{"id":5455,"date":"2026-04-15T18:45:57","date_gmt":"2026-04-15T16:45:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/?p=5455"},"modified":"2026-04-20T18:10:56","modified_gmt":"2026-04-20T16:10:56","slug":"tra-guerre-visibili-e-silenzi-privati-le-immagini-premiate-raccontano-lumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/archives\/5455","title":{"rendered":"Tra guerre visibili e silenzi privati, le immagini premiate raccontano l\u2019umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.experiences.it\/res\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/punto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-50291\" style=\"width:25px;height:25px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Le fotografie premiate al World Press Photo 2026 restituiscono un tempo attraversato da tensioni sottili e conflitti diffusi. Pi\u00f9 che documentare, evocano \u2013 costruendo un racconto corale che si muove tra cronaca e memoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>di <strong>Andrea Valenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:60px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">C\u2019\u00e8 un punto, ogni anno, in cui la cronaca smette di essere soltanto informazione e diventa immagine. \u00c8 l\u00ec che il World Press Photo trova il suo spazio \u2013 in quella soglia incerta dove lo sguardo registra e, insieme, trattiene. La 69\u00aa edizione del concorso, i cui vincitori sono stati annunciati, si muove esattamente su questa linea: racconta il presente senza esaurirlo, lo sfiora, lo lascia aperto.<br>Le fotografie selezionate arrivano da ogni parte del mondo, come sempre. Ma pi\u00f9 che una geografia, compongono una condizione. Non esiste un centro, n\u00e9 una periferia: tutto sembra accadere nello stesso istante, in una simultaneit\u00e0 inquieta. I conflitti \u2013 armati, sociali, ambientali \u2013 attraversano le immagini come correnti sotterranee. Non sempre esplodono. Spesso restano in superficie, appena visibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra, certo. Ma non soltanto quella che si misura in fronti e linee di avanzamento. C\u2019\u00e8 una guerra pi\u00f9 discreta, che si insinua nei gesti quotidiani \u2013 nelle attese, nelle partenze, nei ritorni che non coincidono mai davvero con un luogo. Le fotografie premiate restituiscono questa dimensione con una precisione quasi silenziosa. Non insistono, non spiegano. Si limitano a mostrare.<\/p>\n\n\n\n<p>E mostrare, in questi casi, significa togliere. Ridurre al minimo. Un volto, una stanza, una strada. Elementi essenziali, che per\u00f2 si caricano di un peso inatteso. \u00c8 qui che il fotogiornalismo, quando raggiunge il suo punto pi\u00f9 alto, smette di essere semplice testimonianza e diventa racconto implicito. Una narrazione che non guida, ma accompagna.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura del concorso \u2013 articolata per aree geografiche e categorie \u2013 continua a offrire una lettura plurale della realt\u00e0. Africa, Asia, Europa, Americhe: ogni regione restituisce storie diverse, ma tutte sembrano convergere verso una stessa percezione del tempo. Un tempo fragile, instabile, in cui le certezze appaiono provvisorie. Le immagini non cercano di ricomporre questo disordine. Lo accettano.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i lavori premiati emergono storie di resistenza quotidiana, spesso lontane dai riflettori. Non grandi eventi, ma esistenze che si ostinano a proseguire. Una madre che aspetta, un lavoratore che continua, un bambino che osserva. In queste scene, apparentemente minime, si concentra una tensione pi\u00f9 profonda. Come se il vero racconto fosse tutto l\u00ec, nel margine.<\/p>\n\n\n\n<p>La World Press Photo Foundation, che organizza il concorso, ribadisce anche quest\u2019anno il proprio ruolo di osservatorio globale. Ma ci\u00f2 che colpisce non \u00e8 tanto l\u2019ampiezza dello sguardo, quanto la sua qualit\u00e0. Le immagini selezionate non cercano l\u2019effetto, n\u00e9 l\u2019impatto immediato. Preferiscono una durata pi\u00f9 lenta, quasi ostinata. Restano.<\/p>\n\n\n\n<p>E nel restare, cambiano. Ogni fotografia, osservata a lungo, sembra aprirsi a significati diversi. \u00c8 un processo sottile, che coinvolge chi guarda. Non c\u2019\u00e8 un messaggio univoco, n\u00e9 una lettura obbligata. Il senso si costruisce nel tempo, nella relazione tra immagine e spettatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 questo uno degli elementi pi\u00f9 evidenti di questa edizione: una certa distanza. I fotografi non cercano pi\u00f9 di avvicinarsi troppo, di entrare dentro la scena fino a esaurirla. Rimangono un passo indietro. Lasciano spazio all\u2019aria, al silenzio, a ci\u00f2 che non \u00e8 immediatamente visibile. \u00c8 una scelta, ma anche una necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019epoca in cui tutto tende a mostrarsi, a esporsi, queste immagini fanno il contrario. Trattengono. E proprio per questo risultano pi\u00f9 intense. Non perch\u00e9 nascondano, ma perch\u00e9 suggeriscono. \u00c8 una differenza sottile, ma decisiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il World Press Photo 2026 si conferma cos\u00ec non solo come un premio, ma come un dispositivo di lettura del presente. Una lente che non ingrandisce, ma mette a fuoco. E ci\u00f2 che appare, in questa messa a fuoco, non \u00e8 mai definitivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, resta una sensazione difficile da definire. Non \u00e8 consolazione, n\u00e9 denuncia. Piuttosto una forma di consapevolezza \u2013 quieta, persistente. Le immagini non chiedono di essere capite subito. Chiedono tempo. E forse \u00e8 proprio questo il loro modo pi\u00f9 autentico di raccontare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"font-size:15px\"><table><tbody><tr><td><strong>I vincitori del World Press Photo Contest 2026: Africa ed Europa<\/strong><br><br>Per l\u2019<strong>Africa<\/strong>, nella categoria\u00a0Singles\u00a0sono stati premiati\u00a0When Giants Fall\u00a0di Halden Krog,\u00a0Joburg Ballet School\u00a0di Ihsaan Haffejee e\u00a0Children Who Do Not Exist\u00a0di Kiana Hayeri. Nella categoria\u00a0Stories\u00a0i riconoscimenti sono andati a\u00a0Sudan\u2019s War: A Nation Trapped\u00a0di Abdulmonam Eassa,\u00a0Far\u012bs\u0101t: Gunpowder\u2019s Daughters\u00a0di Chantal Pinzi e\u00a0Madagascar\u2019s Gen Z Protests\u00a0di Luis Tato. Tra i\u00a0Long-Term Project\u00a0emerge, invece,\u00a0\u00a0Dust\u00a0di Mohamed Mahdy.<br><br>Per l\u2019<strong>Europa<\/strong>, i\u00a0Singles\u00a0vincitori sono\u00a0Russian Attack on Kyiv\u00a0di Evgeniy Maloletka,\u00a0Emma the Social Robot\u00a0di Paula Hornickel e\u00a0Polar Bear on Sperm Whale\u00a0di Roie Galitz. Nella categoria\u00a0Stories\u00a0si distinguono\u00a0Burned Land\u00a0di Brais Lorenzo,\u00a0Drone Wars\u00a0di David Guttenfelder e\u00a0Engla Louise\u00a0di Sanna Sj\u00f6sw\u00e4rd. Tra i\u00a0Long-Term Project\u00a0vince\u00a0Extramuros\u00a0di William Keo.<br>Tra i vincitori del World Press Photo Contest 2026 c\u2019\u00e8 anche l\u2019italiana\u00a0<strong>Chantal Pinzi<\/strong>, premiata nella categoria\u00a0Stories\u00a0per l\u2019area Africa con il progetto\u00a0Far\u012bs\u0101t: Gunpowder\u2019s Daughters.<br>Il lavoro documenta la\u00a0Tbourida, tradizione equestre marocchina storicamente riservata agli uomini, concentrandosi sulle\u00a0far\u012bs\u0101t,\u00a0le cavallerizze che negli ultimi anni hanno conquistato spazio in questa pratica. Oggi si contano sette squadre femminili su circa 300.<br><br><strong>I vincitori del World Press Photo Contest 2026: Americhe<\/strong><br><br>Nel\u00a0<strong>Nord e Centro America<\/strong>, i\u00a0Singles\u00a0includono\u00a0Columbia University Pro-Palestine Protests\u00a0di Alex Kent,\u00a0Portland Protests ICE\u00a0di Jan Sonnenmair e\u00a0The Trials of the Achi Women\u00a0di Victor J. Blue. Tra le\u00a0Stories\u00a0figurano\u00a0ICE Arrests at New York Court\u00a0di Carol Guzy,\u00a0Los Angeles on Fire\u00a0di Ethan Swope e\u00a0Tanner\u2019s Song\u00a0di Jahi Chikwendiu. Il progetto a lungo termine \u00e8\u00a0Mexico, A Changing Climate\u00a0di C\u00e9sar Rodr\u00edguez.<br><br>Per il\u00a0<strong>Sud America<\/strong>, i\u00a0Singles\u00a0premiati sono\u00a0A Territory of Hope\u00a0di Priscila Ribeiro,\u00a0Funeral for \u201cThe Four of Malvinas\u201d\u00a0di Santiago Arcos e\u00a0Milei\u2019s Argentina\u00a0di Tadeo Bourbon. Nella categoria\u00a0Stories\u00a0sono stati selezionati\u00a0Those Who Carry the Dead\u00a0di Eduardo Anizelli,\u00a0Manacillos\u00a0di Ever Andr\u00e9s Mercado Puentes e\u00a0Name the Absence\u00a0di Ferley A. Ospina. Tra i progetti a lungo termine, invece, si distingue\u00a0The Human Cost of Agrotoxins\u00a0di Pablo E. Piovano.<br>I vincitori del World Press Photo Contest 2026: Oceania e Asia<br><br>Nell\u2019area\u00a0<strong>Asia-Pacifico e Oceania<\/strong>,\u00a0 i\u00a0Singles\u00a0includono\u00a0Bondi Beach Terror Attack\u00a0di Edwina Pickles,\u00a0Mountain Resident of Wanglang\u00a0di Rob G. Green e\u00a0A Desperate Plea\u00a0di Tyrone Siu. Tra le\u00a0Stories\u00a0sono stati premiati\u00a0Wedding in the Flood\u00a0di Aaron Favila,\u00a0Scam Hub Under Siege\u00a0di Jes Aznar e\u00a0The Last Dolphin Hunters\u00a0di Matthew Abbott. Il progetto a lungo termine vincitore \u00e8\u00a0Motherhood at 60\u00a0di Wu Fang.<br><br>Infine, per l\u2019<strong>Asia<\/strong>, tra i\u00a0Singles\u00a0figurano\u00a0Nepal\u2019s Gen Z Uprising\u00a0di Narendra Shrestha,\u00a0Aid Emergency in Gaza\u00a0di Saber Nuraldin e\u00a0A Daughter\u2019s Grief in Kashmir\u00a0di Yasir Iqbal. Tra le\u00a0Stories\u00a0sono stati premiati\u00a0\u201cI\u2019m Afraid\u201d: Afghan Women Face US Aid Cuts\u00a0di Elise Blanchard,\u00a0A Syrian City Rebuilds, Still Divided\u00a0di Nicole Tung e\u00a0Witnessing Gaza\u00a0di Saher Alghorra. Il\u00a0Long-Term Project\u00a0vincitore, invece, \u00e8\u00a0Hijacked Education\u00a0di Diego Ibarra S\u00e1nchez.<br>L\u2019italiana Chantal Pinzi tra i vincitori del World Press Photo Contest 2026<br><br><strong>Mostra e calendario del World Press Photo Contest 2026<\/strong><br>Le storie premiate raggiungeranno milioni di visitatori attraverso la mostra itinerante World Press Photo, che toccher\u00e0 oltre 60 sedi in tutto il mondo. L\u2019esposizione inaugurer\u00e0 ad Amsterdam, presso De Nieuwe Kerk, dal 24 aprile al 27 settembre 2026.<br>La mostra proseguir\u00e0 in citt\u00e0 come Bucarest, Rio de Janeiro, Siviglia, Zurigo, Berlino, Roma (Palazzo Esposizioni), Montr\u00e9al, Vienna e Barcellona, mentre l\u2019organizzazione annuncer\u00e0 ulteriori destinazioni nel corso dell\u2019anno, aggiornando il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.worldpressphoto.org\/calendar\">calendario ufficiale<\/a>.<br><br>Il 23 aprile 2026, in occasione dell\u2019apertura stampa della mostra ad Amsterdam, la giuria annuncer\u00e0 il\u00a0\u00a0<strong>World Press Photo of the Year<\/strong>\u00a0e i due finalisti. Il vincitore ricever\u00e0 un premio di 10.000 euro ed attrezzature per un valore complessivo superiore a 14.000 euro.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"font-size:15px\"><table><tbody><tr><td><em>Articolo redazionale<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-small-font-size\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-85e2c90901e43e47ee3de69beb24b9ec\"><strong>A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.<\/strong><br>Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d\u2019autore) e &#8211; qualora non fosse di per s\u00e9 chiaro &#8211; specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo \u00e8 perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. \u00e8 sollevata da qualsiasi tipo di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.experiences.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" data-attachment-id=\"120\" data-permalink=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/la-situazione-attuale\/logo4\" data-orig-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" data-orig-size=\"70,70\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"logo4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" src=\"http:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fotografie premiate al World Press Photo 2026 restituiscono un tempo attraversato da tensioni sottili e conflitti diffusi. 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