Le potenzialità latenti del ponte sullo Stretto di Messina

idonee a rendere il PONTE AUTOFINANZIABILE e conseguentemente CANTIERABILE IN TEMPI BREVI
Soluzioni individuate dal “Gruppo di Studio Non Solo Ponte”

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MICHELE COMPARETTO

Le potenzialità latenti (intrinseche ed estrinseche) del Ponte sullo Stretto di Messina (già presentate alla “Commissione Ponte” del Comune di Messina, Palazzo Zanca, il 17 giugno 2011, – presidente Ing. Nicola BARBALACE – che ricevettero approvazione con voto unanime; iter poi interrottosi con l’avvento del Governo Monti e la conseguente caducazione del Progetto del Ponte) fanno capo a TRE AREE STRATEGICHE:

1ª – AREA POLITICO/ ECONOMICA – CULTURALE
(derivante dalle potenzialità estrinseche del Ponte)
2ª – AREA SCIENTIFICA / ENERGETICA
(derivante dalle potenzialità estrinseche del Ponte)
3ª – AREA TURISTICA / COMMERCIALE
(derivante dalle potenzialità intrinseche del Ponte)

Aree aventi straordinarie valenze che potrebbero divenire fruibili con l’apporto di alcune predisposizioni da inserire – con metodologie che sono oggetto di un ulteriore studio del “Gruppo di Studio Non Solo Ponte” – nel Progetto Esecutivo del Ponte (oggi non ancora redatto).

AREA POLITICO / ECONOMICA- CULTURALE
AREA intesa come lo studio della potenzialità di configurare il PONTE come un CARDINE, nel punto di unione di tre Continenti: EUROPA, ASIA e AFRICA, ed in quanto tale: FULCRO, non solo simbolico, ma anche fisico, di una nuova Area di Scambio Culturale e Politico/Economico, fra i Popoli e le Nazioni che si affacciano su quel mare.
AREA atta a consentire al “PONTE”, che anche nel linguaggio semiotico “unisce”, di divenirne fisicamente il “simbolo”, già raffigurato su tutti i “tagli cartacei” dell’Euro e pertanto atto a costituire un sicuro forte richiamo per la rivitalizzazione dell’Unione per il Mediterraneo che vedrebbe, in quell’ambito, l’attivazione della quanto mai indispensabile Zona di Libero Scambio (Prevista dal Processo di Barcellona e da rimettere in primo piano), sicuramente necessitante anch’essa di un “luogo fisico”, oltre che simbolico, baricentrico nel Mare Mediterraneo.
Luogo fisico identificabile con le allocazioni costituibili sia a bordo dello stesso PONTE, (fra le colonne binate si stimano infatti potenzialmente fruibili più di 500.000 mc.) che sui due versanti dello Stretto, quello Continentale e quello Insulare.
Dette allocazioni risulterebbero sicuramente idonee ad offrire singolari opportunità di incontro, dialogo, confronto culturale e di scambi economici tra i paesi dell’U.E. e le diverse culture che si affacciano su quel Mare. Opportunità che risulterebbero peraltro stimolate dalla esistenza, in quei luoghi delle, ancora presenti, antiche comuni radici, preposte ad un coagulo sinergico atto a divenire per quell’ambito, e conseguentemente per l’intera Nazione, volano di Sviluppo e Prestigio.

AREA SCIENTIFICA / ENERGETICA
AREA intesa come lo studio, in quell’ambito territoriale, della fruizione di una naturale vasta concentrazione di grandi varietà di fonti energetiche rinnovabili, derivabili dal vento, dal sole, dalle correnti marine e dalla geotermia, che porterebbe generare nell’ intorno del Ponte e/o negli insediamenti potenzialmente allocabili anche su di esso, lo sviluppo di un vero e proprio LABORATORIO INTERNAZIONALE, di Ricerca e Sviluppo per l’utilizzazione delle Energie Rinnovabili e delle derivanti applicazioni, in un contesto naturale avente potenzialità uniche nel Pianeta e come tale destinato a divenire una concentrazione di Eccellenze Scientifiche di risonanza mondiale, con le conseguenti ricadute sulle Regioni interessate e sulla intera Nazione, ed ancor più, determinerebbe la concreta potenzialità aggiuntiva di poter produrre in loco notevoli quantità di energia rinnovabili, per soddisfare adeguatamente le necessità di esercizio e di fruizione dello stesso PONTE anche a misura d’uomo (di cui si dirà nella seguente “Area Turistica/Commerciale”).

AREA TURISTICA / COMMERCIALE
AREA intesa come lo studio della potenzialità di predisporre
– di concerto con le finalità dell’AREA ECONOMICA, precedentemente descritta
– con l’auspicabile supporto di una AREA Franca (attivabile con modalità già oggetto di approfondimento da parte del “Gruppo di Studio Non Solo Ponte”)
– con il patrocinio dell’U.E. e dei Paesi Terzi che si affacciano sul Mediterraneo la piena fruizione, a misura d’uomo, sia dei siti circostanti il PONTE che della sua stessa struttura portante, predisponendo su questa ultima, l’allocazione:
– di ascensori panoramici (oltre ai già previsti per le manutenzioni nel Progetto definitivo) da allocare sulle colonne binate del Ponte. Colonne da ritmare, a varie altezze, con terrazzamenti, anch’essi panoramici, preposti alla dislocazione fra le colonne di volumetrie ricettive ivi insediabili;
– di una cabinovia panoramica, realizzabile utilizzando la percorribilità delle funi paraboliche di sostegno dell’impalcato del Ponte (percorribilità già prevista nel Progetto definitivo ai fini delle manutenzioni). Cabinovia che, potendo transitare anche al disotto dell’impalcato del Ponte potrebbe contribuire fortemente alla reale conurbazione della città di Messina, Villa S. Giovanni e Reggio Calabria.
– di un attraversamento ciclabile e pedonale, quest’ultimo anche assistito da tapis-roulant (promenade attrezzata ed opportunamente protetta)
Con riferimento alle potenzialità panoramiche delle Torri, alte quasi 400 metri, si ritiene utile ricordare che la Torre Eiffel, alta poco meno di 300 metri, attrae annualmente più di 7 milioni di visitatori e la ruota di Londra, alta 135 metri, ne attrae 3 milioni e mezzo.

CONCLUSIONI
Le allocazioni sul Ponte, a servizio delle TRE AREE, congiuntamente alle ulteriori predisposizioni, atte a consentire una nuova “configurazione” anche dei raccordi strutturali a terra del Ponte e dei siti ad essi limitrofi, sia sul lato Sicilia che sul lato Calabria, finalizzate al pieno utilizzo delle potenzialità allocative ivi insediabili, funzionali alle TRE AREE menzionate, determinerebbero la piena fruizione delle individuate valenze.
Le evidenti complementarietà delle “attrattive” che emergono dalle descritte AREE, che sfumandosi nei contorni, tendono a fondersi, fanno ritenere consequenziale lo scaturire, dal Ponte riconfigurato, di una prorompente sinergia, atta a farlo identificare come:
“POLO STRATEGICO POLIFUNZIONALE”
che, in forza delle pluralità attrattive evidenziate, si avvarrà anche della prestigiosa veste di:
“CENTRO FOCALE PERMANENTE DI PLURIFORMI CONVERGENZE INTERNAZIONALI “
Dette pluriformi convergenze, con l’ausilio delle linee guida – da definire con un “PROGETTO GENERALE DI SVILUPPO” da predisporre all’uopo – si ritengono atte a creare un rilevante flusso di presenze che potrà attingere in modo cospicuo anche dal bacino costituito dal già esistente movimento dei Crocieristi, in continuo aumento, che annualmente superano i 10 milioni nel Mediterraneo, e i 20 milioni nel mondo.
Movimento di Crocieristi che, se intercettato, sarebbe destinato a produrre ulteriori benefici anche per il porto di Gioia Tauro, preposto quale naturale approdo per le navi da Crociera. Nel contempo, l’intero flusso di presenze risulterebbe altresì veicolabile, prioritariamente in Sicilia e in Calabria, anche con l’ausilio di imbarcazioni idoneamente dimensionate ed equipaggiate per escursioni di corto, medio e lungo raggio, per l’approdo sulle coste e per il raggiungimento delle isole minori, da programmare nel dettaglio, in sintonia con le esigenze/richieste degli operatori del settore e nell’ambito del “PROGETTO GENERALE DI SVILUPPO” sopra menzionato.
In questo scenario, a prescindere dalle motivazioni di qualsiasi natura che fino ad oggi hanno impedito – ed impediscono – la realizzazione del Ponte, le rilevanti potenzialità di negoziazione, derivanti delle citate predisposizioni, darebbero luogo, oggettivamente, ad un macroscopico BUSINESS destinato ad attirare pluriformi interessi a livello mondiale e conseguentemente, anche senza contributi di Stato e/o dell’UE, alla cantierizzazione del Ponte in tempi brevi.

Michele Comparetto è architetto libero professionista. Gruppo di studio “Non solo Ponte”. Ponte di transito – come da Progetto caducato Soc. Stretto di Messina – ma anche ponte territorio dopo adeguate rimodulazioni di tipo funzionale, non strutturali.

 

L’ARTICOLO È PUBBLICATO NEL PRIMO NUMERO DI ESPERIENZE MEDITERRANEE