{"id":5478,"date":"2026-04-19T22:28:54","date_gmt":"2026-04-19T20:28:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/?p=5478"},"modified":"2026-04-19T22:28:55","modified_gmt":"2026-04-19T20:28:55","slug":"a-verbania-unantologica-che-rilegge-il-design-come-linguaggio-critico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/archives\/5478","title":{"rendered":"A Verbania un\u2019antologica che rilegge il design come linguaggio critico"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.experiences.it\/res\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/punto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-50291\" style=\"width:25px;height:25px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Una mostra a Villa Giulia ripercorre l\u2019intero arco creativo di Alessandro Mendini, figura chiave del design italiano. Tra oggetti iconici e visioni teoriche, emerge un pensiero che ha ridefinito il progetto come pratica culturale e civile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>di <strong>Luca Ferraris<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:60px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">C\u2019\u00e8 un tratto distintivo nel lavoro di Alessandro Mendini: la capacit\u00e0 di trasformare il design da disciplina funzionale a dispositivo critico. La mostra \u201cAlessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi\u201d, in programma a Verbania dal 16 maggio al 27 settembre 2026, ricostruisce questa traiettoria con un\u2019ampiezza rara, mettendo in scena oltre 130 opere che attraversano pi\u00f9 di quattro decenni di attivit\u00e0 .<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antologica, curata da Loredana Parmesani e allestita negli spazi di Villa Giulia, non si limita a un\u2019esposizione cronologica. Piuttosto, propone una lettura per ambienti \u2013 stanze appunto \u2013 che riflettono una delle ossessioni pi\u00f9 fertili di Mendini: lo spazio come microcosmo emotivo e intellettuale. In un\u2019epoca in cui il design tende a globalizzarsi sotto la spinta delle grandi piattaforme industriali, questa scelta restituisce centralit\u00e0 alla dimensione narrativa dell\u2019oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mendini emerge cos\u00ec non solo come designer, ma come intellettuale europeo capace di intercettare e reinterpretare le tensioni del secondo Novecento. Dalla stagione del Radical Design milanese degli anni Settanta \u2013 che contestava apertamente il funzionalismo modernista \u2013 fino alle declinazioni postmoderne, la sua opera si muove lungo una linea di frattura tra industria e cultura, tra mercato e immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso espositivo mette in dialogo alcuni dei lavori pi\u00f9 emblematici. La Poltrona di Paglia del 1974 segna un momento di rottura: non pi\u00f9 oggetto utile, ma strumento di provocazione sociale. Poco dopo, la celebre Poltrona di Proust (1978) traduce la memoria letteraria in forma decorativa, fondendo rococ\u00f2 e puntinismo in un\u2019operazione che anticipa la contaminazione dei linguaggi contemporanei. Pi\u00f9 tardi, il Mendinigrafo (1985) sintetizza il suo alfabeto visivo, mentre la collezione \u201c100% Make up\u201d per Alessi (1992) introduce una dimensione corale, coinvolgendo progettisti internazionali in un processo creativo condiviso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69eb5dd1de31e&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69eb5dd1de31e\" class=\"alignleft size-large is-resized wp-lightbox-container\"><img decoding=\"async\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.clp1968.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/10_Poltrona-di-Proust-809x1024.jpg\" alt=\"\" style=\"width:600px\"\/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alessandro Mendini, Poltrona di Proust, 1978 Poltrona in legno intagliato e tessuto dipinti a mano, cm 108x104x90 Ph Carlo Lavatori \u2013 Archivio Alessandro Mendini<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Questa apertura al dialogo internazionale non \u00e8 un elemento accessorio. Mendini lavora con aziende come Alessi, Kartell, Swatch, Philips, intercettando la trasformazione del design in industria globale. Allo stesso tempo, mantiene una forte autonomia teorica, testimoniata anche dalla direzione di riviste come <em>Casabella<\/em>, <em>Modo<\/em> e <em>Domus<\/em>, luoghi cruciali per la costruzione del dibattito architettonico e progettuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel contesto attuale, segnato dalla standardizzazione dei consumi e dall\u2019accelerazione tecnologica, la sua lezione acquista nuova rilevanza. Mendini rifiuta l\u2019idea di un design neutrale: ogni oggetto \u00e8 portatore di valori, di visioni del mondo, di implicazioni politiche. \u00c8 una posizione che dialoga con le grandi trasformazioni economiche degli ultimi decenni \u2013 dalla delocalizzazione industriale all\u2019ascesa dell\u2019Asia come hub produttivo \u2013 e che invita a ripensare il ruolo del progettista in un sistema globalizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra di Verbania insiste su questo punto attraverso l\u2019allestimento. Ogni stanza \u00e8 dedicata a un\u2019opera chiave, accompagnata da disegni, testi e materiali preparatori che ne ricostruiscono la genesi. Ne emerge un processo progettuale stratificato, in cui l\u2019idea precede e spesso supera l\u2019oggetto finale. \u00c8 qui che Mendini si distingue da altri protagonisti del design italiano: nella capacit\u00e0 di fare del progetto un racconto, una forma di pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che il tema della \u201cstanza\u201d ricorra come filo conduttore. La stanza \u00e8 spazio domestico ma anche mentale, luogo di riflessione e di inquietudine. In un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso, Mendini sembra anticipare il bisogno di spazi interiori, di pause nella continuit\u00e0 digitale. La sua ricerca diventa cos\u00ec sorprendentemente attuale, quasi una risposta anticipata alle tensioni del presente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;69eb5dd1de6f9&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"69eb5dd1de6f9\" class=\"alignleft size-large is-resized wp-lightbox-container\"><img decoding=\"async\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/www.clp1968.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/12-1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" style=\"width:600px\"\/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\taria-label=\"Ingrandisci\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.imageButtonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.imageButtonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alessandro Mendini, Anna G. e Alessandro M. Proust, Alessi, 2003 cavatappi in zama cromata e resina termoplastica con decoro Proust Museo Alessi, Ph Archivio fotografico Alessi<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La dimensione internazionale del suo lavoro \u00e8 confermata anche dalle numerose collaborazioni e riconoscimenti: tre Compassi d\u2019Oro, incarichi in Europa e Asia, progetti che spaziano dalle fabbriche Alessi a Omegna al Museo di Groningen, fino agli interventi urbani in Corea del Sud . Una geografia che riflette l\u2019evoluzione del design da fenomeno nazionale a linguaggio globale.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, la scelta di Verbania assume un significato preciso. Non si tratta solo di valorizzare una figura centrale del Novecento italiano, ma di inserirla in un contesto territoriale che dialoga con l\u2019industria \u2013 basti pensare alla presenza storica di Alessi nel Verbano Cusio Ossola. La mostra diventa cos\u00ec un punto di incontro tra cultura e produzione, tra memoria e innovazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 un percorso che non celebra semplicemente un autore, ma invita a interrogarsi sul senso del design oggi. Mendini ci ricorda che progettare significa prendere posizione, costruire visioni, immaginare alternative. In un\u2019epoca dominata dall\u2019efficienza e dalla velocit\u00e0, la sua opera restituisce al design una dimensione umanistica, critica e profondamente politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Villa Giulia, con la sua architettura ottocentesca affacciata sul lago, diventa il luogo ideale per questo confronto. Un contesto che amplifica il dialogo tra spazio, oggetto e pensiero, e che conferma come il design \u2013 quando \u00e8 autentico \u2013 non sia mai solo forma, ma interpretazione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"font-size:15px\"><table><tbody><tr><td><em>Articolo redazionale<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-small-font-size\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-85e2c90901e43e47ee3de69beb24b9ec\"><strong>A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.<\/strong><br>Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d\u2019autore) e &#8211; qualora non fosse di per s\u00e9 chiaro &#8211; specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo \u00e8 perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. \u00e8 sollevata da qualsiasi tipo di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.experiences.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" data-attachment-id=\"120\" data-permalink=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/la-situazione-attuale\/logo4\" data-orig-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" data-orig-size=\"70,70\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"logo4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" src=\"http:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra a Villa Giulia ripercorre l\u2019intero arco creativo di Alessandro Mendini, figura chiave del design italiano. Tra oggetti iconici e visioni teoriche, emerge un pensiero che ha ridefinito il progetto come pratica culturale e civile. di Luca Ferraris C\u2019\u00e8 un tratto distintivo nel lavoro di Alessandro Mendini: la capacit\u00e0 di trasformare il design da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5482,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[23,24,21],"class_list":["post-5478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-experiences","tag-clic-clack","tag-copertinecommenti","tag-home-experiences"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Alessandro-Mendini-copertina.jpg","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5478"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5483,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5478\/revisions\/5483"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}