Magazzino del Sale, Torre di Cervia: Artevento presenta la mostra inedita dedicata all’Olanda

Inaugura il 4 aprile al Magazzino del Sale Torre la mostra intitolata “The Hague Air Gallery – Vento dipinto” dedicata all’Olanda, scelta da ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone per dare il via alla sua 46° edizione. La mostra, che si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata e del Consolato Generale dei Paesi Bassi, anticiperà, già nel weekend di Pasqua, lo storico festival in scena dal 23 aprile al 3 maggio sulla spiaggia di Pinarella.   La mostra esibisce, per la prima volta in Italia, una straordinaria collezione composta da 17 aquiloni di modello giapponese edo dipinti da pittori olandesi.Presentata per la prima volta in volo sulla spiaggia di Scheveningen (The Hague, L’Aja) nel 1987, ricostruisce la genesi di un progetto destinato ad esercitare un impatto decisivo nel panorama artistico internazionale, promuovendolo sviluppo di quella corrente dell’environmental art che individua nel vento il proprio interlocutore, creando una nuova relazione dinamica tra opera, natura e spettatore.

ARTEVENTO 2026 
46° edizione
 
 “The Hague Air Gallery – Vento dipinto
la mostra che il Festival Internazionale dell’Aquilone dedica all’Olanda celebrando l’arte del vento
 
Preview di Pasqua – dal 4 Aprile al 3 Maggio – Mostra“The Hague Air Gallery – Vento dipinto”
Magazzino del Sale Torre, Cervia
Dal 23 Aprile al 3 Maggio – 46° ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone
Cervia – Spiaggia di Pinarella, Magazzino del Sale e altre location

ORIGINI E STORIA

La scelta dei Paesi Bassi come protagonista di questa anteprima artistica non è casuale. Se l’aquilone nasce in Oriente oltre 2.500 anni fa, è anche attraverso le rotte commerciali olandesi, che esso giunge stabilmente in Europa. Il contributo dell’Olanda nel fungere da ponte tra Asia e Occidente e trasportare fisicamente l’oggetto dal Giappone e dalla Malesia, fra il XVI e il XVII secolo, è tanto importante quanto l’aver successivamente contribuito alla trasformazione dell’aquilone in un medium artistico contemporaneo, capace di dialogare con le avanguardie occidentali. È proprio nei Paesi Bassi che si concepì per la prima volta in Europa un progetto capace di coniugare la forma tradizionale giapponese dell’edo con il linguaggio pittorico occidentale e con la dimensione ambientale del vento, dando vita a un’esperienza pionieristica che pochi anni dopo ispirò la European Air Gallery in Inghilterra, sviluppata con l’intento di coinvolgere artisti provenienti da diversi Paesi europei e trasformare l’aquilone dipinto in simbolo di cooperazione culturale e unità nella diversità.

La straordinaria collezione di aquiloni olandesi che verrà esposta al Magazzino del Sale Torre fu sviluppata all’inizio degli anni ‘80, ed è il risultato tangibile del progetto nato dall’idea originale di Gerard Van der Loo, fondatore dello storico negozioVlieger Op,e di Els Lubbers. Il loro intento era di rendere tangibile il nesso tra oggetto aquilone ed espressione pittorica, già implicito nelle pratiche artigianali tradizionali di Cina e Giappone, in una visione concettualmente nuova. Grazie alla partecipazione di un gruppo di pittori olandesi nell’esperimento, la vela dell’aquilone si trasformò in una vera e propria tela e il cielo divenne uno spazio pubblico e dinamico, capace di accogliere l’opera d’arte in dialogo diretto con la natura e con lo spettatore.

Per la realizzazione delle vele, Van der Loo si avvalse dell’esperienza tecnica dei membri dell’Holland Kite Team, coinvolgendoli nella messa a punto di una interpretazione del tradizionale aquilone giapponese adatto al progetto. Guidò personalmente la squadra di costruttori nella definizione delle “tele volanti”, coordinando ricerca tecnica e sperimentazione sui materiali. Van der Loo prestò particolare attenzione ai materiali pittorici, poiché il colore scelto avrebbe dovuto affrontare la sfida di un supporto complesso come il tessuto sintetico, adottato al posto della tradizionale carta washi giapponese. Insieme a Els Lubbers mise, inoltre, a punto un sofisticato sistema di pilotaggio composto da 17 cavi di trattenuta lunghi 30 metri per ciascuna opera, permettendo il controllo stabile delle vele dipinte durante l’esposizione aerea.

Chiamati a misurarsi con una sfida inedita, gli artisti olandesi coinvolti si confrontarono non solo con un supporto completamente nuovo, ma soprattutto con un diverso contesto espositivo: il cielo. Ciò li spinse a ripensare profondamente la propria pratica, interrogandosi sulla percezione dell’opera a distanza, sulla sua leggibilità nello spazio aperto e sul dialogo imprescindibile con il vento, divenuto parte integrante del processo creativo. Gerard Van der Loo e Els Lubbers anticiparono di due anni il celebre progetto “Immagini per il Cielo” promosso dal Goethe-Institut di Osaka, al quale parteciparono artisti di fama internazionale come Robert Rauschenberg e Mimmo Paladino.

DALL’IDEA AL VOLO: IL PRIMO VERNISSAGE NEL CIELO DELLA STORIA

Dopo anni di meticolosa sperimentazione, nel 1987, The Hague Air Gallery vede per la prima volta la luce e prende letteralmente il volo sulla spiaggia di Scheveningen all’Aia. Si tratta del PRIMO VERNISSAGE NEL CIELO DELLA STORIA, attraverso il quale Gerard Van del Loo inaugura un nuovo concetto di esposizione dinamica e collettiva di aquiloni d’arte, con l’obiettivo di trasformare il cielo in una galleria pubblica, spazio democratico di fruizione accessibile. L’esposizione delle opere si configura in una performance che fa dell’accettazione dell’imprevedibilità delle forze della natura da parte dell’artista un elemento imprescindibile e determinante nel coinvolgimento immersivo dello spettatore.

La scelta di aprire il 46° anno di iniziative legate al più longevo Festival Internazionale dell’Aquilone del mondo proprio con il recupero di questa collezione olandese e con il suo debutto in una sede museale in collaborazione con Holland Kite Team esprime la visione della curatrice Caterina Capelli, Art Director di ARTEVENTO, e anticipa gli appuntamenti che renderanno il 2026 un anno decisivo nel suo percorso, che culminerà con l’inaugurazione del centro di formazione permanente Museo dell’Aquilone il prossimo autunno.   Nominata interlocutrice dell’ICPI del Ministero della Cultura per il progetto sull’aquilone come patrimonio immateriale dell’umanità in qualità di “testimone vivente” –per il merito di tramandare il festival come un dispositivo di salvaguardia e scambio di pratiche e saperi oltre che come principale presidio internazionale per la promozione dell’arte eolica – Capelli intende restituire visibilità ad una straordinaria collezione d’aquiloni dipinti rimasta a lungo nell’oblio,  omaggiare Gerard Van der Loo e Els Lubbers come precursori dell’environmental art e attribuire a The Hague Air Gallery il giusto valore, riconoscendone il merito di rappresentare una pietra miliare nella storia del Movimento dell’Arte Eolica.

L’omaggio a Gerard van der Loo assume un significato particolarmente prezioso, rafforzando il legame con l’Olanda anche in merito al progetto di salvaguardia del patrimonio promosso da ARTEVENTO. Il 2026, infatti, segna anche l’acquisizione, da parte del Museo dell’Aquilone, della collezione di opere etniche appartenute a Van der Loo, scomparso nel 2002. Quello stesso anno, sono state esposte al Tropenmuseum di Amsterdam e oggi donate a Caterina Capelli, a supporto del suo progetto di testimone vivente dal designer e aquilonista Stephen Versteegh, che continua nei Paesi Bassi l’avventura dell’Holland Kite Team.

ARTEVENTO 2026 invita, così, il pubblico internazionale a vivere un’esperienza unica, dove la storia dell’arte eolica incontra il presente e dove il cielo, da sempre simbolo di libertà, diventa ancora una volta spazio condiviso di creatività, dialogo e unità tra culture diverse.

Il programma completo di ARTEVENTO CERVIA sarà consultabile sul sito della manifestazione: https://artevento.com/

INFORMAZIONI UTILI
 
DOVE: Cervia – Spiaggia di Pinarella, Magazzino del Sale e altre location
QUANDO: Dal 4 Aprile al 3 Maggio
Mostra “The Hague Air Gallery – Vento Dipinto” Magazzino del Sale Torre
Dal 4 al 19 Aprile aperto nei Festivi e prefestivi
Dal 23 Aprile al 3 Maggio aperto tutti i giorni
 
Dal 23 Aprile al 3 Maggio
46° ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone
Spiaggia di Pinarella, Magazzino del Sale e altre location
 
25 Aprile
1° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
Volo Notturno
 
26 Aprile
2° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
Cerimonia delle Bandiere – Spiaggia di Pinarella
 
Dal 27 al 29 Aprile
Workshop aquiloni per adulti
 
30 Aprile
ARTEVENTO KITE PARADE Cervia – Magazzino del Sale
 
1° Maggio
2° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
 
Dall’1 al 3 Maggio
STACK Cervia’s Cup Campionato Italiano di volo acrobatico sportivo
 
2 Maggio
4° annullo celebrativo Filatelia Poste Italiane
La Notte dei Miracoli – Spettacolo multidisciplinare  – Spiaggia di Pinarella
 
Per prenotazione laboratori: info@artevento.com

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Galleria Vik Milano presenta Sempreverde, mostra personale di GGT (Gigi Tarantola)

Dal 26 marzo al 20 aprile 2026 Galleria Vik Milano presenta Sempreverde, mostra personale di GGT, acronimo e nome d’arte dell’artista milanese Gigi Tarantola, noto per il suo linguaggio visivo essenziale, ironico e immediatamente riconoscibile. Attraverso una nuova serie di opere che si raccolgono appunto sotto il titolo Sempreverde, GGT sviluppa una riflessione leggera ma incisiva su questioni centrali del presente: dalla gioiosa celebrazione della primavera e del rinnovarsi ciclico della natura al rapporto tra uomo e ambiente, dalla responsabilità ecologica al cambiamento climatico, fino alla possibilità per l’arte di sottrarsi alle logiche effimere delle mode e delle correnti.

GGT – SEMPREVERDE

Galleria Vik Milano
A cura di Alessandro Riva

I suoi buffi e enigmatici personaggi-ombra – figure universali, prive di connotazioni etniche o di genere – abitano scenari sintetici e sospesi, dove elementi naturali e forme simboliche si intrecciano in un equilibrio visivo di grande immediatezza. Con pochi tratti netti e colori primari, l’artista costruisce immagini accessibili a tutti ma capaci di aprire molteplici livelli di lettura: un primo impatto ludico e pop, seguito da una riflessione più sottile sulla condizione contemporanea. L’artista infatti, come osserva il curatore Alessandro Riva, “col suo stile apparentemente semplice, ironico e immediato, fruibile da chiunque ma attraversato da molteplici livelli di lettura, affronta in questa mostra uno dei temi-chiave del nostro tempo: il rapporto con la natura e la consapevolezza del cambiamento climatico. I suoi riconoscibilissimi personaggi-ombra sembrano giocare con gli elementi vegetali e con il paesaggio, fino a diventarne parte integrante, in un sorprendente gioco di specchi tra forma, ambiente e memoria visiva. Oscillando tra immaginario da cartone animato, design contemporaneo e richiami arcaici alle silhouettes delle pitture rupestri, l’artista compie un salto concettuale limpido e radicale: quello di un linguaggio capace di restare attuale attraversando epoche, mode e generazioni. In questo senso, GGT si rivela davvero un “sempreverde”: non solo nel suo omaggio alla natura e alla stagione della rinascita, la primavera, che diventa così il simbolo di una maggiore consapevolezza etica verso i temi ambientali, ma nella capacità di dar vita a un segno iconico che resiste al tempo, sottraendosi al fluire delle mode e delle correnti, continuando a parlare con freschezza, intelligenza e ironia al presente”.

Artista indipendente e outsider rispetto alle dinamiche più istituzionali del sistema dell’arte, GGT ha costruito negli anni un percorso coerente fondato su libertà espressiva e accessibilità. Le sue opere (dipinti, animazioni, oggetti, stampe e interventi visivi di vario genere e sui supporti più svariati) si distinguono per una sintesi formale estrema che diventa strumento per comunicare temi complessi con immediatezza e leggerezza. Come dichiara lo stesso artista, infatti, “mi piace essere accessibile a chiunque, dai bambini agli adulti, agli anziani: cerco immagini che arrivino subito, ma che possano offrire diversi livelli di lettura a chi decide di fermarsi più a lungo”.

Consapevole di una fruizione visiva sempre più rapida, GGT costruisce infatti il proprio linguaggio a partire da un tempo minimo di percezione. “Oggi, davanti a qualsiasi immagine, la soglia dell’attenzione dura spesso solo tre secondi: per questo ho scelto di mettermi allo stesso livello di chi guarda. Molte mie opere nascono da intuizioni immediate, pensate per colpire in quei tre secondi, ma restano aperte a uno sguardo più lento e a una lettura più profonda di tutti i loro significati”.

Al di là dell’immediatezza visiva, infatti, il lavoro di GGT è attraversato da una tensione etica costante: le sue immagini, dietro l’apparente leggerezza del segno, affrontano temi che vanno dall’attenzione per l’ambiente alla responsabilità individuale e collettiva, fino a una più ampia idea di responsabilità condivisa, coesione sociale e consapevolezza del presente. Con Sempreverde, GGT invita così il pubblico a fermarsi – anche solo per pochi istanti – davanti all’opera, lasciando emergere, dietro l’apparente leggerezza del segno, una riflessione più ampia sul destino dell’uomo e del pianeta.


Ufficio Stampa
Paola Martino
paolamartinoufficiostampa@gmail.com
+39 333 2939557
Galleria Vik Milano
Via Silvio Pellico 8, Milano
Periodo di apertura: 26 marzo – 20 aprile 2026
Orari di visita: tutti i giorni, 10.00 – 21.00
Da Paola Martino ufficio stampa <paolamartinoufficiostampa@gmail.com>

Roma, Biblioteca Vallicelliana: Per il DANTEDÌ la mostra DANTE NEI LIBRI D’ARTISTA

La FUIS, Federazione Unitaria Italiana Scrittori, nella persona del presidente Prof. Natale Antonio Rossi, promuove la mostra Dante nei libri d’artista, con il patrocinio del Comitato Nazionale Dante 2021 per la celebrazione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta.

Dante nei libri d’artista
A cura di Stefania Severi
Inaugura la Dott.ssa Livia Marcelli, Direttrice della Biblioteca
Interverranno Natale Antonio Rossi, Stefania Severi

DANTEDÌ
Biblioteca Vallicelliana – Salone Borromini
Piazza della Chiesa Nuova 18 – Roma

Fino al 22 aprile 2026

La mostra, a cura di Stefania Severi, presenta 30 libri d’artista, ad opera di altrettanti autori, ispirati a Dante (ritratto, le donne, i luoghi) ed alle sue opere (Vita Nova, Rime, Convivio, De Vulgari Eloquentia, De Monarchia, Questio de aqua et terra, Divina Commedia). Si sottolinea la varietà delle forme di questi libri: libro oggetto, leporello o organetto, libro tradizionale, rotolo, libro in scatola, fogli in cartella. Anche le tecniche, che vanno dall’acquerello all’immagine computerizzata, e i materiali sono vari, dalla più comune carta al tessuto fino alla realizzazione di intere pagine polimateriche.

Sono stati coinvolti incisori, illustratori, pittori, scultori, fiber artisti: Letizia Ardillo, Raffaele Arringoli, Maria Pina Bentivenga, Franca Buscaglia, Vito Capone, Antonella Cappuccio, Capri Otti, Giovanni di Carpegna Falconieri, Francesca Cataldi, Primarosa Cesarini Sforza, Bruno Conte, Cristina Crespo, Elisabetta Diamanti, Vittorio Fava, Salvatore Giunta, Carla Gugi, Massimiliano Kornmüller, Gianleonardo Latini, Silvana Leonardi, Salvatore Macrì, Maria Pia Michieletto, Mauro Molinari, Lucia Pagliuca, Sandro Pazzi, Teresa Pollidori, Enrico Pulsoni, Marco Sani, Vincenzo Scolamiero, Maria Grazia Tata, Giovanni Tommasi Ferroni.

La mostra è arricchita dalla presenza di testi di Dante, patrimonio della Biblioteca Vallicelliana, tra i quali il manoscritto Ms C 92 [Vite di Sante Vergini e Martiri; Rime], appartenuto a San Filippo Neri, che contiene l’ultimo canto del Paradiso (cc. 266r- 269r). Il Dante Vallicelliano, il celebre incunabolo Z 79A, viene presentato, con le sue preziose illustrazioni, in versione digitale. 

Si ringrazia il personale della Biblioteca Vallicelliana, ed in particolare la Dott.ssa Daniela Carosi, per il prezioso contributo. 

Nell’ambito della manifestazione, mercoledì 1° aprile dalle ore 16,30 alle ore 18,45 si terrà l’incontro Il mio Dante: interviene, tra gli altri, il prof. Francesco Corona.


Dante nei libri dartista
A cura di Stefania Severi
Promossa da FUIS, Federazione Unitaria Italiana Scrittori
Con il patrocinio del Comitato Nazionale Dante 2021


Inaugurazione Mercoledì 25 marzo 2026 – ore16,30 18.45 — DANTEDÌ
Inaugura la Dott.ssa Livia Marcelli, Direttrice della Biblioteca Vallicelliana.
Interverranno: Natale Antonio Rossi, Stefania Severi

 
Fino al 22 aprile 2026
Orari: lunedì, martedì e venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00; mercoledì e giovedì dalle ore 15.00 alle 18.00 (previa prenotazione alla mail b-vall.didattica@cultura.gov.it con 24 ore di anticipo e ricevimento conferma); sabato, domenica e festivi chiuso.
Nei giorni di mercoledì 25 marzo (inaugurazione), 1° aprile (incontro “Il mio Dante”) e 22 aprile (finissage) non occorre prenotazione. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
 
Biblioteca Vallicelliana – Salone Borromini
Piazza della Chiesa Nuova 18 – Roma
 
Contatti
FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori
Lungotevere dei Mellini 33 A – 00193 Roma
Tel. 06 6833646 – info@fuis.itwww.fuis.it

Ufficio stampa
Roberta Melasecca_Melasecca PressOffice – blowart

tel 349 494 5612 – roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

MEMORABILIA. Fai un salto in centro! A Piove di Sacco una mostra ispirata a Philippe Halsman

A Piove di Sacco una mostra fotografica open air ispirata alla jumpology di Philippe Halsman: cittadini, commercianti, artigiani e curiosi diventano i protagonisti del centro storico.

MEMORABILIA. Fai un salto in centro!
Piove di Sacco (Pd), centro storico
28 marzo – 19 aprile 2026

Dal 28 marzo al 19 aprile 2026 il centro storico di Piove di Sacco ospita “Memorabilia. Fai un salto in centro!”, una mostra fotografica open air ispirata alla celebre jumpology di Philippe Halsman, il grande ritrattista del Novecento che ha trasformato il salto in un gesto rivelatore, ironico e profondamente umano. La mostra è realizzata da Eurema Lab nell’ambito del progetto CQFP – Come Quando Fuori Piove, promosso dal Comune di Piove di Sacco, e si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del centro storico e di coinvolgimento della comunità, con un’attenzione particolare ai giovani, alle famiglie e ai luoghi della socialità quotidiana. Il progetto è finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Fai un salto in centro! nasce da uno shooting partecipato di due giorni realizzato nel centro di Piove di Sacco, durante il quale cittadini, commercianti, artigiani, famiglie hanno scelto di mettersi in gioco davanti all’obiettivo, accettando una sfida semplice e potente: farsi ritrarre nel gesto del salto. Il risultato è una galleria urbana diffusa fatta di volti, corpi, slanci, ironia e presenza, capace di restituire un’immagine viva della città e delle persone che la tengono accesa ogni giorno: una narrazione condivisa che trasforma lo spazio pubblico in un luogo di riconoscimento, relazione e appartenenza.

Se nella celebre esperienza della jumpology il salto ritratto da Peter Halsman permetteva di rompere la posa artefatta e rivelare qualcosa di più autentico anche nei personaggi più famosi, con Fai un salto in centro! quel gesto viene riportato nella vita quotidiana e diventa un modo per valorizzare la comunità di Piove di Sacco, rendendo visibile un’energia civica concreta, fatta di lavoro, relazioni e presenza.

La durata della mostra è stata pensata in sinergia con la mostra personale di “Philippe Halsman. Lampo di Genio” a Palazzo Pinato Valeri, fino al 19 aprile 2026, così da creare un ponte tra la grande fotografia e una pratica contemporanea di esperienza condivisa.

“Con ‘Fai un salto in centro!’ abbiamo voluto trasformare il cuore di Piove di Sacco in un palcoscenico di energia pura”, sottolinea l’Assessore alla Cultura Paola Ranzato. “Non si tratta solo di una mostra fotografica diffusa, ma di un atto di fiducia collettiva: vedere i nostri cittadini, i commercianti e le famiglie mettersi in gioco con tanta ironia è la prova di quanto la nostra comunità sia viva e coesa.” Continua l’Assessore, “Il legame con la mostra di Philippe Halsman a Palazzo Pinato Valeri non è casuale: abbiamo voluto creare un ponte tra l’eccellenza della grande arte internazionale e il protagonismo quotidiano dei piovesi. La cultura, per la nostra Amministrazione, è esattamente questo: uno strumento che parte dai grandi maestri per arrivare a toccare la vita di tutti i giorni, rendendo ogni cittadino protagonista della bellezza e della narrazione della propria città.”

La coordinatrice del progetto per Eurema Lab, Federica Bianconi, sottolinea come il progetto sia nato grazie alla forte sinergia con l’Assessorato alla Cultura e dal desiderio di lavorare su un gesto semplice ma potente, capace di invitare le persone a mettersi in gioco, letteralmente. Un’azione leggera solo in apparenza, che parla in realtà di fiducia, appartenenza e desiderio di essere protagonisti della narrazione visiva di Piove di Sacco. Il riferimento a Halsman, aggiunge Marco Serraglio, socio Eurema Lab, è stato una scintilla culturale importante, perché ha permesso di trasformare la grammatica di un grande maestro del ritratto in un’esperienza partecipata, urbana e accessibile a tutti, costruendo una sorta di archivio affettivo del presente.

Il Presidente di Eurema Lab, Marco Italiano, osserva che la scelta di una mostra open air risponde a una visione precisa dello spazio pubblico, inteso come luogo di incontro, immaginazione e riconoscimento. In un tempo segnato da distanza e frammentazione, prosegue, un progetto come questo crea occasioni in cui le persone si vedono, si riconoscono e si sentono parte di una storia comune.

“Fai un salto in centro!” inaugura il 28 marzo 2026 negli spazi open air del centro storico di Piove di Sacco e prosegue fino al 19 aprile 2026, concludendosi in coincidenza con la chiusura della mostra dedicata a Philippe Halsman. L’iniziativa è realizzata da Eurema Lab nell’ambito di CQFP – Come Quando Fuori Piove, progetto promosso dal Comune di Piove di Sacco e finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un progetto del Comune di Piove di Sacco, Assessorato alla Cultura, finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A cura di Eurema Lab Coordinamento Federica Bianconi Fotografie di Alfio Sambataro

Progettazione grafica Michelangelo Zoppini Ingaggio & PR Marco Serraglio Promozione Asya Belli e Greta Sabbin Allestimento Emvisia


Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo Fossombrone (PU): CHIAMATA ALLE ARTI

La Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo, per la XVII edizione della Land Art al Furlo che si svolgerà dal 29 agosto al 6 settembre 2026, lancia la Chiamata alle Arti: Sguardi nel Parco. Con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino e il Comune di Fossombrone. 

XVII LAND ART AL FURLO 
CHIAMATA ALLE ARTI
Sguardi nel Parco

Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo | Fossombrone (PU)
Scadenza presentazione progetti 30 maggio 2026

Per questa edizione 2026 il progetto esplora il contrario della Land Art. No all’effimero sì al duraturo: al fine di implementare le opere del Parco di Sant’Anna, la Chiamata sarà incentrata su opere che possano resistere alle intemperie, come grandi sculture, mosaici, installazioni, ceramiche, opere materiche. Tutte le opere dovranno essere alte minimo 2 metri.

Modalità di partecipazione:

La partecipazione è gratuita. Per partecipare inviare entro il giorno 30 maggio 2026 i seguenti:

– progetto (schizzo, disegno, foto) dell’opera che si vuole proporre, completo di dati tecnici.
– dati personali (nome, cognome, provenienza, telefono, mail, sito).
– curriculum.
– portfolio di lavori precedenti.

I documenti possono essere inviati via mail mettendo in copia tutti i seguenti indirizzi: andreadetomassi@gmail.comelvio.moretti@gmail.com

Il comitato scientifico, presieduto dal curatore Andrea Baffoni, selezionerà i progetti vincitori che verranno resi noti entro il giorno 10 giugno 2026.

Tutti i partecipanti selezionati potranno allestire l’opera concordando con la Casa degli Artisti le date più opportune: dal 15 giugno è aperta l’ospitalità. Tuttavia, a causa di difficoltà con la fornitura di acqua, per cause esterne, l’ospitalità sarà organizzata a scaglioni e con prenotazione. Agli artisti, come di consueto, verrà offerto vitto e alloggio, e saranno garantiti presentazione dell’opera nelle visite guidate e nelle conferenze stampa, illustrazione ragionata sul catalogo e diffusione sul sito, su stampa e sui social.


La Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo è un parco-museo a cielo aperto situato nella Riserva Naturale della Gola del Furlo (PU), nelle Marche. Attraverso 16 edizioni della Land Art al Furlo ha permesso la realizzazione di oltre 600 installazioni artistiche, mosaici, sculture e opere site-specific che dialogano con la natura circostante, trasformando il bosco di Sant’Anna in un percorso d’arte contemporanea sostenibile e accessibile. 

Alla Land Art al Furlo è stato assegnato dal Ministero della Cultura il titolo di Luogo del Contemporaneo; è stata premiata l’attività della Casa degli Artisti con il Premio Metauro e nel 2019 i suoi promotori, Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, sono stati insigniti dal Premio Rotondi, quali “salvatori dell’arte”.


INFO
Casa degli Artisti
Sant’Anna del Furlo, 30
61034 Fossombrone (PU)
www.landartalfurlo.it
Presidente  Antonio Sorace:  zsorace@gmail.com
Curatore    Andrea Baffoni
Cataloghi   Elvio Moretti: elvio.moretti@gmail.com
Ricerche   Andreina De Tomassi: andreadetomassi@gmail.com

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
www.melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Montepulciano – FESTIVAL DI PASQUA dal 3 al 19 aprile 2026

Sono addirittura 20 gli appuntamenti del Festival di Pasqua a Montepulciano, giunto alla sua undicesima edizione, che si svolgerà fra il 3 e il 19 aprile (programma completo). Di anno in anno continua dunque a crescere e farsi più ricco il cartellone concepito da Eleonora Contucci, fondatrice e direttore artistico del Festival: basti pensare che solo tre anni fa, nel 2023, gli appuntamenti erano stati 14, divenuti 16 nel 2024 e 18 lo scorso anno.

TORNA IL
FESTIVAL DI PASQUA A MONTEPULCIANO
 
20 appuntamenti dal 3 al 19 aprile 2026

La prima settimana del Festival sarà interamente dedicata alla musica barocca: prima degli ormai tradizionali due concerti nei giorni di Pasqua dell’ensemble zurighese dei Baroccoli – domenica 5 aprile alle 21 presso il Duomo di Pienza e lunedì 6 aprile alle 17 presso la Chiesa del Gesù di Montepulciano, con in programma musiche che spaziano da Vivaldi e Albinoni a Purcell, da Brescianello a Rameau e la partecipazione dei solisti Daria Zappa al violino e Nelson Nuñez Medina all’oboe (in collaborazione con il Master Accademico di oboe del Conservatorio di Venezia) e con Massimiliano Matesic al clavicembalo e alla concertazione – il Festival sarà per la prima volta ospite di Abbadia San Salvatore, per un concerto che si terrà nell’Abbazia del SS. Salvatore venerdì 3 aprile alle 16 nel corso della Liturgia dell’Adorazione della Croce, realizzato in collaborazione con la Compagnia San Marco Papa e la Parrocchia del SS. Salvatore di Abbadia San Salvatore, nell’ambito della rassegna “Mysterium Crucis Misteryum Gloriae”: due giovanissime cantanti provenienti dal Conservatorio di Bolzano, il soprano Magdalena Messmer e il mezzosoprano Sara Sgarbossa, accompagnate all’organo da Giacomo Piazza, eseguiranno i meravigliosi Stabat Mater di Vivaldi e Pergolesi.

Fittissimo il programma delle settimane seguenti, a cominciare dal Ricordo di Giulio Pellegrini, artista assai caro ai poliziani, che si terrà nel suo atelier mercoledì 8 aprile alle ore 18, allietato dalle musiche di Bach e Vivaldi eseguite dai giovanissimi violoncellisti Gabriele Cavalletti e Sara Cipriani.

Ben cinque saranno i concerti a Palazzo Contucci in cui si potrà ascoltare il suono del meraviglioso fortepiano costruito a Vienna da Conrad Graf nel 1826, che dunque quest’anno festeggia il suo 200° compleanno. Tantissimo Beethoven e Schubert, quindi, ma non solo: fino al 19 aprile ci saranno anche le celeberrime Quattro Stagioni insieme ad altre musiche di Vivaldi nei concerti dell’ensemble d’archi del Conservatorio di Bolzano diretto da Ilija Marinlkovich impreziosito dalla presenza di quattro giovanissimi solisti (18 e 19 aprile), ma anche il ritorno del neuroscienziato e neurologo Paolo Bartolomeo per due conferenze-concerto dedicate al rapporto fra la musica e il cervello (l’11 aprile riservata ai ragazzi dell’I.I.S. della Valdichiana, il 12 aprile aperta al pubblico) in cui lo stesso Bartolomeo siederà alla tastiera del fortepiano Conrad Graf di Palazzo Contucci per eseguire musiche di Bach e suo figlio Carl Philipp Emmanuel, di Robert Schumann e di sua moglie Clara Wieck insieme a Lorenzo Coppola (clarinetto), Riccardo Ricci (flauto) ed Eleonora Contucci (soprano), la conversazione fra Axel Hémery, direttore della Pinacoteca Nazionale di Siena, e Sandro Angelini sulla Pittura di corte nell’Europa del Seicento (9 aprile), e ancora tanti altri concerti, altre presentazioni di libri, altre lezioni-concerto riservate agli studenti delle scuole superiori…

Per realizzare tutto questo il Festival ha bisogno di aiuto e dunque ha lanciato ancora una volta una raccolta fondi affidandosi a “Rete del dono”. Con una cifra anche minima, bastano già 5 Euro, tutti possono divenire alleati e sostenitori del Festival. Oltretutto ogni donazione potrà essere portata in detrazione/deduzione fiscale. Tutte le informazioni e le spiegazioni si trovano nel link: https://www.retedeldono.it/progetto/storia-e-futuro

Un’importante novità per agevolare il pubblico: grazie alla preziosa e fattiva collaborazione della Pro-Loco di Montepulciano, a partire dal 1° aprile è possibile acquistare i biglietti per tutti i concerti del Festival presso gli Uffici della Pro-Loco, in Piazza Don Minzoni 1.

Il Festival di Pasqua a Montepulciano si avvale del sostegno del Comune di Montepulciano e della Regione Toscana, del riconoscimento della Presidenza del Consiglio della Regione Toscana e di un contributo della Cantina Contucci, di Palazzo Carletti, della Gioielleria Bernardini, di Villa Poggiano, della Reale Mutua Assicurazioni, di Banca Tema, ai quali si aggiungono il patrocinio del Comune di Pienza e le collaborazioni con la Pro-Loco di Montepulciano, il Museo Civico, l’Accademia Europea di Palazzo Ricci, i Licei Poliziani, l’I.I.S. della Valdichiana, il Consorzio del Vino Nobile, la Compagnia di San Marco Papa e la Parrocchia del SS. Salvatore di Abbadia San Salvatore nell’ambito della rassegna “Mysterium Crucis Mysterium Gloriae”, la Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza, le Parrocchie di Montepulciano e di Pienza, le Opere Ecclesiastiche Riunite, l’Associazione Culturale Artistica Chinediferro, Rete del Dono, il Conservatorio di Venezia, il Conservatorio di Bolzano, il Paris Brain Institute, la Fondazione Cantiere, la Biblioteca Archivio Piero Calamandrei.


Programma completo e informazioni
su www.festivaldipasqua.it
e su www.facebook.com/festivaldipasqua
Da Studio Pierrepi <canella@studiopierrepi.it>

Palazzo Roncale a Rovigo è protagonista su Rai2

La città di Rovigo si conferma protagonista nel panorama della promozione culturale nazionale, trasformandosi in una vetrina privilegiata per il racconto del bello e del saper fare italiano grazie a una prestigiosa collaborazione televisiva.

Nelle scorse settimane, il capoluogo polesano ha accolto con entusiasmo la produzione di “TOP – Tutto quanto fa tendenza”, il celebre magazine settimanale di RAI 2 dedicato al lifestyle e alle eccellenze del Made in Italy, che ha individuato in Palazzo Roncale la cornice ideale per le proprie riprese. Questa scelta non è affatto casuale, ma rappresenta il coronamento di un percorso di valorizzazione che vede Palazzo Roncale, splendido edificio storico situato nel cuore della città, come uno dei fulcri vitali dell’offerta culturale veneta.

IL MADE IN ITALY DI RAI 2 SCEGLIE IL CUORE DI ROVIGO: PALAZZO RONCALE DIVENTA SET D’ECCELLENZA PER LA TRASMISSIONE “TOP – TUTTO QUANTO FA TENDENZA”

Il merito di questa rinascita e della costante vivacità di questo luogo culturale va attribuito innanzitutto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la cui visione strategica e il costante impegno finanziario e organizzativo hanno permesso a questo nobile palazzo di passare da dimora storica a centro culturale dinamico e propositivo.

La Fondazione Cariparo ha saputo infondere nuova linfa alle sale di Palazzo Roncale, curando non solo il restauro architettonico ma, soprattutto, una programmazione espositiva di altissimo profilo che attira visitatori da tutto il Paese. In questo contesto di eccellenza, la troupe RAI, guidata dal noto conduttore, wedding and fashion designer Enzo Miccio, ha trovato l’ambiente perfetto per raccontare il gusto e l’eleganza italiani.

Durante le giornate di produzione, iniziate lo scorso 9 febbraio per l’allestimento dei set e proseguite con le riprese effettive, il palazzo è diventato il cuore pulsante di un racconto televisivo che fonde la bellezza delle architetture rinascimentali con la modernità dei linguaggi audiovisivi. Proprio in questo periodo, Palazzo Roncale ospita una mostra di straordinario valore documentario ed emotivo dedicata a Gian Antonio Cibotto, figura cardine della cultura rodigina e nazionale; l’esposizione su Cibotto rappresenta perfettamente la missione della Fondazione: celebrare l’identità del territorio attraverso i suoi grandi interpreti, offrendo al pubblico occasioni di riflessione che partono dalle radici locali per abbracciare temi universali.

La presenza di Enzo Miccio, paladino del buon gusto e icona di stile, tra le teche e le opere che omaggiano lo scrittore e critico polesano, ha creato un cortocircuito virtuoso tra la raffinatezza della moda e la profondità della letteratura, sottolineando come la cultura sia, a tutti gli effetti, la forma più alta di “tendenza”. L’arrivo di una produzione così seguita è stato reso possibile grazie alla proficua attività di valorizzazione e promozione del territorio svolta da Rovigo Convention & Visitors Bureau, che da anni opera instancabilmente per posizionare le “Terre fra Adige e Po” nelle agende dei grandi media e degli operatori internazionali. Rovigo CVB, attraverso la sua capacità di generare contatti e gestire l’ospitalità con professionalità, ha saputo intercettare l’interesse degli autori RAI, offrendo loro non solo una location, ma un intero ecosistema fatto di autenticità, ruralità sapiente e arte diffusa.

La disponibilità a spalancare le porte del palazzo alle telecamere di RAI 2 dimostra una profonda consapevolezza di quanto la comunicazione televisiva sia indispensabile per moltiplicare i contatti tra attori locali e pubblico nazionale, migliorando la notorietà di una destinazione che merita di uscire dai circuiti di nicchia. Le puntate registrate in questa prestigiosa cornice, che promettono di mostrare al grande pubblico il fascino segreto di Rovigo e la ricchezza delle mostre promosse dalla Fondazione, verranno trasmesse sabato 28 marzo, alle ore 17:00 su RAI 2.


Fondazione Cariparo
dott. Roberto Fioretto
Responsabile Ufficio Comunicazione 
roberto.fioretto@fondazionecariparo.it
 
Ufficio Stampa: Studio Esseci Comunicazione
Ref. Simone Raddi simone@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Architettura come relazione: a Villa Modda il premio CarlottaXArchitettura 2026

CARLOTTAXARCHITETTURA, IL PROGETTO COME RELAZIONE:
ETICA, SOSTENIBILITÀ E VISIONE AL CENTRO DEL PREMIO

Sul podio “Villa Modda” dello Studio De Paoli De Franceschi Baldan Architetti, realizzato nella Val di Noto, che si distingue per la misura e la consapevolezza con cui si inserisce nel paesaggio, dialogando con il clima e con la memoria dei luoghi.

Non è solo una questione di forme e di spazi, ma di relazioni e connessioni. Di responsabilità. Di visione.

Architettura come relazione: a Villa Modda il premio CarlottaXArchitettura 2026

È su questi principi che si fonda CarlottaXArchitettura, un progetto (partito da Catania e arrivato alla sesta edizione nella sua formula itinerante) che mette al centro il valore culturale e umano del fare architettura, «restituendo alla progettazione il suo ruolo più autentico: quello di costruire senso». Parola di Paolo Colonna, dello studio Renzo Piano Building Workshop, che il 17 marzo, a Roma, in qualità di presidente di giuria del Premio, ha evidenziato come oggi più che mai sia necessario riportare il progetto al cuore di un processo condiviso, capace di generare valore nel tempo. «L’architettura non può essere ridotta a un esercizio formale – afferma Colonna – ma deve tornare a essere un atto consapevole, che nasce da un dialogo profondo tra committente e professionista. È in questa relazione che si costruisce la qualità del progetto, nel dialogo col territorio e con la comunità».

In questo scenario, l’etica assume un ruolo determinante. Non come principio astratto, ma come guida concreta nelle decisioni progettuali, nella gestione delle risorse e nella costruzione di un dialogo trasparente tra tutti gli attori coinvolti.

CarlottaXArchitettura – il concorso internazionale voluto da Alessandro Amaro (presidente Ordine Architetti Ct) nel ricordo di Carlotta Reitano, scomparsa prematuramente nel 2020 – si inserisce in questo percorso come spazio di riflessione e confronto, capace di valorizzare esperienze, visioni e innovazione.

Un’iniziativa che si muove lungo il confine tra professione e cultura, contribuendo a rafforzare una nuova consapevolezza: progettare significa interpretare bisogni, generare relazioni e immaginare futuro.

A vincere il Premio quest’anno il progetto “Villa Modda” dello Studio De Paoli De Franceschi Baldan Architetti, il riconoscimento è stato rivelato nella Casa dell’Architettura, sede dell’Ordine APPC di Roma, che ha patrocinato e supportato l’evento. Il progetto vincitore è stato realizzato in Sicilia, nella Val di Noto (SR) dallo studio padovano, e si distingue «per la misura e la consapevolezza con cui s’inserisce nel paesaggio, dialogando con il clima e con la memoria dei luoghi – si legge nelle motivazioni – l’equilibrio compositivo dell’opera è rigoroso, affianca l’utilizzo di materiali naturali e l’adozione di principi bioclimatici e tecniche tradizionali.

La menzione d’onore per la categoria restauro è stata assegnata al progetto “Vis a Vis – Restauro di una Villa Veneta”, dello Studio RigonSimonetti, commissionato da Officina27 e realizzato a Costabissara (Vicenza), che si è distinto per la lucidità critica con la quale elementi contemporanei dialogano in un contesto settecentesco tra permanenza e innovazione. La menzione d’onore per la categoria interni e il Premio Città di Roma sono stati assegnati a Casa Platform di SET Architects: l’opera ha il pregio di aver trasformato gli ambienti del quattrocentesco Palazzo Taverna reinterpretando la romanità con un linguaggio contemporaneo calibrato. Il Premio ai giovani architetti under 35 è stato assegnato a FLO – Felloni Lateral Office STP per Landscape Observation Tower, un’opera commissionata dall’ente di gestione per i parchi e la biodiversità Delta Del Po ad Argenta (Ferrara). Il progetto si è distinto per l’architettura equilibrata nel dialogo con il paesaggio fluviale, la struttura infatti integra forma, funzione e sostenibilità, mediando tra uomo e natura con eleganza compositiva.

A vincere il Premio Città di Catania “Kind of Pink”, realizzato da Endéma Studio, dagli architetti Aron De Cesero, Marta Magnaguano, Pierluigi Recca nella città etnea. L’intervento armonizza memoria e contemporaneità nella reinterpretazione funzionale e percettiva di un appartamento degli anni cinquanta.

A esaminare i lavori una qualificata giuria, composta dal presidente Paolo Colonna (RPBW), Elisabetta Gabrielli (ARCHIGROUND), Tiziana Campus (consigliere nazionale CNAPPC), Veronica Leone (vicepresidente Ordine APPC Catania), Melania Guarrera (presidente Fondazione Ordine APPC Catania) e Cristian Rocchi (presidente Ordine APPC Roma). A ricordare Carlotta Reitano sul palco Sabrina Tosto, presidente dell’Associazione CarlottaX, mentre a rappresentare la Sicilia, la presidente della Consulta regionale Giuseppina Leone.

Immersa nella campagna della Val di Noto, Villa Modda prende il nome da una pianta spontanea locale, simbolo del profondo legame con il paesaggio rurale che la circonda. L’intervento di riqualificazione e ampliamento si inserisce nell’ambito di un progetto più ampio di recupero dei ruderi agricoli, basato sull’uso di materiali naturali e sull’attenzione ai principi bioclimatici e alle tecniche costruttive tradizionali.

L’edificio preesistente, un volume in pietra con copertura a doppia falda, viene recuperato e abbracciato da un nuovo ampliamento, dando origine a uno schema planimetrico articolato per fasce. Un asse, generato a partire dall’originario essiccatoio circolare, attraversa l’intera villa articolando tre episodi spaziali: il patio di ingresso, inteso come spazio intermedio e protetto, reinterpretazione contemporanea dei dispositivi climatici dell’architettura rurale; la zona giorno, concepita come ambiente flessibile e permeabile, in dialogo con il paesaggio; il soggiorno esterno, all’ombra di un carrubo secolare.

La cucina e il soggiorno si estendono attraverso un ampio pergolato e una serie di spazi terrazzati. Al centro della zona giorno si colloca un volume scultoreo, rivestito in formelle di terracotta smaltata gialla, pensato come fulcro spaziale e funzionale delle attività domestiche.

Le soluzioni costruttive rafforzano l’integrazione dell’architettura nel contesto e il dialogo con le asperità del clima. L’edificio preesistente è rivestito, come in origine, da conci squadrati in pietra di Noto. Lo schema di posa con piccoli disallineamenti e la texture della pietra generano suggestivi chiaroscuri, mentre le discontinuità dei conci filtrano l’aria e la luce negli spazi interni. I carabottini in ferro regolano la luminosità e la ventilazione naturale, trasformando la villa in un organismo capace di aprirsi o isolarsi a seconda delle condizioni climatiche. 


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Bologna, UniCredit Art Collection rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali

Nell’ambito di un’iniziativa che rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali del territorio e valorizza la fruizione condivisa del patrimonio artistico, Palazzo Magnani ospita fino al 6 aprile 2026 l’opera Sant’Antonio abate e San Pietro d’Alcantara di Giuseppe Maria Crespi delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna.

UniCredit Art Collection rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali
Nuovo arrivo (temporaneo) in Quadreria

UniCredit annuncia l’arrivo nella Quadreria di Palazzo Magnani, a Bologna, di un’opera ottenuta in prestito dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, nell’ambito di un’iniziativa che rafforza le collaborazioni con le istituzioni museali e valorizza la fruizione condivisa del patrimonio artistico.

Spesso, infatti, le opere della UniCredit Art Collection esposte in Quadreria vengono richieste per l’allestimento di mostre ed esposizioni presso importanti realtà museali. Per rendere questo dialogo ancora più virtuoso, UniCredit ha intrapreso una nuova modalità di collaborazione, avviando uno scambio temporaneo di opere con le istituzioni museali che richiedono in prestito un elemento della collezione della banca, al fine di mantenere sempre vivo l’allestimento della Quadreria e offrire al pubblico nuove opportunità di fruizione di meravigliose opere d’arte.

In questo contesto è ora esposta in Quadreria l’opera Sant’Antonio abate e San Pietro d’Alcantara (1730-1740 ca.) di Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnolo (Bologna, 1665 – ivi, 1747), in prestito dai Musei Civici d’Arte Antica di Bologna che hanno ottenuto da UniCredit Art Collection il dipinto di Ludovico Carracci La visione di San Vincenzo (1582-1586), per la mostra Bartolomeo Cesi (1556-1629). Pittura del silenzio nell’età dei Carracci in corso presso il Museo Civico Medievale di Bologna fino al 6 aprile 2026.

Il dipinto di Crespi, conservato nella ricca raccolta delle Collezioni Comunali d’Arte, è un significativo esempio della fase matura della produzione dell’artista e rappresenta due santi in un intenso stato di ascetismo. L’atmosfera drammatica, costruita attraverso una pennellata sciolta e vibrante, è animata da improvvisi guizzi di luce che esaltano l’espressività dei volti e la tensione spirituale dei protagonisti. Se il tema del santo in meditazione o in estasi è frequente nell’opera dell’artista, la rappresentazione in coppia risulta invece rara e conferisce al dipinto una particolare forza narrativa.

Questa nuova rotazione conferma l’impegno di UniCredit nella valorizzazione del patrimonio artistico e nella promozione di sinergie culturali sul territorio, rendendo la Quadreria uno spazio dinamico, in continua evoluzione e aperto al dialogo con le istituzioni museali italiane ed europee.

La Quadreria di Palazzo Magnani, in via Zamboni 20 a Bologna, è aperta al pubblico gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.30 (festivi esclusi). Per poter prenotare una visita è possibile inviare una e-mail a premagnanibo@unicredit.eu oppure telefonare al numero 051.2962504 dalle 9 alle 17.30 dal lunedì al venerdì.

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Mattatoio di Roma: Vincenzo Scolamiero “Con qualche parte della terra”

Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 il Mattatoio di Roma presenta la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dall’AICA, Associazione Internazionale dei Critici d’Arte.
Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Twiceout.

Vincenzo Scolamiero
Con qualche parte della terra
a cura di Maria Vittoria Pinotti

Opening e anteprima 31 marzo, ore 18:00
 
Mattatoio di Roma – Padiglione 9a
1° aprile – 17 maggio 2026

Il progetto espositivo ripercorre quindici anni di ricerca pittorica di Vincenzo Scolamiero, docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Questo ampio arco temporale permette di cogliere in profondità l’evoluzione dell’artista, la cui prima mostra personale si è tenuta presso la storica galleria Al Ferro di Cavallo di Roma nel 1987, offrendo una visione complessiva e articolata della sua produzione. In mostra sono presentate oltre trenta opere, tra lavori su tela e tavola, carte e libri d’artista.

L’esposizione esplora i molteplici ambiti che da sempre nutrono la ricerca dell’artista, profondamente influenzata dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del quotidiano. In questo modo la pittura diviene un luogo di profonda riflessione, sintomo di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti della vita.

Il titolo Con qualche parte della terra, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che affiora nelle opere esposte tramite minime tracce, sintomo di riflessioni sulla caducità e l’impermanenza della propria condizione. Percorrendo gli ambienti del padiglione emerge una pittura caratterizzata dalla costruzione di uno spazio dinamico, incentrata sulla concezione del vuoto come elemento costruttivo.

L’inizio del percorso espositivo è costituito da lavori in cui l’equilibrio compositivo è costruito su pochi elementi e caratterizzato da una sospensione spaziale minimale, mentre gli ambienti successivi presentano una serie di opere con un’apertura graduale verso una maggiore complessità tonale e strutturale dovuta ad un rapporto sempre più stringente che l’artista instaura con la musica e la poesia. Riferimenti diretti di questa relazione si trovano nei titoli delle opere, come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glück, Luigi Nono.

L’allestimento è concepito in risposta alla continua sperimentazione tecnica della ricerca di Vincenzo Scolamiero. L’uso di pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti per tracciare il supporto hanno sempre consentito all’artista di variare la fluidità delle tracce, le morbide velature e i trapassi luminosi che caratterizzano la sua produzione. Da ciò nascono esiti differenti: la mano, la testa, tutta l’anatomia dell’artista partecipa all’atto di creazione, così le ampie campiture vengono costruite lentamente seguendo il movimento del corpo e il ritmo del respiro, a ciò si alterna l’emergere di forme più ibride che donano dinamicità tra astrazione e figurazione.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, edito da De Luca Editori d’Arte, con i testi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.

Vincenzo Scolamiero (1956, Sant’Andrea di Conza, AV) è docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha esposto in gallerie e in rilevanti spazi museali nazionali e internazionali. Tra le partecipazioni istituzionali si segnalano la Quadriennale di Roma (1996) e la Biennale di Venezia (2011); è anche vincitore della LXV Edizione del Premio Michetti (2014).Maria Vittoria Pinotti (1986, San Benedetto del Tronto) è storica dell’arte, curatrice e critica indipendente. Collabora con gli uffici del Ministero della Cultura, è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per diverse riviste d’arte e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura.


Informazioni                                     

Vincenzo Scolamiero
Con qualche parte della terra
1° aprile 2026 – 17 maggio 2026
Mattatoio di Roma, Padiglione 9a
Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma
Ingresso gratuito
 
Opening e anteprima della mostra
31 marzo, ore 18:00
 
Orari
Dal martedì alla domenica
dalle ore 11.00 alle 20.00
lunedì chiuso
L’ingresso è consentito
fino a un’ora prima della chiusura
 
Info
www.mattatoioroma.it
Facebook: @mattatoioroma Instagram:@mattatoio #MattatoioRoma

UFFICIO STAMPA AZIENDA SPECIALE PALAEXPO
Piergiorgio Paris | p.paris@palaexpo.it
Federica Mariani | f.mariani@palaexpo.it
Adele Della Sala | a.dellasala@palaexpo.it
Segreteria: Dario Santarsiero| d.santarsiero@palaexpo.it;
ufficio.stampa@palaexpo.it
 
UFFICIO STAMPA PROGETTO
Roberta Melasecca_Associazione culturale blowart |
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>