Padova: Apre la mostra “American Beauty. Da Robert Capa a Banksy”

BANKSY, Flag (silver), 2006

AMERICAN BEAUTY
Da Robert Capa a Banksy

Padova, Centro culturale Altinate | San Gaetano

13 settembre 2023 – 21 gennaio 2024

Mostra a cura di Daniel Buso. Organizzata da ARTIKA in collaborazione con Kr8te ed il Comune di Padova, Assessorato alla Cultura.

American Beauty è una rosa solida e duratura, come il paese che rappresenta. Ma se i petali rimangono floridi a lungo, il gambo marcisce rapidamente.
Da questa metafora prende il via l’esposizione, American Beauty. Da Robert Capa a Banksy, con l’intento di offrire un ampio ritratto degli Stati Uniti, principale potenza globale al cui interno sopravvivono numerose contraddizioni.

Il Centro culturale Altinate | San Gaetano di Padova, dal 13 settembre 2023 al 21 gennaio 2024, accoglie 130 opere d’arte a stelle e strisce, selezionate per sviluppare una narrazione che illustri le ambivalenze made in USA. L’orgoglio patriottico e la modernità culturale da un lato, il feroce imperialismo militare e le persistenze dei fenomeni di intolleranza razziale dall’altro.

La mostra è organizzata da ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni, in collaborazione con il Comune di Padova, Assessorato alla Cultura e Kr8te.

La mostra si pone l’obiettivo di raccontare alcune delle vicende chiave della storia statunitense negli ultimi cento anni. Come raccontare questa storia? Attraverso gli occhi attenti di decine di artisti che dagli anni Quaranta del Novecento si sono posati su questo grande paese, evidenziandone punti di forza e criticità. L’elemento che accomuna questi artisti è l’utilizzo della bandiera americana come elemento iconografico di partenza per la comunicazione del proprio contenuto ideologico e formale. Da Jasper Johns ad Andy Warhol, da Iwo Jima a Banksy, la bandiera è sempre stata uno strumento attraverso il quale inviare un preciso messaggio: dall’esaltazione alla denuncia, trasfigurando in positivo o in negativo il ritratto degli Stati Uniti. La “stelle e strisce” ha un valore totemico, rappresenta l’amalgama dei diversi popoli e religioni, che convivono in America. La bandiera è il simbolo di questo paese e del suo dominio globale caratterizzato dalla diffusione del capitalismo e dalla supremazia militare e tecnologica. In questa mostra sono rappresentate alcune tra le tappe fondamentali di questa nazione, da Iwo Jima a Martin Luther King, fino all’11 settembre, passando per la Pop Art e lo sbarco sulla luna, il Vietnam e la Silicon Valley.

La mostra ospita una selezione di 120 artisti internazionali. Sono presenti alcune tra le più importanti correnti della fotografa internazionale: come la street photography (Henri Cartier-Bresson, Vivian Maier) e la fotografia documentaria (rivoluzionata dai ritratti di Diane Arbus). La fotografia a colori è ben rappresentata da alcuni mostri sacri del medium come Steve McCurry, Annie Leibovitz e Vanessa Beecroft. La mostra accoglie anche alcuni movimenti artistici del Novecento che hanno elevato gli Stati Uniti a prima potenza nelle arti. Il primo movimento autenticamente americano, e destinato a diffondersi capillarmente in tutto il mondo, è stato la Pop Art (qui rappresentata da Rosenquist, Indiana e Warhol). La Pop Art ha rivoluzionato il modo stesso di concepire l’arte: accogliendo iconografie extra artistiche (come il fumetto e i prodotti da supermercato) e determinando perciò una compenetrazione tra cultura alta e cultura bassa. Il secondo movimento, che ha preso il via tra le strade di New York, è la street art. Dall’opera pionieristica di Keith Haring, la street art si è imposta in tutto il pianeta, sempre in bilico tra l’essere uno strumento di rivolta antiestablishment o un prodotto commerciale ambito dalle gallerie d’arte. La street art è attualmente la corrente artistica più diffusa a livello internazionale, erede della Pop Art. Banksy, Mr. Brainwash e Obey sono i suoi rappresentanti in mostra. L’artista di Bristol, di cui nessuno conosce la vera identità, ci porta nelle periferie americane tra ribellione giovanile e tentativo di rivalsa sociale. Obey (pseudonimo di Shepard Fairey) si è distinto per la fortunata campagna elettorale di Obama. In mostra è presente con due opere iconiche che raccontano il dibattito interno americano sulla difficile convivenza tra la leadership bianca e le minoranze etniche e religiose.


A cura di
Daniel Buso

Mostra organizzata da
ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni
 
In collaborazione con
Comune di Padova, Assessorato alla Cultura e Kr8te
 
Spazio espositivo
Centro culturale Altinate | San Gaetano, Padova
 
Periodo espositivo
dal 13 settembre 2023 al 21 gennaio 2024
 
Per informazioni
+39 351 809 9706
email: mostre@artika.it
 
Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 rif. Roberta Barbaro roberta@studioesseci.net

A Reggio Calabria 1.000.000 di mattoncini – L’incredibile evoluzione LEGO

I LOVE LEGO

7 settembre 2023 – 6 gennaio 2024
Pinacoteca Civica di Reggio Calabria e Teatro Francesco Cilea
Reggio Calabria

La mostra che ha già visto oltre 1 milione di visitatori nelle sue tappe in giro per il mondo, dal prossimo 7 settembre sarà ospitata all’interno della Pinacoteca Civica di Reggio Calabria
e del Foyer del Teatro Francesco Cilea.

Tra magnifici diorami – che incantano tanto i bambini quanto gli adulti – costruiti con oltre 1.000.000 di mattoncini assemblabili, la mostra racconta l’incredibile evoluzione di quello che, da giocattolo tra i più comuni e conosciuti,
si è trasformato negli anni in vera e propria opera d’arte.

Dal 7 settembre 2023 al 6 gennaio 2024, presso gli spazi della Pinacoteca Civica di Reggio Calabria e del Foyer del Teatro Francesco Cilea – apre I LOVE LEGO, la mostra dei record che ha già visto oltre 1 milione di visitatori nelle sue tappe in giro per il mondo: una mostra pensata per sognare, divertirsi e riscoprire il proprio lato ludico e creativo scrutando tra i dettagli di interi mondi in miniatura.

La mostra è promossa dal Comune di Reggio Calabria, Assessorato Cultura e Turismo con l’Assessora Irene Calabrò, nell’ambito del progetto “Azioni pilota per un distretto culturale e turistico della Città di Reggio Calabria”, a valere sulla corrispondente azione del PON METRO React-EU, prodotta ed organizzata da Piuma, in collaborazione con Arthemisia.

Siamo orgogliosi di poter presentare questo evento di carattere culturale che rappresenta un motivo di ulteriore interesse per i siti di pregio della nostra città, in particolare il Teatro Cilea, con il suo splendido foyer, e la Pinacoteca Civica” affermano il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria Paolo Brunetti e l’Assessora alla Cultura e al Turismo Irene Calabrò. “Per quattro mesi – aggiungono – offriremo l’opportunità a cittadini e turisti di visitare un percorso espositivo interessante e coinvolgente, in particolare per bambini e ragazzi, ma anche i tanti appassionati del settore, innalzando il livello di attrattività del nostro territorio con una mostra di circuitazione internazionale in grado di captare flussi orientati al turismo culturale. La mostra “I Love Lego” sarà quindi un’occasione per grandi e piccini di scoprire le tante curiosità del mondo degli iconici mattoncini, e soprattutto per i più piccoli sarà affascinante addentrarsi, attraverso il gioco ed i colori, in un ambiente che custodisce capolavori dell’arte come le tavolette di Antonello da Messina o le opere di Mattia Preti. Un vero e proprio invito alle arti, da scoprire e riscoprire con il sorriso“.

Decine di metri quadrati di scenari interamente realizzati con mattoncini LEGO® andranno a comporre vere e proprie opere di architettura e ingegneria: dalla città contemporanea ideale alle avventure leggendarie dei pirati, dai paesaggi medievali agli splendori dell’Antica Roma, ricostruiti e minuziosamente progettati coi moduli più famosi al mondo.

Milioni di mattoncini ma non solo. Tra 6 fantastici diorami costruiti grazie alla collaborazione di un gruppo di appassionati collezionisti privati, le due sedi saranno invase da tante installazioni che renderanno la mostra unica.
Infatti, a far da cornice ai minimondi Lego e “invadendo” gli stessi diorami, le simpaticissime vignette comiche ideate da “Legolize” e gli oli ispirati a grandi capolavori della storia dell’arte reinterpretati e trasformati in “omini lego” dall’artista contemporaneo Stefano Bolcato.

La mostra non è direttamente sponsorizzata da LEGO ed è realizzata grazie ad alcuni dei più grandi collezionisti del mondo.


I DIORAMI

Classic Space
Ideato e progettato da uno dei più grandi collezionisti al mondo di set e pezzi originali della
serie Anni ‘80 Lego® Classic Space, Massimiliano Valentini, il grande diorama “Spazio”
riproduce un insediamento minerario lunare. In questo futuristico scenario l’uomo si avvale
dell’aiuto di astronavi, droidi e macchinari per la ricerca di nuove risorse. La sua
realizzazione è in continuo divenire in quanto di volta in volta si arricchisce di nuovi
elementi unici e irripetibili creati dal costruttore che trae ispirazione oltre che dalla serie
originale anche dalle più importanti saghe di fantascienza cinematografiche.

Grande Diorama City
Il Grande Diorama City, realizzato e coordinato da Marcello Amalfitano, è un work in
progress costante dal 2016; massima espressione del tema cittadino è composto da
costruzioni uniche e irripetibili, realizzate interamente con mattoncini originali e utilizzando
sia tecniche di costruzione tradizionali sia tecniche anticonvenzionali.
I costruttori progettano e realizzano indipendentemente le loro opere usando ispirazioni e
stili diversi, utilizzando schizzi, disegni tecnici ma anche software di progettazione assistito
dedicati ai mattoncini Lego. La collezione di queste creazioni viene arricchita
costantemente da nuove opere composte da migliaia di mattoncini e ricche di particolari.
L’assetto urbano viene definito usando software CAD più convenzionali; si delineano così i
quartieri del centro storico, i moderni quartieri dove sorgono gli altissimi grattacieli, zone
verdi e aree ricreative, il tutto incorniciato dalle tratte ferroviarie.
Completa l’installazione della City un fantastico Porto che nasce da un progetto di Andrea
Battaglia che riproduce una porzione del porto antistante la città; i grandi palazzi si
stagliano sul lungo molo dove approdano gli yacht delle celebrità e i motoscafi dei cittadini
che si concedono un giorno di svago godendosi il mare.
Tra le navi più belle spiccano il catamarano “Queen Mary” da 3000 pezzi, il “Nemesi”
(quello con la chiglia verde) da 3100 pezzi e il colossale “Prince Marie” (tutto nero) da
3900 pezzi.
Completa l’installazione della City un fantastico Porto che nasce da un progetto di Andrea
Battaglia che riproduce una porzione del porto antistante la città; i grandi palazzi si
stagliano sul lungo molo dove approdano gli yacht delle celebrità e i motoscafi dei cittadini
che si concedono un giorno di svago godendosi il mare.
Tra le navi più belle spiccano il catamarano “Queen Mary” da 3800 pezzi, il “Nemesi”
(quello con la chiglia verde) da 3100 pezzi e il colossale “Prince Marie” (tutto nero) da
2900 pezzi.

Roma e i fori imperiali – Il foro di Nerva
Antonio Cerretti con un diorama di 80.000 mattoncini fa il Foro di Nerva o Transitorio, uno
dei fori definiti come imperiali, un insieme di monumentali piazze che costituivano il centro
della città di Roma in epoca imperiale. Iniziato dall’imperatore Domiziano, fu inaugurato
dal suo successore Marco Cocceio Nerva nel 97 d.C.
La pianta del Foro di Nerva fu condizionata dallo spazio disponibile tra i complessi
precedenti: la piazza ebbe una pianta stretta e allungata. Al centro del foro era presente il
tempio di Giano, realizzato come arco quadrifronte. All’estremità la piazza era dominata da
un tempio dedicato a Minerva dietro al quale era posizionata la Porticus Absidata, un
ingresso monumentale all’area dei fori dal quartiere limitrofo. Il lato breve opposto al
tempio, a ridosso del Foro Romano, aveva pianta curvilinea. Su questo lato doveva
esistere un ingresso dal Foro Romano, forse identificabile con l’Arcus Nervae citato in
alcune fonti medioevali.

Pirati
È ispirato alle avventure leggendarie dei lontani mari caraibici.
Le opere contenute hanno richiesto svariati tentativi e modifiche, di natura sia stilistica che
strutturale.
L’atollo di origine vulcanica è ritenuto il posto perfetto per nascondere i tesori di mille
scorribande mentre gli indigeni sono pronti a difendere il proprio territorio. I gendarmi
sapendolo, sono appostati per recuperare il bottino e imprigionare i malviventi.
Il kraken, mostro marino leggendario dalle dimensioni abnormi (5.350 pezzi) è stato
progettato interamente in digitale con successive modifiche estetico/strutturali.
Il mito di questo animale leggendario – che infestava gli incubi dei marinai di tutto il mondo,
di dimensioni abnormi, generalmente immaginato come un gigantesco cefalopode tipo
calamaro con tentacoli così lunghi da avvolgere una nave – si è sviluppato soprattutto fra il
Seicento e l’Ottocento. La nave pirata Sea Reaper è ispirata alla famosa nave HMS
Victory, un vascello di prima classe, a tre ponti da 104 cannoni della Royal Navy, costruita
negli anni 1760. La paratia laterale è apribile, al fine di mostrare i ponti e le cabine
arredate.
La nave pirata Snake Wing è di libera ispirazione e presenta ponte e cabine arredate. Le
vele e i cordami sono realizzati con pezzi originali presi dai set della serie “Pirates”.

Nido dell’aquila
Ispirato alla saga A Song of Ice and Fire dello scrittore americano George R.R. Martin e
alla pluripremiata serie tv Game of Thrones, l’inespugnabile roccaforte di Nido dell’Aquila
(The Eyrie) è la residenza della casata Arryn, protettrice dell’est.
Lo spettacolare progetto (circa 300.000 di Manuel Montaldo) inizia a prendere corpo nella
mente del progettista nel 2014 e dopo 2 anni di intenso lavoro viene esposta per la prima
volta al Lucca Comics and Games 2016 tra lo stupore del pubblico.
Lo scenario, a cui continuano ad aggiungersi nuovi dettagli anno dopo anno, occupa una
superficie di quasi 3 metri quadrati, mentre la sommità del castello raggiunge 1,80 m di
altezza. Per la sua realizzazione sono stati utilizzati oltre 300.000 pezzi reperiti in oltre 3
anni di ricerca.

Grande Diorama Castello
Il diorama medievale nasce da un’idea di Marco Cancellieri e Jonathan Petrongari nel
lontano 2011; partecipa alla costruzione anche Marcello Amalfitano. 250.000 pezzi
soggetti a numerosi cambiamenti nel corso degli anni. Del progetto iniziale è rimasta
soltanto l’imponente città fortificata che sorge nella parte sud; tutto il resto è stato costruito
tra il 2013 e il 2015.
Questo diorama può raggiungere la superfice record di 27 metri quadrati.
Partendo da Sud troviamo una piccola foresta abitata dai Forestman e un piccolo forte dei
Black Falcons (personaggi della serie originale Lego® Classic Castle), la città fortificata
sviluppata intorno alla Basilica. Da questa parte il sentiero porta a un piccolo villaggio e
all’entrata della foresta.
Oltre la foresta il villaggio alle porte di Winterfell, dimora della casata Stark, ultimo castello
presente nel profondo Nord ispirato alla serie tv Game of Thrones. Nel Castello il giardino
con l’Albero Cuore.


Date al pubblico
7 settembre 2023 – 6 gennaio 2024

Sedi
Pinacoteca Civica di Reggio Calabria (Via Osanna, n° 6)
Foyer del Teatro Francesco Cilea (Corso Garibaldi)

Orari
dal martedì al venerdì
8.30 – 13.20 (ultimo accesso ore 12.30) | 14.30 – 18.00 (ultimo accesso ore 17.15)
sabato, domenica, festivi e periodo natalizio (dal 26 dicembre al 6 gennaio)
10.30 – 19.00 (ultimo ingresso alle 18.15)

Biglietti (info e prenotazioni www.ticket.it)
Mostra + Pinacoteca Civica
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00 (studenti di ogni ordine e grado, bambini dai 4 anni in su)
Omaggio bambini sotto i 4 anni

Ufficio Stampa Arthemisia
Salvatore Macaluso | sam@arthemisia.it
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306 | T. +39 06 87153272 – int. 332