

Mostre di respiro internazionale, festival dedicati alla fotografia, appuntamenti con l’antiquariato e nuove aperture museali delineano un settembre che attraversa il Novecento e arriva al contemporaneo. Da Parma a Venezia, da Ferrara a Firenze, il calendario culturale italiano inaugura l’autunno con una straordinaria concentrazione di eventi.
Settembre segna tradizionalmente il ritorno della grande stagione espositiva, ma quest’anno il calendario italiano assume un respiro particolarmente ampio, trasformando il Paese in una rete di città accomunate dalla volontà di raccontare l’arte attraverso prospettive diverse. Pittura, fotografia, arti decorative, contemporaneo e antiquariato dialogano lungo un itinerario che unisce istituzioni storiche e festival internazionali, offrendo al pubblico un panorama capace di attraversare oltre un secolo di cultura visiva. L’avvio è affidato a due appuntamenti dedicati ai protagonisti della modernità artistica. Il 12 settembre la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, presso Parma, inaugura Man Ray: tutto, annunciata come la più ampia retrospettiva mai realizzata in Italia sull’artista statunitense. Nato Emmanuel Radnitzky nel 1890, Man Ray fu tra le figure più influenti delle avanguardie del Novecento. Vicino al Dadaismo prima e al Surrealismo poi, trasformò fotografia, cinema sperimentale, pittura e oggetti d’arte in strumenti di continua ricerca. Celebri invenzioni come le rayografie, ottenute senza macchina fotografica direttamente sulla carta fotosensibile, rappresentano ancora oggi uno dei contributi più originali alla storia della fotografia contemporanea.
Pochi giorni più tardi, il 19 settembre, Palazzo dei Diamanti a Ferrara apre Da Monet a Van Gogh a Kandinsky, un percorso che attraversa alcune delle tappe decisive dell’arte moderna. Impressionismo, Postimpressionismo e Astrattismo non vengono semplicemente accostati come movimenti successivi, ma raccontati come fasi di una profonda trasformazione dello sguardo europeo. Claude Monet rivoluzionò il rapporto con la luce e il paesaggio; Vincent van Gogh portò la pittura verso una potente dimensione emotiva; Vasilij Kandinskij inaugurò una nuova concezione dell’immagine, emancipandola definitivamente dalla rappresentazione del reale. Il progetto espositivo si inserisce nella lunga tradizione di Palazzo dei Diamanti, sede tra le più prestigiose della programmazione artistica italiana.
La seconda parte del mese conduce a Venezia, dove patrimonio storico e ricerca contemporanea convivono in modo naturale. Il 24 settembre Ca’ Rezzonico presenta al pubblico la Donazione Rubelli, destinata ad arricchire le collezioni dedicate alle arti decorative e alla storia del tessuto veneziano. La famiglia Rubelli rappresenta infatti una delle eccellenze italiane nella produzione di tessuti d’arte, interprete di una tradizione manifatturiera che, dal XIX secolo, continua a dialogare con il restauro e l’architettura d’interni.
Il giorno successivo Ca’ Pesaro inaugura la mostra personale dedicata a Nicolas Lamas, artista peruviano la cui ricerca si concentra sulle relazioni tra natura, archeologia, tecnologia e memoria materiale. Parallelamente, il Muvec – Casa della Contemporaneità di Mestre propone un approfondimento sulla Secessione viennese attraverso Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka. Tre personalità differenti, accomunate dall’aver ridefinito il linguaggio figurativo della Vienna tra Otto e Novecento, trasformando il ritratto, il paesaggio e la rappresentazione del corpo umano in strumenti di indagine psicologica e simbolica.
Accanto alle arti visive, settembre conferma il ruolo centrale della fotografia. A Savignano sul Rubicone torna infatti SI FEST, giunto alla trentacinquesima edizione e articolato nei fine settimana dell’11-13, 19-20 e 26-27 settembre. Nato nel 1992, il festival è oggi uno dei principali punti di riferimento italiani per la fotografia d’autore, capace di mettere in dialogo autori storici, giovani fotografi, editori e studiosi in un confronto costante sulle evoluzioni del linguaggio fotografico.
Il 24 settembre Palazzo dei Musei di Modena dedica invece una grande mostra a Robert Doisneau, curata da Gabriel Bauret. Circa 130 fotografie in bianco e nero, provenienti dall’Atelier Robert Doisneau di Montrouge, restituiscono il percorso di uno dei maggiori interpreti della fotografia umanista francese. Le sue immagini hanno raccontato la quotidianità della Parigi del dopoguerra con uno sguardo insieme poetico e documentario, capace di trasformare gesti ordinari, bambini, lavoratori, innamorati e strade cittadine in icone della memoria collettiva. Il celebre Le Baiser de l’Hôtel de Ville, pur rimanendo la fotografia più nota, rappresenta soltanto una parte di una produzione molto più ampia, dedicata alla dignità della vita quotidiana.
Due giorni dopo, il 26 settembre, prende il via il Festival della Fotografia Etica di Lodi, manifestazione ormai riconosciuta a livello internazionale per l’attenzione al fotogiornalismo e ai grandi temi sociali contemporanei. Guerre, migrazioni, cambiamenti climatici, diritti civili e trasformazioni ambientali trovano spazio attraverso il linguaggio delle immagini, confermando come la fotografia possa ancora svolgere un ruolo fondamentale nella costruzione della coscienza civile.
La stessa data segna anche l’apertura della trentaquattresima Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, ospitata nello storico Palazzo Corsini. Considerata la più antica mostra-mercato dedicata all’arte italiana, la manifestazione rappresenta uno degli appuntamenti più autorevoli per collezionisti, studiosi e galleristi provenienti da tutto il mondo. Accanto all’aspetto commerciale, la Biennale costituisce un importante osservatorio sul collezionismo internazionale e sulla valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
L’ultimo fine settimana del mese propone infine un diverso rapporto con il paesaggio attraverso Verde Grazzano, il festival botanico ospitato nel Parco e Castello di Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza. Qui la cultura incontra il giardinaggio, la biodiversità e il patrimonio storico, confermando come il tema della sostenibilità possa essere affrontato anche attraverso la valorizzazione del paesaggio storico e delle tradizioni botaniche italiane.
Il calendario di settembre restituisce così l’immagine di un sistema culturale diffuso, nel quale musei, fondazioni, festival e istituzioni costruiscono un racconto corale della creatività europea. Dalle avanguardie storiche alla fotografia umanista, dalle arti decorative al contemporaneo, fino all’antiquariato e alla cultura del paesaggio, ogni appuntamento contribuisce a delineare una stagione che invita non soltanto a visitare mostre, ma a leggere l’arte come uno strumento privilegiato per comprendere la complessità del presente.
| Articolo a cura della Redazione Experiences |
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