Roma, PROSA contemporanea: Emanuele Parmegiani – Bianco su nero

EMANUELE PARMEGIANI
BIANCO SU NERO

A cura di Alberto Dambruoso
Con un testo di Ludovica Palmieri

Inaugurazione 5 novembre 2025 ore 18.30

PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24 – Roma

Fino al 29 novembre 2025

Mercoledì 5 novembre 2025 alle ore 18.30, PROSA_contemporanea presenta la mostra personale Bianco su nero di Emanuele Parmegiani a cura di Alberto Dambruoso e con un testo critico di Ludovica Palmieri: in esposizione tre grandi tele dove l’attenzione è concentrata solo sul segno che dà vita alle opere. 

Come scrive Alberto Dambruoso nel testo di presentazione: «Quello di Parmegiani è un segno aperto, che tende a costruire le immagini attraverso un movimento a spirale che imprime un senso di forte dinamismo a tutta la superficie. Tutte le immagini prendono vita da questo segno nervoso ed incerto ma di grande forza espressiva. Da tre grandi tele nere simili a delle lavagne, emergono dal fondo grazie ad un segno steso sulla superficie con uno smalto bianco che ricorda il segno lasciato sulla lavagna dal gessetto, alcuni strani personaggi. Una figura seduta e colta di profilo ha in mano una pistola; in un’altra tela compare una coppia che sembra in procinto di scambiarsi la mano; nell’ultima opera realizzata con il “bianco su nero” si scorge uno strano animale che ricorda vagamente nelle fattezze uno struzzo. Sono queste, presenti in mostra, delle opere fuoriuscite dal suo inconscio o dallo stato ipnagogico, a volte popolato da mostri inquietanti ma spesso anche da personaggi buffi e divertenti.»

«C’è un nero che non è assenza, ma spazio potenziale.», scrive Ludovica Palmieri nel testo critico, «Le tele di Emanuele Parmegiani nascono da lì. Superfici scure che evocano lavagne, territori aperti alla possibilità, dove il bianco del segno diventa gesto rivelatore, traccia di un pensiero che si manifesta nell’atto stesso del fare. Bianco su nero, come gessetto che incide, graffia e riscrive, Parmegiani lavora guidato da un’urgenza visiva che non ammette esitazioni. Ogni tratto è un’impronta dell’inconscio, una scia emotiva che affiora tra il mostruoso, il grottesco e l’ironico, tra la spontaneità e la progettualità, tra la necessità di esprimersi e la consapevolezza del rischio che ogni atto creativo comporta. […] In Bianco su nero l’artista rinuncia al colore per tornare all’essenza della pittura: gesto, linea, secondo un ritmo interiore che prende corpo sulla superficie. Le sue tele sono una sorta di lavagne mentali, territori sospesi in cui la mano agisce come un sismografo dell’inconscio, tracciando percorsi che diventano rivelazioni. Non c’è distinzione tra disegno e pittura: le opere vivono in una dimensione intermedia, in cui il segno diventa immagine e l’immagine si dissolve di nuovo nel segno. Tutto si gioca nella vibrazione tra bianco e nero, nella dialettica essenziale tra luce e ombra, presenza e assenza, controllo e abbandono. Parmegiani costruisce così un linguaggio fatto di tensioni e di pause, di apparizioni improvvise e di vuoti che respirano. […] Bianco su nero è dunque una riflessione sulla pittura come atto originario, come necessità più che come scelta estetica. La superficie nera, densa e silenziosa, accoglie il bianco come un atto di rivelazione, un gesto di emersione, quasi una scrittura istintiva che affiora dal buio.»

Emanuele Parmegiani nasce a Roma nel 1974, dove vive e lavora. Dopo gli studi classici si iscrive alla Facoltà di Sociologia e Scienze della Comunicazione, dove orienta la sua ricerca sulla sperimentazione cinematografica, e in particolare sul cortometraggio come forma di comunicazione della propria arte. Ideatore e autore di sceneggiature per il cinema e per il teatro, ha approfondito anche lo studio della recitazione come sintesi di molte forme d’arte, alternando lunghi periodi alla fotografia e alla pittura. Dal 2010 si dedica esclusivamente alla pittura, esponendo in diverse mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Hanno scritto di lui: Lina Calenne, Alberto Dambruoso, Valeria Lupi, Paola Valori. Tra le principali esposizioni: 2011, Animals, curata dallo staff della rivista Exibart, Galleria dei Serpenti – Roma; 2016, L’utopia della mente stellare a cura di Alberto Dambruoso e Lina Calenne, Micro arti visive – Roma; 2018, Metropolitania, a cura di Alberto Dambruoso e Lina Calenne, Micro arti visive – Roma. Tra il 2020 e il 2021 espone permanentemente nello spazio Tibaldi Arte come unico artista; nel 2021 presenta la mostra personale Dopo tutto, Palazzo Velli Expo – Roma, a cura di Alberto Dambruoso; nel 2025 ritorna con la personale I’m back a cura di Alberto Dambruoso al Museo Fondazione Venanzo Crocetti di Roma.


PROSA_contemporanea è un progetto di PROSA_studiolab ideato da Valeria Palermo, Amelia Roccatelli e Stefano Salvi. Nato dal recupero di una ex pasticceria, PROSA ospita uno studio di architettura, un luogo di lavoro condiviso, uno spazio espositivo con l’intenzione di aprirsi alla ricerca contemporanea sul confine tra arte e design.


Ho scritto diverse volte negli ultimi anni sulle opere di Emanuele Parmegiani. Potrei aver già detto tutto e invece scopro, con piacere, che ogni volta c’è sempre qualcosa di nuovo da riferire sulla sua ricerca. 

L’occasione questa volta mi è offerta dalla sua mostra personale da Prosa contemporanea dove ho selezionato una serie di lavori realizzati di recente insieme ad altri della stessa tipologia eseguiti qualche anno fa.  

Ho appositamente scelto delle opere dove non fosse presente il colore, per  concentrare l’attenzione solamente sul segno che dà vita a queste opere, in modo da evidenziarne le caratteristiche e le qualità. 

Quello di Parmegiani è infatti un segno aperto, che tende a costruire le immagini attraverso un movimento a spirale che imprime un senso di forte dinamismo a tutta la superficie. Tutte le immagini prendono vita da questo segno nervoso ed incerto ma di grande forza espressiva.

Da tre grandi tele nere simili a delle lavagne, emergono dal fondo grazie ad un segno steso sulla superficie con uno smalto bianco che ricorda il segno lasciato sulla lavagna dal gessetto, alcuni strani personaggi. Una figura seduta e colta di profilo ha in mano una pistola; in un’altra tela compare una coppia che sembra in procinto di scambiarsi la mano; nell’ultima opera realizzata con il “bianco su nero” si scorge uno strano animale che ricorda vagamente nelle fattezze uno struzzo. 

La scelta di far scaturire dal fondo nero queste immagini mi fa tornare alla memoria quegli schizzi che si facevano a scuola sulla lavagna durante gli intervalli tra una lezione ed un’altra. In qualche misura queste opere ci riportano a quelle forme di arte spontanea come quelle dei bambini, concepite al di fuori di qualsiasi preoccupazione estetica e morale.  E sono convinto che la loro grande energia con la quale si impongono allo spettatore nasca proprio da questa spontaneità del segno. Parmegiani non è un artista costruito e ciò che realizza artisticamente è solamente il frutto della sua mente visionaria. Sono queste, presenti in mostra, delle opere fuoriuscite dal suo inconscio o dallo stato ipnagogico, a volte popolato da mostri inquietanti ma spesso anche da personaggi buffi e divertenti come ad esempio il disegno ad inchiostro dal titolo Lady che rappresenta una donna strampalata che sembra slanciata in una corsa.  Certo, questi personaggi un po’ ricordano alcune figure che popolano i dipinti “surrealisti” di Picasso oppure nel segno fanno tornare alla mente Haring e i suoi omuncoli: anche Basquiat perché no, come in tanti hanno già avuto modo di osservare. Ma se pure sono presenti questi riferimenti va detto che Parmegiani non ha copiato questi artisti. Tutt’al più  si può essere avvicinato allo stile dell’uno o dell’altro, ne ha magari tratto ispirazione,  ma alla fine la cifra stilistica delle sue opere è senza alcun dubbio tutta sua.  Ed è tutta sua anche perché Parmegiani come già detto, non è un artista che studia la mossa giusta per guadagnare approvazioni ed inviti a mostre o a fiere. E’ un artista che si esprime a prescindere da tutto e da tutti per una sua inderogabile necessità interiore. Produce, produce e produce senza che per forza ci sia un fine se non quello di sentirsi bene al termine di una giornata passata a studio a disegnare o a colorare delle tele o delle carte.  A mio avviso, le opere di Parmegiani sarebbero piaciute moltissimo al grande maestro dell’informale Jean Dubuffet propugnatore dell’Art Brut che in italiano si può tradurre come arte irregolare.  Dubuffet speficicò cosa intendesse per Art Brut con queste parole: “Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici – dove le preoccupazioni della concorrenza, l’acclamazione e la promozione sociale non interferiscono – sono, proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti”.

Ecco in un mondo dell’arte dominato oramai solo dagli interessi economici e dove tutto è già deciso in partenza (destino dell’artista, quotazioni, collezionisti, editoria, ecc) mi sembra che le opere autentiche di Parmegiani possano riportare l’attenzione al fare artistico puro, alla sua condizione primigenia. 

Credo proprio che ne abbiamo bisogno.


INFO 
EMANUELE PARMEGIANI
BIANCO SU NERO
A cura di Alberto Dambruoso
Con un testo di Ludovica Palmieri

Inaugurazione 5 novembre 2025 ore 18.30
Fino al 29 novembre 2025
Orari: dal martedì al venerdì 16.00 – 19.00; sabato su appuntamento. Ingresso libero. 

PROSA_contemporanea
Via Marin Sanudo 24 – Roma
prosa.studiolab@gmail.com
instagram   prosa_studiolabprosa_contemporanea

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.com
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it> 

Casa del Mutilato di Genova: Mostra “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte”

Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G.
Antonio Giuseppe Santagata.
Mare forte.
7 novembre – 21 novembre 2025

A decenni di distanza dall’ultima mostra dedicata alle atmosfere marittime lungamente interrogate dall’artista, Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. presenta la propria nuova produzione “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte” — un progetto che si pone come seconda tappa all’interno del percorso di valorizzazione della produzione pittorica meno nota di uno dei protagonisti culturali della prima metà del Novecento italiano che (ancora oggi) lega indissolubilmente il proprio nome e la propria storia alla testimonianza della guerra. Se lo scorso anno l’ente ha scelto di approfondire l’intensa spiritualità espressa dal pittore, questo nuovo appuntamento pone al centro una percezione personalissima del Mar Ligure. Figure, imbarcazioni e calamità naturali dialogano e insieme esplicitano una narrazione indomita delle acque che avvolgono i differenti paesi che si allungano sulle coste della regione. Attesa, apprensione, speranza e paura sono i quattro sentimenti che contraddistinguono le scene proposte. Sensazioni che contraddistinguono un presente, il nostro, fatto di velocità e all’interno del quale si può avvertire un costante senso di impotenza.

L’esposizione, sostenuta dalla Presidenza di Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. Liguria (Guido Vinacci) e a cura di Matteo Lenuzza (Direttore Culturale di Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. Liguria), sarà visitabile dal 7 al 21 novembre 2025 all’interno della sede istituzionale di Corso Aurelio Saffi – 1. Realizzata in collaborazione con Lorenzo Santagata (Collezione Santagata), rientra nell’orizzonte di eventi organizzati in scia alla data del 4 novembre: sia Giorno dell’Unità Nazionale, sia Purple Tuesday. Se la prima commemorazione intercetta l’impegno di Santagata come soldato prima e come testimone poi, la seconda ricorrenza lo coinvolge come mutilato di guerra. Dal 2018, infatti, il primo martedì di novembre di ogni anno testimonia — come giornata internazionale — la necessità di migliorare l’accessibilità nelle città, al fine di coinvolgere l’intera cittadinanza all’interno di iniziative culturali (e non). Storicamente impegnata per l’inclusività, anche dal punto di vista architettonico, la Fondazione aderisce a questa significativa ricorrenza attraverso la mostra “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte”, sottolineando la piena accessibilità dei propri spazi espositivi.


La struttura

Casa del Mutilato di Genova, inaugurata nel 1938, è un’opera architettonica di Eugenio Fuselli – protagonista nella definizione dell’immagine della città di Genova venutasi a formare nel corso del Novecento.

Fin dalla propria inaugurazione l’edificio ha accolto gli invalidi di guerra impegnandosi nella delicata missione di reinserire socialmente i reduci del conflitto, prima di tutto dal punto di vista professionale. Ciò è stato possibile attraverso l’A.N.M.I.G. – oggi Fondazione – che si è resa protagonista di questa fondamentale operazione di inclusione

Casa del Mutilato di Genova è oggi impegnata culturalmente nella trasmissione della Memoria e nella declinazione nell’attualità di questa e dei valori storici dell’ente: accessibilità, pacifismo, inclusività e salvaguardia dei diritti. Un impegno condotto attraverso l’importante patrimonio d’arte moderna e contemporanea conservato in sede; dal 2022 allestito nelle sale dell’ente grazie alle importanti operazioni di restauro degli ambienti interni sostenute dalla Presidenza di A.N.M.I.G. (sezione di Genova) Guido Vinacci – su progetto di Matteo Lenuzza (Curatore del Museo). Mostre, esposizioni, eventi, progetti didattico-sociali e proposte di visita sono solo alcune delle attività promosse dall’istituzione.

Area Monumentale

Incorniciata dalla luminosissima facciata dell’edificio (restaurata nel 2022) progettato da Eugenio Fuselli, in bande bianche e nero-rosse (per ricordare le iconiche geometrie dei palazzi storici genovesi e tramandare il sacrificio dei soldati della prima guerra mondiale), è esterna la prima parte di collezione di Casa del Mutilato di Genova. Sempre visitabile, a qualsiasi ora del giorno, è comodamente raggiungibile distando pochi minuti dal centro. 


I Mutilati di Eugenio Baroni, a sinistra dell’ingresso, sono posizionati sopra il Sacrario. Un’opera unica, essendo la sola sezione visibile dell’articolato Complesso al Fante progettato dallo scultore – fortemente osteggiato dal regime fascista per questo soggetto. Il dolore e l’incertezza sono infatti protagoniste in una drammatica composizione distante dalle ferree indicazioni propagandistiche dell’epoca.


A protezione dell’ingresso svetta Vittoria Vigilante di Guido Galletti. Di quest’opera dell’artista nato a Londra è interessante notare le divergenze tra la versione definitiva e quella proposta inizialmente. Ciò è possibile visionando il disegno originale di Fuselli – parte del patrimonio A.N.M.I.G. esposto nelle sale interne.


Il Bassorilievo di Guido Micheletti sovrasta l’ingresso all’edificio. In questa scena i soldati sono posizionati in modo da esaltare lo stemma, tutt’oggi in uso, dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, al centro della rappresentazione. A sinistra è invece presente San Giorgio nell’attimo in cui trafigge il drago, icona parte da secoli dell’immaginario culturale genovese.

Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea

Casa del Mutilato di Genova è sempre gratuitamente aperta per tutti e tutte. La Collezione d’arte moderna e contemporanea conservata in struttura è dal 2022 accessibile nella sua totalità grazie alle operazioni di riallestimento. 


Al pianoterra, nella prima sezione, è possibile ammirare il ritratto Carlo Delcroix e i bozzetti Assalto e Ritorno di Antonio Giuseppe Santagata – artista centrale nel primo dopoguerra, oltre che la struggente raffigurazione Soldato cieco che ascolta le memorie di Eugenio Baroni. La seconda area, intervallata da Allegoria di Ubaldo Gargani, è composta da Giovanna d’Arco di Adrienne Etienne Gaudez (del quale in Francia si annoverano lavori al Petit Palais di Parigi), Enrico Caviglia di Augusto Rivalta (altro maestro della scultura monumentalista), Balilla di Vincenzo Giani, Vedova con figlia di Mario Roncallo e Vittoria di Raffaele Collina. Proseguendo, sulla destra, è possibile ammirare due toccanti rappresentazioni di Alessandro Berretti (grafico pubblicitario per Pirelli e Rinascente, catturato e successivamente imprigionato nel 1943): Pensieri lontani e Versavia-Berlino.Percorrendo il corridoio in senso opposto, sarà possibile in conclusione scorgere anche due tra le note Scene di Resistenza di Attilio Mangini – biennalista nel 1950.

Persone
Guido Vinacci | Presidente
Matteo Lenuzza | Direttore Culturale

Cruo Studio | Comunicazione, Grafica
Francesca Papasodaro | Grafica


Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte.
A cura di Matteo Lenuzza
Casa del Mutilato di Genova – Fondazione A.N.M.I.G. Corso Aurelio Saffi – 1, Genova (16128)

Presidenza Fondazione A.N.M.I.G. – Liguria: Agostino Pendola

Presidenza Fondazione A.N.M.I.G. – Genova | Casa del Mutilato: Guido Vinacci

Direttore Culturale – Fondazione A.N.M.I.G. Liguria | Casa del Mutilato di Genova: Matteo Lenuzza
Artwork di “Antonio Giuseppe Santagata. Mare forte”: Francesca Papasodaro Progetto grafico di Casa del Mutilato di Genova: Cruo Studio

Orari
Inaugurazione | Venerdì 7 novembre: 18:30-20:00 

7 novembre – 21 novembre
dal martedì al venerdì (9:30-12:00) o su richiesta, per gruppi, previa mail e disponibilità della Fondazione

Biglietti e inaugurazione | Ingresso libero
Informazioni
segreteria@anmigliguria.com @casadelmutilato

010 581416

Si ringrazia:
Lorenzo Santagata – Collezione Santagata

Matteo Lenuzza 
Direttore Culturale 
Casa del Mutilato di Genova | Fondazione A.N.M.I.G. – Liguria 
Da Matteo Lenuzza <lenuzzamatteo@gmail.com> 

Capolavori in arrivo ad AMART Milano – Museo della Permanente

AMART
Milano, Museo della Permanente
5-9 novembre 2025

AMART, la mostra dell’antiquariato organizzata dall’Associazione Antiquari Milanesi e Promo.Ter, si prepara al suo settimo atteso ritorno dal 5 al 9 novembre (con vernice stampa e inaugurazione il 4 novembre) al Museo della Permanente di Milano. L’evento trasformerà il capoluogo lombardo nel crocevia della storia dell’arte, dall’antichità fino ai giorni nostri, mettendo in mostra opere di ogni epoca, dai dipinti degli Antichi Maestri fino a pezzi unici di design. 61 espositori sia italiani che internazionali, tra cui 13 nuovi partecipanti, porteranno ad AMART il meglio delle loro offerte antiquarie: ogni stand rappresenterà un piccolo universo di bellezza, frutto dell’esperienza dei galleristi e della qualità della loro selezione. Di seguito alcuni degli highlight di questa settima edizione.

Altomani & Sons, Milano/Pesaro, esporrà Madonna col Bambino, 1435-1440 circa, bassorilievo in stucco dipinto e dorato di Andrea di Lazzaro Cavalcanti detto il Buggiano (Borgo a Buggiano, 1412 – Firenze, 21 febbraio 1462), figlio adottivo di Filippo Brunelleschi. In una cornice a tabernacolo alta 126 cm, l’opera reca l’iscrizione ‘AVE MARIA GRATIA PLENA DOMINUS ISTE(?)…’ e si presenta in ottimo stato di conservazione. Carlo Orsi, Milano, porterà due riscoperte tempere su tavola di Zanetto Bugatto (Milano, 1440-1476), raffiguranti rispettivamente San Paolo e San Pietro su fondo oro punzonato, appartenenti a un secondo polittico del pittore oltre a quello già noto della Madonna Cagnola. Lorenza Salamon, Milano, esibirà La Vergine sulla proda erbosa, 1503, di Albrecht Dürer (Norimberga, 1471-1528), bulino originale, monogrammato e datato in lastra.

Apolloni, Roma, inaugurerà la mostra Francesco Hayez tra pittura, storia e letteratura. Dipinti e disegni. Allestita in collaborazione con la londinese Laocoon Gallery, includerà l’olio su tela Testa tagliata del Conte di Carmagnola, 1834, in cornice originale. Un’opera di forte potenza drammatica e realismo, in quanto ritrae la testa di un brigante decapitata, probabilmente per mezzo di ghigliottina, dipinta dal vero con velocità e sicurezza. Il blocco di legno su cui giace la testa riporta lo stemma della Repubblica Veneta, mentre il drappo bianco frapposto presenta la scritta ‘Generale Carmagnola Tragedia’ in riferimento all’opera di Manzoni. Tornabuoni Arte, Firenze, esibirà l’olio su tela Il naufragio di Camoens di Mauro Conconi (Milano, 1815-1860). Raffigurante il navigatore e poeta Luís Vaz de Camões, tra i padri della letteratura portoghese, apparteneva già negli anni Sessanta dell’Ottocento alla collezione dell’influente editore e politico milanese Conte Cesare Giulini della Porta. Fu realizzato tra le prime due Guerre d’Indipendenza che portarono all’unificazione d’Italia nel 1861.

Sempre dell’Ottocento è una delle opere proposte da Paolo Antonacci, Roma: Studi di gatti di Ferdinand-Victor-Eugène Delacroix (Charenton-Saint-Maurice, 1798 – Parigi, 1863), penna e inchiostro bruno su carta, timbro d’atelier in basso a sinistra e iscrizione ‘jambe de derrière droite’ in basso a destra. 

Il richiamo di AMART scavalca i confini italiani, come dimostrano i nomi internazionali presenti all’edizione 2025. Tra questi, Lampronti Gallery, Monaco, specializzata in dipinti di vedute, paesaggi e nature morte dei Grandi Maestri del diciottesimo e diciannovesimo secolo, esporrà l’olio su tela Il Canal Grande, veduta da Ca‘ Foscari e il Palazzo Moro Lin, di Bernardo Bellotto (Venezia, 1722 – Varsavia, 1780). M. F. Toninelli Art Moderne, Monte Carlo, porterà invece due opere di André Masson (Balagny-sur-Thérain, 1896 – Parigi, 1987) tra cui La Victime, 1942, gouache e sabbia su legno, proveniente dalla Die Galerie di Francoforte. Callisto Fine Art, Londra, esibirà un porta stendardo dalle fattezze di diavolo, XIX secolo, copia in marmo bianco che sostituì il Diavolino in bronzo realizzato da Giambologna per la cantonata di Palazzo Vecchietti a Firenze, e nelle cui forme è evidente l’influenza delle decorazioni a grottesca che lo scultore fiammingo studiò nella città toscana e a Roma.

Anche gli arredi occuperanno un posto di rilievo all’interno della manifestazione. Galleria Luciano Colantonio, Brescia, presenterà una coppia di lampade da parete di Nino Franchina (Palmanova, 1912 – Roma, 1987) realizzate in tubolari d’argento sbalzati e lavorati con fiamma ossidrica, anni Settanta, firmate e in ottimo stato conservativo. inOpera Italian Arts, Milano, esibirà una coppia di tavoli da gioco con piani reversibili, 1805 circa, di Giuseppe Maggiolini (Parabiago, 1738-1814), caratterizzati da fusti in legno di abete, noce e pioppo intarsiati in noce d’India, mogano, palissandro, bosso, ciliegio, frassino, acero, acero tinto verde e ulteriori legni.

La proposta espositiva di Mirco Cattai, Milano, includerà l’importante tappeto Ushak Lotto del XVI secolo, raro esemplare in stile anatolico connotato da arabeschi centrali blu disposti a coppie, difficilmente reperibili in mescolanza con quelli gialli.

Un mirabile esempio di artigianato artistico veneziano di metà del XVIII secolo sarà tra i protagonisti dello stand di Piva & C., Milano: un cannocchiale decorato in lacca policroma e arte povera su sfondo rosso, raffigurante paesaggi e figure entro cornici gialle. Lungo 62 cm (chiuso), è dotato di una sezione interna estraibile caratterizzata da una decorazione floreale dentro una grata ornamentale, con applicazioni in ottone. Subert, Milano, esporrà invece una cioccolatiera in porcellana decorata in policromia e oro, 1740 circa, attribuibile con sicurezza alla manifattura sassone di Meissen, come testimonia la marca con le spade incrociate sotto la base. Il motivo floreale del decoro, ispirato alle porcellane giapponesi Imari e Kakiemon, si sviluppò negli anni iniziali della produzione della porcellana europea: Meissen fu una delle prime ad adottare e interpretare tale stile in modo originale. Raffaello Pernici, Rosignano Marittimo (LI), specializzato in ceramiche e porcellane, porterà all’evento la scultura d’arredo Le due tigri, 1929, di Sandro Vacchetti (Carrù, 1889 – Torino, 1976), Manifattura Lenci, già esposta a Palazzo Reale a Milano.

La selezione di Società di Belle Arti, Viareggio/Milano, comprenderà l’olio su tavola Dalie, 1936, di Bruno Croatto (Trieste, 1875 – Roma, 1948), firmato e datato in alto a sinistra ‘Bruno Croatto / Roma 1936’ e ottimamente conservato. L’opera racchiude tutti gli elementi caratteristici dell’ultimo periodo di produzione dell’artista triestino: da una parte una raffigurazione quasi iperrealistica del soggetto, dall’altra un impulso all’astrazione verso uno spazio senza tempo abitato da incanto e perfezione. M45, Milano, esibirà Shoes, 1980, di Andy Warhol (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987), serigrafia su carta Arches Aquarelle pressata a freddo, versione unica.

La settima edizione di AMART darà il benvenuto a 13 espositori che prenderanno parte alla manifestazione per la prima volta. Tra questi, Galleria Giampaolo Abbondio, Milano, proporrà un’opera di Marco Paganini, Inside 5, 2014, parte di una serie di contenitori in legno e cartone con all’interno uno spolvero non fissato (qui di un corallo), gli strumenti utilizzati per la sua realizzazione, e un elemento estraneo (qui un uovo) al fine di creare una relazione tra oggetti capace di dar vita a un racconto. Sempre tra i nuovi partecipanti all’evento, lo stand di BKV Fine Art, Milano, presenterà una riunione delle due tele monumentali di Giovan Battista Discepoli (Castagnola, 1595-1654) che adornavano le ante esterne dell’organo della chiesa milanese di Sant’Anna: l’olio su tela della Sacra Famiglia (1647 ca.), notificato dallo Stato italiano come bene di interesse storico per via della sua eccezionale provenienza, sarà accostato alla riproduzione fotografica della tela delle medesime dimensioni (308×149 cm) con il soggetto di SantAnna, conservata attualmente presso la Basilica di San Nazaro in Brolo.

Non solo nuovi arrivi, ma anche graditi e interessanti ritorni alla manifestazione, come Gian Enzo SperoneGilistra Japanese Art, Attilio Cecchetto Antiquario, e Reve Art. Quest’ultima porterà da Bologna il bronzo Urlatrice Rossa, 1945, di Angelo Camillo Maine (Quarto, 1892 – Genova, 1969), proveniente dagli eredi stessi dell’artista.

Per info:  https://www.amart-milano.com/


ORARI:    
Martedì 4 novembre Preview a invito, dalle h. 13.00 alle h. 18.00
Inaugurazione a invito, dalle h. 18.00 alle h. 22.00
Da mercoledì 5 a sabato 8 novembre, dalle h. 11.00 alle h. 20.30; domenica 9 novembre            dalle h. 11.00 alle h. 19.30
 
Biglietto: euro 10; ridotto under 26 e over 70 euro 5;
gratuito Amici del Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, FAI, MuseoCity e Soci FIMA
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI
049 663499
Ref. Roberta Barbaro
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Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Rockin’1000 a Milano21 il 23 Novembre, nasce Rock Your Race

Evento di FollowYourPassion, a Milano21 si correrà al ritmo dei Rockin’1000 

Musica e corsa, ritmo e cadenza, adrenalina e passione, due mondi che grazie a Rockin’1000 e Milano21, l’evento running di FollowYourPassion, si uniranno in maniera definitiva e totale. 

Il connubio tra queste due grandi realtà è stato presentato a Milano a De Montel Terme Milano, il più grande parco termale urbano naturale d’Europa che sorge in zona San Siro. 

Domenica 23 novembre 2025 Rockin’1000, in qualità di Official Music Partner, per la prima volta nella storia suonerà in una corsa podistica e lo farà a Milano21 evento da oltre 10mila partecipanti provenienti da tutta Italia e da decine di nazioni del mondo. 

Al ritmo della più grande rock band mondiale quel giorno sarà possibile correre la mezza maratona agonistica da 21,097km o la più semplice 10km anche in versione non competitiva. Un percorso velocissimo, in equilibrio perfetto tra storia e modernità, che passa tra il Duomo, Castello Sforzesco, Parco Sempione, la Darsena e CityLife.

The Biggest Rock Band on Earth, è il frutto dell’amore per un’idea folle e di un video virale con 1000 musicisti che suonano all’unisono. L’obiettivo iniziale era convincere i Foo Fighters a suonare a Cesena, in Italia. Ha funzionato, la band ha accettato l’invito e da allora i ROCKIN’1000 sono cresciuti come band e come Community, fino a diventare un’intrepida tribù globale che conta 100.000 appassionati di musica provenienti da tutto il mondo. Oggi i ROCKIN’1000 portano il rock negli stadi di tutto il pianeta, attraverso un’esperienza unica che abbatte la distanza tra musicisti e spettatori, celebrando la Musica come linguaggio universale e scrivendo un nuovo capitolo nella Storia del Rock. 

Così Fabio Zaffagnini, fondatore di Rockin’1000: “Come nella corsa, anche nella musica di Rockin’1000 c’è dedizione, preparazione e soprattutto condivisione. Con Rock Your Race vogliamo portare l’energia della nostra community lungo il percorso della Mezza Maratona di Milano, trasformando ogni chilometro in un momento di incontro, ritmo e inclusione. Crediamo che sport e musica, insieme, siano un potente antidoto alla solitudine e un modo straordinario per unire le persone.”

Benessere, agonismo, uno stile di vita sano, la ricerca del benessere fisico e mentale, amicizia, socialità, solidarietà, musica e tanto divertimento uniti alla forte passione per lo sport: questi i princìpi a cui punta da sempre MG Sport con il circuito FollowYourPassion che in questo 2025 ha fatto gareggiare tra corsa, triathlon, ciclismo e nuoto ben 50mila persone in 17 eventi. 

“Alcune gare raccontano meglio di altre questa crescita – fa sapere Giampiero Schiavo Presidente di MG Sport -. I numeri sono impressionanti, Bergamo21 ha registrato un incremento del +250% dal 2022 al 2025, Monza21 è esplosa, con un incredibile +600% nello stesso periodo, Milano21 ha più che triplicato i suoi numeri, segnando un +233%. Un successo che si riflette anche nella nostra capacità di comunicazione con oltre 3 milioni di persone raggiunte tramite media e stampa, più di 25 milioni di impression digitali e 2,5 milioni di utenti unici e una digital community che supera i 115.000 follower e genera più di 15 milioni di visualizzazioni annue“.

Così Andrea Trabuio Direttore Generale MG Sport: “Un sistema integrato di comunicazione – tra media partnership, digital advertising, social, newsletter e influencer che ci consente di mantenere vivo il dialogo con la nostra community tutto l’anno, e non solo nei mesi vicini agli eventi. La nostra community è internazionale: ad oggi il 25% dei partecipanti è straniero. Ed è una community variegata, con un equilibrio sempre maggiore di genere – oggi il 35% donne e 65% uomini – e con una forte presenza di giovani e adulti attivi”.

Sarà un autunno 2025 di grande intensità, con tre eventi di punta: F1RE Monza21 all’Autodromo Nazionale di Monza il 27 e 28 settembre, PeschieraTRI il 4 e 5 ottobre e infine Milano21 domenica 23 novembre.

Gran finale del circuito FollowYourPassion sarà il 23 novembre con Milano21, migliaia di partecipanti troveranno clima ideale e un che con le sue distanze permette a tutti di partecipare. Mezza maratona 21,097km e la 10km sia in forma competitiva che non competitiva.

Dopo Bergamo21 di febbraio, Monza21 e Milano 21 saranno la seconda e la terza delle Running Series. BPER Banca,  insieme a FollowYourPassion ha studiato una speciale medaglia dedicata a chi parteciperà a tutte e tre le gare. La chiamata a raccolta è dunque per quanti vogliano fare tripletta di partecipazione, potranno ambire ad una speciale medaglia, un premio unico che li inserisce nella speciale community dei runner che hanno completato le Running Series. 

Anche quest’anno MG Sport, con il brand FollowYourPassionsi conferma leader nell’organizzazione di eventi endurance in Italia con gare di corsa, triathlon, ciclismo su strada, mountain biking e nuoto in acque libere ideate per atleti di tutti i livelli. Ben 18 gli eventi inseriti nel calendario 2025.

1 febbraio – Bergamo Urban Night Trail
2 febbraio – Bergamo21
10 aprile – Roma Appia Run
25 aprile ChiaSWIM (Chia Sport Week)
26 aprile – ChiaTRI (Chia Sport Week) evento sospeso
27 aprile – Chia21 (Chia Sport Week)
3 maggio – MilanoTRI
3 maggio – Milano10K
4 maggio – Olbia21
11 maggio – StaiSano! RUN
29 giugno – LovereTRI
12 luglio – Gatorade Race The Bridge
26 luglio – Alta Valtellina Bike Marathon
20 settembre – Treviso Runway Run
27 settembre – F1RE
28 settembre – Monza21
4-5 ottobre – PeschieraTRI 
23 novembre – Milano21

MG Sport, attraverso il brand FollowYourPassion, è uno dei principali organizzatori di eventi endurance in Italia. Con un calendario che spazia dalla corsa al triathlon, dal ciclismo al nuoto in acque libere, ogni anno coinvolge migliaia di atleti, professionisti e amatori, offrendo manifestazioni pensate per ogni livello di preparazione. Ogni evento è costruito per garantire un’esperienza sportiva completa, unendo qualità organizzativa, cura dei dettagli e attenzione alle esigenze dei partecipanti.

L’approccio di MG Sport mette al centro la sicurezza, la valorizzazione del territorio, l’inclusività e la sostenibilità ambientale. Le location selezionate rappresentano un elemento distintivo del circuito, scelte per il loro fascino e per la capacità di offrire contesti spettacolari alle competizioni. Al centro di ogni progetto c’è l’atleta: MG Sport lavora per migliorare costantemente i propri standard organizzativi, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di gara all’altezza delle aspettative, in un contesto stimolante, accessibile e coinvolgente. La stagione 2025 prevede tredici eventi in tutta Italia, a conferma dell’impegno dell’azienda nel promuovere una cultura sportiva orientata alla qualità, alla partecipazione e al rispetto dei valori che lo sport rappresenta.


Ufficio Stampa FollowYourPassion
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