Tempesta Gallery, Milano: Zhenlin Zhang “Ode to Transience”.

Tempesta Gallery è lieta di presentare Ode to Transience, la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Zhenlin Zhang (1998). Questo progetto espositivo riunisce una selezione di recenti dipinti a olio che esplorano temi universali come la separazione, la memoria e la transitorietà dell’esistenza umana.

Tempesta Gallery presenta: 

Zhenlin Zhang – Ode to Transience
Inaugurazione 16 gennaio 2025 dalle ore 18:00 
17 gennaio – 21 marzo 2025
Martedì – Venerdì | 15:00 – 19:00
Foro Bonaparte 68, Milano 

Questa toccante serie di opere si concentra sui momenti di distacco e sulle emozioni profonde che essi suscitano. Ispirato dalle tradizioni culturali tibetane e dalla loro visione filosofica dell’impermanenza, Zhang utilizza la pittura a olio per investigare la natura effimera della vita, catturando l’equilibrio fragile tra speranza e solitudine. Le opere esposte sono profondamente personali, nate da esperienze recenti dell’artista, come la perdita di familiari e le difficoltà legate alla salute della madre. Tuttavia, queste narrazioni individuali trascendono il personale per offrire una meditazione universale sulla vita, la morte e le connessioni che persistono nel tempo. 

I luoghi più freddi del mondo non sono i ghiacciai, ma la freddezza predestinata della pelle umana. Gli addii non sono solo separazioni: sono incontri con il senso profondo della vita, un’occasione per riflettere sulla bellezza fugace dei momenti più significativi della nostra esistenza. Il mio lavoro mira a onorare queste transizioni, fondendo speranza e solitudine con la saggezza delle tradizioni ancestrali.

 Zhenlin Zhang

Iconografie mitiche. Mala tibetani. Toni cerulei e velature cremisi. Stati transitori, effimeri, fragili come la condizione umana, un’esistenza fluida e mai statica. Così come le onde del mare si susseguono e si infrangono secondo un moto perpetuo, qui il gesto pittorico, le sfumature e la stratificazione del colore contribuiscono alla restituzione di un’atmosfera volubile, rarefatta e in continua trasformazione. Il lavoro di Zhang vive una dimensione evanescente, porosa, quasi onirica, connotata da un carattere spirituale che tenta di fissare nel tempo istanti, attimi fugaci. La figurazione cede il passo a immagini sospese, metamorfiche, che emergono e scompaiono ritmando l’impianto compositivo attraverso un inesauribile processo di decostruzione e ricontestualizzazione. Una riflessione sul concetto di perdita, una danza tra forme e forze, tra scomparsa e presenza. Una tensione oscillatoria al confine tra incontro e separazione, tra astrazione e rappresentazione, tra morte e rinascita.    

Edoardo Durante Zhenlin Zhang si è laureato presso il Royal College of Art di Londra, sviluppando un linguaggio visivo unico che fonde narrazioni personali con profonde riflessioni culturali e filosofiche. Il suo lavoro è stato riconosciuto con premi e partecipazioni a mostre in Europa e Asia, tra cui la selezione curata di Art Maze Mag e progetti espositivi significativi come Tibet: Cultural Assimilation Through a Theatrical Lens e The Future of Belonging. Le sue opere, ispirate anche dalla filosofia tibetana, esplorano le radici culturali e il senso dell’impermanenza.

Fondata a Milano nel 2020 da Elisa Bonzano ed Enrico Angelino, Tempesta Gallery si distingue per la sua missione di promuovere artisti contemporanei che affrontano temi di rilevanza sociale e ambientale. La galleria si propone come un luogo di dialogo, connettendo artisti provenienti sia dall’Italia che dall’estero con il contesto culturale e urbano della città di Milano.

Attraverso un programma espositivo inclusivo e diversificato, Tempesta Gallery offre una piattaforma per artisti che lavorano con una varietà di linguaggi, tra cui pittura, scultura e installazione. Ogni progetto espositivo è concepito per stimolare una riflessione critica sulle dinamiche che influenzano la nostra società e il nostro pianeta, creando connessioni significative tra arte, pubblico e territorio.


Il blu e il rosso. Il freddo sulla pelle, dopo una carezza. 

Ode to Transience è una riflessione sulla fragilità della condizione umana. Abbraccia la consapevolezza di un’esistenza effimera, fugace, destinata a scomparire. Transitoria e impermanente. 

Zhenlin Zhang (1998) – secondo una pratica silenziosamente loquace – restituisce atmosfere evanescenti, al confine tra il reale e l’onirico. Un carattere spirituale che fissa nel tempo attimi impercettibili. Partenze e lontananze assumono una connotazione inedita, un saluto è ora un incontro, la vita è profondamente connessa all’inevitabilità del suo limite. Decostruito e riletto, il dolore di una perdita o di una separazione forzata diviene possibilità di confronto: la realtà è definita da connessioni mutabili che plasmano e definiscono la nostra esistenza. La pittura di Zhang, il gesto immediato, la stratificazione di pigmenti a olio, congelano istanti labili. È una condizione rarefatta, impercettibile e in continuo divenire, proprio come una danza tra forme e forze, tra presenza e scomparsa. Traendo ispirazione dai precetti della filosofia tibetana, l’artista accetta una concezione della vita predestinata e predefinita. Una consapevolezza che determina un approccio quasi poetico alla vita, che prosegue e si sviluppa come un verso senza fine. Un movimento ciclico in cui principio e conclusione trovano il medesimo punto di risoluzione: un rapporto di scambio interdipendente con la dimensione naturale. Un’inclusione reciproca, un’immersione in cui soggetto e ambiente penetrano attivamente l’un l’altro. Quella di Zhang è una natura che supera la contraddizione ontologica che la distanzia dalla cultura, permette a ogni cosa di nascere e evolvere, è la forza responsabile della genesi e della trasformazione di qualsiasi identità, idea e soggetto che esiste, è esistita e che esisterà. Animali, piante, talismani e gioielli costituiscono l’universo figurativo dell’artista, simboli del conflitto tra speranza e solitudine, un viaggio ciclico che si risolve nell’instabilità di una metamorfosi in potenza, di una tensione oscillatoria che separa l’astrazione dalla figurazione. Le immagini di cui Zhang si serve sono tracce di un’esperienza passata, istantanee di una memoria che si fa visibile. Come in un campo di forze, la distorsione della forma e le velature dei colori si intrecciano, rivelando così una dimensione incerta, mai statica, in perenne divenire. Le opere in mostra paiono perciò ambienti in cui l’immagine si dissolve in un alfabeto di segni che suggeriscono la transitorietà, la caducità e l’eterno ritorno. La visione dell’artista è simultaneamente intima e universale, uno spazio di oscillazione tra visibile e invisibile, tra rappresentazione e astrazione. L’individuo e la natura sono interconnessi tramite un abbraccio continuo dove la separazione e la perdita non sono mai definitive, al contrario recano la promessa di una nuova unione. All’interno del processo inesauribile descritto da Zhang, la sofferenza si fa alterazione, il vuoto diviene pieno e ogni fine è ora un nuovo inizio. Attraverso il suo lavoro, tenta di sintetizzare una più profonda comprensione della vita, secondo cui l’impermanenza non è una condanna, al contrario una possibilità. La fine di un ciclo è il preludio di una successiva evoluzione, un movimento reiterato che ci trascina in un flusso ininterrotto di trasformazione e rivelazione. 


Informazioni di Contatto
Email: info@tempestagallery.com

Artra Galleria e Galleria Studio Cenacchi presentano TRAME SILENZIOSE | Mostra personale di Zeno Bertozzi

Artra Galleria di Milano e Galleria Studio Cenacchi di Bologna presentano la mostra personale “Trame Silenziose” dell’artista Zeno Bertozzi, una mostra su due sedi a cura di Raffaele Quattrone.

Basata sull’idea che la collaborazione tra gallerie è possibile ed è più importante della competizione, l’esposizione è un progetto culturale unitario che permette di arricchire ed articolare la conoscenza di Bertozzi, offrendo la possibilità a più persone, anche in aree diverse d’Italia, di accedere alla mostra.

Per questo motivo, l’esposizione verrà allestita in due spazi diversi quali Artra Galleria di Milano e Galleria Studio Cenacchi di Bologna e inaugurerà in due date distinte: il 16 gennaio a Milano e il 18 gennaio a Bologna.

Artra Galleria e Galleria Studio Cenacchi presentano la mostra
 
TRAME SILENZIOSE
una personale di Zeno Bertozzi
 
A cura di Raffaele Quattrone
                                                    
Opening Milano: 16 gennaio 2025
Opening Bologna: 18 gennaio 2025
Artra Galleria – Via Leopoldo Gasparotto 4, Milano
Galleria Studio Cenacchi Via Santo Stefano 63, Bologna

“Trame silenziose” presenta 32 sculture realizzate prevalentemente in gesso e ceramica. Bertozzi opera su una sorta di tatuaggio plastico ottenendo effetti che stanno tra la calcificazione ossea e concrezioni della più diversa natura, dalle quali scaturisce una riflessione su un tempo che può alterare e variare superfici eterne per la loro classica bellezza. Sotto il segno della metamorfosi, questo tipo di intervento, minuziosamente eseguito con la punta fine di un bulino, viene ripetuto su varie superfici sempre di materiale ceramico e gesso. Una ripetizione costante, che include sempre la dimensione del tempo, attraverso una lenta contemplazione che plasma la materia, creando crateri e forme che si trasformano nell’unità di misura dell’invisibile scorrere del tempo.

Queste opere evocano un’armonia nascosta, non immediatamente percepibile, che invita il visitatore a intraprendere un viaggio interiore verso un luogo in cui la mente si calma e ritrova il suo equilibrio. Il colore predominante delle sculture è il bianco, simbolo di purezza e tranquillità, e questo si sposa perfettamente con l’oro, accompagnando il pubblico in un’esperienza visiva e sensoriale di grande intensità.

In merito all’utilizzo del colore oro, Zeno Bertozzi ha spiegato: “Un nido dorato mi porta a pensare all’idea di riposo, di tranquillità e di rifugio dal caos associato all’immagine di casa primordiale in cui le pareti sono appunto di terra, un rifugio che come un vestito si adatta al corpo dell’animale proteggendolo, un qualcosa che si avvicina al corpo della madre. L’oro in questa maniera dà ancora più importanza a questo spazio protettivo, lo raddoppia lo fortifica elevandolo al luogo naturale e primo dell’abitare”.

Le sculture di Bertozzi parlano di una “melodia” silenziosa, cui diversi titoli delle opere rimandano, che diventa qualcosa di intangibile, ma che esiste come una forza che ci guida o ci consola. Un’invisibile danza di suoni e silenzi che raccontano storie senza parole, ma con una forte intensità emotiva dove il silenzio diventa una forma di comunicazione profonda, spesso più potente del suono.

“In questo senso mi ricordano la “Sinfonia del Silenzio” di Giya Kancheli che esplora il concetto di silenzio come una forma di musica” afferma il curatore Raffaele Quattrone. “L’intera composizione è costruita su pause, spazi vuoti e momenti di quiete, creando un’atmosfera riflessiva che evoca solitudine e allo stesso tempo protezione nel silenzio”.

A tal proposito l’artista aggiunge: “Il concetto di trama come quello di sinfonia è legato al concetto di scrittura e segni ma può essere anche inteso come un insieme di linee, spazi e volumi che si combinano per creare una struttura visiva. Quindi una relazione tra forme che nella loro semplicità offrono varie possibilità interpretative”.

Nelle opere di Zeno Bertozzi l’invisibile diventa una melodia segreta, ascoltata solo da chi è pronto ad “ascoltare”, una bellezza nascosta che trova nel silenzio, uno spazio sicuro dove il mondo esterno si attenua e dove l’arte e il pensiero possono fiorire senza distrazioni. Un rifugio che non ha bisogno di essere visto, un “guscio” che come i nidi di vespe vasaie in alcune opere ci preserva dal caos esterno custodendo ricordi e frammenti di un tempo che non è mai del tutto perduto, ma che esiste nell’invisibilità e nel silenzio.

La mostra sarà visitabile da Artra Galleria a Milano fino al 21 febbraio 2025 e da Galleria Studio Cenacchi a Bologna fino al 28 febbraio 2025.

Nato a Castel San Pietro Terme nel 1994. Nel 2015 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove inizia ad elaborare e sperimentare in campo scultoreo, avvicinandosi così alle prime esperienze scultoree, affiancando agli studi, terminati nel 2020, l’attività lavorativa presso lo studio Bertozzi & Casoni, dove tuttora collabora. Tra le occasioni espositive si ricordano: “Index”, Opentour 2018, Labs Gallery Arte Contemporanea, Bologna 2018; “To be going to”, Opentour, P420 Arte Contemporanea, Bologna 2019; “Tassellation”; “Con tatto”, Galleria Claudio Poleschi Atre Contemporanea, Dogana, San Marino, 2021; “Verde brillante. O delle probabilità interpretative del divenire forma”, Galleria Antonio Verolino, Modena, 2022; “Per una nuova scultura. Sperimentazioni e traiettorie lungo la Via Emilia”, Modena, 2022; “M’ARTE”, Zeit Gallery, Porcari (LU), 2022; “Intermezzo”, Galleria di Villa Ferrari, Castelnuovo Rangone, 2023; “Legami fragili” a cura di Raffaele Quattrone, Galleria Studio Cenacchi, Bologna, Studio DBF, Roma, Spazio 21, Lodi, 2024.

Raffaele Quattrone è un sociologo e curatore d’arte contemporanea italiano, noto per il suo approccio critico e interdisciplinare nell’analisi dell’arte e della società. Come curatore, Quattrone ha organizzato numerose mostre, lavorando sia con artisti emergenti che affermati, in spazi pubblici e privati. Dal 2015 collabora con la Real Academia de España en Roma, dove ha curato progetti di rilievo come la mostra Oltre ogni ragionevole dubbio (2017), L’ultimo Espaliù (2019), l’installazione Michelangelo Pistoletto – Pozzo Specchio nel Tempietto di Bramante (2023) e la mostra Michelangelo Pistoletto all’Accademia di Spagna (2024). Tra le sue pubblicazioni si ricorda NewFaustianWorld. 17 pittori per l’arte del XXI secolo, 24ORE Cultura (2018), che analizza le opere di 17 artisti internazionali: Glenn Brown, Maurizio Cannavacciuolo, Andrea Chiesi, Tiffany Chung, Njideka Akunyili Crosby, Alberto Di Fabio, Kepa Garraza, NS Harsha, Songsong Li, Alessandro Moreschini, Mauro Pipani, Imran Qureshi, Terry Rodgers, Raqib Shaw, Philip Taaffe, Josep Tornero, Jan Worst. Questo lavoro ispira due mostre, a Rimini e Venezia, e un docufilm diretto da Piero Passaro, tradotto in diverse lingue e premiato a livello internazionale. Nel 2023 scrive e presenta la docuserie MASTERPIECE. Sulle tracce della meraviglia, un progetto innovativo che combina cinema, televisione e documentario, in cui intervista figure iconiche dell’arte contemporanea, come Shirin Neshat, Jeff Koons, Mona Hatoum, Imran Qureshi e Marinella Senatore. La serie, trasmessa nel 2024 in anteprima su Documentando.org, ha ottenuto grande attenzione mediatica. Da Ottobre 2024 è editor-in-chief di tutte le pubblicazioni del gruppo americano Vincenzo Viva Publisher.


TITOLO MOSTRA: Trame silenziose
 
OPENING:
Artra Galleria – 16 gennaio 2025 ore 18
Galleria Studio Cenacchi – 18 gennaio 2025 ore 17
 
DOVE:
Artra Galleria – Via Leopoldo Gasparotto, 4, 20124, Milano | fino al 21 febbraio 2025
Galleria Studio Cenacchi Via Santo Stefano, 63, 40125, Bologna | fino al 28 febbraio 2025
 
INGRESSO GRATUITO
 
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