Van Gogh, Modigliani, Klimt, Picasso, Giacometti, Man Ray, de Chirico, Carrà, Guttuso e molti altri. Una grande esposizione attraversa oltre due secoli di arte interrogando il ritratto femminile come luogo di identità, emancipazione e trasformazione sociale.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto dal Comune di Parma e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
Una donna guarda verso di noi dal tavolo di un caffè di Arles. Un’altra attraversa la mondanità europea con l’eccentricità di una diva. Un’altra ancora conserva il nome di Carminella, figlia del popolo della quale il tempo ha quasi cancellato la storia. Sono volti, corpi, presenze appartenenti a epoche e condizioni differenti, ma riuniti dalla capacità di raccontare qualcosa che supera il momento in cui furono fissati sulla tela, nella materia, in una fotografia.
È attorno a questa pluralità di identità che prende forma LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, la mostra che dal 2 ottobre 2026 all’8 marzo 2027 occuperà il primo piano del Palazzo del Governatore di Parma. Dopo il successo della retrospettiva Giacomo Balla. Un universo di luce, l’esposizione costituisce il secondo capitolo del protocollo d’intesa tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Il progetto è stato concepito appositamente per la città emiliana e riunisce oltre sessanta opere, provenienti esclusivamente dalla collezione della Galleria Nazionale, distribuite in tredici sale. Dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi costruiscono un percorso lungo più di due secoli nel quale il ritratto femminile diventa il punto di osservazione delle trasformazioni estetiche, psicologiche, culturali e politiche che hanno accompagnato il passaggio alla modernità.

Fra le opere figurano anche acquisizioni recenti, come Nu Debout, pastello di Pablo Picasso databile intorno al 1906, donato nel 2025 dalla Cy Twombly Foundation. La presenza di lavori entrati da poco nelle raccolte sottolinea il carattere dinamico attribuito dalla GNAMC al proprio patrimonio, considerato non soltanto come insieme da conservare, ma come collezione da studiare, aggiornare e incrementare.
La mostra si lega inoltre a una ricorrenza precisa: l’ottantesimo anniversario del voto alle donne. Come sottolinea la direttrice della Galleria e curatrice dell’esposizione Renata Cristina Mazzantini, la selezione proposta a Parma rientra nel progetto “Museo migrante”, ideato per diffondere la conoscenza delle collezioni della GNAMC in Italia e all’estero. Il trasferimento temporaneo delle opere diventa così anche occasione per approfondire gli studi sul patrimonio e mettere in relazione una grande raccolta pubblica nazionale con pubblici e territori differenti.

Una prospettiva condivisa dal Comune di Parma. Per il vicesindaco e assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto, la funzione delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni culturali non può esaurirsi nella conservazione. Creare occasioni di conoscenza e confronto permette alle opere di continuare a dialogare con il presente e, nello stesso tempo, rafforza la capacità della città di costruire progetti culturali attraverso la collaborazione fra istituzioni.
Il cuore dell’esposizione resta tuttavia affidato alle donne rappresentate. La celebre Signora Ginoux, l’Arlesiana di Vincent van Gogh, era la moglie del proprietario del Café de la Gare di Arles. La marchesa Luisa Casati, ritratta da Giovanni Boldini, appartiene invece alla dimensione dell’aristocrazia, del collezionismo e della mondanità internazionale. Hanka Zborowska, facoltosa aristocratica polacca, compare nella Signora dal collaretto di Amedeo Modigliani. A queste figure si affianca Carminella di Antonio Mancini, una donna di origine popolare la cui vicenda biografica è rimasta in ombra.

Il Novecento aggiunge altri volti e altre storie. Alberto Savinio ritrae Palma Bucarelli, figura decisiva dell’arte contemporanea italiana e storica direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Giosetta Fioroni guarda invece al mondo dello spettacolo attraverso l’attrice Elsa Martinelli. Ne emerge un immaginario nel quale ogni ritratto può essere insieme rappresentazione di una persona reale e variazione possibile dell’identità femminile. Uno sguardo, un gesto, una postura acquistano così il valore di indizi attraverso i quali personalità differenti continuano a manifestarsi al di là della propria epoca.
Molte delle opere concesse a Parma sono raramente prestate. Provengono dalla GNAMC, che conserva la più ampia collezione italiana dedicata all’arte nazionale e internazionale del XIX e XX secolo. Fra i lavori esposti figurano i raffinati disegni di Gustav Klimt, compreso uno studio per Le tre età della donna, nei quali la linea definisce l’erotismo e l’eleganza propri della cultura della Secessione viennese.
Con Figura (Femme de Venise VI) di Alberto Giacometti il corpo assume invece la forma essenziale di una presenza scarnificata, quasi un totem ancestrale. Nelle Femmes di Man Ray la figura femminile abbandona il ruolo tradizionale di oggetto della contemplazione per trasformarsi in enigma, ombra, immagine che resiste alla classificazione dello sguardo.
Un diverso passaggio è affidato alla Bambina che ride di Medardo Rosso. La materia in cera trattiene l’immediatezza dell’infanzia prima che intervengano le convenzioni sociali del decoro borghese di fine Ottocento. Agli inizi del secolo successivo la Donna in bianco di Kees van Dongen mostra invece occhi enormi e inquisitori: non una figura passivamente sottoposta alla posa, ma una presenza che sembra rivolgere direttamente lo sguardo verso chi osserva.
La progressiva emancipazione sociale e politica delle donne trova un corrispettivo anche nel lavoro delle artiste presenti nel percorso. Linguaggi molto differenti mettono in discussione paradigmi consolidati e affrontano i temi della personalità, della libertà, dell’autodeterminazione e della riappropriazione del corpo. Dalla densità plastica della scultura di Antonietta Raphaël si passa alla fotografia di Dora Maar e Francesca Woodman, fino alle performance e alle articolate coreografie di Vanessa Beecroft e Marinella Senatore.
Una sezione specifica concentra l’attenzione sull’arte italiana tra le due guerre mondiali, periodo nel quale la rappresentazione femminile registra un universo sempre più autonomo e volitivo. Il percorso riunisce opere di Giorgio de Chirico, Gino Severini, Carlo Carrà, Cagnaccio di San Pietro, Antonio Donghi, Achille Funi, Mario Sironi, Enrico Prampolini e Renato Guttuso, accanto alle sculture di Arturo Martini, Adolfo Wildt, Arturo Dazzi, Giacomo Manzù e Pericle Fazzini.
Attraverso questi lavori si ricompone la varietà delle esperienze artistiche sviluppatesi fra Metafisica, “Valori Plastici”, Novecento italiano e Realismo magico, insieme alle mitologie che attraversano i primi decenni del XX secolo. Negli anni Trenta e Quaranta, mentre la propaganda fascista tenta di ricondurre l’identità femminile entro rigidi stereotipi domestici e materni, numerosi artisti scelgono invece di soffermarsi sull’intimità delle donne, sulle loro inquietudini e su forme di silenziosa e tenace resistenza.
È proprio questa tensione fra immagine e identità a tenere insieme un percorso che attraversa epoche, linguaggi e condizioni sociali lontanissime. Le donne di LEI non costituiscono una figura astratta e uniforme: sono aristocratiche e popolane, bambine e artiste, protagoniste della cultura e donne delle quali resta poco più di un nome. La storia dell’arte le ha osservate in modi differenti e, nel farlo, ha registrato anche il mutamento dello sguardo con cui la società ha pensato e rappresentato il femminile.
Prodotta dal Comune di Parma e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti e il sostegno di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna, la mostra è curata da Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi. Il comitato scientifico comprende, oltre ai curatori, Stefano Marson, Alberto Salvadori e Simona Tosini Pizzetti.
Informazioni
LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è visitabile a Palazzo del Governatore, Piazza Giuseppe Garibaldi 1, Parma, dal 2 ottobre 2026 all’8 marzo 2027.
La mostra è aperta mercoledì, giovedì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18; il venerdì dalle 10 alle 22, con ultimo ingresso alle 21. Chiusura il lunedì e il martedì, salvo le aperture straordinarie dell’8 dicembre, dalle 10 alle 19, del 31 dicembre, dalle 10 alle 15, e dell’8 marzo, dalle 10 alle 19. La mostra resterà chiusa il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Il biglietto intero a data fissa costa 12 euro; il ridotto 8 euro e il ridotto per i convenzionati 5 euro. Sono previste ulteriori riduzioni e gratuità per le categorie indicate dall’organizzazione. Per scuole e gruppi di almeno dieci persone è obbligatoria la prenotazione. Il catalogo della mostra è proposto al prezzo di 34 euro.

