Turismo estivo – Si discute sulle Isole «Covid-free» e si corre dietro la concorrenza straniera

Tutte le categorie richiedono di ripartire. A maggior ragione quelle legate al turismo, settore tra i più colpiti dalla crisi indotta dal Covid. Questa è l’unica certezza che abbiamo, perché, diciamo la verità, si naviga a vista. Occorrerebbero indicazioni precise, ma l’alternanza del semaforo pandemico regionale (giallo, arancio, rosso, nelle diverse sfumature), non permette a nessuno di sbilanciarsi. Così le risoluzioni di governo non valgono per l’autorevolezza, ma solo per la l’autorità: se dicono di chiudere, si chiude. La stagione estiva però viene una volta l’anno e chi è sempre stato legato alla stagionalità ora dovrebbe essere convinto di quanto si diceva prima del flagello: il turismo va declinato e sviluppato nei dodici mesi non solo d’estate. Iniziare a farlo ora è più difficile che mai. Nonostante l’emergenza, tutti sperano di riprendere a lavorare. O si muore di Covid o si muore di fame, commenta qualcuno. Molti sono, però, i punti interrogativi.

L’idea delle isole «Covid-free», ad esempio, piace a Sicilia e Sardegna, ma non piace alle altre regioni che isole non sono. Sarebbe necessario che in queste isole tutti i residenti fossero vaccinati, permettendo di accogliere i turisti. Questa idea continua a far dibattere i politici che non sono in grado di proporre alternative effettivamente efficaci. Cosa dice il ministro del Turismo Massimo Garavaglia? Risponde alle proteste che è «una tempesta in un bicchiere d’acqua» e rilancia l’idea lodando questa «ottima operazione di marketing per dare un segnale che anche in Italia c’è questa opportunità: le isole sono piccole, non parliamo di numeri impossibili da gestire e una volta che sono state vaccinate le fasce più a rischio, possiamo passare alle isole “Covid-free”». Il ministro espone a sostegno l’assunto di base: prima vaccinare le fasce a rischio, che significa anziani e fragili. Quelli cioè che accrescono la lista dei morti giornalieri. Non è soltanto un problema sanitario, ma etico. Qualcuno, in verità, dovrebbe spiegare da dove proverrebbero i turisti in visita nelle isole “Covid-free”. Infatti, questi turisti dovrebbero essere anche loro immuni, altrimenti si verificherebbe quello che è avvenuto l’estate scorsa in Sardegna. E quello che ha fatto passare nei mesi recenti la stessa isola da bianca a colorata.

Non bastano dunque le idee senza fare i conti con la realtà. Frattanto, alberghi, agenzie di viaggio e uffici del turismo, tentano comprensibilmente di organizzarsi per attrarre i turisti. Il vicepresidente di Confturismo Marco Michielli propone di vaccinare, subito le categorie di lavoratori legati al comparto. Chiaramente, dopo anziani e persone fragili. Questo perché chi va in fabbrica non è esposto quanto chi ha contatti col pubblico. Non è così semplice, come sembra. Chi porta i turisti a destinazione? Viaggiano virtualmente? In realtà viaggiano su treni, aerei, traghetti (che servono quotidianamente Sicilia e Sardegna). Chi gestisce i trasporti, le stazioni, gli aeroporti? Ecco perché non è possibile considerare alcune categorie scisse dalle altre. Occorre invece procedere con un piano vaccinale organico, basato su una tempistica inflessibile, senza corse in avanti da parte di nessuno.

Interessante la proposta dell’Aiav (Associazione Italiana Agenti di Viaggio) in rappresentanza di 1.850 associati. Prospetta assicurazioni, cancellazioni, cambi di date, escludendo penali. Chiede inoltre di utilizzare il bonus cultura dei maggiorenni per rilanciare le città d’arte. Il timore, spiega l’Aiav, è che al momento le prenotazioni sono quasi esclusivamente da parte dei cittadini italiani, indirizzati in gran parte a scegliere Sicilia e Sardegna come meta delle vacanze. Il turismo estero per ora tace. Occorrerebbe incentivare il “Turismo Incoming”, come stanno facendo Spagna, Croazia, Grecia, Turchia, Egitto. Per risolvere il problema, queste nazioni si sono concentrate sulle vaccinazioni del personale addetto all’accoglienza. Al contrario, dal 23 maggio, Israele accetterà soltanto turisti vaccinati. Come si vede, ognuno gioca le sue carte, ma di fronte al Covid nessuno ha la bacchetta magica.

IMMAGINE DI APERTURA: Foto di Igor Link da Pixabay 

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Sergio Bertolami
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