Dopo Firenze, Napoli, Padova, Torino, Genova e Cagliari, il percorso espositivo dedicato a Tutankhamon approda a Bologna. Una mostra pensata per avvicinare pubblici diversi alla storia del giovane faraone e a una delle più celebri avventure dell’archeologia del Novecento.
Articolo a cura della Redazione Experiences, elaborato sulla base del comunicato stampa ricevuto da CULTURALIA <info@culturaliart.com>.
Il 1922 rimane una data impressa nella storia dell’archeologia. Dopo anni di ricerche nella Valle dei Re, Howard Carter riuscì a individuare la tomba di Tutankhamon e a riportare alla luce un complesso funerario destinato a trasformare il giovane sovrano egizio in una delle figure più riconoscibili dell’antichità. A più di un secolo di distanza, quella scoperta continua a esercitare una forte attrazione sull’immaginario collettivo e costituisce il cuore di “Tutankhamon: La tomba, il tesoro, la maledizione”, la mostra che dal 3 ottobre 2026 al 2 maggio 2027 sarà ospitata a Palazzo Belloni, in via de’ Gombruti 13, a Bologna.
L’esposizione arriva nel capoluogo emiliano dopo le tappe di Firenze, Napoli, Padova, Torino, Genova e Cagliari e propone un itinerario immersivo dedicato alle origini del cosiddetto “Faraone Bambino”, al suo mondo e soprattutto alla straordinaria avventura archeologica che portò Carter alla scoperta della tomba. Il percorso utilizza scenografie e differenti strumenti di approfondimento per ricostruire il contesto storico e rendere accessibili i diversi aspetti della vicenda a visitatori di ogni età.

Elemento centrale della mostra è la presenza di oltre cento riproduzioni dei reperti più importanti del tesoro della tomba, indicate dagli organizzatori come riproduzioni ufficiali e certificate direttamente dal Ministero delle Antichità Egizie del Cairo. Non si tratta dunque dell’esposizione dei reperti originali, ma di un progetto costruito attraverso copie fedeli che consentono di ripercorrere la ricchezza e la complessità del corredo funerario associato a Tutankhamon.
Accanto alla ricostruzione del tesoro, il percorso comprende sezioni tematiche dedicate alle tecniche di mummificazione e ai procedimenti di imbalsamazione praticati nell’antico Egitto. La dimensione divulgativa si intreccia con quella immersiva grazie anche alla realtà virtuale: indossando un visore, il pubblico potrà vivere virtualmente il momento dell’accesso alla tomba, “abbattendo il muro” dietro il quale si celava il tesoro ed esplorando gli ambienti nei quali Carter si trovò davanti a quelle che definì “cose meravigliose”.
Una particolare attenzione è riservata ai visitatori più giovani. Per famiglie e bambini sono previste didascalie facilitate e supporti visivi specifici, mentre alle scuole vengono proposte visite con guide qualificate, concepite per stimolare la curiosità degli studenti e favorire l’approfondimento della storia dell’antico Egitto. La mostra assume così una duplice dimensione: spettacolare nella ricostruzione e nelle scenografie, didattica nella volontà di fornire differenti livelli di lettura.
L’apertura bolognese sarà accompagnata dalla presenza di Zahi Hawass, uno dei nomi più noti dell’egittologia contemporanea. Sabato 3 ottobre, alle ore 10, l’archeologo terrà una lectio magistralis al Centro San Domenico, in piazza San Domenico 13. L’ingresso sarà gratuito previa prenotazione. Nel pomeriggio, dalle ore 15, Hawass sarà invece a Palazzo Belloni per firmare le copie del suo nuovo libro, L’uomo con il cappello, disponibile anche presso il bookshop della mostra.
“Tutankhamon: La tomba, il tesoro, la maledizione” sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle ore 18. L’esposizione resterà aperta fino al 2 maggio 2027 ed è organizzata da Spaziomostre per StoricaLab. Per informazioni e prenotazioni sono disponibili il sito della mostra, l’indirizzo e-mail info@mostratutankhamon.com e il numero +39 337 300086. La lectio magistralis di Zahi Hawass del 3 ottobre richiede prenotazione preventiva.

