avesse strappato alla vita l’11 aprile 2025, per un infarto fulminante, lasciandoci attoniti e amareggiati e facendo residuare un vuoto incolmabile.

Per condividere con i familiari e gli amici presenti i preziosi ricordi sulla Sua luminosa figura, il 23 maggio 2025, alle ore 17:30presso la Sala Lettura d’Istituto, si chiuderà, con il quarto appuntamento, il Palinsesto “La Biblioteca quale rifugio di riflessione e crescita”, ideato in occasione della Campagna Nazionale “Il Maggio dei Libri”, promossa dal “CEPELL”, per “Intelle(g)o… dunque sono”, con la partecipazione del Dott. Domenico Interdonato, Pres. Ucsi Sicilia, e con lettura e disamina approfondita di brani da parte del Personale di Istituto, tratti da “Sacro intrigo” , Affiori editore 2025, un thriller sullo sfondo di vicende oscure intorno agli apparati ecclesiastici che indaga su una serie di furti di documentazioni dagli Archivi vaticani della Curia Romana, testo che, unitamente agli altri, costituirà importante Sua eredità di impegno umano e civile.



Post dell’evento saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte alle iniziative in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere ai Relatori.

Nei giorni a seguire le date degli eventi in programma saranno disponibili i video.

Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico
tel. 090674564
urpbibliome@regione.sicilia.it.


Roma, sedi varie: pensieri e progetti per vivere e curare la città

La XIII edizione di Open House, dal 24 maggio al 1 giugno 2025, propone, all’interno del programma, CITTÀ ACCOGLIENTE, un incontro informale di persone attive in campi diversi che pensano e sperimentano soluzioni alternative per vivere e curare la città. 

Il progetto, a cura di Roberta Melasecca, presenta tre diversi temi e visioni: Lift GardenLa città impropriaIl Padiglione Nervi

OPEN HOUSE ROMA 

CITTÀ ACCOGLIENTE
A cura di Roberta Melasecca
Con ÆROREVERIE, Antonio Amendola, Flavio Arcangeli, Massimo Cardone, Massimiliano Chialastri, Alberto D’Amico, Ysabel Dehais, Giovanna Floris,
Sergio Iannelli, Melissa Lohman, Federica Luzzi, Stefania Macori, 

Michele Marinaccio, Roberta Melasecca, Anna Onesti, Gabriella Pace, 
Marina Scognamiglio, Silvia Stucky, Naoya Takahara, Anna Valeriani


24 maggio – 1 giugno 2025
Studio Chialastri-Macori | Via Antonio Coppi 33 – Roma
aavv creative engineering | Via Alessandro Cialdi 1 – Roma
Padiglione Pier Luigi Nervi | Via della Magliana 238 – Roma

Il 24 e il 31 maggio dalle 18.00 alle 20.00, lo studio di architettura di Massimiliano Chialastri e Stefania Macori sarà animato dagli interventi per Lift Garden di Federica Luzzi, Anna Onesti, Naoya Takahara, Gabriella Pace, Melissa Lohman e Flavio Arcangeli, Antonio Amendola e Sergio Iannelli, Michele Marinaccio. 

Il 28, 29, 30 maggio e il 1 giugno 2025 dalle 18.00 alle 20.00 nello studio aavv creative engineering di Massimo Cardone e Marina Scognamiglio; Silvia Stucky e Marina Scognamiglio generano La città impropria (con interventi di Jacopo Benci, Ysabel Dehais). 

Il 31 maggio dalle 11.00 alle 15.00 e il 1 giugno dalle 11 alle 16.00, all’interno del Padiglione Nervi, le performance di ÆROREVERIE (Jacopo Benci, Beatrice Miniaci, Dalila Specchio, Luca Venitucci), Alberto D’Amico e Giovanna Floris, Ysabel Dehais, Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Anna Valeriani. 

Città Accogliente unirà poi tre eventi il 31 maggio alle ore 16.00, con un tour condiviso col pubblico: partendo dal Padiglione Nervi in Via della Magliana, il percorso transita per Ponte Marconi verso la basilica di San Paolo, arriva allo studio di architettura aavvce, per poi inerpicarsi su Via delle Sette Chiese e attraversare la Garbatella, l’Appia Antica, il Parco della Caffarella per giungere allo Studio Chialastri-Macori in Via Coppi. Lungo tutto il percorso Ysabel Dehais lascerà una traccia; il pubblico, accompagnato dagli artisti e dagli architetti, sarà invitato a osservare ciò che è trascurato, marginale, nascosto, e ciò che vediamo sempre senza guardarlo: le differenze fra un quartiere e l’altro, l’architettura, il verde, ma anche la luce, l’aria, i suoni.

Come scrive la curatrice, Roberta Melasecca: «Noi, piccolo gruppo di artisti-intellettuali, transitiamo, attraversiamo, sostiamo, corriamo, camminiamo, ci riuniamo in famiglie più o meno temporanee, attirati dalle comuni inclinazioni; esperiamo ogni giorno soluzioni, alternate e alternative; ci mettiamo alla prova per capire, per andare nel fondo e nel retro, per trovare nuovi modi di stare con noi e gli ambiti che ci competono. Concepiamo nuove tipologie, nuove città nelle città di differenti conformazioni, di aspetti che si alterano con lo sguardo di chi le tocca e le fa proprie, e in esse proviamo ad immaginare se si possa vivere. Non serve andare su Marte. Uniremo tutte le città con i nostri corpi, con le nostre sembianze, le percorreremo in linea retta guardandoci negli occhi, spostando lo sguardo in basso e in alto, riconoscendo le unità frattali che ci appartengono e da cui non possiamo discostarci più di tanto. Non so se alla fine daremo vita ad una città accogliente. Ma di certo non smetteremo mai di desiderare». 

La geo-città: Lift Garden 
Nello studio di architettura di Massimiliano Chialastri e Stefania Macori, Federica Luzzi, Anna Onesti, Naoya Takahara, Gabriella Pace, Melissa Lohman e Flavio Arcangeli, Antonio Amendola e Sergio Iannelli, Michele Marinaccio generano Lift Garden, esplorano la geo-città ascoltando le ragioni della terra. Federica Luzzi predispone strutture di azioni possibili, forgiate dai vuoti che collegano le ossa, dai sogni di giardini interiori, nascosti agli occhi, quei regni di transizione tra esterno ed interno dove vagheggiano i pensieri concretizzati in fogge rinate. Come Penelope tessitrice che crea ma non disfa, l’artista ricompone un contemporaneo hortus conclusus, non più separato ma affondato in un flusso di aria, energia e tensione. Anna Onesti costruisce mappe urbane volanti, immerse nelle immagini del suolo con il sapore dell’etere: con mani sapienti piega e apre, apre e piega, in una svolta a destra, in una svolta a sinistra mentre il cielo si abbassa sulla terra e con lei coincide. Naoya Takahara dà forma al vento, anelito di invisibili ombre: e si fa albero, e si fa fiume, e si fa foglia, e si fa suono lontano di corde tese, in silenzio. Gabriella Pace sceglie di affidarsi all’acqua. Gabriella sceglie il fiume, quel fiume che vede ogni giorno, che conserva le memorie andate ma che più non appare né verde né azzurro. Lo ridisegna, ne riperfeziona l’alveo, ne ricorda il corso spingendolo oltre la linea prefissata. Lo ricolora di agognata purezza e lui si assurge a elemento di congiunzione tra paesaggio naturale ed umano. Melissa Lohman e Flavio Arcangeli si ibridano in organismi tridimensionali di carne e linfe, si espandono, mettono in atto dispositivi di adattamento all’ambiente da loro stessi generati, spingendoci a fare altrettanto. Antonio Amendola e Sergio Iannelli evocano la realtà con il suono e la voce, lasciando al sito il compito di guidare le modulazioni del sentire, del vedere, del pronunciare. Michele Marinaccio compone una sinfonia visiva di parole narranti e noi ne siamo circondati, travolti, avvolti, tentando di afferrare quello che è solo indefinito, incerto. 

La città residuale: La città impropria
Nello studio aavv creative engineering di Massimo Cardone e Marina Scognamiglio; Silvia Stucky e Marina Scognamiglio (con interventi di Jacopo Benci, Ysabel Dehais) ci conducono in quei frammenti lungo l’asse del fiume fuori le mura. È una città porosa, permeabile, risultante dagli scarti che si impadroniscono di brandelli definiti da identità improprie. Qui la natura contaminata è la regola da osservare e tutto quello che viene coltivato dalle mani umane acquista la stessa resistenza e pregnanza, forze commutabili senza distinzione. Emergono barriere, sbarre, recinzioni, cancellate, schermi di transito e di tramite che impediscono l’oltre e l’infinito e condannano le rappresentazioni ad una sorte uniforme. Ogni ambizione qui si infrange, ogni aspirazione qui decade e lo sforzo per sollevarsi raddoppia la sua intensità. Emerge il bisogno inequivocabile di riappropriarsi dell’abbandono attraverso l’attestazione, la consapevolezza, attraverso il riconoscimento dell’esistenza tralasciata. 

La città futura: Il caso del Padiglione Nervi
All’interno del Padiglione progettato da Pierluigi Nervi, ÆROREVERIE (Jacopo Benci, Beatrice Miniaci, Dalila Specchio, Luca Venitucci), Alberto D’Amico e Giovanna Floris, Ysabel Dehais, Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Anna Valeriani ci traghettano alla scoperta di un posto prezioso ma sconosciuto ai più: il primo edificio prodotto con la tecnica del ferrocemento da uno dei maggiori artefici di architetture strutturali del Novecento, del quale ammiriamo molto spesso l’opera più nota, l’Aula Paolo VI in Vaticano. Il padiglione, situato in Via della Magliana, fu realizzato mescolando calcestruzzo e armatura e invertendone le proporzioni. Ne risultò un materiale estremamente sottile, di appena 2,5 cm di spessore, resistente, elastico, duttile, omogeneo, leggero, sagomabile in forme qualsiasi. Attualmente di proprietà privata e parte di un parcheggio ma sottoposto a tutela, il piccolo capolavoro pionieristico dell’ingegnere italiano diventa il territorio di ulteriori sperimentazioni, un caso studio che possa indicare strategie di rigenerazione culturale. ÆROREVERIE erige un’abitazione provvisoria dove le pareti sono i suoni che risuonano in accordo con le strutture del padiglione. Alberto D’Amico e Giovanna Floris rileggono il paesaggio urbano, mediante l’uso delle figure e del linguaggio, narrando gli spazi delle convergenze, delle contraddizioni: una preghiera che assume il tono dell’ironia e della supplica, della poesia e del sarcasmo, dell’indagine critica e della conversazione. Ysabel Dehais racconta la diversità, gli incontri che da essa nascono e la necessità e l’urgenza della creazione: attraverso sistemi di relazione e reciprocità ogni cosa rimane strettamente connessa ad una rete in perenne movimento. Silvia Stucky concede la misura dei corpi, degli spazi, e la esercita con le braccia, con i vuoti e i pieni di quello che siamo. Anna Valeriani ricorda che la nostra ricerca è sul limite dell’essere, che cenere siamo e ritorniamo e che alla fine di tutto e tutti siamo noi, soli con noi davanti a noi. Roberta Melasecca (io che scrivo) forse sarà il magma duttile del ferrocemento che trasmuta al contatto con l’altro. 
(testi di Roberta Melasecca)

PROGRAMMA
 
CITTÀ ACCOGLIENTE • Lift GardenGUARDA SU OPEN HOUSE ROMA
Studio Chialastri-Macori :: via Antonio Coppi 33, 00179 Roma
Antonio Amendola/Sergio Iannelli; Flavio Arcangeli/Melissa Lohman; Michele Marinaccio, Federica Luzzi, Anna Onesti, Gabriella Pace, Naoya Takahara
Sabato 24 maggio 2025 dalle 18.00 alle 20.00
Sabato 31 maggio 2025 dalle 18.00 alle 20.00
CITTÀ ACCOGLIENTE • La città impropria GUARDA SU OPEN HOUSE ROMA
aavv creative engineering :: via Alessandro Cialdi 1, 00154 Roma
Marina Scognamiglio e Silvia Stucky
Con interventi di Jacopo Benci, Ysabel Dehais
Mercoledì 28, giovedì 29, venerdì 30 maggio 2025 dalle 18.00 alle 20.00
Domenica 1 giugno 2025 dalle 18.00 alle 20.00
CITTÀ ACCOGLIENTE • Padiglione Nervi GUARDA SU OPEN HOUSE ROMA
Padiglione Pier Luigi Nervi :: via della Magliana 238, 00146 Roma
PERFORMANCE, AZIONI, MUSICA, LETTURE

ÆROREVERIE (Jacopo Benci, Beatrice Miniaci, Dalila Specchio, Luca Venitucci), Alberto D’Amico/Giovanna Floris, Ysabel Dehais, Roberta Melasecca, Silvia Stucky, Anna Valeriani
Sabato 31 maggio 2025
ore 11.00 Anna Valeriani
ore 11.30 Alberto D’Amico/Giovanna Floris
ore 14.30 Ysabel Dehais
Domenica 1 giugno 2025
ore 11.00 Anna Valeriani
ore 11.30 ÆROREVERIE Jacopo Benci, Beatrice Miniaci, Dalila Specchio, Luca Venitucci
ore 15.00 Silvia Stucky
ore 15.30 Roberta Melasecca
CITTÀ ACCOGLIENTE • Attraversati dai luoghi (tour) GUARDA SU OPEN HOUSE ROMA
Sabato 31 maggio 2025
ore 16.00
TOUR: PUNTO DI INCONTRO
Padiglione Pier Luigi Nervi
via della Magliana 238, 00146 Roma


Città Accogliente
a cura di Roberta Melasecca
promosso da #LaCittàAccogliente
24 maggio  – 1 giugno 2025

FB:  www.facebook.com/profile.php?id=61573980577410
SITO OPEN HOUSE: CITTÀ ACCOGLIENTE
PROGRAMMA: Programma Città Accogliente

CONTATTI 
Roberta Melasecca 3494945612
Silvia Stucky 3293544936 
roberta.melasecca@gmail.com

Castello di Rivoli: Una mostra in collaborazione con Haus der Kunst, Monaco di Baviera

Il Castello di Rivoli presenta il proprio calendario espositivo per l’anno 2025.
Il programma dell’istituzione, che ha recentemente celebrato il proprio quarantesimo anniversario, include due esposizioni e un nuovo formato che commissiona ad artisti contemporanei un’opera pensata per il castello: la mostra Rebecca Horn – Cutting Through the Past, la retrospettiva dell’artista Enrico David e il progetto Inserzioni.

Il programma espositivo del 2025
Due grandi mostre e un progetto di commissioni in dialogo con la Collezione

Nata dalla collaborazione con Haus der Kunst, e a seguito della personale dell’artista organizzata dalla stessa istituzione nel 2024, la mostra al Castello è la prima retrospettiva dedicata a Rebecca Horn in un’istituzione museale pubblica italiana. La mostra, volta a riconoscere il ruolo fondamentale dell’artista tedesca nello sviluppo della pratica artistica contemporanea, comprende opere che intrecciano tematiche quali tempo, memoria, ossessione e relazioni di potere, la mostra presenta una selezione di installazioni, sculture, video, film e disegni che si estende dagli anni Settanta al presente. Il percorso espositivo includerà iconiche macchine cinetiche come Peacock Machine, originariamente ideata dall’artista per la sua partecipazione a documenta, Kassel nel 1982, sino alla recente Hauchkörper, 2017, oltre alle installazioni monumentali Inferno, 1993-1994, Tower of the Nameless, 1994 e Concert for Anarchy, 2006. Nella sezione centrale della mostra, i visitatori potranno incontrare le performance di esordio di Horn attraverso i video Performance I, 1970-1972, Performance II, 1972 e Berlin, 1974-1975. Come per l’iniziale presentazione a Haus der Kunst, essi saranno proiettati in grande scala, dopo essere stati restaurati e digitalizzati. La mostra comprenderà inoltre importanti lavori appartenenti alla collezione del Castello, tra cui il film Der Eintänzer, 1978, e le coinvolgenti installazioni Cutting Through the Past, 1993, l’opera che da il titolo alla mostra, e Miroir du lac, 2004. Gli ulteriori film di Horn, La Ferdinanda – Sonate für eine Medici Villa, 1981 e Buster’s Bedroom, 1990, saranno allestiti nel Teatro del Museo e proiettati nell’ambito di una speciale programmazione.
 
Enrico David – Domani Torno
A cura di Marianna Vecellio
29 ottobre 2025 – 22 marzo 2026
Manica Lunga, Terzo piano
 
L’esposizione traccia un compendio della ricerca di Enrico David (Ancona, 1966), che spazia tra pittura, opere tessili, disegno, scultura e grandi installazioni ambientali in un’esplorazione della condizione psicologica e interiore dell’essere umano contemporaneo. Il percorso, appositamente concepito per la Manica Lunga, oscilla tra figurazione e astrazione per concentrarsi sul corpo come punto di partenza per una riflessione sulla figura umana come metafora della trasformazione. Utilizzando un linguaggio espositivo che richiama la scenografia teatrale e il display per oggetti di design, la mostra ripercorre la traiettoria creativa dell’artista, arricchita da nuove produzioni. Tra i lavori in mostra figurano gli ambienti Madreperlage, 2003, prima installazione di grandi dimensioni realizzata presso la galleria Cabinet a Londra, Ultra Paste, 2007, presentato per la prima mostra istituzionale dell’artista presso la ICA di Londra, Absunction Cardigan, 2009, realizzato in occasione della nomina al Turner Prize, e Tutto il Resto Spegnere, esposto al Padiglione Italia della Biennale Arte 2019 a Venezia. L’ampio corpo di opere in mostra include gli studi dell’artista sulla scultura con opere come Sign for Lost Mountaineers Hair Grooming Station, 2004, Pebble Lady, 2014 e Racket II, 2017, numerosi disegni, una selezione di nuove produzioni tra grandi pitture, arazzi e ricami su tela e la serie dei teatrini, realizzata dal 2005 ad oggi.
 
Inserzioni
A cura di Francesco Manacorda
Settembre 2025 – marzo 2026
Edificio Castello, I e II piano
 
Inserzioni diffonde nuove commissioni nel tessuto della Collezione invitando una selezione di artisti a intervenire in una sala del Museo relazionandosi con l’allestimento delle opere appartenenti al Museo. Il formato, della durata di sei mesi e rinnovato due volte l’anno, trasforma le sale storicamente dedicate alla Collezione in una “mostra collettiva” in continuo rinnovamento, arricchendo il percorso espositivo di figure, movimenti e aree geografiche finora non pienamente rappresentati. Riprendendo la formula originaria usata dal primo direttore Rudi Fuchs per Ouverture, ogni artista è invitato a ideare un’opera per una delle sale auliche del Castello di Rivoli e a inserirsi nella storia dell’arte narrata attualmente dal Museo.


Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | T. +39 340 9182004
Federica Farci | federica@paolamanfredi.com | T. +39 342 0515787


Roma, Hyunnart Studio: grandi teli e pastelli a olio realizzati nel quinquennio 1976-1980

Giovedì 22 maggio 2025, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale dell’artista Gianni Baretta, dal titolo “Minimale lirico”, con un testo critico di Carlo Alberto Bucci.

In contemporanea, dal 23 maggio presso Blocco 13 (via Girolamo Benzoni 13), lo stesso Baretta espone altre opere per la serie Artista/Gallerista.

Hyunnart Studio
 
Gianni Baretta
Minimale lirico
 
testo di Carlo Alberto Bucci
 
Dal 22 maggio al 28 giugno 2025
Inaugurazione giovedì 22 maggio 2025, ore 18.00
 
Hyunnart Studio, viale Manzoni 85-87, Roma 00185

Nell’allestimento di Hyunnart Studio saranno esposti sia grandi teli che pastelli ad olio realizzati nel quinquennio 1976-1980, opere che l’artista piemontese ha scelto di esporre a Roma, in quella che è la sua seconda personale nella capitale, perché l’insieme dei lavori ha ancora il sapore inedito di una proposta fresca, attuale e di carattere ambientale.

Nella selezione delle opere di grande formato in tela Baretta ha applicato, in determinate porzioni della pasta di carta (“pdc”) con interventi pressoché monocromatici. Al tramonto degli anni Settanta, mentre sulla scena internazionale si verifica un ritorno alla pittura in chiave di citazione e figurazione, l’artista sceglie, in controtendenza, «di aggredire la tela con campiture monocrome di pigmenti intrisi nella cellulosa macerata, un coagulo cromatico e materico che spesso espande delicate sfumature sulla tela». Come scrive Carlo Alberto Bucci, «a sfogliare sul tavolo questi suoi teli, come fossero pagine di un libro di stoffa, prima che finiscano appesi quali dipinti alle pareti della galleria di viale Manzoni, mi rendo conto che essi appartengono a un tempo ancora, e sempre, presente: il tempo della misurazione, della catalogazione (ogni opera reca il giorno, il mese e l’anno in cui è nata) e della contemplazione dello spazio attraverso colori e forme essenziali che vivono, per dirla con le parole dell’artista, “una libera e pulita austerità”».

 In mostra saranno esposte anche due “piccole stanze metafisiche”, cassette di legno con forme geometriche ed elementi di pittura che rievocano architetture scenografiche, in un sottile insieme onirico.


Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
Visitabile su appuntamento:
3273384591 / 3355477120
e-mail pdicapua57@gmail.com

Da Simona Pandolfi <pandolfisimona.sp@gmail.com>