Una collezione privata diventa patrimonio della città. Ventinove disegni di antichi maestri veneti, raccolti da Alessandro Favaretto Rubelli, sono stati destinati al Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia e vengono ora presentati nel portego di Ca’ Rezzonico.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Fondazione Musei Civici di Venezia – Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>.
Venezia è il principio che tiene insieme la raccolta. La sua storia, i suoi artisti, la cultura figurativa sviluppatasi lungo i secoli hanno guidato Alessandro Favaretto Rubelli nella formazione di una collezione che oggi, con la donazione alla città, entra nel patrimonio pubblico. Sono ventinove disegni di antichi maestri veneti, tra i quali Palma il Giovane, Luca Carlevarijs, Sebastiano Ricci, Giambattista Tiepolo e Canaletto, riuniti nella mostra “Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli”, a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027.
Presidente dell’omonima impresa di tessuti, avvocato e Cavaliere del lavoro, Favaretto Rubelli ha affiancato all’attività imprenditoriale un interesse costante per la storia e l’arte della Serenissima. Una passione coltivata anche durante i viaggi d’affari all’estero e testimoniata non soltanto dai disegni, ma anche da un’importante raccolta di libri antichi di argomento veneziano: opere storiche, guide e album illustrati che coprono un arco cronologico dalla fine del Quattrocento ai primi del Novecento.
La raccolta esposta nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico si articola essenzialmente in due nuclei. Il primo conduce al Cinquecento e trova uno dei suoi punti di maggiore interesse nel Cristo tentato dal diavolo di Palma il Giovane. Il disegno, preparatorio per un telero perduto di Palazzo Ducale, presenta un elevato grado di rifinitura e permette di osservare la qualità grafica dell’artista attivo tra XVI e XVII secolo. Di Palma il Giovane appartiene alla collezione anche La preghiera di san Carlo Borromeo, datata 1624.
È però il Settecento veneziano a occupare la parte più consistente e rappresentativa della raccolta. Cinque Studi di macchiette di Luca Carlevarijs, tutti provenienti dalla collezione di Tito Miotti, ampliano il nucleo di opere dell’artista già conservato nelle collezioni civiche. Nei piccoli fogli compaiono popolani al lavoro, donne che conversano, uomini seduti o in piedi: un repertorio umano destinato a ritornare nelle vedute dell’artista. Il comunicato sottolinea come il complesso di disegni di Carlevarijs posseduto dalle collezioni civiche sia tra i più importanti al mondo insieme a quelli del British Museum e del Victoria and Albert Museum di Londra.
A Sebastiano Ricci appartiene invece un disegno a matita nera preparatorio per le Tentazioni di Sant’Antonio abate, nel quale il chiaroscuro viene costruito attraverso un segno deciso e un tratteggio vigoroso. La presenza dell’ambiente di Ricci prosegue con due studi di Gaspare Diziani e con una copia giovanile, eseguita da Francesco Fontebasso, di un quadro del maestro.
Pochi tratti d’inchiostro bastano invece a Giambattista Tiepolo per costruire una delle sue caricature. L’esemplare entrato nella raccolta Favaretto Rubelli proviene dall’album Valmarana, circostanza riconoscibile dagli angoli ritagliati, ed è indicato nel comunicato come una significativa testimonianza delle capacità satiriche dell’artista. La sequenza conduce infine a Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto, presente con due studi di vedute provenienti da un album appartenuto a Italico Brass e successivamente disperso. I due fogli documentano il metodo di lavoro del pittore e costituiscono un’importante integrazione delle collezioni civiche veneziane.
Il passaggio dalla raccolta privata al patrimonio pubblico è il punto d’arrivo della vicenda. I ventinove disegni sono stati destinati al Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia, rafforzandone il patrimonio dedicato alla grafica antica. Nel comunicato la donazione viene collegata al ruolo del Gabinetto nello studio, nella conservazione e nella valorizzazione delle opere su carta e, più in generale, alla funzione della Fondazione nella custodia e nella trasmissione del patrimonio culturale affidatole. Il gesto di Favaretto Rubelli viene così ricondotto anche alla tradizione delle donazioni private che contribuiscono alla formazione delle raccolte pubbliche.
La biografia del donatore intreccia collezionismo e attività imprenditoriale. Alessandro Favaretto Rubelli entra nell’azienda di famiglia nel 1955, a ventiquattro anni, e ne accompagna rapidamente l’espansione sui mercati internazionali, con l’apertura di sedi e showroom da Londra a Parigi, da New York a Lione, fino a Dubai. Durante la sua presidenza Rubelli avvia collaborazioni con artisti e atelier di fama mondiale, ampliando la produzione di tessuti esclusivi. Nel 2018 nasce la Fondazione Rubelli, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il patrimonio culturale, storico e contemporaneo dell’azienda: un patrimonio che comprende l’Archivio Storico, bozzetti per tessuti e oltre cinquantamila campioni tessili.
La mostra permette dunque di leggere la donazione nella sua dimensione più concreta: fogli passati attraverso raccolte diverse e oggi riuniti all’interno delle collezioni civiche veneziane. Dal disegno preparatorio di Palma il Giovane alle figure osservate da Carlevarijs, dalla matita di Ricci all’ironia grafica di Tiepolo, fino agli studi di Canaletto, il percorso restituisce una selezione costruita intorno a un interesse preciso e continuativo per Venezia.
“Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli” è visitabile a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, Venezia, Dorsoduro 3136, fino all’11 gennaio 2027. Fino al 31 ottobre il museo è aperto dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso alle 17.00; dal 1° novembre l’orario è dalle 10.00 alle 17.00, con ultimo ingresso alle 16.00. Il martedì è giorno di chiusura. La mostra è compresa nel biglietto e nel percorso di visita del museo.

