Roma: fino al 31 ottobre 2025 la mostra “Fractura” di Maria Pacheco Cibils

MARIA PACHECO CIBILS

Fractura

Fino al 31 ottobre 2025

Galleria Biblioteca Angelica | Via di Sant’Agostino 11 – Roma

Fino al 31 ottobre 2025 è possibile visitare, presso le sale della Galleria della Biblioteca Angelica (MiBACT), prestigioso spazio espositivo adibito alle mostre di arte contemporanea, la mostra Fractura di Maria Pacheco Cibils, a cura di Francesca Barbi Marinetti, accompagnata dai testi di Francesca Barbi Marinetti, Barbara Volpi e Maria Pacheco Cibils. 

In esposizione una serie di dipinti ed una installazione multisensoriale che vogliono riflettere sull’accettazione delle nostre ferite e sulla capacità di trasformarle in punti di forza, proprio come nella tecnica del Kintsugi. 

Come scrive la curatrice nel testo critico, «Fractura, spaccatura, crepa, apertura, fenditura, squarcio, varco, passaggio, spiraglio, pertugio, buco… e poi sutura, ricucitura, cerniera, collegamento, resistenza, cambiamento, conversione… il ciclo di opere che l’artista argentina-portoghese Maria Pacheco Cibils presenta per il RAW 2025 è dedicato all’antica arte del Kintsugi e alla potente metafora che essa rappresenta. […] L’indagine pittorica di Pacheco Cibils è per sua natura in sintonia con questa antica pratica, essendo da anni impegnata a far emergere le grandi potenzialità dell’arte nella conoscenza olistica, guardando alle interconnessioni profonde e alle energie sottese tra spirito e materia nelle diverse sfere di cui siamo composti. Una affinità sentita che si percepisce dalla forza e dagli equilibri che compongono le policromie astratte e materiche di grandi, medie dimensioni. Il gesto pittorico stratificato ricompone lacerti coloristici con un simbolismo acceso e caldo, rossi, arancioni e gialli con abbagli reiterati di viola, o di confortanti colori della terra, suggestivi di conversioni, trasmutazioni e saldature sul filo lucente dell’oro.»

E nel testo di Barbara Volpi: «Cicatrici e fratture dell’anima che, nella mostra di Maria Pacheco Cibilis, nella poliedricità espressiva dei colori, tutto riconosciamo e tutti vogliamo abbracciare come mente collettiva che si unisce nella testimonianza della forza vitale di una linea dorata che, dalla visibilità dei tratti pittorici incisi con forza vitale sulla tela, arriva alle leve mentali profonde delle memorie, della resilienza e della rinascita. Come nel Kintsugi, ciò che si è spezzato può diventare parte della propria preziosità: le cicatrici parlano, illuminano e raccontano la nostra capacità di resistere, fronteggiare e vivere una vita degna di essere vissuta che trae luce anche dal dolore. La sofferenza collettiva diviene allora forza mentale di tutti e per tutti testimoniata nell’oro della trasformazione universale di menti che non si arrendono ma evolvono all’unisono e che guardano le fratture dell’anima con rispetto e gratitudine.»

Maria Pacheco Cibils è designer e artista visiva argentino-portoghese. Le sue opere spaziano tra architettura d’interni, scenografie, ambientazioni, design di oggetti d’arte, pittura ed installazione. Ha collaborato con prestigiose riviste, giornali e canali televisivi. Ha organizzato mostre di artisti e fotografi, spettacoli di teatro e danza contemporanea. Curatrice di diversi brand, ha sviluppato prototipi e grafica degli stessi in Argentina, Paraguay e Italia. Attualmente vive e lavora tra l’Italia e l’Argentina.Le sue ricerche in pittura sono centrate su temi primordiali e archetipici. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Spagna, Germania, Austria, USA, Croazia, Regno Unito e Italia. Vincitrice del Primo Premio di Pittura “Lorenzo Il Magnifico” (Florence Biennale 2023). Menzione al merito artistico Luxemburg Art Price 2021, 2022, 2024. Le sue opere sono presenti in luoghi istituzionali e collezioni private. Attualmente vive tra l’Argentina e l’Italia. 


Maria Pacheco Cibils
Fractura

A cura di Francesca Barbi Marinetti
Testi di Francesca Barbi Marinetti, Barbara Volpi e Maria Pacheco Cibils
 
Fino al 31 ottobre 2025
Orari
: dal lunedì al sabato 10.00 – 19.00
Galleria Biblioteca Angelica
Via di Sant’Agostino 11 – Roma
b-ange@beniculturali.itwww.bibliotecaangelica.beniculturali.it

Maria Pacheco Cibils
mpachecocibils@gmail.comromastudio2@gmail.comwww.mpachecocibils.com
 
Comunicazione e ufficio stampa
Roberta Melasecca –
Melasecca PressOffice – blowart
roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it
Da Melasecca PressOffice <info@melaseccapressoffice.it>

Guadagnuolo ricorda la Sicilia di Camilleri, Sciascia e Bufalino, dimora di memorie

I cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri – Guadagnuolo ricorda il 2 novembre giorno dei defunti; la Sicilia di Camilleri, Sciascia e Bufalino, dimora di memorie e dialogo

Francesco Guadagnuolo compone un’opera transrealista che funziona come dispositivo di memoria scenografica: non è solo rappresentazione, è invito alla conversazione tra immagini e parole. Il quadro non si limita a ritrarre tre grandi scrittori, lo spazio diventa corpo narrante e la tela un teatro in cui il tempo si arresta il 2 novembre per rimettere insieme assenze e presenze.

Una tela che mette in scena un incontro impossibile eppure verosimile. La sua opera convoca tre voci siciliane – Andrea Camilleri, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino – e le dispone come se fossero ospiti su una scalinata che guarda una piazza e un cancello di camposanto. I luoghi evocati non sono copie topografiche ma segni metaforici: la scalinata è memoria che sale, il cancello è soglia tra il detto e il taciuto, la piazza e la lunga strada attorno sono il teatro civile, dove si misura il valore della memoria. Ovunque crisantemi e altri fiori attendono con pazienza. Guadagnuolo offre così non soltanto un ritratto di tre autori ma un dispositivo drammatico in cui i ricordi trovano casa il 2 novembre.

Parlano del 2 Novembre come di un rito di pane e memoria, di parenti invisibili che tornano a sedersi al tavolo della casa. Andrea ricorda il gusto del vino amaro e della risata che ferma il cuore, Leonardo conta i silenzi come si contano le pietre nei muri, Bufalino porta nel taschino una nota di lampada e di perdono.

Quando il dialogo sfiora la pelle della sera, i ricordi trovano casa: non più eco, non più nome disperso. Rimangono i fiori, la polvere, la pietra calda degli anni, e il quadro tace come chi ha ascoltato abbastanza per capire.

Sulla tela rimane il passo di tre ombre allineate, la promessa che ogni addio può riposare nella festa dei morti. E chi guarda trattiene il suo pianto come si trattiene un ramoscello, sapendo che lontano, sulla scalinata, qualcuno sta ancora parlando.

Analisi formale

La costruzione spaziale dell’opera transrealista privilegia la profondità prospettica della scalinata e la frontalità della piazza, creando un gioco di piani che guida lo sguardo dal particolare al collettivo. La tavolozza privilegia toni terrosi e accenti floralmente freddi: i crisantemi emergono come punti luce che spezzano l’omogeneità della terra e richiamano la cura e il lutto. Il gesto pittorico è misurato, tra realismo e metafora, con una tessitura che lascia intravedere la materia della pittura senza mai tradire la semplicità della scena.

Iconografia e simbolismo

La scalinata agisce come metafora verticale della memoria, un salire che è insieme accumulo e stratificazione di ricordi. Il cancello del camposanto è soglia e limite, portale che separa la conversazione domestica dal silenzio irrimediabile della morte. La piazza amplia la scena al sociale: la memoria qui non è rintocco privato ma atto collettivo. I fiori, soprattutto i crisantemi, non soltanto decorano ma testimoniano cura, rituale e il tempo della rimembranza.

Voce narrativa e drammaturgia

Guadagnuolo organizza la tela come dialogo scenico: i tre autori diventano figure-dialoganti più che ritratti. Andréa Camilleri, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino sono marcatori di voci letterarie che si sovrappongono senza perdere identità, permettendo alla memoria di farsi pluralità critica. La scena suggerisce un equilibrio tra narrazione consolatoria e sguardo analitico: la pietà conviviale coesiste con l’esigenza di verità pubblica.

Andrea Camilleri: Questa scalinata sa di sale e di parole lasciate a metà. Il 2 novembre si siede qui la gente e rimbalza i ricordi come palline nel vicolo.

Leonardo Sciascia: La scalinata misura l’ordine delle cose. Qui la memoria diventa processo pubblico. Le assenze vengono pesate, non solo ricordate.

Gesualdo Bufalino: I fiori non verbalizzano giudizi. I crisantemi dicono soltanto che qualcosa è stato voluto bene e poi lasciato andare.

Andrea: Si parla tanto, questa sera. Si raccontano aneddoti che rassicurano e qualche colpa che si nasconde sotto il tovagliolo. La festa è insieme consolazione ed espiazione.

Sciascia: Attento alle consolazioni che nascondono interessi. In Sicilia la memoria viene spesso piegata per tenere insieme poteri e famiglie. Raccontare può significare anche omettere.

Bufalino: Eppure la pietà è un gesto semplice. Mettere un piatto in più, lasciare una sedia vuota: sono voti senza retorica che mantengono vivi i nomi.

Andrea: Il cancello del camposanto oggi si apre piano. Dentro ci sono storie che sembrano sussurrare. Fuori il mercato è indifferente, ma dentro la voce si fa verità.

Sciascia: La verità richiede coraggio. Separare il racconto comodo dal fatto è un dovere morale, non solo letterario.

Bufalino: Io dico che bisogna ascoltare con pietà. Ci sono ricordi che non chiedono ragioni, solo un posto dove posare la fatica dell’addio.

Andrea: Raccontiamo allora. Raccontiamo con voce bassa come si confida ad un vecchio amico, perché il pianto non si perda nella piazza.

Sciascia: Raccontiamo con ordine, senza lasciarci ingannare dalle storie facili.

Bufalino: Raccontiamo con tenerezza, perché ogni ricordo è una piccola ferita che cerca riparo.

Andrea: Quando il dialogo svanisce, la piazza resta piena di fiori. I gradini conservano i segni delle parole dette. Domani altri verranno e le storie continueranno a trovare casa.

Lettura emotiva e civile

L’opera transrealista di Guadagnuolo funziona su due registri: intimo ed etico. Sul piano emotivo produce quella quieta commozione che si prova davanti ai riti che mantengono vivi i nomi; sul piano civile sollecita la responsabilità del ricordare in pubblico. Guadagnuolo non edulcora la memoria, non la mitizza: la mostra come compito, gesto quotidiano e politico insieme.

Conclusione

Il quadro è un atto di mediazione tra l’assenza e la comunità che la ospita, un invito a sedersi sulla scalinata della memoria per ascoltare e interrogare. Francesco Guadagnuolo consegna così un’opera che è insieme rito pittorico e riflessione civile, capace di trasformare il 2 novembre in tempo di presenza e responsabilità.


Da osservatorioartecont@libero.it 

A Roma il Giubileo del Mondo Educativo: la testimonianza dell’atleta ANDY DIAZ

La scuola è vita, la scuola è libertà“: così Andy Diaz oggi
all’iniziativa di apertura de “La Scuola è Vita”
Nell’ambito del Giubileo del Mondo Educativo
 
Roma 27 ottobre 2025 – Auditorium della Conciliazione

Roma si è aperta ieri ad un evento di grande rilevanza internazionale, il Giubileo del Mondo Educativo, occasione preziosa per riflettere sul futuro dell’istruzione, con attenzione alla multidisciplinarità e al dialogo tra le diverse realtà educative, attesa con entusiasmo da istituzioni, docenti, studenti e famiglie. “La Scuola è Vita” è l’importante iniziativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito – Unità di missione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Città del Vaticano, che dal 27 al 30 ottobre 2025 coinvolgerà circa 7000 persone tra docenti, dirigenti scolastici e studenti provenienti da tutte le regioni italiane e da istituzioni scolastiche estere, 300 delegazioni da circa 30 Paesi del mondo, e 80 mentors pronti a far funzionare i laboratori delle 4 giornate del progetto; 107, invece, le province italiane coinvolte. Presenti all’apertura di oggi all’Auditorium della Conciliazione, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, il Card. José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero della Cultura e dell’Educazione Città del Vaticano e il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: tre osservatori diversi sui problemi e le sfide poste oggi dall’educazione che hanno rinnovato in interventi appassionati il loro impegno di adulti nei confronti degli studenti per metterli nelle condizioni migliori di perseguire i propri sogni con ogni strumento possibile. 

L’iniziativa di apertura de La Scuola è Vita, ha visto la partecipazione straordinaria dell’atleta Andy Diaz Hernàndez, accompagnato dal suo Coach, Fabrizio Donato, e da alcuni rappresentanti di Gruppo Matches, l’agenzia che ne cura l’immagine. Diaz – nato nel 1995, cubano naturalizzato italiano, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi e pochi mesi dopo medaglia d’oro ai Mondiali Indoor 2025 con un salto da 17,80 m., nuovo record italiano del salto triplo – nel presentarsi come “un ragazzo che non ha mai smesso di sognare“, ha regalato alla bellissima platea straripante di giovani una storia. Una storia in cui l’educazione e relazioni interpersonali corrette e generative – altre grandi protagoniste di questa giornata – hanno fatto la differenza. Sullo sfondo del suo intervento, in cui ha parlato di speranza e sogno, ma anche di forza e determinazione, video e immagini di grande potenza espressiva hanno mostrato tanto momenti di caduta quanto momenti di trionfo dell’atleta, a testimoniare il valore dello sport come strumento di riscatto, crescita e formazione per i giovani. Andy Diaz ha infatti raccontato le difficoltà del suo Paese d’origine, Cuba, la sfiducia di chi lo allenava in patria, il coraggio nel 2021 di abbandonare il proprio Paese e la propria famiglia per provare in Italia “a continuare a sognare la medaglia olimpica nel salto triplo“, le grandi difficoltà economiche e pratiche iniziali, soprattutto il fortunato incontro con il suo allenatore, Fabrizio Donato. “Un educatore” – lo ha definito Diaz – “che mi ha insegnato tutto quello che sono oggi“. Di lì costanza e allenamento, insieme, e nel 2023 la cittadinanza italiana “per meriti sportivi”. Da allora gareggia indossando orgogliosamente la maglia azzurra, diventando simbolo di integrazione oltre che espressione di un grande talento. E non intende smettere di studiare, come ha assicurato. Oltre a voler continuare a vincere, altro obiettivo è quello di conseguire la laurea in Scienze Motorie. La sua partecipazione a questo particolare momento del Giubileo del Mondo Educativo ne fa anche un esempio di come lo sport e l’educazione possano e debbano intrecciarsi.

Se infatti l’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere uno scambio costruttivo sulle principali sfide educative, anche attraverso l’adozione di metodologie didattiche innovative che pongano gli studenti al centro come protagonisti attivi del loro percorso di apprendimento, la presenza di Andy Diaz è assolutamente coerente. Con la sua storia personale e la sua esperienza diretta nel mondo sportivo, l’atleta rappresenta un simbolo tangibile di come disciplina, impegno e passione, insieme a percorsi condivisi positivamente con la propria squadra e la propria comunità di riferimento, possano trasformarsi in strumenti efficaci di miglioramento, crescita e sviluppo personale. La scelta di includere anche una figura dello sport riconosciuta a livello internazionale sottolinea la volontà degli organizzatori di offrire concreti modelli positivi e stimolanti ai partecipanti.  Con lui c’erano Samantha Cristoforetti, Annalisa Minetti, Sister Zeph, Nhial Deng, Frate Sidival Fila. Tutte altre storie che parlano comunque di lavoro di squadra, di accoglienza, di orizzonti condivisi di speranza come motore del cambiamento, di scelte coraggiose, di fatica e perseveranza, ma anche di coraggio e fiducia in un futuro da costruire rigorosamente insieme. La scuola è vita presente dei giovani che la frequentano, l’educazione germe delle vite adulte che incarneranno. Il racconto di Andy Diaz non è stato quindi solo un momento simbolico, ma concreta testimonianza di un cammino possibile verso una vita autonoma vissuta pienamente: La scuola è vita, la scuola è libertà“, ha infatti concluso l’atleta.


Gruppo Matches – Fondata nel 2019 a Roma, ma con una vocazione internazionale grazie all’esperienza maturata all’estero da Andrea Cicini: oltre 13 anni in CINA nella comunicazione, strategia marketing e coordinamento dei grandi eventi internazionali quali Olimpiadi Pechino 2008, Casa Italia Paralimpiadi 2008, Shanghai Expo2021, Super Coppa, F1, Moda, Cinema ed altro.  Una collaborazione che tuttora continua. Tra i suoi asset: creatività per lo sviluppo di campagne Atl-Btl, Graphic e Web Design, Social Media, organizzazione di Eventi, Produzione Audiovisiva come casa cinematografica indipendente col nome di GM Production, e Management Sportivo (oltre ANDY DIAZ, ALESSIA SCORTECHINI, JACOPO LUCHINI). Per ulteriori informazioni sull’Agenzia e su GM Production: www.gruppomatches.com


Comunicazione Gruppo Matches
Diana Daneluz

e-mail: media@gruppomatches.com  
Da Diana Daneluz <dianadaneluz410@gmail.com>

Turismo esperienziale: il paesaggio dell’Etna trasformato in racconto vivo

Zafferana Etnea, porta della mitologia: la Sicilia che si racconta sbarcherà alla BIT

Ai piedi del Vulcano, dove la lava incontra il mito e le leggende si fondono con la natura, nasce un nuovo modo di fare turismo culturale: esperienziale, immersivo, identitario. È lo spirito del Festival dei Miti, ospitato nell’omonimo Parco: la grande area tematica che Zafferana Etnea dedica alla mitologia classica e ai racconti ambientati in Sicilia. «Un progetto che unisce arte, teatro e natura – spiega il presidente di Amici della Terra e promotore dell’evento Ettore Barbagallo – trasformando il territorio in un palcoscenico dove rivivono Polifemo e Ulisse, Efesto e Afrodite, Aci e Galatea, i Palici e le Ninfe delle acque. Un patrimonio immateriale che torna a parlare al presente, con la forza dei simboli e il linguaggio della contemporaneità. Nel cuore del Parco dell’Etna, lungo un percorso di Land Art modellato dalla colata lavica del 1992, sculture e installazioni raccontano i miti dell’isola, tra grotte, cavalli di legno, ciclopi e divinità. A completare l’esperienza, spettacoli multimediali e interattivi come “I Miti dell’Etna”, dove il ciclope Polifemo dialoga con il pubblico grazie alla tecnologia Live-Motion, e spettacoli equestri con artisti e acrobati: «La narrazione teatrale Zeus, Tifeo e la Ninfa Etna – continua Barbagallo – rielabora in chiave poetica e mitologica l’origine simbolica dell’Etna, la montagna sacra dei siciliani. Attraverso un linguaggio evocativo e performativo, il testo intreccia mito, natura e identità, raccontando la lotta tra Zeus, il mostro Tifeo e il sacrificio della Ninfa Etna, che si trasforma in montagna per imprigionare il caos e restituire ordine al mondo. La figura dell’Etna emerge come archetipo femminile di forza e generosità, madre e custode della Terra, capace di contenere la distruzione con il proprio corpo di pietra e fuoco. Lo spettacolo invita a riflettere sul legame profondo tra mito e paesaggio, sull’anima viva dei luoghi e sulla potenza creatrice del femminile nella cultura mediterranea».

Il Festival dei Miti è occasione per riscoprire queste narrazioni millenarie attraverso performance teatrali, laboratori, dialoghi e percorsi culturali. Un format che va oltre l’intrattenimento: un vero viaggio dentro la memoria collettiva della Sicilia. Ma l’orizzonte si allarga: «Il Festival e il Parco dei Miti saranno presentati alla prossima BIT, Borsa Internazionale del Turismo di Milano – sottolinea il sindaco del comune etneo Salvo Russo – per entrare ufficialmente nel circuito culturale nazionale e internazionale. Un passo strategico che mira a promuovere Zafferana Etnea come “porta del mito” e nuova destinazione culturale dell’Etna, capace di attrarre flussi turistici interessati non solo alla natura e alla gastronomia, ma anche alla dimensione simbolica e spirituale del territorio». Il sindaco di Zafferana sottolinea come «la mitologia, intrecciata alla natura dell’Etna, rappresenti una chiave straordinaria per raccontare la nostra identità e valorizzare un turismo sostenibile, capace di educare e meravigliare». Così Zafferana Etnea si propone come un laboratorio di turismo culturale contemporaneo: un luogo dove la leggenda si fa esperienza, e la cultura diventa destinazione.


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CASTELLO DI RIVOLI | Enrico David – Domani torno

Enrico David
Domani torno
A cura di Marianna Vecellio
 
30 ottobre 2025 – 22 marzo 2026
Manica Lunga, Terzo piano

Anteprima stampa: mercoledì 29 ottobre 2025

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta Domani torno, ampia retrospettiva dedicata a Enrico David (Ancona, 1966), a cura di Marianna Vecellio. La mostra offre una panoramica articolata sulla ricerca dell’artista, che attraversa pittura, opere tessili, disegno, scultura e installazioni ambientali, esplorando la dimensione interiore dell’essere umano contemporaneo.
 
Progettato appositamente per la Manica Lunga, il percorso espositivo alterna figurazione e astrazione, concentrandosi sul corpo come metafora della trasformazione. In un allestimento che richiama la scenografia teatrale e i display del design, la mostra ripercorre le tappe della produzione di David, includendo anche nuove opere realizzate per l’occasione. Domani torno è un racconto personale e artistico insieme: dalle origini ad Ancona al trasferimento a Londra nel 1986, la mostra segue la nascita di una pratica fondata sulla ricerca di uno spazio linguistico in cui esistere. Attraverso media differenti, David affronta la figura umana come luogo di metamorfosi e riflessione. In questo percorso, il disegno assume un ruolo centrale come linguaggio capace di tenere insieme gli altri, poiché, afferma l’artista, “lo spazio del sogno e lo spazio del disegno sono infiniti”.

Molte opere nascono dall’urgenza di elaborare esperienze traumatiche, come la perdita improvvisa del padre. “La creatività è per me un’opportunità di cambiare le circostanze del dolore – afferma David – una redenzione, una destinazione altra rispetto allo stare male. L’arte è ciò che rende la realtà più vivibile”. A partire dalla fine degli anni Novanta, le installazioni di David diventano veri e propri mondi interdisciplinari: palcoscenici visionari che intrecciano cronaca, memoria, cultura popolare e retorica teatrale. Ne sono esempio opere come Madreperlage (2003), Absuction Cardigan (2009) e Ultra Paste (2007), in cui l’artista inscena dispositivi scenografici carichi di tensione emotiva e simbolica.
 
Nel tempo la pratica dell’artista evolve verso una crescente sintesi formale, culminando in una produzione scultorea che approfondisce il tema del volto come luogo di relazione e conoscenza. A partire dalla mostra Life Sentences (2014), David indaga il volto con una resa iper-espressiva e materica, modellandolo in cera per evocare emozioni e intensità. Tra le opere in mostra: Trenches to Reason (2021), due forme sospese che fondono geologia e tecnologia; Tutto il Resto Spegnere, presentata al Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 2019; e studi dell’artista sulla scultura con opere come Sign for Lost Mountaineers Hair Grooming Station (2004), Pebble Lady (2014) e Racket II (2017). Numerosi disegni, una selezione di nuove produzioni tra grandi pitture, arazzi e ricami su tela e la serie dei teatrini, realizzata dal 2005 a oggi, completano l’esposizione.
 
“In un tempo dominato dall’intelligenza artificiale e dalla smaterializzazione digitale, l’opera di Enrico David rappresenta una dichiarazione di resistenza alla decodificazione e un inno al corpo fisico, all’esperienza sensibile e alla forza dell’immaginazione”, come dice la curatrice Marianna Vecellio. La mostra propone una riflessione sull’identità contemporanea, in particolare sul rapporto tra corpo, genere e percezione di sé. “Nel mio lavoro il genere ha una sorta di inconscia irrilevanza – afferma l’artista – le identità si sfiorano, si scambiano, si rimettono in discussione”.
 
Domani torno è, infine, un invito a riappropriarsi del proprio immaginario, un’esplorazione visiva e concettuale dell’essere umano in continua trasformazione.
 
La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue Inglese -Italiano pubblicato per i tipi di Walther König. La pubblicazione presenta alcuni saggi e interviste inedite, oltre che della curatrice della mostra al Castello di Rivoli, Marianna Vecellio, e del Direttore del Museo, Francesco Manacorda, del filosofo Federico Campagna, delle storiche dell’arte Dawn Ades e Polly Staple.
 
La mostra sarà anche l’occasione per presentare in Italia l’opera Untitled, 2024-2025, prodotta dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con Kunsthaus Zürich grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council 2025. L’opera sarà significativa nel percorso di mostra e riflette l’impegno di Enrico David in una pratica scultorea matura, incentrata sulla sperimentazione materica e formale.

Enrico David vive e lavora a Londra. Mostre personali includono: Enrico David – Destroyed Men Come and Go, KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2023); Enrico David: Gradations of Slow Release, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C. (2019); Enrico David: Gradations of Slow Release, Museum of Contemporary Art, Chicago (2018); Enrico David: Fault Work, Sharjah Art Foundation, Sharjah (2016); Enrico David, Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2015); Enrico David, UCLA Hammer Museum, Los Angeles (2013); Head Gas, New Museum, New York (2012); How Do You Love Dzzzzt by Mammy?, Museum Für Gegenwartskunst, Basel (2009); Enrico David, Seattle Art Museum, Seattle (2008); Ultra Paste, ICA Londra (2007); Enrico David: Chicken Man Gong, Stedelijk Museum, Amsterdam (2007); Art Now: Enrico David, Tate Britain, Londra (2005). Mostre collettive includono: A Vanished Wholeness, Modern Art, Paris (2025); Italian Painting Today, Triennale Milano, Milan (2023); ESPRESSIONI CON FRAZIONI, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2022); Untitled 2020, Palazzo Grassi, Punta della Dogana, Venezia (2020); Natures, Natural and Unnatural (from the collection of V-A-C), The Whitechapel, Londra (2015); Cosmic Laughter, Ursula Blickle Foundation, Stuttgart (2012); Turner Prize 09, Tate Britain, Londra (2009); Italics: Italian Art between Tradition and Revolution 1968-2008, Palazzo Grassi, Venezia; Museum of Contemporary Art, Chicago (2008); Tate Triennial, New British Art, Tate Britain, Londra (2006); Flesh at War with Enigma, Kunsthalle Basel (2004). Ha partecipato a diverse edizioni della Biennale di Venezia: May You Live In Interesting Times, Padiglione Italia, 58. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Venezia (2019); Il Palazzo Enciclopedico, 55. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Venezia (2013); Sogni e Conflitti – La dittatura dello spettatore, 50. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Venezia (2003).


Castello di Rivoli
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10098 Rivoli – Torino
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come arrivare

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Matteo Mauro porta ad Artissima il dialogo tra materia e algoritmo

Matteo Mauro presenta Inscriptions on Canvas ad Artissima 2025 a Torino con Prometeo Gallery.

Mauro porta ad Artissima il dialogo tra materia e algoritmo, mentre il mercato dell’arte contemporanea raggiunge i 70,4 miliardi di dollari a livello mondiale

Le Inscriptions on Canvas di Matteo Mauro saranno protagoniste ad Artissima 2025, la più importante fiera d’arte contemporanea in Italia, in programma a Torino dal 30 ottobre al 2 novembre negli spazi dell’Oval Lingotto Fiere.
L’artista sarà presentato nella Main Section da Prometeo Gallery, diretta da Ida Pisani, che nel 2025 celebra vent’anni di attività con un ampio stand di 100 metri quadrati, consolidando la propria presenza nel panorama internazionale dell’arte contemporanea.

Con Inscriptions on Canvas, Matteo Mauro, tra i più apprezzati artisti italiani nel campo dell’arte generativa, espone un ciclo di opere che rappresenta una nuova evoluzione del suo linguaggio visivo. La serie trasporta il segno generativo, tradizionalmente inciso su metallo o superfici digitali, sulla tela pittoricarestituendo al codice una dimensione umana e materica.

In queste opere il gesto e l’algoritmo convivono: la trama della tela assorbe il segno digitale, trasformandolo in una forma viva, imperfetta, organica. Il risultato è un corpus di lavori che indaga la tensione tra memoria e innovazione, tradizione e futuro, materia e calcolo. Con Inscriptions on Canvas, Matteo Mauro offre al pubblico di Artissima un’esperienza immersiva che unisce rigore digitale e sensibilità pittorica, ponendo l’accento sulla continua ricerca di un linguaggio capace di connettere passato e futuro, codice e intuizione, macchina e mano.

Con Inscriptions on Canvas ho voluto portare il mio linguaggio generativo verso una dimensione più intima e tattile. – Spiega Matteo Mauro – La tela assorbe il segno digitale, lo rende vivo, fallibile, umano. È un modo per restituire al codice la sua fragilità, per farlo respirare attraverso la materia.”

Ci troviamo in un momento caratterizzato da forte vitalità per il mercato dell’arte contemporanea globale: secondo l’Art Basel & UBS Art Market Report 2025, il settore ha raggiunto un valore complessivo di 70,4 miliardi di dollari, con un incremento del 9% rispetto al 2024.

Le fiere d’arte restano un pilastro centrale del sistema, rappresentando circa il 37% delle vendite globali, mentre cresce l’interesse per le pratiche digitali e generative, sempre più presenti nelle collezioni internazionali.

L’edizione 2025 di Artissima, diretta da Luigi Fassi, ospiterà 176 gallerie italiane e internazionali, di cui 62 con progetti monografici, articolate nelle quattro sezioni consolidate (Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue, Art Spaces & Editions), e nelle tre sezioni curate (Disegni, Present Future e Back to the Future).

Il tema scelto per quest’anno, “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”, trae ispirazione dalla visione interdisciplinare di Richard Buckminster Fuller, invitando artisti e curatori a riflettere sul ruolo dell’arte come strumento di equilibrio tra tecnologia, ecologia e pensiero umano.


Informazioni di contatto
Alessandro Maola
info@alessandromaola.it
Da Alessandro Maola <alessandromaola@onclusivenews.com>

Roma : l’evento di Iniziativa Finanza e Innovazione con Raffaella De Chirico

TRA COLLEZIONISMO, VISIONE E CULTURA D’IMPRESA
L’evento promosso da Iniziativa Finanza e Innovazione
Boutique italiana di management consulting

L’arte come linguaggio universale che abbatte i confini. La consulenza come strumento per costruire il futuro: da questo dialogo si è sviluppato l’evento che Iniziativa, boutique italiana di management consulting con sedi in Italia e a Bruxelles, ha ospitato nella sua sede romana giovedì 23 ottobre.
La serata, curata da Raffaella De Chirico Art Consulting, è stata un percorso tra capolavori storici e nuove ricerche artistiche, pensato per celebrare l’arte come espressione di bellezza, identità e investimento culturale.

In mostra opere di Giacomo Balla, Irma Blank, Alighiero Boetti, Piero Dorazio, Hans Hartung, Sergio RagalziMimmo Rotella: Maestri che hanno segnato l’evoluzione dell’arte del Novecento e che rappresentano punti fermi nel collezionismo internazionale.

Accanto a loro, un racconto aperto alle sfide e alle suggestioni contemporanee, modulato attraverso le voci di Nunzio Fisichella (Catania, 1968), Francesca Leone (Roma, 1964) e Ima Montoya (Bilbao, 1963), che hanno portato in scena visioni nuove, sensibilità differenti e riflessioni sul nostro tempo.

Una serata tra arte, relazioni e visione d’impresa.

L’evento, arricchito da una cocktail reception, non è stato soltanto un momento espositivo, ma un incontro tra mondi apparentemente distanti, eppure, complementari: l’arte e la finanza.

Due realtà che condividono valori come la visione di lungo periodo, la capacità di innovare, il coraggio di rischiare e l’attenzione al patrimonio, sia esso economico o culturale.

Con questa occasione, Iniziativa ha ribadito la propria missione: essere non solo partner per lo sviluppo delle imprese, ma anche promotore di cultura, dialogo e contaminazioni virtuose.

«Il dialogo tra arte e impresa può diventare generatore di valore, visione e consapevolezza. L’incontro promosso con Iniziativa Finanza e Innovazione ha dato vita a un racconto in cui la ricerca artistica si intreccia con la cultura d’impresa, condividendo principi comuni come la capacità di innovare, la visione di lungo periodo e l’investimento sul patrimonio — umano, culturale ed economico. Abbiamo voluto proporre un percorso che mettesse in relazione Maestri del Novecento e artisti contemporanei, per restituire quella continuità di linguaggio e di pensiero che da sempre caratterizza il lavoro della galleria: una costante tensione then/now, in cui il passato alimenta la lettura del presente e apre alla riflessione sul futuro”, ha dichiarato Raffaella De Chirico. “La nostra attività nasce dalla convinzione che collezionare arte significhi costruire un dialogo con il proprio tempo. L’advisoring non è soltanto scelta di opere, ma costruzione di un percorso culturale e strategico su misura, capace di tradurre la sensibilità del collezionista in visione.
Ed è proprio da questa visione condivisa che può nascere un futuro in cui arte e impresa collaborano nel nome della bellezza, della conoscenza e della responsabilità culturale.»

«L’apertura della nuova sede di Roma rappresenta un momento di consolidamento e di crescita per Iniziativa. Da oltre tredici anni la nostra presenza nella capitale ci ha permesso di affiancare realtà pubbliche e private in percorsi di sviluppo, innovazione e trasformazione. Oggi rafforziamo ulteriormente questo legame, con spazi pensati per favorire il confronto, la collaborazione e la qualità del lavoro dei nostri professionisti. Roma è da sempre un punto strategico per le attività di Iniziativa, e questa nuova sede riflette la nostra volontà di continuare a investire nel territorio e nel capitale umano che lo anima» ha dichiarato Rosario De Maio partner di Iniziativa. 


INIZIATIVA CUBE: DA OLTRE 40 ANNI CONSULENTI PER LO SVILUPPO

Fondata alla fine degli anni ‘70 da un gruppo di professionisti provenienti da una big four, Iniziativa è oggi una boutique italiana di management consulting con sedi a Roma, Milano, Napoli e Bruxelles. Con oltre 35 professionisti ed una crescita costante (+200% del fatturato dal 2016), l’azienda si distingue per un approccio selettivo e personalizzato, rivolto in particolare alle imprese del middle market (10-150 milioni di fatturato), vero motore dell’economia italiana. Pilastri e Aree di Competenza. I due pilastri che guidano l’attività sono finanza e innovazione, tradotti in sette aree di competenza: Corporate Finance (M&A, private equity, venture capital, IPO), Business AdvisorySostenibilità e Disclosure ESGEU FundingFinanza Agevolata (R&S, internazionalizzazione, contratti di sviluppo) Partenariato Pubblico-Privato (PPP), Public Sector

RAFFAELLA DE CHIRICO ART ADVISORING

La prima sede di Raffaella De Chirico Arte Contemporanea è stata inaugurata a Torino nel 2011 e, dieci anni dopo, la galleria ha esteso la propria presenza a Milano, dove attualmente si trova l’unico spazio, in via Monte di Pietà 1A, nel cuore del quartiere di Brera. Fin dall’inizio, Raffaella De Chirico ha orientato il proprio programma espositivo verso la produzione e la realizzazione di progetti per la quasi totalità inediti sul territorio nazionale, privilegiando artisti under 40 già distintisi per la loro ricerca e proposta artistica al di fuori dell’Italia.
Lo stesso principio guida la selezione degli artisti storicizzati rappresentati dalla galleria, con particolare attenzione a coloro la cui ricerca si è affermata negli anni ’60, ’70 e ’80, sviluppando così una parte dell’attività dedicata all’advisoring per investimento e alla costruzione di collezioni focalizzate sull’arte moderna.


Iniziativa Finanza e Innovazione
🌐 www.iniziativa.cc
✉️ info@iniziativa.cc
Raffaella De Chirico Art Advisoring
Via Monte di Pietà, 1A – 20121 – Milano
🌐    www.dechiricogalleriadarte.com
✉️ info@dechiricogalleriadarte.it

Alessio Morganti 
Press Office / Journalist / Digital Communication Specialist 
Ufficio Stampa Raffaella De Chirico Arte Contemporanea Art Advisoring Studio
alessio.mrg@hotmail.it
Da Alessio Morganti <alessio.mrg@hotmail.it>

FORME. La Collezione Sorlini in dialogo con Scarpella e Mangiarotti

  • La mostra si configura come un dialogo tra le opere e gli ambienti del MarteS Museo d’Arte Sorlini, le sculture di Livio Scarpella e il design di Angelo Mangiarotti.
  • Una ventina di opere dell’artista bresciano, tra ceramiche e bronzi, abbinate ai mobili del designer come supporto espositivo, intessendo un rapporto di assonanze-dissonanze che ne riverberano la poetica.
  • Ironiche, eccentriche, colte e provocatorie, le sculture di Scarpella rimandano a una moltitudine di stili e riferimenti, che spaziano dal classicismo alla cultura pop generando un universo unico e non riducibile a una definizione univoca.
CALVAGESE DELLA RIVIERA (BS)
MARTES MUSEO D’ARTE SORLINI
 
Dal 25 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026
 
Inaugurazione: sabato 25 ottobre ore 11.00
 
FORME
La Collezione Sorlini

in dialogo con Scarpella e Mangiarotti

Dal 25 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026, il MarteS Museo d’Arte Sorlini di Calvagese della Riviera (BS) presenta la mostra FORME. La Collezione Sorlini in dialogo con Scarpella e Mangiarotti, ideata con l’obiettivo di avvicinare il museo ad altre espressioni di bellezza, con cui istituire rapporti di assonanze e risonanze.

L’esposizione si sviluppa come un dialogo tra le opere della Collezione Sorlini, gli ambienti del MarteS e le sculture di Livio Scarpella (Ghedi 1969), valorizzate dagli oggetti di design di Angelo Mangiarotti (Milano, 1921-2012) provenienti dalla collezione di Agapecasa.

Una ventina di opere tra ceramiche e bronzi, realizzate da Scarpella negli ultimi quindici anni, rappresentano il fulcro del percorso espositivo, che coinvolge le sale del MarteS e ne mette in luce i capolavori. Nel ruolo di supporto e di cassa di risonanza estetica, si aggiungono i tavoli e i mobili che Mangiarotti ha ideato nel corso della sua carriera e che Agapecasa, dal 2009, si occupa di realizzare.

Ricerca plastica, qualità della materia, attenzione alla forma ed estro nella componente decorativa sono alcuni degli elementi che avvicinano i lavori dei due autori, le cui peculiarità emergono evidenziandone le rispettive identità. Mangiarotti è riconosciuto tra le figure di riferimento della prima generazione del design italiano per l’eleganza e il minimalismo dei suoi oggetti, realizzati in stretto rapporto tra funzione e raffinatezza estetica.

L’ultimo decennio di produzione scultorea di Scarpella è stato invece caratterizzato da una preziosità tardobarocca e accenni pop innestati sulle basi della tradizione classica e novecentesca. L’intreccio di assonanze e divergenze ampliano la contaminazione di elementi che già caratterizza le sculture dell’artista, da lui stesso definite “medusiache”, ossia portatrici di un senso di incanto sublime e surreale, come un senso di “tragedia perfetta”, secondo la definizione del saggista e curatore Jean Clair.

Tra i soggetti delle opere esposte troviamo infatti uomini con orecchie d’asino (Lucignoli, 2014), volti velati (Ghost underground, 2023), busti dai colori intensi (Nuba mosaic, 20213), ritratti di creature ibride e metamorfiche (Baby triton, 2011), dall’eco classico e mitologico (Antinoo surviving, 2019-2025), e allo stesso tempo pop e contemporanee (Shunga Mosaic, 2012). Inneschi per cortocircuiti semantici che rendono la poetica di Scarpella atemporale: «il mio lavoro lo faccio e lo penso come atemporale, inclassificabile: per questo sono eclettico per natura».

A corredo della mostra sarà pubblicato un volume edito da Silvana Editoriale con le immagini di allestimento e un testo critico di Antonio D’Amico, storico e critico d’arte, direttore del Museo Bagatti Valsecchi di Milano.

Livio Scarpella (Ghedi, 1969) ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi nel 1990. Fino al 1995 ha lavorato come assistente presso lo studio dello scultore Giuseppe Bergomi. Nel 1993 ha ottenuto il premio di pittura “San Carlo Borromeo” (Palazzo della Permanente, Milano) e nel 2002 il Premio Durini. Alcune sue opere sono state scelte da Aldo Busi per illustrare le copertine di alcuni suoi libri.  Nel 2003 è stato invitato a partecipare con “Italian Factory – la nuova scena artistica italiana” al Parlamento Europeo di Strasburgo e nella sezione “Extra 50” alla Biennale di Venezia. Le sue sculture, affiancate a quelle di Bernini, sono state esposte nell’importante mostra romana, presso l’Ambasciata di Spagna (Santa Sede-Vaticano, Roma). Su incarico del governo italiano, Scarpella ha realizzato due sculture, “San Bartolomeo” e “Sant’Andrea”, che sono state collocate nelle nicchie della magnifica cattedrale di Noto in Sicilia.

La storia di Agape inizia nel 1973 e attraversa 50 anni di evoluzione nel design, nell’architettura, nella tecnologia e nelle abitudini di vita, interpretando uno degli ambienti più speciali della casa, il bagno, uno spazio che Agape pone al centro della vita domestica, concependolo per durare nel tempo e suscitare ogni giorno sensazioni ed emozioni profonde. Nel 2009, la passione di Agape per la cultura del design e la lunga collaborazione con Angelo Mangiarotti (Milano, 1921-2012) culminano nella nascita di Agapecasa, dedicata alla riedizione dei pezzi originali e senza tempo di uno dei più grandi maestri del design e dell’architettura italiana del dopoguerra.


COLLEZIONE SORLINI

La Collezione Sorlini è composta da 185 dipinti, principalmente veneziani e veneti, databili tra il XIV e il XIX secolo, raccolti nel tempo dall’imprenditore bresciano Luciano Sorlini (1925-2015), di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. A lui è intitolata l’omonima Fondazione, istituita nel 2000, che negli anni si è occupata di riorganizzare e riunire l’intera raccolta a Calvagese della Riviera (BS), dove oggi è conservata al MarteS Museo d’Arte Sorlini.

PALAZZO SORLINI

L’edificio in cui ha sede il MarteS è un tipico palazzo bresciano seicentesco, caratterizzato da un massiccio corpo di fabbrica il cui accesso permette di comprendere la natura di un ben più articolato e ampio complesso architettonico. Dal portone d’ingresso, definito da un elegante portale bugnato, si percepisce l’asse prospettico principale che passa dall’androne, attraversa un ampio cortile definito a monte dal portico del palazzo e ai lati da due barchesse con ampie arcate e conduce sino al confine del brolo chiuso da un imponente arco scenografico a bugne, sormontato da due obelischi.


FORME. La Collezione Sorlini in dialogo con Scarpella e Mangiarotti
Calvagese della Riviera (BS), MarteS Museo d’Arte Sorlini
Dal 25 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026
Catalogo Silvana Editoriale
 
MarteS Museo d’Arte Sorlini
Calvagese della Riviera (BS) – Piazza Roma, 1
 
Orari
Lunedì 10.00 – 18.00 (ultima visita ore 17.00)
Martedì, mercoledì e venerdì 10.00-15.00 (ultima visita ore 14.00)
Sabato 15.00 – 18.00 (ultima visita ore 17.00)
Domenica 11.00 – 13.00; 15.00 – 19.00 (ultima visita ore 18.00)
 
Biglietti
intero €14, ridotto €10
Ingresso gratuito: bambini fino a 10 anni. Diversamente abili. Guide turistiche. Abbonamento Musei Lombardia.
 
Il biglietto include la visita guidata all’esposizione permanente.
 
CONTATTI
+39 030 5787631
museomartes.com
info@museomartes.com

UFFICIO STAMPA
Anna Defrancesco comunicazione
annadefrancesco.com
press@annadefrancesco.com 
 
Anna Defrancesco ad@annadefrancesco.com 
Chiara Tavasci chiara@annadefrancesco.com 
Da Anna Defrancesco comunicazione <press@annadefrancesco.com>

A Ravenna anche le mostre di Shahzia Sikander e Omar Mismar

IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna

Shahzia Sikander Breath
 
Omar Mismar Studies in Mosaics
 
Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste
18 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026

Nell’ambito della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna che inaugura venerdì 17 ottobre, Palazzo Rasponi dalle Teste di Ravenna  ospita le mostre personali parallele Breath, dell’artista di origini pakistane, che vive e lavora a New York, Shahzia Sikander, in collaborazione con la Galleria Valentina Bonomo e Studies in Mosaics, dell’artista libanese Omar Mismar, a cura di Serena Simoni e Daniele Torcellini realizzate grazie al contributo della Regione Emilia – Romagna, di Marcegaglia Ravenna, della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e di Orsoni Venezia 1888.

Recentemente ospitati alla Biennale di Venezia 2024, i due esplorano temi legati all’identità, alle politiche di genere, alle tensioni sociali e ai conflitti del presente. Sikander sovverte le tradizioni pittoriche dei manoscritti dell’Asia centrale e meridionale, servendosi di un’ampia gamma di forme espressive – pittura, disegno, stampa, animazione digitale, mosaico, scultura e vetro. Mismar, che lavora non solo con il mosaico ma anche con video, fotografia e installazioni, si ispira ai mosaici antichi dell’area mediterranea orientale, precariamente conservati in contesti segnati dalle guerre. Le due mostre intendono esplorare e portare all’attenzione del pubblico la presenza del mosaico nell’ambito di pratiche artistiche contemporanee e multidisciplinari, capaci di intercettare nervi scoperti dell’attualità. Le mostre sono anche l’occasione per la presentazione di due opere inedite e sperimentali, nate in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e il Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi, con il coinvolgimento attivo di studenti, studentesse e diplomati e diplomate dell’Accademia e grazie anche la collaborazione di marte.

18 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026

Dal 18 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, nell’ambito della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste ospita la mostra personale di Shahzia Sikander, Breath, a cura di Serena Simoni e Daniele Torcellini e in collaborazione con la Galleria Valentina Bonomo.

Reinterpretando il passato in una prospettiva contemporanea e riflettendo sulle relazioni tra occidente, sud del mondo e mondo islamico, Sikander mette in luce nervi scoperti del nostro presente. Le politiche di genere e le proiezioni culturali sui corpi, l’identità culturale, le narrazioni razziali e le storie coloniali e postcoloniali, sono oggetto di indagini alternative attraverso un lessico di motivi ricorrenti ricavati dalla storia e dal presente.

Internazionalmente conosciuta per aver sovvertito le tradizioni pittoriche dei manoscritti dell’Asia centrale e meridionale, servendosi di un’ampia gamma di forme espressive – pittura, disegno, stampa, animazione digitale, scultura e vetro –, Sikander si è avvicinata al mosaico a partire da un progetto di arte parietale monumentale per l’Università di Princeton, Ecstasy as Sublime, Heart as Vector (2016). Interessata alle pratiche manuali tradizionali come forma culturale di resistenza alla standardizzazione e all’omogeneizzazione, Sikander ha reinventato la tecnica del mosaico con il laboratorio Franz Mayer di Monaco, utilizzando il pixel delle sue animazioni come sostituto dell’unità del mosaico (ha lavorato anche con Costantino Buccolieri a Roma e con Miotto e Travisanutto Mosaics a Spilimbergo).

Ripercorrendo il lavoro dell’artista degli ultimi decenni, la mostra presenta opere a mosaico come Touchstone (2021), in cui una figura femminile ispirata a Radha – dea indù che è stata storicamente identificata come l’eterna consorte di Krishna – afferma la sua divinità e la sua multiforme identità, indipendentemente da Krishna; il ritratto della scrittrice e sociologa Fatema Mernissi (2023), figura di spicco del femminismo islamico; dipinti su carta preparata come Phenomenology of transformation – winged landscape (2006) e Invisible text (2010); e, dalla sua parallela pratica cinematografica collaborativa, Disruption as Rapture (2016), la videoanimazione che dà vita al manoscritto miniato del XVIII secolo del poeta indiano Sufi Nuṣratī, Gulshan-i ‘Ishq, con colonna sonora e sound design di Du Yun, con la partecipazione di Ali Sethi, e con l’animazione di Patrick O’Rourke.

Per questa occasione, Sikander presenta una nuova opera, Fam- iconoclasm,  dal carattere sperimentale in cui mosaico e pittura convivono e si intrecciano. L’opera, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna e con il Gruppo Mosaicisti di Marco Santi, ha visto le diplomate Alice Foletti e Daniela Guzzinati lavorare al fianco dell’artista.

18 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026

Dal 18 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, nell’ambito della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste ospita la mostra personale di Omar Mismar, Studies in Mosaics, a cura di Serena Simoni e Daniele Torcellini.

Muovendosi tra mosaico, video, fotografia e installazione, Mismar intreccia linguaggi visivi, memoria storica, immaginario mediatico e riflessione politica in una pratica che esplora la tensione tra – e la coesistenza di – conflitto e desiderio, in seno a dinamiche sociali e pubbliche, ma anche individuali e personali.

Le complesse e urgenti operazioni di salvaguardia del patrimonio musivo antico conservato presso il Museo Ma’arrat A-Numan di Idlib in Siria, durante i bombardamenti e le spoliazioni del 2015, ad opera sia dell’ISIS, sia del regime siriano, sono state il punto di partenza per i mosaici appartenenti a Studies in Mosaics Series, Syria (2019-2020) e per il video Abou Farid’s War (2021). La raccolta di fotografie con cui l’ispettore e conservatore del museo Abou Farid ha documentato, nella concitazione di quei drammatici eventi, quanto stesse accadendo, è confluita nel video che racconta le vicende ed è stata fonte di ispirazione per la produzione di mosaici in cui bellezza e trauma sono due facce della stessa medaglia. Affiancato dal mosaicista Abdel Moneim Barakat, Mismar ha realizzato mosaici in cui le immagini delle operazioni di salvataggio e degli stessi bombardamenti hanno trovato incarnazione nei materiali e nei colori antichi, riaffermando la natura del mosaico come eredità culturale mediterranea condivisa, in equilibrio instabile tra conservazione e perdita, tra sopravvivenza e crollo.

Per questa occasione, Mismar presenta una nuova opera in mosaico, Two Unidentified Lovers in a Car (2025). Realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna, l’opera reinventa tratti salienti dei mosaici paleocristiani e bizantini della città – come il cielo stellato blu del Mausoleo di Galla Placidia, i manti verdi delle Basiliche di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe, la simbologia e la spiritualità della luce – ed è l’esito di un laboratorio che ha coinvolto student* (Lorenzo Baruzzi, Chiara Capucci, Samuela Cottignoli, Cecilia De Carlo, Veronica Di Felice, Miriam Fabietti, Mattia Farinelli, Chiara Ferraresi, Xia Lingjie, Hernan Lombardo, Anna Loscalzo, Chiara Ravina, Martina Scaramuzzo, Lorenzo Scarpellini, Dalia Tvardauskaite, Cheng Yinzhuoran), affiancati dal tecnico di laboratorio (Luca Colomba), con la guida dei docenti (Silvia Naddeo, Leonardo Pivi, Daniele Strada), in un processo di sperimentazione condivisa. Come Two Unidentified Lovers in a Mirror (2023), presentato alla Biennale di Venezia 2024, Two Unidentified Lovers in a Car (2025) rappresenta scene di vita queer, in equilibrio tra esplicita esibizione e occultamento, come spunto di riflessione sulle possibilità del desiderio, dell’identità personale e dei rapporti interpersonali, in condizioni socio-politiche ostili.


Mostre:                       
Shahzia Sikander. Breath
Omar Mismar Studies in Mosaics
Sede:                         
Palazzo Rasponi dalle Teste
Periodo:                    
18 ottobre 2025 – 18 gennaio 2026
Curatori:                   
Serena Simoni e Daniele Torcellini
Inaugurazione:         
18 ottobre ore 18.30
Orari:                         
dal martedì al venerdì 15.30-19; sabato e domenica e festivi 11-19.
Chiuso ogni lunedì dal 27 ottobre. Chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio
 
Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione
Francesca Boschetti – Daniele Carnoli
ufficio.stampa@museocitta.ra.it
www.mar.ra.it
 
Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Referente Roberta Barbaro: roberta@studioesseci.net
Da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>

Mercato Coperto di Trieste: Varcare la frontiera. Tolleranza

Inaugurazione del progetto
Varcare la Frontiera_Tolleranza
sabato 25 ottobre 2025, ore 16:00
Mercato Coperto, Trieste
dal 25 ottobre 2025 al 31 gennaio 2026

Sabato 25 ottobre 2025 alle ore 16 sarà presentata la dodicesima edizione di Varcare la Frontiera, la rassegna promossa da Cizerouno e realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la coorganizzazione del Comune di Trieste.

Per questa edizione Varcare la Frontiera pone al centro la Tolleranza con partner di progetto la Tolerance Project Inc. di New York di Mirko Ilić, Caritas Trieste, Casa dell’arte e Università degli Studi di Trieste.

Il progetto ospita il Tolerance Poster Show, una mostra diffusa di manifesti che debutta in Friuli Venezia Giulia con installazioni e interventi di arte pubblica che animeranno fino al 31 gennaio 2026 gli spazi di Piazza Goldoni, Mercato Coperto, Piazza Garibaldi e Viale D’Annunzio. Più di 30 le creatività affisse tra Viale D’Annunzio e Piazza Garibaldi che provengono da Portogallo, Serbia, Messico, Ucraina, Taiwan, Polonia, Siria, Stati Uniti d’America e altri paesi.

Per la prima volta sulla rampa elicoidale del Mercato Coperto saranno installati otto stendardi alti 6 metri visibili sia dallo spazio sottostante che salendo al piano superiore del mercato.

A seguito dell’anteprima a Lampedusa nel luglio 2025 nell’ambito di Agrigento2025, il progetto debutta nella nostra regione e grazie a un’ampia rete di collaborazioni culturali e istituzionali dopo Trieste farà tappa a Gorizia e Udine per concludersi ad Agrigento.

Il Tolerance Project, dal suo lancio nel 2017, ha generato oltre 200 mostre in più di 40 paesi, raggiungendo più di 400.000 persone attraverso il lavoro di oltre 60 designer provenienti da tutto il mondo. Questa iniziativa internazionale, ideata da Mirko Ilić, invita artisti e grafici a creare manifesti in cui è presente la parola “tolleranza” nella propria lingua d’origine.

Accanto alle esposizioni, installazioni e affissioni pubbliche, il progetto Varcare la frontiera_Tolleranza prevede una serie di incontri di approfondimento, laboratori, una call rivolta a creativi under 35 e dei trekking urbani tematici, Barriera Stories, in collaborazione con la V Circoscrizione Barriera Vecchia – San Giacomo.


varcarelafrontiera.eu
cizerouno.it


Inaugurazione del progetto
Varcare la Frontiera_Tolleranza
sabato 25 ottobre 2025, ore 16:00
Mercato Coperto, Trieste
dal 25 ottobre 2025 al 31 gennaio 2026
orari di apertura del Mercato Coperto:
lunedì 8-14, dal martedì al sabato 8-17

cizerouno
associazione culturale

cavò
via san rocco 1/a
cavana
34121 trieste

www.cizerouno.it
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#cavanastories
#cavò
Da info <info@cizerouno.it>