Renoir, Monet, Cézanne: a Genova due secoli d’arte dalla Collezione Scharf

Dal 16 ottobre 2026 al 2 maggio 2027 Palazzo Ducale di Genova presenta una selezione della Collezione Scharf, per lungo tempo rimasta riservata. Il percorso, curato da Ilaria Bonacossa, attraversa due secoli d’arte mettendo in relazione maestri storici e protagonisti della contemporaneità.


Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da Studio ESSECI <segreteria@studioesseci.net>.

Una collezione privata può raccontare la storia dell’arte seguendo traiettorie molto diverse da quelle di un museo. Le scelte personali, i passaggi generazionali, le dispersioni e le acquisizioni successive finiscono per costruire una geografia particolare, nella quale opere e autori distanti nel tempo entrano in relazione. È quanto accade con la Collezione Scharf, una delle più rilevanti raccolte private tedesche, che Palazzo Ducale di Genova presenterà per la prima volta in Italia dal 16 ottobre 2026 al 2 maggio 2027.

La mostra, intitolata Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne – 200 anni di Arte dalla Collezione Scharf, riunirà oltre 140 opere e nasce dalla collaborazione tra Fondazione Palazzo Ducale di Genova, Collezione Scharf e MondoMostre. A curare la selezione è Ilaria Bonacossa, direttrice dell’istituzione genovese.

I nomi scelti per il titolo indicano immediatamente uno dei nuclei più riconoscibili della raccolta, ma il percorso è decisamente più ampio. Da Goya si arriva infatti a Tony Cragg e Katharina Grosse, attraversando due secoli e incontrando, tra gli altri, Corot, Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne, Bonnard, Matisse e Léger. Realismo, Impressionismo, Cubismo e arte contemporanea si susseguono all’interno di una raccolta la cui identità è stata definita nel tempo dalle scelte di più generazioni.

La storia della Collezione Scharf affonda le proprie radici nella Berlino di Otto Gerstenberg, protagonista di una stagione del collezionismo particolarmente attenta ai pionieri del Modernismo e all’avanguardia francese. Da quel nucleo originario prende avvio una vicenda familiare destinata ad attraversare il Novecento, compreso il passaggio drammatico della Seconda Guerra Mondiale.

Fu Margarethe Scharf, figlia di Gerstenberg, a riuscire a salvare durante il conflitto il nucleo principale della raccolta. Successivamente i figli Walter e Dieter Scharf ne svilupparono due differenti ramificazioni, seguendo interessi autonomi. Dieter concentrò la propria attenzione sul Surrealismo: il ramo da lui costituito si trova dal 2008 in prestito permanente presso la Collezione Scharf-Gerstenberg di Charlottenburg.

Walter Scharf proseguì invece lungo un’altra direzione. Insieme alla moglie Eve e al figlio René ampliò soprattutto la componente francese della raccolta, introducendo opere di Monet, Cézanne, Matisse e Picasso. La collezione assunse così progressivamente quella profondità cronologica che permette oggi di seguire, attraverso opere e artisti differenti, alcuni dei passaggi centrali della pittura europea tra Ottocento e Novecento.

La vicenda non si è tuttavia fermata alla conservazione dell’eredità ricevuta. René Scharf e la moglie Christiane hanno continuato a sviluppare la raccolta rivolgendosi all’arte moderna e contemporanea. Sono entrati così nella collezione artisti come Sam Francis, Sean Scully, Daniel Richter e Katharina Grosse, secondo una linea d’interesse concentrata sull’evoluzione della pittura e, in particolare, sul rapporto continuamente ridefinito tra figurazione e astrazione.

È proprio questa continuità fra eredità e nuove acquisizioni a dare alla mostra genovese una prospettiva che supera la semplice successione dei grandi nomi. La Collezione Scharf consente infatti di osservare come il gusto e le scelte dei collezionisti possano modificarsi nel passaggio da una generazione all’altra senza interrompere il dialogo con quanto è stato raccolto in precedenza. Dalla matrice originaria legata a Gerstenberg fino alle acquisizioni contemporanee, le opere documentano anche le trasformazioni del collezionismo privato europeo nel corso del Novecento e oltre.

A Palazzo Ducale questo racconto prenderà forma attraverso più di 140 lavori provenienti da una raccolta rimasta a lungo lontana dalla fruizione pubblica italiana. La presenza, nello stesso percorso, di Goya e Corot, Renoir e Monet, Toulouse-Lautrec e Cézanne, Bonnard, Matisse e Léger, fino a Tony Cragg e Katharina Grosse, permetterà di leggere duecento anni di storia artistica attraverso lo sguardo di una famiglia che ha continuato a collezionare nel tempo, trasformando un’eredità in un progetto ancora aperto.

La mostra sarà visitabile a Palazzo Ducale di Genova, in Piazza Giacomo Matteotti 9, nel Sottoporticato, dal 16 ottobre 2026 al 2 maggio 2027. Il lunedì l’apertura è prevista dalle 14.30 alle 19.30; dal martedì al giovedì e la domenica dalle 10.00 alle 19.30; venerdì e sabato dalle 10.00 alle 20.00.

Fino al 15 ottobre è inoltre prevista una promozione sul biglietto Open, acquistabile al prezzo di 18 euro, prevendita compresa, anziché 20 euro. Il biglietto consentirà di visitare la mostra fino alla data di chiusura.


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