
A Savignano sul Rubicone il festival fotografico più longevo d’Italia torna con “Still Standing”, un invito a restare in piedi e continuare a guardare il mondo attraverso le storie di chi resiste ogni giorno
La trentacinquesima edizione del SI Fest rinnova la propria vocazione di osservatorio sulla contemporaneità. Tra grandi autori internazionali e nuove progettualità dedicate ai più giovani, la fotografia si conferma un linguaggio capace di raccontare fragilità, trasformazioni e speranze.
Ci sono momenti in cui la fotografia sembra rallentare il tempo e consentire di osservare ciò che altrimenti sfuggirebbe allo sguardo. È da questa consapevolezza che prende forma la trentacinquesima edizione del SI Fest di Savignano sul Rubicone, il festival di fotografia più longevo d’Italia, nato nel 1992 e diventato nel corso degli anni uno dei principali punti di riferimento per la cultura dell’immagine nel nostro Paese. L’appuntamento del 2026 si svolgerà dall’11 al 13 settembre, con le mostre visitabili anche nei due fine settimana successivi, il 19 e 20 e il 26 e 27 settembre. Organizzato da Savignano Immagini, il festival conferma la propria identità di luogo di ricerca e riflessione, dove la fotografia viene intesa non come semplice produzione di immagini, ma come strumento di conoscenza e di interpretazione della realtà.

Il titolo scelto per questa edizione è “Still Standing”, letteralmente “Ancora in piedi”. Più che uno slogan, è un manifesto programmatico. In un’epoca segnata da cambiamenti rapidi, instabilità geopolitiche, emergenze climatiche e trasformazioni sociali e identitarie, la fotografia viene proposta come un esercizio di resistenza e di condivisione, un punto di appoggio capace di restare saldo nel presente.
Sotto la direzione artistica di Manila Camarini, il festival prosegue il percorso avviato nell’edizione precedente, continuando la sua ricognizione geografica e umana del mondo contemporaneo. Lo sguardo, però, si avvicina ulteriormente alle persone, concentrandosi su uomini e donne che affrontano direttamente le criticità del nostro tempo e che, spesso lontano dai riflettori, continuano a resistere con dignità e tenacia.

“Still Standing” diventa così l’affermazione di chi sceglie di non arretrare, di chi rivendica la propria presenza nonostante le difficoltà. La fotografia, in questa prospettiva, assume il compito di rendere visibili esistenze e idee che rischierebbero di rimanere ai margini. I confini si spostano, gli equilibri si modificano e le visioni cambiano, ma il gesto fotografico continua a conservare la propria funzione essenziale: osservare, testimoniare e mettere in relazione.
Il programma riunisce autori che appartengono a generazioni e sensibilità differenti. Tra i protagonisti figurano Robin de Puy, Christopher Anderson, Mario Cresci, Andi Gáldi Vinkó, Olga Sokal, Alba Zari, Robbie Lawrence e il compianto Lars Tunbjörk. I loro lavori conducono il pubblico attraverso esperienze di comunità, forme silenziose di resistenza e vicende personali di sopravvivenza, intrecciando l’urgenza dell’attualità con la possibilità di uno sguardo aperto alla speranza.

La presenza di Mario Cresci e Alba Zari evidenzia inoltre la capacità del SI Fest di tenere insieme esperienze molto diverse della fotografia contemporanea. Cresci è tra i protagonisti della ricerca fotografica italiana dagli anni Sessanta, autore di un’opera che attraversa antropologia visiva, sperimentazione e indagine del paesaggio culturale. Zari, tra le voci più interessanti della generazione più giovane, lavora invece sul rapporto tra immagini, memoria e identità, esplorando il confine tra archivio personale e racconto collettivo.
Nell’ultimo fine settimana di apertura, dal 25 al 27 settembre, il festival si arricchisce inoltre di una nuova sezione dedicata alle giovani generazioni. Nasce infatti SI FEST KIDS, festival di fotografia e foto-illustrazione per bambini e ragazzi ideato da Sabir Editore e diretto artisticamente da Giorgio Arcari. A Palazzo Vendemini – Biblioteca comunale prenderà forma un programma di mostre, laboratori, incontri e conferenze raccolto sotto il titolo “Hic sunt Leones. Fuori dalle mappe, in cerca di bellezza”.

A trentacinque anni dalla sua nascita, il SI Fest continua dunque a interrogare il presente attraverso le immagini. Lo fa riaffermando una convinzione che accompagna la storia stessa della fotografia documentaria: rimanere in piedi significa, prima di tutto, continuare a guardare.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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