{"id":3842,"date":"2025-12-11T12:15:45","date_gmt":"2025-12-11T11:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/?p=3842"},"modified":"2025-12-11T12:15:46","modified_gmt":"2025-12-11T11:15:46","slug":"linghilterra-del-quotidiano-raccontata-a-colori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/archives\/3842","title":{"rendered":"L\u2019Inghilterra del quotidiano raccontata a colori"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image wp-duotone-abb8c3-abb8c3-1\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.experiences.it\/res\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/punto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-50291\" style=\"width:25px;height:25px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.vogue.it\/article\/martin-parr-fotografo-milano\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/compass-media.vogue.it\/photos\/65d87aaba41a11c83bb68d99\/master\/w_2240,c_limit\/1%20(1).jpg\" alt=\"\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Martin Parr, il fotografo che ama cos\u00ec tanto le persone da fotografarle in tutta la loro adorabile banalit\u00e0<br><a href=\"https:\/\/www.vogue.it\/article\/martin-parr-fotografo-milano\"><strong>Fonte immagine link all&#8217;articolo su VOGUE ITALIA<\/strong><\/a><br>Martin Parr,&nbsp;<em>Common Sense<\/em>, 1995-1999, \u00a9 Martin Parr\/Magnum Photo, Martin Parr<br><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Una voce inconfondibile della fotografia documentaria scompare.<\/strong> Il britannico Martin Parr, morto il 6 dicembre 2025 a 73 anni, lascia un\u2019eredit\u00e0 visiva che ha trasformato il modo di guardare il quotidiano, in Gran Bretagna e nel mondo. I suoi scatti \u2014 tra ironia, antropologia visiva e critica sociale \u2014 rimarranno un punto di riferimento imprescindibile.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:60px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"1000\" data-attachment-id=\"3827\" data-permalink=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/?attachment_id=3827\" data-orig-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1.jpg\" data-orig-size=\"1000,1000\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Caleidoscopio logo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1.jpg\" src=\"http:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3827\" srcset=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1.jpg 1000w, https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Caleidoscopio-logo-1-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p><strong>Un\u2019assenza che pesa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 6 dicembre 2025, nella sua casa di Bristol, si \u00e8 spento Martin Parr, uno dei fotografi pi\u00f9 influenti e riconoscibili del nostro tempo. Lo ha annunciato la sua stessa fondazione, la Martin Parr Foundation, esprimendo profondo dolore e comunicando la richiesta di privacy da parte dei familiari \u2014 la moglie Susie, la figlia Ellen, la sorella Vivien e un nipote. <\/p>\n\n\n\n<p>La scomparsa di Parr rappresenta non solo la perdita di un autore, ma la fine di un modo di interpretare la fotografia sociale: attenta, ironica, a tratti spietata, che sapeva restituire il quotidiano senza filtri e con un forte carico emotivo. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019uomo dietro l\u2019obiettivo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nato il 23 maggio 1952 a Epsom, nel Surrey, Parr intu\u00ec fin da adolescente che la fotografia sarebbe stata la sua strada, incoraggiato dal nonno, fotografo amatoriale e membro onorario della Royal Photographic Society.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo gli studi presso il Manchester Polytechnic (1970-1973), inizi\u00f2 a fotografare la Gran Bretagna rurale: immagini come quelle contenute anche in \u201cBad Weather\u201d testimoniano una prima fase in bianco e nero, segnata da rigore formale e osservazione attenta. <\/p>\n\n\n\n<p>Con il passare del tempo, per\u00f2, l\u2019approccio si evolve. Parr abbandona progressivamente il bianco e nero per abbracciare il colore &#8211; denso, sovra\u00adsaturo &#8211; e un linguaggio visivo che sar\u00e0 la sua cifra distintiva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cThe Last Resort\u201d e l\u2019affermazione di un linguaggio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fu tra il 1983 e il 1985 che si consum\u00f2 la svolta: il suo lavoro sulla localit\u00e0 balneare di New Brighton, sul Merseyside, divenne la serie che lo consacr\u00f2. Pubblicata nel 1986 come The Last Resort: Photographs of New Brighton, questa raccolta rappresenta un capolavoro di fotografia documentaria che dovette fare i conti con le critiche: alcuni la giudicarono derisoria nei confronti della classe operaia. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure \u00e8 proprio quel contrasto &#8211; tra la dignit\u00e0 dei soggetti ritratti e la saturazione cromatica quasi grottesca delle immagini &#8211; che fece esplodere la sua fama. Parr non cercava la piet\u00e0, ma la verit\u00e0, spesso dura e controversa. Commentava acidamente la banalit\u00e0 del consumo, il kitsch, le ambiguit\u00e0 della classe media e media-bassa inglese.<\/p>\n\n\n\n<p>Con \u201cThe Last Resort\u201d, Parr detronizz\u00f2 parte della fotografia documentaria tradizionale: niente pi\u00f9 bianco e nero elegiaco, niente retorica sul dolore sociale &#8211; piuttosto un realismo crudo, senza abbellimenti, spesso ironico, a volte impietoso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un occhio sul mondo (e sul consumismo)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni \u201980 e \u201990, Parr amplific\u00f2 il raggio del suo sguardo: dal declino della working class inglese alle contraddizioni del consumismo, del turismo di massa, della middle class occidentale. Alcuni dei suoi progetti pi\u00f9 noti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\">The Cost of Living (1987\u20131989) &#8211; raffigurava l\u2019impatto della societ\u00e0 dei consumi sulle pratiche quotidiane.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">Small World (1987\u20131994) &#8211; un viaggio attorno al globo, che restituiva con occhi critici e ironici il turismo di massa.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">Common Sense (1995\u20131999) &#8211; un\u2019indagine sull\u2019omologazione sociale, il kitsch e l\u2019identit\u00e0 della societ\u00e0 occidentale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Parr stesso descriveva la sua fotografia come \u201cseria, travestita da intrattenimento\u201d: un modo per far riflettere lo spettatore attraverso la leggerezza visiva. <\/p>\n\n\n\n<p>Grazie a quel linguaggio visivo immediato e al contempo profondo, Parr ha trasformato il modo di rappresentare il quotidiano e la classe media, rivelando contraddizioni, abitudini e rituali spesso ignorati. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riconoscimenti, agency, fondazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\">Nel 1988 entr\u00f2 come associate member nella prestigiosa agenzia Magnum Photos; l\u2019ingresso come membro pieno &#8211; nel 1994 &#8211; fu molto controverso, con membri storici che si opposero, ma vinse per un solo voto.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">Con gli anni divenne figura fondamentale nel mondo fotografico internazionale: fu presidente di Magnum (2013\u20132017) e continu\u00f2 a impegnarsi nella formazione, nella promozione di giovani fotografi, e nell\u2019espansione del fotolibro come medium. <\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">Nel 2017 fond\u00f2 la Martin Parr Foundation, con sede a Bristol, per conservare il proprio archivio &#8211; e promuovere l\u2019arte fotografica contemporanea &#8211; lasciando un\u2019eredit\u00e0 concreta, ben oltre le proprie immagini.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Una carriera non priva di polemiche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non tutte le annotazioni furono elogi. Lui stesso ammise che la sua fotografia non era per tutti. Le sue immagini &#8211; a colori forti, flash diretti, soggetti talvolta descritti come kitsch o banali &#8211; furono spesso accusate di voyeurismo, di stereotipi, perfino di mancanza di piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio emblematico: la polemica scoppiata nel 2020 dopo che Parr firm\u00f2 la prefazione di una nuova edizione di un libro del fotografo italiano Gian Butturini. Una doppia pagina mostrava &#8211; secondo una studentessa &#8211; una donna di colore e un gorilla a confronto: per alcuni, un paragone inaccettabile. Il caso port\u00f2 a una campagna di critica, cancellazioni espositive e alla sua rinuncia alla direzione artistica di un festival fotografico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante ci\u00f2, Parr fu un artista che metteva al centro il desiderio di osservare, raccontare, sorprendere. Fedele a una visione fotografica sincera e personale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un\u2019eredit\u00e0 immortale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera di Martin Parr va ben oltre la somma di decine di migliaia di scatti: \u00e8 una testimonianza visiva di decenni di trasformazioni sociali, culturali, economiche. \u00c8 una cartografia del paesaggio umano contemporaneo, con le sue contraddizioni, i suoi eccessi, le sue ironie, la sua banale grandezza.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi libri &#8211; pi\u00f9 di una dozzina di progetti importanti &#8211; e le centinaia di mostre internazionali lo hanno trasformato in un\u2019icona globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la nascente retrospective &#8211; gi\u00e0 annunciata per il 2026 al Jeu de Paume di Parigi &#8211; la comunit\u00e0 fotografica internazionale avr\u00e0 modo di riflettere sul peso e sul significato del suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>E la Martin Parr Foundation continuer\u00e0 a custodire, catalogare, diffondere un archivio che non \u00e8 solo personale, ma collettivo: un patrimonio da cui guardare al passato &#8211; e al presente &#8211; con occhi nuovi.<\/p>\n\n\n\n<p>Martin Parr non era, dunque, un fotografo dell\u2019eccezione, del dramma, dell\u2019eroe. Era un fotografo dell\u2019ordinario: delle spiagge affollate, dei fast-food, delle vacanze low-cost, delle masse anonime, delle luci al neon. E proprio per questo il suo lavoro era &#8211; e resta &#8211; straordinario.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua morte segna la perdita di una prospettiva irripetibile: una lente che sapeva scovare il grottesco, il banale, il kitsch, e restituirlo con onest\u00e0, con colore, con ironia. Forse, oggi pi\u00f9 che mai, abbiamo bisogno di quella lente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/en\/obituaries\/article\/2025\/12\/07\/martin-parr-extraordinary-photographer-of-the-ordinary-dies-at-73_6748247_15.html?utm_source=chatgpt.com\">Le Monde.fr<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/artanddesign\/2025\/dec\/07\/landmark-british-photographer-martin-parr-dies-aged-73?utm_source=chatgpt.com\">The Guardian<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/7f9c613f-4ee1-4d57-8161-bb75e3096451?utm_source=chatgpt.com\">ft.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:21px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"font-size:15px\"><table><tbody><tr><td><em>Redazione Experiences<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-small-font-size\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-ae7266a817576ade8b30db3419c4f7d7\"><strong>A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.<\/strong><br>Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d\u2019autore). Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo \u00e8 perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. \u00e8 sollevata da qualsiasi tipo di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.experiences.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" data-attachment-id=\"120\" data-permalink=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/la-situazione-attuale\/logo4\" data-orig-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" data-orig-size=\"70,70\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"logo4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" src=\"http:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una voce inconfondibile della fotografia documentaria scompare. 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