{"id":5536,"date":"2026-04-23T17:08:26","date_gmt":"2026-04-23T15:08:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/?p=5536"},"modified":"2026-04-23T17:08:27","modified_gmt":"2026-04-23T15:08:27","slug":"dal-caos-della-metropoli-alla-cultura-del-contract-il-pragmatismo-radicale-di-oma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/archives\/5536","title":{"rendered":"Dal caos della metropoli alla cultura del \u201ccontract\u201d: il pragmatismo radicale di OMA"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.experiences.it\/res\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/punto.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-50291\" style=\"width:25px;height:25px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:90px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Non \u00e8 mai stato un teorico da salotto n\u00e9 un costruttore disciplinato. Rem Koolhaas attraversa l\u2019architettura come un campo di battaglia, dove le idee contano quanto i cantieri. E oggi rilancia da Milano una parola chiave: \u201ccontract\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>di <strong>Carlo Venturi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:60px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Rem Koolhaas non ha mai cercato di piacere. Troppo irregolare per essere accademico, troppo lucido per farsi sedurre dalle mode. Da mezzo secolo osserva la citt\u00e0, la seziona, la rimonta. E nel farlo, spesso, infastidisce. \u00c8 il prezzo di chi non si limita a costruire edifici, ma pretende di capire il mondo che li produce.<br>Nato a Rotterdam nel 1944, Koolhaas arriva all\u2019architettura passando per il giornalismo e il cinema. Non \u00e8 un dettaglio: prima impara a raccontare, poi a progettare. Questo spiega perch\u00e9 i suoi edifici sembrano sempre contenere una narrazione, anche quando appaiono ostili. Alla Architectural Association di Londra affina il metodo, ma \u00e8 con la fondazione di OMA &#8211; Office for Metropolitan Architecture &#8211; nel 1975 che comincia a fare sul serio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo primo manifesto, \u201cDelirious New York\u201d, \u00e8 gi\u00e0 un programma: prendere la realt\u00e0, anche la pi\u00f9 caotica, e trasformarla in teoria. Manhattan diventa un laboratorio dove l\u2019eccesso non \u00e8 una deviazione, ma una regola. Koolhaas non cerca ordine: cerca senso nel disordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Novanta, con \u201cS,M,L,XL\u201d, porta questa attitudine all\u2019estremo. Un libro che \u00e8 insieme archivio, saggio e provocazione. Qui nasce l\u2019idea della \u201cGeneric City\u201d &#8211; la citt\u00e0 senza identit\u00e0, replicabile ovunque, figlia della globalizzazione. Un\u2019intuizione che oggi, tra aeroporti identici e skyline intercambiabili, suona meno provocatoria di quanto sembrasse allora.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo costruisce. E costruisce molto. La Biblioteca Centrale di Seattle &#8211; un sistema di volumi sovrapposti e trasparenti &#8211; tenta di reinventare un\u2019istituzione in declino. La Casa da M\u00fasica di Porto rompe la grammatica del teatro tradizionale. Il quartier generale della CCTV a Pechino sfida la tipologia del grattacielo con un anello strutturale che \u00e8 insieme simbolo e azzardo ingegneristico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Koolhaas non si \u00e8 mai fermato all\u2019oggetto architettonico. Il suo vero campo d\u2019azione \u00e8 pi\u00f9 ampio: riguarda i processi, le economie, le relazioni tra discipline. \u00c8 qui che si inserisce una delle sue riflessioni pi\u00f9 recenti, emersa con chiarezza al Salone del Mobile di Milano, dove insieme al socio David Gianotten ha delineato la visione di OMA per l\u2019edizione del 2027.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola chiave \u00e8 \u201ccontract\u201d. Termine scivoloso, difficilmente traducibile, che tiene insieme ideazione e produzione, progettazione e gestione. Non un semplice appalto, ma un sistema. Koolhaas lo definisce senza giri di parole: un gruppo di competenze diverse &#8211; architetti, designer, scienziati, artigiani, sviluppatori, imprenditori &#8211; che lavorano insieme su un progetto. Tradotto: meno autori solitari, pi\u00f9 intelligenza collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una teoria astratta. \u00c8 pragmatismo. Koolhaas lo dice chiaramente: il contract \u00e8 capacit\u00e0 di fare sistema. E Milano, con la sua rete produttiva e culturale, \u00e8 il luogo ideale perch\u00e9 questo modello attecchisca. Non \u00e8 un caso che proprio il Salone del Mobile diventi il laboratorio di questa idea: una fiera che da anni ha smesso di essere solo esposizione per trasformarsi in piattaforma di scambio.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui Koolhaas torna a fare quello che gli riesce meglio: leggere una trasformazione prima che diventi evidente. L\u2019architettura, suggerisce, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere un gesto isolato. Deve farsi infrastruttura di relazioni. Un cambio di prospettiva che mette in crisi il mito dell\u2019architetto-star, ma che risponde a una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, non tutto \u00e8 lineare. Il lavoro di Koolhaas \u00e8 stato spesso criticato per la sua ambiguit\u00e0: troppo vicino ai grandi poteri economici, troppo disposto a operare dentro le logiche del mercato globale. Accuse non del tutto infondate. Ma \u00e8 proprio questa posizione scomoda &#8211; interna e al tempo stesso critica &#8211; a renderlo ancora rilevante.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni ha spostato l\u2019attenzione anche fuori dalle metropoli, indagando il mondo rurale con la mostra \u201cCountryside, The Future\u201d. Un altro terreno poco battuto dall\u2019architettura spettacolare. Segno che, ancora una volta, preferisce le domande alle risposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Koolhaas non offre soluzioni rassicuranti. Non promette ordine. Piuttosto, insiste nel mostrare le contraddizioni. Oggi, con il \u201ccontract\u201d, prova a indicare una via operativa dentro quel caos che lui stesso ha contribuito a descrivere. Non \u00e8 detto che funzioni. Ma \u00e8 un tentativo serio. E, di questi tempi, non \u00e8 poco.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table is-style-stripes\" style=\"font-size:15px\"><table><tbody><tr><td><em>Articolo redazionale<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group has-small-font-size\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-85e2c90901e43e47ee3de69beb24b9ec\"><strong>A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.<\/strong><br>Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d\u2019autore) e &#8211; qualora non fosse di per s\u00e9 chiaro &#8211; specifichiamo che sono state fornite a Experiences S.r.l. dagli Organizzatori o dagli Uffici Stampa degli eventi, esclusivamente per accompagnarne segnalazioni o articoli inerenti. Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo \u00e8 perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. \u00e8 sollevata da qualsiasi tipo di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.experiences.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"70\" height=\"70\" data-attachment-id=\"120\" data-permalink=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/la-situazione-attuale\/logo4\" data-orig-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" data-orig-size=\"70,70\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"logo4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" src=\"http:\/\/www.experiences.it\/channels\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/logo4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-120\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 mai stato un teorico da salotto n\u00e9 un costruttore disciplinato. 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