Roma, Ex Cartiera Latina: Continuano fino al 16 giugno la mostra e gli eventi di Climate Change “Anthropos e Kainos” II

Fino al 16 giugno 2023
Climate Change 

“Anthropos e Kainos” II

A cura di Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti

Sala Nagasawa Ex Cartiera Latina
Via Appia Antica 42 – Roma

Fino al 16 giugno 2023 la Sala Nagasawa dell’Ex Cartiera Latina a Roma ospita il Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos” II, a cura di Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti. L’evento si avvale del patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e della collaborazione di numerose associazioni che operano nel settore ambiente. 

Il Clima. Non c’è argomento più urgente. Il riscaldamento globale, causato dall’uso di combustibili fossili, dal disboscamento su larga scala e dagli allevamenti intensivi, genera conseguenze gravi ed importanti. Piante e specie animali vanno estinguendosi, le calotte glaciali si sciolgono e il livello del mare si sta innalzando. È necessario agire, prendere posizione, divulgare, e questa consapevolezza ha motivato i curatori a chiamare l’Arte a sostegno, per realizzare sia il primo evento del 2022, ed oggi il secondo appuntamento del Progetto Climate Change “Anthropos e Kainos II” 2023, un evento tematico di enorme attualità, il cui titolo deriva dall’unione di due parole greche: anthropos (uomo) e kainos (recente, nuovo). Il significato che assume, dunque, è quello di un “periodo in cui la Terra ha un nuovo aspetto a causa delle azioni umane”: senza sostituire il termine corrente usato per l’epoca geologica attuale, Olocene, indica esclusivamente l’impatto che l’homo sapiens ha sull’equilibrio del pianeta, sull’impatto dei cambiamenti climatici e sul loro destino. Visto attraverso il prisma dell’arte, il progetto presenta più di cento tra opere di artisti italiani ed esteri, coinvolgendo inoltre designer, architetti, street artist, attori, poeti, musicisti, e ricercatori che si confrontano, con la volontà di farsi vettori del cambiamento e dare la possibilità di rovesciare l’idea di mondo. Un percorso in cui l’arte è ambasciatrice di sensibilizzazione, soprattutto verso un pubblico ancora in difficoltà nel percepire l’entità del pericolo della crisi climatica.

Anthropos e Kainos logo Image

L’arte e l’artista, antropologo e “semionauta” intento a navigare e ad intercettare nelle sue esplorazioni il mondo, sono il punto di contatto positivo per ispirare l’azione e il cambiamento dei comportamenti nei confronti della natura e del pianeta, mettendo in luce e denunciando i problemi e le indifferenze dei potenti della terra, evidenziando le possibili soluzioni della crisi climatica, spiegando l’effetto serra e come dovremmo agire per limitare i danni. Negli ultimi anni in Europa e nel mondo, molti artisti hanno denunciato i cambiamenti climatici e l’indifferenza dei leader mondiali, hanno appoggiato i movimenti ambientalisti, e molti di questi sono a sostegno dell’evento, e messo in discussione la società dei consumi: è ciò che “Anthropos e Kainos” fa qui oggi. Una performance corale, che propone un’introspezione per smentire idee preconcette e sensibilizzare positivamente ed attivamente, proponendo al visitatore un’intensa riflessione sul rapporto che lega il Sapiens e l’ambiente naturale, esprimendo tutta la cecità ancora presente nell’uomo nei confronti dell’attuale situazione.

Artisti

Giovanni Albanese, Fabio Maria Alecci, Paola Alviano Glaviano, Ali Assaf, Carmelo Baglivo, Jan Bauer, Claudia Bellocchi, Giancarlino Benedetti Corcos, Edoardo Bernardi, Paolo Bielli, Rodrigo Blanco, Raimondo Bonamici, Lorenzo Budello, Valeria Cademartori, Ennio Calabria, Francesco Canini, Tommaso Cascella, Massimo Catalani, Antonio Maria Catalani , Franco Cenci, Francesco Cervelli, Primarosa Cesarini Sforza, Marco Cipriani , Marco Colletti, Daniele Contavalli, Lea Contestabile, Giampaolo Conti, Federico Cozzucoli, Verena D’Alessandro, Eleonora del Brocco, Giammaria De Luca, Cecilia De Paolis, Laura Della Gatta, Simonetta Domiziani, Ermanno Dosa , Barbara Duran, Gianluca Esposito, Luciano Fabale, Stefania Fabrizi, Marisa Facchinetti, Massimo Fedele, Paolo Ferigo, Elisabeth Frolet, Giorgio Galli, Lucia Gangheri, Toni Garbasso, Antonella Graziano, Luo Guixia, Paulina Humeres, Eemyun Kang, Fariba Karimi, Susanne Kessler, Jukhee Kwon, Cesare Lauri, Luigi Lauria, Emanuela Lena, Silvana Leonardi, Enrico Lombardi, Rosy Losito, Giulia Lusikova, Nora Lux, Renata Maccaro, Claudio Marani, Claudio Marini, Carlo Marchetti, Adamo Marrucci, Carola Masini, Danilo Massi, Diego Mazzoni, Piero Meogrossi, Riccardo Monachesi, Daniela Monaci, Luis Moro, Lucilla Monardi, Massimo Napoli, Anna Onesti,  Raffaello Paiella, Claudio Palmieri, Giorgios Papaevangeliou, Beatrice Pasquet, Vincenzo Pennacchi, Daniela Perego, Adriana Pignataro, Roberto Piloni, Elisabetta Pizzichetti, Andrea Pochetti, David Pompili, Piero Pompili, Marco Rea, Paolo Romani, Virginia Ryan, Massimo Ruiu, Rocco Salvia, Sara Santarelli, Maurizio Savini, Diana Sblano, Otello Scatolini, Stefano Trappolini, Silvia Stucky, Giuseppe Tersigni, Fabiano Trionfi, Yongxu Wang, Mara van Wees, Barry Wolfryd, Fiorenzo Zaffina, Gaetano Zampogna. 
 

PROGRAMMA dal 14 al 16 giugno

/ Mercoledì 14 giugno ore 17.30
Performance di Roberto  Bellatalla (Contrabbasso) e Maddalena Gana (corpo) 
/ Giovedì 15 giugno ore 17.30
Performance di Silvana  Leonardi (poesia) e Monica Limongelli (flauto) 
/ Venerdì 16 giugno
ore 17.00

Tavolo delle Conclusioni con il maestro Ennio  Calabria e l’architetto Piero  Meogrossi Compagnia Instabile 
ore 19.30
Intervento “La Psicologia dell’Albero” di Massimo Napoli

INFO
Progetto Climate Change  “Anthropos e Kainos” II
A cura di Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti
Organizzazione: Fabrizio Boccadolce
Con il patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura
Con il patrocinio e collaborazione di  ASvis, Save Your Globe, LegaAmbiente, Van Verdi Ambiente e Società, Green Cross Italia, Italia Nostra, Greenpeace

Opening venerdì 9 giugno 2023 ore 17.00
Sala Nagasawa Ex Cartiera Latina
Via Appia Antica 42 – Roma
Fino al 16 giugno 2023
Orari mostra
: dal 10 al 15 giugno dalle 17.00 alle 19.30
Ingresso libero e gratuito
Per info
Maria Rita Bassano Ferretti
rbassano@libero.it
tel. 334 363 0727
Ufficio stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – Interno 14 next
roberta.melasecca@gmail.com / 349.4945612
www.melaseccapressoffice.it
www.interno14next.it

Bologna presso ArteBo: Il Bello e il Brutto nell’arte attuale – Mostra a cura di Carmelita Brunetti

Il Bello e il Brutto
nell’arte attuale

Mostra a Bologna presso ArteBo

a cura di Carmelita Brunetti, critica e storica dell’arte

Dal 15 al 22 giugno 2023

Inaugurazione: 15 giugno 2023 ore 18

ArteBo, Via San Petronio Vecchio 8, Bologna

Dal 15 al 22 giugno 2023 l’atelier ArteBo a Bologna ospita la mostra collettiva “Il Bello e il Brutto nell’arte attuale” a cura di Carmelita Brunetti, critica e storica dell’arte.

L’esposizione “Il Bello e il Brutto nell’arte attuale si interroga su dove andrà a finire la creatività dell’essere umano, e se grazie alla tecnologia possono aprirsi nuovi orizzonti artistici e culturali. Contemporaneamente si intravedono pericoli come l’annichilimento dell’uomo e della sua libertà espressiva.

La curatrice della mostra Carmelita Brunetti afferma: “L’arte oggi deve riappropriarsi del senso estetico, della ricerca artistica di qualità per contrastare il malessere della nostra società. Tutto ci appare offuscato e confuso da un certo tipo di comunicazione mass mediale scorretta. Ecco che entra in gioco l’arte e si veste come un nuovo messia per far germogliare la bellezza, quella bellezza pura di un bambino che ci guarda con gli occhi brillanti. Le opere di questi 10 artisti, tutti accomunati dalla voglia di generare nell’osservatore domande sul senso della vita e sulla crisi identitaria, sono come un calcio alla palla che vuole fare goal e vincere. Queste opere diverse fra loro hanno come obiettivo far riflettere sui mali della nostra società e far riscoprire il valore della vita.  Oggi più che mai dobbiamo guardare ai principi dell’Agenda dell’ONU, e alla voglia di emozionare l’osservatore facendo nascere nel cuore di chi osserva il desiderio di cambiare strada e di calpestare un nuovo sentiero dove l’arte e la cultura si fanno portavoce di una nuova era”.

Le opere in esposizione sono 30, si alternano fra dipinti, mosaici, fotografie digitali, DigitalArt, installazioni. Un lavoro interessante che mette a confronto diverse culture fra il nord Europa con gli olandesi Arie Otten e Andréa Lobel, il tedesco Dieter Hanf, l’americana Camille Ross e gli italiani provenienti da tutta Italia con Anna Letizia CandeliseMarcello Perruzza, Federica Nobili DesignerDanilo PretoGambasin, Robero Lacentra.


CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

Culturalia

Agenzia di comunicazione e ufficio stampa
tel : +39-051-6569105
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com

Bologna, Museo Civico Medievale: Inaugurata la nostra “Gli Assiri all’ombra delle Due Torri”

Cilindro
Cilindro cuneiforme con iscrizione reale sulle gesta del re Sennacherib
Argilla, L. 21 cm; l. 13 cm; sp. 1,2 cm
Ninive, città bassa settentrionale, Area H, F.2575
Inv. NE.22.O.170, Iraq Museum
700 a.C.
Il testo descrive in dettaglio le prime tre campagne militari di Sennacherib, la costruzione del Palazzo di Sud-Ovest a Ninive, e altre opere realizzate nella capitale del regno. Nella terza campagna (701 a.C.), il re assiro marciò alla testa dell’esercito verso il Levante, ricevendo tributi e doni dai sovrani locali; sconfisse inoltre una coalizione guidata dall’Egitto, catturò numerose città appartenenti al regno di Giuda, e minacciò di assediare Gerusalemme ottenendo infine la sottomissione di Ezechia, così come narrato, in termini parzialmente diversi, nella tradizione veterotestamentaria.
Pazuzu
Amuleto raffigurante la testa del demone Pazuzu
Bronzo, L. 4,8 cm; l. 2,6 cm; sp. 2,4 cm
Ninive, città bassa settentrionale, Area B, F.2979
Inv. NE.22.O.83, Iraq Museum
VII secolo a.C.

Inaugurazione alla presenza di Abdul Latif Rashid
Presidente della Repubblica dell’Iraq

Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica
King Abdulaziz Chair for Islamic Studies | Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive

Gli Assiri all’ombra delle Due Torri – Un mattone iscritto della ziggurat di Kalkhu in Iraq e gli scavi della Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive

A cura di Nicolò Marchetti          

14 giugno – 17 settembre 2023
Museo Civico Medievale, Bologna

www.museibologna/arteantica

Inaugurazione al pubblico martedì 13 giugno 2023 ore 19.00

Il Museo Civico Medievale del Settore Musei Civici Bologna è lieto di ospitare nella Sala del Lapidario la mostra Gli Assiri all’ombra delle Due Torri. Un mattone iscritto della ziggurat di Kalkhu in Iraq e gli scavi della Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive, visibile dal 14 giugno al 17 settembre 2023.

L’iniziativa espositiva, a cura di Nicolò Marchetti, è promossa da Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte AnticaKing Abdulaziz Chair for Islamic Studies | Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive in occasione della restituzione all’Iraq di un oggetto mesopotamico sequestrato in Italia da parte del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di ModenaReggio Emilia e Ferrara. Si tratta di un mattone cotto del re assiro Salmanassar III (858-824 a.C.) con un’iscrizione cuneiforme che ne rivela la sicura provenienza dalla ziggurat (tempio-torre a gradoni) dell’antica Kalkhu (moderna Nimrud), la prima capitale dell’impero neoassiro, distrutta nel 2016 dall’iconoclastia dell’ISIS.

All’atto di riconsegna ufficiale del reperto ha presenziato S.E. il Presidente della Repubblica dell’IraqAbdul Latif Rashid, che ha inaugurato la mostra in forma strettamente riservata martedì 13 giugno 2023 alle ore 17.30, in occasione della Visita di Stato in Italia che toccherà le città di Roma e Bologna. Sono intervenuti: Matteo Lepore, sindaco di Bologna; Elena Di Gioia, delegata alla Cultura di Bologna e Città metropolitana; Vittorio Sgarbi, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura; Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna; Nicolò Marchetti, professore ordinario Università Bologna e curatore della mostra; Giuseppe De Gori, comandante Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Bologna; Piera Bossi, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Busto Arsizio; Massimo De Filippo, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio; Francesca Tomba, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bolognae le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Mattone
Mattone cotto con iscrizione reale
Argilla, L. 35,7 cm; l. 33,7 cm; sp. 10,8 cm
Kalkhu (moderna Nimrud), originariamente dalla ziggurat di Ninurta
Senza Inv., in corso di trasferimento all’Iraq Museum
Regno di Salmanassar III (858-824 a.C.)

ISCRIZIONE: “Salmanassar (III), grande re, re potente, re del mondo, re d’Assiria, figlio di Assurnasirpal (II), grande re, re potente, re del mondo, re d’Assiria, figlio di Tukulti-Ninurta (II), anch’egli re del mondo e re d’Assiria. Muratura della ziggurat della città di Kalkhu”

La mostra è posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica dell’Iraq, con il patrocinio di Ministero della Cultura, Ambasciata dell’Iraq in Italia, Ambasciata d’Italia in Iraq e Iraqi State Board of Antiquities and Heritage.
Il progetto è stato concepito con una nuova formula di mostra sostenibile con l’obiettivo di comunicare al pubblico contenuti storici relativi all’impero neoassiro (Mesopotamia, IX-VII secolo a.C.), attraverso modelli digitali stampati in 3D,raccontando alcune specificità e sfide della collaborazione scientifica e cooperazione italiane con la Repubblica dell’Iraq e con la città di Mosul in particolare.
Dopo la liberazione della metropoli, nel giugno 2017, dall’occupazione da parte dell’ISIS che durava sin dal 2014, la Missione Archeologica Iracheno-Italiana è stata chiamata a dare un contributo all’esplorazione e alla protezione del settore orientale corrispondente all’antica Ninive, leggendaria capitale dell’Assiria ormai gravemente minacciata dall’espansione urbana, tanto che oggi oltre un terzo del sito può dirsi pressoché perduto per l’esplorazione archeologica.
Tra il 2019 e il 2022 sono state condotte quattro campagne annuali congiunte tra Università di Bologna e Iraqi State Board of Antiquities and Heritage, dirette da Nicolò Marchetti, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, oltre che della Volkswagen Foundation, con il progetto KALAM, e del J. M. Kaplan Fund nell’ambito di progetti di restauro e formazione di personale locale.

36 repliche
 al vero di sigilli e cretule neoassiri e di testi cuneiformi provenienti dal progetto di scavo nel mega-sito di Ninive, che si estende su 750 ettari con 12 km di mura, sono state scelte per raccontare storie antiche e moderne. Tra queste è presente la riproduzione del mattone del re assiro Salmanassar III proveniente dalla ziggurat dell’antica Kalkhu sequestrato dai Carabinieri. Esso apparteneva a un monumento distrutto nel 2016 dai bulldozer dell’ISIS, pertanto il ritorno all’Iraq di un elemento architettonico di una struttura andata perduta rappresenta un elemento importante anche sul piano simbolico.

Cretula
Argilla, L. 2,5 cm; l. 2,1 cm; sp. 0,8 cm
Ninive, città bassa settentrionale, Area H, F.1679
Inv. NE.21.O.415, deposito dello SBAH a Mosul
VII secolo a.C.

Sono inoltre esposti anche due frammenti di rilievi palatini della metà del VII sec. a.C. scoperti dalla missione italiana nel 2022 nel Palazzo Nord di Assurbanipal e un ulteriore frammento dalle collezioni del Museo Archeologico di Venezia, pressoché identico agli altri due e anch’esso proveniente dall’acropoli di Ninive.Il percorso espositivo si completa con l’allestimento nella Sala delle Arche, all’interno della collezione permanente del museo, di tre sculture realizzate dagli artisti contemporanei di origine irachena Baldin AhmadResmi Al Kafaji Qassim Alsaedy, che da oltre quarant’anni vivono in esilio in Europa e hanno unito le loro ricerche e comuni vicende biografiche nel progetto espositivo itinerante Two Shores (Due Sponde).


SCHEDA TECNICA


Titolo mostra

Gli Assiri all’ombra delle Due Torri. Un mattone iscritto della ziggurat di Kalkhu in Iraq e gli scavi della Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive

A cura di

Nicolò Marchetti

Progetto espositivo
Antonio Gottarelli

Promossa da

Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica
King Abdulaziz Chair for Islamic Studies | Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive

Sede
Museo Civico Medievale
Via Manzoni 4 | 40121 Bologna

Periodo di apertura
14 giugno – 17 settembre 2023

Inaugurazione
Martedì 13 giugno 2023 ore 19

Orario di apertura
Martedì, giovedì 10-14
Mercoledì, venerdì 14-19
Sabato, domenica, festivi 10-19
Chiuso lunedì non festivi

Ingresso
Intero € 6 | ridotto € 4 | ridotto speciale giovani tra 19 e 25 anni € 2 | gratuito possessori Card Cultura

Informazioni

Settore Musei Civici Bologna | Musei Civici d’Arte Antica
Via Manzoni 4 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 2193923
museiarteantica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/arteantica
Facebook: Musei Civici d’Arte Antica
Instagram: @museiarteanticabologna
TiKTok: @museiarteanticabologna
Twitter: @MuseiCiviciBolo

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Instagram: @bolognamusei
Twitter: @bolognamusei

Ufficio Stampa / Press Office Settore Musei Civici Bologna
Via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496653 / 6496620
ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it
Elisa Maria Cerra elisamaria.cerra@comune.bologna.it
Silvia Tonelli silvia.tonelli@comune.bologna.it

COLOPHON
 

Sotto l’Alto Patronato della
Presidenza della Repubblica dell’Iraq

Con il patrocinio di
Ministero della Cultura, Ministro Gennaro Sangiuliano
Ambasciata dell’Iraq in Italia, Ambasciatore Saywan Barzani
Ambasciata d’Italia in Iraq, Ambasciatore Maurizio Greganti
Iraqi State Board of Antiquities and Heritage, Chairman Laith Hussein

Comitato scientifico
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna: Nicolò Marchetti, Gianni Marchesi, Palmiro Notizia, Gabriele Bitelli, Francesca Cavaliere, Claudia D’Orazio, Gabriele Giacosa, Eleonora Mariani,
Jacopo Monastero, Serafino Rosso, Marco Valeri, Nadia Barbi
Comune di Bologna: Massimo Medica, Eva Degl’Innocenti
Iraqi State Board of Antiquities and Heritage: Laith Hussein, Ali Obeid Shalgam, Khairuldeen Ahmed Al Juhaishi, Rwaed Muwafaq Mohammed

Progettazione grafica e realizzazione allestimento
Antonio Gottarelli, Federica Proni (Te.M.P.L.A. – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna)

Testi pannelli
Nicolò Marchetti, Claudia D’Orazio, Gabriele Giacosa, Jacopo Monastero, Gianni Marchesi, Palmiro Notizia

Traduzioni in arabo
Mohammed Al Khalid

Realizzazioni 3D
NEARCHOS.it:
Jacopo Monastero: coordinamento produzione 3D, fotogrammetria, modellazione, stampa 3D, assemblaggio/rifinitura
Denny Zenari: modellazione, stampa 3D
Francesca Cavaliere: fotogrammetria e modellazione del rilievo MAV 48
Mattia Carli: rifinitura e pittura modelli
Matteo Piccoli: supporti in plexiglass
Serafino Rosso: video editing

Per il mattone da Kalkhu
Gabriele Bitelli: rilievo 3D e modellazione
TryeCo: stampa 3D e rifinitura
 
Con il sostegno di
Iperceramica
Con la partecipazione espositiva di
Baldin Ahmad, Resmi Al Kafaji, Qassim Alsaedy

Con la collaborazione tecnica di
Museo Archeologico Nazionale di Venezia
Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
Arc.a Monte Bibele aps
NEARCHOS.it
TryeCo
CRANE 2.0 – University of Toronto

Partner della Missione Archeologica Iracheno-Italiana a Ninive
Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, DGDP Ufficio VI
Iraqi State Board of Antiquities and Heritage
Volkswagen Foundation – KALAM project
J.M. Kaplan Fund


Venezia, Museo del Merletto di Burano: IL FILO DEL CUORE. I merletti di Burano

Museo del Merletto, Burano, Sale espositive

IL FILO DEL CUORE.
I merletti di Burano

Burano (Ve), Museo del Merletto di Burano
14 giugno 2023 – 6 gennaio 2024

L’isola lagunare, Burano, è da sempre identificata con l’arte del merletto. “Una tradizione di altissimo artigianato artistico per la quale – sottolinea il Sindaco Luigi Brugnaro – è in itinere la richiesta del riconoscimento Unesco come Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità. Un riconoscimento destinato a rivalutare e valorizzare questa raffinata produzione, che proprio a Venezia individua le sue origini”.

Dal 14 giugno, al Museo del Merletto, aperto nel 1981 nello storico palazzetto del Podestà di Torcello, in Piazza Galuppi a Burano, due concomitanti iniziative, accomunate sotto la denominazione de “Il filo del cuore” accendono i riflettori su questa antica tradizione, riportandola all’attualità.

Da ricordare che il Museo del Merletto occupa quella che, dal 1872 al 1970, fu la sede delle famosa scuola del merletto di Burano fondata dalla Contessa Adriana Marcello. In un allestimento suggestivo, che porta anche all’interno del Museo la policromia tipica dell’isola, sono esposti rari e preziosi esemplari che offrono una completa panoramica delle vicende storiche e artistiche dei merletti veneziani e lagunari dall’origine ai nostri giorni.

Il filo del cuore” identifica un appuntamento ormai imperdibile che inizia proprio il giorno in cui si ricorda la scomparsa della centenaria Maestra Merlettaia Emma Vidal. Si tratta della decima edizione del Concorso Nazionale “ Un Merletto per Venezia” che propone il meglio di quanto l’Italia tutt’oggi riesca a creare solo con l’abilità delle mani nell’intrecciare fili. L’iniziativa, organizzata e promossa con collaborazione con la Fondazione Andriana Marcello apre un capitolo interessante soprattutto perché destinato alla valorizzazione di questa particolare tipologia creativa oggi più che mai rivolta al contemporaneo sia come linguaggio sia come oggetto d’arte e non solo d’uso. Infatti il Concorso, accreditato da anni, è un punto di riferimento per le realtà italiane che producono il merletto e soprattutto rappresenta un’importante opportunità per confrontarsi e trovare delle connessioni con altre tradizioni. “Sempre di più emerge la necessità di sdoganare il merletto verso una creazione slegata all’uso ma finalizzata ad un’espressività fine a se stessa. Le opere in concorso saranno esposte come sempre in Museo e saranno la traduzione del tema “E lucean le stelle” che vedrà delle applicazioni sia in stile antico che moderno sia per il merletto ad ago che per quello a fuselli”, afferma Chiara Squarcina, Dirigente Area Attività Museali.

All’esposizione delle opere in concorso si affiancherà anche una mostra di merletti antichi che offrirà l’opportunità di presentare alcuni manufatti antichi ed anche alcuni esemplari creati proprio dalla Scuola del Merletto di Burano.

Da Burano, al centro storico di Venezia. Da aprile a settembre, una volta al mese, nella giornata di venerdì, il Museo di Palazzo Mocenigo accoglierà “I venerdì del merletto “. In quest’occasione, le Maestre Merlettaie di Burano e quelle di Pellestrina si alterneranno per dare dimostrazione della lavorazione sia ad ago che a fuselli.

“La Fondazione Musei Civici di Venezia – sottolinea la sua Presidente Mariacristina Gribaudi – ha da sempre riservato una grande attenzione alle Arti cosiddette Minori proponendo dei momenti espositivi e di approfondimento di caratura internazionale. Oggi più che mai sussiste un particolare interesse per il merletto italiano che in questo periodo è oggetto di un riconoscimento internazionale quale bene intangibile da parte dell’UNESCO”.


Museo del Merletto
Piazza Galuppi 187
30142 Burano
Tel. +39 041 730034
museomerletto.visitmuve.it
 
Contatti per la stampa
 
Fondazione Musei Civici
press@fmcvenezia.it
www.visitmuve.it/it/ufficio-stampa

In collaborazione con
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Roberta Barbaro: roberta@studioesseci.net

Salvatore Privitera racconta il suo romanzo fantasy: LARS E GLI ELFI. L’eredità di Zigramon e Cumumbra

Lars contro il Demone serpente

Lars e gli elfi (dietro le quinte)

di Salvatore Privitera

LARS E GLI ELFI – VOL I
L’eredità di Zigramon e Cumumbra

di Salvatore Privitera

Formato: 15×21
Pagine: 170
Collana: Fantasy
Cover Graphics: Claus Tamburini

«Papà, ho bisogno che mi racconti una storia, mi serve per riuscire a dormire!» disse il piccolo Lorenzo. E fu così che Lars, lo spensierato ragazzo del regno di Gemunda, iniziò a farsi strada nella mia mente e, quel che doveva rimanere il racconto di una sera, dieci indimenticabili minuti passati a far felice mio figlio, con una storiella per bambini, iniziò a trasformarsi in un vero e proprio romanzo fantasy per tutti. Si perché, se è vero che in precedenza avevo provato a mettere nero su bianco qualche idea, la storia di Lars e la sua compagnia di elfi (in questo caso piccoli come nell’immaginario dell’illustratore britannico Arthur Rackham) mi ha fatto capire quanto io ami scrivere del fantastico; così, tra i tanti impegni di un padre e di un marito, a conferma che la volontà è tutto, a ogni spazio libero progettavo e annotavo per poi agganciare tutto al posto giusto, anche e soprattutto di notte, a volte anche prendendo spunto e attingendo dalla storia di varie culture del globo.

Mappa di Gemunda

Dopo un anno e mezzo di appassionante lavoro, finalmente Lars e gli elfi vol I – L’eredità di Zigramon e Cumumbra – fu ultimata e, con mia grande sorpresa, la risposta positiva non tardò ad arrivare e il romanzo trovò casa presso PAV Edizioni.

Sei sono stati i mesi di trepidante attesa prima che tutto fosse pronto per la pubblicazione ma, alla fine, la soddisfazione è stata immensa nel mio piccolo e, senza neanche fermarmi, le basi per il secondo volume della trilogia sono già pronte per essere elaborate.

Finalmente ora lo posso dire: LARS E GLI ELFI L’eredità di Zigramon e Cumumbra è fuori! E questa qui sopra è la sua copertina!

Lars, è uno spensierato ragazzo del regno di Gemunda, che viene inviato dalla madre a raccogliere castagne. Presto scoprirà una realtà che gli uomini del suo tempo credevano ormai fosse leggenda. Tra elfi, demoni, creature e luoghi fantastici, Lars si ritroverà a vivere una incredibile avventura e a conoscere uno sconvolgente segreto su se stesso, mentre incombe su Gemunda una minaccia risvegliatasi dopo mille anni.

Sono molto contento di poter condividere la notizia con voi e – se avete voglia di immergervi in un mondo magico fatto da creature fantastiche, elfi, demoni e stregoni, dove l’avventura è padrona – troverete Lars e i suoi compagni sul sito della PAV, nella sua edizione Deluxe, con alette di copertina e carta più spessa.
Inoltre, è disponibile anche su Amazon nelle sua versione più economica, senza alette di copertina e carta più leggera, a un prezzo inferiore di due euro.

Il regno di Gemunda vi aspetta!

Salvatore Privitera

Nato a Messina, classe ’79, Salvatore Privitera si appassiona al fantasy dall’uscita nelle sale cinematografiche de La Storia Infinita. Da allora, oltre a diventare un assiduo divoratore di racconti appartenenti a questo genere letterario, soprattutto dei romanzi di Robert E. Howard, non smette di fantasticare e immaginare storie e mondi. Da qualche anno, parallelamente alle attività nel settore grafico creativo, si dedica alla scrittura fantasy e sceneggiature per fumetti.

Qui in basso, il link d’acquisto al sito PAV Edizioni!

Strepitosa novità: fino a data da definirsi inserendo il codice autori2023 potrete usufruire dello sconto del 10%

Venezia, Museo Correr: Introduzione alla mostra IMAGO IUSTITIAE Capolavori attraverso i secoli

Valentin Lefebre (1637-1677), incisore
Paolo Caliari detto Veronese (1528-1588), inventore
Trionfo di Venezia (dalla serie Opera selectoria) 1680 ante
Acquaforte, Foglio 73,3 x 50,2 cm Collocazione Art. g. 20-16
Milano, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”

IMAGO IUSTITIAE
Capolavori attraverso i secoli

Venezia, Museo Correr
10 giugno – 3 settembre 2023

Mostra a cura di Marina Mattei

La mostra è promossa dal Comune di Venezia nella persona del Sindaco Luigi Brugnaro, ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura di Roma presieduto da Giuseppe Lepore in sinergia con la Fondazione Musei Civici di Venezia presieduta da Mariacristina Gribaudi e con il patrocinio del Comando Interregionale dell’Italia Nord-Orientale della Guardia di Finanza diretto dal Generale di Corpo D’Armata Carmine Lopez che ha curato i più alti aspetti istituzionali relativi alla pianificazione, programmazione e organizzazione dell’evento aperto al pubblico il giorno 10 Giugno 2023 al Museo Correr di Venezia.



Maggiori informazioni ►qui

Museo Correr
San Marco 52
30124 Venezia
T +39 041 2405211
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Fondazione Musei Civici di Venezia
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In collaborazione con

Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
roberta@studioesseci.net

Brescia: Un’altra imperdibile Asta di Capitolium Art – Arte Antica e del XIX secolo

Asta 409 | ARTE ANTICA E DEL XIX SECOLO

È online il Catalogo dell’Asta 409 di Capitolium Art.

Le opere all’asta martedì 13 e mercoledì 14 giugno 2023.

L’asta n. 409 Arte Antica e del XIX-XX secolo, si rivolge ad un pubblico di appassionati di antiquariato e propone in catalogo 246 lotti selezionati dai referenti della Casa d’Aste per l’Arte Antica – Giorgio Rusconi, Responsabile,  Federica Vinci, coordinatrice del Dipartimento e Filippo Durante, esperto mobili, sculture e oggetti antichi – in base a diversi criteri, quali estetica e provenienza, qualità, importanza storico-culturale e collezionistica, stato di conservazione. Tra i lotti presentati, perlopiù dipinti, sono presenti anche sculture, un’importante collezione di maioliche e oggetti d’arte, provenienti da alcune collezioni private caratterizzate da un’indiscutibile qualità e rilevanza. 

Tra le opere di maggior rilievo, il lotto 20 di Francesco Albani, Maria Vergine in gloria d’angeli, dipinto di notevoli dimensioni (196×136 cm), una recente e importante riscoperta da annoverare tra le opere dell’artista bolognese. Ricomparso sul mercato dopo 150 anni passati in una collezione privata, il dipinto era parte di una pala d’altare raffigurante San Guglielmo duca d’Aquitania. Durante l’invasione napoleonica fu portato via dalla sua collocazione originaria, la chiesa delle Monache di Gesù Maria, e in seguito fu diviso in vari frammenti. Altre opere di notevole interesse sono l’Ecce Homo di Carlo Dolci, la Veduta notturna con Castel dell’Ovo di Carlo Bonavia, la Veduta del teatro greco di Taormina con il vulcano Etna di Pietro Fabris, per quanto riguarda i dipinti antichi. Nella seconda giornata verranno battute in asta le maioliche appartenenti alla collezione Besner Decca e un’importante placca della manifattura di Minton. Per quanto riguarda la sezione dedicata alle opere del XIX secolo, presenti nella quarta tornata d’asta, Federico Zandomeneghi con Femme qui reve e Antonio Mancini con Conchiglie rappresentano i dipinti di maggior entità.  

Vista la grande vastità di articoli l’asta si svolgerà in due giornate e quattro tornate: la prima il 13 giugno ore 14:00  (lotti 1-67), La seconda il 13 giugno ore 19:00 (lotti 68-135), la terza 14 giugno ore 14:00 (lotti 136-206), l’ultima 14 giugno 0re 17:99 (lotti 207-256). 

Il dipartimento Arte Antica e del XIX secolo di Capitolium Art – antiquariato, dipinti antichi e del XIX secolo –, condotto da Giorgio Rusconi, ha costituito fin dalla fondazione della casa d’aste il principale settore di interesse, oggi ampliato anche ad altre aree di ricerca (arte moderna, arte orientale, design, gioielli e orologi) ed è specializzato nella vendita di singole opere e intere collezioni. Quella sull’arte antica, in un momento che vede il mercato impegnato sulla grande partita dell’arte contemporanea, è una scommessa difficile, ma su cui Capitolium punta ancora molto. E il settore dei dipinti antichi, negli ultimi anni, ha registrato un sensibile e costante aumento di interesse da parte dei collezionisti, dovuto soprattutto alla percezione dell’arte antica come bene che conferisce prestigio alla propria collezione d’arte, specialmente con l’aggiudicazione all’asta. Quattro le aste annuali che presenta ad una clientela molto selettiva e specializzata, sia istituzionale sia privata, ad aprile, giugno, ottobre e dicembre, che propongono dai dipinti alle sculture, dagli oggetti scientifici agli argenti d’epoca. La raccolta è effettuata a livello nazionale e non solo, le opere inserite in catalogo illustrate da schede di esperti indipendenti con la prerogativa costante di dare la massima disponibilità e chiarezza di informazione alla clientela che decide di affidarsi a Capitolium Art.

L’Asta 409 | ARTE ANTICA E DEL XIX SECOLO tradizionale del 13 e 14 giugno si propone di incontrare ed esaudire la ricerca di un pubblico di appassionati, ma anche di investitori di capitale che esprimano fiducia in beni che non passano mai di moda e come tali perfetti per essere felicemente accostati ad altre tipologie di arte, antica, moderna o contemporanea, sempre lungo il filo rosso del “valore”.


Comunicazione
Capitolium Art
Brescia – Torino – Roma
e-mail: comunicazione@capitoliumart.it

Giorgio de Chirico. Metafisica continua – Da ottobre a Palazzo Sarcinelli di Conegliano

Giorgio de Chirico. Metafisica continua

Conegliano (Tv), Palazzo Sarcinelli

11 ottobre 2023 – 25 febbraio 2024

Mostra a cura di Victoria Noel-Johnson. Organizzata da ARTIKA in collaborazione con Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e la Città di Conegliano.

“Giorgio de Chirico. Metafisica continua”, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano dal 11 ottobre 2023 al 25 febbraio 2024, anticipa le celebrazioni del centenario del Surrealismo (1924-2024), movimento di cui de Chirico fu eletto, a sua insaputa, capostipite dal fondatore André Breton. Per lui, come per altri surrealisti quali Max Ernst, René Magritte, Yves Tanguy e Salvador Dalì, la prima pittura metafisica (1910-1918) di de Chirico svolse un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo del movimento dall’inizio degli anni Venti in poi.

La mostra, a cura di Victoria Noel-Johnson, è organizzata da ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni, in collaborazione con Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e il Comune di Conegliano.

Ad essere proposte sono 71 opere dell’artista e tra esse un’importante selezione dei principali soggetti di de Chirico, tra cui i Manichini senza volto e i Trovatori, le Piazze d’Italia e le Torri, gli “Interni ferraresi”, i Trofei, i Gladiatori, gli Archeologi, i Soli accesi e spenti e i Bagnanti misteriosi (serie Mythologie del 1934).

La mostra riserva un ampio focus alla stagione neometafisica (1965-1978 ca.) – di cui La Fondazione de Chirico possiede la più importante e completa collezione al mondo – in cui l’artista torna a elaborare i temi che popolavano le opere del primo periodo metafisico (1910-1918). Oltre a presentare i motivi più noti, i prestiti selezionati metteranno in evidenza la gamma di tecniche in cui si è cimentato il maestro: pittura, disegno, acquerello, scultura e litografia. Come ormai ampiamente riconosciuto dalla critica attuale, tutti questi lavori possono essere considerati metafisici, in quanto sostenuti dal costante interesse di de Chirico per i due concetti nietzschiani dell’eterno ritorno e del dualismo apollineo-dionisiaco.

Considerato una delle figure principali dell’arte del primo Novecento, de Chirico ha influenzato in modo profondo non solo il surrealismo, ma anche una serie di movimenti di ampio respiro, tra cui il dadaismo, il realismo magico, la Neue Sachlichkeit (nuova oggettività), la pop art, la transavanguardia e alcuni aspetti del postmodernismo. A ciò ha contribuito in maniera determinante la costante volontà di sperimentazione dell’artista, che nei suoi settant’anni di carriera (1908-1978 circa) non ha mai smesso di elaborare stili, tecniche, soggetti e colori diversi, in modo non dissimile dal coetaneo e amico Picasso. La natura apparentemente paradossale dell’opera di de Chirico è, per l’appunto, ciò che la rende ancor oggi – a oltre un secolo di distanza dalla scoperta della Metafisica – così fresca e attuale per gli artisti e il pubblico moderno.

Promossi per la prima volta nel 1913 da Apollinaire e Picasso (i due grandi mediatori tra modernismo e tradizione), i primi dipinti di de Chirico intonano un “canto nuovo” che affascina e, in parte, galvanizza l’avanguardia parigina degli anni Dieci, seguita dai surrealisti negli anni Venti.

“Elaborando un sistema pittorico di precisione matematica che distorce la realtà (attraverso l’uso illogico della prospettiva e della luce, unito all’accostamento irrazionale di oggetti comuni e fantastici in ambienti alterati e insoliti), l’artista produce scene di enigmatico isolamento o inquietante costrizione”, sottolinea Victoria Noel-Johnson, che della mostra è la curatrice. “Pervasa da un angoscioso presagio, l’atmosfera (o Stimmung, secondo il filosofo tedesco dell’Ottocento Nietzsche) della sua pittura mira a suscitare un senso di sorpresa, scoperta e rivelazione”.

Il Sindaco Fabio Chies dichiara: “Una mostra particolare, dedicata ad un artista che ha dedicato la sua vita all’arte. Ospitare a Palazzo Sarcinelli l’esposizione è un’occasione importante, un’opportunità per i coneglianesi e per i numerosi turisti. Immergersi nel mondo di Giorgio de Chirico e farsi sedurre dal fascino delle sue immagini aprirà una stagione culturale di grande rilievo. Un grazie ad ARTIKA per l’organizzazione della mostra e per la valorizzazione e diffusione della cultura nel nostro Comune.”


Mostra e catalogo a cura di
Victoria Noel-Johnson
 
Mostra organizzata da
ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni
 
In collaborazione con
Comune di Conegliano e Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma
 
Spazio espositivo
Palazzo Sarcinelli, Via XX Settembre 132, Conegliano
 
Periodo espositivo
dal 11 ottobre 2023 al 25 febbraio 2024
 
Per informazioni
+39 351 809 9706
email: mostre@artika.it
website: www.artika.it
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Tel. 049.663499 roberta@studioesseci.net (rif. Roberta Barbaro)

Parco del Castello di Grazzano Visconti (PC): sesta edizione di VERDE GRAZZANO 2023

Parco del Castello di Grazzano Visconti

Verde Grazzano 2023

Parco del Castello di Grazzano Visconti (Pc)

dal 22 al 24 settembre 2023

Verde Grazzano è un’esperienza incantevole: un fine settimana per immergersi nella natura del parco del Castello di Grazzano Visconti che fu il buen ritiro del regista Luchino Visconti. Tutte le novità del giardinaggio e del vivere all’aria aperta presentate da esperti vivaisti lungo il percorso di un parco dal patrimonio botanico secolare, tra i più belli del circuito del Grandi Giardini Italiani.


verdegrazzano.it
info@verdegrazzano.it
IG: verdegrazzano
FB: Verde Grazzano  
 
Main sponsor: Allianz S.p.A.
In collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – Delegazione di Piacenza
In collaborazione con Stihl 
Con il supporto di Grandi Giardini Italiani
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI
Sergio Campagnolo +39 049 663499
Ref. Roberta Barbaro – roberta@studioesseci.net

Nel nome di Petrarca, debutta l’originale Parco Letterario nei Colli Euganei

Parco Letterario di Francesco Petrarca e dei Colli Euganei. Villa dei Vescovi

Parco Letterario di Francesco Petrarca e dei Colli Euganei

Nel nome di Petrarca, debutta l’originale Parco Letterario nei Colli Euganei.
57 tappe poetiche da raggiungere a piedi, in bicicletta, a cavallo o in barca.
Per immergersi in atmosfere che hanno stregato generazioni di poeti, da Claudiano a Zanzotto, Bassani e Bertolucci. Passando per Widmann, Shelley, Byron, Foscolo, Fogazzaro, D’Annunzio, e naturalmente Petrarca.

Nasce nel nome di Francesco Petrarca il nuovo “Parco Letterario”, inserito nel Parco Regionale dei Colli Euganei, in quell’area compresa tra le antiche terme di Abano e Montegrotto e Arquà Petrarca, in quello che viene considerato il cuore verde del Veneto. L’esatta denominazione del nuovo Parco Letterario è: “Parco Letterario di Francesco Petrarca e dei Colli Euganei”.
Petrarca fu l’antesignano di una ampia schiera di poeti e scrittori, non solo italiani, che hanno scelto questo magnifico ambiente per trascorrevi parte della loro esistenza o vi hanno soggiornato solo il tempo per trovarvi benessere e serenità.

“Esistono davvero certi luoghi, anzi certe concrezioni o arcipelaghi di luoghi in cui per quanto ci si addentri, e per quanto li si pensi e ripensi, o li si collega tutti insieme come in un plastico fissato da una prospettiva dall’alto, mai si riuscirebbe a precisarne una vera “mappa”, o fissarci itinerari, Ecco, questo si può dire particolarmente, con sfacciata e maliosa evidenza dei Colli (monti) Euganei” ha annotato Andrea Zanzotto.

E, in effetti, questi coni che assomigliano a piccoli vulcani, le acque calde e benefiche che affiorano dalle sorgenti, le vallate che mutano colori ed essenze ad ogni curva, i borghi, i monasteri, le ville, i castelli, i magnifici giardini costituiscono le mille facce che in modo naturale si riconducono a quell’insieme che fa degli Euganei un unicum in Italia e in Europa.

Le emozioni provate dai poeti, così come hanno preso forma nelle loro parole scritte, vengono oggi condivise con chiunque voglia “intrigarsi” nella scoperta di questi luoghi realmente magici. L’invito è a farlo percorrendo la nuova “Via Poetica”, punteggiata da 57 targhe che riportano altrettante affermazioni o riflessioni di quei poeti e scrittori che in quel preciso punto si sono soffermati o vi sono vissuti.

Petrarca, cui il nuovo Parco Letterario è dedicato, non fu probabilmente il primo dei poeti a scoprire e amare questi Colli. Qui sorgevano centri importanti già dall’età del bronzo e le terme erano già popolari in epoca romana, come ricorda il poeta Claudiano, tra il quarto e quinto secolo dopo Cristo.

Se non fu il primo, egli è certo il più celebre. 

Di Arquà egli ha fatto la sua dimora d’elezione, cantandola nel Canzoniere. Subito dopo la sua morte, avvenuta nel 1374, ha preso vita un pellegrinaggio tutto laico verso la sua casa e la sua tomba che, in epoca romantica, era acquisita tra le mete del Grand Tour.

Da qui passarono, innamorandosi di questi luoghi, Widmann, Byron, Foscolo, Margareth Symonds sino a D’Annunzio e Zanzotto.

Parco Letterario di Francesco Petrarca e dei Colli Euganei.
Abano Terme

Le mura di Este fanno da sfondo ad uno dei romanzi di Mary Shelley, ma già secoli prima, nel pieno del Rinascimento, Alvise Cornaro qui trovò ispirazione per la sua “Trattato della vita sobria”. Ludovico Ariosto cita Este nell'”Orlando Furioso”, mentre Lord Byron affittò qui una villa come buen retiro per Mary e Percy Bysshe Shelley, che descrive gli Euganei come “Isole in fiore”.

Le terme di Galzignano, gli eremi, il monastero camaldolese del Monte Rua, Villa Barbarigo e il suo esoterico parco hanno calamitato soprattutto poeti e scrittori italiani e veneti, da Lazzaro Bonamico, grande umanista rinascimentale che qui amava vivere i suoi ozi letterari, alla poetessa Aglaia Anassillide, a Giovanni Comisso, tra i tanti.

Teolo e l’Abbazia benedettina di Praglia hanno conquistato Fogazzaro, Diego Valeri, Giuseppe Barbieri, Vittorio Zambon e Zanzotto, che divise il suo cuore tra gli Euganei ed i natii colli trevigiani. Poco più in là, Torreglia, cantata da Nicolò Tommaseo e da quel fine umanista che fu Concetto Marchesi, insieme a Barbieri e a Dino Buzzati che si mostra affascinato dalla Villa dei Vescovi, che, a suo dire: “è uno dei primi esempi di architettura classica nel Veneto. Palladio non si era ancora rivelato. Sorge in cima ad una collinetta e i suoi due orgogliosi loggiati fissano, immobili, il singolare panorama che è probabile sia unico al mondo”.

Le parole di ammirazione per i “Colli” (come qui semplicemente sono indicati, senza alcun aggettivo) uniscono tanti altri autori, da Giacomo Zanella a Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani, Goffredo Parise…Di certo questi sono “luoghi ad alta intensità poetica”!

Come percorrerli? Se lasciata l’auto in parcheggio, volete ritrovare le atmosfere, i sapori, i profumi che hanno ammaliato generazioni di poeti, le alternative non mancano. A vostra disposizione c’è la Rete di Sentieri Letterari da percorrere a piedi nel Parco Regionale dei Colli Euganei: decine di percorsi, a diversa difficoltà, tutti punteggiati dalle parole dei Poeti. Ma c’è anche l'”Itinerario Letterario in bici sull’anello ciclabile dei Colli Euganei”, 63 km alla portata di tutti. Si può inoltre raggiungere in barca da Padova, come faceva Petrarca grazie all’antica via di navigazione del Canale Battaglia. E se, dopo le escursioni, siete un pochino stanchi, le 240 piscine di acqua termale naturalmente calda vi assicurano ogni relax. E sarete nuovamente pronti per riemergervi là dove i Colli “s’allentano e si tendono nelle beate rime nei sospiri e negli ozi dei poeti”. Parola di Andrea Zanzotto!

Il Parco Letterario “Francesco Petrarca e i Colli Euganei” è coordinato dall’omonima associazione culturale con sede ad Arquà Petrarca, che ha tra i propri scopi la valorizzazione e del patrimonio materiale e immateriale e del paesaggio, grazie ad attività di divulgazione, approfondimento e promozione della cultura letteraria e fa parte della rete internazionale dei Parchi Letterari® con sede a Roma. È sostenuta dalla collaborazione con i 17 Comuni dei Colli e delle Terme Euganee, con la destinazione turistica e condivide progettualità con vari altri soggetti del territorio.


Ufficio Stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo – Padova
Tel. 049.663499 simone@studioesseci.net (rif. Simone Raddi).