Tag: Luglio-25

  • Pinacoteca Comunale – Gaeta (Latina): Inaugurazione 18 luglio 2025

    Pinacoteca Comunale – Gaeta (Latina): Inaugurazione 18 luglio 2025

    MICHELE ROSA
    CENTENARIO DELLA NASCITA
    1925 | 2025
     
    Dinamica del Flusso Visuale
    A cura di Roberta Melasecca
    Da luglio a ottobre 2025
     
    Dal 18 luglio al 30 settembre 2025 ore 19.00
    Inaugurazione 18 luglio ore 19.00

    Pinacoteca Comunale | Via De Lieto 2 – Gaeta (LT)

    Dinamica del Flusso Visuale è un viaggio attraverso l’energia creativa di Michele Rosa, per celebrarne il Centenario della nascita: una serie di mostre antologiche e incontri, a cura di Roberta Melasecca, promosse dal Comune di Sora, dalla Fondazione Umberto Mastroianni e dalla Pro Loco di Sora e sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo, che si snodano da luglio a ottobre 2025 in diverse sedi prestigiose. 

    Dal 4 luglio al 31 ottobre 2025 una corposa raccolta di opere di Michele Rosa è esposta negli spazi del Museo della Media Valle del Liri di Sora, mentre dal 5 luglio al 31 ottobre 2025 è la Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino ad ospitare un’articolata e significativa parte della produzione artistica di Rosa, comprendendo un vasto arco temporale, dagli anni ’50 del Novecento fino al primo del decennio del Duemila ed evidenziando gli aspetti più rappresentativi della sua intensa e complessa ricerca artistica che ha lasciato un’impronta nell’arte del Novecento. 

    Si aggiungono altri appuntamenti che completano le celebrazioni del centenario e che mirano a valorizzare il percorso creativo e l’impegno di un artista dalla vibrante personalità: il dal 3 luglio al 31 agosto 2025 negli spazi di Europa Experience – David Sassoli (Roma); dal 10 luglio al 31 agosto 2025 presso il Rettorato Unicas di Cassino; dal 18 luglio al 30 settembre 2025 nella Pinacoteca Comunale di Gaeta. In occasione del Centenario, anche Unindustria Roma apre al pubblico la propria collezione permanente con 24 opere di Michele Rosa, datate 1990 – 2000, nella sede di Via Andrea Noale n. 206 – Roma. 

    Artista, divulgatore e promotore culturale, animatore della vita artistica di un complesso territorio, la figura di Michele Rosa si staglia per quasi un secolo, precorrendo idee e correnti, mantenendo chiarezza interpretativa dei tempi vissuti. Con profondo coraggio ha affrontato le problematiche sociali, del lavoro, dell’ecologia, senza tralasciare le liriche intense dei paesaggi e le visioni estatiche del corpo femminile. È stato lucido testimone dei fenomeni sociali, culturali e artistici, intellettuale frenetico e coinvolgente, capace di esprimere la propria poetica attraverso l’arte fino agli ultimi giorni della sua vita, spentasi il 24 giugno 2021, a Sora, sua città natale. 

    Michele nasce, infatti, a Sora il 1° settembre 1925. Frequenta a Roma prima il Liceo Scientifico e poi il Liceo Artistico Ripetta, continuando gli studi alla facoltà di Architettura. Inizia a dipingere già giovanissimo e frequenta gli ambienti di Trinità dei Monti, Piazza di Spagna e Via Margutta, insieme ad artisti, intellettuali e rappresentanti del mondo del cinema e dello spettacolo di quel tempo. Nel 1950 si trasferisce prima presso l’Ateneo di Napoli per poi spostarsi nel 1953 negli Stati Uniti, dove segue i corsi presso la facoltà di Fine Arts a Champaign, nell’Illinois: qui lavora al Dipartimento di Fisica Nucleare, sotto la direzione dello scienziato italiano Gilberto Bernardini. Alla fine del 1956 lascia gli USA per ritornare in Europa rifiutando la cattedra di Storia dell’Arte all’University of London. 

    La sua ricerca artistica, già dall’inizio, è densa, quindi, delle contaminazioni contemporanee assorbite durante la formazione oltreoceano ma presenta uno stile personale che spazia dalla tradizione popolare e folkloristica per esplorare le tematiche della ricostruzione post-bellica, tra siti industriali e antichi borghi. 

    Sensibile ai temi ambientali, il suo percorso affronta quelli del degrado ecologico, del mondo delle tradizioni e del paesaggio architettonico; documenta la crescente contestazione giovanile nella società arcaica e il nuovo periodo romano della “dolce vita“, vissuto stavolta nei locali alla moda come il Piper. Dalla metà degli anni Settanta si interessa al teatro sperimentale e underground. Dal 1958 iniziano le tante mostre presso Palazzo delle Esposizioni di Roma, mentre dal 1961 diventa direttore artistico della galleria La Saletta a Frosinone, dando vita ad un vero e proprio cenacolo culturale. Pur continuando le partecipazioni a Palazzo delle Esposizioni ed in altri luoghi di prestigio, come la GNAM di Roma, nel 1966 espone a Spalato e a Zagabria e nel 1967 alla galleria Montmartre di Parigi. Alterna un’intensa attività espositiva con la promozione culturale di altri artisti e colleghi, istituendo nel 1969 l’Arte Club Esposizione, a Sora, che per otto anni ospitò pittori da tutta Italia.

    Dal 1974 fini ai primi anni ’80 un periodo di riflessione, provocato da una lunga malattia, e il conseguente allontanamento dalle partecipazioni e dall’attivismo nel mondo dell’arte lo portano a sviluppare un’attenta osservazione dei paesaggi e della natura: è un momento di ricarica interiore, preludio della fase successiva orientata all’informale e poi alla più pura astrazione attraversando l’interesse per la religiosità pagana, la mitologia e lo studio dei reperti archeologici. 

    La ricerca di nuovi stimoli lo induce ad approfondire gli spazi dell’astrattismo dal 1990-1991. Torna a soggiornare per lunghi periodi a Parigi e in Francia, ottenendo anche lì numerosi riconoscimenti. L’uscita mai definitiva dall’arte puramente descrittiva è graduale, con brevi ritorni: emergono in modo ciclico i temi del periodo contemporary dell’esordio, dei processi industriali, della violenza sulle donne, delle introspezioni del sacro o del profano, così come la sublimazione del nudo femminile, affrontato continuamente e con tante tecniche differenti. 

    L’immaginario del reale lo accompagna nel passaggio stilistico con le rappresentazioni atomiche e cosmiche che dimostrano l’assoluta libertà espressiva dell’età matura. Dalla metà dell’ultimo decennio del Novecento sperimenta la brillantezza dei colori acrilici e le lucentezze fluo sulla tela: fonte di ispirazione per questo tipo di opere sono le sfavillanti atmosfere quasi psichedeliche dell’illusorio mondo dell’effimero. Questa fase, insieme alla ormai definitiva prevalenza dell’astrazione, è anche spunto ideativo della pittura dalle forti valenze ambientaliste con il riuso di numerosi materiali. Il suo interesse per l’architettura offre nuovi campi esplorativi che lo inducono a realizzare una serie di insolite soluzioni artistiche che anticipano, stavolta nel campo delle arti visive, le invenzioni architettoniche formali del decostruttivismo internazionale degli anni ’80. Narra pittoricamente e in maniera quasi profetica, la problematica dei virus e il fenomeno pandemico. Negli ultimi anni affronta in termini astratti e concettuali le tematiche sulle banconote, come denuncia delle distorsioni dell’economia globale, per poi trattare l’ultima sua serie sui francobolli come elementi di sistemi desueti – ma nostalgici – della comunicazione.

    Nel 2013 gli viene conferito dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il titolo onorifico di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica. Nel 2019 il Sindaco di Sora gli conferisce l’attestazione di “cittadino benemerito”, quale riconoscimento per l’attività svolta.

    Il progetto si avvale della collaborazione di Europa Experience – David Sassoli Ufficio del Parlamento Europeo d’Italia; sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo; del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; della Main Sponsorship della Regione Lazio, del Consiglio Regionale del Lazio, della Provincia di Frosinone; del Financial Sponsor Banca Popolare del Cassinate; della Sponsorship di: Università degli Studi di Cassino, Pinacoteca Comunale di Gaeta, Unindustria-Roma, OMCeO-Milano, Abbazia di Montecassino-Cassino, LIUC University-Castellanza, Fondazione Plart-Napoli, Camera di Commercio-Frosinone-Latina. 

    Nel corso delle celebrazioni del Centenario sono, inoltre, previsti incontri di approfondimento sulla figura di Michele Rosa. Un catalogo completerà e riunirà i diversi contributi con testimonianze e testi critici. 


    MICHELE ROSA
    CENTENARIO DELLA NASCITA 1925 | 2025
    Dinamica del Flusso Visuale

    A cura di Roberta Melasecca
    Promosso da Comune di Sora, Fondazione Umberto Mastroianni, Pro Loco di Sora
    Sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo
    Ideazione e supervisione: Alessandro Rosa
    Organizzazione: Alessandro Rosa, Errico Rosa
    Testi e grafica allestimenti: Roberta Melasecca
    Concept grafico e grafica locandina generale: Errico Rosa
    Allestimenti: Alessandro Rosa, Roberta Melasecca
    Motion graphics: Michelangelo De Nes
    In collaborazione con: Europa Experience – David Sassoli. Ufficio del Parlamento Europeo d’Italia
    Con il patrocinio: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
    Main Sponsorship: Regione Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Provincia di Frosinone
    Financial Sponsorship: Banca Popolare del Cassinate-Cassino
    Sponsorship: Unicas Università degli Studi di Cassino, Pinacoteca di Arte Contemporanea di Gaeta, Unindustria-Roma, OMCeO-Milano, Abbazia di Montecassino-Cassino, LIUC University-Castellanza, Fondazione Plart-Napoli, Camera di Commercio-Frosinone-Latina.  

    Museo Media Valle del Liri – Sora
    Dal 4 luglio al 31 ottobre 2025. Orari: dal lunedì al venerdì ore 9-13; sabato 9-13 / 15-19; domenica chiuso
    Fondazione Umberto Mastroianni – Arpino
    Dal 5 luglio al 31 ottobre 2025. Orari: Mese di luglio dal giovedì alla domenica 10.30-12 / 16.30-19.30
    Europa Experience – David Sassoli – Roma
    Dal 3 luglio al 31 agosto 2025- Orari: dal lunedì al sabato 10-19
    Rettorato Unicas – Cassino
    Dal 10 luglio al 31 agosto
    Pinacoteca Comunale – Gaeta
    Dal 18 luglio al 30 settembre 2025. Orari: dal martedì alla domenica 11-13 / 16-19

    Contatti
    fondaz.michelerosa@libero.it
    www.rosamichele.it – wikipedia.org/wiki/Michele_Rosa_(pittore) – www.centenariomichelerosa.it 
    Roberta Melasecca
    Curator/Press – associazione blowart
    roberta.melasecca@gmail.com
    Da Roberta Melasecca <info@melaseccapressoffice.it>
  • Le ricostruzioni di Guido Dresti

    Le ricostruzioni di Guido Dresti

    ” Ricostruzioni di Guido Dresti ” è il nome della mostra permanente di orologi solari e strumenti astronomici che sarà ospitata nello storico Palazzo Guglielmi di Craveggia , in Valle Vigezzo , dal 26 luglio al 21 settembre . La mostra sarà aperta al pubblico dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

    L’antico palazzo si trova in Via Provinciale 12 e la mostra sarà aperta anche durante le vacanze di Natale e Pasqua, previo accordo.

    L’inaugurazione avrà luogo il 26 luglio 2025 alle 17:00 , con un intervento della storica dell’orologeria Marisa Addomine . Seguirà una visita guidata.

    Nelle due sale del palazzo saranno esposti 53 strumenti realizzati da Guido Dresti in 25 anni di attività . Tra questi, il meccanismo di Antikythera , un orologio equatoriale ( eliocronometro ), una riproduzione del famoso Astrario di Giovanni Dondi , orologi solari altimetrici, azimutali e meccanici, nonché astrolabi .

    La gnomonica è la scienza che si occupa della progettazione e della costruzione di orologi solari . Guido Dresti è un appassionato da sempre che si è dedicato a questa antica disciplina fin dal suo pensionamento. Negli ultimi 25 anni, la sua passione lo ha portato a creare diverse meridiane.

    È impegnato nel restauro di antiche meridiane e nella creazione di nuove, in particolare nella Val d’Ossola e nel vicino Canton Ticino in Svizzera.

    Guido Dresti contribuisce regolarmente alle attività dell’Associazione Italiana di Gnomonica e partecipa a seminari nazionali. È anche membro de “La Voce di Hora”, un’associazione specializzata in orologeria meccanica. 

    Collabora inoltre con esperti nazionali e internazionali.

    La sua collezione di strumenti , esposta in mostre temporanee in diverse città italiane e internazionali , tra cui Pavia, Milano, Praga e Bellinzona, può ora essere ammirata dai visitatori a Palazzo Guglielmo I a Craveggia , paese in cui nacque e svolse la maggior parte della sua attività.

    La mostra è organizzata dal Comune di Craveggia .


    Cecilia Sandroni
    Stampa globale e PR internazionali 
     
    e giornalista
    www.italienspr.com
    Berlino – Sofia – Roma – Firenze
    E-mail:  sandroni@italienspr.com  
    Da Cecilia Sandroni <comunicazione@italienspr.com>
  • Messaggio da Osaka Expo 2025: pneumOS, nuove macchine per il sentire

    Messaggio da Osaka Expo 2025: pneumOS, nuove macchine per il sentire

    Un organo cibernetico che trasforma i dati sulla qualità dell’aria in comportamenti espressivi, generando una “Grammatica del respiro” fatta di movimento e suono: pneumOS è l’opera d’arte interattiva e datapoietica di Oriana Persico, scelta per il Padiglione Italia all’Expo 2025 Osaka, in dialogo con l’Atlante Farnese e i capolavori di Leonardo, Caravaggio e Tintoretto.

    pneumOS

    pneumOS è la nuova  opera d’arte  datapoietica  di Oriana Persico,  scelta per rappresentare all’Expo 2025 in Giappone l’arte contemporanea italiana che unisce innovazione, dati, scienza e sostenibilità, dialogando con l’eredità classica dell’Atlante Farnese e i capolavori di Leonardo da Vinci, Caravaggio, Tintoretto esposti  nello stesso percorso. 

    L’opera, nata su commissione del Comune di Ravenna e il cui progetto espositivo nel Padiglione Italia è sostenuto da Cassa Depositi e Prestiti, è un’installazione sensoriale interattiva che trasforma i flussi di dati della città in un respiro collettivo e globale. 

    Invitando i visitatori a sperimentare un’interazione inedita fra tecnologia, corpo e pensiero, pneumOS connette i linguaggi dell’arte, della creatività e del digitale con il rigore della ricerca scientifica e l’urgenza ecologica, incarnando il tema del Padiglione Italia: “L’Arte rigenera la Vita“.

    Cos’è pneumOS

    pneumOS è un’opera d’arte interattiva animata dai dati sulla qualità dell’aria di Ravenna. L’opera è un vero e proprio  “organo cibernetico” che respira insieme alla città, allenando i suoi abitanti a una rara forma di interazione: diventare sensibili al benessere dell’aria.

    A metà fra un polmone e uno strumento musicale, pneumOS si compone di un Apparato Respiratorio – un diaframma robotico che simula il comportamento di un polmone umano adulto, la cui frequenza di atti respiratori al minuto varia in base al livello di inquinamento – e di un Apparato Fonatorio, composto da cinque membrane sonore che agiscono come corde vocali, traducendo i dati in suoni: l’aria pulita genera sonorità calme ed eteree, con frequenze medio-alte, mentre l’aria inquinata produce suoni cupi e frenetici, con frequenze gravi. 

    I dati ambientali raccolti da sensori urbani si fanno esperienza, invitando le persone a una riflessione sul concetto di respiro come elemento che accomuna tutti noi, individui e città, agenti umani e non-umani che popolano gli ecosistemi.

    Per Expo 2025 pneumOS si dota anche della luce: un anello di led, inizialmente pensato per illuminare l’opera nell’ambiente molto scuro del Padiglione Italia,  associato ai dati e al loro variare diventa un nuovo elemento infoestetico che arricchisce la grammatica e i comportamenti espressivi dell’organo.

    Dalla città al pianeta, le nuove “macchine per l’empatia e la relazione” di Oriana Persico

    pneumOS dà vita ad un organismo interconnesso che abbraccia la dimensione globale e iperlocale, l’arte e l’innovazione, la condivisione dei dati e l’emersione di nuove pratiche e nuove ritualità urbane intorno benessere e alla conoscenza dell’aria.

    Frutto di due anni di ricerca, pneumOS dimostra come l’arte possa affrontare temi cruciali, come la sostenibilità, nella maniera più incisiva, unendo arte, scienza, salute, dati ambientali, suono e tecnologia per creare un dialogo tra la dimensione digitale e la dimensione sensoriale. 

    Infatti, il calcolo computazionale, i dati strutturati, le statistiche, pur fornendo un irrinunciabile quadro di riferimento oggettivo, difficilmente riescono a coinvolgere l’intelligenza emotiva delle persone, la loro capacità di sentire e di immedesimarsi: pneumOS intende colmare questa distanza.

    “Creare e portare nel mondo un nuovo tipo di macchine“, spiega Oriana Persico,  “pensate per generare empatia e relazioni: è questo che fa pneumOS. Il suo respiro accomuna noi e le città. I  dati, trasformati in suono e movimenti che tutti noi possiamo capire, evocano una globalità fatta di coesistenza e collaborazione, e di una nuova capacità di sentire.“

    La Conoscenza dell’Aria è Open Source

    Basato su standard e protocolli aperti, l’organo è un’opera pensata per evolversi nel tempo, installarsi e vivere in ogni città del mondo, generando nuovi Respiri, unici e diversi, come la vita degli ecosistemi insegna.

    Ravenna è il primo ecosistema urbano in cui l’organo inizia la sua esistenza. L’obiettivo dell’artista e dell’equipe transdisciplinare che ha collaborato al progetto è coinvolgere cittadini, ricercatori, docenti, scuole, artisti e istituzioni nella sua evoluzione, sviluppando la “Grammatica Open Source del Respiro della Città” che è alla sua base.

    pneumOS è dedicato a Salvatore Iaconesi, artista e compagno di Oriana Persico, cofondatore del duo artistico AOS – Art is Open Source, scomparso il 18 luglio 2022.

    Costituisce la terza tappa della ricerca datapoietica sviluppata dai due artisti, dopo Obiettivo (2019) esposto presso la collezione Farnesina e U-datinos (2021) esposto presso l’Ecomuseo Urbano Marememoria Viva, a cura del Centro di Ricerca HER – She Loves Data.


    Ufficio stampa
    Anna Nosari
    press@annanosari.com
    Da Anna Nosari – Ufficio Stampa <info@annanosari.com>
  • Musica d’autore con l’evento dedicato al famoso cantautrore

    Musica d’autore con l’evento dedicato al famoso cantautrore

    Trent’anni di Musica e Amicizia tra le colline e i vigneti del Monferrato
     
    Dal 18 al 27 luglio a Ricaldone (AL)
    la storica rassegna dedicata alla memoria di LUIGI TENCO
    con
    FRANCESCO RENGA,
    LA PREMIATA FORNERIA MARCONI
    E TANTI ALTRI

    Ricaldone (AL) borgo-gioiello sito nel cuore del Monferrato, il paese di Luigi Tenco, un piccolo paese collinare nell’area del Patrimonio Unesco,  ospita dal 18 luglio la rassegna targata “Associazione Tenco” dedicata all’artista dal titolo l’”ISOLA IN COLLINA”, giunta alla 30a edizione, è la storica manifestazione dedicata alla memoria di LUIGI TENCO, con tanti eventi anche gratuiti e concerti importanti tra cui Frankie Hi-Nrg,  FRANCESCO RENGA, la PFM e tanti altri… che conta in ogni edizione circa 80 mila presenze.

    L’”ISOLA IN COLLINA“, storica rassegna in provincia di Alessandria, è giunta quest’anno alla sua 30a edizione. Dal 1992 il festival omaggia Luigi Tenco nel paese del Monferrato in cui ha vissuto prima di trasferirsi a Genova: Ricaldone. Non solo Tenco, ma tutta la canzone d’autore italiana, è il fil rouge di questa rassegna tra le più longeve d’Italia.

    Il festival si apre venerdì 18 luglio, in collaborazione con Boomshak – Agglomerati Artistici Solidali – presso la Cantina Convento Cappuccini, che, dopo l’apertura del gruppo acquese Lo Straniero, ospiterà Frankie Hi-Nrg in dj set,uno dei rapper più colti del panorama musicale italiano. Saranno presenti numerosi stand di street food e sarà possibile gustare i vini della casa.

    La seconda serata del 19 luglio nasce in collaborazione con la numerosa comunità macedone di Ricaldone con l’ambizione di ripetere l’enorme successo delle ultime edizioni, che hanno avuto più di mille partecipanti. Si esibiranno, in un concerto ad ingresso gratuito, due cantanti macedoni (Vasilija Petrova e Sanja Zdjelar) accompagnate dalla Moderato Bend e con i ballerini della scuola di danze popolari Kud e Vera Jocik. Durante la serata i vini di Ricaldone saranno abbinati ai piatti della tradizione macedone.

    Il 20 luglio si chiude il w.e. presso l’Antica Cantina San Rocco con “AnitaDavideDuo”, che propone una musica senza confini di genere e stile. La voce e la chitarra si fondono in un vasto repertorio ricco di arrangiamenti di brani tratti dallo Swing italiano e americano, standard jazz, composizioni inedite, brani strumentali e per sola voce. Durante la serata si potranno inoltre gustare i piatti tipici della tradizione contadina ed assaggiare i vini della Cantina San Rocco.

    Dopo un breve intervallo “1929 Cantina e Agriturismo” di Pizzorni Vini ospita giovedì 24 luglio una cena cantata con Ale show.

    L’Isola in collina continua il 25 luglio sul piazzale della cantina Tre Secoli con Francesco Renga, che presenta il suo tour estivo “ANGELO- VENTI”, per festeggiare insieme al suo pubblico l’iconico brano con cui nel 2005 vinse il Festival di Sanremo, ma anche il 30o anniversario dell’Isola in Collina alla cui prima edizione (4/9/1992) Francesco partecipò come cantante dei Timoria.

    Il giorno seguente, sabato 26 luglio, il protagonista sarà il centro storico di Ricaldone che, ospiterà in vari punti panoramici una serata di note e sapori. Il borgo accoglierà concerti ad ingresso gratuito, che si alterneranno ad angoli dedicati allo “Street food” locale e a stand con i vini di Ricaldone.

    Nella tarda serata ci sarà spazio per i giovani con il dj Walter Pizzulli di Radio M2O con canzoni allegre, testi leggeri ma non banali, all’insegna della spensieratezza: tutto da ballare fino a tardi.

    Il festival si chiude domenica 27 luglio. Dopo l’apertura del Wilson Project Group sarà la volta della Premiata Forneria Marconi, un’icona della musica d’autore italiana, che presenta il tour estivo “Doppia traccia”, uno spettacolo diviso in due parti, una dedicata alla PFM e una a Fabrizio de André.

    PROGRAMMA
     
    • Venerdì 18 luglio | Cantina Cappuccini
    21.00: Apertura: Lo Straniero
    21.30: Frankie Hi-Nrg in Dj set
    Street food e vini della casa
    – ingresso a offerta devoluto a favore di “In Bocca al Lupo o.d.v.” e Parent Project
     
    • Sabato 19 luglio | Piazzale Cantina Tre Secoli
    ore 21.30: concerto di Vasilija Petrova e Sanja Zdjelar e i ballerini della scuola di danze popolari Kud Vera Jocik.
    In piazza si potranno trovare specialità gastronomiche tradizionali macedoni
    – ingresso libero
     
    • Domenica 20 luglio | Cascina San Rocco
    ore 21.30:  concerto di “AnitaDavideDuo”
    Stand gastronomici.
    – ingresso libero
     
    • Giovedì 24 luglio |
    – cena cantata con Ale show presso “1929 Cantina e Agriturismo” di Pizzorni Vini
     
    • Venerdì 25 luglio | Piazzale Cantina Tre Secoli
    ore 21.30: Francesco Renga presenta il suo tour estivo “ANGELO- VENTI”
    – ingresso 1° settore: 60 € + 9 € diritti di prevendita;
          2° settore: 51,30 € + 7,70 € diritti di prevendita
     
    • Sabato 26 luglio
    ore 19.00: concerto diffuso e degustazioni per le vie del centro storico di Ricaldone;
    ore 20.00: esibizione del FuckCancer Choir presso la parrocchiale SS. Simone e Giuda;
    ore 22.00: serata disco: dj set con Walter Pizzulli per ballare fino a tardi.
    – ingresso libero
     
    • Domenica 27 luglio | Piazzale Cantina Tre Secoli
    ore 20.00: apertura concerto con Wilson Project
    ore 21.30: Premiata Forneria Marconi presenta “Doppia traccia”, uno spettacolo diviso in due parti, una dedicata alla PFM e una a Fabrizio de André
    – ingresso 1° settore: 40 € + 6 € diritti di prevendita;
          2° settore: 35 € + 5,25 € diritti di prevendita
     
    I biglietti sono in prevendita sul circuito Ticketone
     
    Alla tradizionale esibizione canora dell’”L’Isola in Colina” sarà abbinata la settima edizione della “Food & Wines in collina”, manifestazione durante la quale sarà possibile gustare numerosi piatti dello “street food” locale (farinata, arrosticini, panini con bollito, acciughe al verde, ravioli fritti, etc.) negli stand di numerosi espositori e assaggiare i famosi vini dei produttori di Ricaldone a partire dalle 18:00.

    Nei giorni della manifestazione sarà possibile visitare il Museo dedicato a Luigi Tenco in Via Maurizio Talice a partire dalle 15:00.

    L’Associazione Luigi Tenco – Ricaldone nasce nel 1995 con la volontà di valorizzare la canzone d’autore in un territorio che tanto ha dato alla nostra musica: a Ricaldone Luigi Tenco – unanimemente riconosciuto come uno dei principali cantautori italiani – è cresciuto, prima di trasferirsi a Genova, e dalle colline piemontesi ha assorbito molte delle suggestioni che ha poi riportato nelle sue opere.

    Dopo oltre un lustro dalla prima edizione, l’Isola in Collina è uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla canzone d’autore, quella di Luigi Tenco e dei grandi cantautori storici, ma anche quella degli artisti delle nuove generazioni.

    Gino Paoli

    Sul piazzale della Cantina Tre Secoli, si sono esibiti alcuni tra i più cari amici di Tenco (Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Enzo Jannacci…), cantautori della seconda e della terza generazione (Roberto Vecchioni, Francesco de Gregori, Cristiano De André, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Morgan, Luca Barbarossa) e giovani, all’epoca poco più che debuttanti, cui l’Isola ha portato fortuna (Samuele Bersani, Carmen Consoli, Carlo Fava e tanti altri).

    La manifestazione è organizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, la Regione Piemonte, ALEXALA, il Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg, il Consorzio Tutela Brachetto d’Acqui, la Cantina Tre Secoli, l’Antica Cantina San Rocco, Rinaldi Vini, la Cantina Convento Cappuccini, Pizzorni Vini, il Comune di Ricaldone, la Pro Loco di Ricaldone, l’associazione Macedone Insieme, l’Enologia Rivetti, Boomshak, In bocca al lupo o.d.v., Parent Project e con il patrocinio del Comune di Acqui Terme e della Provincia di Alessandria.


    Informazioni per il pubblico:
    Associazione Culturale Luigi Tenco – Ricaldone
    info@tenco-ricaldone.it
    www.facebook.com/IsolainCollinaRicaldone
    www.tenco-ricaldone.it

    Melina Cavallaro
    Uff. stampa & Promozione FREE TRADE Roma 
    Valerio De Luca resp. addetto stampa  
    Via Piave 74 – 00198 Roma
     
    Da melina cavallaro free trade <melina@freetrade.it> 
  • Dal 18 al 20 luglio tre giorni di gusto, cultura e tradizione nel cuore della Sicilia

    Dal 18 al 20 luglio tre giorni di gusto, cultura e tradizione nel cuore della Sicilia

    Dal 18 al 20 luglio tre giorni di gusto, cultura e tradizione nel cuore della Sicilia con chef, artigiani del gusto e protagonisti del mondo enogastronomico
    Foto Villa

    Accendere un riflettore speciale sulle aree interne dell’isola, territori spesso lontani dai grandi circuiti turistici ma ricchissimi di saperi, sapori e opportunità. Sicily Food Vibes nasce proprio da questa visione: trasformare l’eccellenza in motore di sviluppo, creare connessioni attraverso il cibo, valorizzare le produzioni tipiche, l’arte culinaria, l’accoglienza autentica di cantine e produttori che custodiscono l’identità dei luoghi.

    Dal 18 al 20 luglio (Villa Comunale), Caltagirone diventa emblema di questa rinascita. Tre giorni in cui chef, artigiani del gusto e protagonisti del mondo enogastronomico faranno riscoprire il valore delle aree interne, non come luoghi marginali, ma come veri laboratori di futuro. Un evento che unisce cultura e sostenibilità, bellezza e territorio, e che rappresenta un’occasione concreta per generare sviluppo e ridurre l’isolamento, puntando sull’unica vera ricetta vincente: l’eccellenza che attrae.
    All’interno del programma, venerdì 18 luglio, dalle ore 16,30 alle 18,30 presso la Sala Politeama, si terrà anche un’importante conferenza dal titolo “Aree interne: cultura, cibo, paesaggio e sostenibilità per uno sviluppo possibile”. Un momento di confronto nazionale che metterà al centro il futuro dei territori, l’agroalimentare, il ruolo delle comunità e l’identità delle aree rurali come risorsa strategica per uno sviluppo realmente sostenibile. Lo spirito dell’iniziativa è costruire insieme a tutti i partecipanti una strategia condivisa per lo sviluppo delle aree interne attraverso la cultura e il cibo. L’obiettivo è rafforzare la cooperazione istituzionale, favorire la concertazione nelle politiche integrate d’area, attivare sinergie nelle varie azioni di sviluppo, creare nuove opportunità di sviluppo e sensibilizzare le generazioni future sull’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio locale.

    Nelle aree interne si custodiscono tradizioni enogastronomiche uniche, frutto di saperi e sapori antichi e di un rapporto sostenibile con la natura. Il paesaggio, modellato dal lavoro umano e dalla biodiversità, diventa elemento identitario, capace di attrarre turismo responsabile e generare nuove opportunità di sviluppo per il territorio. Definire e attuare una politica agricola per le aree interne e montane diventa essenziale per garantire reddito agli agricoltori, ai giovani e alle donne che vi operano per contrastare lo spopolamento.

    Dopo i saluti istituzionali del sindaco Fabio Roccuzzo, del vescovo Calogero Peri e dell’assessore regionale all’Agricoltura Salvatore Barbagallo, i lavori saranno introdotti da Angelo Barone, presidente della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo, e moderati dal giornalista Mario Barresi. Interverranno rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e produttivo, tra cui Piermichele La Sala, Marco Bussone, Paolo Amenta, Claudio Gambino, Giusè Catania, Antonino La Spina, Cristina Chirico, Francesco Ferreri, Sandro Gambuzza e altri autorevoli ospiti. Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario di Stato al MASAF, Luigi D’Eramo. Un’occasione preziosa per riflettere insieme su come valorizzare le risorse delle aree interne attraverso il cibo, la cultura e il paesaggio.

    «Caltagirone con il suo patrimonio artistico e culturale e le sue eccellenze enogastronomiche locali rappresenta la città ideale per rilanciare il Patto di Matera per promuovere l’Italia tramite il buon cibo, la bellezza del paesaggio e l’unicità del patrimonio culturale e in modo particolare le aree interne e rurali del nostro Paese», – ha dichiarato Angelo Barone, presidente della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo.

    L’inaugurazione ufficiale del festival seguirà nel tardo pomeriggio, alle ore 19,30, con le autorità locali e regionali. Subito dopo prenderanno il via gli show cooking, le masterclass e i laboratori curati dall’Unione Regionale Cuochi Siciliani, con protagonisti chef, produttori e artisti del gusto.

    «Caltagirone si appresta a vivere una tre giorni legata alla valorizzazione e promozione della gastronomia all’interno di un ciclo di iniziative organizzate dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana – ha affermato Fabio Roccuzzo, sindaco di Caltagirone – Metteremo in mostra tutte le nostre eccellenze e peculiarità gastronomiche che rappresentano, insieme al patrimonio storico e architettonico della città, un importantissimo strumento di valorizzazione e promozione culturale e turistica della nostra città».

    Saranno tre giorni intensi che non saranno solo un omaggio al gusto, ma un vero abbraccio alla cultura siciliana, alle sue tradizioni più genuine e ai suoi profumi più identitari.


    I PRESS,Sala Stampa e Comunicazione
    CATANIA – Via Perugia 1, 95129
    tel/fax 095 505133
    www.i-press.it | www.i-pressnews.it 
    staff@i-press.it 
    Fb | Tw | Ln | Inst | Yt
    Da I PRESS <ipress@onclusivenews.com>
  • La Parigi pirotecnica di Brassaï in mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta

    La Parigi pirotecnica di Brassaï in mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta

    BRASSAÏ. L’occhio di Parigi
    Aosta, Centro Saint-Bénin
    19 luglio – 9 novembre 2025
    Brassaï: Couple au bal des Quatre Saisons, rue de Lappe
    © Estate Brassaï Succession-Philippe Ribeyrolles

    L’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta comunica che venerdì 18 luglio 2025, alle ore 18, verrà inaugurata, presso il Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Brassaï. L’occhio di Parigi.
    La retrospettiva, curata da Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del fotografo, presenta più di 150 stampe d’epoca, oltre a sculture, documenti e oggetti appartenuti a Brassaï, per un approfondito e inedito sguardo sulla sua opera, con particolare attenzione alle celebri immagini dedicate alla capitale francese. Le sue fotografie dedicate alla Ville Lumière – dai quartieri operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna – sono oggi immagini iconiche che nell’immaginario collettivo identificano immediatamente il volto di Parigi.

    “L’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta ha intrapreso in questi anni un percorso che si è posto obiettivi educativi, culturali e civili, secondo una visione di ampio respiro – sottolinea l’Assessore Jean-Pierre Guichardaz. Ogni mostra e ogni investimento pubblico che l’accompagna è stata considerata uno strumento per suscitare emozioni, generare conoscenza, stimolare senso critico e competenze, costruire alfabeti comuni. In questo contesto la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale ha cercato di porsi come un presidio culturale attivo, in dialogo con la comunità, con il sistema educativo, con la rete delle istituzioni e degli attori culturali del territorio”.

    Ungherese di nascita – il suo vero nome è Gyula Halász, sostituito dallo pseudonimo Brassaï in onore di Brassó, la sua città natale -, ma parigino d’adozione, Brassaï è stato uno dei protagonisti della fotografia del XX secolo, definito dall’amico Henry Miller “l’occhio vivo” della fotografia.

    In stretta relazione con artisti quali Picasso, Dalí e Matisse e vicino al movimento surrealista, a partire dal 1924 fu partecipe del grande fermento culturale che investì Parigi in quegli anni. Brassaï è stato tra i primi fotografi in grado di catturare l’atmosfera notturna della Parigi dell’epoca e il suo popolo: lavoratori, prostitute, clochard, artisti, girovaghi solitari.

    Nelle sue passeggiate il fotografo non si limitava alla rappresentazione delle vedute architettoniche, ma si avventurava anche in spazi interni più intimi e confinati, dove le persone si incontravano e si divertivano. È del 1933 il suo volume Paris de Nuit, un’opera fondamentale nella storia della fotografia francese.

    “Esporre oggi Brassaï – afferma Philippe Ribeyrolles – significa rivisitare quest’opera meravigliosa in ogni senso, fare il punto sulla diversità dei soggetti affrontati, mescolando approcci artistici e documentaristici; significa immergersi nell’atmosfera di Montparnasse, dove tra le due guerre si incontravano artisti e scrittori, molti dei quali provenienti dall’Europa dell’Est, come il suo connazionale André Kertész“.

    Brassaï appartiene a quella “scuola” francese di fotografia definita umanista per la presenza essenziale di donne, uomini e bambini all’interno dei suoi scatti sebbene riassumere il suo lavoro solo sotto questo aspetto sarebbe riduttivo. Oltre alla fotografia di soggetto, la sua esplorazione dei muri di Parigi e dei loro innumerevoli graffiti testimonia il legame di Brassaï con le arti marginali e l’art brut di Jean Dubuffet.

    Nel corso della sua carriera il suo originale lavoro viene notato da Edward Steichen, che lo invita a esporre al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 1956: la mostra Language of the Wall. Parisian Graffiti Photographed by Brassaï riscuote un enorme successo.

    I legami di Brassaï con l’America si concretizzano anche in una assidua collaborazione con la rivista “Harper’s Bazaar”, di cui Aleksej Brodovič fu il rivoluzionario direttore artistico dal 1934 al 1958. Per “Harper’s Bazaar” il fotografo ritrae molti protagonisti della vita artistica e letteraria francese, con i quali era solito socializzare.

    Brassaï scompare il 7 luglio 1984, subito dopo aver terminato la redazione di un libro su Proust al quale aveva dedicato diversi anni della sua vita. È sepolto nel cimitero di Montparnasse, nel cuore della Parigi che ha celebrato per mezzo secolo.

    La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano-francese edito da Silvana Editoriale, con testi di Philippe Ribeyrolles, Daria Jorioz, Silvia Paoli e Annick Lionel-Marie, posto in vendita a € 36,00.


    Biglietti: Intero 8 euro, ridotto 6 euro. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni.
    Mostra inserita nel circuito Abbonamento Musei.
     
    Orari di apertura: martedì-domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
    Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Struttura Attività espositive e promozione identità culturale
    Tel. 0165 275937
     
    Centro Saint-Bénin
    Via Festaz 27 – Aosta
    Tel. 0165.272687
    www.regione.vda.it
     
    Ufficio stampa
    Studio ESSECI di Sergio Campagnolo s.a.s.
    Tel. 049663499
    Simone Raddi simone@studioesseci.net
    Elisabetta Rosa elisabetta@studioesseci.net
    Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>
  • Una riflessione aggiornata sul tema del viaggio e sul ruolo del paesaggio

    Una riflessione aggiornata sul tema del viaggio e sul ruolo del paesaggio

    TRAVELOGUES – Diari di viaggio
    Galleria Vik Milano
    A cura di Alessandro Riva

    Galleria Vik Milano presenta TRAVELOGUES – Diari di viaggio, una collettiva che riunisce una generazione di artisti italiani attivi tra gli anni Novanta e il primo decennio del Duemila, cresciuti nel contesto di una rinnovata attenzione per la pittura come linguaggio critico e come sguardo sul reale.

    In quegli anni, nel pieno della stagione postmoderna, la pittura figurativa tornava a essere centrale nel dibattito artistico, rielaborando in chiave contemporanea, com’è accaduto in altri ambiti, dal cinema alla letteratura, i grandi generi della tradizione – dal ritratto al paesaggio alla natura morta – e trovando nuovo slancio attraverso esperienze collettive come quella dell’Officina Milanese, che riuniva alcuni tra gli artisti più attenti alla rielaborazione del paesaggio come forma di identità visiva e simbolica.

    TRAVELOGUES si inserisce dunque all’interno di questa linea di ricerca, di cui Alessandro Riva, curatore della mostra, è stato uno dei principali interpreti critici. Lo testimoniano i moltissimi progetti espositivi di quegli anni, incentrati sul rapporto tra genere tradizionale e sperimentazione, di cui Sui Generis – La ridefinizione del genere nella nuova arte italiana, tenutasi al PAC di Milano nel 2000, che indagava proprio la trasformazione e il superamento dei generi classici nella pittura contemporanea, è stato uno dei più importanti.

    A distanza di vent’anni, questa nuova mostra propone una riflessione aggiornata sul tema del viaggio e sul ruolo del paesaggio – reale, mentale, simbolico – nell’opera di dodici artisti italiani, in un’epoca in cui il paesaggio stesso sembra essersi dissolto.

    Negli ultimi decenni, infatti, il paesaggio – inteso come spazio fisico e culturale dotato di forma, memoria e identità – ha subito una trasformazione profonda, fino quasi a svanire. L’urbanizzazione diffusa, la perdita dei confini tra città e campagna, la proliferazione di strutture anonime e funzionali hanno generato un territorio ibrido e indistinto. A questa mutazione concreta si è affiancata una smaterializzazione percettiva: il paesaggio non è più vissuto come esperienza diretta e continua, ma come flusso frammentato di immagini, mediate da schermi e dispositivi digitali.

    In questo scenario, la pittura assume un ruolo di resistenza e di ricostruzione simbolica. Gli artisti in mostra ripensano il paesaggio non più come semplice rappresentazione del reale, ma come spazio mentale, affettivo, culturale; come diario interiore da ricostruire attraverso lo sguardo, la memoria, l’immaginazione.

    Dal rigore geometrico e stilizzato della Milano di Marco Petrus, alle montagne fluide e sospese in un’atmosfera fuori dal tempo di Velasco Vitali e Alessandro Busci; dalla “supernatura” di Massimiliano Alioto, dove elementi naturali e artificiali si fondono in una visione organica e straniante, alle grandi capitali reinterpretate con lo sguardo misurato e luminoso del neo vedutismo di Aldo Damioli; dalle campagne e marine rarefatte fino al limite dell’informale di Giovanni Frangi e Alessandro Papetti, alle campagne metafisiche e primitive di Enrico Lombardi; dalle vedute tra modernità e arcaismo di Luca Pignatelli, alla New York vertiginosa di Bernardo Siciliano, fino ai nuovi esotismi interiorizzati di Andrea Zucchi, il paesaggio – per tutti – si fa luogo complesso di osservazione e proiezione, geografia e memoria, realtà e costruzione mentale.

    Unico scultore in mostra, Paolo Cassarà concentra invece il proprio sguardo non sul paesaggio esteriore, ma su quello interiorizzato nei corpi e negli sguardi delle sue viaggiatrici contemporanee: figure femminili inquiete, frettolose, un po’ nevrotiche, che attraversano spazi reali e mentali con la stessa tensione frenetica che caratterizza il nostro tempo.

    Travelogues – Diari di viaggio propone così un itinerario fatto di sguardi, stratificazioni e memorie, in cui il viaggio non è solo spostamento fisico, ma esercizio di visione. Un omaggio alla pittura come forma di resistenza e alla sua capacità di evocare, ancora oggi, una possibile geografia del senso.


    ? Inaugurazione: mercoledì 25 giugno 2025, ore 18.30
    ? Sede: Galleria Vik Milano, Via Silvio Pellico 8, Milano
    ?️ Periodo di apertura: dal 25 giugno al 14 settembre 2025
    ⏰ Orari di visita: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00
    ? RSVP: micabonetti@gmail.com


    ? UFFICIO STAMPA

    Paola Martino
    ? paolamartinoufficiostampa@gmail.com
    ☎️ +39 02 36595379
    ? Viale Coni Zugna 7, Milano


    Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com>
  • Napoli: Jazz, funk, ritmi caraibici e teatro d’autore: gli ingredienti di “Musica al Castello”

    Napoli: Jazz, funk, ritmi caraibici e teatro d’autore: gli ingredienti di “Musica al Castello”

    MUSICA AL CASTELLO 2025: Napoli, crocevia di suoni e storie. In scena Calibro35, A Toys Orchestra, Roy Paci, Après La Classe, Rumba de Bodas, Il Mago del Gelato, La Municipal, Daniele Sepe, Moni Ovadia e Gianfranco Gallo

    Jazz, funk, ritmi caraibici e teatro d’autore: ecco i principali ingredienti di “Musica al Castello”, in programma dal 25 luglio al 3 agosto nel cortile monumentale di Castel Nuovo, noto anche come Maschio Angioino. L’iniziativa è promossa e finanziata dal Comune di Napoli per “Napoli Città della Musica”, nell’ambito della rassegna “Estate a Napoli 2025”, ed è organizzata dalla società Arealive. I concerti iniziano ogni sera alle ore 21.00. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

    “‘Musica al Castello’ – dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli – rappresenta uno dei grandi eventi della programmazione di ‘Estate a Napoli’, che si è rinnovata quest’anno puntando con decisione sulla qualità delle proposte offerte alla città e ai suoi visitatori. È un segnale forte di come Napoli continui a investire sulla cultura come motore di aggregazione e identità. Così il Maschio Angioino, monumento simbolo della nostra storia, diventa ogni sera un punto di incontro per chi ama ascoltare, riflettere e lasciarsi coinvolgere da suoni e narrazioni che parlano di passato e presente, di radici e innovazione”.

    “Al centro della rassegna – osserva Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo – c’è il concetto di contaminazione, che è una delle parole chiave di ‘Napoli Città della Musica’: l’incontro e la fusione di generi, stili e tradizioni diverse, che rendono unica un’identità sonora. Sposando questa visione, l’Amministrazione comunale continua a impegnarsi nella valorizzazione della musica come linguaggio universale, in grado di unire culture e generazioni differenti“. 

     Il cartellone, che abbraccia influenze provenienti dal Mediterraneo, dal Centro America e dalla scena jazz internazionale, celebra la varietà e la ricchezza delle caratteristiche sonore e culturali della città: Napoli non è solo un luogo  ma un suono, una vibrazione, un racconto che da secoli si mescola con le voci del mondo.

    È questa la sfida raccolta da “Musica al Castello”, che inizia il 25 luglio con i pugliesi Après La Classe in “Casa di Legno Tour”: il gruppo salentino porta sul palco un mix esplosivo di ska, reggae, rock e ritmi balcanici. Il 26 luglio è la volta dei bolognesi Rumba de Bodas con il loro viaggio senza confini tra funk, jazz, latin e swing, pronti a far ballare il pubblico tra assoli di tromba e testi che parlano di libertà. Il 27 luglio tocca a Daniele Sepe con “Sepè le Mokò”: il sax ribelle di Napoli incontra il cinema con una sonorizzazione dal vivo del cult “Totò le Mokò”, per un omaggio in chiave jazz alla città e alla sua capacità di far ridere e pensare allo stesso tempo.

    Il 28 luglio è il turno dei milanesi Calibro 35 in “Exploration Tour”: funk, effetti psichedelici e atmosfere da film anni Settanta, in un concerto tanto atteso poiché la band, dopo l’exploit internazionale, non è mai tornata a suonare in città. Si cambia registro il 29 luglio con Roy Paci in “Live Love & Dance Tour”: il trombettista siciliano offre un jazz colto e popolare con un ensemble di eccellenza, formato da Jimmy Straniero al basso, Paolo Vicari alla batteria e Roberto De Nittis al pianoforte. Una serata di musica e parole è in programma il 30 luglio con Gianfranco Gallo, che con “Captivo” propone uno spettacolo in grado di unire teatro e canzone d’autore, con testi che scavano nell’animo umano.

    In scena, il 31 luglio, Moni Ovadia con “Rotte Mediterranee”: un viaggio tra canti ebraici, ballate greche e racconti di migrazioni, per ricordare che il Mediterraneo è sempre stato un mare di incontri, non di muri. Per il 1° agosto è prevista la performance de La Municipal: il duo salentino intreccia versi d’amore e melodie indie pop in “Dopo Tutto Questo Tempo Tour”. Il 2 agosto il palco è per i salernitani A Toys Orchestra e il loro “Midnight Again Tour”: rock ipnotico e tracce viscerali per una delle band più amate della scena alternativa italiana. Gran finale, il 3 agosto, con i milanesi Il Mago del Gelato, che propongono il loro jazz-funk irriverente con brani estratti dall’album “Chi è Nicola Felpieri?”.

    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. 
    Apertura cancelli ore 20.00. Inizio concerti ore 21.00.


    Ufficio stampa Arealive
    giulio@hungrypromotion.it
    Da giulio di donna <feedback@hungrypromotion.it>
  • TRIESTE ESTATE – Gli eventi in programma da venerdì 18 a lunedì 21 luglio

    TRIESTE ESTATE – Gli eventi in programma da venerdì 18 a lunedì 21 luglio

    TRIESTE ESTATE: MUSICA E TEATRO PER TUTTI I GUSTI  
    Gli eventi in programma da venerdì 18 a lunedì 21 luglio
    L’INCOGNITA – Ennevi Foto

    Versatilità e sensibilità musicale, una voce favolosa e un grande talento interpretativo, uniti a un’incredibile presenza scenica ci attendono venerdì 18 luglio in piazza Verdi, ore 21.00 (ingresso libero), per il concerto di Lori Williams e la sua Band, nell’ambito del Festival TriesteLovesJazz per la rassegna Trieste Estate. Queste caratteristiche ben definiscono la straordinaria cantante jazz, soul e gospel, Lori Williams, un’attrice musicale di talento, una didatta e una compositrice, affiancata dal virtuoso sassofonista Bernhard Wiesinger e da Christian Havel, uno dei principali chitarristi jazz europei. Oltre al dinamico pianista sloveno Renato Chicco, che ha vissuto a lungo a New York dove ha suonato con un “who’s who” di noti artisti della scena jazz internazionale, la ritmica del gruppo comprende Joris Dudli alla batteria e Milan Nikolic al basso.

    Per gli appuntamenti teatrali, va in scena al Giardino del Museo Sartorio, sempre venerdì 18 luglio, ore 21.00 (ingresso libero), “L’incognita“, una commedia di Carlo Goldoni praticamente sconosciuta, che appartiene alla stagione delle “sedici commedie nuove” (1750-51) e rappresenta il culmine del procedimento romanzesco in Goldoni. Lo spettacolo è ideato e costruito da Piermario Vescovo e Antonella Zaggia per una produzione della Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona, con Manuela Muffatto, Federica Mulas, Bianca Padoin, Marika Tesser, Antonella Zaggia, Francesca Zava. Nicola Fasoli luci e Caterina Volpato sartoria.

    Una commedia in cui l’azione procede rapida come un ideale piano-sequenza continuato, con luoghi che entrano l’uno nell’altro, si modificano e si sospendono, tra realtà (quella degli attori che fingono) e finzione (quella dei personaggi che si devono credere veri). Ventiquattro ore – da un’alba a un tramonto –stipate di accadimenti fino all’inverosimile, che – come osservano gli stessi personaggi – sembrano degni un romanzo, dal quale si potrebbe eventualmente ricavare una commedia. La storia appare tanto falsa, rocambolesca, densa di fatti e situazioni, da sembrare più adatta a burattini che a esseri umani.

    Ritorna il Festival dell’Operetta, sabato 19 luglio, al Teatro Verdi, alle 20.30 (a pagamento), con “Al Cavallino Bianco” di Raph Benatzky, allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, in collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG, Orchestra e Coro del Teatro Verdi, Maestro Concertatore e Direttore Ayrton Desimpelaere, Regia di Andrea Binetti. Personaggi e interpreti: Laura Ulloa (Josepha), Andrea Binetti (Leopoldo), Erica Zulikha Benato (Otillia), Francesco Castoro (Giorgio Bellati).
    “Al Cavallino Bianco” è un’operetta in tre atti, su libretto di Hans Müller-Einigen ed Erik Charell e testi di Robert Gilbert. L’operetta trae ispirazione dall’omonima commedia di Oskar Blumenthal e Gustav Kadelburg, scritta nel 1896 durante il soggiorno in una locanda di Sankt Wolfgang im Salzkammergut sul Wolfgangsee in Austria. L’opera fu composta su incarico del produttore e regista Erik Charell e per motivi di tempo il lavoro di composizione fu pragmaticamente suddiviso. A Robert Stolz vennero assegnate tra l’altro i duetti romantici, a Robert Gilbert l’aria “Was kann der Sigismund dafür” in stile canzonettistico berlinese e “Zuschau’n Kann Inet”; a Bruno Granichstaedten.

    Al Castello di San Giusto, sabato 19 luglio alle 21.00 (a pagamento) concerto di Luka Sulic “Life“, che dopo il successo con i 2Cellos, si è affermato sulla scena strumentale contemporanea, dapprima con la trasposizione integrale di “Vivaldi: The Four Seasons” per violoncello (che ha debuttato proprio a Trieste nel 2019) e poi con “Life”, il primo album di composizioni inedite e originali. Luka Sulic è accompagnato sul palco da pianoforte e quartetto d’archi, in una formazione pensata per creare un mondo sonoro evocativo, arricchito da armonie seducenti, archi sublimi e dal violoncello, la sua firma musicale. Oltre alle musiche di “Life” e alcuni movimenti de “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi, Luka dimostra anche le sue abilità da performer e la sua anima rock (Metallica, Queen, etc.).

    Per il teatro, al Giardino del Museo Sartorio, sabato 19 luglio alle 21.00 (ingresso libero), viene proposto lo spettacolo “Le 7 Regine di Pasolini“, un racconto multidisciplinare per il teatro tra parola, arte, musica e documento per raccontare la figura affascinante e controversa di uno dei più interessanti intellettuali del ‘900, attraverso il femminile, dando voce cioè alle più importanti donne della sua vita.

    Domenica 20 luglio, appuntamento pomeridiano al Teatro Verdi alle 18.00 (a pagamento) per la replica dell’operetta in tre atti “Al Cavallino Bianco”, su libretto di Hans Müller-Einigen e Erik Charell e testi di Robert Gilbert. Allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, in collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG, Orchestra e Coro del Teatro Verdi, Maestro Concertatore e Direttore Ayrton Desimpelaere, Regia di Andrea Binetti. Personaggi e interpreti: Laura Ulloa (Josepha), Andrea Binetti (Leopoldo), Erica Zulikha Benato (Otillia), Francesco Castoro (Giorgio Bellati).

    Il FestivalTriesteLovesJazz propone domenica 20 luglio al Giardino del Museo Sartorio, alle 21.00 (ingresso libero), Luc Mabal e Giovanni Gregoretti. Luc Mabal è un progetto musicale nato dall’unione di quattro musicisti che mettono in comunione diverse esperienze artistiche: dall’alternative rock alla musica etnica al jazz all’elettronica. Il risultato dimostra una capacità creativa fuori dal comune, che trova realizzazione in un album di prossima pubblicazione: un flusso che rimanda talvolta alla world music, talvolta alla gloriosa epopea del prog-rock innervata di un solido groove e una nuova freschezza e spirito di ricerca.Sul palco Maurilio Balzanelli alle percussioni, Riccardo Morpurgo al piano, synth e tastiere, Piero Pieri alla voce, sax, synth, elettronica, Rrok Prennushi alla chitarra, voce, effetti, Paolo Muscovi alla batteria.

    Il progetto solista del bassista Gregoretti nasce invece dall’esigenza di esplorare ed espandere l’universo sonoro del basso elettrico in solo. Tramite l’utilizzo di tecniche estese e accordature aperte, passando dall’improvvisazione alla composizione, il basso elettrico, si allontana dalla sua funzione primaria nel contesto musicale senza però perdere la sua peculiare natura.

    Al Castello di San Giusto, domenica 20 luglio, alle 20.00 (a pagamento) “I Love Rock and Roll Party with Marky Ramone“, più di un concerto, un’immersione totale nell’universo rock. Un evento firmato Suonica, con dj set tematici, visual, allestimenti e una community che si ritrova per celebrare un linguaggio musicale che non ha mai smesso di parlare chiaro. A tenerne viva la fiamma del punk Marky Ramone, leggenda vivente e storico batterista dei Ramones.

    Altro genere musicale viene proposto in piazza Verdi, domenica 20 luglio alle 21.00 (ingresso libero), con “Quartet, ossia la gioia della musica“, un progetto articolato per il piacere di ascoltare ciò che l’uomo è stato in grado di realizzare: il suono umanamente organizzato. Un concerto – spettacolo di un quartetto vocale internazionale accompagnato da I Virtuosi di Aquileia e dell’Alto Adriatico, diretti dal M° Alfredo Barchi. Un viaggio musicale prezioso, che ripercorre diverse proposte ed esperienze musicali, come la classicità del coro lirico, della canzone napoletana, di quella d’autore e molto altro. Seonjin Ko – Soprano, Osina Rues – Mezzosoprano, Kang Hyunwook – Tenore, Geunhwa Lee – Baritono, I Virtuosi di Aquileia e dell’Alto Adriatico, direttore Alfredo Barchi, presenta Bettina Carniato.

    Lunedì 21 luglio, in piazza Verdi, alle 21.00 (ingresso libero), TriesteLovesJazz propone “Bill Evans Vansband Allstars” un concerto che accomuna Miles Davis, John McLaughlin, Herbie Hancock e una lunga lista di icone del rock. Con Bill Evans – sax, George Whitty – tastiere, Pablo Contreras – basso, Keith Carlock – batteria.

    Evans è un sassofonista e produttore di fama mondiale, che ha debuttato sulla scena musicale internazionale negli anni ’80 con Miles Davis (all’età di 21 anni) registrando con lui 6 dischi. Ha fatto tournée e registrazioni con artisti del calibro di John McLaughlin, Herbie Hancock e Mick Jagger, per citarne alcuni. Oggi, con 26 album da solista, cenni ai Grammy e innumerevoli collaborazioni e tour, Evans ha continuato a esplorare una varietà sbalorditiva di ambientazioni musicali avventurose come bandleader pioniere, conquistando costantemente fan nell’arena mondiale.
    Al Giardino del Museo Sartorio, alle ore 21.00 (a pagamento), “That’s Amore”, concerto con canzoni e duetti tratti dai più celebri musical e showtune per parlare di amore in tutte le sue sfaccettature: passionale, non ricambiato, ossessivo, l’amore per il successo, l’amore che resiste al tempo e altro ancora.

    In caso di maltempo o di allerta meteo dichiarata, gli eventi saranno annullati, spostati o posticipati: si consiglia di verificare le informazioni, sempre aggiornate, sui canali social e digitali del Comune di Trieste.

    La rassegna Trieste Estate è organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia e dell’Assessorato alle Politiche del Territorio, il supporto di PromoTurismoFVG e la collaborazione del Trieste Convention & Visitors Bureau.


    Aps comunicazione Snc
    di Aldo Poduie e Federica Zar
    viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
    Tel. e Fax +39 040 410.910
    zar@apscom.it
    Da Federica Zar <zar@apscom.it> 
  • Le date di AMART: dal 5 al 9 novembre 2025

    Le date di AMART: dal 5 al 9 novembre 2025

    AMART
    Milano, Museo della Permanente
    5-9 novembre 2025

    AMART è lieta di annunciare le date della sua prossima edizione: l’appuntamento con l’arte e l’antiquariato di alta qualità è fissato dal 5 al 9 novembre 2025 presso la prestigiosa sede del Museo della Permanente a Milano. La mostra organizzata dall’Associazione Antiquari Milanesi e Promo.Ter è arrivata alla sua settima edizione sotto la guida del Presidente Michele Subert.

    Dopo il successo delle edizioni precedenti, AMART si conferma un punto di riferimento, nel cuore di Milano, imprescindibile per collezionisti, esperti e appassionati, offrendo ancora una volta una selezione curata di opere d’arte che spaziano dall’antiquariato al design, con un’attenzione particolare alla qualità e all’autenticità.

    Il Museo della Permanente, a partire dall’anteprima stampa e collezionisti che si terrà nella giornata del 4 novembre, si trasformerà per 6 giorni in un vivace crocevia di bellezza e storia, accogliendo una sessantina di gallerie di fama nazionale e internazionale. I visitatori avranno l’opportunità unica di ammirare e acquisire pezzi eccezionali, scoprendo le ultime tendenze del mercato e le riscoperte più interessanti.

    Per la comunicazione verrà rilanciata la fortunata campagna degli anni scorsi, con la creazione di nuovi soggetti che continueranno ad accostare denominazioni moderne a opere del passato ribadendo il valore dell’Antiquariato come “Piacere Contemporaneo.”

    Le Gallerie partecipanti e i dettagli sul programma saranno comunicati nelle prossime settimane.

    Per info:  https://www.amart-milano.com/


    Ufficio Stampa
    Studio ESSECI
    049 663499
    Ref. Roberta Barbaro
    roberta@studioesseci.net
    www.studioesseci.net
    Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>
Translate »