Torna a Pontenure “Concorto Film Festival” nell’affascinante cornice di Parco Raggio

Concorto Film Festival è pronto a tornare con la sua XXIV edizione, confermandosi come una delle manifestazioni di riferimento nel panorama italiano ed internazionale del cortometraggio. Le iscrizioni per partecipare alla selezione ufficiale sono aperte, mentre viene svelata la nuova visione dell’ormai tipica locandina d’artista che ritrae in chiave contemporanea il simbolo che incarna l’anima del festival: L’asino che vola.

CONCORTO FILM FESTIVAL
XXIV edizione | 16 – 23 AGOSTO 2025
Un asino sospeso tra arte e cinema: la firma di Giulia Pastorino sulla locandina della nuova edizione di Concorto Film Festival.

Dal 16 al 23 agosto, l’affascinante cornice di Parco Raggio a Pontenure (PC) ospiterà come di consueto otto giorni di proiezioni, anteprime, incontri e momenti di confronto, trasformando il festival in un laboratorio aperto sulle tendenze più innovative del cinema breve. Nel corso degli anni, Concorto Film Festival ha costruito un’identità solida, evolvendosi fino a porsi come un osservatorio privilegiato sulla produzione internazionale cinematografica riuscendo nell’intento di valorizzare opere che si distinguono per ricerca visiva, sperimentazione narrativa e capacità di raccontare il presente con sguardi inediti.

La selezione ufficiale del festival, che ogni anno raccoglie oltre tremilacinquecento candidature da tutto il mondo, è aperta a ogni genere e tematica, senza limitazioni. Possono partecipare cortometraggi realizzati nel 2024 e 2025, con scadenza per l’invio fissata al 1° maggio 2025. Maggiori informazioni e il regolamento completo sono disponibili al link ufficiale: www.concortofilmfestival.com/bando/bando-2025.

IL NUOVO ARTWORK FIRMATO DA GIULIA PASTORINO

L’asino di Concorto torna a volare sulle pianure piacentine nella nuova locandina della XXIV edizione del Festival grazie all’arte e all’ingegno di Giulia Pastorino, che ha rivisitato il simbolo del festival in chiave contemporanea sfidando le leggi non solo dell’immaginazione ma anche della gravità.

Come si fa a far volare un asino? La risposta, ancora una volta, è nell’immaginazione. Un palloncino, un soffio d’elio e un cambio di prospettiva: così l’asino di Concorto Film Festival torna a sfidare la gravità, sospeso tra sogno e realtà. Le zampe scalpitano non per ribellione ma piuttosto per la gioia di chi, contro ogni previsione, trova il modo di librarsi in aria come succede nelle favole più belle.

L’asino guarda il mondo dall’alto, con quello sguardo attonito che sa di sorpresa più che di smarrimento,e noi non possiamo far altro che rimanere spettatori di questa insolita ascesa lasciandoci trasportare oltre il labile confine che separa il mondo della fantasia e quello della realtà relegandoci al ruolo di eterni sognatori. L’arte di Giulia Pastorino fa emergere su uno sfondo rosso intenso, caldo e avvolgente, il nostro asino sospeso nell’aria che sfida la gravità da un grappolo di palloncini. Il suo corpo stilizzato con linee nette e colori essenziali gli conferisce un aspetto quasi fuori dal tempo, a metà tra l’arte popolare e un’estetica contemporanea. Il tratto richiama le illustrazioni realizzate con tecniche artigianali che contraddistinguono l’artista, evocando un senso di calore e autenticità, deridendo la gravità e portandoci altrove, dove il reale incontra l’impossibile.

Nelle parole di Giulia Pastorino:Aver dato forma all’animale simbolo del festival è stato molto divertente. Come spesso accade, l’idea non arriva subito, nell’immediato; così ho collezionato asini con ali di farfalla e di libellula, asini meccanici con marchingegni ed eliche, asini gonfi e leggeri come mongolfiere e poi sono arrivata a loro: i palloncini. I palloncini ricordano l’infanzia ma anche le feste, le grandi occasioni, quei momenti di sorpresa e condivisione che sanno di magia. Così ho scelto un asino con il muso ispirato da maschere di tradizioni lontane, che fluttua nell’aria sopra ai palazzi trasportato da un mazzo di leggeri palloncini”.

Giulia Pastorino, originaria di Genova, si forma all’Accademia Ligustica di Belle Arti e all’ISIA di Urbino, specializzandosi in illustrazione. Nel 2016 vince il concorso Tapirulan e pubblica il suo primo albo illustrato, Il Capitano D’Albertis e le sue entusiasmanti imprese (Tapirulan, Matti da rilegare), da cui nasce anche una mostra e un percorso permanente per bambini al Museo delle Culture del mondo di Castello d’Albertis, a Genova. Nel corso degli anni espone anche a Lisbona e a Bologna per Children’s Book Fair, ed è tra gli illustratori di ILLUSTRI 2024. Collabora con diverse case editrici, riviste, gallerie e studi di comunicazione, prediligendo i pastelli a olio, ma sperimentando anche altre tecniche, conducendo inoltre diversi laboratori e incontri per adulti e bambini.

Nei prossimi mesi verrà svelato il programma integrale della XXIV edizione di Concorto Film Festival che, come consuetudine, darà spazio al suo interno a numerosi approfondimenti e sezioni speciali, dedicate a tematiche attuali, paesi e con retrospettive inedite.

Concorto è un membro attivo della Short Film Conference (l’organismo che unisce i principali festival internazionali di cortometraggi) e delegato per l’industria in eventi di settore e numerosi festival. Nel corso degli anni, il festival ha avuto il privilegio di ospitare in competizione opere di registi di grande rilievo come: Denis Villeneuve, Werner Herzog, Ruben Ostlund, James Franco, Ariane Labed, Chloe Sevigny, Pippo Delbono, Ben Rivers, Laura Bispuri, Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.  Hanno fatto parte delle giurie del festival, tra gli altri: Daniele Ciprì, Teho Teardo, MASBEDO, Jacopo Benassi, Monika Bulaj, Tano D’Amico, Christos Massalas, Maya Vitkova, Jacqueline Lentzou.


CONTATTI:
www.concortofilmfestival.com
www.facebook.com/concortofilmfestival
www.instagram.com/concortofilmfestival
info@concorto.com

UFFICIO STAMPA:
Daccapo Comunicazione
info@daccapocomunicazione.it
(Marcello Farno) / (Ester Apa)

Parte la Stagione dei concerti 2025 di Asolo Musica Veneto Musica

Parte sabato 22 marzo la Stagione dei concerti 2025 di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium “Lo Squero” della Fondazione Giorgio Cini a Venezia. Ad inaugurare la nuova edizione, in agenda fino al 6 dicembre con la direzione artistica di Federico Pupo, sarà Bruno Giuranna alla viola con il Quartetto di Venezia, in un programma dedicato ai Quintetti per archi di Wolfgang Amadeus Mozart.

ASOLO MUSICA VENETO MUSICA
Auditorium Lo Squero

La stagione dei concerti 2025
X edizione

Al via sabato 22 marzo la decima edizione di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium “Lo Squero”, sala di concerti sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia che all’emozione della musica combina l’incanto di una vista mozzafiato sulla laguna, offrendo allo spettatore l’esperienza unica di un concerto “a bordo d’acqua”. Protagonisti dell’evento inaugurale sono il celebre violista Bruno Giuranna, artista dalla lunga e straordinaria carriera internazionale, tra i fondatori de I Musici, del Quartetto di Roma e del Trio Italiano d’Archi, e il Quartetto di Venezia con Andrea Vio e Alberto Battiston al violino, Mario Paladin alla viola e Angelo Zanin al violoncello, formazione che dal 2017 è “Quartetto in Residenza” alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Il concerto, che segna il debutto a Lo Squero di Bruno Giuranna, rappresenta la prima tappa di un percorso che vede i musicisti impegnati nell’esecuzione integrale dei quintetti per archi di W.A. Mozart; un progetto che si sviluppa in due tappe e che si concluderà sabato 21 giugno, con l’esecuzione di tre quintetti per concerto.

“La gioia di riscoprire insieme agli amici del Quartetto di Venezia quelle autentiche e preziose gemme della musica da camera che sono i quintetti con due viole di Mozart – commenta Bruno Giuranna – mi fa guardare a questa occasione come ad una vera e propria festa della musica alla quale sono felice di partecipare.” 

Mozart si dedicò alla scrittura dei quintetti sempre dopo la stesura di importanti quartetti: ne compose in totale sei, conferendo pari dignità ai cinque strumenti e consolidando la struttura del quintetto in quattro movimenti. Ad aprire il concerto è il Quintetto n. 2 in do minore K 406, rielaborazione della Serenata per fiati K 388 scritta all’incirca cinque anni prima. Al Quintetto n. 2 segue in scaletta quello che viene considerato l’ultimo capolavoro cameristico mozartiano: il Quintetto n. 6 in mi bemolle maggiore K 614, aperto omaggio a Haydn, composto nella primavera del 1791. Il concerto si conclude con il Quintetto n. 3 in do maggiore K 515, quintetto che nasce contemporaneamente al successivo (K 516 in sol minore) nella primavera di un anno di straordinaria felicità creativa, il 1787, che in autunno vede debuttare a Praga Don Giovanni.

Con i musicisti impegnati a guidare il pubblico nella profondità compositiva delle partiture mozartiane, il concerto diventa occasione da non perdere per ritrovare autentici capolavori nel repertorio della musica da camera, in un percorso d’ascolto che all’intensità creativa unisce momenti di delicata emozione.

Cittadino Onorario della Città di Asolo. Una vita spesa nella continua ricerca dell’eccellenza, come solista, nella musica da camera e come insegnante. Molti dei suoi studenti coprono importanti posizioni in prestigiose istituzioni nel mondo intero. Se gli si chiedesse della sua carriera risponderebbe: Ho avuto la fortuna di fare ciò che amo in molti rami della musica, dal concertiamo, all’insegnamento. Il privilegio è che continuo ad amare ciò che faccio. Insegnare o suonare musica da camera con i giovani è come restituire parte di ciò che ho appreso dai grandi musicisti che ho incontrato. Questo scambio mi da il senso di appartenere, come una goccia, al vasto mare della Musica.

Della loro vocazione ai vertici più ardui del camerismo è testimone Bruno Giuranna: “E’ un complesso che spicca con risalto nel pur vario e vasto panorama musicale europeo. La perfetta padronanza tecnica e la forza delle interpretazioni, caratterizzate dalla spinta verso un valore assoluto propria dei veri interpreti, pongono il “Quartetto di Venezia” ai vertici della categoria e fra i pochissimi degni di coprire il ruolo dei grandi Quartetti del passato”.

Sfogliando il volume delle testimonianze critiche, l’elogio più bello sembra quello formulato sul “Los Angeles Times” da Daniel Cariaga:”questo quartetto è più che affascinante, è sincero e concreto”. Rigore analitico e passione sono i caratteri distintivi dell’ensemble veneziano, qualità ereditate da due scuole fondamentali dell’interpretazione quartettistica: quella del “Quartetto Italiano” sotto la guida del M° Piero Farulli e la scuola mitteleuropea del “Quartetto Vegh”, tramite i numerosi incontri avuti con Sandor Vegh e Paul Szabo.

Il “Quartetto di Venezia” ha suonato in alcuni tra i maggiori Festival Internazionali in Italia e nel mondo tra cui la National Gallery a Washington, Palazzo delle Nazioni Unite a New York, Sala Unesco a Parigi, IUC e Accademia Filarmonica Romana  a Roma, Serate Musicali – Società del Quartetto – Società dei Concerti di Milano, Kissinger Sommer, Ossiach/Villach, Klangbogen Vienna, Palau de la Musica Barcellona, Tivoli Copenhagen, Societè Philarmonique a Bruxelles, Konzerthaus Berlin, Gasteig Monaco, Beethovenfest Bonn, Laeiszhalle Hamburg, Mosca – Sala Filarmonica, Buenos Aires – Teatro Colon e Teatro Coliseum, San Paolo, Montevideo.

Di particolare rilievo la collaborazione con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano.
Ha avuto l’onore di suonare per Sua Santità Papa Giovanni Paolo II e per il Presidente della Repubblica Italiana.
È stato “Quartetto in residenza” alla Scuola Normale Superiore di Pisa.

Il repertorio del “Quartetto di Venezia” è estremamente ricco ed include, oltre al repertorio più noto, opere raramente eseguite come i quartetti di G.F. Malipiero (“Premio della Critica Italiana” quale migliore incisione cameristica). La vasta produzione discografica include registrazioni per la Decca, Naxos, Dynamic, Fonit Cetra, Unicef, Navona, Koch. Ultime produzioni sono l’uscita dell’integrale dei sei quartetti di Luigi Cherubini, registrati per la DECCA in tre cd e per la NAXOS con musiche di Casella e Turchi.

Il Quartetto di Venezia ha ottenuto la nomination ai Grammy Award per il CD Navona “Ritornello” con musiche di Curt Cacioppo. Numerose sono anche le registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI & RAI International, Bayerischer Rundfunk, New York Times (WQXR), ORF1, Schweizer DRS2, Suisse Romande, Radio Clasica Espanola, MBC Sudcoreana. Spinto dal piacere del suonare assieme, l’ensemble ha collaborato con artisti di fama mondiale tra i quali Bruno Giuranna,”Quartetto Borodin”, Piero Farulli, Paul Szabo, Oscar Ghiglia, Danilo Rossi, Pietro De Maria, Alessandro Carbonare, Andrea Lucchesini, Mario Brunello, Ottavia Piccolo, Sandro Cappelletto, Sara Mingardo, Maurizio Baglini, Marco Rizzi, Gabriele Carcano.

Dal 2017 il Quartetto di Venezia è “Quartetto in Residenza” alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da Bellussi Spumanti, CentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C., Zanta pianoforti


AUDITORIUM lo Squero
Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
 
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.
 
Info Asolo Musica
info@asolomusica.com 
www.asolomusica.com
 
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it

Sabato 22 marzo

Wolfgang Amadeus Mozart Integrale dei Quintetti / 1
Bruno Giuranna viola
Quartetto di Venezia
 
Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Padova
Alessandra Canella canella@studiopierrepi.it
Giuseppe Bettiol comunicati@giuseppebettiol.it
Federica Bressan ufficiostampa@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

Al MAN di Nuoro, la materia silenziosa di Gregorio Botta

In principio era la luce. Ma anche l’acqua e il fuoco, la cera e il piombo levigati dal tempo e dagli eventi atmosferici. Nell’opera dell’artista napoletano (classe 1953), l’energia arcaica degli elementi dialoga con iconografie classiche, con i temi del sacro e dell’invisibile. Per il MAN di Nuoro, Gregorio Botta studia un progetto inedito che, partendo dalla sua ricerca sull’equilibrio e sul silenzio, distilla nello spazio presenze astratte, giochi di riflessi e trasparenze nella materia, geometrie pure e gocce di pioggia, rivoli d’acqua e pentagrammi punteggiati di forme minimali.

Gregorio Botta_Il silenzio è così accurato
MAN Museo, Nuoro

a cura di Chiara Gatti ed Elisabetta Masala
con un testo critico di Davide Ferri
 
inaugurazione: venerdì 21 marzo ore 19
21 marzo – 15 giugno 2025

Il titolo della mostra “Il silenzio è così accurato”, ispirato a una frase di Mark Rothko, abbraccia un percorso in cui la precisione del disegno tratteggia orizzonti prossimi, scandisce il tempo nei circuiti e negli ingranaggi di piccole macchine celibi, come le avrebbe definite Duchamp; macchine assurde, prive di una funzionalità specifica, ma poetiche nel loro orchestrare movimenti nel vuoto, produrre suoni, vapori o grafie libere nello spazio.

Il ferro e il vetro, l’alabastro e i fiori secchi, combinati fra loro producono paesaggi intimi, architetture da camera, riferimenti a iconografie quotidiane, oggetti, simboli, allegorie di una esistenza cucita sulla carta cerata, che si consuma, si logora e trasfigura nell’attesa. Epifanie e sparizioni, segreti e rivelazioni impercettibili tradiscono la vocazione di Botta per «un’arte del togliere, del poco, del meno, sperando di arrivare a un’arte del niente. Un’arte che sparisca e lasci solo, come una vibrazione, come un motore segreto, l’azione per la quale è nata».

L’impronta è traccia di un retaggio nella serie Pompei. Il peso del fumo è sopravvivenza della materia nell’opera che dona il titolo alla mostra. E poi la cera fusa in forme archetipiche evoca geometrie morandiane su un piano di cristallo che si distende all’infinito nel ciclo degli Orizzonti, dove il tema eterno della soglia porta con sé la lunga letteratura del limite fra visibile e invisibile, fra contingenza e immateriale.

Gregorio Botta nasce a Napoli il 18 aprile 1953. Nel 1980 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove segue i corsi di Toti Scialoja, diplomandosi nel 1984. Dopo gli esordi, scanditi dalla partecipazione ad alcune rassegne alla Galleria Rondanini e dalle prime personali alla Galleria Il Segno, entrambe a Roma, si impone all’attenzione della critica in occasione di importanti appuntamenti espositivi, tra cui Trasparenze dell’arte italiana sulla via della seta a cura di Achille Bonito Oliva, allestita a Pechino nel 1993, la XII Quadriennale e la Biennale dei Parchi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, tenutesi rispettivamente nel 1996 e nel 1998, nonché la personale, anch’essa nel 1998, presentata da Ludovico Pratesi all’Istituto Italiano di Cultura a Colonia. Nel 2006 presenta ai Magazzini del Sale a Siena una selezione di lavori nei quali ritornano elementi peculiari del suo linguaggio in un singolare gioco di contrapposizioni: la leggerezza e la trasparenza del vetro, l’opacità e la durezza del ferro. Inedita è l’introduzione del movimento, che anima alcune istallazioni come La Porta di Pietro, ispirata alla Madonna del Parto di Piero della Francesca.Tra le sue personali si ricordano: Fondazione VOLUME!, Roma (2024, 2009); Galleria Peola Simondi, Torino (2023, 2020); Galleria Studio G7, Bologna (2021), Galleria Nazionale d’arte moderna, Roma (2020); Cripta Borromini a San Giovanni dei Fiorentini, Roma (2019); Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma (2017); MAC — Museo di arte contemporanea, Santiago del Cile (2016); MAC — Museo di arte contemporanea, Lima, Perù (2016); Centro di arte contemporanea Pescheria, Pesaro (2016); Triennale di Milano (2015); Forte di Bard, Aosta (2014); Palazzo Te, Mantova (2014), MACRO, Roma (2012); Magazzini del Sale, Siena (2006); Certosa di Padula, Salerno (2005); Stazione metropolitana Vanvitelli, Napoli (2005); Galleria Lo Scudo, Verona (2001); Istituto Italiano di Cultura, Colonia (1998). Ha firmato le scenografie di tre spettacoli di Sergio Rubini: Delitto e CastigoDracula Il caso Jekyll. Scrittore e saggista, ha pubblicato per Einaudi (2020) Pollock e Rothko, il gesto e il respiro e per Laterza (2022) Paul Klee, genio e regolatezza.


Museo MAN, Nuoro
inaugurazione 21 marzo ore 19
fino al 15 giugno
Via Sebastiano Satta 27 – 08100 Nuoro
tel +39.0784.252110
Orario: 10:00 – 19:00
(Lunedì chiuso)
info@museoman.it
 
Ufficio Stampa
STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo
Via San Mattia 16, 35121 Padova
Tel. +39.049.663499
referente Simone Raddi, simone@studioesseci.net
www.studioesseci.net

La VII edizione dell’Italian Youth Forum (IYF) dedicato al tema “Patrimonio e Well-being”

Per la VII edizione dell’ Italian Youth Forum (IYF), organizzato dall’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO – ETS (AIGU), e dedicato al tema “Patrimonio e Well-being”, giovani da tutta Italia si riuniranno per confrontarsi su quanto il patrimonio naturale, culturale e immateriale che ci circonda sia fondamentale per il nostro benessere, possa migliorare la nostra vita, favorisca la coesione tra persone e territori e promuova il rispetto per le diverse culture.

UNESCO: al via venerdì 21 marzo l’Italian Youth Forum di AIGU.
Patrimonio e Well-being al centro, anche e soprattutto per i giovani
A Padova, dal 21 al 23 marzo 2025.

Partendo dal concetto di Living Heritage della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, e passando per l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU: “Città e Comunità Sostenibili”, per analizzarne la relazione con il concetto di Well-being, l’obiettivo è stimolare un dibattito su più livelli, tra i soci AIGU e i diversi stakeholders. al fine di individuare buone pratiche per un nuovo welfare culturale, con al centro le comunità: attività di confronto e laboratori pratici esamineranno le connessioni tra patrimonio, ambiente, cultura e società, con l’intento di valutare i benefici per gli individui e le comunità locali, favorendo uno sviluppo sempre più sostenibile.

La scelta di Padova

Padova e il territorio che la circonda sono caratterizzati dalla presenza di numerosi monumenti e ambienti naturali di grande valore, da valorizzare e tramandare. Per preservare questo patrimonio, tuttavia, è necessario che gli abitanti dei luoghi ne prendano piena consapevolezza, riconoscendo l’importanza che esso ha non solo per la storia, ma anche per il benessere quotidiano delle persone che vivono in questi spazi. Solo attraverso una relazione profonda e consapevole con il patrimonio, che lo riconosca come una risorsa da proteggere e da coltivare, sarà possibile garantire la trasmissione alle generazioni future.

Ambiente, accessibilità e cura sono i principi fondamentali: riconoscendo l’impatto positivo del patrimonio culturale, naturale e immateriale sulla salute mentale e fisica a adottando un approccio “glocal“, che unisce le dimensioni globale e locale, i soci AIGU e tutti i partecipanti all’evento saranno invitati a scambiare punti di vista e idee su come il patrimonio possa essere valorizzato in chiave di benessere. A partire dalla creazione di collaborazioni tra associazioni, partner e istituzioni, stimolando il dibattito e le riflessioni sul tema oltre la fine dell’IYF, per garantire che il patrimonio culturale continui a essere una risorsa per la salute e il benessere delle comunità.

“Con l’iscrizione del sito “I cicli affrescati del XIV secolo” alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO – ha detto in una conferenza stampaAndrea Colasio, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Padova abbiamo assunto l’impegno di proiettare la città verso un orizzonte sempre più vasto. È quindi per noi un onore ospitare qui i rappresentanti dei Giovani UNESCO per il loro forum annuale, ma anche una grande opportunità di entrare in dialogo diretto con questa Associazione che è emanazione della Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO e che si fa portavoce dei valori dell’UNESCO presso le generazioni più giovani e le comunità locali. Il Comune di Padova, come partner della manifestazione, contribuisce alla sua organizzazione e partecipa alle attività proposte nel programma di eventi, che sposano le tematiche dell’inclusività dei luoghi della cultura, e del benessere che l’esperienza culturale regala ai cittadini e ai visitatori, per noi centrali nelle nostre politiche e iniziative. Da parte mia e dell’amministrazione, sono felice di dare quindi il benvenuto ai 150 rappresentanti nazionali dell’Associazione Nazionale dei Giovani per UNESCO e di augurare agli organizzatori il meritato successo del Forum.”  

In programma

L’Italian Youth Forum inizierà venerdì 21 marzo alle 18.00 con una tavola rotonda al Palazzo della Ragione dal titolo “Voci dal territorio a supporto del Patrimonio”, incentrata sull’esperienza locale. Alle 19.00 verrà aperto ufficialmente l’Italian Youth Forum 2025 dal Presidente AIGU Gianluca Buoncore e il Consiglio Direttivo. Durante l’apertura,interverrà la Prorettrice al Patrimonio artistico, storico e culturale dell’Università di Padova, Monica Salvadori e l’Assessore alla Cultura del comune di Padova, Andrea Colasio, presenterà il patrimonio culturale e i siti UNESCO della città.

Il giorno successivo, sabato 22 marzo, si terranno tre workshop tematici, in cui i partecipanti, giovani, istituzioni e professionisti, rifletteranno sul patrimonio come benessere: 1. Patrimonio e Ambiente – presso l’Orto Botanico dell’Università di Padova. Il laboratorio proporrà un’esperienza diretta con la natura, combinando l’esplorazione sensoriale con il dialogo e la riflessione guidata. I partecipanti potranno interagire direttamente con gli elementi naturali, comprendendo l’importanza ecologica delle piante, delle acque fluviali, i benefici per la salute e i metodi di salvaguardia e conservazione; 2.  Patrimonio Accessibile – presso l’Oratorio di San Giorgio. L’accessibilità culturale è un elemento fondamentale per permettere a ogni individuo di partecipare attivamente alla vita culturale e di fruire del patrimonio. Il laboratorio si concentrerà sul miglioramento dell’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale nei luoghi culturali, analizzando i progressi fatti finora e discutendo le azioni future necessarie per renderli veramente accessibili a tutti. L’obiettivo è trasformare gli spazi culturali, che spesso sono visti come riservati a pochi, in luoghi aperti e inclusivi, dove ogni persona possa partecipare attivamente, creando luoghi di incontro democratici e di scambio comunitario; 3. Patrimonio come Cura – presso il Museo Eremitani. Il patrimonio culturale è sempre più considerato un elemento fondamentale per il benessere individuale e sociale. Le attività culturali non solo favoriscono la coesione sociale, ma promuovono anche l’inclusione delle persone svantaggiate. Durante il laboratorio, i partecipanti avranno l’opportunità di vivere in prima persona l’impatto positivo che il patrimonio può avere sulla salute e il benessere. Inoltre, avranno la possibilità di conoscere realtà di successo che, a livello locale e nazionale, integrano la cultura nei sistemi di cura, sostenendo un innovativo modello di welfare culturale.

Appuntamento poi sabato sera, 22 marzo, all’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano, luogo simbolico che accoglierà un dibattito aperto con le istituzioni e i principali attori del settore culturale e sociale, preziosa opportunità per riflettere sul valore del patrimonio culturale, non solo come elemento identitario e storico, ma anche come risorsa fondamentale per il benessere collettivo.  Durante il confronto, si esplorerà il delicato equilibrio tra la conservazione del patrimonio e la sua capacità di migliorare la qualità della vita delle persone, favorendo il dialogo tra le diverse generazioni e le comunità.  Tema del dibattito il rapporto tra Patrimonio e Well-being, focalizzato sull’importanza della sua tutela e valorizzazione, non solo per le sue dimensioni estetiche e storiche, ma anche come strumento per promuovere il benessere individuale e sociale. Occasione di una panoramica sullo stato attuale di questo delicato equilibrio, oltre a delineare possibili direzioni future. A completare l’evento, verranno presentati gli output dei workshop della mattinata, i quali offriranno spunti concreti e innovativi su come affrontare le sfide legate alla valorizzazione del patrimonio. Il confronto tra esperti, istituzioni e partecipanti permetterà di raccogliere idee e soluzioni per costruire un futuro in cui la conoscenza, la protezione e la valorizzazione del patrimonio siano alla base di una società più inclusiva e consapevole del proprio passato.

Tra gli ospiti: Alessandra Carlini, Commissione Italiana Nazionale UNESCO; Andrea Colasio,Assessore alla Cultura Comune di Padova;  Monica Salvadori,Prorettrice al Patrimonio, Università di Padova; Arianna Voto, Giornalista Rai; Federica Millozzi, Responsabile Ufficio Patrimonio Mondiale Comune di Padova; Francesca Veronese, Direttrice Musei Civici di Padova; Giulia Lapucci, Cultural Welfare Center (CCW) Area Ricerca;  Consuelo Agnesi, CERPA Italia; Mauro Masiero, Università di Padova e Presidente Etifor; Ines Testoni ,Università di Padova e Direttrice del Corso di Alta Formazione in  “Creative Arts Therapies for Resilience Support”; Francesco Marchionni, Consigliere di Presidenza e Vicario Deleghe:Salute, Benessere e Servizio Civile Consiglio Nazionale Giovani.

L’Italian Youth Forum ad oggi ha ricevuto il patrocinio di: Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Consiglio Nazionale Giovani, Regione del Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova, Università degli Studi di Padova, Associazione Alumni dell’Università di Padova, No Women No Panel, Camera di Commercio di Padova, Confindustria Veneto Est, Confcommercio – Imprese per l’Italia – Ascom Padova, Federalberghi Padova Hotels. Con il contributo di: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In collaborazione con: Venice Promex, Confcommercio Imprese per l’Italia – Giovani Imprenditori – Ascom Padova, SGI Servizi Informatici, Venetian Cluster, XTeam Software Solutions Srls, Rotary Club Serenissima Distretto 2060, X Prese, Perlage Winery.I laboratori sono organizzati in collaborazione con: Orto Botanico dell’Università di Padova, Associazione Parkinson Padova, Etifor. Media partner: Rai Cultura, Gruppo Matches, Be Young Radio, Radio Piterpan.

Info e aggiornamenti sul sito aiguofficial.it


Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

Festa del tesseramento Anpi – In occasione degli 80 anni della Liberazione

Il 25 aprile 1945 si affermava la Liberazione: a 80 anni l’Associazione nazionale partigiani d’Italia riapre le iscrizioni per il 2025, confermando la sua “solita” e solida fedeltà ai valori della Costituzione. E lo fa festeggiando insieme sabato 22 marzo (ore 17-21.30) nel salone dello Spazio Saraj (via Citarella n. 33). Naturalmente all’evento sono invitati tutti i cittadini.

Il programma della Festa del tesseramento è ricco: si comincia con la proiezione del filmato “L’implacabile tenente Rossi” del regista messinese Francesco Calogero. Si tratta di un documentario che vede protagonista uno degli internati militari italiani in Germania, uno dei 600 mila che dissero “no” alla guerra e all’arruolamento nell’esercito della Repubblica sociale italiana di Mussolini.

Daniele Ialacqua interverrà subito dopo per illustrare lo stato della lotta contro il Ponte e al cosiddetto “decreto sicurezza”, un feroce attacco alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione,

Seguirà la proiezione del filmato “Che cos’è l’Anpi”. L’evento del 22 marzo sarà anche l’occasione per un incontro con le famiglie dei partigiani, dei deportati e dei patrioti, che impegnarono la propria vita per la costruzione di una nuova Italia e di una nuova Europa (Manifesto di Ventotene) da consegnare alle generazioni successive.

Di seguito Pietro Patti, segretario della Cgil di Messina illustrerà i cinque referendum per il lavoro, per i quali gli Italiani sono chiamati a votare l’8 e il 9 giugno.

“Libere sempre” è un cortometraggio che sottolinea il contributo delle donne alla Liberazione dell’Italia. Subito dopo Giuseppe Vitarelli interverrà sul tema “Partigiani della Costituzione”.

Nel corso della serata sarà proiettato anche lo spot “Sono iscritto all’Anpi perché…”.

Pasta al forno “antifascista” e buon vino per tutti sono previsti in conclusione, insieme all’esibizione musicale del Duo Live: Paola Fazio (voce) e Leonardo Zappalà (chitarra).

Anche oggi è tempo di Resistenza per la Liberazione: gli impegni presi 80 anni fa sono più vivi e forti che mai. Il vincolo morale di ieri proietta l’Anpi sulle grandi questioni umane odierne e guardando alle generazioni future.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 19 marzo 2025

Laura Federici – Immaginando di immergersi in una natura incontaminata

Il giorno 21 marzo 2025 alle ore 18.00, negli spazi della Sala Santa Rita, inaugura la mostra Steam Shadow di Laura Federici a cura di Alberto Dambruoso
La mostra è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura-Dipartimento Attività Culturali.

Laura Federici
STEAM SHADOW
A cura di Alberto Dambruoso

Inaugurazione 21 marzo 2025 ore 18.00
Apertura 21 marzo 2025 dalle ore 11.00

Sala Santa Rita
Via Montanara 8 – Roma
Fino al 4 aprile 2025

«L’artista ha sviluppato questo nuovo progetto espositivo partendo da una sua esperienza personale in Vietnam», scrive Alberto Dambruoso «e da una sua riflessione maturata qualche ora dopo il suo arrivo nel Paese del sud – est asiatico, riguardante il cambiamento climatico e l’avanzamento incontrollato della città che giorno dopo giorno inghiotte sempre di più la natura circostante.»

Immaginando di immergersi in una natura incontaminata, vergine, lontana dagli interventi umani, Laura così scrive raccontando del suo recente viaggio: «L’ho cercata ogni giorno, a lungo. Ed invece ho trovato la natura ferita, le acque del Mekong asciugate, il silenzio riempito dal movimento continuo di una città che dilaga senza confini, oltre il limite, ovunque, un paesaggio indistinto, senza interruzione, case, palme, case. Steam Shadow è un lavoro sul concetto di paesaggio, inteso come immagine intima e mutevole, come condizione emotiva e contemporanea, dove l’ombra dei ricordi ci bagna con leggerezza e dove gli attimi si ripetono rigenerati, sempre uguali ma diversi, diversi come due gocce d’acqua.»

Continua Alberto Dambruoso nel testo di presentazione: «Laura Federici ha fondato i cardini della sua ricerca pittorica sulla rappresentazione di un paesaggio intimo e poetico composto da esperienze distanti nello spazio e nel tempo. Nelle sue opere la natura, colta nei suoi differenti e molteplici aspetti, è sempre indagata bergsonianamente nel rapporto temporale tra la memoria (il passato) e il presente che l’artista riesce a condensare in un’unica immagine. […] 

Nel dare vita a questa mostra, l’artista ha pensato ad un’installazione dove pittura, video ed immagini tridimensionali si potessero fondere in un’unica potente visione riconciliatrice. Quel sogno tanto atteso e la conseguente delusione sono stati riparati dalla sua pittura (ma anche dal video che sviluppa le immagini pittoriche in movimento) che ha fatto rifiorire le piante scomparse, riempito nuovamente di acqua i fiumi e i laghi prosciugati, rivitalizzato di conseguenza tutto il paesaggio. È tornato il colore, è tornata la vita.»

Laura Federici, artista e architetto, vive e lavora a Roma. Ha all’attivo numerose personali fra quali: Serra espositiva Orto Botanico Roma (2023), Galleria Andrè (Roma 2011; 2012; 2016; 2019, 2022); Gallerie Brieve (Parigi, 2014); Galleria l’Affiche (Milano 2008; 2011, 2023); Galleria Il Segno (Roma, 2007);Galleria Beit Ahmad (Aleppo, Siria, 2003; 2005). Molte le collettive in cui ha esposto, in Italia e all’estero, fra cui Fotografia Festival Internazionale di Roma – XV edizione, Roma, Il mondo (MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma 2016), Ambasciata Italiana in Vietnam (Casa Italia Hanoi e Fine Arts Museum HCMC, 2018), Istituto Italiano di Cultura di Varsavia (2019), Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (2020). Ha anche partecipato a progetti d’interventi artistici urbani permanenti dell’Amministrazione Capitolina: Street art in biblioteca (Roma, Biblioteca Renato Nicolini a Corviale, 2014) nell’ambito della “Notte delle biblioteche 2014”; Outside/Inside/Out. Arte in Regina Coeli (Roma, Casa Circondariale Regina Coeli, 2016) a seguito di un workshop artistico con i detenuti del carcere giudiziario di Roma. Nel 2017 ha partecipato alla “I Biennale Karachi Art”, nel 2020 all’ARTFEM Women Artists International Biennial of Macau. All’interno della sua produzione di video, tecnica che spesso riveste un ruolo centrale anche nella sua produzione pittorica, si ricordano in particolare le 12 sequenze animate per Un amore di Gianluca Tavarelli (1999), vincitore del N.I.C.E. Film Festival New York. Attualmente insegna presso IED Roma. 


”il tempo cambia totalmente il mondo
in tutte le cose a uno stato deve succedere un altro stato,
e nulla rimane simile a se stesso: tutto si trasforma,
la natura modifica tutto e costringe tutto a cambiare.”

Lucrezio, De rerum natura

Laura Federici ha fondato i cardini delle sua ricerca pittorica sulla rappresentazione di un paesaggio intimo e poetico composto da esperienze distanti nello spazio e nel tempo. Nelle sue opere la natura, colta nei suoi differenti e molteplici aspetti, è sempre indagata bergsonianamente nel rapporto temporale tra la memoria (il passato) e il presente che l’artista riesce a condensare in un’unica immagine. 

Da sempre sensibile alle problematiche ambientali, dall’inquinamento dei fiumi alla deforestazione e allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, l’artista ha sviluppato questo nuovo progetto espositivo partendo da una sua esperienza personale in Vietnam e da una sua riflessione maturata qualche ora dopo il suo arrivo nel Paese del sud – est asiatico, riguardante il cambiamento climatico e l’avanzamento incontrollato della città che giorno dopo giorno inghiotte sempre di più la natura circostante. 

“Qualche anno fa”  – scrive Laura Federici – “ho viaggiato in Vietnam, sono arrivata in volo immaginando di scendere da una nave in una giornata di sole bianco, di nebbia di luce, in compagnia di stranieri e di merci esotiche, una valigia di cartone con me; pensavo di trovare la natura incontaminata, la Foresta Pluviale, il caldo, le ombre sfocate, la nebbia tiepida; gli occhi socchiusi, ho cercato tutto questo intorno a me, l’ho cercato ogni giorno, a lungo. Ho trovato la natura ferita, le acque del Mekong asciugate, il silenzio riempito dal movimento continuo di una città che dilaga senza confini, oltre il limite, ovunque, paesaggio indistinto, senza interruzione, case, palme, case…. È stato un grande stupore, ma quella natura è restata con me e riemerge quando attraverso paesaggi vicini e familiari, invade lo spazio e lo trasforma, tra sogno e realtà mi  muovo sulla linea dell’acqua”.

Nel dare vita a questa mostra, appositamente per lo spazio della Sala Santa Rita, l’artista ha pensato ad un’istallazione dove pittura, video e immagini tridimensionali si potessero fondere in un’unica potente visione riconciliatrice. Quel sogno che l’artista aveva tanto atteso e la conseguente delusione sono stati riparati dalla sua pittura (ma anche dal video che sviluppa le immagini pittoriche in movimento) che ha fatto rifiorire le piante scomparse, riempito nuovamente di acqua i fiumi e i laghi prosciugati, rivitalizzato di conseguenza tutto il paesaggio.. È tornato il colore, è tornata la vita.

“Steamed shadow”, (ombre di vapore) titolo della mostra, ci proietta dunque in questo paesaggio rigenerato, fatto di ombre vaporose di ricordi che, mescolandosi al presente, danno vita ad una visione immaginaria che intende però proiettarsi in un futuro più roseo. L’immagine, sospesa come accade in tutte le  sue opere tra sogno e realtà, è quella di una natura che cura le sue ferite e si rimpossessa degli spazi che un tempo le erano propri.  

Lucrezio scriveva che “la natura modifica tutto e costringe tutto a cambiare”. Ecco, Laura Federici ha cercato di portare questa visione lucreziana nella sua opera, immaginando una natura che guarisce le sue ferite grazie agli artefici della pittura.  


INFO
Laura Federici
STEAM SHADOW
A cura di Alberto Dambruoso
Promossa da: Roma Capitale Assessorato alla Cultura-Dipartimento Attività Culturali.
Con: Zetema Progetto Cultura
Inaugurazione 21 marzo 2025 ore 18.00
Apertura 21 marzo 2025 dalle ore 11.00

Fino al 4 aprile 2025
Orari
: dal lunedì al venerdì 11.00 – 19.00 – Ingresso libero e gratuito
Sala Santa Rita
Via Montanara 8 – Roma
Contatti
culture.roma.it
laurafederici.it
Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
 

“Giardini Cosmici”. Un viaggio onirico attraverso un universo naturale

L’associazione culturale CASA C.A.V.E., nell’ambito del progetto Carso Crea(t)tivo – 2a edizione, presenta sabato 22 marzo alle ore 16.00, alla Portopiccolo Art Gallery di Sistiana (TS), la mostra personale “Giardini Cosmici” dell’artista triestina Serena Bellini, a cura di Massimo Premuda.

ALLA PORTOPICCOLO ART GALLERY – SISTIANA (TS)
SABATO 22 MARZO ALLE 16.00 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
I “GIARDINI COSMICI” DI SERENA BELLINI.
 
UN PERCORSO ONIRICO NELL’ANIMA SEGRETA DELLA NATURA SOSPESA

La mostra propone un viaggio onirico attraverso un universo naturale popolato da fiori e uccelli, simboli di connessione tra terra e cielo. Nei suoi “giardini sospesi nel tempo e nello spazio”,per  Serena Bellini la natura diventa protagonista, con cicli vitali che rispecchiano la poetica rilkiana ed evocano il suggestivo paesaggio del Sentiero Rilke tra Sistiana e Duino.

Come sottolinea il curatore Massimo Premuda, “le opere in mostra generano un cortocircuito di stati d’animo, frutto di una serie di sovrapposizioni di tecniche e temi. I soggetti prendono vita sulla carta o sulla tela, trasformandosi in modelli iconici replicabili all’infinito come motivi decorativi. Da un rigoroso bianco e nero si aprono squarci di cielo azzurro e mare cobalto, illuminando l’opera con la sacralità dell’oro”.

Partendo da studi botanici e anatomici, l’artista sviluppa composizioni che si stratificano tra grafite, inchiostri, acrilici e pattern decorativi, richiamando l’eleganza dell’Art Nouveau e il rigore del disegno scientifico. Da oltre trent’anni, Serena Bellini esplora il rapporto tra natura e decorazione attraverso il disegno, la pittura e le arti applicate, creando opere in cui forme vegetali e creature alate abitano uno spazio sospeso tra la fragilità dell’effimero e l’energia vitale della fioritura.

La mostra “Giardini Cosmici” sarà visitabile fino al 27 aprile 2025  nei weekend con i seguenti orari: sabato dalle 15:00 alle 18:00 e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 oppure negli altri giorni su appuntamento scrivendo a portopiccoloartgallery@gmail.com .

Serena Bellini (Trieste, 1969), laureata in Storia dell’Arte, si specializza nell’insegnamento della disciplina tra Venezia e Roma. Ha collaborato come critico d’arte per Il Piccolo e attualmente insegna Storia dell’Arte nelle scuole superiori a Trieste. Inizia ad esporre nel 1988 e ottiene il 1° Premio “Trofeo Cesare dell’Acqua” nel 1991. Ha all’attivo tredici mostre personali e circa cinquanta collettive, ricevendo riconoscimenti come il Premio Speciale Arte Laguna Prize 2022 e la selezione tra i finalisti del Combat Prize 2023. La sua ricerca artistica esplora il concetto di arte attraverso tecniche e media diversi: disegno, grafica, pittura, scultura e design tessile.



INFO:
Portopiccolo Art Gallery – via delle Botteghe, 1 (Park consigliato P3)
Portopiccolo Sistiana (TS)
Inaugurazione: sabato 22 marzo, ore 16.00 visitabile fino al 27 aprile 2025
Orari: sabato 15-18 domenica 10-13 e 15-18
su appuntamento portopiccoloartgallery@gmail.com
 
CARSO CREAT(T)IVO – 2a edizione
organizzazione: Associazione culturale CASA C.A.V.E.
www.casacave.eu
casacave.art@gmail.com 
FB Carso Creativo(t)ivo – https://bit.ly/3U78MhD

Ufficio stampa
Pamela Calligaris
pressfile@gmail.com

Al MAN di Nuoro, Giovanni Pintori e l’arte della pubblicità

L’esposizione monografica dedicata a Giovanni Pintori, maestro del graphic design italiano e internazionale, che ha legato il suo nome alla nascita della leggendaria immagine Olivetti, si inserisce nel percorso di ricerca che il museo MAN di Nuoro dedica agli autori nati sul territorio sardo e diventati protagonisti del panorama dell’arte mondiale. 

Il museo MAN di Nuoro, in collaborazione con il m.a.x. museo di Chiasso, con cui ha siglato un progetto integrato per la valorizzazione dell’autore, ne indaga oggi la ricerca attraverso una sorta di lungo “racconto grafico”, evidenziandone la modernità del linguaggio e tutte le sue straordinarie scelte creative.

GIOVANNI PINTORI (1912–1999)
pubblicità come arte
MAN Museo, Nuoro
progetto integrato con m.a.x. museo, Chiasso
21 marzo – 15 giugno 2025

Trecento lavori, fra disegni e dipinti, bozzetti originali, maquette, pagine pubblicitarie di riviste, fotografie e manifesti, punteggiano cinquant’anni di attività premiata dalle più prestigiose istituzioni culturali del mondo: dalla Palma d’oro della Federazione italiana di pubblicità (1950) alla prestigiosa mostra del MoMA di New York (1952) – nel cui giardino Pintori costruisce una scultura pubblicitaria in ferro –, dall’esposizione al Louvre di Parigi (1955) al certificato di eccellenza dell’American Institute of Graphic Arts (1955), dalla Medaglia d’oro della Fiera internazionale di Milano (1956) all’Eight Annual Typographic Excellence Award del Type Director Club di New York (1962). Durante la prima seduta della neo costituita AGI – Alliance graphique Internazionale – Pintori fu nominato socio e poi divenne presidente per l’Italia dello stesso premio, mentre la celebre rivista giapponese “Idea” lo inserì nell’albo dei trenta designer più significativi del XX secolo, testimoniando così il suo talento e il suo successo raccolto a ogni latitudine. 

Genio assoluto della grafica pubblicitaria, scelto da un capitano d’industria illuminato come Adriano Olivetti per veicolare in tutto il mondo il nome della sua azienda e dei suoi prodotti leggendari, dalla Studio 44 alla popolarissima Lettera 22, Pintori è riuscito mirabilmente a sintetizzare sempre, in ogni singola immagine, forma e contenuto. Luce, colore, composizione e gioco creativo costituiscono i suoi ambiti di ricerca principali, che conducono la sua grafica “alla ribalta come unicum metaforico della comunicazione”, disse Paul Rand, il noto designer statunitense autore del logotipo di IBM. Il ritmo veloce delle dita sui tasti di una macchina per scrivere, i caratteri in libertà, i meccanismi interni dei calcolatori trasformati in motivi dinamici e allegri, sono alcune delle cifre del suo linguaggio e di una vera e propria poetica della scrittura fatta di eleganza e ironia. 

«La grafica non è sottopittura» rispondeva Pintori a chi lo interrogasse sul linguaggio del segno, l’unico in grado, come sottolineato dall’amico poeta Vittorio Sereni, di «liberare le risorse latenti contenute nell’oggetto o prodotto che […] viene proposto».

La mostra ripercorre l’iter creativo e professionale dell’artista, mostrando il processo ideativo dal quale sono scaturiti i progetti che hanno caratterizzato la sua notevole carriera, che va dalla creazione di manifesti, alle locandine, corporate identity, logotipi per le imprese. 

Giovanni Pintori nasce nel 1912 a Tresnuraghes (Oristano), da genitori originari di Nuoro, città dove la famiglia risiede a partire dal 1918. Dopo aver frequentato l’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche di Monza) assieme ai conterranei Salvatore Fancello e Costantino Nivola, nel 1936 inizia la collaborazione con l’Ufficio Tecnico Pubblicità Olivetti, del quale diventa responsabile nel 1940, legando il suo nome all’immagine della azienda di Ivrea in una lunga e fortunata serie di manifesti, pagine pubblicitarie, insegne esterne, stand. Nel 1950 ottiene il primo di un lungo elenco di riconoscimenti: la Palma d’Oro della Federazione Italiana Pubblicità e diventa Art Director dell’Olivetti, potendo godere della stima e del rapporto diretto con Adriano Olivetti. Nel 1952 il MoMA di New York organizza la mostra Olivetti: Design in Industry in cui sono esposti anche i lavori grafici di Pintori. Nel 1953 entra a far parte dell’AGI (Alliance Graphique Internationale) di cui diventerà presidente. Nel 1955, durante l’esposizione al Louvre di Parigi, gli viene dedicata un’intera sala delle grafiche per Olivetti. Sempre nel 1955 gli viene conferito il Certificate of Excellence of Graphic Arts dell’AIGA (l’Associazione dei graphic designer statunitensi) e, l’anno dopo, la Medaglia d’Oro e il Diploma di Primo Premio di Linea Grafica e della Fiera di Milano. Nel 1957 ottiene il Diploma di Gran Premio alla XI Triennale di Milano e partecipa all’annuale mostra dell’AGI a Londra. Le sue immagini accompagnano numerosi articoli sull’azienda Olivetti, il suo design e la sua comunicazione fanno il giro del mondo comparendo in testate come Fortune (USA, 1953, 1957), Graphic Design (Giappone, 1967), Horizon (USA, 1969). Nel 1962 (due anni dopo la scomparsa di Adriano Olivetti) Pintori ottiene un altro prestigioso riconoscimento internazionale: il Typographic Excellence Award del Type Directors Club di New York, seguito, nel 1964, dal Certificate of Merit dell’Art Directors Club di New York. Nel 1966 gli viene dedicata una grande mostra personale a Tokyo. Dopo il 1967, lasciata l’Olivetti per dedicarsi alla libera professione, collabora, fra gli altri, a progetti per Pirelli, Gabbianelli, Ambrosetti e Parchi Liguria. Nel 1981 inizia una collaborazione con l’azienda di trasporti Merzario, per la quale realizza la grafica dei bilanci annuali e delle pagine pubblicitarie. Dopo questa esperienza lascia la professione di grafico e si dedica completamente alla pittura. Giovanni Pintori muore a Milano il 15 novembre del 1999 e lascia un archivio documentario di fondamentale importanza per lo studio della grafica pubblicitaria legata all’industria nei 5 decenni che vanno dal 1930 al 1980.

La famiglia ha donato una parte dell’Archivio al MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro e una parte consistente è oggi in comodato d’uso. Da questo lascito trae spunto l’esposizione, che indaga in particolare materiali dell’archivio privato quali schizzi, disegni, dipinti, fotografie, che restituiscono le passioni di Pintori condivise con artisti e cultori dell’arte in una lettura critica innovativa.


Il m.a.x. museo, inaugurato il 12 novembre 2005 su iniziativa della Fondazione Max Huber–Kono di Chiasso, dal 2010 è divenuto un’istituzione pubblica del Comune di Chiasso ed è membro dell’ICOM (Interna- tional Council of Museums). La missione del m.a.x. museo è quella di divulgare la conoscenza della grafica, del design, della foto- grafia e della comunicazione visiva contemporanea. Col termine di “grafica” s’intende il settore della produzione artistica orientato alla progettazione e alla realizzazione di pro- dotti di comunicazione visiva e, in particolare, il graphic design (progettazione grafica) e la grafica d’arte (o grafica storica). L’aspirazione del m.a.x. museo è quella di costituire un ponte tra il passato e le nuove generazioni di grafici e di designer. La sede del m.a.x. museo si trova in prossimità del Cinema Teatro e dello Spazio Officina, posizione che permette di creare un’interrelazione tra le principali strutture culturali realizzate nella cittadina di confine e, nel contempo, costituire un nuovo e importante Centro Culturale Chiasso caratterizzato da contenuti espositivi e teatrali di respiro internazionale. Il Centro Culturale Chiasso, il 3 aprile 2019, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, a Zugo, da parte della Fondazione Svizzera per il Premio Doron. Il premio, assegnato con la laudatio di Isabelle Chassot, direttrice dell’Ufficio federale della cultura (UFK), è stato conferito per “l’eccellente offerta culturale” promossa dalla città di confine. 


GIOVANNI PINTORI (1912-1999): pubblicità come arte
a cura di Chiara Gatti e Nicoletta Ossanna Cavadini
coordinamento di Rita Moro
allestimento Stand Up, Cagliari

catalogo Silvana editoriale 
con testi di Chiara Gatti, Nicoletta Osanna Cavadini, Mario Piazza, Davide Cadeddu, Luigi Sansone, Angela Madesani

Museo MAN, Nuoro
inaugurazione 21 marzo ore 19
fino al 15 giugno
Via Sebastiano Satta 27 – 08100 Nuoro 
tel +39.0784.252110 
Orario estivo: 10:00 – 20:00 
(Lunedì chiuso) 
info@museoman.it

Ufficio Stampa 
STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo 
Via San Mattia 16, 35121 Padova 
Tel. +39.049.663499 
referente Simone Raddi, simone@studioesseci.net 
www.studioesseci.net

Il Festival Internazionale dell’Aquilone torna a Cervia

Per la prima volta nella storia del Festival, ARTEVENTO celebrerà il fascino delle tradizioni dell’aquilone già a partire dal weekend di Pasqua (dal 19 al 21 aprile) con l’apertura della grande mostra “Balance and Harmony” del maestro indonesiano Kadek Armika al Magazzino del Sale.  Attraverso l’allestimento di questa straordinaria esposizione, ARTEVENTO anticipa lo spettacolare volo degli aquiloni, in partenza dal 24 aprile sulla spiaggia di Pinarella, estendendo la durata della manifestazione, moltiplicando gli appuntamenti del suo iconico programma e confermando il suo ruolo propulsivo nella costruzione e nella promozione di un pensiero ambientalista e di un linguaggio di pace.

In occasione di questa importante 45° edizione, il Festival Internazionale dell’Aquilone più longevo al mondo dedica il suo programma agli 80 anni dalla Liberazione celebrando numerosi anniversari e accogliendo ospiti internazionali di alto livello, per costruire un originale percorso con interventi artistici e testimonianze che si sviluppano in 16 giorni di attività e spettacoli adatti ad un pubblico vasto ed eterogeneo.

Il programma completo di ARTEVENTO CERVIA è consultabile sul sito della manifestazione: https://artevento.com/


CONTATTI

SITO: https://artevento.com/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/festivalaquilonecervia/
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/artevento_cervia_kite_festival/
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UFFICIO STAMPA
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

Culturalia

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X Edizione della Stagione dei concerti di Asolo Musica Veneto Musica – 12 appuntamenti

Torna la Stagione dei concerti di Asolo Musica Veneto Musica all’Auditorium Lo Squero, nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. 12 appuntamenti dal 22 marzo al 6 dicembre 2025, con la direzione artistica di Federico Pupo, articolano il programma della nuova rassegna che anche quest’anno offre uno straordinario percorso nel mondo dei suoni, con grandi artisti impegnati in progetti singolari e gioielli da riscoprire.

Asolo Musica Veneto Musica
Auditorium “Lo Squero” Fondazione Giorgio Cini
Venezia – Isola di San Giorgio
22 marzo – 6 dicembre 2025

X Edizione

Prende il via sabato 22 marzo la decima stagione concertistica promossa da Asolo Musica Veneto Musica nell’incantevole cornice dell’Auditorium Lo Squero, realizzato da Fondazione Giorgio Cini sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. 12 concerti tutti di sabato pomeriggio, con la direzione artistica di Federico Pupo, scandiscono fino al 6 dicembre il variegato cartellone 2025, in un ventaglio di mondi espressivi affidati a solisti ed ensemble della scena nazionale e internazionale. Una rassegna, inserita nel palinsesto de “Le Città in Festa”, che diventa crocevia artistico di progetti e repertori per un intenso viaggio in musica tra molteplici mondi sonori, pronti a invadere di note la sala de Lo Squero con vista straordinaria sulla laguna di Venezia.

“Insieme alla Fondazione Giorgio Cini, – dichiara Maurizio Jacobi, Presidente Asolo Musica – ringraziamo il pubblico che ci ha finora gratificato con una costante ed entusiasta presenza: abbiamo fiducia che lo sarà ancora nel 2025, perché crediamo che il programma, vario e importante per gli Autori e gli Artisti, lo meriti.”

“E’ un cartellone che conferma la volontà di Asolo Musica di proseguire un percorso, assieme a Fondazione Giorgio Cini, di assoluta qualità per un pubblico esigente appassionato della musica da camera – sottolinea Federico Pupo Direttore di Asolo Musica – in una magnifica ed unica cornice qual è l’Auditorium Lo Squero.”

Ad inaugurare il cartellone, sabato 22 marzo, è il celebre violista Bruno Giuranna con il Quartetto di Venezia, formato da Andrea Vio e Alberto Battiston al violino, Mario Paladin alla viola e Angelo Zanin al violoncello. Dopo l’esplorazione del mondo beethoveniano con l’esecuzione integrale, negli anni passati, dei quartetti di Beethoven, il Quartetto si addentra ora con Bruno Giuranna nella profondità delle partiture di W.A. Mozart, con il progetto di esecuzione integrale in due tappe dei sei quintetti mozartiani. Un’immersione nella produzione del genio di Salisburgo che proseguirà sabato 21 giugno, con l’esecuzione di tre quintetti per concerto.

La stagione prosegue sabato 5 aprile con il concerto intitolato Beethoven 198. Protagonisti sono Mauro Loguercio, violino, ed Emanuela Piemonti al pianoforte, impegnati nel progetto di incisione dell’integrale sinfonica di Beethoven nella trascrizione per violino e pianoforte di Hans Sitt (1850-1922), importante violinista ceco attivo anche come didatta e compositore. Nel concerto in agenda eseguiranno la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68, detta Pastorale e la Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93, offrendo al pubblico un sorprendente cambio di prospettiva nell’ascolto di celebri composizioni.

Dal mondo beethoveniano si passa sabato 10 maggio ad un omaggio a Georges Bizet a centocinquant’anni dalla morte. Il concerto, realizzato in coproduzione con Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française e in collaborazione con l’Académie de l’Opéra national de Paris, vede in scena Sima Ouahman, soprano, Amandine Portelli, mezzosoprano, Bergsvein Toverud, tenore, Clemens Frank, baritono,  Robin Le Bervet e Moeka Ueno al pianoforte, con un programma che accompagna in un panorama creativo denso di storie e linguaggi artistici, con brani di musica vocale da camera del compositore francese insieme a un’antologia di pagine di suoi contemporanei quali Jules Massenet, Charles Gounod e Camille Saint-Saëns.

L’appuntamento successivo, sabato 24 maggio, vede il ritorno a Lo Squero, in un concerto in collaborazione con Antiruggine, di Mario Brunello. Con consueto raffinato virtuosismo e in un’ampia rete di trame espressive, Mario Brunello offrirà un raccolto recital solistico, accostando a pagine dell’amato Bach la Suite per violoncello solo del talentuoso violoncellista e compositore spagnolo Gaspar Cassadó e la Sonata per violoncello solo op. 25 n. 3 di Paul Hindemith.

La musica di Bach torna sul leggio del concerto di sabato 12 luglio che vede protagonista l’acclamato vincitore del prestigioso Premio Paganini 2023: il violinista Simon Zhu, giovane stella del concertismo internazionale, con un impaginato che oltre a due pagine del genio di Eisenach, la Partita n. 1 in si minore per violino solo BWV 1002 e la Partita n. 3 in mi maggiore per violino solo BWV 1006, prevede una selezione dai 24 Capricci per violino solo op. 1 di Niccolò Paganini, opera annoverata tra i capisaldi della letteratura musicale.

La prima parte della stagione si conclude sabato 26 luglio con un’incursione nel mondo del jazz attraverso l’esibizione di Enrico Pieranunzi al pianoforte, musicista tra i più versatili della scena musicale europea, nella cui particolarissima avventura sonora jazz e classica convivono fin dall’inizio uno a fianco all’altra. Nel concerto intitolato Piano Solo. Unlimited, in collaborazione con Sile Jazz, lo straordinario pianista guida il pubblico nella sua intensa e personalissima esperienza artistica, attraverso una singolare scaletta che spazia da Gershwin a Scarlatti, da una pagina blues a un proprio brano che racconta una storia tutta sua.

Dopo la pausa estiva, la programmazione riprende sabato 6 settembre con l’esibizione del Quartetto di Cremona, formazione che fin dalla propria fondazione nel 2000 si è affermata come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale. Il Quartetto, formato da Cristiano Gualco al violino, Paolo Andreoli al violino e viola, Simone Gramaglia alla viola, viola tenore e al flauto dolce e Giovanni Scaglione al violoncello, con il principale intento di offrire un’interpretazione fedele alla partitura originale si cimenterà nell’esecuzione con sette strumenti de L’Arte della Fuga BWV 1080 di Bach, uno dei vertici più alti della polifonia contrappuntistica nella storia della musica.

Dalle note bachiane si passa sabato 4 ottobre a quelle vivaldiane, proposte da L’Arte dell’Arco con Federico Guglielmo al violino. L’Ensemble, specializzato nell’esecuzione filologica su strumenti antichi e impegnato da oltre trent’anni in un’intensa attività musicologica, concertistica e discografica, eseguirà Le Quattro Stagioni di Vivaldi, offrendo l’occasione di ritrovare i numerosi spunti e le intense emozioni che l’opera del Prete Rosso risveglia ad ogni nuovo ascolto.

L’altro appuntamento del mese è sabato 11 ottobre e vede nuovamente protagonista il Quartetto di Venezia con un programma diversificato e di intensa ricercatezza. Sul leggio, oltre al Quartetto per archi in fa maggiore op. 77 n. 2 di Franz Joseph Haydn e al Quartetto per archi n. 14 in re minore D. 810 “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, anche il brano dedicato al Quartetto Nebbia lagunare, movimento unico per quartetto d’archi del compositore e pianista americano, classe 1951, Curt Cacioppo.

Si prosegue sabato 29 novembre con il ritorno, nel concerto realizzato in collaborazione con Antiruggine, di Mario Brunello in duo con il violoncellista Mauro Valli, che da oltre trent’anni si dedica prevalentemente alla musica antica eseguita su strumenti storici, collaborando con molti fra i più importanti specialisti al mondo. Con un programma interamente dedicato a Johann Sebastian Bach, Mario Brunello al violoncello piccolo a 4 corde e Mauro Valli al violoncello piccolo a 5 corde accompagneranno in territori di somma sapienza creativa, con momenti di intensa profondità esecutiva. In scaletta pagine di Bach nella trascrizione di Gustav Leonhardt per cembalo, eseguite nella versione per due violoncelli piccoli, e in chiusura, sempre nella versione per due violoncelli piccoli, la Toccata e fuga in re minore BWV 565.

L’ultimo appuntamento della stagione è sabato 6 dicembre. Protagonista dell’evento conclusivo è il Quartetto di Venezia con un originale percorso d’ascolto che apre ad un ammaliante intreccio di mondi e narrazioni in musica, dal mondo di Bach (Passacaglia e fuga in do minore, trascrizione di J. Jorgensen) e Robert Schumann (Quartetto per archi n. 3 in la maggiore, op. 41 n. 3) alla tensione dell’espressione novecentesca con il Quartetto per archi n. 5 in si bemolle maggiore, op. 27 (1945) del compositore sovietico, di origine ebraico-polacca, Mieczyslaw Weinberg.

La X Stagione dei Concerti 2025 è organizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e da Bellussi SpumantiCentroMarca Banca, Hausbrandt, Massignani & C.Zanta pianoforti

Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Per i biglietti: www.boxol.it/auditoriumlosquero
Con biglietto integrato il pubblico avrà la possibilità di visitare la Fondazione Cini, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.

Info Asolo Musica
0423 950150 – 392 4519244
info@asolomusica.com 
www.asolomusica.com
 
Fondazione Giorgio Cini
www.cini.it
 
AUDITORIUM lo Squero
Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia
Stagione concertistica 2025
12 concerti da sabato 22 marzo a sabato 6 dicembre 2025
Tutti i concerti avranno inizio alle 16.30
Apertura vendite 17 febbraio 
Biglietto integrato con visite guidate ai siti della Fondazione. 
 
Ufficio Stampa
Studio Pierrepi – Padova
Alessandra Canella 
canella@studiopierrepi.it
Giuseppe Bettiol
comunicati@giuseppebettiol.it
www.studiopierrepi.it