Treccani, 90 anni di cultura italiana

L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana nasce ufficialmente nel 1925 per iniziativa dell’imprenditore e mecenate Giovanni Treccani. Il progetto prende forma su suggerimento di Giovanni Gentile, che ne immagina fin dall’inizio la funzione centrale: dare all’Italia una grande enciclopedia nazionale, capace di raccogliere e ordinare il sapere scientifico, letterario e artistico del tempo, colmando un vuoto storico rispetto alle grandi imprese editoriali europee.

Dalla fondazione al riconoscimento nazionale

In origine denominato Istituto Treccani, l’ente viene creato per realizzare l’Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti. Il progetto assume ben presto una dimensione pubblica e simbolica: nel 1933, con un regio decreto-legge (n. 669 del 24 giugno), Benito Mussolini lo trasforma in ente di finalità nazionale, sancendone il ruolo strategico nel panorama culturale del Paese e attribuendogli la denominazione attuale.

Il fondo di dotazione iniziale riflette un’alleanza tra finanza pubblica e privata: vi partecipano, in parti uguali, il Banco di Napoli, il Banco di Sicilia, il Monte dei Paschi di Siena, l’Istituto nazionale delle assicurazioni e l’Istituto poligrafico dello Stato. È una struttura ibrida, pensata per garantire solidità economica e prestigio istituzionale, ma anche una relativa autonomia operativa.

Il modello enciclopedico e la direzione di Gentile

Dal 1925 al 1943 la direzione dell’Istituto è affidata a Gentile, figura centrale e controversa del panorama culturale italiano. A lui si deve l’impianto scientifico dell’Enciclopedia e la definizione di un modello editoriale originale, collocato a metà strada tra l’enciclopedia monografica di tipo Britannica e il dizionario enciclopedico alla maniera del Larousse.

L’opera si articola in circa 60.000 voci, con una significativa innovazione tecnica: un ricchissimo apparato iconografico, che accompagna e integra il testo, rendendo la consultazione più accessibile e visivamente moderna. I 35 volumi dell’Enciclopedia vengono pubblicati tra il 1929 e il 1937; seguono un’appendice nel 1938 e, nel 1939, i volumi degli indici.

Autonomia culturale sotto il regime

Uno degli aspetti più rilevanti – e meno scontati – della storia dell’Istituto riguarda il suo rapporto con il fascismo. Pur operando all’interno di uno Stato totalitario e sotto costante osservazione del Ministero della Cultura Popolare, Gentile riesce a mantenere una linea editoriale relativamente autonoma. Nonostante le ripetute critiche e gli attacchi della stampa di regime, l’Istituto si avvale di redattori e collaboratori apertamente antifascisti o comunque non allineati.

Tra questi figurano intellettuali e studiosi di primo piano che avevano rifiutato il giuramento di fedeltà al regime imposto ai docenti universitari nel 1931: Gaetano De Sanctis, Guido Calogero, Bruno Migliorini, Rodolfo Mondolfo, Ugo La Malfa, Nello Rosselli, e molti altri. Questa pluralità intellettuale fa dell’Enciclopedia un’opera sorprendentemente complessa, lontana dalla propaganda esplicita e spesso attraversata da tensioni sottili tra sapere e potere.

La guerra e la sospensione delle attività

La caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, segna un primo arresto dell’attività dell’Istituto. Il blocco diventa totale dopo l’occupazione tedesca di Roma e la nascita della Repubblica sociale italiana, il 22 settembre. Tra i primi provvedimenti del governo di Salò vi è il commissariamento dell’Istituto: la sede viene chiusa, il personale licenziato in massa, e si decide il trasferimento forzato a Bergamo.

La storica sede romana di Palazzo Mattei di Paganica viene in gran parte svuotata: archivi, manoscritti e materiali iconografici vengono dispersi o trasferiti. Solo nel 1944, con la liberazione di Roma, l’attività riprende in modo irregolare, tra difficoltà logistiche e incertezze istituzionali.

La ricostruzione e le nuove enciclopedie

Con il rientro dei materiali da Bergamo, l’Istituto avvia una nuova stagione editoriale. Il primo grande progetto del dopoguerra è il Dizionario enciclopedico italiano, pubblicato in 12 volumi tra il 1955 e il 1961: un’opera di sintesi che fonde vocabolario ed enciclopedia, pensata per un pubblico più ampio e per un uso quotidiano.

A questo si affianca, tra il 1958 e il 1966, la prima grande enciclopedia tematica Treccani: l’Enciclopedia dell’arte antica, classica e orientale, che diventa rapidamente un punto di riferimento internazionale per gli studi storico-artistici.

L’Enciclopedia del Novecento e la maturità dell’Istituto

Una svolta decisiva nella produzione editoriale arriva con l’Enciclopedia del Novecento, pubblicata tra il 1975 e il 1990. L’opera è articolata in 522 saggi affidati a specialisti di fama mondiale e vede la collaborazione di 21 premi Nobel. Non si tratta più di un repertorio alfabetico, ma di una grande mappa critica del secolo, costruita per temi, problemi e processi storici.

Da quel momento, il catalogo dell’Istituto continua ad ampliarsi: volumi di aggiornamento, enciclopedie generali e tematiche, vocabolari, atlanti, collane specialistiche e opere monografiche contribuiscono a ridefinire il ruolo della Treccani nel panorama culturale italiano e internazionale.

Status giuridico e ruolo pubblico

Con la legge n. 123 del 2 aprile 1980, l’Istituto viene riconosciuto come ente di diritto privato di interesse nazionale e come istituzione culturale. È formalmente indipendente dallo Stato, anche sul piano finanziario; l’unico legame istituzionale diretto riguarda la nomina del presidente, affidata al Capo dello Stato, a conferma del valore simbolico e nazionale dell’ente.

Un’eredità viva

A distanza di un secolo dalla fondazione, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana non è soltanto un archivio del sapere, ma un osservatorio privilegiato sulla storia culturale del Paese. La sua vicenda riflette le contraddizioni dell’Italia contemporanea: il rapporto tra cultura e politica, tra autonomia intellettuale e istituzioni, tra memoria e aggiornamento continuo. In questo equilibrio instabile risiede, forse, la ragione più profonda della sua lunga durata.


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