Enoturismo: via in Sicilia alla terza Festa della Vendemmia

Il vino, gli attrezzi della vendemmia, la pigiatura, il mosto, l’uva passa e i dolci derivati. La filiera enologica siciliana trasforma la vendemmia in una festa, ne svela i rituali tra i calici e le botti del Nero Pachino. La terza edizione della Festa della Vendemmia dal 20 al 22 settembre per la prima volta si svolgerà nella Piazza Pietro Nenni, a Pachino (SR), affacciata sulle ferrovie della storica Stazione del Vino, un luogo identitario per la comunità.
Venerdì 20 settembre alle 18,00 il presidente dell’associazione Vivi Vinum Pachino Walter Guarrasi e il sindaco del Comune di Pachino Giuseppe Gambuzza firmeranno il protocollo d’impegno per la valorizzazione della mustata, antico dolce siciliano risalente al ‘400 con un rituale tutt’oggi tramandato, l’obiettivo è introdurla nel registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). La sigla avverrà durante la conferenza “La Vendemmia: Mestieri, Lavoro e Rito“.

Sabato 21 settembre alle 16,00 si aprirà l’atteso Palio delle botti che coinvolgerà la comunità e le cantine in una sfida, numerose le squadre iscritte che correranno verso il traguardo. Alle ore 18,00 ci sarà la conferenza “La Ferrovia del Vino: da via del commercio a nuova opportunità per l’Enoturismo“. Alle ore 19,00 sarà premiata una personalità della filiera vitivinicola che si è distinta per il suo valoroso impegno con l’assegnazione della “Pampina d’Oro“. Alle 21.30 l’Aquila di Ligonchio Iva Zanicchi si esibirà in concerto.

Domenica 22 settembre si terrà la cerimonia di premiazione de “I vini dello Scagno” che vedrà in competizione le etichette più stimate del territorio: la giuria qualificata valuterà i rossi, i bianchi, i vini speciali (dolci) ma anche il packaging e la qualità correlata al prezzo di ogni cantina. Con “La vendemmia nel Piatto” si celebrerà il dolce, infatti il concorso premierà le ricette che esalteranno tra gli ingredienti il vino, l’uva passa, il mosto e ogni derivato.

La Festa della Vendemmia è organizzata da Vivi Vinum Pachino in collaborazione con la nuova Cooperativa di Comunità Le Terre di Ebe, con il patrocinio del Comune di Pachino, ed anche grazie al progetto Vino Connect Sicilia, l’acceleratore della filiera vitivinicola siciliana, in sinergia con la Bcc Pachino e la Bcc di San CataldoFedercasseConfocooperative Sicilia, supportato da Azure Consulting e finanziato da Fondo Sviluppo Spa. Durante i tre giorni della Festa della Vendemmia sarà possibile assistere alla pigiatura con le danze folcloristiche delle donne in abiti tradizionali sui grappoli raccolti nelle contrade pachinesi, il rituale vedrà anche il coinvolgimento dei giovani studenti delle scuole. Per i curiosi sarà possibile scoprire tutti gli attrezzi per la vendemmia che saranno esposti per raccontare ogni fase della filiera. Tra sapori e colori nei banchi d’assaggio ci sarà ampia scelta di vini al calice e tipici cibi che riveleranno al palato l’identità enogastronomica più autentica del territorio.

Tutte le degustazioni e gli eventi esclusivi ed istituzionali del fitto programma – conferenze, competizioni, documentari, mostre, laboratori di arti e mestieri, intrattenimento – si terranno in prossimità della Stazione del Vino protagonista della Festa della Vendemmia: la linea ferroviaria è oggetto di riqualificazione a cura della Fondazione Ferrovie dello Stato e sarà presto restituita all’esercizio di treni storici e turistici.


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Al Palazzetto Bru Zane il violoncello protagonista di un intero Festival

Il Palazzetto Bru Zane dedica eccezionalmente un intero festival a uno strumento musicale, che assume un ruolo di primo piano nella Francia del XIX secolo: il violoncello.

“Passione Violoncello“, questo il titolo del festival si inaugura con un straordinario weekend, il 21 e 22 settembre, promettendo un viaggio coinvolgente nel repertorio violoncellistico. Sabato 21 settembre, il Quatuor Cambini-Paris e Marion Martineau trasporteranno il pubblico nel cuore della Francia del XIX secolo con l’esecuzione di quintetti con due violoncelli di compositori come Baudiot e Gouvy. Mentre domenica 22 settembre, un ensemble unico di violoncellisti mostrerà la bellezza e la versatilità dello strumento in opere di Erb, Offenbach e altri.

Il festival, dedicato all’esplorazione della ricca e variegata storia del violoncello durante l’epoca romantica, è in programma sino al 24 ottobre 2024. Proporrà sette concerti e una conferenza, mettendo in luce l’evoluzione del violoncello da strumento di accompagnamento a solista affascinante.

Venezia, Palazzetto Bru Zane
21 settembre – 24 ottobre 2024 

Il quintetto con due violoncelli sarà protagonista del concerto d’inaugurazione del festival sabato 21 settembre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia con il Quatuor Cambini-Paris e Marion Martineau. Se il pezzo di Schubert è molto conosciuto, spesso si dimentica che la Francia ha prodotto un ricco repertorio ancora tutto da scoprire, tra cui i quintetti con due violoncelli di Charles-Nicolas Baudiot e Théodore Gouvy. Questa formazione si ritroverà mercoledì 25 settembre con il Quatuor Dutilleux e Victor Julien-Laferrière, in occasione di un concerto che ci permetterà di ascoltare l’altro quintetto con due violoncelli di Gouvy, insieme a quello di Onslow.

Il secondo concerto del weekend d’inaugurazione, domenica 22 settembre, sarà invece incentrato sull’ensemble di violoncelli. Il corpus di partiture per questa formazione si è un po’ ampliato a cavallo del Novecento, uscendo dai confini della scuola. L’esplorazione di questo repertorio poco noto ci porterà in territori quasi sconosciuti, come le opere di Marie-Joseph Erb o di Hélène-Frédérique de Faye-Jozin, eseguite da maestri (Anne Gastinel, Xavier Phillips) insieme ai loro allievi (Lila Beauchard, Leonardo Capezzali). Sia l’ensemble di violoncelli che l’immagine commovente di trasmissione del sapere potranno essere ritrovati martedì 8 ottobre con Edgar Moreau, professore al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Parigi dal 2023, e due suoi allievi: Gabriel Guigner e Jean-Baptiste de Maria.

Faranno parte del festival anche le opere per violoncello solo e pianoforte, che risultano altrettanto liriche e di pregio. In particolare, il concerto di giovedì 3 ottobre, interpretato da Yan Levionnois e Guillaume Bellom, testimonierà l’emancipazione dello strumento, che nel secolo romantico trova il posto che gli spetta come solista. Martedì 15 ottobre, Aurélien Pascal e Josquin Otal suoneranno rarità composte per i loro omologhi nati nell’Ottocento: Raymond Marthe, Fernand Pollain e Pablo Casals. Chiuderà il festival un concerto giovedì 24 ottobre con due artisti italiani di talento, Miriam Prandi e Gabriele Carcano, con un programma variegato tra opere di Claude Debussy e Nadia Boulanger, nonché la sonata di César Franck che, si dice, ispirò a Proust la famosa “Sonata di Vinteuil” della Recherche du temps perdu.

Per approfondire il tema del festival, da non perdere una conferenza giovedì 10 ottobre in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, in cui Neda Furlan parlerà dei legami tra i palazzi di Venezia e l’eredità musicale cameristica in una città dal ricchissimo patrimonio artistico e culturale.

TUTTI GLI EVENTI  
 
SABATO 21 SETTEMBRE
ORE 19.30
SCUOLA GRANDE SAN GIOVANNI EVANGELISTA
Passione violoncello
QUATUOR CAMBINI-PARIS
Julien Chauvin e Karine Crocquenoy violini
Pierre-Éric Nimylowycz viola
Atsushi Sakai violoncello
Marion Martineau violoncello
opere per quintetto con due violoncelli di BAUDIOT, FRANCHOMME e GOUVY
 
DOMENICA 22 SETTEMBRE
ORE 17
PALAZZETTO BRU ZANE
Violoncelli in coro
Anne Gastinel, Xavier Phillips, Lila Beauchard e Leonardo Capezzali violoncelli
opere per ensemble di violoncelli di ERB,OFFENBACH, FRANCHOMME,FAYE-JOZIN e SCHMITT
 
MERCOLEDÌ 25 SETTEMBRE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Il Beethoven francese
QUATUOR DUTILLEUX
Guillaume Chilemme e Matthieu Handtschoewercker violini
David Gaillard viola
Thomas Duran violoncello
Victor Julien-Laferrière violoncello
opere per quintetto con due violoncelli di ONSLOW e GOUVY
 
GIOVEDÌ 3 OTTOBRE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Sere straniere
Yan Levionnois violoncello
Guillaume Bellom pianoforte
opere per violoncello e pianoforte di BOËLLMANN,MAGNARD e VIERNE
 
MARTEDÌ 8 OTTOBRE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
L’arte del violoncello
Edgar Moreau, Gabriel Guignier e Jean-Baptiste de Maria violoncelli
opere per ensemble di violoncelli di LA TOMBELLE,D’OLLONE,BATTANCHON,FRANCHOMME e OFFENBACH

GIOVEDÌ 10 OTTOBRE
ORE 18
PALAZZETTO BRU ZANE
Storie di musica a palazzo
conferenza di Neda Furlan
in collaborazione con la FondazioneQuerini Stampalia
ingresso gratuito
 
MARTEDÌ 15 OTTOBRE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Note su misura
Aurélien Pascal violoncello
Josquin Otal pianoforte
opere per violoncello e pianoforte di CHEVILLARD,DUMAS, HURÉ e LECOCQ
Concerto proposto all’Auditorium du Musée d’Orsay di Parigi, il 29 aprile 2025

GIOVEDÌ 24 OTTOBRE
ORE 19.30
PALAZZETTO BRU ZANE
Il tempo ritrovato
Miriam Prandi violoncello
Gabriele Carcano pianoforte
opere per violoncello e pianoforte di DEBUSSY,BOULANGER e FRANCK

La missione del Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, con sede a Venezia, è la riscoperta e la diffusione a livello internazionale del patrimonio musicale francese (1780-1920), concepisce e progetta programmi incentrati sul repertorio romantico francese. Si occupa sia di musica da camera sia del repertorio sinfonico, sacro e lirico, senza dimenticare i generi “leggeri” che caratterizzano lo spirito francese (chansonopéra-comique, operetta). Il centro, inaugurato nel 2009, gode del sostegno della Fondation Bru e ha sede a Venezia in un palazzo del 1695 appositamente restaurato per ospitarlo.


Palazzetto Bru Zane
Venezia, San Polo 2368
 
Contatti per la Stampa
contact@bru-zane.com
 
In collaborazione con Studio ESSECI – Sergio Campagnolo
Ref. Roberta Barbaro
roberta@studioesseci.net Tel. 049 663499
 
Cartella stampa completa al sito: www.studioesseci.net

Roma: “Ut pictura poësis” mostra collettiva a cura di Stefania Severi

Dal 19 al 25 settembre 2024 la Galleria della Biblioteca Angelica ospiterà la mostra collettiva  Ut pictura poësis che raccoglie 40 opere di altrettanti artisti che si confrontano con un testo poetico. 

La mostra, promossa dalla FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori, nella persona del Presidente Natale Antonio Rossi, è a cura di Stefania Severi che ha seguito i due progetti che ne sono alla base.

Ut pictura poësis
Collettiva d’arte contemporanea

A cura di Stefania Severi
Promossa da FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori

Inaugurazione giovedì 19 settembre 2024 ore 17.00
Galleria Biblioteca Angelica
Via di Sant’Agostino 11 – Roma
Fino al 25 settembre 2024

Il dialogo tra l’artista e la poesia, promosso dalla FUIS, è iniziato nel 2022 con il progetto gli Artisti di oggi e l’Arcadia. A questo progetto, maturato tra le varie iniziative promosse dalla FUIS nel corso di quell’anno, furono invitati 20 artisti ai quali furono sottoposte varie poesie di poeti dell’Arcadia tra le quali scegliere quella più vicina alla loro sensibilità, ai loro interessi, alla loro visione del mondo. Sono così state realizzate 20 opere di grande suggestione con le più diverse tecniche. Il progetto è stato coronato da un catalogo con testi di Natale Antonio Rossi, Arduino Maiuri e Stefania Severi.

È sembrata una logica continuazione realizzare un nuovo progetto in cui altri 20 artisti si sarebbero confrontati con la poesia, ma di quali poeti? È stata un’idea del Presidente della FUIS che fossero poeti contemporanei, tanto più che la FUIS si propone soprattutto come sostegno e stimolo all’attività di scrittura, sia essa in prosa che in poesia. Ma come abbinare artista e poeta? Si è lasciato che fosse il caso a creare le “coppie”. Sono infatti stati invitati gli artisti nella sede della FUIS dove erano stati posti, su di un tavolo, libri di poesia di autori contemporanei, tutti rigorosamente sotto sopra, tra i quali ciascuno ha “pescato” il proprio partner. È nato così il progetto Artisti in poesia – Scrittori in pittura. Anche questo progetto è coronato da un catalogo con testi di Natale Antonio Rossi, Plinio Perilli, che ha offerto un contributo letterario, e Stefania Severi.

Tutte le 40 opere realizzate hanno la caratteristica di misurare 42×30 cm e di essere su supporto di carta o cartone, nelle tecniche più varie (grafite, pastello, acquerello, olio, carboncino, elaborazioni digitali, fotografia, tempera grassa, acrilico, tecniche miste).

A coronamento dei due progetti, le opere vengono presentate nella mostra Ut Pictura Poesis  ovvero Come nella pittura così nella poesia“, celebre espressione che risale al poeta latino Orazio. 

Quali sono gli artisti e quali i poeti? 

È doveroso citarli tutti, distinguendoli nei due progetti, sottolineando il grande impegno profuso e l’originalità interpretativa. Scrive la curatrice: «Tutti questi “artisti in poesia” non hanno realizzato le illustrazioni delle poesie che hanno scelto, ma hanno creato altrettante poesie “mute”. Queste stimolano l’osservatore il quale, mettendole in relazione con quelle “parlanti”, amplia la comunicazione di entrambe così da accostarsi con sempre più consapevolezza a quella bellezza salvifica di cui il mondo ha sempre più bisogno».

In “Gli artisti di oggi e l’Arcadia” si sono incontrati: Laura Barbarini / Maria Maddalena Morelli (Corilla Olimpica); Ennio Calabria / Francesco De Lemène; Lucio Castagneri / Gian Vincenzo Gravina; Francesca Cataldi / Jacopo Sannazzaro; Giulio Cavanna / Giovan Mario Crescimbeni; Cristina Crespo / Teresa Bandettini; Anna Dell’Agata / Ludovico Vittorio Savioli Fontana Castelli; Elisabetta Diamanti / Pietro Metastasio; Vittorio Fava / Carlo Innocenzo Frugoni; Alessandro Finocchiaro / Jacopo Vittorelli; Caterina Giannottu / Aurelio de’ Giorgi Bertola; Massimiliano Kormüller / Pietro Metastasio; Maria Pia Michieletto / Vincenzo Monti; Casare Mirabella / Giovanni Pindemonte; Riccardo Pieroni / Vincenzo Leonio; Massimo Preca / Carlo Maria Maggi; Tania Russo / Giovanni Meli; Placido Scandurra / Giovanni Meli; Isabella Tirelli / Irene Parenti Duclos; Sandro Trotti / Giambattista Felice Zappi. 

Nel progetto “Artisti in poesia – Scrittori in pittura” si sono incontrati: Annaluce Aglietto / Anita Napolitano; Letizia Ardillo / Marco Corsi; Giorgio Bartoli / Simona Almerini; Claudia Bellocchi / Ruggero Marino; Antonella Cappuccio / Davide Rondoni; Dino Cucinelli / Barbara Colapietro; Paolo Damiani / Daniela Sacchi; Carolina De Cecco / Marzia Spinelli; Venera Finocchiaro / Anna Maria Di Brina; Giorgio Fiume / Francesca Di Castro; Enrico Grasso / Franco Campegiani; Michelino Iorizzo / Francesco Terrone; Antonella Iovinella / Elio Pecora; Gianleonardo Latini / Marco Onofrio; Silvana Leonardi / Salvatore Rondello; Sergio Macchioli / Antonietta Tiberia: Mauro Molinari / Francesco Varano; John David O’Brien / Cinzia Della Ciana; Mabi Sanna / Raffaello Utzeri; Maria Grazia Tata / Roberto Croce.


INFO
Ut pictura poësis
Collettiva d’arte contemporanea
A cura di Stefania Severi
Promossa da FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori
Inaugurazione giovedì 19 settembre 2024 ore 17.00
Galleria Biblioteca Angelica
Via di Sant’Agostino 11 – Roma
+ 39 066840801 – b-ange@beniculturali.it
www.bibliotecaangelica.beniculturali.it
Fino al 25 settembre 2024
Orari
: 11.30 -14.00; 15.30-19.00 – chiuso domenica
 
FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori
Lungotevere dei Mellini 33 A – 00193 Roma
Tel. 06 6833646 – info@fuis.itwww.fuis.it

Ufficio Stampa
Roberta Melasecca
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Trieste: una rassegna per rafforzare il dialogo culturale transfrontaliero

In un periodo segnato da forti tensioni internazionali, l’Associazione culturale Casa C.A.V.E. promuove la 10° edizione de “L’Energia dei Luoghi. Festival del Vento e della Pietra”, una rassegna che mira rafforzare le sinergie tra le comunità del territorio transfrontaliero e carsico.

“L’edizione del decennale” – ha affermato la presidente di Casa C.A.V.E. e direttrice artistica Fabiola Faidiga, in occasione della conferenza stampa di presentazione, presenti il Presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco di Paola Panteca e l’Assessore alla cultura del Comune di Duino Aurisina-Devin Nabrežina  Marjanka Ban, ospitata al Grand Hotel Duchi d’Aosta di Trieste  – “nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di dialogo polifonico che esplori le radici culturali e storiche del Carso, offrendo nuove prospettive di riflessione e collaborazione. La rassegna si muove da Duino Aurisina e da Trieste verso il mondo transfrontaliero – ha spiegato Fabiola Faidiga– e si sviluppa come un ponte tra passato e futuro, tra arte e territorio, cercando di travalicare i confini geografici e temporali per valorizzare la dimensione internazionale della convivenza. Partendo dalle origini storiche e culturali del territorio, il progetto intende stimolare nuove riflessioni utili per il rinnovamento della società, offrendo spunti di ricerca e innovazione che coinvolgano tutte le generazioni”.

L’ENERGIA DEI LUOGHI –
10° edizione
FESTIVAL DEL VENTO
E DELLA PIETRA 

POLIFONIA CARSICA / Dalle origini al contemporaneo 

UNA RASSEGNA PER PROMUOVERE IL DIALOGO CULTURALE TRANSFRONTALIERO

Tra le numerose attività in programma – che è stato preceduto da un’Anteprima del Festival – la rassegna offrirà laboratori transfrontalieri di scultura, land art, performance artistiche nelle cave, mostre di arte visiva e video art, incontri letterari, lezioni magistrali e iniziative rivolte alle scuole. Un focus particolare sarà inoltre dedicato al progetto GO!25, che proietta il territorio in una dimensione europea e transfrontaliera.  

L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto del progetto KAMEN – Museo Diffuso delle Cave e della Pietra di Aurisina” – nato dalla collaborazione tra il Comune di Duino Aurisina, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del Geoparco del Carso, associazioni locali, aziende marmifere e importanti partner istituzionali come la Fondazione Pietro Pittini. Un’iniziativa che si propone non solo di promuovere la cultura locale, ma anche di favorire un turismo consapevole e attento alle eccellenze del territorio. 

“L’apertura ufficiale della 10° edizione della rassegna, con la sezione vento” – ha affermato il referente del settore Massimo Premuda – è in programma a Trieste, giovedì 19 settembre, alle 18.30, con l’inaugurazione della mostra “interVenti”, alla DoubleRoom arti visive (Via Canova 9). L’esposizione presenta una ventina di poeticissimi progetti sul vento pensati nel 1970 da Miela Reina (Trieste, 1935-Udine, 1972) con gli amici artisti Mario Sillani, Carlo de Incontrera e Enzo Cogno del “Centro Operativo Arte Viva” di Trieste”.

“La sezione pietra” – ha illustrato la referente del settore Maddalena Giuffrida sarà invece aperta sabato 21 settembre, alle 18.30, alla Portopiccolo Art Gallery (Sistiana) con l’inaugurazione dalla mostra personale dello scultore Edi Carrer “Untitle“, a cura di Eva Comuzzi”.

Seguirà, dal 23 settembre, la nuova edizione delle Residenze e Laboratori transfrontalieri di scultura contemporanea / Verso KAMEN, il progetto ideato da Maddalena Giuffrida e Fabiola Faidiga, a cura di Eva Comuzzi, dal titolo “Il favoloso viaggio nella pietra d’Aurisina / L’era del cambiamento – Polifonia carsica / Dalle origini al contemporaneo”. I maestri scultori e tutor Edi Carrer e Alberto Fiorin si confronteranno con i giovani artisti Andraž Švara e Juri Tenze (Srečko Kosovel Sežana – Slovenia), Riccardo Bonetto e Zeno Conzato (Accademia Belle Arti Venezia) su “i simboli arcaici e rupestri, dalle origini del segno al contemporaneo”. 
I laboratori sono organizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, l’Istituto tecnico professionale di Sesana Srečko Kosovel sezione disegno in pietra / Šolski Center Srečka Kosovela – Sežana (Slovenia) con il Prof. Matej Perčič e lo Studio Carrer di Pietrasanta, le aziende marmifere Caharija Snc, Gramar Marmi e Cava Romana di Aurisina Cave, il Comune Duino Aurisina, SKD Igo Gruden – Aurisina, Agriturismo Juna, Ristorante San Mauro. Con il particolare contributo della Fondazione Pietro Pittini.

Tra gli eventi in sinergia con il progetto “Parole sulla riva” del Circolo Culturale Sloveno SKD Igo Gruden, si evidenzia l’incontro del 1° ottobre al Circolo Culturale Sloveno SKD Igo Gruden – Aurisina, “Polifonia Carsica – Lezioni magistrali, a ideale introduzione dello spettacolo multimediale “Polifonia Mediterranea” del 2 ottobre: tre autorevoli voci – Michele Gangale, scrittore e poeta, Mila Lazić, drammaturg, Margherita De Michiel, docente universitaria e traduttrice – si confronteranno sull’opera Breviario Mediterraneo di Predrag Matvejević, sul significato metaforico della polifonia e sull’importanza della traduzione tra diverse culture e tra culture diverse.  Il giorno successivo, lo spettacolo multimediale “Polifonia Mediterranea” sarà proiettato sulla parete principale del Bacino IVERE3 di Aurisina Cave, curata da Mila Lazić e Cecilia Donaggio Luzzatto – Fegiz, in collaborazione con Jus Comunella Aurisina, SKD Igo Gruden e Associazione Cizerouno.



Aps comunicazione Snc
di Aldo Poduie e Federica Zar
viale Miramare, 17 • 34135 Trieste
Tel. e Fax +39 040 410.910
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Lerici regala un sogno: i bambini al potere!

Nell’ambito della Giornata Internazionale della Pace, la città di Lerici località Capofila scelta da Color of Peace, splendido borgo marinaro ligure e “città dell’accoglienza” presenta da giovedì 19 settembre un’opera inedita che vede i protagonisti del presente e del futuro: i bambini !

Per celebrare la Giornata mondiale della Pace quest’anno si parte da Lerici con l’istallazione luminosa e mostra “Lerici regala un sogno” nel quale sono stati coinvolti circa 1000 bambini delle scuole dell’Infanzia e Primaria che si sono espressi con i loro disegni a tema. L’evento sulla Pace si celebra con poche ore di differita anche in Equador e poi il 21 settembre a Roma in contemporanea con Osaka in Giappone e Paesi Bassi, Abruzzo e USA il 28.

Nell’ambito della Giornata Internazionale della Pace
il Comune di Lerici (SP) e l’associazione “Colors for Peace” presentano
“Lerici regala un sogno: i bambini al potere!” progetto artistico a cura di Marco Nereo Rotelli

Marco Nereo Rotelli, “artista della luce”, leggendo il libro “La Piccola Guida del Mondo per Bambini” diSimona Paravani – manager affermata a livello internazionale nonché autrice e professore universitario- ha ideato uno scenario spettacolare, la città “vestita” con i disegni dei bambini. Rotelli, dopo aver raccolto le piccole opere provenienti dalle scuole di Lerici, assieme a Antonio Giannelli, curatore del progetto “Colors for peace” elaborerà una installazione in piazza Garibaldi, che verrà esposta al pubblico da giovedì 19 settembre. 

La proiezione di un immenso collage dinamico e immersivo sarà un tuffo nello stupore. I bambini saranno così i veri protagonisti trasformando un luogo in un immenso disegno di luce e aiutando noi adulti a guardare il mondo con gli occhi della purezza, con mente fresca, con sguardo nuovo.

La mostra e l’installazione luminosa avranno anche una vetrina mondiale! Sabato 21 settembre, in occasione della Giornata Internazionale della Pace in programma nella capitale italiana, “Lerici regala un sogno” sarà presentata attraverso una clip video su un maxi schermo collocato presso la sede di rappresentanza del Parlamento Europeo di Roma in occasione della celebrazione internazionale a cura di Colors for Peace e Peace Run e che vedrà presenti Ambasciatori, Istituzioni, Scuole e con l’intervento (da remoto) del Presidente del Parlamento Europeo.

La Giornata internazionale della Pace è stata indetta dall’Onu già negli anni ’70. Mentre il progetto “I Colori per la Pace” con l’associazione Colors for Peace in partnership con Peace Run nasce nel 2015 nel Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema come propedeutica alla Pace per i bambini di tutto il Mondo. Il disegno per il target di riferimento, 3-12 anni, rappresenta il miglior modo di esprimersi. Ad oggi hanno aderito all’iniziativa milioni di bambini di Scuole Primarie e dell’Infanzia, con 148 Nazioni in rappresentanza di 5 Continenti con oltre 100 eventi nel mondo. Attualmente più di un miliardo di bambini vive in Paesi affetti dalla povertà, 240 milioni in zone di conflitto e oltre 500 milioni di bambine in contesti con gravi discriminazioni di genere. Anche di queste situazioni i nostri disegni sono tragica testimonianza. L’obiettivo è quello di valorizzare la creatività e gli ideali di fratellanza che accomunano i bambini indipendentemente da regione di nascita, condizioni socio-economiche, credo religioso  Dal 2018 il Colosseo ha concesso all’Associazione lo spazio sulla Via Sacra del Parco Archeologico per le esposizioni dei disegni dei bambini. Degli eventi di Color for Peace ne ha parlato la stampa italiana ed estera. Dalle scuole agli eventi mondiali per lanciare il messaggio piu’ puro.

Il progetto di Lerici, realizzato con il Patrocinio dell’associazione “Robert F. Kennedy Human Rights Italia” e il Patrocinio dei Parchi Letterari Italiani, è stato voluto dal sindaco di Lerici Leonardo Paolettie subito accolto da maestre e dirigenti delle scuole primarie. È un’opera non dedicata ai bambini ma creata dai bambini. “In un mondo egoista che genera sempre meno bambini“, afferma il Sindaco, “noi abbiamo bisogno della loro innocenza e immaginazione, direi della loro magia, per aprire una visione positiva del futuro!

La genesi dell’idea e i protagonisti : Guardando i disegni dei bambini io imparo“, questa la fonte di ispirazione di Marco Nereo Rotelli, che  nel corso della sua ricerca sulla poesia in forma visiva si è più volte rivolto alla poesia dei bambini. Sua la straordinaria installazione a Denver “children poetry” cosi come ha ideato il Progetto Passion Sea, a Montecarlo.

Simona Paravani, manager della finanza di fama internazionale, Professore alla prestigiosa Università di Cambridge, ma in questa veste autrice del libro “La Piccola Guida del Mondo per Bambini“, l’artista Marco Nereo Rotelli e Antonio Giannelli Presidente di Colors for Peace hanno collaborato per realizzare un’opera inedita, nei contenuti e nella forma, investendo sul metodo creativo dei bambini. Ci chiediamo, cosa ha spinto una manager che vive all’estero e si occupa di finanza a scrivere un libro che ha come protagonisti i bambini?

I sogni possono sempre avverarsi e sono fondamentali a migliorare il mondo – commenta Simona. “Per affrontare le grandi sfide mondiali, abbiamo bisogno di visionari e visionarie capaci di trasformare le sfide in opportunità! Da adulti si tende a perdere la capacità di sognare “oltre ai limiti” che i bambini hanno; noi adulti a volte viviamo la realtà come una zavorra che ci limita nel pensare fuori dagli schemi, cosa che i bambini fanno; insomma, i bambini ci possono aiutare a liberare la nostra mente dai troppi schemi e preconcetti e aiutarci a “sognare” liberi che è essenziale per la innovazione con la I maiuscola”.

Io sono stata molto fortunata grazie alla mia carriera sia nella finanza sia al lavoro con ONG e alla Università dove ho avuto la opportunità di viaggiare e incontrare sognatrici e sognatori che ogni giorno contribuiscono a cambiare il mondo! Con il libro volevo trasmettere ai bambini e alle bambine quella scintilla  di magia e ottimismo che ho trovato incontrando queste persone,  nella speranza che possa dar loro la forza per continuare a sognare anche da adulti“. “E quale posto migliore se non Lerici? La bellezza dei suoi colori, mare, colline, la magia del suo castello ci catapulta a tempi lontani … tutto ciò è sinonimo di sogno e quindi il connubio ideale per un libro che esorta a sognare“.

Marco Nereo Rotelli è un artista di fama internazionale. A metà degli anni ’80 ha iniziato la sua ricerca sulla luce sulla dimensione poetica che lo ha portato ad esporre nelle capitali del mondo. Il suo lavoro da sempre mira ad un’opera totale, con performance immersive, dove le sue installazioni luminose coinvolgono artigiani, filosofi, musicisti, poeti, fotografi, registi, ma principalmente il suo rapporto è con la poesia che, con il tempo, è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro. Nel 2000 ha fondato il gruppo Art Project, oggi diretto da Elena Lombardi e composto da giovani artisti ed architetti, con il quale realizza numerosi interventi e progetti di installazione urbana. Questo suo impegno gli è valso la partecipazione a nove edizioni della Biennale di Venezia, oltre a numerose mostre personali e collettive. È stato invitato dalla Northwestern University (Chicago) come artist in residence (inverno 2013, è stato 22 volte sull’Isola di Pasqua per opere scultoree e pittoriche. E poi in Giappone, Cina, USA. Spagna, Francia…). Le sue opere, presenti in musei internazionali e collezioni private, hanno sempre di più assunto una dimensione etica rivolta a una riflessione sui temi ambientali e sociali. Di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti critici d’arte.

Antonio Giannelli, Presidente dell’Associazione “Colors for Peace” assieme alle maestre delle scuole di Lerici hanno letto in ogni classe i racconti di Simona per poi sollecitarli a disegnare ciò che sentono. L’Associazione promuove la Pace attraverso l’interscambio culturale tra le giovani generazioni ed ha individuato nei disegni dei bambini l’espressione più genuina per lanciare un grido di speranza da tutto il Mondo.


Melina Cavallaro

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Carabinieri fra Resistenza e deportazioni: a Messina se ne discute per iniziativa dell’Anpi

Parteciparono i Carabinieri alla Resistenza? Furono deportati i Carabinieri nei campi di concentramento nazisti?

La risposta è: sì! Questo capitolo della storia italiana, rimasto trascurato per lungo tempo in maniera sorprendente e ingiusta, adesso riemerge nella memoria nazionale, grazie all’avanzamento della ricerca portato avanti dalla storiografia. In particolare è importante il libro di Annamaria Casavola, “Carabinieri fra Resistenza e deportazioni 7 ottobre 1943 – 4 agosto 1944”, giunto alla seconda edizione.

Il volume sarà presentato venerdì 20 settembre 2024, alle ore 17.30, nel Salone delle Bandiere del Comune di Messina, per iniziativa dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia.

Il presidente provinciale, Giuseppe Martino, avvierà i lavori con i saluti dell’Associazione. Seguiranno gli interventi di Giovanna D’Amico, professoressa di Storia contemporanea presso l’Università di Messina; e del colonnello Francesco Falcone, Comandante del Reparto operativo del Comando provinciale Carabinieri di Messina. Interverrà infine l’autrice del volume, Anna Maria Casavola, da anni collaboratrice del Museo storico della Liberazione di Roma e dell’Associazione nazionale ex internati.

Dal libro, pensato per dar voce a una “storia dal basso”, ai semplici carabinieri che subirono una doppia deportazione ad opera dei fascisti e dei nazisti nel ’43 e nel ’44, emerge una vicenda assai onorevole dell’Arma, una storia che trae dall’anonimato nomi e traversie e speranze democratiche che l’attraversarono nel più ampio quadro della Resistenza italiana. I fatti, ricostruiti dalla Casavola, sono presentati con una forte tensione etico-sociale, rispettando la funzione civile dello storico. La memoria di quella storia scritta dai Carabinieri italiani è sicuramente una buona opportunità per l’orientamento nel nostro tempo.


Anpi – Associazione nazionale partigiani d’Italia
Comitato provinciale di Messina
comunicato stampa – 18 settembre 2024

Biblioteca Regionale di Messina – Inaugurazione della mostra “Il Cardinal Guarino” 

A ridosso delle Giornate Europee del Patrimonio 2024 – fissate dal MIC per il 28 e 29 settembre p.v. con il tema “Patrimonio in cammino”-, la Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina inaugurerà giovedì 19 settembre 2024, alle ore 18, presso il Salone Eventi d’Istituto, l’Esposizione “Il Cardinal Guarino ‘Angelo Consolatore di Messina’ fra storia e devozione”, un percorso bibliografico e iconografico per illustrare la vita spirituale e l’operato, nel ricordo del “dies natalis” della fulgida figura di attento e amorevole Prelato della Chiesa messinese.

Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina
Nel ricordo del Suo “dies natalis”
Il Cardinal Guarino
Angelo Consolatore di Messina
fra storia e devozione
Esposizione bibliografico-iconografica Inaugurazione 19 settembre 2024 ore 18

L’evento si svolgerà in interazione con la Curia Arcivescovile di Messina, il Centro Studi “Cardinale Giuseppe Guarino” e le Apostole della Sacra Famiglia. Dopo il taglio del nastro, porgeranno i saluti le Autorità presenti (anche con riguardo al Presidente del cennato Centro Studi Dott. Umberto Bringheli) e, dopo i Saluti Istituzionali e l’Introduzione da parte della Direttrice, Avv. Tommasa Siragusa, seguiranno i preziosi contributi di Suor Adriana Federici, Apostola della Sacra Famiglia, e della Prof.ssa Rosa Maria Lucifora, Associato DISU, Potenza, Università della Basilicata.

Nei giorni successivi, presso la Chiesa di San Giuliano (Messina), seguiranno momenti prettamente religiosi con una Veglia di preghiera venerdì 20 settembre, alle ore 20.30, e una S. Messa sabato 21, alle ore 18, a conclusione del triduo culturale e spirituale dedicato al Card. Guarino.

Quando il 2 luglio 1875, l’insigne Presule venne nominato Arcivescovo metropolita di Messina, la Sua fama di uomo e sacerdote profondamente ancorato ai valori della fede, propugnatore della Verità e strenuo difensore dei diritti e della purezza della Chiesa, nonché caritatevole nel cuore e nelle opere verso tutti i bisognosi, lo precedeva. “Datemi un uomo semplice,” asseriva “senza nascita, senza nome, senza fortuna, cresciuto sotto gli utensili della bottega, sotto l’aratro o la zappa, datemi un fratello sgualcito, il mondo lo sprezzerà certamente, ma pure vilissimo insetto che striscia sulla terra egli è il candidato del cielo, come qualcosa di divino: gli angeli lo trattano con riverenza, i santi lo mirano con interesse, Maria lo guarda con amore, Gesù lo ama con tenerezza”. I sentimenti che lo animavano, di certo, trovarono fondamento e furono ben nutriti in ambito familiare dalle figure genitoriali, inclini alla bontà e alla fermezza.

Il Suo programma esistenziale e di vita pastorale ben si palesa nello stemma araldico scelto che riproduce uno scudo a forma di cuore sotto il quale echeggia il motto “Esse non videri” (Essere e non sembrare). Tale si dimostrò nei Suoi 22 anni di guida alla Diocesi di Messina, anni difficili della storia dell’Italia, della Sicilia, di Messina stessa. Se da una parte fu inflessibile, dall’altra fu abile nel rapportarsi con il Governo nazionale e i suoi Rappresentanti in territorio locale, assicurandosi fiducia e rispetto da parte di tutti, credenti e laici. Ne è perenne testimonianza l’accorato moto di sentimenti che suscitò la Sua morte sopraggiunta il 21 settembre 1897, a seguito di una  polmonite che lo aveva colpito nel mese di luglio e dalla quale sembrava essersi ripreso grazie alla Sua forte fibra. Il Suo corpo era già stato compromesso nel 1895 da un colpo apoplettico, che lo aveva paralizzato al lato destro, senza riuscire ad arginare il Suo zelo; anche dopo continuò infatti il Suo apostolato a fianco dei derelitti e dei bisognosi, sempre in prima linea, così come era avvenuto nel 1887, presenza incisiva nell’operare durante la terribile epidemia di colera a Messina, e nel terremoto del 1894. L’intensa commovente partecipazione trovò riscontro nella cronaca della stampa dell’epoca che si interessò del Cardinale Guarino anche nel corso degli anni del Suo Apostolato. “Monsignor Guarino è sacerdote di Cristo e cittadino italiano, rispettoso ugualmente dei suoi doveri verso la Chiesa e verso lo Stato.”:così riporta il periodico  “Il nuovo imparziale” del 27 febbraio 1893, e ancora: “Prete per prete, mons. Guarino è una brava persona, e la porpora non varrà certo a renderlo cattivo.” (Giornale di Sicilia, 16-17 dicembre 1892).

Il prezioso seme del Cardinale Giuseppe Guarino nella Chiesa e le Sue odierne gemme sono riscontrabili anche nel posseduto della “Giacomo Longo”, che sarà reso fruibile in un’esposizione bibliografica e iconografica, ripartita in 7 sezioni: 1.vita-biografia; 2.diritto canonico e catechesi; 3.rapporti fra Stato e Chiesa; 4.arrivo a Messina; 5.lettere pastorali; 6.contatti con ecclesiastici del suo tempo – aiuto ai poveri -congregazioni religiose; 7.terremoto del 1894 ed epidemia di colera del 1887. Attraverso una accurata selezione di documenti, monografie, periodici, fotografie legate alla Sua vita e al Suo ministero, i visitatori avranno l’opportunità di scoprire alcuni Suoi aspetti biografici, i Suoi scritti teologici, le Sue opere di carità e il Suo intenso Apostolato a favore della società messinese. Tra le pubblicazioni che saranno presenti nell’allestimento, si segnalano le numerose lettere pastorali, pubblicate con cadenza annuale tra 1876 e 1889, “Lettere aperte a Mons. Guarino” di L. Licari, 1882, “Ricordi della solenne festa del Carmelo: celebrata nel luglio del 1891” di Rosario De Leo, 1891, “Giubileo episcopale del 1897”, “Regolamento della Pia Associazione alla esposizione del Santissimo Sacramento nella quarantore circolare: approvato da Mons. Arcivescovo Giuseppe Guarino” , 1879, e  l’ “Orazione funebre per la memoria dell’eminentissimo principe di S. Chiesa cardinale Giuseppe Guarino arcivescovo di Messina, recitata dal can.co Annibale Maria Di Francia nella cattedrale di Messina il  24 settembre 1897”. Tra i seriali e solo a titolo esemplificativo, si menzionano diversi numeri della “Gazzetta di Messina e delle Calabrie”, periodico locale che, con le “Ultime di cronaca” del 21 settembre 1897, annunciò la dolorosa scomparsa del Card. Guarino e, con articoli pubblicati nei giorni seguenti, accompagnò il triste susseguirsi del luttuoso evento e, ancora, nel 1907, “La salma di Guarino accompagnata al Duomo” in occasione della traslazione del corpo dal Cimitero monumentale alla Cattedrale. Faranno da corollario ricche bibliografie tematiche del posseduto d’Istituto anche sulla Chiesa del tempo a Messina, e una dedicata in particolare al Cardinale. Inoltre, in regime di fattiva e proficua collaborazione, con l’intento condiviso di dare maggiore completezza alla rappresentazione di una delle figure simbolo di Messina, saranno messe a disposizione da parte delle “Apostole della Sacra Famiglia” immagini fotografiche – alcune d’epoca -, locandine delle pregresse iniziative dedicate al Porporato e al Suo apostolato, e, infine, una trentina di pannelli che creeranno una “visual storytelling” a fumetti quale giusta cornice alla esistenza del Guarino. Contributo prezioso al già considerevole percorso bibliografico e iconografico, saranno altresì le dotte pubblicazioni e immagini del Prof. Antonino Teramo, inerenti l’araldica ecclesiastica con particolare riferimento agli stemmi del Cardinale Guarino.


Il Cardinale Giuseppe Guarino, nato a Montedoro (Caltanissetta) il 6 marzo 1827 e battezzato lo stesso giorno dal parroco, lo zio Pietro, già da piccolissimo manifestò la Sua vocazione entrando nel Seminario di Agrigento all’età di 12 anni. Seguirono gli anni della formazione, il suddiaconato nel 1848, il diaconato nel 1849 e, con dispensa papale concessa da Papa Pio IX,  su richiesta del Vescovo di Caltanissetta, il 22 settembre 1849, fu ordinato sacerdote. Nel 1855, su segnalazione del Rettore del Seminario di Agrigento, l’Arcivescovo di Palermo, Mons. Planeta, Giudice del Tribunale di Monarchia e Apostolica Legazia, lo nominò Segretario del medesimo Tribunale, carica che abbandonò allorché venne nominato, con Regio Decreto, Ufficiale Capo del II carico degli Affari Ecclesiastici del Real Ministero e Segreteria di Stato. Tra il 1861 e il 1871, fu titolare della Cattedra di Diritto Canonico presso la Regia Università di Palermo. Nel 1872 venne consacrato Arcivescovo di Siracusa dall’Arcivescovo di Palermo, Mons. Michelangelo Celesia. E da lì che giunse a Messina nel 1875, per ricoprire la più alta carica religiosa. Il 104º Arcivescovo di Messina ricevette, poi, anche il conferimento del titolo di Archimandrita del SS. Salvatore, a seguito del lento declino del Monachesimo Basiliano in Sicilia e del periodo di “vacatio” dalla morte nel 1839 dell’ultimo Archimandrita, il Cardinale Emanuele De Gregorio. Infatti, dopo le leggi del 1866, che portano all’incameramento da parte dello Stato Italiano di molti beni appartenenti alla Diocesi Archimandritale – fra i quali si menzionano i pregiati Fondi Librari del SS. Salvatore oggi in gran parte custoditi nel ricco Patrimonio di questo Istituto – Papa Leone XIII decretò, il 31 agosto 1883, “la Diocesi unita ‘aeque principaliter’ all’Arcidiocesi di Messina”.

Al Cardinale Guarino si deve, tra l’altro, la riorganizzazione delle Parrocchie della Diocesi, con la cura, in particolare, dell’istruzione sia dei piccoli che degli adulti, specialmente, quella religiosa, e l’utilizzo, anche, del Nuovo Catechismo che fece pubblicare e diffondere; l’allontanamento dei sacerdoti il cui comportamento non si confaceva ai principi morali della Chiesa; la spinta per la ripresa di molti Ordini Religiosi, l’arrivo dei primi Salesiani in Sicilia – si ricorda anche la fondazione di Istituti in Messina e della Casa Madre “Maria SS. Ausiliatrice” ad Alì (Messina) – e la costituzione di nuove Comunità religiose. Il Guarino stesso istituì a San Pier Niceto (Messina), il 2 luglio 1888, la Congregazione delle “Piccole Serve della Sacra Famiglia”, ispirata alle “Visitandine” di San Francesco di Sales e mirata alla educazione civile e morale. La stessa, nel 1970, mutò la denominazione in “Apostole della Sacra Famiglia” e, nel 1998, divenne “Ordine di Diritto Pontificio”, cioè alle dirette dipendenze del Papa. Nella Casa Madre di Messina riposano oggi le spoglie del loro Fondatore, il cui iter canonico di Santificazione, lo vede già Servo Di Dio. La causa di Beatificazione ha quale postulatrice la Dott.ssa Giovanna Brizi. Il 23 giugno 2004 nasce ufficialmente il “Centro Studi Cardinale Giuseppe Guarino” con atto costitutivo e statuto proprio. L’Associazione ha quale obiettivo principale quello di elaborare e promuovere la conoscenza della vita e del pensiero dell’illustre Prelato.

(A cura di Maria Rita Morgana)


L’interessante rassegna resterà fruibile al pubblico fino a giovedì 17 ottobre p.v., negli orari di apertura della Biblioteca (lunedì-venerdì, 9-13; merc. anche di pom. 15-17:30).
L’ingresso è libero e necessita la prenotazione per gruppi o scolaresche.

Post dell’iniziativa culturale saranno presenti sulle pagine social della Biblioteca:

Chi non potrà prendere parte all’iniziativa in presenza, potrà scrivere sui social commenti e domande da rivolgere ai Relatori nei post d’annuncio dell’evento.
Nei giorni a seguire sarà disponibile il video.
 
Per INFO:
Ufficio Relazioni con il Pubblico
tel.090674564
urpbibliome@regione.sicilia.it


* Giunge alla sua conclusione il progetto TRAMANDO

Il progetto Tramando, con il quale la Pinacoteca nazionale di Bologna, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi del Settore Musei Civici Bologna rendono omaggio a Francesco Arcangeli (Bologna, 1915 – 1974) nel cinquantesimo anniversario della morte, giunge alla sua conclusione con la conferenza Sul tramando presso la Pinacoteca nazionale di Bologna e l’esposizione Tramando. Le acquisizioni di Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, visitabile tra la Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi dal prossimo 1 novembre.

TRAMANDO
Il progetto che omaggia la figura di Francesco Arcangeli si conclude con una conferenza presso la Pinacoteca nazionale di Bologna e una mostra tra la Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi

Un gruppo di lettura, un ciclo di conferenze e tre itinerari, inaugurati nel maggio scorso e ancora visibili fino al 6 gennaio 2025 nelle tre sedi museali bolognesi coinvolte, hanno finora caratterizzato il programma dell’iniziativa che ha voluto mettere in luce la visione critica del grande storico dell’arte bolognese. Tramando è infatti per lo studioso un filo nascosto di pensiero, di una inconscia affinità di visione del mondo, che lega artisti diversi nel tempo e nello spazio e permette di ritrovare denominatori comuni. È la tradizione nella quale si è nati e si cammina e che lasceremo alle generazioni che seguiranno.

E ancora su questa mot clé ruota Sul tramando, la conferenza che la conservatrice e curatrice presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Elena Volpato, terrà alle h 17.00 di mercoledì 18 settembre 2024 presso la Pinacoteca nazionale di Bologna

Per Francesco Arcangeli l’individuazione di un legame di tramando tra artisti, luoghi ed epoche lontane tra loro non nacque come un’ipotesi di ricerca e non si trasformò in un metodo. Fu il riconoscimento di alcune affinità profonde emerse nella sua pratica di storico e di critico d’arte, attraverso la costante interrogazione delle opere intese come incarnazioni di un particolare modo di stare al mondo. In anni in cui la storia dell’arte rischiava di produrre schematiche contrapposizioni binarie, quel riconoscimento fu come un colpo d’ala che immise nel discorso critico un respiro mai prima così aperto e lontanante e, al contempo, interamente sprofondato nella lettura dell’opera e del suo rapporto con la natura e la vita. Il “tramando” di Arcangeli è un lento corso che nel volgere delle stagioni congiunge primordio e modernità, due estremi destinati a distanziarsi indefinitamente ma anche a riconoscersi l’uno specchio dell’altro.

Anche se la modernità di allora sembrerebbe conclusasi per sempre, molti aspetti del “tramando” arcangeliano parlano al presente della storia e della critica d’arte, non foss’altro come antidoto a certe manchevolezze e ad alcuni eccessi degli studi specialistici. Certamente parlano al presente dell’arte, perché di tramandi si vanno nutrendo alcune delle più interessanti ricerche artistiche contemporanee.

Ultimo tassello dell’intero progetto sarà la mostra Tramando. Le acquisizioni di Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, a cura di Uliana Zanetti con la collaborazione di Lorenza Selleri, visitabile tra la Project Room del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi dall’1 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.

L’esposizione si propone di illustrare gli acquisti che Francesco Arcangeli propose per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, dapprima, a partire già dal 1949, come consulente del Comune e successivamente, dall’agosto del 1958 al gennaio 1968, come direttore del museo.

Le opere selezionate sono oltre 50 e coprono un arco cronologico che si estende dalla seconda metà del 1800 fino al 1967, ultimo anno di lavoro per Arcangeli che rassegnò le sue dimissioni da direttore della GAM nel febbraio del 1968.

Gli artisti rappresentati in mostra sono, in particolare, quelli con cui lo studioso ebbe strette relazioni amicali e verso i quali prestò un’attenzione continuativa, come Vasco Bendini, Pompilio Mandelli, Ennio Morlotti, Mattia Moreni, Sergio Vacchi, coloro a cui dedicò saggi, mostre e presentazioni, come Luigi Bertelli, Alberto Burri, Rafael Canogar, Pier Achille detto Pirro Cuniberti, Jean Fautrier, Piero Giunni, e, naturalmente, Giorgio Morandi. 

Ed è proprio per valorizzare l’intenso rapporto tra l’artista bolognese e lo studioso che si è pensato di estendere la mostra che inaugurerà in Project Room anche al Museo Morandi attraverso l’esposizione di 10 opere che entrarono a far parte del patrimonio comunale sotto la direzione di Francesco Arcangeli come donazioni di Morandi stesso (1961) e delle sue sorelle (1965).


Informazioni

Pinacoteca nazionale di Bologna
Via delle Belle Arti 56 | 40126 Bologna
Tel. +39 051 4209411 
www.pinacotecabologna.beniculturali.it
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Instagram: @pinacoteca_bologna

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Museo Morandi
Via Don Giovanni Minzoni 14 | 40121 Bologna
Tel. +39 051 6496611
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Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna
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Ufficio Stampa Pinacoteca nazionale di Bologna
pin-bo.stampa@cultura.gov.it
www.pinacotecabologna.beniculturali.it
Elisabetta Severino – Silvia Tonelli
Ufficio Stampa Settore Musei Civici Bologna
Tel. +39 051 6496658 / +39 051 2193469
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elisabetta.severino@comune.bologna.itsilvia.tonelli@comune.bologna.it
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Bologna: Suggestioni culturali e sopravvivenze al Museo Civico Archeologico

Nel 2024 il Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici Bologna celebra un’importante ricorrenza: il trentesimo anniversario del riallestimento della Sezione Egizia. Originariamente esposta al primo piano del museo, la collezione composta da circa 3.500 oggetti di straordinario valore storico-archeologico – tra le più significative in Italia e in Europa – è stata trasferita nel 1994 al piano interrato creando un percorso di visita cronologico e tematico per mostrare lo sviluppo dell’arte e della civiltà Egiziana dall’Antico Regno all’Epoca Tarda.

Settore Musei Civici Bologna | Museo Civico Archeologico

Il Medagliere si rivela

L’antico Egitto nelle medaglie del Museo Archeologico di Bologna. Suggestioni culturali e sopravvivenze

A cura di Paola Giovetti, Laura Marchesini e Daniela Picchi

18 settembre – 16 dicembre 2024
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2, Bologna

All’interno delle iniziative dedicate al trentennale del progetto di revisione dell’intero assetto espositivo della collezione egiziana, la rassegna Il Medagliere si rivela, volta a far conoscere al grande pubblico la ricchissima raccolta numismatica di proprietà del Museo Civico Archeologico di Bologna, presenta per il suo quarto appuntamento una vetrina tematica con una ventina di medaglie realizzate tra il XV e il XIX secolo, le cui iconografie testimoniano il lascito e la permanenza della civiltà egizia nella cultura occidentale.

L’esposizione L’antico Egitto nelle medaglie del Museo Archeologico di Bologna. Suggestioni culturali e sopravvivenze, a cura di Paola GiovettiLaura Marchesini e Daniela Picchi, è liberamente fruibile nell’atrio del museo dal 18 settembre al 16 dicembre 2024.
Nelle due giornate di sabato 28 settembre alle ore 10.30, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2024, e giovedì 10 ottobre alle ore 16.00 sarà offerto al pubblico un incontro con Laura Marchesini, numismatica del museo, che si soffermerà sugli aspetti più interessanti degli oggetti esposti.

La civiltà egizia suscita da sempre grande interesse, fin da quando i Romani conquistarono l’Egitto rimanendo affascinati dalla ricchezza, magnificenza artistica e sapienziale della terra del Nilo.
Durante il Rinascimento nasce un forte interesse per l’Egitto, la cui conoscenza era prevalentemente indiretta e per lo più basata sui testi greci e latini. La difficile comprensione di quella cultura e dei geroglifici, interpretati come simboli figurati, fece ritenere l’Egitto un luogo di sapienza profonda e dissimulata, destinata a una cerchia ristretta di savi.
A queste istanze culturali sono riconducibili le tre medaglie rinascimentali esposte, nei cui emblemi compaiono elementi egittizzanti caricati di significati misteriosi che rendono, ancora oggi, non univoca l’interpretazione delle iconografie. Quella dedicata al celebre umanista Leon Battista Alberti raffigura un occhio alato e circondato da fiammelle, ispirato all’occhio risanato del dio egizio Horo (udjat) e all’occhio onnisciente di dio; quella per il condottiero Francesco Gonzaga II raffigura un emblema con piramide la cui interpretazione potrebbe trovarsi negli Hieroglyphica, il testo più importante dell’epoca consacrato all’interpretazione dei geroglifici, scritto da Pierio Valeriano. A quest’ultimo è dedicata la terza medaglia che omaggia il suo importante lavoro di raccolta e collazione del sapere antico.

Con lo spirito della Controriforma alla Chiesa viene chiesto di prendere le distanze dal neopaganesimo del periodo precedente. Tuttavia i lavori di ammodernamento e di riassetto urbanistico della Capitale della cristianità portano alla luce numeroso materiale archeologico tra cui anche reperti egizi giunti durante l’età imperiale. Il desiderio di riscattare alla cristianità questi simboli dell’idolatria agli dei antichi è alla base delle celebri erezioni degli obelischi sotto il pontificato di Sisto V. A queste colossali imprese di elevazione dei monoliti sono dedicate quattro medaglie esposte.

Il Seicento eredita l’impiego degli obelischi nel riassetto urbanistico dell’urbe, ponendo particolare cura all’estetica, nel pieno spirito barocco. Alcuni degli esemplari esposti celebrano questa nuova istanza: l’erezione dell’obelisco domizianeo sulla fontana dei Quattro Fiumi, o il nuovo assetto di Piazza del Popolo che nel monolite, proveniente dal Circo Massimo, trova il nuovo punto focale e prospettico.
Rinnovato interesse assumono anche le piramidi, per lo più ignote nelle loro fattezze e dimensioni reali, che si ispiravano al locale modello del mausoleo di Gaio Cestio a Roma. Quest’ultimo è ripreso in alcune medaglie, dove il significato simbolico di fermezza e incorruttibilità attribuito alla piramide viene riconosciuto per traslazione anche all’effigiato, come nel caso del cantante Farinelli e Filippo M. Guadagni al servizio dei Medici.

Tra la fine del Settecento e l’Ottocento l’Egitto vive un momento di rinvigorito interesse, legato alle campagne napoleoniche di conquista del paese. Assieme alle truppe militari viaggiava un’equipe di scienziati, storici e letterati, tra i quali il celebre artista e archeologo francese Dominique Vivant Denon (ricordato in una rara medaglia esposta), che ebbero l’importante compito di documentare l’antica civiltà egizia, facendola conoscere all’Europa intera.
L’incontro diretto con l’Egitto influenzò l’arte europea, compresa la medaglistica, che durante questa felice stagione toccò vette di raffinata eleganza ed inventiva, contribuendo essa stessa alla diffusione di quella cultura.

Celebratissima dalla medaglistica è l’occupazione dell’Egitto da parte del Bonaparte. Nell’esemplare dedicato alla presa dell’Alto Egitto al dritto è raffigurato Napoleone che indossa il nemes, copricapo del faraone. Mentre due statue della dea Sekhmet, che l’esploratore e avventuriero Giovanni Battista Belzoni donò alla città di Padova, compaiono sulla medaglia dedicata a lui e alle sue scoperte, compiute per conto del governo britannico, nella terra del Nilo.

Chiude la breve rassegna un raffinato esemplare d’argento, emesso per l’inaugurazione nel 1839 del Museo Gregoriano Egizio in Vaticano, dove nel ristretto spazio del tondello si vede la prospettiva del vestibolo e della sala dei monumenti. L’allestimento, all’avanguardia per l’epoca, voleva valorizzare i reperti egizi di collezione e quelli rinvenuti sul territorio.


Informazioni
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2 | 40124 Bologna
Tel. +39 051 2757211
www.museibologna.it/archeologico
mca@comune.bologna.it
Facebook: Museo Civico Archeologico di Bologna
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Orari di apertura estivi [fino al 3 novembre 2024]Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica, festivi 10.00 – 19.00
Chiuso martedì non festivi

Orari di apertura invernali [dal 4 novembre 2024]
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9.00 – 18.00
Sabato, domenica, festivi 10.00 – 19.00
Chiuso martedì non festivi

Settore Musei Civici Bologna
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Tel. +39 051 2193469 /  051 6496658
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silvia.tonelli@comune.bologna.it – elisabetta.severino@comune.bologna.it

Wunderkammer Collettiva di artisti peruviani a Roma

Il 26 settembre 2024, dalle ore 18.30, Studio Quipu inaugura “Wunderkammer”, una collettiva che presenta le opere di Carlos Atoche, fondatore dello spazio espositivo romano, insieme a quelle di altri tre artisti peruviani: Camila Figallo, Jhoel Mamani e Hugo Salazar Chuquimango.

C’erano una volta le Wunderkammer, le stanze delle meraviglie sfoggio di sovrani d’Europa e studioli dei più importanti umanisti del Rinascimento, poi arricchite dalle grandiosità barocche del Seicento e dalle novità scientifiche dell’Età dei Lumi. Ritenute una sorta di musei ante-litteram, le Wunderkammer sancirono un nuovo modo di collezionare, accostando opere d’arte tradizionali a pezzi rari ed oggetti esotici. Naturalia et artificialia appunto.

Wunderkammer
Collettiva di
Carlos Atoche, Camila Figallo, Jhoel Mamani, Hugo Salazar Chuquimango
 
Studio Quipu inaugura “Wunderkammer”, una collettiva che presenta le opere di Carlos Atoche, fondatore dello spazio espositivo romano, insieme a quelle di altri tre artisti peruviani: Camila Figallo, Jhoel Mamani e Hugo Salazar Chuquimango.

26 settembre – 12 ottobre 2024 Inaugurazione 26 settembre 2024, ore 18.30 Studio Quipu, Via Romanello da Forlì, 24/A – Roma (Pigneto)

Gli artisti in mostra, ispirandosi alla concezione delle stanze delle meraviglie, nascondono nelle loro opere simboli e ogni tipo di “curiosità”, fondendo la saggezza ancestrale del Perù con il patrimonio europeo e i propri immaginari. Un altro punto di contatto tra i quattro artisti è il ricorso alla pittura figurativa come rappresentazione di una dimensione universale e astorica, una “surrealtà”, che può essere generata dalla fusione di sogno e veglia o dalla riscoperta della immaginazione dei bambini. E poi il fantastico, l’irrazionale, il meraviglioso, l’enigmatico e l’onirico che, come intendeva André Breton per il surrealismo, servono ad infrangere gli schemi precostituiti e a liberare l’uomo, in quanto “animale sociale”, dalle costrizioni imposte dalla società.  

Le stanze delle curiosità che un tempo erano porte verso l’ignoto sono ora reimmaginate come spazi di esplorazione e conoscenza, dove ogni elemento rivela un frammento del mondo dell’artista.

Nelle opere di Hugo Salazar Chuquimango emerge l’influenza della dimensione onirica. Figure umane – spesso nude e di forte carica erotica – uccelli, pesci e teschi riemergono dall’inconscio come un mondo primordiale generatosi al di là del visibile o come un semplice pezzetto dell’immaginazione dell’artista. È una pittura veggente rivelatrice di simboli e antichi codici.

L’influenza del linguaggio surrealista si individua nelle opere Jhoel Mamani, dove troviamo ambientazioni irreali, simboli onirici ed elementi alchemici. È un mondo atemporale popolato da misteriose figure femminili zoomorfe e animali antropomorfi, da foreste lussureggianti e da paesaggi sospesi di città pietrificate.

Carlos Atoche, invece, con una sensibilità “infantile” e “primitiva” rielabora le mitologie andine in ambientazioni sottomarine, in una sorta di archeologia ritrovata: antichi guerrieri, mostri marini, pesci multicolori e divinità preincaiche si inseriscono sulle superfici delle tele dialogando con elementi provenienti dall’arte classica, dalle antiche culture sudamericane e dalle forme morbide e arrotondate dei Maestri dell’arte italiana.

Nelle opere di Camila Figallo vengono dissotterrate in maniera ossessiva paure, desideri, conflitti, autocensure e pulsioni che si manifestano nella complessa relazione tra predatore e preda. L’artista è solita inserire i personaggi, quasi sempre femminili, all’interno di sovraccarichi ambienti domestici, potremmo dire “barocchi”, o all’interno di paesaggi selvaggi abitati da fauna bellicosa. Lo spirito “primitivo” guida così il magico potere della figurazione nella continua danza tra vita e morte.


Informazioni
 
Direttrice Studio Quipu: Emanuela Robustelli
La mostra a cura di Simona Pandolfi
sarà visitabile fino dal martedì al sabato, ore 15.00-19.30.
studioquipu@gmail.com +39 371 3715487