
Dall’avanguardia surrealista di Leonora Carrington ai capolavori di Beato Angelico, passando per Escher, Man Ray e Kandinskij: l’autunno 2025 segna un’agenda fitta di mostre in tutta Italia. Milano, Firenze, Roma e altre città si trasformano in poli culturali dove dialogano secoli di storia dell’arte e linguaggi contemporanei.
Il capoluogo lombardo si conferma cuore pulsante dell’offerta espositiva. Palazzo Reale, in particolare, diventa epicentro di un autunno straordinario con tre mostre di rilievo.
Leonora Carrington (20 settembre 2025 – 11 gennaio 2026) approda per la prima volta in Italia con una grande retrospettiva. Pittrice, scrittrice e intellettuale, la Carrington attraversò il surrealismo senza mai piegarsi alle sue rigide formule, trasformando l’immaginazione in strumento di resistenza. La mostra ricostruisce il suo universo simbolico, popolato da mitologia celtica, spiritualità, femminismo e richiami rinascimentali nati dalla formazione fiorentina. Dipinti, fotografie e documenti inediti raccontano una figura complessa e cosmopolita, tra esilio e creatività visionaria.
Sempre a Palazzo Reale, Andrea Appiani torna protagonista (23 settembre 2025 – 11 gennaio 2026). Maestro del Neoclassicismo e “primo pittore” del Regno d’Italia, fu interprete della Milano napoleonica. Oltre cento opere provenienti da musei italiani e internazionali rivelano il volto di una città che, tra fine Settecento e inizio Ottocento, si pose come capitale culturale europea. La mostra, a cura di Fernando Mazzocca, Francesco Leone e Domenico Piraina, si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026.
Il 24 settembre si apre, infine, Man Ray. Forme di luce, retrospettiva che restituisce il percorso di uno dei protagonisti delle avanguardie del Novecento. Tra rayografie, solarizzazioni e celebri ritratti – come Le Violon d’Ingres o Noire et blanche – la mostra racconta l’americano trapiantato a Parigi che seppe trasformare la fotografia in arte autonoma, legando il proprio nome a Kiki de Montparnasse, Marcel Duchamp e ai surrealisti.
Accanto a Palazzo Reale, il MUDEC rilancia Maurits Cornelis Escher (25 settembre 2025 – 8 febbraio 2026). Dopo dieci anni di assenza, l’artista olandese torna con novanta opere tra incisioni e litografie, accostate a manufatti islamici che ne evidenziano le fonti d’ispirazione. Dalle vedute italiane alle complesse tassellazioni geometriche, la mostra sottolinea il dialogo tra arte e matematica, e come le simmetrie islamiche abbiano influenzato le sue celebri illusioni ottiche.
Il panorama milanese si completa con la retrospettiva dedicata a Dorothea Lange al Museo Diocesano (fino al 19 ottobre 2025), che attraverso 140 scatti ripercorre la vita della fotografa della Grande Depressione e della Farm Security Administration. Tra le immagini esposte, i celebri ritratti dei migranti colpiti dalle tempeste di sabbia delle Dust Bowl, che ispirarono Steinbeck per Furore.
Firenze tra Rinascimento e Belle Époque
Nel capoluogo toscano, due mostre riportano Firenze al centro della scena.
La Fondazione Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco dedicano a Beato Angelico (26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026) la prima grande retrospettiva dal 1955. Oltre 140 opere, tra dipinti, miniature e sculture, provenienti da musei internazionali – Louvre, Metropolitan, Rijksmuseum, Musei Vaticani – restituiscono la profondità spirituale e l’innovazione formale dell’artista domenicano.
Pochi giorni dopo, il 27 settembre, il Museo degli Innocenti apre a Henri de Toulouse-Lautrec. La mostra racconta l’artista della Parigi di Montmartre, tra cabaret, manifesti pubblicitari e ironiche litografie. Accanto alle sue opere spiccano quelle di Mucha, Chéret e altri protagonisti dell’Art Nouveau, restituendo un’epoca di vivacità visiva e grafica.
Il Nord tra astrattismo e espressionismo
A Gallarate (VA), il MA*GA ospita Kandinskij e l’Italia (30 novembre 2025 – 12 aprile 2026), con 130 opere che indagano l’influenza del maestro russo sull’astrattismo italiano degli anni Trenta e Quaranta, in dialogo con Ca’ Pesaro e la Fondazione Musei Civici di Venezia.
A Vercelli, l’Ex Chiesa di San Marco presenta L’Espressionismo Italiano (10 settembre 2025 – 11 gennaio 2026). Dalla collezione Giuseppe Iannaccone emergono capolavori di Guttuso, Fontana, Pirandello e Vedova, restituendo l’urgenza espressiva di un’epoca segnata da crisi e conflitti.
Nelle Dolomiti, infine, Michelangelo Pistoletto porta il suo Terzo Paradiso a Colfosco (Bolzano), nell’ambito della Biennale SMACH, confermando il ruolo dell’arte pubblica come segno di dialogo tra natura e cultura.
Roma tra antichità e modernità
La capitale accoglie due eventi di grande richiamo.
Il Museo Storico della Fanteria ospita Paul Gauguin (6 settembre 2025 – 25 gennaio 2026), ricostruendo i suoi viaggi attraverso il diario Noa Noa e una selezione di xilografie e litografie. Tra le opere spicca il dialogo con Van Gogh e i Nabis, in un racconto che intreccia vita, arte e mito.
Alle Scuderie del Quirinale arrivano i Tesori dei Faraoni (24 ottobre 2025 – 3 maggio 2026). Oltre 130 reperti provenienti dal Museo Egizio di Torino e da importanti istituzioni egiziane ripercorrono il millenario splendore della civiltà faraonica, con gioielli, statue e sarcofagi esposti per la prima volta in Italia.
Un autunno senza pause
Dal Rinascimento al Surrealismo, dall’arte africana evocata da Gauguin alle geometrie di Escher, dalle fotografie sociali di Lange alle visioni spirituali di Beato Angelico, il calendario espositivo di quest’autunno è un invito al viaggio. Un viaggio che attraversa secoli e continenti, trasformando l’Italia in una mappa viva di linguaggi artistici, dove passato e presente si incontrano nel segno della cultura.
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