{"id":5532,"date":"2026-04-23T17:08:46","date_gmt":"2026-04-23T15:08:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/?p=5532"},"modified":"2026-04-23T17:08:46","modified_gmt":"2026-04-23T15:08:46","slug":"la-citta-si-specchia-negli-anni-venti-e-ritrova-il-gusto-di-uneleganza-depoca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/archives\/5532","title":{"rendered":"La citt\u00e0 si specchia negli anni Venti e ritrova il gusto di un\u2019eleganza d&#8217;epoca"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.experiences.it\/res\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/punto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-50291\" style=\"width:25px;height:25px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Una mostra a Palazzo Medici Riccardi racconta il volto meno prevedibile di Firenze negli anni Venti: quello che dialoga con il D\u00e9co, tra arti applicate, moda e trasformazioni sociali. Un viaggio in un\u2019epoca che cercava leggerezza mentre tutto cambiava.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>di <strong>Salvatore Greco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:60px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">C\u2019\u00e8 un momento, nella storia di ogni citt\u00e0, in cui smette di guardarsi allo specchio del passato e prova a rifarsi il trucco. Firenze, che con il passato ha sempre avuto un rapporto quasi ossessivo, negli anni Venti fece qualcosa del genere. Senza troppo clamore, senza strappi evidenti \u2013 perch\u00e9 certe rivoluzioni, da queste parti, si fanno in punta di piedi \u2013 ma con una determinazione silenziosa che oggi torna a farsi vedere nella mostra \u201cFirenze D\u00e9co. Atmosfere degli anni Venti\u201d, allestita a Palazzo Medici Riccardi.<br>Il D\u00e9co, si sa, \u00e8 uno stile che non ama le mezze misure. Nato ufficialmente con l\u2019Exposition internationale des arts d\u00e9coratifs di Parigi nel 1925, si diffonde rapidamente come un profumo persistente: geometrie eleganti, linee pulite, materiali preziosi, un\u2019idea di modernit\u00e0 che non rinuncia al lusso. Eppure Firenze, citt\u00e0 di pietra e di memoria, non sembrava il terreno pi\u00f9 fertile per una simile estetica. O forse s\u00ec, se si accetta l\u2019idea che anche le citt\u00e0 pi\u00f9 \u201cclassiche\u201d abbiano bisogno, ogni tanto, di cambiare ritmo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra ricostruisce proprio questo passaggio, evitando la trappola della nostalgia e puntando piuttosto su una narrazione concreta, fatta di oggetti, opere, testimonianze. Pi\u00f9 di duecento pezzi \u2013 tra dipinti, sculture, arredi, ceramiche, abiti \u2013 raccontano un mondo in cui arte e vita quotidiana cominciavano a parlarsi con una certa naturalezza. Non \u00e8 solo una questione di stile: \u00e8 una questione di mentalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Venti, Firenze non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la culla del Rinascimento. \u00c8 una citt\u00e0 che prova a stare al passo con il presente, attraversata da fermenti culturali e sociali che la avvicinano alle grandi capitali europee. Il D\u00e9co diventa allora una lingua franca, un modo per dire \u201csiamo anche noi dentro questo tempo\u201d. Senza rinnegare il passato, certo \u2013 quello resta l\u00ec, ingombrante e rassicurante \u2013 ma provando a ritagliarsi uno spazio nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i protagonisti di questa stagione emergono figure che oggi meriterebbero forse una rilettura pi\u00f9 attenta. Artisti e artigiani che lavorano sul confine tra arte maggiore e arti applicate, un confine che il D\u00e9co contribuisce a rendere sempre pi\u00f9 poroso. Le manifatture ceramiche, per esempio, conoscono una stagione particolarmente felice: le forme si fanno essenziali, le decorazioni stilizzate, i colori decisi. Non \u00e8 pi\u00f9 solo decorazione, \u00e8 un modo di pensare l\u2019oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la moda, che negli anni Venti diventa un laboratorio privilegiato di sperimentazione. Gli abiti esposti raccontano una trasformazione radicale del corpo e del ruolo femminile: linee pi\u00f9 semplici, tessuti leggeri, una libert\u00e0 di movimento che \u00e8 anche una dichiarazione d\u2019intenti. La donna D\u00e9co non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una figura ornamentale: \u00e8 parte attiva di una societ\u00e0 che cambia, anche se non sempre se ne accorge.<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso espositivo ha il merito di non isolare questi fenomeni, ma di inserirli in un contesto pi\u00f9 ampio. Gli anni Venti, dopotutto, non sono soltanto un decennio di eleganza e feste. Sono anche gli anni del primo dopoguerra, di un\u2019Italia che cerca di rimettere insieme i pezzi e che, nel farlo, si affida spesso all\u2019estetica come forma di consolazione. Il D\u00e9co, con la sua apparente leggerezza, nasconde una tensione sottile: quella tra il desiderio di dimenticare e la necessit\u00e0 di reinventarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Firenze, in questo senso, \u00e8 un caso interessante. Non diventa mai una capitale del D\u00e9co come Parigi o Milano, ma sviluppa una sua declinazione, pi\u00f9 misurata, pi\u00f9 discreta. Una specie di D\u00e9co \u201calla fiorentina\u201d, verrebbe da dire, dove la modernit\u00e0 si mescola con una certa prudenza. Non \u00e8 un limite, ma una caratteristica. E forse \u00e8 proprio questa misura a rendere oggi la mostra particolarmente convincente.<\/p>\n\n\n\n<p>Passeggiando tra le sale di Palazzo Medici Riccardi, si ha la sensazione di assistere a una conversazione tra epoche diverse. I soffitti affrescati, le pareti cariche di storia, fanno da contrappunto agli oggetti esposti, creando un dialogo che non sempre \u00e8 pacifico, ma che proprio per questo risulta interessante. \u00c8 come se il passato e il presente si osservassero con un certo sospetto, cercando per\u00f2 un punto d\u2019incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, quello che resta non \u00e8 solo l\u2019immagine di un decennio, ma una domanda implicita: quanto siamo davvero disposti a cambiare? Gli anni Venti, con il loro entusiasmo e le loro contraddizioni, sembrano suggerire che ogni trasformazione \u00e8 sempre parziale, mai definitiva. Firenze lo sapeva gi\u00e0 allora. E, a giudicare da questa mostra, continua a saperlo ancora oggi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"font-size:15px\"><table><tbody><tr><td><em>Articolo redazionale<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-small-font-size\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-85e2c90901e43e47ee3de69beb24b9ec\"><strong>A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.<\/strong><br>Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d\u2019autore) e &#8211; qualora non fosse di per s\u00e9 chiaro &#8211; specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. 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Qualunque indebito utilizzo \u00e8 perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. \u00e8 sollevata da qualsiasi tipo di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.experiences.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" data-attachment-id=\"120\" data-permalink=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/la-situazione-attuale\/logo4\" data-orig-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" data-orig-size=\"70,70\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"logo4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" src=\"http:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra a Palazzo Medici Riccardi racconta il volto meno prevedibile di Firenze negli anni Venti: quello che dialoga con il D\u00e9co, tra arti applicate, moda e trasformazioni sociali. 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