YLBERI 2025 Santa Sofia d’Epiro si conferma uno dei centri più attivi a sud nel panorama dell’arte urbana: conclusa con successo l’edizione 2025 di Ylberi, il festival del borgo arbëreshe curato da Gulìa Urbana.
Ylberi 2025 – Etsom – ph Iacopo Munno
Si è conclusa facendo registrare una grande partecipazione la quinta edizione di Ylberi, il progetto a cura di Gulìa Urbana che, dal 24 al 29 luglio, ha trasformato ancora una volta Santa Sofia d’Epiro (CS) in un laboratorio a cielo aperto di arte pubblica e incontro tra comunità, memoria e visioni contemporanee.
Due nuove opere murali firmate dagli artisti Etsom (Italia) e Taxis (Grecia) arricchiscono il patrimonio visivo del borgo arbëreshë calabrese, consolidando l’identità del paese come centro attivo di sperimentazione culturale e rigenerazione urbana. Etsom ha realizzato un intervento che celebra il legame tra Santa Sofia d’Epiro e Diamante, suggellando attraverso l’arte il patto di gemellaggio avviato tra le due comunità nel nome della cultura e della cooperazione. L’opera di Taxis, realizzata grazie alla collaborazione con Formedil Cosenza, ha affrontato con forza e sensibilità il tema della sicurezza sul lavoro, ponendo al centro della narrazione visiva la dignità del lavoro e il valore della prevenzione.
Ylberi 2025 – Taxis – ph Iacopo Munno
Oltre ai nuovi murales, Ylberi 2025 ha proposto un calendario di attività culturali che ha coinvolto cittadini, visitatori e operatori del settore: talk pubblici, tour guidati, serate musicali e momenti di confronto hanno animato le vie del centro storico, restituendo a Santa Sofia d’Epiro il ruolo di luogo vivo, accogliente e aperto alla trasformazione. Tra gli appuntamenti più significativi, il secondo atto del gemellaggio con il Comune di Diamante ha rafforzato una visione condivisa di arte pubblica come strumento di coesione sociale, riscatto dei territori e costruzione di futuro.
“Con Ylberi abbiamo voluto rafforzare l’identità di Santa Sofia d’Epiro attraverso il linguaggio dell’arte urbana. Le opere di Etsom e Taxis non sono semplici murales, ma narrazioni collettive, simboli vivi di un territorio che guarda al futuro con orgoglio e consapevolezza“, ha dichiarato Giacomo Marinaro, co-fondatore di Gulìa Urbana e curatore del progetto.
Ylberi si conferma un’esperienza culturale capace di generare impatto e coinvolgimento, un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra locale e internazionale. Il progetto proseguirà nelle prossime edizioni con l’impegno congiunto di Gulìa Urbana e dell’Amministrazione Comunale di Santa Sofia d’Epiro, nella convinzione che l’arte pubblica possa essere motore di bellezza, partecipazione e memoria attiva.
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Francesco Guadagnuolo con Topo Gigio, accanto la sua opera che lo ritrae in “Volare, Made in Italy, il ritratto di Topo Gigio”
Tra l’Antenna RAI dei Sogni e il Balcone dei Desideri: il volo di Topo Gigio in ricordo di Domenico Modugno (scomparso il 6 agosto 1994)
“Volare, Made in Italy, il ritratto di Topo Gigio” (50×65 cm. 2025, collage e tecnica mista) la nuova opera di Francesco Guadagnuolo. Sotto un cielo intriso di ocra e ambra, Topo Gigio si sdoppia in un unico volo sospeso: le braccia come ali puntate verso destra, l’altro risale con grazia dalla parte opposta, tracciando nel chiarore un gesto d’invito e di addio insieme. Dietro di lui, un palcoscenico sussurrato, fatto di linee morbide e sfumate, evoca le quinte di Sanremo senza mai appesantire l’aria, mentre un riflettore dorato accende il musetto soffice del piccolo ambasciatore, restituendogli l’aura internazionale che Domenico Modugno gli prestò nel luglio del ’59, quando la voce di Mimì lo sollevò per la prima volta sopra ogni confine. Quel legame tra Gigio e Modugno è stato suggellato nel Festival di Sanremo a febbraio 2025 da un’esibizione con il cantautore Lucio Corsi, si trasforma in un abbraccio sonoro e visivo che attraversa il tempo.
Francesco Guadagnuolo – Volare, Made in Italy, il ritratto di Topo Gigio
Oltre il palcoscenico, si erge l’ombra lucente dell’Antenna RAI di Monte Sant’Anna (Caltanissetta): un traliccio di metallo e promesse che il giovane Guadagnuolo, affacciato dal balcone di via Redentore, vegliava con occhi sognanti nelle notti d’estate, immaginando attraverso i suoi programmi, un futuro in technicolor che si librava insieme a Gigio sullo schermo. Quel gigante di luce, ridotto in rovine il 23 luglio 2025, appare qui trasformato in un fantasma luminoso pieno di nostalgia, memoria collettiva spezzata che incombe dietro al piccolo ambasciatore mentre le velature trasparenti di arancio tenue e tocchi di blu crepuscolare trasformano il cielo in un crepuscolo senza tempo. L’antenna riprende a vibrare e diffonde “onde benefiche”, così come Radio Italia trasmise “Volare” ad un’Italia affamata di speranza. La voce di Modugno diventa eco di un popolo che rinasce, e l’antenna onirica è custode di quel canto, amplificandone l’abbraccio universale.
Un microfono in miniatura immaginativo pende sul vuoto, custode di un filo invisibile che lega la piccola marionetta all’eco sonoro di “Volare” il canto di “Nel blu dipinto di blu”, reminiscenza di un volo che ha insegnato all’Italia a sognare. Quel blu è l’eco della melodia di Domenico Modugno, dove ogni nota diventa pennellata d’infinito, il cui paroliere, Franco Migliacci, s’ispirò a delle stampe di Marc Chagall che Guadagnuolo cita d’àpres a quel “Coq Rouge Dans la Nuit” del 1944 dove figure del Gigio in volo inseguono un sogno, trasformato in un’opera visiva transrealista da Guadagnuolo, con pennellate alternate tra tratto fluido e impasto lieve conferendo una qualità fiabesca al movimento.
Sulla spalla dell’ombra si staglia, lieve come un sospiro, la presenza-assenza di Modugno in atto di canto: un’eco che risuona dal crepuscolo del 6 agosto, anniversario della sua scomparsa, fino al tramonto dell’Antenna/Torre trasmettitrice, confermando una fusione eterna tra passato e presente. Tra ricordi privati e membrane condivise, “Volare, Made in Italy, il ritatto di Topo Gigio” sospende il tempo in un istante di nostalgia: un canto d’addio e di speranza che prende il volo lieve, con una piccola marionetta televisiva creata da Maria Perego nel 1959, verso un orizzonte infinito.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Elisabetta Maschio, alla guida del Sistema Italiano delle orchestre per il triennio 2025-2028: un nuovo corso per la musica italiana.
Elisabetta Maschio
Il Sistema delle Orchestre e Cori giovanili e infantili in Italia è lieto di annunciare la nomina di Elisabetta Maschio come nuova Presidente. La nomina è stata ratificata il 2 agosto ed Elisabetta Maschio subentra a Claudio Formisano.
Elisabetta Maschio ha dichiarato: “Spero di poter contribuire alla crescita del Sistema in Italia con nuovi progetti e nuove intese. Lo spirito del Sistema rappresenta tanto di ciò che ho costruito nella mia vita e che continuo a costruire con pazienza e dedizione affinché la musica sia un bene a disposizione di tutti, soprattutto dei giovani che ho sempre guardato come futuri adulti”
Il Sistema delle Orchestre e Cori giovanili e infantili in Italia si avvale di nuova governance formata dai consiglieri Loredana Caltabiano, Alberto Ferrari, Leonardo Percival Paoli, Silvia Santarelli e il Direttore Francesco De Zan.
Fondata a Roma nel 2010 da Roberto Grossi, il Sistema delle orchestre e dei cori giovanili e infantili in Italia ETS rappresenta ufficialmente in Italia il notissimo “El Sistema” venezuelano.
La neoeletta Presidente Elisabetta Maschio si impegna con la sua lunga storia di dedizione ai giovani e giovanissimi musicisti a portare avanti la missione del Sistema: trasformare la vita dei giovani attraverso il potere della musica d’insieme.
Presente in 14 regioni italiane, l’Associazione conta oggi 25 Nuclei, che realizzano progetti educativi grazie alla musica, offrendo nuove opportunità a molti bambini e ragazzi in situazioni di disagio familiare, sociale, economico e culturale. Il nostro approccio inclusivo permette ai giovani di partecipare fin dai primi mesi senza preclusioni riguardo alle abilità tecniche o al talento musicale.
L’Orchestra Giovanile Nazionale “G. Sinopoli” e l’Orchestra Junior sono solo due dei tanti esempi che testimoniano il successo e l’impatto positivo del nostro lavoro nel corso degli anni. Questi ensemble rappresentano la prova tangibile di come la musica possa essere un potente mezzo di crescita e trasformazione personale.
Un nome che risuona forte nella nostra storia è quello del Maestro José Antonio Abreu, il direttore d’orchestra e Ministro della cultura venezuelano, fondatore del progetto “El Sistema”. Il M° Abreu, nostro Membro Onorario e ispiratore, ha dimostrato come la musica possa essere un fondamentale strumento di inclusione sociale e formazione culturale, valori che anche noi ci impegniamo a promuovere giorno dopo giorno.
Elisabetta Maschio– Profilo
Diplomata in pianoforte sotto la guida di Riccardo Risaliti è stata maestro sostituto con Laurence Foster a Parigi e in vari Teatri in Italia e all’ estero. Ha studiato direzione d’orchestra prima con Edoardo Muller e poi con Gustav Kuhn, di cui è assistente dal 1989 al 1992. Ha debuttato sul podio nel 1991 e ha poi diretto repertorio operistico e sinfonico in teatri italiani e internazionali ed ha accompagnato anche spettacoli di balletto con étoiles internazionali. Nel 2002 ha fondato LaRé – Orchestra Giovanile la Réjouissance e nel 2005 ha ideato il Festival Internazionale Gioie Musicali di cui è direttore artistico. Nel 2021 è nominata presidente della Fondazione Teatro di Montebelluna. È docente di esercitazioni orchestrali al Conservatorio F. Venezze di Rovigo.
Il Sistema delle Orchestre e Cori giovanili e infantili in Italia
Fondata a Roma nel 2010 da Roberto Grossi, e oggi diretta da Claudio Formisano, questa Associazione nazionale senza scopo di lucro, rappresenta ufficialmente in Italia il notissimo “El Sistema” venezuelano. La nostra missione? Trasformare la vita dei giovani attraverso il potere della musica d’insieme.
Presente in 13 regioni italiane, l’Associazione conta oggi più di 25 Nuclei, che realizzano progetti educativi grazie alla musica, offrendo nuove opportunità a molti bambini e ragazzi in situazioni di disagio familiare, sociale, economico e culturale. Il nostro approccio inclusivo permette ai giovani di partecipare fin dai primi mesi senza preclusioni riguardo alle abilità tecniche o al talento musicale.
L’Orchestra Giovanile Nazionale “G. Sinopoli” e l’Orchestra Junior sono solo due dei tanti esempi che testimoniano il successo e l’impatto positivo del nostro lavoro nel corso degli anni. Questi ensemble rappresentano la prova tangibile di come la musica possa essere un potente mezzo di crescita e trasformazione personale. Un nome che risuona forte nella nostra storia è quello del M° José Antonio Abreu, il direttore d’orchestra e Ministro della cultura venezuelano, fondatore del progetto “El Sistema”.
Il M° Abreu, nostro Membro Onorario e ispiratore, ha dimostrato come la musica possa essere un fondamentale strumento di inclusione sociale e formazione culturale, valori che anche noi ci impegniamo a promuovere giorno dopo giorno.
Ufficio Stampa Studio Pierrepi – Padova Alessandra Canella in collaborazione con Sistema delle Orchestre e Cori giovanili e infantili in Italia
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“Merenda col mio papà” ha restituito a tutti i presenti – detenuti, figli, operatori, volontari – il senso profondo del legame, della cura, dell’incontro.
Un pomeriggio di sorrisi, giochi, colori e abbracci alla Casa Circondariale di Ragusa, dove si è svolto ieri – 6 agosto – l’evento “Merenda col mio papà”, organizzato nell’ambito del Progetto Labirinti. Un’occasione per restituire ai detenuti e alle loro famiglie momenti di genitorialità autentica e gioiosa. A promuovere l’iniziativa sono state le associazioni i clown dottori di Ci Ridiamo Sù (referente Fabio Ferrito), Crisci Ranni (referente Cristian Modica) e Facciamo Scuola (referente Giulia Trecosta).
“Merenda col mio papà” ha restituito a tutti i presenti – detenuti, figli, operatori, volontari – il senso profondo del legame, della cura, dell’incontro. Un seme di bellezza e umanità coltivato là dove pochi immaginano che possa germogliare.
Un cortile trasformato in festa: bibite, biscotti, colori, hula hoop, funi e foulard variopinti hanno fatto da cornice a un incontro carico di emozione. I bambini e gli adolescenti, protagonisti indiscussi dell’evento, hanno potuto condividere momenti di gioco libero e divertimento con i propri papà, che si sono lasciati coinvolgere in rincorse, sfide e risate. La sorpresa e la gioia negli occhi dei figli hanno reso il pomeriggio ancora più speciale, regalando a tutti una “finestra di evasione” attraverso la forza semplice del gioco.
La presenza delle istituzioni cittadine – l’assessora alla Pubblica IstruzioneCatia Pasta e l’assessora ai Servizi SocialiElvira Adamo del Comune di Ragusa – insieme alla disponibilità e alla cura dell’organizzazione penitenziaria, rappresentata da Rosetta Noto, Capo Area Trattamentale, e da Giuseppina Genco dell’UEPE, ha confermato il valore della collaborazione tra enti pubblici, terzo settore e sistema penitenziario.
Durante l’attività, le madri e le nonne che accompagnano i minori hanno potuto usufruire di uno spazio di parola condotto da un’équipe specialistica del progetto, ospitate con generosità da Bar ConTè, che ha messo a disposizione i suoi locali e il verde adiacente.
Il Progetto Labirinti è coordinato a livello regionale da Officina SocialMeccanica di Catania e finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini, coinvolge le Case Circondariali di Catania, Palermo, Ragusa e Sciacca, e ha l’obiettivo di rafforzare i legami familiari, soprattutto tra padri detenuti e figli minori tra i 6 e i 17 anni. L’iniziativa proseguirà con incontri settimanali, offrendo alle famiglie opportunità di confronto e relazione, con un nuovo evento già programmato per l’11 settembre, in occasione della fine delle vacanze scolastiche.
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L’approvazione da parte del Cipess (Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) del progetto definitivo per il ponte sullo Stretto di Messina rappresenta, senza dubbio, una tappa rilevante nel lungo e travagliato cammino dell’infrastruttura. Tuttavia, la retorica trionfalistica che ha accompagnato l’annuncio appare quantomeno prematura. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, il percorso verso la realizzazione concreta del ponte resta irto di ostacoli tecnici, amministrativi, ambientali e legali, tali da rendere ogni previsione ottimistica poco più che propaganda.
Il Ponte sullo Stretto: tra proclami e realtà, l’opera è ancora tutta da costruire
Il primo passo, imprescindibile, sarà il vaglio della magistratura contabile, chiamata a esprimersi sulla legittimità degli atti. Questa fase, attesa nei prossimi tre o quattro mesi, rappresenta il passaggio preliminare senza il quale non potranno nemmeno iniziare le opere propedeutiche. Solo in caso di esito positivo, Eurolink — il consorzio incaricato della realizzazione — prevede di poter avviare tali attività non prima della fine del 2025.
Contemporaneamente, dovrebbe prendere il via la redazione del progetto esecutivo, che richiederà non meno di due o tre anni di lavoro. Un impegno complesso, che dovrà integrare non solo le numerose osservazioni tecniche e ambientali già espresse, ma anche le 62 prescrizioni avanzate dalla Commissione VIA, che ha sì approvato il progetto all’unanimità, ma subordinandolo a rilevanti modifiche. A queste si aggiungono le istanze e le criticità segnalate dagli enti locali, anch’esse da considerare e valutare in fase iniziale.
Nel frattempo, anche l’Unione Europea sarà chiamata a esprimere il proprio parere. La documentazione inviata dall’Italia a giugno rientra nell’ambito della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, il cui scopo è “salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato”. Bruxelles dovrà quindi valutare se sussistano motivazioni “imperative di interesse pubblico” tali da giustificare l’impatto ambientale dell’opera e se le misure compensative proposte siano ritenute adeguate.
Un ulteriore fronte aperto riguarda la possibilità di inserire il ponte tra i progetti a duplice uso civile e militare. Anche in questo caso, ogni valutazione resterà confinata in ambito nazionale, senza garanzie né tempi certi.
A completare il quadro, si aggiunge la questione ancora irrisolta dei ricorsi giudiziari. In particolare, quelli presentati (ai quali si aggiungeranno i successivi) da proprietari dei terreni espropriati, da comitati ambientalisti e da gruppi contrari all’opera — i cosiddetti “No Ponte” — che sollevano perplessità sulla sicurezza strutturale dell’infrastruttura e sulla legittimità delle procedure in atto.
Tutti questi passaggi, tutt’altro che marginali e da non sottovalutare, costituiscono il necessario presupposto prima di poter parlare concretamente dell’avvio dei lavori veri e propri per la costruzione dell’opera avveniristica. Eppure, un interrogativo cruciale resta ancora senza risposta: il transito ferroviario. Le Ferrovie dello Stato non si sono ancora espresse.
A solo titolo di esempio, occorre citare per un confronto il terzo ponte sul Bosforo, inaugurato nel 2016 e progettato anch’esso per accogliere traffico ferroviario oltre a quello stradale. A nove anni dall’apertura, tuttavia, nessun treno ha mai percorso i suoi 1400 metri. Ed è legittimo domandarsi come si possa prevedere l’entrata in funzione dei convogli sullo Stretto entro il 2032, considerato che non esiste al mondo un ponte ferroviario sospeso di lunghezza analoga già in esercizio. Il progetto del ponte sullo Stretto, per chi si fosse perso le prime puntate, prevede la costruzione di una campata unica che risulterebbe la più lunga del mondo: la lunghezza complessiva sarebbe, infatti, di 3.660 metri, di cui 3.300 metri del tutto sospesi.
Di fronte a una tale mole di incertezze, un approccio razionale da parte del Governo dovrebbe consigliare prudenza. Procedere con opere propedeutiche altamente impattanti sotto il profilo sociale, ambientale ed economico, senza attendere l’esito della progettazione esecutiva, equivarrebbe a correre un rischio enorme. La complessità ingegneristica dell’opera non trova eguali nel mondo e non esistono precedenti in grado di confermarne la piena fattibilità. Né esistono esperti capaci di emulare Muzio Scevola.
Un eventuale fallimento, al di là del disastro economico legato all’inattuabilità del progetto — già contrattualizzato in maniera quantomeno discutibile, come osservato anche dall’Autorità di Vigilanza — non potrebbe essere corretto o recuperato a posteriori. Espropri inutili e devastazioni territoriali provocate da lavori preliminari avviati senza garanzie concrete non sono, infatti, danni reversibili. E in quel caso, la razionalità sacrificata sull’altare della propaganda rischierebbe di presentare un conto che la città di Messina, e il Paese intero, non sarebbero in grado di pagare.
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Venerdì 8 agosto alle 19.00, Gerardo Rizzo presenta “I ‘nfumicati”, in dialogo con Giusi Arimatea e Salvo Presti. A seguire, solo su prenotazione, aperitivo o degustazione.
Gerardo Rizzo, messinese, vive e lavora a Castelfranco Veneto. Dopo una serie di pubblicazioni di carattere saggistico, si è dedicato alla narrativa. Nel 2022 è nato il personaggio del delegato di pubblica sicurezza Edoardo Baldassa, con la Fata e la Lupa (Nulla Die 2022), L’angelo della Croce d’oro (Di Nicolò 2023) e Le pentole del diavolo (Di Nicolò 2024).
Gerardo Rizzo
I ‘Nfumicati è la quarta indagine del delegato di pubblica sicurezza Edoardo Baldassa. Veneto di Castelfranco, in servizio presso la questura di Messina, il funzionario è alle prese con l’uccisione di Vincenzo Boncoddo, padrone di una conceria nella zona di San Francesco di Paola. Poco per volta, però, Baldassa scopre che Boncoddo non era esattamente il proprietario della conceria, e che tante sono le persone che avrebbero motivo di volerlo morto. Aggirandosi per i vicoli del quartiere di San Francesco di Paola, sede di concerie e di fornaci che ne avvelenano l’aria, l’acqua, il suolo e gli animi degli abitanti, che si sono per questo guadagnato l’appellativo di ‘Nfumicati, l’investigatore giungerà alla verità, grazie al contributo di collaboratori ufficiali e ufficiosi, come l’applicato Giovanni Rinaldi, il sindacalista Nicola Petrina e il baronello Giuseppe Arenaprimo. Parallelamente alla vicenda poliziesca, si snoda la vicenda personale e sentimentale di Edoardo, messa a rischio da quella professionale.
La Messina in cui il poliziotto si muove è la città preterremoto, con la sua urbanistica, il suo patrimonio artistico e antropologico in grandissima parte andato perduto, e i personaggi con cui Baldassa interagisce, spesso realmente esistiti, così da far diventare la città dello Stretto vera protagonista delle storie.
A seguire sarà possibile fermarsi in Tenuta per un aperitivo (€25) o una degustazione cibo/vino (€40).
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La sacralità dell’acqua di Napoli è storia della città
Quasi tutte le città, sono nate a ridosso di fiumi, risorse strategiche per ogni insediamento umano, Londinium (Londra) sul Tamigi, Lutetia Parisiorum (Parigi) sulla Senna, Burdigala (Bordeaux) sulla Garonna, Italica (Siviglia) sul Guadalquivir, Roma su Tiber, eccetera. Napoli invece a differenza di queste, è nata sull’acqua ferrata. Il primo insediamento risale al Settimo Secolo avanti Cristo fu fatto dai Rodhesi su un’isola, che chiamarono Megaris, (“grande isola” in Greco), questa in realtà era solo un piccolo isolotto, l’attuale Borgo Marinari, ma aveva due cose, fondamentali e strategiche: – un approdo naturale e difendibile – risorse idriche, autonome.
Tali risorse erano caratterizzate dalle acque minerali ferrate. Esse sono la fonte battesimale di una città. Anche il villaggio di Parthenope, di epoca successiva, sorgeva in prossimità di tali fonti. L’acqua è il bene comune primario, non si sopravvive senza. Pertanto è sacra, fonte di vita, in tutte le Religioni, anche per i laici è bene assoluto, primario, strategico.
Paolo Pantani (presidente emerito di Acli Beni Culturali), promotore di molte campagne di recupero di beni storici e ambientali
Fino al 1973 tutti i Napoletani hanno bevuto l’acqua ferrata abitualmente che veniva raccolta in orci di creta, le cosiddette “mummare”, presso le varie mescite pubbliche; l’acqua”suffregna” era considerata digestiva e curativa. Dopo l’epidemia di colera erroneamente ne fu vietato l’uso, ma non era essa la causa; si era bevuta per migliaia di anni in precedenza, senza alcun danno alla popolazione che ne usufruiva. Adesso si ripropone con forza e necessità il tema dell’ acqua, bene comune.
Il Comune Di Napoli, rappresentato dal Prof. Alberto Lucarelli nella funzione di Assessore Ai Beni Comuni, La Fondazione Banco di Napoli e le ACLI Provinciali Napoletane vogliono con questo incontro sottolineare la necessità di un recupero di tale bene primario. L’Assessore alle Risorse Umane della Regione Campania Dr. Pasquale Sommese interverrà portando il contributo del riarmo della Pubblica Amministrazione per la tutela e la salvaguardia dei Beni Comuni. Esistono analisi chimico-fisiche e batteriologiche che attestano che questa è pura, potabile e dalle proprietà organolettiche molto positive, soprattutto per le patologie gastro-intestinali, epatiche e per l’anemia Mediterranea, essendo ricche di ferro.
Pertanto occorre verificare scientificamente la portata al fine di un recupero totale di questa preziosa risorsa idrica dimenticata da tempo per incuria e soprattutto per “mala-gestio”, nonché per la assenza di governo del territorio da parte delle Istituzioni Pubbliche.
Le ABC, Acli Beni Culturali, promuovono con le Istituzioni , quali il Comune Di Napoli, la Regione Campania e la Fondazione Banco Di Napoli, il tema della sacralità dell’acqua e del suo recupero socio-economico, anche nelle forme e nei modi della micro-economia sussidiaria.
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TRIESTE ESTATE: MUSICA, TEATRO E ARCHEOLOGIA Gli eventi in programma da venerdì 8 a martedì 12 agosto
Sul palco si esibiscono I Blood Brothers, una band tributo a Bruce Springsteen dal valore internazionale.
La 13ª edizione del festival musicale “Trieste Calling the Boss 2025” apre in piazza Verdi con “IBlood Brothers – The Bruce Springsteen Show” il secondo fine settimana di agosto di Trieste Estate, venerdì 8, alle 20.30 (ingresso libero), a cura di Good Vibrations Entertainment con “Trieste is Rock”. Sul palco si esibiscono I Blood Brothers, una band tributo a Bruce Springsteen dal valore internazionale. Dai migliori teatri italiani ai grandi festival in giro per l’Europa, la band ha raggiunto grandi traguardi e soddisfazioni che l’hanno portata a essere il tributo più richiesto al Boss. I Blood Brothers nascono a Livorno da un’idea di Francesco Zerbino (voce e chitarra), che dopo essersi diplomato al conservatorio in percussioni e aver girato il mondo come batterista, decide di dare inizio a un progetto che va oltre la riproduzione precisa di suoni e movenze tipiche di una tribute band. Inizia così un percorso speciale, che porta la band a vivere una sinergia unica che trasforma ogni gesto in un momento magico da condividere con il pubblico che diventa puntualmente “uno di loro”. Gli show sono energici, intensi, emozionanti e non mancano i grandi successi del cantautore del New Jersey come Born in the Usa, Born to run, Hungry heart, Badlands, Dancing in the dark.
Altro genere musicale, sempre venerdì 8 agosto, alle 21.00 (a pagamento), al Giardino del Museo Sartorio: “Dall’Operetta ai Cantautori“, evento a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG. Partendo dalle più belle operette della tradizione danubiana e italiana, Ballo al Savoy di Paul Abraham e Scugnizza di Mario Costa, si passa alla commedia musicale targata Armando Trovajoli, alle indimenticabili canzoni di Gorni Kramer, a quelle scanzonate di D’Anzi, qualche brano dal musical Cabaret e molto ancora. Con Marzia Postogna, Andrea Binetti e Corrado Gulin al pianoforte.
Secondo appuntamento con “Trieste Calling the Boss 2025″, sabato 9 agosto, in piazza Verdi alle 20.30 (ingresso libero), a cura di Good Vibrations Entertainments con Trieste is Rock. Sul palco i “Miami & The Groovers”, una band di Rimini che da 20 anni fa vivere il rock in centinaia di concerti nei principali club, locali e teatri italiani, diversi tour all’estero (Austria, Svezia, Inghilterra, Lussemburgo e Stati Uniti) e moltissime collaborazioni in studio e live con artisti importanti.
“Il Papà” va in scena al Giardino del Museo Sartorio, sabato 9 agosto, alle 21.00 (ingresso libero), una commedia monodrammatica, per la prima volta tradotta in italiano: un viaggio emozionante e ricco di umorismo nel cuore delle dinamiche familiari. Produzione di ZaTroCaRaMa Aps e HNK Zajc Dramma Italiano, regia di Marco di Stefano, testo di Bjarni Haukur Thorsson, recita Giulio Settimo.
Tradizionale “Concerto all’alba” di Emanuele Filippi al Molo Audace, domenica 10 agosto alle 4.50 (ingresso libero), nell’ambito del TriesteLovesJazz. “Uno dei migliori pianisti della sua generazione” secondo Enrico Rava, Emanuele Filippi è un pianista e compositore friulano classe ’92. Negli anni si esibisce su prestigiosi palchi tra cui Blue Note di Milano, Umbria Jazz, Rai 1, Mittelfest, Rockwood Music Hall a New York, Kansas Smitthy’s a Londra. Attualmente vive a Parigi dopo due anni di perfezionamento e attività a New York.
“Confini del Tango“, al Giardino del Museo Sartorio, domenica 10 agosto, alle 21.00 (ingresso libero) è un concerto dedicato all’ensemble vincitore del Premio Astor Piazzolla, Concorso Talento Contemporaneo FVG (Trieste, giugno 2025). Un evento nell’ambito della programmazione di Tango da Pensare 2025-26.
Un concerto d’arpa celtica e bardica è in programma, in piazza Verdi, domenica 10 agosto, alle 21.00 (ingresso libero), nell’ambito di “Triskell itinerante. Vincenzo Zitello. Graal“, con il Maestro Vincenzo Zitello, accompagnato dal talentuoso Maestro, Fulvio Renzi al violino, presenta il progetto “Graal”: un viaggio musicale tra sonorità antiche e suggestioni moderne, tra magia e tradizione.
Nell’ultima serata di “Archeologia di Sera“, martedì 12 agosto alle 20.30, nel Giardino del Museo d’Antichità J.J. Winckelmann (ingresso libero), Marzia Vidulli Torlo – conservatore del Museo fino al marzo di quest’anno – propone un coinvolgente racconto intitolato “21 aprile 1925: il nuovo museo“. L’incontro fa rivivere l’inaugurazione della sede del Civico Museo di Storia ed Arte nell’edificio di via della Cattedrale 15, annesso all’Orto Lapidario. Attraverso la lettura dei resoconti pubblicati da Il Piccolo della Sera e una carrellata di immagini storiche scattate dal fotografo del museo Pietro Opiglia, si ripercorrono i momenti salienti dell’evento: dagli inviti ai discorsi ufficiali, fino alla visita dettagliata delle sale, restituendo l’atmosfera ormai perduta di quel giorno memorabile. Quell’inaugurazione rappresentò una tappa fondamentale nella storia del museo, che sin dal 1843 aveva affiancato all’Orto Lapidario il desiderio di dare spazio a un Gabinetto d’Antichità. I documenti e i reperti raccolti alla Biblioteca Civica in palazzo Biserini erano inizialmente privi di una collocazione adeguata, fino a quando, nel 1873, il Comune ne ufficializzò l’esistenza dotandolo di uno statuto e di una direzione. Tuttavia, le collezioni crescevano rapidamente, e le sole sette stanze del palazzo Biserini si rivelarono presto insufficienti per ospitare i numerosi materiali legati alla storia locale e alle civiltà del Vicino e dell’Estremo Oriente. Solo con l’acquisto dell’edificio di via della Cattedrale, nel 1925, fu possibile offrire un nuovo e adeguato spazio espositivo: ventitré sale ampie, ordinate e scientificamente allestite. A seguire, il concerto del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum con il tenore Paolo Venier accompagna la serata con musiche tratte dal Fondo Musicale del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Il programma, costruito secondo un ordine alfabetico ispirato a un motto specifico, propone anche composizioni inedite appositamente create per l’occasione. Per l’evento è prevista l’apertura straordinaria del museo dalle 19.00 alle 20.30.
“Note stellate sulla scia di Van Gogh” va in scena martedì 12 agosto, al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (ingresso libero), nell’ambito di “Piano Days“. Protagonisti della performance Gabriele D’Alonzo che, oltre a esibirsi con il pianoforte, loop-station e sintetizzatori, è l’ideatore e produttore dello spettacolo, e Clara Di Giusto al violoncello. La lettura di alcune lettere di Vincent Van Gogh, scritte nel periodo tra febbraio 1888 e maggio 1889, tra Parigi e Arles, viene accompagnata da Gabriele D’Alonzo con i suoi brani originali per trasportare il pubblico nel mondo dell’artista, fino al brano Petit Boulevard pubblicato a marzo 2025 in onore di Van Gogh.
Sempre martedì 12 agosto, in piazza Verdi alle 21.00 (ingresso libero), nell’ambito del “Festival dell’Operetta”, a cura dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG, il concerto “Buon compleanno Strauss a duecento anni dalla nascita del grande compositore austriaco“. Il 25 ottobre 1825 nasceva a Vienna Johann Strauss jr, molto amato dall’imperatore Francesco Giuseppe, a cui Strauss dedicò il Kaiser- Walzer. Selma Pasternak, Andrea Binetti, Sergey Kanygin e con la partecipazione straordinaria di Daniela Mazzucato e Max Renè Cosotti, Corrado Gulin al pianoforte e Antonio Kozina al violino ci portano nel mondo del valzer viennese e nelle più belle operette del compositore: Pipistrello, Zingaro Barone, Notte a Venezia.
FUORICENTRO – a cura di Hangar Teatri
La rassegna Fuoricentro a cura di Hanga Teatri per Trieste Estate aspetta tutti venerdì 8 agosto a Melara, nell’Area Parrocchiale San Luca Evangelista e sabato 9 e domenica 10 agosto a Barcola, alla Fontana, con eventi, spettacoli e intrattenimenti di qualità e di ogni genere.
In caso di maltempo o di allerta meteo dichiarata, gli eventi saranno annullati, spostati in altre sedi o posticipati: si consiglia di verificare le informazioni, sempre aggiornate, sui canali social e digitali del Comune di Trieste.
La rassegna Trieste Estate è organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.
Aps comunicazione Snc di Aldo Poduie e Federica Zar viale Miramare, 17 • 34135 Trieste Tel. e Fax +39 040 410.910 zar@apscom.it
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini. Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore) e – qualora non fosse di per sé chiaro – specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.
Giovedì 7 Agosto si inaugura a Milano in via Corelli, la terza edizione di Recent Works, personale del pittore Lucio Forte. Sono visibili gli ultimi lavori realizzati dall’artista, circa venti opere, tra oli, acquerelli, disegni a china e tecniche miste.
Le opere rappresentano paesaggi urbani, soggetti storici, quotidiani, fantascientifici, animali e fumetti. Sono in esposizione oltre alle opere recenti, anche una trentina di dipinti realizzati negli anni precedenti.
Questi lavori rappresentano soggetti e tecniche analoghe a quelli recenti con viste di Manhattan, visioni fantascientifiche, castelli, paesaggi e nature morte.
Fuji mountain, mista su cartoncino, 27 x 36 cmSarzanello fortress 2, mista su tela, 40 x 70 cmUntitled, olio su tavola, 65 x 165 cm
Opening Giovedì 7 Agosto ore 19 – 22, presso Orygma, Via Corelli 34, Milano. La mostra è visitabile fino al 24 Agosto, su appuntamento. info@lucioforte.com
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LILIUM STARGAZER FESTIVAL 2025 Tre giornate tra natura, scienza, stelle e musica
8-9-10 agosto 2025 Parco Astronomico Lilio Viale dell’Osservatorio Strada per Pino Grande – Savelli (KR)
Nel cuore del Parco Astronomico dedicato a Luigi Lilio – il geniale astronomo e matematico calabrese che ha rivoluzionato il tempo con il calendario gregoriano – prende vita un evento di tre giornate, 8-9-10 agosto 2025, per celebrare la bellezza del cielo e della terra: Lilium Stargazer Festival che prende il suo nome da un fiore straordinario, il giglio stargazer (Lilium Orientalis Stargazer), che guarda il cielo proprio come faceva Lilio e che si presenta punteggiato come un cielo stellato.
È proprio la natura a suggerire l’unione tra cielo e terra, tra visione, tatto ed olfatto: lo stesso CNR ha dimostrato, infatti, che i percorsi e le immersioni in natura possono arrivare a dare un importante aiuto anche a livello terapeutico per le questioni di benessere mentale e fisico, come riduzione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, degli indici della dermatite atopica, della noradrenalina urinaria e dopamina, effetti benefici su asma, dermatite atopica e sonno, maggiori oscillazioni alfa-theta e una più forte ed efficiente sincronizzazione alfa-theta e tanti altri benefici.
Anche l’astronomia porta innumerevoli benefici: l’immersione e il contatto con il cielo, con l’universo, ricollegano il nostro essere ad una più globale comprensione e collocazione all’interno del sistema natura che ci ospita. Ecco dunque cosa ispira il festival: l’intenzione di unire il benessere con la natura, la scienza e l’arte, in un’esperienza multisensoriale che è anche un viaggio nello spazio, nel tempo e dentro di noi.
Nelle diverse giornate si alterneranno intellettuali, scienziati, ricercatori, artisti, operatori sociali e culturali: Francesco Valentini Professore ordinario di Fisica Teorica della Materia Università della Calabria; Filippo Frontera Astrofisico; Colonnello Francesco Alberti Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza; Colonnello Massimo Alligri Comandante della Base dell’Aeronautica Militare di Monte Scuro (CS); Rocco Lico Ricercatore INAF IRA, astrofisico; Emanuele Balboni Astrofisico, planetarista e Planetarium Manager per infini.to, chitarrista e compositore; Sara Zarrinchang Musicista e compositrice, artista performer, ex-ballerina, docente, NAEC e associata INAF; Umberto Rossini Dottore in Biotecnologie, planetarista del Planetario del Parco Astronomico Lilio; Angela Zavaglia Direttrice del Parco Astronomico Lilio, planetarista; Eleonora Aloise Pegorin Presidente Associazione Piccolo Principe B612, psicologa e pedagogista; Beatrice Impieri danzatrice; Jessica Lopez Terapista olistica e insegnante di yoga e meditazione; Mykyta Tortora Cantautore e performer, cantante; Davide Rotundo DeVine Club Savelli; Stefano Scarpa Presidente Associazione Villaggio Pino Grande; Francesco Paletta Presidente Confraternita della Misericordia di Savelli; Giovanni Pareschi Dirigente di ricerca presso l’INAF Osservatorio Astronomico di Brera; Carmelo Falco Associato INAF, PRISMA Project Office; Francesco Veltri Laureato in Fisica, astrofilo e scrittore; Stefano Cidone Laureato in Astrofisica insegnante di Fisica e Matematica; Antonio Costanzo Erborista esperto in Medicina Naturale; Sirio De Razza Presidente Compagnia della Sacra Cerca.
IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL
8 agosto 08:30 – 09:30 – Wake up in the woods – Risveglio in natura. Ginnastica dolce nel bosco del Parco Astronomico (su prenotazione) 10:30 – 12:00 – Caccia al tesoro / Escape room al Parco Astronomico (area parco-osservatorio) (su prenotazione) 15:00 – 18:00 – Stand e attività a cura del Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza 16:00 – 17.30 – Spettacolo in planetario e osservazione del Sole (su prenotazione) 17:45 – 19:15 – SensInF(or)esta: passeggiata/avventura multisensoriale nel bosco aperta al pubblico (passeggiata nel bosco tra suoni, profumi, terpeni, performance sonore partecipative e danzatrice) (su prenotazione) 19:30 – 21:00 – Aperi-Concerto: tra natura e stelle con Mykyta Tortora presso il Ristorante Pizzeria “Il Parco”, Villaggio Pino Grande (su prenotazione) 21:30 – Stargazing ai telescopi dell’Osservatorio con possibilità di spettacolo in planetario (su prenotazione) 9 agosto 08:30 – 09:30 – Wake up in the woods – Risveglio in natura. Ginnastica dolce nel bosco del Parco Astronomico (su prenotazione) 09:45 – 10:45 – Adventure divulgativa multisensoriale / Escape room nel bosco 11:00 – 12:00 – Water sparers: astronauti in missione – Water is precious! (giochi di consapevolezza sull’uso dell’acqua) 12:00 – 13:00 – Star stencils (laboratorio di decorazione partecipativa di nuovi elementi di allestimento dell’area esterna del Parco Astronomico) 16:30 – 18:00 – Caccia al tesoro / Escape room al Parco Astronomico (su prenotazione) 18:15 – 19:00 – Bolle di luce Lab (laboratorio su ottica, prismi, natura della luce con bolle di sapone) 19:30 – 21:00 – Aperi-Concerto: tra natura e stelle con BaZar Duo presso DeVine Club, Savelli (su prenotazione) 21:00 – 22.00 – Night walk 4 Darker Skies (passeggiata multisensoriale notturna nel bosco con performance per sensibilizzazione inquinamento luminoso) => Stargazing ai telescopi dell’Osservatorio (con performance danzatrice e astrofili Savelli) (su prenotazione) 10 agosto – Omaggio a Franco Piperno 08:30 – 09:30 – Wake up in the woods – Risveglio in natura. Ginnastica dolce nel bosco del Parco Astronomico (su prenotazione) 09:30 – 12:30 – SensInF(or)esta: passeggiata/avventura multisensoriale nel bosco aperta al pubblico (percorso nel bosco tra suoni, profumi, terpeni, enigmi, performance sonore partecipative e danzatrice + produzione magliette finale con colori per tessuti messi a disposizione dal Parco Astronomico) (su prenotazione) 15:30 – 16.30 – Bolle di luce Lab (laboratorio su ottica, prismi, natura della luce con bolle di sapone) 16:30 – 17.45 – Meditazione StarSeed nel bosco in collaborazione con “La dimora di Radha” 18:00 – 19:30 – Astrosalotto: Storie di buchi neri e di sogni calabresi con Rocco Lico, Ricercatore INAF IRA 21:15 – 22.30 – ContAgio – Performance multisensoriale in planetario 22:30 – Stargazing con spettacolo di luce e danza
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