
Ad Alessandria la sesta edizione del Festival internazionale dei Templari intreccia ricerca storica, teatro e musica per rileggere il rapporto tra spiritualità, potere e memoria collettiva. A settembre l’iniziativa proseguirà in Puglia, a Pietramontecorvino.
Il Medioevo continua a essere uno straordinario laboratorio di idee, simboli e conflitti. Il Festival internazionale dei Templari torna a esplorarlo con un linguaggio accessibile ma rigoroso, mettendo in dialogo studiosi, artisti e pubblico attorno a una delle vicende più affascinanti della storia europea.
Dal 3 al 4 luglio 2026 Alessandria ospiterà la sesta edizione del Festival internazionale dei Templari, manifestazione ideata per raccontare la storia autentica dell’Ordine del Tempio senza rinunciare al fascino delle leggende che, da oltre sette secoli, continuano ad alimentarne il mito. La rassegna, diretta dalla storica Simonetta Cerrini e dal drammaturgo e cantautore Gian Piero Alloisio, propone un originale formato di conferenze-spettacolo nel quale ricerca scientifica, musica, teatro e divulgazione convivono in un linguaggio pensato per un pubblico ampio.
La sede scelta contribuisce a rendere ancora più significativo l’appuntamento. Gli incontri si svolgeranno nell’ex Complesso Conventuale di San Francesco, uno dei più importanti edifici medievali della città, costruito nel XIII secolo e recentemente restituito alla collettività dopo un lungo intervento di recupero. La sua storia riflette molte delle trasformazioni attraversate dall’Italia: nato come luogo di culto francescano, fu convertito nell’Ottocento in caserma di cavalleria e successivamente in ospedale militare, prima del recente restauro che ne ha recuperato il valore architettonico e culturale.
L’edizione 2026 trova inoltre una particolare sintonia con le celebrazioni dedicate agli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi. Il Giubileo proclamato da papa Leone XIV offre infatti l’occasione per approfondire il rapporto tra il fondatore dell’Ordine francescano e i Templari, due realtà profondamente diverse ma accomunate dall’aspirazione a vivere radicalmente il Vangelo. Da una parte il Poverello di Assisi, simbolo di povertà evangelica; dall’altra i Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, fondati a Gerusalemme intorno al 1120 per proteggere i pellegrini diretti in Terrasanta, un ordine religioso-militare che seppe costruire una presenza internazionale senza precedenti nel Medioevo.
Il Festival prende le mosse proprio da queste affinità e dalle loro differenze, allargando però lo sguardo a una questione ancora attuale: il rapporto tra il sacro e il potere. Una riflessione che conduce inevitabilmente alla drammatica vicenda del processo ai Templari, avviato nel 1307 dal re di Francia Filippo IV detto il Bello. La storiografia contemporanea, grazie anche agli studi di Simonetta Cerrini, Alain Demurger, Malcolm Barber e di altri specialisti del Medioevo, considera oggi quel procedimento soprattutto come il risultato di una complessa strategia politica e finanziaria, nella quale accuse di eresia, interessi economici e scontro istituzionale con il papato finirono per intrecciarsi.
L’Ordine templare, sciolto ufficialmente nel 1312 da papa Clemente V, continua ancora oggi a esercitare un forte richiamo nell’immaginario collettivo. Romanzi, cinema, videogiochi e produzioni televisive hanno spesso privilegiato il mistero rispetto ai fatti documentati. Il Festival sceglie invece una strada diversa: partire dalle fonti storiche per comprendere come nascano i miti e perché essi continuino a influenzare la cultura contemporanea.




Il programma si sviluppa attraverso quattro appuntamenti che alternano approfondimenti storici, spettacolo e confronto interdisciplinare. Venerdì 3 luglio si aprirà con “San Francesco e i Templari”, dedicato ai punti di contatto tra i due percorsi spirituali, mentre la serata sarà dedicata a “I Templari, l’Anticristo, il sacro e il potere”, affrontando il ruolo delle profezie, dell’escatologia e delle interpretazioni apocalittiche dal Medioevo fino agli scenari geopolitici contemporanei.
Sabato 4 luglio il dibattito proseguirà con una tavola rotonda dedicata ai volumi Il mondo secondo Francesco d’Assisi di Antonio Musarra e La Passione dei Templari di Simonetta Cerrini. La manifestazione si concluderà con l’incontro “I Templari, il Nemico, il sacro e il potere”, che rifletterà sulla costruzione del nemico politico e religioso e sul rapporto tra propaganda, autorità e consenso, temi che mantengono una sorprendente attualità.
A dare solidità scientifica al Festival contribuisce la presenza di alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani ed europei del Medioevo. Franco Cardini approfondirà la figura di san Francesco e il significato storico della Terrasanta; Antonio Musarra analizzerà i rapporti tra Francescani e Templari alla luce delle più recenti ricerche; Julien Théry illustrerà il conflitto tra Filippo il Bello e il papato che portò alla caduta dell’Ordine del Tempio. Giorgio Barberis affronterà il delicato rapporto tra costruzione del nemico e potere politico, mentre Silvia Fazzo presenterà le sue ricerche dedicate a Tommaso Gallo, figura centrale della cultura filosofica del XIII secolo. Sono inoltre previsti contributi video di due studiosi di rilievo internazionale, Gian Luca Potestà e Nikolas Jaspert.
Accanto agli storici, il Festival mantiene la propria vocazione artistica. Gian Piero Alloisio firma i testi delle conferenze-spettacolo, accompagnato dalle musiche originali di Carlo Cialdo Capelli. Sul palco si alterneranno inoltre Assemblea Musicale Teatrale, Elisabetta Gagliardi, il Teatro della Juta con il monologo Ecce Femina. Bestiario della disinformazione, ispirato alla leggenda della Papessa Giovanna, oltre alle compagnie di rievocazione storica Custodes Viarum e Mansio Templi Parmensis 1275, impegnate nella divulgazione della storia medievale attraverso la ricostruzione filologica.
L’iniziativa sarà arricchita da una serie di attività collaterali. Durante i due giorni sarà possibile visitare il complesso conventuale grazie a visite guidate dedicate ai partecipanti del Festival. La libreria Il Libraccio proporrà una selezione di volumi sul Medioevo, sui Templari e su san Francesco, mentre saranno esposte le riproduzioni delle opere della pittrice Evida Serrano ispirate al volume Storia dei Templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini. Sabato mattina saranno inoltre aperte eccezionalmente le Sale d’Arte di via Machiavelli, sede del celebre Ciclo Arturiano.
L’ingresso a tutte le conferenze-spettacolo è libero fino a esaurimento dei posti disponibili e gli incontri si svolgeranno in un ambiente climatizzato, favorendo una partecipazione ampia e accessibile.
Dopo Alessandria, il Festival assumerà una dimensione itinerante. Il 10 e l’11 settembre farà tappa a Pietramontecorvino, nel Foggiano, uno dei Borghi Arancioni italiani, confermando la volontà degli organizzatori di creare una rete nazionale dedicata alla valorizzazione della cultura medievale.
Prodotto da ATID con la compartecipazione della Città di Alessandria e la collaborazione di CulturAle – ASM Costruire Insieme e Alexala, il Festival gode del sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, del patrocinio dell’Università del Piemonte Orientale ed è inserito nella Templars Heritage Route, il circuito internazionale dedicato ai luoghi della memoria templare. Una formula che dimostra come il Medioevo, quando viene raccontato con rigore e capacità divulgativa, possa ancora offrire strumenti preziosi per comprendere i rapporti tra fede, politica, identità e costruzione della memoria nella società contemporanea.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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