“Il mio abbandono” ed è così intimamente che si mostra con la sua prima personale di fotografia Valeria Alibrandi a cura di Roberta Guarnera presso la FORO G gallery dal 17 al 31 Gennaio. Una fotografia che coniuga urbex e fotografia ibrida, in cui il tempo e la natura sono protagoniste. La ricerca di Valeria si traduce in visione immaginaria; l’edera presente (aggiunta pittoricamente in post produzione) raccoglie, si abbandona e fiorisce nei luoghi fotografati. Attraverso questa mostra Valeria ci proietta in un “futuro” ed a noi non resta che visionarlo da Sabato 17 Gennaio alle 17.30.
FORO G gallery foroggallery.com Via Lago Grande 43B 98165 Ganzirri (ME) Instagram: @forog.gallery
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Dal 13 dicembre, la Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai presenta una mostra unica nel panorama culturale italiano: “Il respiro di un viaggio”, un confronto inedito tra Albrecht Dürer e Maria Lai, due protagonisti della storia dell’arte che, pur attraverso linguaggi differenti, condividono la stessa tensione sul senso e sul valore simbolico della loro ricerca.
“Albrecht Dürer | Maria Lai. Il respiro di un viaggio“
13 dicembre 2025 – 15 marzo 2026
CaMuC e Stazione dell’Arte, Ulassai (NU)
Dal 13 dicembre 2025 al 15 marzo 2026, la Stazione dell’Arte e il CaMuC di Ulassai ospitano “Il respiro di un viaggio”, una mostra di rara intensità nel panorama culturale italiano che mette a confronto due figure emblematiche della storia dell’arte: Albrecht Dürer e Maria Lai.
Attraverso linguaggi distanti cinque secoli ma uniti da una sensibilità condivisa per il valore evocativo del segno e per la ricerca di significato, la mostra invita a riscoprire il potere dello sguardo e dell’immaginazione.
L’esposizione, curata da Marco Peri e Luca Baroni, offre l’opportunità eccezionale di ammirare da vicino alcuni tra i più importanti capolavori dell’opera grafica di Dürer, provenienti da prestigiose collezioni private. Maestro assoluto del Rinascimento europeo, Dürer fu non soltanto un maestro indiscusso dell’incisione, ma anche un innovatore capace di fondere l’eredità gotica con la nuova sensibilità umanistica, introducendo nei suoi lavori una profondità psicologica e un’esattezza formale che hanno segnato in modo permanente la storia dell’immagine. Le sue celebri incisioni – tra cui Melancolia I o Il Cavaliere, la Morte, il Diavolo, Il figliol prodigo e il Mostro Marino – testimoniano una sensibilità estremamente curiosa, attenta alla natura e ai misteri dell’animo umano.
Allestimento
In dialogo con questo universo visionario si presenta una selezione di opere di Maria Lai, artista sarda di riconosciuta rilevanza internazionale. La sua ricerca, radicata nelle tradizioni arcaiche della Sardegna, si apre a una dimensione poetica e universale. I Presepi, i Libri cuciti e in ceramica, i Pani e la straordinaria Via Crucis del filo bianco, testimoniano una sensibilità capace di trasformare materiali semplici in forme di forte intensità evocativa. La sua opera, intuitiva e sospesa in un altrove senza tempo, introduce un registro contemporaneo che entra in risonanza poetica con la rigorosa costruzione formale di Dürer.
L’incontro tra i due artisti trova la sua sintesi nei temi che danno il titolo alla mostra: il respiro, inteso come soffio vitale e ritmo interiore; e il viaggio, come dimensione fisica e spirituale, apertura alla scoperta e spazio privilegiato di trasformazione e rivelazione. Attraverso questo percorso, la mostra fa emergere corrispondenze inattese e restituisce la continuità delle grandi questioni dell’arte: il mistero, la spiritualità, il rapporto con il tempo e con l’immaginazione.
La forza del progetto risiede nella sua impostazione originale, che mette in relazione un protagonista centrale del Rinascimento europeo con una delle voci più significative dell’arte contemporanea. Oltre trenta opere originali di Dürer permettono di immergersi nella complessità del suo linguaggio, mentre le opere di Lai introducono una risonanza poetica che consente di rileggere la sua produzione in una prospettiva più ampia e internazionale. Ne nasce un percorso che attraversa i secoli, intrecciando rigore, simbolo e spiritualità in una trama capace di parlare con intensità anche al presente.
Allestimento
La mostra nasce dalla collaborazione tra Marco Peri, Direttore della Stazione dell’Arte, e Luca Baroni, Direttore della Rete Museale Marche Nord e studioso di storia della grafica. Le loro competenze complementari hanno dato forma a un originale percorso di lettura storica e sensibilità contemporanea.
Il Museo CaMuC e la Stazione dell’Arte di Ulassai, luoghi fortemente identitari e carichi di memoria, diventano il contesto ideale per accogliere un viaggio artistico e umano che invita il pubblico non solo a osservare, ma anche a lasciarsi coinvolgere. “Il respiro di un viaggio” si configura così come un’esperienza che unisce passato e presente, riattivando il potere dell’arte di aprire spazi di pensiero, emozione e possibilità.
Marco Peri, Direttore della Stazione dell’Arte, afferma: “La Fondazione Stazione dell’Arte si prepara a celebrare nel 2026 i vent’anni dalla sua apertura. Sarà un anno importante, scandito da nuove mostre e iniziative speciali dedicate a Maria Lai. Il percorso espositivo della collezione permanente viene costantemente rinnovato per valorizzare la profondità e la ricchezza della sua eredità artistica. Insieme alle guide della Stazione dell’Arte e del museo CAMUC presentiamo al pubblico percorsi di conoscenza che approfondiscono la vita e l’opera dell’artista, favorendo una comprensione più ampia del suo lavoro”.
Promossa dal Comune di Ulassai, l’esposizione è prodotta dalla Fondazione Stazione dell’Arte, con il supporto organizzativo di Comediarting e con la collaborazione di Arthemisia per la comunicazione e la promozione.
Il progetto è finanziato dall’Unione Europea attraverso NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR | Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dedicato alla rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi.
Sedi espositive Ulassai, CaMuC e Stazione dell’Arte Via Garibaldi, 49, Ulassai (NU)
Date al pubblico 13 dicembre 2025 – 15 marzo 2026 Inaugurazione sabato 13 dicembre ore 11:00 Museo CaMuC
Attività per il pubblico Sono previste tutti i giorni visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso, nei seguenti orari: 9:30 – 11:00 – 14:30 – 16:00 Le attività saranno condotte dalle guide della Stazione dell’arte. Per informazioni e prenotazioni: stazionedellarte@tiscali.it Percorsi speciali per le scuole su prenotazione
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In una terra in cui il confine è esperienza storica, condizione simbolica e vissuto quotidiano, nasce In Ascolto. Tracce lungo il margine, progetto artistico partecipativo ideato da QuiAltrove Associazione ETS e sviluppato con l’artista Matteo Attruia.
IN ASCOLTO. TRACCE LUNGO IL MARGINE
Un progetto artistico partecipativo di QuiAltrove Associazione ETS con Matteo Attruia
con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia avviso pubblico Manifestazioni espositive in collaborazione con Comune di Gorizia, Comune di Palmanova, Comune di San Vito al Tagliamento,Associazione BlueBird Novembre 2025 – Febbraio 2026 Gorizia – Palmanova – San Vito al Tagliamento – Trieste
Il progetto prende forma nel contesto transfrontaliero di Gorizia e Nova Gorica, città che hanno conosciuto la separazione e che oggi, nel quadro di GO!2025, reinterpretano il limite come possibilità di dialogo, relazione e trasformazione. Qui il confine non è soltanto una linea geografica, ma uno stato di confine: una condizione emotiva, politica e umana che attraversa persone, comunità e territori.
«Il confine per me non è un limite preciso, non è una retta che separa», afferma Attruia. «Lo vivo come un luogo aperto, una possibilità, dove l’altro e l’io convivono. Nel presente sopravvivono il passato, ma soprattutto il futuro, come attesa e stimolo».
In Ascolto assume il margine come soglia generativa e lo abita attraverso un processo fondato sull’ascolto e sulla partecipazione. Al centro del progetto vi è un percorso di relazione con diversi gruppi sociali — giovani, donne migranti, anziani, adulti in condizioni di fragilità, rifugiati e persone vulnerabili — coinvolti in incontri pensati come spazi di condivisione profonda. Parole, segni, gesti, disegni ed emozioni raccolti durante questi momenti diventano la materia viva dell’opera.
«Il fulcro del mio lavoro è la relazione», sottolinea l’artista. «L’opera è lo strumento che utilizzo per entrare in contatto con gli altri. Cerco di sottrarre il superfluo per generare oggetti il più possibile incisivi e inclusivi, capaci di attrarre con linguaggi semplici — non banali — e poi spostare lo sguardo altrove».
Al centro di IN ASCOLTO si intrecciano due dimensioni complementari: l’arte pubblica e l’arte partecipativa.
L’arte pubblica, quando è capace di parlare davvero, non si limita a occupare lo spazio urbano, ma lo interroga e lo trasforma. Non è un oggetto collocato in un luogo, bensì un dispositivo capace di modificare la percezione del luogo stesso, attivando uno sguardo critico e una nuova consapevolezza.
L’arte partecipativa, invece, sposta il centro dell’attenzione dal risultato al processo, dalla forma alla relazione, dall’autorialità individuale alla produzione condivisa. In questo contesto, l’artista non impone una visione, ma diventa catalizzatore, interprete, compagno di viaggio, accompagnando l’emergere di una narrazione collettiva.
In Ascolto si muove precisamente in questo spazio di tensione fertile, dove l’opera nasce dall’incontro tra comunità, territorio e pratica artistica, e il gesto creativo si configura come atto di ascolto, cura e restituzione.Il progetto si articola in tre fasi.
In Ascolto, Gorizia
La prima fase – ASCOLTO E COINVOLGIMENTO (ottobre–dicembre 2025) prevede cinque incontri nei Comuni di Gorizia, Monfalcone, Palmanova, San Vito al Tagliamento e Trieste. Questi momenti sono concepiti come spazi di ascolto non giudicante, in cui emergono narrazioni plurali del confine: l’attesa, l’attraversamento, il desiderio, la fatica del restare, l’impossibilità dell’andare.
Segue la seconda fase – ANALISI E RIELABORAZIONE (dicembre–gennaio 2026), durante la quale Attruia rielabora i materiali raccolti trasformandoli in opere di arte partecipata. Disegni, parole e segni confluiscono in una narrazione collettiva stratificata, tradotta in installazioni site-specific. «Ogni parola regalata, ogni disegno espresso sono stati un dono», racconta l’artista. «Io li ho semplicemente messi insieme».
In Ascolto, Monfalcone
La terza fase – RESTITUZIONE(febbraio 2026) culmina nella mostra-installazione STATO DI CONFINE presso lo spazio The Circle a Gorizia. Non un epilogo, ma un passaggio ulteriore del processo: un’esperienza immersiva e aperta in cui il pubblico è chiamato ad attraversare le tracce lasciate dai partecipanti e a diventare parte attiva dell’opera. Documenti, immagini, frammenti visivi e sonori costruiscono un archivio vivo del dialogo tra comunità, territorio e artista.
Il progetto dà vita a una doppia dimensione installativa: un intervento nello spazio urbano e una installazione collettiva nello spazio espositivo. Al centro, un gioco linguistico e visivo che trasforma l’espressione “confine di Stato” in “stato di confine”, restituendo il limite come condizione esistenziale. Accanto a questo, ulteriori installazioni nate dai segni e dalle narrazioni raccolte costruiscono un unico paesaggio concettuale.
Artista visivo attivo a livello internazionale, Matteo Attruia lavora tra ironia concettuale, paradosso e slittamenti di senso, utilizzando pittura, fotografia, scrittura, installazioni, oggetti trovati e neon. «Il dubbio è fondante», afferma. «I miei lavori non sono verità, ma micro-variazioni capaci di generare grandi cambiamenti di significato». In IN ASCOLTO, il suo linguaggio si mette al servizio di un processo relazionale: l’opera non rappresenta, ma fa emergere.
IN ASCOLTO. TRACCE LUNGO IL MARGINE si inserisce nella visione di QuiAltrove Associazione ETS, impegnata nel territorio transfrontaliero goriziano con la convinzione che l’arte contemporanea possa produrre cambiamenti reali. Un progetto che non chiude, ma apre; non semplifica, ma accoglie; non impone, ma accompagna. Un cammino collettivo che restituisce al margine la sua forza generativa e all’ascolto il suo valore politico e poetico.
Matteo Attruia, In Ascolto, Gorizia
Matteo Attruia – Profilo
(PN – 1973) Nato a un certo punto, non cerca nessun tipo di approdo sicuro e preferisce, nel suo abile viaggio da profugo del concetto, una rassicurante domanda a fronte di una discutibile risposta.
“La sua ricerca, sempre venata d’ironia, trova dubbi proprio laddove sembrano esserci solo certezze. Nel realizzare i suoi eleganti e ironici cortocircuiti usa i più svariati mezzi espressivi, tra cui pittura, fotografia, neon, scrittura e riutilizzo di oggetti d’uso” (L. Conti).
Ha partecipato a numerose mostre tra Milano, Napoli, Roma, Bolzano, Parigi, Praga, Vienna, New York.
Nel 2018 è uscita “It’s Up for You” firmata per ILLY ART COLLECTION e nel 2022 la tazzina in edizione limitata “Cupside Down” sempre per Illy.
Recentemente ha collaborato con diverse aziende nella realizzazione di workshop interni con la produzione finale di una o più opere installative (ad esempio, nel 2022, con Irinox, Covelano Marmi e Concerie Presot).
Vincitore del premio Arte in Balossa per la realizzazione di un’opera permanente all’interno del Parco Nord di Milano, con il progetto “Belvedere”L’opera “ERO(E)” è stata acquistata dal Museion di Bolzano ed è entrata nella collezione permanente.
QuiAltrove ETS è un’associazione culturale con sede a Gorizia. Attraverso l’arte contemporanea promuove una cultura aperta e partecipativa, capace di attivare trasformazioni reali. Valorizza la dimensione transfrontaliera in cui opera e investe nelle giovani generazioni, offrendo occasioni concrete di crescita, espressione e dialogo. I progetti dell’Associazione nascono dall’incontro tra arte, territorio e comunità e utilizzano i linguaggi artistici come strumenti di innovazione sociale, inclusione e rigenerazione urbana. Ogni progetto è un processo condiviso. Un’occasione per abitare i luoghi in modo nuovo, costruire relazioni, generare senso.
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La mostra di Ignacio Cavero, curata da Jelmoni Studio Gallery presenta opere attuali. Mundo Sumo è una mostra che esplora i processi di ricerca, proiezione e creazione di possibili identità alternative, in bilico tra sé autentici, idealizzati e universali attraverso una selezione di opere
JELMONI STUDIO GALLERY IGNACIO CAVERO MUNDO SUMO ART EXHIBITION Solo Show OPENING JANUARY 10TH AT 5:30 PM IGNACIO CAVERO
Il sumo è una disciplina di lotta con oltre 1.500 anni di storia.
È una capsula del tempo culturale e antropologica, poiché non è mai stato visto al di fuori del suo ambiente geografico. Il lottatore di sumo è un essere il cui sviluppo fisico è orientato esclusivamente all’aumento di dimensioni e massa per costringere l’avversario a uscire dal ring.
La deformazione fisica che questa trasformazione comporta rappresenta un canone di bellezza e ammirazione per i giapponesi. Esiste un parallelo con il toro da combattimento: la sua esistenza e l’evoluzione della razza sono giustificate solo dall’esistenza della corrida.
In quest’opera, cerco di evidenziare l’estetica di un lottatore di sumo, estrapolandolo dal suo ambiente abituale e collocandolo in luoghi che rasentano il surreale, ma che in qualche modo ne giustificano la presenza. Creo un’estetica neo-pop integrando in alcuni casi personaggi manga, rompendo l’anacronismo del personaggio e persino inserendolo in ambienti familiari. Trasformo questa figura del lottatore quasi in un supereroe dal tocco cosmopolita. In Sumo World, colloco il lottatore in ambienti completamente ostili, a causa della sua scarsa familiarità con essi, rendendo così omaggio a questo antico personaggio e rendendolo accessibile a tutti i pubblici e a tutte le culture con un tocco molto personale e surreale.
Nota: i volti dei lottatori di sumo nelle opere sono quelli di persone reali del mondo professionistico del sumo in Giappone.
JELMONI STUDIO GALLERY MILAN BERLIN LONDON
Event curatorial assistant Anna Atenasio Staff tecnico Rodolfo Santini Anna Bassi Mirella Pende Katia Dossena
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