MEMORABILIA. Fai un salto in centro! A Piove di Sacco una mostra ispirata a Philippe Halsman

A Piove di Sacco una mostra fotografica open air ispirata alla jumpology di Philippe Halsman: cittadini, commercianti, artigiani e curiosi diventano i protagonisti del centro storico.

MEMORABILIA. Fai un salto in centro!
Piove di Sacco (Pd), centro storico
28 marzo – 19 aprile 2026

Dal 28 marzo al 19 aprile 2026 il centro storico di Piove di Sacco ospita “Memorabilia. Fai un salto in centro!”, una mostra fotografica open air ispirata alla celebre jumpology di Philippe Halsman, il grande ritrattista del Novecento che ha trasformato il salto in un gesto rivelatore, ironico e profondamente umano. La mostra è realizzata da Eurema Lab nell’ambito del progetto CQFP – Come Quando Fuori Piove, promosso dal Comune di Piove di Sacco, e si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del centro storico e di coinvolgimento della comunità, con un’attenzione particolare ai giovani, alle famiglie e ai luoghi della socialità quotidiana. Il progetto è finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Fai un salto in centro! nasce da uno shooting partecipato di due giorni realizzato nel centro di Piove di Sacco, durante il quale cittadini, commercianti, artigiani, famiglie hanno scelto di mettersi in gioco davanti all’obiettivo, accettando una sfida semplice e potente: farsi ritrarre nel gesto del salto. Il risultato è una galleria urbana diffusa fatta di volti, corpi, slanci, ironia e presenza, capace di restituire un’immagine viva della città e delle persone che la tengono accesa ogni giorno: una narrazione condivisa che trasforma lo spazio pubblico in un luogo di riconoscimento, relazione e appartenenza.

Se nella celebre esperienza della jumpology il salto ritratto da Peter Halsman permetteva di rompere la posa artefatta e rivelare qualcosa di più autentico anche nei personaggi più famosi, con Fai un salto in centro! quel gesto viene riportato nella vita quotidiana e diventa un modo per valorizzare la comunità di Piove di Sacco, rendendo visibile un’energia civica concreta, fatta di lavoro, relazioni e presenza.

La durata della mostra è stata pensata in sinergia con la mostra personale di “Philippe Halsman. Lampo di Genio” a Palazzo Pinato Valeri, fino al 19 aprile 2026, così da creare un ponte tra la grande fotografia e una pratica contemporanea di esperienza condivisa.

“Con ‘Fai un salto in centro!’ abbiamo voluto trasformare il cuore di Piove di Sacco in un palcoscenico di energia pura”, sottolinea l’Assessore alla Cultura Paola Ranzato. “Non si tratta solo di una mostra fotografica diffusa, ma di un atto di fiducia collettiva: vedere i nostri cittadini, i commercianti e le famiglie mettersi in gioco con tanta ironia è la prova di quanto la nostra comunità sia viva e coesa.” Continua l’Assessore, “Il legame con la mostra di Philippe Halsman a Palazzo Pinato Valeri non è casuale: abbiamo voluto creare un ponte tra l’eccellenza della grande arte internazionale e il protagonismo quotidiano dei piovesi. La cultura, per la nostra Amministrazione, è esattamente questo: uno strumento che parte dai grandi maestri per arrivare a toccare la vita di tutti i giorni, rendendo ogni cittadino protagonista della bellezza e della narrazione della propria città.”

La coordinatrice del progetto per Eurema Lab, Federica Bianconi, sottolinea come il progetto sia nato grazie alla forte sinergia con l’Assessorato alla Cultura e dal desiderio di lavorare su un gesto semplice ma potente, capace di invitare le persone a mettersi in gioco, letteralmente. Un’azione leggera solo in apparenza, che parla in realtà di fiducia, appartenenza e desiderio di essere protagonisti della narrazione visiva di Piove di Sacco. Il riferimento a Halsman, aggiunge Marco Serraglio, socio Eurema Lab, è stato una scintilla culturale importante, perché ha permesso di trasformare la grammatica di un grande maestro del ritratto in un’esperienza partecipata, urbana e accessibile a tutti, costruendo una sorta di archivio affettivo del presente.

Il Presidente di Eurema Lab, Marco Italiano, osserva che la scelta di una mostra open air risponde a una visione precisa dello spazio pubblico, inteso come luogo di incontro, immaginazione e riconoscimento. In un tempo segnato da distanza e frammentazione, prosegue, un progetto come questo crea occasioni in cui le persone si vedono, si riconoscono e si sentono parte di una storia comune.

“Fai un salto in centro!” inaugura il 28 marzo 2026 negli spazi open air del centro storico di Piove di Sacco e prosegue fino al 19 aprile 2026, concludendosi in coincidenza con la chiusura della mostra dedicata a Philippe Halsman. L’iniziativa è realizzata da Eurema Lab nell’ambito di CQFP – Come Quando Fuori Piove, progetto promosso dal Comune di Piove di Sacco e finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un progetto del Comune di Piove di Sacco, Assessorato alla Cultura, finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A cura di Eurema Lab Coordinamento Federica Bianconi Fotografie di Alfio Sambataro

Progettazione grafica Michelangelo Zoppini Ingaggio & PR Marco Serraglio Promozione Asya Belli e Greta Sabbin Allestimento Emvisia


Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo Fossombrone (PU): CHIAMATA ALLE ARTI

La Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo, per la XVII edizione della Land Art al Furlo che si svolgerà dal 29 agosto al 6 settembre 2026, lancia la Chiamata alle Arti: Sguardi nel Parco. Con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e il Comune di Fossombrone. 

XVII LAND ART AL FURLO 
CHIAMATA ALLE ARTI
Sguardi nel Parco

Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo | Fossombrone (PU)
Scadenza presentazione progetti 30 maggio 2026

Per questa edizione 2026 il progetto esplora il contrario della Land Art. No all’effimero sì al duraturo: al fine di implementare le opere del Parco di Sant’Anna, la Chiamata sarà incentrata su opere che possano resistere alle intemperie, come grandi sculture, mosaici, installazioni, ceramiche, opere materiche. Tutte le opere dovranno essere alte minimo 2 metri.

Modalità di partecipazione:

La partecipazione è gratuita. Per partecipare inviare entro il giorno 30 maggio 2026 i seguenti:

– progetto (schizzo, disegno, foto) dell’opera che si vuole proporre, completo di dati tecnici.
– dati personali (nome, cognome, provenienza, telefono, mail, sito).
– curriculum.
– portfolio di lavori precedenti.

I documenti possono essere inviati via mail mettendo in copia tutti i seguenti indirizzi: andreadetomassi@gmail.comelvio.moretti@gmail.com

Il comitato scientifico, presieduto dal curatore Andrea Baffoni, selezionerà i progetti vincitori che verranno resi noti entro il giorno 10 giugno 2026.

Tutti i partecipanti selezionati potranno allestire l’opera concordando con la Casa degli Artisti le date più opportune: dal 15 giugno è aperta l’ospitalità. Tuttavia, a causa di difficoltà con la fornitura di acqua, per cause esterne, l’ospitalità sarà organizzata a scaglioni e con prenotazione. Agli artisti, come di consueto, verrà offerto vitto e alloggio, e saranno garantiti presentazione dell’opera nelle visite guidate e nelle conferenze stampa, illustrazione ragionata sul catalogo e diffusione sul sito, su stampa e sui social.


La Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo è un parco-museo a cielo aperto situato nella Riserva Naturale della Gola del Furlo (PU), nelle Marche. Attraverso 16 edizioni della Land Art al Furlo ha permesso la realizzazione di oltre 600 installazioni artistiche, mosaici, sculture e opere site-specific che dialogano con la natura circostante, trasformando il bosco di Sant’Anna in un percorso d’arte contemporanea sostenibile e accessibile. 

Alla Land Art al Furlo è stato assegnato dal Ministero della Cultura il titolo di Luogo del Contemporaneo; è stata premiata l’attività della Casa degli Artisti con il Premio Metauro e nel 2019 i suoi promotori, Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, sono stati insigniti dal Premio Rotondi, quali “salvatori dell’arte”.


INFO
Casa degli Artisti
Sant’Anna del Furlo, 30
61034 Fossombrone (PU)
www.landartalfurlo.it
Presidente  Antonio Sorace:  zsorace@gmail.com
Curatore    Andrea Baffoni
Cataloghi   Elvio Moretti: elvio.moretti@gmail.com
Ricerche   Andreina De Tomassi: andreadetomassi@gmail.com

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
www.melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Montepulciano – FESTIVAL DI PASQUA dal 3 al 19 aprile 2026

Sono addirittura 20 gli appuntamenti del Festival di Pasqua a Montepulciano, giunto alla sua undicesima edizione, che si svolgerà fra il 3 e il 19 aprile (programma completo). Di anno in anno continua dunque a crescere e farsi più ricco il cartellone concepito da Eleonora Contucci, fondatrice e direttore artistico del Festival: basti pensare che solo tre anni fa, nel 2023, gli appuntamenti erano stati 14, divenuti 16 nel 2024 e 18 lo scorso anno.

TORNA IL
FESTIVAL DI PASQUA A MONTEPULCIANO
 
20 appuntamenti dal 3 al 19 aprile 2026

La prima settimana del Festival sarà interamente dedicata alla musica barocca: prima degli ormai tradizionali due concerti nei giorni di Pasqua dell’ensemble zurighese dei Baroccoli – domenica 5 aprile alle 21 presso il Duomo di Pienza e lunedì 6 aprile alle 17 presso la Chiesa del Gesù di Montepulciano, con in programma musiche che spaziano da Vivaldi e Albinoni a Purcell, da Brescianello a Rameau e la partecipazione dei solisti Daria Zappa al violino e Nelson Nuñez Medina all’oboe (in collaborazione con il Master Accademico di oboe del Conservatorio di Venezia) e con Massimiliano Matesic al clavicembalo e alla concertazione – il Festival sarà per la prima volta ospite di Abbadia San Salvatore, per un concerto che si terrà nell’Abbazia del SS. Salvatore venerdì 3 aprile alle 16 nel corso della Liturgia dell’Adorazione della Croce, realizzato in collaborazione con la Compagnia San Marco Papa e la Parrocchia del SS. Salvatore di Abbadia San Salvatore, nell’ambito della rassegna “Mysterium Crucis Misteryum Gloriae”: due giovanissime cantanti provenienti dal Conservatorio di Bolzano, il soprano Magdalena Messmer e il mezzosoprano Sara Sgarbossa, accompagnate all’organo da Giacomo Piazza, eseguiranno i meravigliosi Stabat Mater di Vivaldi e Pergolesi.

Fittissimo il programma delle settimane seguenti, a cominciare dal Ricordo di Giulio Pellegrini, artista assai caro ai poliziani, che si terrà nel suo atelier mercoledì 8 aprile alle ore 18, allietato dalle musiche di Bach e Vivaldi eseguite dai giovanissimi violoncellisti Gabriele Cavalletti e Sara Cipriani.

Ben cinque saranno i concerti a Palazzo Contucci in cui si potrà ascoltare il suono del meraviglioso fortepiano costruito a Vienna da Conrad Graf nel 1826, che dunque quest’anno festeggia il suo 200° compleanno. Tantissimo Beethoven e Schubert, quindi, ma non solo: fino al 19 aprile ci saranno anche le celeberrime Quattro Stagioni insieme ad altre musiche di Vivaldi nei concerti dell’ensemble d’archi del Conservatorio di Bolzano diretto da Ilija Marinlkovich impreziosito dalla presenza di quattro giovanissimi solisti (18 e 19 aprile), ma anche il ritorno del neuroscienziato e neurologo Paolo Bartolomeo per due conferenze-concerto dedicate al rapporto fra la musica e il cervello (l’11 aprile riservata ai ragazzi dell’I.I.S. della Valdichiana, il 12 aprile aperta al pubblico) in cui lo stesso Bartolomeo siederà alla tastiera del fortepiano Conrad Graf di Palazzo Contucci per eseguire musiche di Bach e suo figlio Carl Philipp Emmanuel, di Robert Schumann e di sua moglie Clara Wieck insieme a Lorenzo Coppola (clarinetto), Riccardo Ricci (flauto) ed Eleonora Contucci (soprano), la conversazione fra Axel Hémery, direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena, e Sandro Angelini sulla Pittura di corte nell’Europa del Seicento (9 aprile), e ancora tanti altri concerti, altre presentazioni di libri, altre lezioni-concerto riservate agli studenti delle scuole superiori…

Per realizzare tutto questo il Festival ha bisogno di aiuto e dunque ha lanciato ancora una volta una raccolta fondi affidandosi a “Rete del dono”. Con una cifra anche minima, bastano già 5 Euro, tutti possono divenire alleati e sostenitori del Festival. Oltretutto ogni donazione potrà essere portata in detrazione/deduzione fiscale. Tutte le informazioni e le spiegazioni si trovano nel link: https://www.retedeldono.it/progetto/storia-e-futuro

Un’importante novità per agevolare il pubblico: grazie alla preziosa e fattiva collaborazione della Pro-Loco di Montepulciano, a partire dal 1° aprile è possibile acquistare i biglietti per tutti i concerti del Festival presso gli Uffici della Pro-Loco, in Piazza Don Minzoni 1.

Il Festival di Pasqua a Montepulciano si avvale del sostegno del Comune di Montepulciano e della Regione Toscana, del riconoscimento della Presidenza del Consiglio della Regione Toscana e di un contributo della Cantina Contucci, di Palazzo Carletti, della Gioielleria Bernardini, di Villa Poggiano, della Reale Mutua Assicurazioni, di Banca Tema, ai quali si aggiungono il patrocinio del Comune di Pienza e le collaborazioni con la Pro-Loco di Montepulciano, il Museo Civico, l’Accademia Europea di Palazzo Ricci, i Licei Poliziani, l’I.I.S. della Valdichiana, il Consorzio del Vino Nobile, la Compagnia di San Marco Papa e la Parrocchia del SS. Salvatore di Abbadia San Salvatore nell’ambito della rassegna “Mysterium Crucis Mysterium Gloriae”, la Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza, le Parrocchie di Montepulciano e di Pienza, le Opere Ecclesiastiche Riunite, l’Associazione Culturale Artistica Chinediferro, Rete del Dono, il Conservatorio di Venezia, il Conservatorio di Bolzano, il Paris Brain Institute, la Fondazione Cantiere, la Biblioteca Archivio Piero Calamandrei.


Programma completo e informazioni
su www.festivaldipasqua.it
e su www.facebook.com/festivaldipasqua
Da Studio Pierrepi <canella@studiopierrepi.it>

Palazzo Roncale a Rovigo è protagonista su Rai2

La città di Rovigo si conferma protagonista nel panorama della promozione culturale nazionale, trasformandosi in una vetrina privilegiata per il racconto del bello e del saper fare italiano grazie a una prestigiosa collaborazione televisiva.

Nelle scorse settimane, il capoluogo polesano ha accolto con entusiasmo la produzione di “TOP – Tutto quanto fa tendenza”, il celebre magazine settimanale di RAI 2 dedicato al lifestyle e alle eccellenze del Made in Italy, che ha individuato in Palazzo Roncale la cornice ideale per le proprie riprese. Questa scelta non è affatto casuale, ma rappresenta il coronamento di un percorso di valorizzazione che vede Palazzo Roncale, splendido edificio storico situato nel cuore della città, come uno dei fulcri vitali dell’offerta culturale veneta.

IL MADE IN ITALY DI RAI 2 SCEGLIE IL CUORE DI ROVIGO: PALAZZO RONCALE DIVENTA SET D’ECCELLENZA PER LA TRASMISSIONE “TOP – TUTTO QUANTO FA TENDENZA”

Il merito di questa rinascita e della costante vivacità di questo luogo culturale va attribuito innanzitutto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la cui visione strategica e il costante impegno finanziario e organizzativo hanno permesso a questo nobile palazzo di passare da dimora storica a centro culturale dinamico e propositivo.

La Fondazione Cariparo ha saputo infondere nuova linfa alle sale di Palazzo Roncale, curando non solo il restauro architettonico ma, soprattutto, una programmazione espositiva di altissimo profilo che attira visitatori da tutto il Paese. In questo contesto di eccellenza, la troupe RAI, guidata dal noto conduttore, wedding and fashion designer Enzo Miccio, ha trovato l’ambiente perfetto per raccontare il gusto e l’eleganza italiani.

Durante le giornate di produzione, iniziate lo scorso 9 febbraio per l’allestimento dei set e proseguite con le riprese effettive, il palazzo è diventato il cuore pulsante di un racconto televisivo che fonde la bellezza delle architetture rinascimentali con la modernità dei linguaggi audiovisivi. Proprio in questo periodo, Palazzo Roncale ospita una mostra di straordinario valore documentario ed emotivo dedicata a Gian Antonio Cibotto, figura cardine della cultura rodigina e nazionale; l’esposizione su Cibotto rappresenta perfettamente la missione della Fondazione: celebrare l’identità del territorio attraverso i suoi grandi interpreti, offrendo al pubblico occasioni di riflessione che partono dalle radici locali per abbracciare temi universali.

La presenza di Enzo Miccio, paladino del buon gusto e icona di stile, tra le teche e le opere che omaggiano lo scrittore e critico polesano, ha creato un cortocircuito virtuoso tra la raffinatezza della moda e la profondità della letteratura, sottolineando come la cultura sia, a tutti gli effetti, la forma più alta di “tendenza”. L’arrivo di una produzione così seguita è stato reso possibile grazie alla proficua attività di valorizzazione e promozione del territorio svolta da Rovigo Convention & Visitors Bureau, che da anni opera instancabilmente per posizionare le “Terre fra Adige e Po” nelle agende dei grandi media e degli operatori internazionali. Rovigo CVB, attraverso la sua capacità di generare contatti e gestire l’ospitalità con professionalità, ha saputo intercettare l’interesse degli autori RAI, offrendo loro non solo una location, ma un intero ecosistema fatto di autenticità, ruralità sapiente e arte diffusa.

La disponibilità a spalancare le porte del palazzo alle telecamere di RAI 2 dimostra una profonda consapevolezza di quanto la comunicazione televisiva sia indispensabile per moltiplicare i contatti tra attori locali e pubblico nazionale, migliorando la notorietà di una destinazione che merita di uscire dai circuiti di nicchia. Le puntate registrate in questa prestigiosa cornice, che promettono di mostrare al grande pubblico il fascino segreto di Rovigo e la ricchezza delle mostre promosse dalla Fondazione, verranno trasmesse sabato 28 marzo, alle ore 17:00 su RAI 2.


Fondazione Cariparo
dott. Roberto Fioretto
Responsabile Ufficio Comunicazione 
roberto.fioretto@fondazionecariparo.it
 
Ufficio Stampa: Studio Esseci Comunicazione
Ref. Simone Raddi simone@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Architettura come relazione: a Villa Modda il premio CarlottaXArchitettura 2026

CARLOTTAXARCHITETTURA, IL PROGETTO COME RELAZIONE:
ETICA, SOSTENIBILITÀ E VISIONE AL CENTRO DEL PREMIO

Sul podio “Villa Modda” dello Studio De Paoli De Franceschi Baldan Architetti, realizzato nella Val di Noto, che si distingue per la misura e la consapevolezza con cui si inserisce nel paesaggio, dialogando con il clima e con la memoria dei luoghi.

Non è solo una questione di forme e di spazi, ma di relazioni e connessioni. Di responsabilità. Di visione.

Architettura come relazione: a Villa Modda il premio CarlottaXArchitettura 2026

È su questi principi che si fonda CarlottaXArchitettura, un progetto (partito da Catania e arrivato alla sesta edizione nella sua formula itinerante) che mette al centro il valore culturale e umano del fare architettura, «restituendo alla progettazione il suo ruolo più autentico: quello di costruire senso». Parola di Paolo Colonna, dello studio Renzo Piano Building Workshop, che il 17 marzo, a Roma, in qualità di presidente di giuria del Premio, ha evidenziato come oggi più che mai sia necessario riportare il progetto al cuore di un processo condiviso, capace di generare valore nel tempo. «L’architettura non può essere ridotta a un esercizio formale – afferma Colonna – ma deve tornare a essere un atto consapevole, che nasce da un dialogo profondo tra committente e professionista. È in questa relazione che si costruisce la qualità del progetto, nel dialogo col territorio e con la comunità».

In questo scenario, l’etica assume un ruolo determinante. Non come principio astratto, ma come guida concreta nelle decisioni progettuali, nella gestione delle risorse e nella costruzione di un dialogo trasparente tra tutti gli attori coinvolti.

CarlottaXArchitettura – il concorso internazionale voluto da Alessandro Amaro (presidente Ordine Architetti Ct) nel ricordo di Carlotta Reitano, scomparsa prematuramente nel 2020 – si inserisce in questo percorso come spazio di riflessione e confronto, capace di valorizzare esperienze, visioni e innovazione.

Un’iniziativa che si muove lungo il confine tra professione e cultura, contribuendo a rafforzare una nuova consapevolezza: progettare significa interpretare bisogni, generare relazioni e immaginare futuro.

A vincere il Premio quest’anno il progetto “Villa Modda” dello Studio De Paoli De Franceschi Baldan Architetti, il riconoscimento è stato rivelato nella Casa dell’Architettura, sede dell’Ordine APPC di Roma, che ha patrocinato e supportato l’evento. Il progetto vincitore è stato realizzato in Sicilia, nella Val di Noto (SR) dallo studio padovano, e si distingue «per la misura e la consapevolezza con cui s’inserisce nel paesaggio, dialogando con il clima e con la memoria dei luoghi – si legge nelle motivazioni – l’equilibrio compositivo dell’opera è rigoroso, affianca l’utilizzo di materiali naturali e l’adozione di principi bioclimatici e tecniche tradizionali.

La menzione d’onore per la categoria restauro è stata assegnata al progetto “Vis a Vis – Restauro di una Villa Veneta”, dello Studio RigonSimonetti, commissionato da Officina27 e realizzato a Costabissara (Vicenza), che si è distinto per la lucidità critica con la quale elementi contemporanei dialogano in un contesto settecentesco tra permanenza e innovazione. La menzione d’onore per la categoria interni e il Premio Città di Roma sono stati assegnati a Casa Platform di SET Architects: l’opera ha il pregio di aver trasformato gli ambienti del quattrocentesco Palazzo Taverna reinterpretando la romanità con un linguaggio contemporaneo calibrato. Il Premio ai giovani architetti under 35 è stato assegnato a FLO – Felloni Lateral Office STP per Landscape Observation Tower, un’opera commissionata dall’ente di gestione per i parchi e la biodiversità Delta Del Po ad Argenta (Ferrara). Il progetto si è distinto per l’architettura equilibrata nel dialogo con il paesaggio fluviale, la struttura infatti integra forma, funzione e sostenibilità, mediando tra uomo e natura con eleganza compositiva.

A vincere il Premio Città di Catania “Kind of Pink”, realizzato da Endéma Studio, dagli architetti Aron De Cesero, Marta Magnaguano, Pierluigi Recca nella città etnea. L’intervento armonizza memoria e contemporaneità nella reinterpretazione funzionale e percettiva di un appartamento degli anni cinquanta.

A esaminare i lavori una qualificata giuria, composta dal presidente Paolo Colonna (RPBW), Elisabetta Gabrielli (ARCHIGROUND), Tiziana Campus (consigliere nazionale CNAPPC), Veronica Leone (vicepresidente Ordine APPC Catania), Melania Guarrera (presidente Fondazione Ordine APPC Catania) e Cristian Rocchi (presidente Ordine APPC Roma). A ricordare Carlotta Reitano sul palco Sabrina Tosto, presidente dell’Associazione CarlottaX, mentre a rappresentare la Sicilia, la presidente della Consulta regionale Giuseppina Leone.

Immersa nella campagna della Val di Noto, Villa Modda prende il nome da una pianta spontanea locale, simbolo del profondo legame con il paesaggio rurale che la circonda. L’intervento di riqualificazione e ampliamento si inserisce nell’ambito di un progetto più ampio di recupero dei ruderi agricoli, basato sull’uso di materiali naturali e sull’attenzione ai principi bioclimatici e alle tecniche costruttive tradizionali.

L’edificio preesistente, un volume in pietra con copertura a doppia falda, viene recuperato e abbracciato da un nuovo ampliamento, dando origine a uno schema planimetrico articolato per fasce. Un asse, generato a partire dall’originario essiccatoio circolare, attraversa l’intera villa articolando tre episodi spaziali: il patio di ingresso, inteso come spazio intermedio e protetto, reinterpretazione contemporanea dei dispositivi climatici dell’architettura rurale; la zona giorno, concepita come ambiente flessibile e permeabile, in dialogo con il paesaggio; il soggiorno esterno, all’ombra di un carrubo secolare.

La cucina e il soggiorno si estendono attraverso un ampio pergolato e una serie di spazi terrazzati. Al centro della zona giorno si colloca un volume scultoreo, rivestito in formelle di terracotta smaltata gialla, pensato come fulcro spaziale e funzionale delle attività domestiche.

Le soluzioni costruttive rafforzano l’integrazione dell’architettura nel contesto e il dialogo con le asperità del clima. L’edificio preesistente è rivestito, come in origine, da conci squadrati in pietra di Noto. Lo schema di posa con piccoli disallineamenti e la texture della pietra generano suggestivi chiaroscuri, mentre le discontinuità dei conci filtrano l’aria e la luce negli spazi interni. I carabottini in ferro regolano la luminosità e la ventilazione naturale, trasformando la villa in un organismo capace di aprirsi o isolarsi a seconda delle condizioni climatiche. 


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Bologna, UniCredit Art Collection rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali

Nell’ambito di un’iniziativa che rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali del territorio e valorizza la fruizione condivisa del patrimonio artistico, Palazzo Magnani ospita fino al 6 aprile 2026 l’opera Sant’Antonio abate e San Pietro d’Alcantara di Giuseppe Maria Crespi delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna.

UniCredit Art Collection rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali
Nuovo arrivo (temporaneo) in Quadreria

UniCredit annuncia l’arrivo nella Quadreria di Palazzo Magnani, a Bologna, di un’opera ottenuta in prestito dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, nell’ambito di un’iniziativa che rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali e valorizza la fruizione condivisa del patrimonio artistico.

Spesso, infatti, le opere della UniCredit Art Collection esposte in Quadreria vengono richieste per l’allestimento di mostre ed esposizioni presso importanti realtà museali. Per rendere questo dialogo ancora più virtuoso, UniCredit ha intrapreso una nuova modalità di collaborazione, avviando uno scambio temporaneo di opere con le istituzioni museali che richiedono in prestito un elemento della collezione della banca, al fine di mantenere sempre vivo l’allestimento della Quadreria e offrire al pubblico nuove opportunità di fruizione di meravigliose opere d’arte.

In questo contesto è ora esposta in Quadreria l’opera Sant’Antonio abate e San Pietro d’Alcantara (1730-1740 ca.) di Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnolo (Bologna, 1665 – ivi, 1747), in prestito dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna che hanno ottenuto da UniCredit Art Collection il dipinto di Ludovico Carracci La visione di San Vincenzo (1582-1586), per la mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci in corso presso il Museo Civico Medievale di Bologna fino al 6 aprile 2026.

Il dipinto di Crespi, conservato nella ricca raccolta delle Collezioni Comunali d’Arte, è un significativo esempio della fase matura della produzione dell’artista e rappresenta due santi in un intenso stato di ascetismo. L’atmosfera drammatica, costruita attraverso una pennellata sciolta e vibrante, è animata da improvvisi guizzi di luce che esaltano l’espressività dei volti e la tensione spirituale dei protagonisti. Se il tema del santo in meditazione o in estasi è frequente nell’opera dell’artista, la rappresentazione in coppia risulta invece rara e conferisce al dipinto una particolare forza narrativa.

Questa nuova rotazione conferma l’impegno di UniCredit nella valorizzazione del patrimonio artistico e nella promozione di sinergie culturali sul territorio, rendendo la Quadreria uno spazio dinamico, in continua evoluzione e aperto al dialogo con le istituzioni museali italiane ed europee.

La Quadreria di Palazzo Magnani, in via Zamboni 20 a Bologna, è aperta al pubblico gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.30 (festivi esclusi). Per poter prenotare una visita è possibile inviare una e-mail a premagnanibo@unicredit.eu oppure telefonare al numero 051.2962504 dalle 9 alle 17.30 dal lunedì al venerdì.

Media Relations UniCredit
Rosanna Li Mandri
Rosanna.LiMandri@unicredit.eu

Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
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Mattatoio di Roma: Vincenzo Scolamiero “Con qualche parte della terra”

Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 il Mattatoio di Roma presenta la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dall’AICA, Associazione Internazionale dei Critici d’Arte.
Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Twiceout.

Vincenzo Scolamiero
Con qualche parte della terra
a cura di Maria Vittoria Pinotti

Opening e anteprima 31 marzo, ore 18:00
 
Mattatoio di Roma – Padiglione 9a
1° aprile – 17 maggio 2026

Il progetto espositivo ripercorre quindici anni di ricerca pittorica di Vincenzo Scolamiero, docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Questo ampio arco temporale permette di cogliere in profondità l’evoluzione dell’artista, la cui prima mostra personale si è tenuta presso la storica galleria Al Ferro di Cavallo di Roma nel 1987, offrendo una visione complessiva e articolata della sua produzione. In mostra sono presentate oltre trenta opere, tra lavori su tela e tavola, carte e libri d’artista.

L’esposizione esplora i molteplici ambiti che da sempre nutrono la ricerca dell’artista, profondamente influenzata dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del quotidiano. In questo modo la pittura diviene un luogo di profonda riflessione, sintomo di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti della vita.

Il titolo Con qualche parte della terra, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che affiora nelle opere esposte tramite minime tracce, sintomo di riflessioni sulla caducità e l’impermanenza della propria condizione. Percorrendo gli ambienti del padiglione emerge una pittura caratterizzata dalla costruzione di uno spazio dinamico, incentrata sulla concezione del vuoto come elemento costruttivo.

L’inizio del percorso espositivo è costituito da lavori in cui l’equilibrio compositivo è costruito su pochi elementi e caratterizzato da una sospensione spaziale minimale, mentre gli ambienti successivi presentano una serie di opere con un’apertura graduale verso una maggiore complessità tonale e strutturale dovuta ad un rapporto sempre più stringente che l’artista instaura con la musica e la poesia. Riferimenti diretti di questa relazione si trovano nei titoli delle opere, come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glück, Luigi Nono.

L’allestimento è concepito in risposta alla continua sperimentazione tecnica della ricerca di Vincenzo Scolamiero. L’uso di pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti per tracciare il supporto hanno sempre consentito all’artista di variare la fluidità delle tracce, le morbide velature e i trapassi luminosi che caratterizzano la sua produzione. Da ciò nascono esiti differenti: la mano, la testa, tutta l’anatomia dell’artista partecipa all’atto di creazione, così le ampie campiture vengono costruite lentamente seguendo il movimento del corpo e il ritmo del respiro, a ciò si alterna l’emergere di forme più ibride che donano dinamicità tra astrazione e figurazione.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, edito da De Luca Editori d’Arte, con i testi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.

Vincenzo Scolamiero (1956, Sant’Andrea di Conza, AV) è docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha esposto in gallerie e in rilevanti spazi museali nazionali e internazionali. Tra le partecipazioni istituzionali si segnalano la Quadriennale di Roma (1996) e la Biennale di Venezia (2011); è anche vincitore della LXV Edizione del Premio Michetti (2014).Maria Vittoria Pinotti (1986, San Benedetto del Tronto) è storica dell’arte, curatrice e critica indipendente. Collabora con gli uffici del Ministero della Cultura, è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per diverse riviste d’arte e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura.


Informazioni                                     

Vincenzo Scolamiero
Con qualche parte della terra
1° aprile 2026 – 17 maggio 2026
Mattatoio di Roma, Padiglione 9a
Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma
Ingresso gratuito
 
Opening e anteprima della mostra
31 marzo, ore 18:00
 
Orari
Dal martedì alla domenica
dalle ore 11.00 alle 20.00
lunedì chiuso
L’ingresso è consentito
fino a un’ora prima della chiusura
 
Info
www.mattatoioroma.it
Facebook: @mattatoioroma Instagram:@mattatoio #MattatoioRoma

UFFICIO STAMPA AZIENDA SPECIALE PALAEXPO
Piergiorgio Paris | p.paris@palaexpo.it
Federica Mariani | f.mariani@palaexpo.it
Adele Della Sala | a.dellasala@palaexpo.it
Segreteria: Dario Santarsiero| d.santarsiero@palaexpo.it;
ufficio.stampa@palaexpo.it
 
UFFICIO STAMPA PROGETTO
Roberta Melasecca_Associazione culturale blowart |
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Sogni di natura. Percorso olfattivo nella Sala Boschereccia di Bologna

Le arti della tradizione pittorica bolognese e della profumeria contemporanea si intrecciano nel progetto Sogni di natura, un percorso olfattivo appositamente creato per la Sala Boschereccia delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna in occasione della 57° edizione di Cosmoprof WorldWide Bologna, capace di evocare la natura, la poesia e il risveglio della stagione primaverile.

Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Musei Civici d’Arte Antica

Sogni di natura
Percorso olfattivo nella Sala Boschereccia delle Collezioni Comunali d’Arte

25 marzo – 19 aprile 2026
Collezioni Comunali d’Arte | Sala Boschereccia
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6, Bologna
www.museibologna.it/collezionicomunali

Un progetto promosso dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, realizzato in collaborazione con Cosmoprof Worldwide Bologna e Italian Perfumery Institute

Dall’incontro creativo che unisce patrimonio artistico, formazione e ricerca olfattiva nasce un’originale esperienza immersiva che avvolge questo luogo magico e sospeso nel tempo, situato all’interno del percorso espositivo del museo al secondo piano di Palazzo d’Accursio, trasformandolo in uno spazio di scoperta e suggestione.

L’iniziativa, fruibile dal 25 marzo al 19 aprile 2026, è promossa dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e realizzata in collaborazione con Cosmoprof Worldwide Bologna, l’evento di riferimento per le aziende e i professionisti di tutti i settori dell’industria cosmetica, e Italian Perfumery Institute (Milano), ente di alta formazione nata dall’esperienza di Esxence – The Art Perfumery Event.

L’installazione si compone di sei postazioni olfattive, ognuna delle quali è stata pensata per accompagnare i visitatori in un viaggio sensoriale tra note naturali, suggestioni botaniche e atmosfere evocative. 
La selezione delle materie prime naturali e la creazione degli accordi olfattivi sono state ideate con il coinvolgimento di allieve e allievi di Italian Perfumery Institute, attraverso essenze ispirate alle verdeggianti decorazioni dipinte che adornano interamente le pareti della Sala Boschereccia. Un illusionistico giardino influenzato dal gusto per l’antico, rappresentato dalla splendida scultura che vi è collocata al centro: l’Apollino scolpito nel 1797 da Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822), in cui il dio del sole e della poesia è raffigurato come un giovane nudo dalle forme perfette.

Il connubio tra arte e profumeria intende promuovere nuove connessioni e ispirazioni più ravvicinate tra Cosmoprof Worldwide Bologna e il patrimonio culturale della città dove la fiera beauty è nata nel 1967 e si è evoluta, fino ad affermarsi come hub globale dell’industria della bellezza quale oggi è riconosciuta.
Nell’ottica di rafforzare ulteriormente l’attenzione all’esperienza di visita degli operatori professionali che arrivano a Bologna da ogni parte del mondo, dal 25 al 29 marzo 2026 i possessori del biglietto di ingresso a Cosmoprof Worldwide Bologna possono accedere gratuitamente alle Collezioni Comunali d’Arte e scoprire il tributo olfattivo alla bellezza dell’arte racchiuso nell’installazione Sogni di natura, che rimane poi a disposizione di tutti i visitatori del museo fino al 19 aprile 2026.

Lo sviluppo del progetto

Per la Sala Boschereccia delle Collezioni Comunali d’Arte, le studentesse e gli studenti di Italian Perfumery Institute hanno intrapreso un percorso progettuale traducendo lo spazio in una narrazione olfattiva.
Il processo si è sviluppato a partire da una fase di analisi e ascolto: lo studio dell’identità storica e simbolica della Sala, delle sue suggestioni naturali e della sua funzione contemporanea ha guidato una prima selezione delle materie prime. Gli studenti hanno lavorato su una palette olfattiva costruita con attenzione, valutando ogni essenza non solo per le sue caratteristiche tecniche, ma anche per il suo potenziale evocativo.
La scelta delle materie prime è stata accompagnata da un esercizio di cultura olfattiva: riconoscere, comprendere e interpretare i riferimenti storici ha permesso di orientare il progetto con consapevolezza.
A partire da questa base, gli studenti hanno sviluppato due accordi olfattivi che sono esposti in mostra, accompagnati da quattro materie prime. Ogni accordo nasce come un dialogo: contrasti e armonie vengono calibrati per restituire un’atmosfera, una sensazione, un’immagine.
Il risultato è un’interpretazione olfattiva che racconta la Sala Boschereccia attraverso il linguaggio invisibile del profumo: una freschezza verde e luminosa, attraversata da una luce morbida e contemplativa, dove la natura diventa atmosfera e racconto sensoriale.

Gli accordi olfattivi e le materie prime

Flora
Una fragranza ispirata a Flora, dea della natura in risveglio. Nel soffitto della Sala Boschereccia, tra putti e figure mitologiche, dialoga con Zefiro in un’atmosfera verde e lucente. Il profumo si apre luminoso e agrumato per poi fiorire in un cuore di rosa e gelsomino, evocando tutta la forza e la grazia della primavera.

Boschereccia
L’accordo boschereccio evoca le pareti dipinte della Sala: un verde rigoglioso e avvolgente, attraversato da sfumature acquatiche. In lontananza emergono lievi note sapide, come l’aria fresca vicino a una fontana che zampilla, mentre l’ombra di alberi verdi dona profondità e una sensazione viva e vibrante.

Rosa
La rosa è una delle materie prime più ricercate in profumeria e spesso costituisce la nota di cuore nelle fragranze più raffinate. Un profilo olfattivo eccezionalmente sfaccettato: il suo profumo rivela delicate sfumature pastello, arricchite da un sottotono agrumato, speziato vegetale e una base calda e mielata.

Fiore di limone
Una luce delicata: agrumato e floreale insieme, morbido e avvolgente. Sprigiona una freschezza luminosa, quasi vellutata, che accarezza i sensi con eleganza e leggerezza, evocando petali bianchi baciati dal sole.

Note acquatiche
Un accordo acquatico che respira leggerezza e spazio: trasparente, fluido, sfiorato da una delicata vena sapida. Ricorda l’aria umida vicino all’acqua, fresca e vibrante, capace di evocare quiete e movimento insieme, come un respiro lento che accarezza la pelle.

Accordo boschivo
Un accordo boschivo verde, umido e morbido, dove il terroso e il legnoso si fondono a sfumature muschiate. Evoca la freschezza di una radura nascosta, mentre la luce filtra tra le foglie, portando quiete, respiro e una naturale profondità.

La Sala Boschereccia delle Collezioni Comunali d’Arte

“Deliziosa” è la parola usata nel Settecento per indicare una stanza piacevolmente decorata, in cui si possono trascorrere momenti di svago, di delizia. 
A Bologna, tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, questi luoghi assumono l’aspetto di “stanze paese” o “boscherecce”. Questi termini si riferiscono al tipo di pittura che ricopre le pareti e il soffitto, pensata per trasformare illusoriamente la stanza in una struttura parzialmente costruita e immersa in un paesaggio. Le architetture dipinte si aprono su una natura immaginata e permettono all’occhio del visitatore di perdersi in lontananza. 
Questi spazi si trovano al piano terra sia nei palazzi di città sia nelle ville di campagna e si aprono direttamente sul giardino, creando una continuità tra esterno e interno.
Tra le numerose stanze paese realizzate in città, una delle più famose è quella realizzata nel 1797 al secondo piano del palazzo del governo, oggi Palazzo Comunale.
Sulle pareti e sul soffitto il pittore e scenografo Vincenzo Martinelli (Bologna, 1737 – ivi,  1807), tra i più celebri interpreti della grande scuola paesistico-prospettica bolognese tra Settecento e Ottocento, dipinge a tempera paesaggi con laghi e maceri, giardini con fontane e finte architetture, mentre Giuseppe Valiani (Pistoia, 1730 – ivi, 1800) ritrae putti che giocano sulle balaustre e Zefiro e Flora al centro del soffitto.
Il tema dominante è l’acqua, richiamata anche dalle conchiglie decorative che ornano le architetture. Un tempo le finestre si aprivano sull’orto botanico e su un giardino all’italiana, creando un effetto immersivo con rumori e profumi reali, evocati da questa installazione.

Il programma di attività

Durante il periodo di fruizione dell’installazione Sogni di natura una serie di iniziative è a disposizione del pubblico interessato ad approfondire la storia della Sala della Boschereccia delle Collezioni Comunali d’Arte e come le sue splendide decorazioni di paesaggi abbiano ispirato la creazione delle nuove fragranze, vere e proprie narrazioni olfattive per un viaggio sensoriale attraverso il tempo e lo spazio.

Sabato 28 marzo 2026
Ore 16.00 visita guidata con Alessia Alberani (fragrance expert) e Pierre-Yves Theler (storico dell’arte)
Ore 16.30 – 18.00 mediazione straordinaria in Sala Boschereccia

Domenica 29 marzo 2026
Ore 16.00 visita guidata La bellezza ieri, oggi e domani, a cura di Senza titolo

Domenica 12 aprile 2026 
Ore 16.00 – 18.00 mediazione straordinaria in Sala Boschereccia

Sabato 18 aprile 2026
Ore 16.00 – 18.00 mediazione straordinaria in Sala Boschereccia

Domenica 19 aprile 2026
Ore 16.00 visita guidata con Emma Chiara Manzoni (fragrance expert e sensory researcher) e Silvia Battistini (direttrice Musei Civici d’Arte Antica di Bologna)

Costo di partecipazione: ingresso con 
biglietto museo.

Titolo
Sogni di natura
Percorso olfattivo nella Sala Boschereccia delle Collezioni Comunali d’Arte

Periodo 
25 marzo – 19 aprile 2026

Sede
Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6, Bologna

Orari di apertura
Martedì, giovedì ore 14.00 – 19.00
Mercoledì, venerdì ore 10.00 – 19.00
Sabato, domenica, festivi ore 10.00 – 18.30
Domenica 5 aprile 2026 (Pasqua) ore 10.00 – 19.00
Lunedì 6 aprile 2026 (Lunedì dell’Angelo) ore 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì non festivi
La biglietteria chiude 30 minuti prima.

Ingresso
Intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale 19-25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura
Dal 25 al 29 marzo 2026 gratuito speciale per possessori biglietto Cosmoprof Worldwide Bologna

Informazioni
Collezioni Comunali d’Arte
Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 2193998
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
Facebook: Musei Civici d’Arte Antica
Instagram: @museiarteanticabologna

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
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Instagram: @bolognamusei
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Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
Elisabetta Severino | Tel. +39 051 6496658 | E. elisabetta.severino@comune.bologna.it
Silvia Tonelli | Tel. +39 051 2193469 | E. silvia.tonelli@comune.bologna.it
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CASTELLO DI RIVOLI – Inserzioni di Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la seconda edizione di Inserzioni, il programma semestrale di commissioni che introduce nuove opere concepite in dialogo attivo con le sale barocche normalmente dedicate alla Collezione permanente, trasformandole in un dispositivo espositivo in continua evoluzione. Il progetto interviene nella narrazione museale invitando artisti contemporanei a misurarsi con l’architettura incompiuta del Castello e con la stratificazione storica e simbolica delle sue sale, attivando relazioni inedite tra opere, spazio e memoria.

Inserzioni
A cura di Francesco Manacorda
Gabriel Chaile, Lonnie Holley, Huda Takriti
Intervento di Huda Takriti a cura di Linda Fossati
27 marzo – 23 agosto 2026      Edificio Castello, I e II piano

A cura di Francesco Manacorda, con l’intervento di Huda Takriti curato da Linda Fossati, Inserzioni coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria, alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive in contesti geografici e culturali differenti. Concepite usando le sale auliche come punto di partenza non neutrali, le opere si inseriscono nel percorso della Collezione, contribuendo a rinnovarne periodicamente l’allestimento e ad ampliarne la prospettiva culturale. Attraverso queste commissioni il Museo prosegue nel ripensamento dei canoni della storia dell’arte, aprendosi a tradizioni e visioni che interrogano criticamente le narrazioni occidentali dominanti.
 
Il progetto si radica nella vocazione originaria del Castello di Rivoli come luogo aperto all’intervento diretto degli artisti, in cui l’architettura diventa condizione generativa. Gli artisti sono così chiamati a partecipare attivamente alla scrittura della storia espositiva del Museo, contribuendo all’evoluzione del suo patrimonio culturale.
 
Gabriel Chaile (San Miguel de Tucumán, Argentina, 1985) presenta un intervento in relazione al pozzo medievale del Castello, elemento che connette l’edificio alla collina su cui sorge. Lo spazio viene trasformato in un ambiente sospeso tra diorama storico e scenario fantascientifico, in cui una figura antropomorfa in creta interagisce con elementi scultorei evocativi di un accampamento precario, suggerendo una condizione di sopravvivenza post-apocalittica. La ricerca dell’artista si fonda sul concetto di “genealogia della forma”, secondo cui le forme custodiscono stratificazioni culturali e tracce di memorie individuali e collettive. Realizzate con argilla, terra e adobe, le sue sculture si ispirano alle tradizioni artigianali e alle cosmologie indigene del nord-ovest argentino, evocando narrazioni ancestrali e processi di trasmissione culturale. In dialogo con i frammenti di affreschi storici presenti nella sala, l’intervento intreccia memoria architettonica e immaginazione contemporanea, riflettendo su storia, identità e trasformazione.
 
Lonnie Holley (Birmingham, Alabama, Stati Uniti, 1950) presenta un gruppo di nuove sculture e dipinti concepiti per la Sala dei Continenti, decorata nel XVIII secolo con rappresentazioni allegoriche che riflettono la visione geopolitica dell’epoca. Estendendo la tradizione della Black Art del sud degli Stati Uniti, Holley trasforma materiali trovati e di recupero – legno bruciato, metallo, plastica e oggetti di uso quotidiano – in assemblaggi che attivano le narrazioni insite nei materiali stessi. Attraverso un processo intuitivo e improvvisativo, Holley affronta temi quali memoria collettiva, disuguaglianze sociali, violenza storica e possibilità di trasformazione spirituale e politica. Nel contesto del Castello, le opere instaurano una tensione critica con le rappresentazioni storiche della sala, proponendo nuove prospettive sul potere e sulla memoria. Sculture e dipinti su trapunta evocano presenze collettive e genealogie simboliche che ridefiniscono la percezione dello spazio espositivo.
 
La pratica artistica di Huda Takriti (Damasco, Siria, 1990; vive e lavora a Vienna) intreccia ricerca d’archivio, video e performance, dando vita a installazioni che mettono in relazione immagini in movimento e materiali storici con il contesto architettonico. Per Inserzioni, l’artista presenta un progetto che indaga il ruolo delle immagini, del cinema, delle istituzioni e dell’industria nella costruzione delle narrazioni storiche del secondo dopoguerra. Il progetto riunisce il video Clarity is the Closest Wound to the Sun (2023) e due nuove produzioni, tra cui It Is Always Midnight In Their Minds (2026), sviluppate a partire da ricerche condotte in archivi italiani. L’opera indaga il rapporto tra l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), le ex colonie europee – comprese quelle italiane – e quelle ancora in lotta per la liberazione negli anni Cinquanta e Sessanta, esaminando le intersezioni tra sostegno politico, interessi economici e produzione cinematografica nel contesto dei processi di decolonizzazione. Accanto ai video, Takriti realizza un’installazione in vinile concepita come un affresco contemporaneo che si estende lungo le pareti della Sala 29, stabilendo un dialogo con gli affreschi storici della residenza. Il progetto riflette sulle modalità attraverso cui le narrazioni storiche vengono costruite e trasmesse, interrogando il ruolo delle immagini nella costruzione dell’immaginario collettivo.
 
Il progetto di Huda Takriti è realizzato con il sostegno del Ministero federale austriaco per l’Abitare, le Arti, la Cultura, i Media e lo Sport (BMKÖS), Sezione IV – Arte e Cultura


Dal 27 marzo 2026
 
Arte Povera e nuovi allestimenti nella collezione permanente
 
Le sale del primo e del secondo piano dell’edificio storico del Castello di Rivoli sono dedicate alla Collezione del Museo. Intesa quale materia viva, la Collezione è continuamente presentata attraverso nuovi allestimenti e percorsi per condividere con il pubblico tanto le acquisizioni più recenti quanto il ricco patrimonio di opere collezionato. Entro la fine del 2026, è in programma, in più fasi, un ampio riallestimento incentrato sull’Arte povera, con sale monografiche dedicate ai pionieri del gruppo e opere di grande rilevanza storica.
Nel corso della primavera 2026, riallestimenti di Collezione che guardano anche ad ulteriori protagonisti dell’arte italiana includono: Senza titolo, 1967-1969, di Gino de Dominicis, Da dove….. (1983-7-), 1983, Da dove… (1984-1), 1984, Di umano ’85 – II –, 1985, di Emilio Vedova, Persone nere, 1984, di Michelangelo Pistoletto, Senza titolo, 1985, di Marisa Merz. È inoltre per la prima volta allestita al Castello Sulla riva del lago, 2005, di Piero Gilardi, opera recentemente donata al Museo da WSP Italia e Pietro Jarre. L’opera era stata a suo tempo donata dall’artista come ringraziamento per la collaborazione negli anni di ideazione del PAV Parco Arte Vivente, Torino.
 
Giorgio Griffa: 90
In collaborazione con Fondazione Giorgio Griffa, Torino

In occasione del 90esimo compleanno di Giorgio Griffa (Torino, 1936), il Castello di Rivoli dedica un omaggio all’artista, con il progetto Giorgio Griffa: 90. Griffa si è distinto elaborando un linguaggio pittorico radicale, ridotto ai suoi componenti essenziali di tela, colore e segno. “Io non rappresento nulla, io dipingo” è il significativo commento fatto dall’artista a proposito del proprio lavoro. Giorgio Griffa: 90 include opere che spaziano dagli anni settanta al presente, a testimonianza del suo lungo, prolifico e ininterrotto percorso artistico. Su iniziativa del CRRI – Centro di Ricerca del Castello di Rivoli, saranno inoltre esposti materiali documentari, oltre a strumenti di lavoro provenienti dallo studio dell’artista. Il progetto Giorgio Griffa: 90 è sviluppato grazie alla collaborazione con la Fondazione Giorgio Griffa, Torino, dove, in aprile, si svolgerà la mostra Summer 69, incentrata sugli esordi dell’artista.
 
Nanda Lanfranco. Ritratti d’artista
A cura del CRRI – Centro di Ricerca del Castello di Rivoli
 
Nanda Lanfranco. Ritratti d’artista valorizza per la prima volta il fondo archivistico di Nanda Lanfranco conservato al CRRI, presentando una selezione di stampe originali che ritraggono artiste e artisti che negli anni hanno esposto al Castello di Rivoli. Istituito nel 2025, il Fondo Nanda Lanfranco è costituito da oltre 200 unità archivistiche, tra cui stampe originali autografe, diapositive, fotocolor, negativi, provini e file digitali. Il Fondo testimonia il rapporto di lunga durata tra la fotografa e il Castello di Rivoli.
Nanda Lanfranco. Ritratti d’artista presenta una selezione di oltre 30 stampe originali in bianco e nero. “Presenza silenziosa ma costante, per molti anni Nanda Lanfranco ha frequentato il Castello utilizzando la sua macchina fotografica per intessere profondi dialoghi con gli artisti mentre erano al lavoro nelle sale del Museo. Ciascuna delle fotografie presenta un preciso momento di questo percorso ed è stata scelta appositamente per il Castello dall’autrice quando era in vita. Per la prima volta, l’allestimento restituisce pubblicamente una selezione di queste immagini, dove è percepibile la sintonia di affetti ed emozioni che Lanfranco sapeva raggiungere con chi ritraeva”, dichiara Marcella Beccaria, Responsabile del CRRI.
In collaborazione con la fiera internazionale The Phair | Photo Art Fair, uno scatto di Lanfranco è l’immagine guida dell’edizione 2026 e sarà esposto alle OGR a Torino durante la fiera.


Castello di Rivoli
Piazza Mafalda di Savoia
10098 Rivoli – Torino
Info: +39 0119565222
come arrivare

Le attività del Castello di Rivoli sono realizzate primariamente grazie al contributo della Regione Piemonte.
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Ufficio Stampa Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Manuela Vasco | press@castellodirivoli.org | tel. 011.9565209
 
PCM Studio di Paola C. Manfredi
Via Farini, 71 | 20159 Milano | www.paolamanfredi.com
Francesca Ceriani | francesca@paolamanfredi.com | T. +39 340 9182004
Federica Farci | federica@paolamanfredi.com | T. +39 342 0515787


Da Press Office <press@castellodirivoli.org>

Uno spazio di scambi e connessioni alla Fondazione Venanzo Crocetti, Roma

Sabato 28 marzo, si svolgerà presso la Fondazione Venanzo Crocetti il finissage della mostra collettiva Uno spazio di scambi e connessioniForme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica curata da Alberto Dambruoso e Mayumi Miyazawa con la partecipazione degli artisti Nobushige AkiyamaYuriko DamianiUemon IkedaMachiko KoderaHidetoshi NagasawaKyoji NagataniYoshin OgataNaoya TakaharaSahoko Takahashi, Kan Yasuda.

La manifestazione è stata organizzata dalla Fondazione Venanzo Crocetti con il contributo del Ministero della Cultura e il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e dell‘Istituto Giapponese di Cultura di Roma.

Roma, Museo Venanzo Crocetti

Incontro con la Poesia Giapponese
In uno spazio di scambi e connessioni
 
Presentazione del catalogo
Uno spazio di scambi e connessioni.
Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica
 
28 marzo 2026, ore 16.30

Il progetto espositivo si inserisce nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone ed è dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione, ricerca e sintesi creativa.

Il finissage aprirà con l’Incontro con la poesia giapponese con il patrocinio della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) organizzata con la Fondazione Italia Giappone dalle ore 16.30 con i saluti di Tetsuro Akanegakubo (Vicepresidente della Fondazione Crocetti), interverranno Umberto Vattani (Presidente della Fondazione Italia Giappone), Guidotto Colleoni (già Docente di Letteratura giapponese presso Sapienza Università di Roma –  noto studioso di letteratura e poesia giapponese classica, inclusa la produzione poetica in cinese classico (kanshi) scritta da autori nipponici, quali Natsume Sōseki e Akutagawa Ryūnosuke.), Diego Martina (Scrittore, Traduttore di Letteratura giapponese – Discepolo della haijin Kuroda Momoko, classificatosi tra i vincitori della 76esima edizione del concorso in lingua giapponese “Bashō-ō ken’ei haiku”, dedicato a Matsuo Bashō.) in dialogo con Miho Tokimoto (Docente di lingua giapponese alla Sapienza Università di Roma – studiosa di didattica della lingua e cultura nipponica).

A seguire verrà presentato il catalogo bilingue in italiano e giapponese della mostra Uno spazio di scambi e connessioniForme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica, edito da Bordeaux Edizioni.

Saranno presenti i curatori, gli artisti e l’editore.

“Il Museo Crocetti – scrive Tetsuro Akanegakubo – ha dunque svolto un ruolo significativo nello sviluppo degli scambi culturali tra Italia e Giappone. Ospitare questa mostra nell’anno del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche conferisce all’evento un valore altamente simbolico. Venanzo Crocetti nutriva un profondo affetto per il Giappone e attendeva sempre con entusiasmo ogni occasione di tornarvi in visita. Il suo spirito continua ancora oggi ad abitare questo museo“.

L’Ambasciatore Umberto Vattani, sottolinea “Come Presidente della Fondazione Italia Giappone, considero questa iniziativa non soltanto un evento espositivo di grande qualità, ma la testimonianza concreta di un dialogo artistico che attraversa il tempo, le generazioni e le sensibilità. Un dialogo che non si limita allo scambio formale, ma si fonda su una relazione profonda fatta di studio, confronto, rispetto e reciproca ammirazione. Il Museo Crocetti è la sede più naturale per ospitare questa esposizione. Il legame che Venanzo Crocetti ebbe con il Giappone costituisce una delle pagine più significative della storia recente delle relazioni artistiche tra i nostri Paesi. Dopo l’Italia, il Giappone è il Paese che ospita il maggior numero delle sue opere, conservate in musei e spazi pubblici di grande rilievo. Questo dato racconta meglio di ogni discorso quanto forte sia stato –  e sia tuttora – il filo che unisce le nostre culture. I dieci artisti presenti in mostra incarnano pienamente questo legame. Hanno scelto l’Italia come luogo di formazione e di maturazione creativa senza recidere il rapporto con la propria origine. Nelle loro opere convivono memoria e sperimentazione, identità e apertura, contemplazione e ricerca contemporanea”.


Ingresso Gratuito.
 

SEDE ESPOSITIVA: Museo Crocetti, Via Cassia 492 – Roma
FINISSAGE: martedì 31 marzo 2026, ore 18:00
INGRESSO GRATUITO
ORARI D’APERTURA:
da lunedì a venerdì: 11 – 13 e 15 – 19
sabato: 11 – 19
domenica: chiuso
 
Per informazioni:
Fondazione “Venanzo Crocetti”
Roma, Via Cassia 492
T: +39 06-33711468 | 340-8459618
e-mail: info@fondazionecrocetti.it
fondazionecrocetti@pec.it
www.museocrocetti.it
 
FONDAZIONE ITALIA GIAPPONE
伊日財団  
Ministero degli Affari Esteri 
e della Cooperazione Internazionale – DGAAAO
Piazzale della Farnesina, 1 – 00135 Roma
T: +39 06 3691 5232 / 4182
e-mail: fondazione@italiagiappone.it
www.italiagiappone.it
 
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