A UN’ORA DELLA NOTTE

  • 16 – Rasi, damaschi, velluti, terzarelli, baratti, spichetti, taffettà

    16 – Rasi, damaschi, velluti, terzarelli, baratti, spichetti, taffettà

    Dove professore ed allieva finiscono la conversazione in un ristorante. Parlano dell’alimentazione dell’epoca, di cosa mangiava l’apprendista Escamare e che lavoro svolgeva nella bottega di Vitello. Discutono dei Capitoli dell’Arte della seta concessi a Messina da Carlo V e giungono alla conclusione che Vitello, entrando a far parte del Consolato dell’Arte, abbia acquisito i diritti […]

  • 15 – Quel filo di luce nell’Arte della seta

    15 – Quel filo di luce nell’Arte della seta

    Dove si parla dei sistemi di produzione della seta. Appare chiaro come l’intero ciclo di lavorazione coinvolga interi strati di popolazione indaffarata a coltivare la materia prima, poi a filarla, a tesserla, in ultimo a tingerla e ricamarla. Agricoltura ed artigianato sono strettamente legati. Le pratiche religiose non sono, però, le uniche ad essere adoperate […]

  • 14 – «Publicamenti ha jntiso diri chi ey magara»

    14 – «Publicamenti ha jntiso diri chi ey magara»

    Dove Salvatore Escamare, apprendista setaiolo nella bottega di Nardo Vitello, per un segreto desiderio sessuale insoddisfatto denuncia Pellegrina. Racconta come la magara prepari sortilegi, usando allume abbrustolito al fuoco. Martedì 16 aprile 1555. A guardarla dall’alto, la città appariva come una lingua di case recintate da mura, stretta tra le alture e il mare. Molti […]

  • 13 – In Messina, o piove o è festa o è contro i privilegi

    13 – In Messina, o piove o è festa o è contro i privilegi

    Dove il professore illustra alla sua allieva le condizioni sociali ed economiche di una città che si avvia verso l’era moderna. Sulle colline si pratica la coltivazione del gelso, così importante per la sua economia, giacché alimenta ed influenza la nascente industria della seta. In città si gestisce una fiorente attività mercantile. Molte sono le […]

  • 12 – La carta di Matthaeus Merian

    12 – La carta di Matthaeus Merian

    Dove si ricostruiscono le caratteristiche di Messina attraverso la cartografia dell’epoca e i resoconti d’archivio. Nella prima metà del Cinquecento la città in fermento tende a mutare il proprio aspetto e si stratifica. Da una parte si genera il disfacimento progressivo delle vecchie case medievali cadenti; dall’altra le nuove costruzioni tacitamente le sostituiscono. Sono compresenti […]

  • 11 – «Certo pani scrito para chi non confesase»

    11 – «Certo pani scrito para chi non confesase»

    Dove si dimostra ai giudici del Santo Tribunale, che Pellegrina è in contatto con un giro di malaffare, perché le si chiede di fornire un pane magico per evitare che un martoriato possa confessare. Il testimone diretto è Geronimo Carcano, che afferma pure di aver visto la magara incantarsi, nel guardare una caraffa piena d’acqua, […]

  • 10 – Le nozze con i fichi secchi

    10 – Le nozze con i fichi secchi

    Dove professore ed allieva tracciano un primo quadro del contesto storico in cui si trova a vivere Pellegrina. Osservano la possibilità che le nozze con Nardo non fossero state ancora celebrate “in facie ecclesiae” e che i due, perciò, fossero semplicemente “promessi sposi”. Tutto questo spiega per quale motivo Vitello decida di andare a convivere […]

  • 09 – «Prima monicio»

    09 – «Prima monicio»

    Dove Pellegrina si trova, per la prima volta, alla presenza dell’Inquisitore. Racconta le sfortunate vicende che l’hanno portata a Messina. Al suo arrivo è abbandonata dal marito, con un figlio piccolo da accudire. Dopo due anni Nardo Vitello torna in famiglia, avendo fatto fortuna e riprendendo a svolgere l’attività di setaiolo che conduceva a Napoli, […]

  • 08 – La santissima missione di Don Sebastiàn

    08 – La santissima missione di Don Sebastiàn

    Dove il professore tiene una conferenza nell’aula magna dell’Università di Messina, per illustrare la figura e l’opera di Don Bartholomeo Sebastiàn, Vescovo di Patti, che dal 1546 al 1555 ricoprì la carica d’Inquisitore Generale di Sicilia. Svolse la sua “santissima missione contro gli eretici come censore del Regno”. Fu, infatti, inviato nell’Isola dall’Imperatore Carlo V, […]

  • 07 – «Una maya de cera con certo argento vivo»

    07 – «Una maya de cera con certo argento vivo»

    Dove si raccoglie la dichiarazione dell’ultima delle cinque bizzoche, Sebastiana de Romeo, una ex prostituta. Non parla per sentito dire o per essersi trovata quale occasionale spettatrice. È stata proprio lei a chiamare Pellegrina, che ha persino usato speciali rimedi al fine di preservarla da futuri sortilegi. In quell’occasione per disfare la magaria ha usato […]

  • 6 – «Per discarrico di sua concientia»

    6 – «Per discarrico di sua concientia»

    Dove una quarta donna, Catharina serva di Petro Danchano, parla di nuovo della sera in cui Pellegrina sciolse la fattura della sua padrona Geronima. Non aggiunge nulla che già non conosciamo. Eppure, la sua testimonianza è più interessante di quanto si creda. Eodem proximo die. All’imbrunire, quando ormai nel Palazzo si sentiva chiudere l’imponente portone […]

  • 5 – Las mugeres de fora, che en España llaman brujas

    5 – Las mugeres de fora, che en España llaman brujas

    Dove il professore esamina i primi elaborati dell’allieva e avanza l’idea che Pellegrina possa essere una “donna di fora”. Insieme discutono sull’editto emanato dall’Inquisitore e sulle motivazioni che potrebbero avere spinto le bizzoche alla denuncia. «Mi faccia consultare l’agenda…», rispose il professore al telefono.«Solo pochi minuti, prima che inizi la lezione… Il tempo di lasciarle […]

  • 4 – «Non credia nenti»

    4 – «Non credia nenti»

    Dove una terza testimone, Catarinella Artes, figlia di un funzionario del Sant’Officio, ricorda di avere assistito alla finta guarigione della suddetta Geronima Danchano. Lei personalmente credeva che fosse solo una messa in scena di Pellegrina, per intascare denari. Giovedì 28 marzo 1555. Cinque giorni più tardi fu la volta di Catarinella Artes, che mai si […]

  • 3 – «Una papatola nigra»

    3 – «Una papatola nigra»

    Dove una seconda testimone, Antonella Chilena, riferisce ai giudici del Santo Tribunale dell’Inquisizione di quando Pellegrina scovò una pupazza di stoffa come maleficio contro una zia di Petro Davy. Facendo a pezzi l’amuleto, la magara affermava di volere guarire la poveretta. Venerdì 22 marzo 1555. Sora Elisabeta, sebbene sottoposta al segreto, come consuetudine non riuscì […]

  • 2 – Polvere di storia

    2 – Polvere di storia

    Dove un professore assegna il tema per la tesi di laurea ad una sua allieva, precisando come molte vicende del passato risultino in realtà storie silenziose, i cui documenti sono spesso filtrati attraverso l’ottica di una istituzione.  L’integrità reale di tali vicende è irrimediabilmente perduta. Nondimeno hanno lasciato tracce, “polvere di storia”, che occorrerà agli […]

  • 1 – «Interrogata de odio, dixit: que non»

    1 – «Interrogata de odio, dixit: que non»

    Dove la prima di cinque bizzoche, Elisabeta D’Afannato, si presenta ai giudici del Santo Tribunale dell’Inquisizione e accusa Pellegrina Vitello di essere una magara. Ricorda in particolare quando sciolse l’incantesimo a una ammalata di nome Geronima Danchano. Per Monsignor Bartholomeo Sebastiàn è questa la “notitia criminis”, tuttavia occorrono ulteriori denunce perché si possa aprire un […]

  • Premessa – Una storia dall’eco impercettibile

    Premessa – Una storia dall’eco impercettibile

    Questo libro fa riemergere dalla memoria una storia dall’eco impercettibile. Ricostruisce la vicenda realmente accaduta di Pellegrina Vitello, trent’anni, napoletana, accusata dalla Santa Inquisizione siciliana di fare sortilegi e divinazioni, con invocazione di demoni. Il percorso si delinea come un’attenta e documentata analisi degli atti processuali “super magariam”, datati 1555, rinvenuti integri da Carlo Alberto […]

  • Sergio Bertolami, A UN’ORA DELLA NOTTE – Genesi del romanzo

    Sergio Bertolami, A UN’ORA DELLA NOTTE – Genesi del romanzo

    di Sergio Bertolami Ci sono storie, come questa di Pellegrina, che non vogliono rimanere chiuse in un cassetto. Quasi vivessero di vita propria. Quante volte s’è detto di personaggi che incalzano l’autore a scrivere di loro? Per non citare Luigi Pirandello, farò l’esempio del premio Nobel Orhan Pamuk e di Kemal, protagonista del romanzo Il […]