Cinquantuno opere di Warhol, fotografie, lettere e testimonianze ricostruiscono una storia che attraversa arte e vita privata. Fino al 28 marzo 2027, a ingresso gratuito, Roma guarda l’uomo che trasformò la celebrità, il consumo e il desiderio in immagini del nostro tempo.
di Marta Bellomi
Di Andy Warhol crediamo di sapere tutto, forse perché abbiamo visto tutto. Marilyn ripetuta fino a diventare insieme donna, immagine e merce; le lattine Campbell’s; i dollari; i volti famosi trasformati in superfici abbaglianti. Warhol aveva capito molto presto che il Novecento avrebbe avuto una passione quasi sentimentale per la riproduzione e che, a forza di guardare un volto, avremmo finito per riconoscere più facilmente la sua immagine che la persona.
A Roma, però, la mostra “Andy Warhol – Forever Love”, inaugurata il 10 settembre alla Vaccheria, Casa della Pop Art all’EUR, sceglie di avvicinarsi al personaggio da una porta laterale. Non rinuncia alle icone, naturalmente, ma accanto all’artista mette l’uomo, gli incontri, le amicizie, i viaggi, le fotografie, le carte conservate negli anni. È il punto di vista di Gianfranco Rosini, curatore dell’esposizione, che conobbe Warhol a Roma nel 1975, quando era ancora adolescente, durante la stagione della mostra dedicata a Ladies and Gentlemen e alle Drag Queen. Un incontro diventato memoria personale e, mezzo secolo dopo, materia di un racconto espositivo.
La sfida è considerevole: comprimere in una mostra una produzione sterminata, composta da decine di migliaia di lavori unici e multipli. Rosini sceglie allora di non inseguire l’impossibile completezza, ma di ricomporre quella che definisce la “Mente & Anima” dell’artista attraverso 51 opere di Warhol, oltre 60 documenti sulla sua vita e 37 lavori di artisti Pop legati al suo universo.
Si incontrano così il ritratto di Regina Schrecker del 1983, Liza Minnelli e Marilyn Monroe, le Campbell’s Soup, il Dollar Sign, Candy Box (Cuore), i Kiku, insieme ai ritratti di Joseph Beuys e Man Ray. Ci sono poi 28 fotografie originali di Dino Pedriali, legate alla stagione romana di Ladies and Gentlemen e delle Drag Queen e al rapporto professionale e umano con Warhol. Immagini che riportano la Pop Art alla sua dimensione quotidiana, fatta non soltanto di opere diventate universali, ma di persone che entravano e uscivano da studi, feste, incontri e conversazioni.
È forse qui che “Forever Love” trova il suo tono più interessante. Perché la celebrità, quando diventa storia dell’arte, rischia di perdere le piccole tracce che l’hanno resa possibile. In mostra riappaiono invece l’infanzia, i diplomi scolastici, gli studi e gli stencil, i documenti personali e la corrispondenza con Mick Jagger, Truman Capote ed Elizabeth Taylor. Nomi leggendari, certo, ma una lettera conserva qualcosa che l’icona non possiede: la prova di una relazione, di un momento realmente vissuto.
C’è anche un Warhol che guarda indietro. Il dialogo con l’arte italiana emerge nella reinterpretazione di un dettaglio di San Giorgio e il Drago di Paolo Uccello. Rinascimento e Pop Art si ritrovano così sorprendentemente vicini: entrambi affidati alla forza dell’immagine, benché separati da secoli e da mondi che sembrerebbero inconciliabili.
Nella Mirror Room il percorso si amplia con la video opera Female beauty – Warhol e l’universo femminile, curata da Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei, con musiche originali del maestro Furio Valitutti per KIF Italia.
La sede completa il racconto. La Vaccheria ha costruito negli ultimi anni una propria identità intorno alla Pop Art e oggi assume quella di “Casa romana della Pop Art”, aperta alla Pop americana, alla New Pop e alla tradizione italiana della scuola romana di Piazza del Popolo. Come sottolinea la presidente del Municipio Roma IX EUR, Titti Di Salvo, la retrospettiva warholiana conclude idealmente un primo ciclo espositivo e inaugura una nuova fase del progetto culturale.
Warhol morì nel 1987, ma il mondo che aveva intuito non ha smesso di assomigliargli. Viviamo circondati da volti replicati, celebrità istantanee, immagini consumate in pochi secondi e identità costruite per essere guardate. Forse è anche per questo che le sue Marilyn e i suoi dollari non sembrano appartenere soltanto alla storia della Pop Art. Continuano a guardarci come uno specchio. E dietro quello specchio, questa mostra romana prova a far riapparire, almeno per un momento, Andy.
ANDY WARHOL – FOREVER LOVE
Centro espositivo La Vaccheria – Casa della Pop Art, Via Giovanni L’Eltore 35, Roma. Fino al 28 marzo 2027. Ingresso gratuito. Apertura dal martedì al giovedì, ore 9-13; venerdì, sabato e domenica, ore 9-19. Chiuso il lunedì.

