Alle Salette di Pio IV di Castel Sant’Angelo, Roma celebra il suo legame indissolubile col cinema

Alle Salette di Pio IV di Castel Sant’Angelo, Roma celebra il suo legame indissolubile con la settima arte. La mostra Roma e l’invenzione del Cinema. Dalle origini al cinema d’autore 1905–1960, aperta fino al 18 gennaio 2026, ricostruisce oltre mezzo secolo di storia del cinema attraverso manifesti, fotografie, filmati e oggetti d’epoca. Un percorso immersivo che restituisce alla capitale il ruolo di culla e laboratorio del cinema italiano e internazionale.

Un viaggio nel tempo, tra memoria e invenzione

Curata da Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, e realizzata in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Archivio Luce, la mostra accompagna il visitatore in un itinerario che unisce emozione, ricerca e nostalgia.
L’allestimento si snoda nelle quattro sale di Pio IV, dove immagini, suoni e spezzoni cinematografici ricreano l’atmosfera degli anni eroici del cinema. Dalle prime proiezioni in bianco e nero ai capolavori del neorealismo, il racconto abbraccia i decenni in cui il cinema divenne una forma d’arte popolare e universale.

Il punto di partenza è una data simbolica: 20 settembre 1905, quando a Porta Pia venne proiettato La presa di Roma, primo film italiano a soggetto. Realizzato da Filoteo Alberini, tecnico, inventore e pioniere, fu presentato davanti a una folla entusiasta. Da quella sera Roma non fu più soltanto teatro della storia, ma anche set di una nuova forma di racconto visivo.

Roma, laboratorio della modernità

Come sottolinea Farinelli, “nessuna città al mondo ha inciso tanto nell’immaginario cinematografico quanto Roma”. Fin dagli esordi, la capitale è stata protagonista e musa del cinema: dalle scenografie monumentali del muto ai quartieri popolari immortalati dal neorealismo.
Nei diva film degli anni Dieci e Venti, interpretati da Francesca Bertini, Lida Borelli e Pina Menichelli, Roma è un palcoscenico solenne, dove la modernità dialoga con la classicità. Poi arriva il realismo disarmante del dopoguerra, con Anna Magnani, Aldo Fabrizi e Vittorio De Sica, che restituiscono al grande schermo la voce autentica della città.
Infine, con Fellini e Pasolini, Roma si espande nei nuovi quartieri dell’EUR e nelle borgate, diventando microcosmo del Paese che cambia.

La mostra: quattro stanze per sessant’anni di cinema

Ogni sala è un capitolo della storia del cinema italiano.
La prima, Dalle origini al cinema d’autore, raccoglie i pionieri – La presa di Roma e Quo vadis? di Enrico Guazzoni (1913), uno dei primi kolossal della storia – e rievoca il clima di invenzione e stupore del primo Novecento.
La seconda, Roma città aperta, celebra il capolavoro di Roberto Rossellini (1945): la corsa disperata di Anna Magnani in via Montecuccoli resta una delle sequenze più iconiche mai filmate.
La terza sala, I soliti ignoti, rilegge gli anni Cinquanta come epoca di rinascita e ironia, grazie alle commedie di Monicelli, Steno e Risi.
La quarta, La dolce vita, segna l’ingresso nel boom economico, quando Roma diventa “capitale del desiderio”: dalle terrazze del centro alla via Veneto notturna di Fellini, la città si trasforma in simbolo di una nuova modernità.

Cinecittà e il sogno industriale del cinema

Nel percorso espositivo trova spazio anche la nascita dell’industria cinematografica italiana.
Nel 1937 viene inaugurata Cinecittà, progettata dal barone Alberto Fassini e sostenuta dal regime fascista come “fabbrica dei sogni” nazionale.
Su un’area di 600.000 metri quadrati, gli studi romani diventano presto il centro nevralgico della produzione italiana e, nel dopoguerra, un polo internazionale frequentato da registi e attori stranieri: da William Wyler a John Huston, da Audrey Hepburn a Elizabeth Taylor.
È qui che nasce la leggenda di Vacanze romane (1953), con Gregory Peck e Audrey Hepburn in Vespa per le vie del centro, e dove si girano Ben-Hur e Cleopatra, simboli di un’epoca in cui Roma era la “Hollywood sul Tevere”.

L’Istituto Luce e il Centro Sperimentale

Con l’istituzione dell’Istituto Luce nel 1924 e la fondazione del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1935 – prima scuola di cinema al mondo – Roma consolida il suo primato culturale.
Le cinegiornali Luce documentano l’Italia fascista e le sue trasformazioni, ma al tempo stesso rappresentano un archivio inestimabile di immagini del Paese reale.
Il Centro Sperimentale, invece, forma generazioni di registi, attori e tecnici: da Blasetti a Zavattini, da Visconti a Rossellini, fino a Fellini e Antonioni, l’intera storia del cinema italiano passa da quelle aule.

La rinascita del dopoguerra

Dopo la guerra, il cinema italiano diventa una lingua universale. Con Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette (1948), Vittorio De Sica e Cesare Zavattini inventano il neorealismo, che conquista Cannes e Hollywood.
Nel 1952 arriva Umberto D., struggente ritratto della solitudine contemporanea, mentre nel 1958 Monicelli inaugura con I soliti ignoti una stagione nuova: la commedia all’italiana, capace di ironizzare sui vizi e sulle virtù del Paese in trasformazione.
Due anni dopo, La dolce vita (1960) segna una cesura definitiva: Fellini racconta la Roma del boom con uno sguardo poetico e disincantato, trasformando la città in mito.

Roma, capitale della settima arte

L’esposizione alle Scuderie di Castel Sant’Angelo è, in fondo, un atto d’amore verso Roma stessa.
La città che ha dato i natali al cinema italiano ne custodisce ancora oggi l’eredità, tra i set di Cinecittà, i teatri di posa, le piazze e le sale storiche come il Farnese e il Barberini.
Ogni scorcio, dal Colosseo alla Trinità dei Monti, è un fotogramma della memoria collettiva.

Come scriveva Fellini, “Roma non è una città, è un modo di essere”: un luogo dove la realtà si confonde con il sogno, e dove il cinema continua, ancora oggi, a rinnovarsi come linguaggio universale.


Info
Castel Sant’Angelo –
Salette di Pio IV, Roma, Lungotevere Castello 50
Orario: da martedì a domenica, 9.00–19.30
Prenotazioni: 06 39967100
Fino al 18 gennaio 2026


About the author: Experiences