Hokusai e l’enigma dell’Onda: quando il Giappone parla all’Europa

Una mostra a Lecco indaga il segreto compositivo e simbolico dell’immagine più celebre dell’arte giapponese. Tra geometria, natura e influenze occidentali, emerge un dialogo inatteso tra culture lontane.

Hokusai e l’enigma dell’Onda: quando il Giappone parla all’Europa

di Marta Bellomi
Arte e storia dell’arte

C’è un’immagine che, più di ogni altra, ha saputo attraversare confini geografici e culturali fino a diventare un’icona universale: La grande onda al largo di Kanagawa. Non è soltanto una xilografia giapponese dell’Ottocento, ma un segno riconoscibile ovunque, capace di parlare a sensibilità diverse senza perdere la propria identità. È proprio da questo enigma visivo e culturale che prende avvio la mostra Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa, allestita dal 21 marzo al 27 settembre 2026 al Palazzo delle Paure di Lecco.

L’esposizione, curata da Paolo Linetti con un intervento di Simona Bartolena, riunisce un nucleo significativo di opere del maestro giapponese Katsushika Hokusai (1760–1849), proponendo non solo un percorso storico-artistico, ma una vera e propria indagine sulle ragioni profonde del suo successo globale.

La grammatica nascosta dell’immagine

Il cuore della mostra ruota attorno alla celebre Onda, ma la prospettiva adottata è tutt’altro che celebrativa. L’attenzione si concentra piuttosto sulla sua costruzione interna: un sistema di linee, angoli e proporzioni che risponde a principi armonici sorprendentemente vicini alla tradizione occidentale.

Secondo le ricerche di Linetti, Hokusai avrebbe utilizzato veri e propri schemi geometrici per organizzare le sue composizioni. Due di questi modelli, rinvenuti nel 2021, vengono esposti come chiave interpretativa per comprendere il funzionamento interno delle immagini. Non si tratta di semplici intuizioni artistiche, ma di una struttura rigorosa che trasforma la rappresentazione della natura in un linguaggio universale.

È forse qui che si annida il segreto dell’Onda: nella sua capacità di essere insieme spontanea e costruita, immediata e calcolata, orientale nella sensibilità ma leggibile anche attraverso categorie visive occidentali.

L’acqua come forma del mondo

La scelta di Lecco come sede della mostra non è casuale. Città d’acqua, affacciata su uno dei paesaggi più celebri della letteratura italiana, offre un contesto ideale per riflettere su un elemento che in Hokusai diventa protagonista assoluto.

L’acqua, nelle sue opere, non è mai semplice sfondo. È materia viva, forza in movimento, simbolo di trasformazione. Dalle cascate impetuose alle onde in tempesta, fino alle superfici più calme e distese, Hokusai ne coglie ogni variazione, traducendola in segno grafico.

La mostra segue questa evoluzione, soffermandosi in particolare sui dettagli: i riccioli della schiuma, le masse fluide, le linee di tensione che attraversano le composizioni. Elementi apparentemente decorativi che, in realtà, rivelano un’attenzione quasi scientifica al comportamento dell’acqua.

Due onde, due visioni del mondo

Accanto alla celebre Onda di Kanagawa, il percorso espositivo presenta anche opere meno note ma altrettanto significative, come Il Fuji visto dal mare, tratto dalla serie delle Cento vedute del monte Fuji (1834–1835).

Qui l’acqua cambia volto: non più forza distruttiva, ma presenza pacificata, quasi meditativa. La composizione si distende, il ritmo si fa più lento, e la natura appare in equilibrio con lo sguardo umano. Le due immagini, poste idealmente in dialogo, delineano una doppia lettura del mondo: da un lato la potenza incontrollabile, dall’altro l’armonia possibile.

È in questo contrasto che si misura la complessità di Hokusai, artista capace di tenere insieme tensione e quiete, caos e ordine, senza mai ridurre l’una all’altra.

Il Giappone visto dall’Europa

Uno dei capitoli più interessanti della mostra riguarda l’influenza dell’arte giapponese sull’Occidente. A partire dalla metà dell’Ottocento, il fenomeno del Giapponismo investe l’Europa, modificando profondamente il gusto e il linguaggio degli artisti.

Le stampe ukiyo-e, con le loro composizioni asimmetriche, l’uso del colore piatto e la libertà dello sguardo, offrono un’alternativa radicale ai modelli accademici. Pittori come Monet, Van Gogh, Whistler o Toulouse-Lautrec ne colgono immediatamente le potenzialità, integrandole nelle proprie ricerche.

La mostra ricostruisce questo passaggio attraverso una sezione dedicata, evidenziando come l’incontro con l’estetica giapponese abbia contribuito alla nascita della modernità artistica europea. Non si tratta di una semplice influenza, ma di un vero e proprio scambio, in cui le immagini viaggiano e si trasformano.

Un dialogo contemporaneo

A chiudere il percorso, una presenza contemporanea: l’opera Omaggio a Hokusai di Armando Fettolini, inserita nella sezione sul Giapponismo. Non è un semplice tributo, ma un tentativo di riattivare quel dialogo tra passato e presente che attraversa tutta la mostra.

Accanto, una sala video con un filmato a cura di Simona Bartolena accompagna il visitatore in un approfondimento narrativo e didattico, rendendo accessibili anche i passaggi più complessi.

Una mostra che interroga lo sguardo

Più che una retrospettiva, quella di Lecco è una mostra che pone domande. Perché un’immagine nata nel Giappone del XIX secolo continua a parlarci oggi? Quali meccanismi visivi la rendono così potente? E cosa succede quando due culture, apparentemente distanti, si riconoscono in uno stesso linguaggio?

Forse la risposta sta proprio in quella “onda” che dà il titolo all’esposizione: una forma che non si ferma, che attraversa il tempo e lo spazio, che muta senza perdere la propria identità.


Note essenziali

Mostra: Hokusai. Il segreto dell’Onda che attraversa l’Europa
Sede: Palazzo delle Paure, Lecco
Date: 21 marzo – 27 settembre 2026
Orari: martedì 10–14; mercoledì–domenica 10–18; lunedì chiuso
Biglietti: intero €12; ridotto €8; bambini/scuole €5; cumulativo €15
A cura di: Paolo Linetti, con intervento di Simona Bartolena
Produzione: ViDi cultural e Ponte43, con Comune di Lecco e Sistema Museale Urbano Lecchese
Patrocinio: Consolato Generale del Giappone a Milano

Catalogo: edizioni ViDi cultural


Informazioni
Tel. 0341 286729
palazzopaure@comune.lecco.it | www.vidicultural.com
 
Ufficio stampa Comune di Lecco
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Ufficio stampa ViDi
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T. +39 02 36755700 | www.clp1968.it
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