






Alcune foto dell’intervento – ph credits: Claudia Gentile
Manifesti urbani, memoria partigiana e pratiche di dissenso contemporaneo nel progetto promosso dal Comune di Albinea e dalla Biblioteca Pablo Neruda
Il collettivo CHEAP presenta ad Albinea “DISERZIONI”, un progetto di arte pubblica che intreccia memoria della Resistenza, antifascismo e riflessione sui linguaggi del dissenso contemporaneo. Attraverso affissioni urbane e immagini inedite, il progetto trasforma lo spazio pubblico in luogo di confronto politico e simbolico.
Il collettivo CHEAP arriva ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia, con “DISERZIONI”, progetto di arte pubblica promosso dal Comune di Albinea e dalla Biblioteca Pablo Neruda con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. L’intervento prende forma attraverso manifesti testuali, affissioni urbane e immagini diffuse negli spazi del territorio, costruendo una contaminazione tra arte, memoria collettiva e attivismo contemporaneo.
Nei poster inediti realizzati dal collettivo, la diserzione non viene mai nominata esplicitamente ma evocata come pratica di sottrazione ai linguaggi del potere, alla violenza patriarcale, al nazionalismo e alla retorica bellica. Il progetto assume una posizione apertamente antifascista, collocandosi al confine tra ricerca artistica e azione politica. In questa prospettiva, disertare significa interrompere la collaborazione con ciò che opprime, sabotare i dispositivi culturali della sopraffazione e costruire nuove alleanze contro ogni forma di dominio.
Parte integrante dell’iniziativa è anche una nuova serie di “Achtung Banditen”, progetto sviluppato da CHEAP a partire dalle fotografie di partigiane e partigiani del territorio fornite da ANPI Reggio Emilia. La serie prosegue il percorso avviato dal collettivo in occasione del 25 Aprile 2026, riportando nello spazio pubblico i volti di chi scelse la clandestinità e la lotta contro il nazifascismo.
L’intervento lavora anche sulla rilettura dell’immaginario visivo della Resistenza, prendendo distanza dalla rappresentazione monumentale e militare spesso associata alle figure partigiane. Le immagini selezionate mostrano infatti scene civili, intime e quotidiane, evitando pose eroiche o riferimenti armati. Una scelta che restituisce complessità politica e dimensione umana alle esistenze raccontate, sottraendole tanto alla celebrazione istituzionale quanto alla spettacolarizzazione del conflitto.
Il titolo “Achtung Banditen” riprende l’espressione utilizzata dalle forze naziste per definire i resistenti, riducendo la lotta partigiana a un atto criminale. La riappropriazione contemporanea di quella formula diventa così uno strumento per interrogare i meccanismi attraverso cui il potere continua a produrre linguaggi di criminalizzazione del dissenso, ieri rivolti ai “banditi”, oggi a chi protesta, attraversa i confini, occupa spazi o mette in discussione la normalizzazione della violenza e delle gerarchie sociali.
Ad Albinea il tema della diserzione assume inoltre un significato storico particolare. Durante la guerra, proprio in questo territorio, anche alcuni soldati tedeschi disertarono per unirsi alla Resistenza, scegliendo di sottrarsi all’obbedienza imposta dal nazifascismo e mettendo a rischio la propria vita. In questo contesto la diserzione viene interpretata come interruzione della catena del comando e gesto concreto di solidarietà contro la violenza istituzionalizzata.
Le affissioni sono state realizzate attraverso un’azione collettiva che ha coinvolto un gruppo di donne del territorio, trasformando l’attraversamento dello spazio pubblico in una pratica condivisa di autodeterminazione e riappropriazione urbana.
Con “DISERZIONI”, CHEAP sviluppa una riflessione sul rapporto tra memoria storica e nuove forme di dissenso contemporaneo, riaffermando il ruolo dell’arte pubblica come dispositivo critico e spazio di presa di parola politica.
| Articolo redazionale |
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